Category Archive Campagne

Goletta Verde di Legambiente nel Lazio: dal 1988 cancellati definitivamente oltre 41 km di costa

Goletta Verde di Legambiente nel Lazio
Continua l’aggressione del cemento e il consumo di
suolo sulla costa:
dal 1988 cancellati definitivamente oltre 41 km di
costa
Solo un terzo dei litorali laziali si è salvata dal diluvio di cemento

Legambiente: “Sia approvato subito il Piano Paesaggistico Regionale, per fermare definitivamente gli appetiti cementificatori dei Comuni costieri e vietare da subito qualsiasi attacco del cemento sulle aree ancora libere, istituendo il vincolo di inedificabilità assoluta ad un chilometro dal mare”

Difendiamo la linea di costa del Parco nazionale del Circeo, rigettando qualsiasi proposta tesa ad aumentare il consumo di suolo

Dal 1988 nel Lazio sono stati cancellati quarantuno chilometri di costa. Oggi, su un totale di 329 km, da Minturno a Montalto di Castro, ben 208 risultano essere trasformati ad usi urbani e infrastrutturali, ossia oltre il 63%. E il boom del cemento non accenna a diminuire con il rischio di far scomparire per sempre le bellezze naturali della regione. Per questo Legambiente lancia la proposta di bloccare le espansioni degli strumenti edilizi, fissare un vincolo di inedificabilità assoluta per tutte le aree costiere ancora libere dall’edificato di almeno un chilometro dal mare, approvando subito un piano paesaggistico e chiedendo al contempo di procedere con l’abbattimento delle opere abusive, in particolare nei 23 Comuni costieri dove nel 2009 stati commessi complessivamente ben 2.379 manufatti realizzati senza alcuna autorizzazione.

È quanto evidenziato oggi dalla Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente impegnata per la difesa del mare e delle coste italiane, durante la presentazione del dossier “Il consumo di suolo nelle aree costiere italiane. La costa laziale, da Minturno a Montalto di Castro: l’aggressione del cemento ed i cambiamenti del paesaggio”. All’incontro, svoltosi oggi a San Felice Circeo, presso l’Hotel Maga Circe, hanno preso parte Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente; Serena Carpentieri, responsabile Goletta Verde, Gaetano Benedetto,  Commissario Ente Parco nazionale del Circeo, Maurizio Lucci, Sindaco del Comune di Sabaudia; Eleonora Brionne; Comunicazione e
relazioni esterne Corepla.

Lo studio di Legambiente ha analizzato la costa laziale in un arco di tempo che va dal 1988 al 2011. Grazie alla sovrapposizioni delle foto satellitari è stato possibile fare un raffronto con quella che era l’occupazione della costa all’epoca e come si è
evoluta nei 23 anni presi in esame. Malgrado i vincoli imposti sia legge “Galasso”, sono stati cancellati 41 km di costa, cioè il 20% dell’intera urbanizzazione esistente, in gran parte a favore di nuove seconde case, ville e palazzi, per l’espansione di alcuni agglomerati che si susseguono lungo la costa, e per attività turistiche. Rilevanti sono anche le opere infrastrutturali realizzate, come il nuovo Porto di Ostia e gli ampliamenti realizzati a Civitavecchia, mentre sono diversi i progetti di nuove infrastrutture portuali che riguardano Fiumicino, Anzio, Formia, San Felice Circeo, Gaeta. Nel dettaglio, su un totale di 329 km, da Minturno a Montalto di Castro, ben
208 risultano essere trasformati ad usi urbani e infrastrutturali, ossia oltre il 63%. Più precisamente, 59 km sono occupati da porti, attività industriali, opere infrastrutturali. Mentre la parte occupata dalle costruzioni si può dividere tra 55 km di paesaggio urbano molto denso e 94 km di costa occupata da insediamenti con densità più bassa, per lo più lineari che seguono la linea di costa. Solo 12 km di costa sono ancora paesaggi agricoli, mentre sono ancora “integri” 109 km di paesaggi naturali, di cui 62 km risultano vincolati, perché ricadenti in aree protette.
“I risultati che questo studio della costa laziale ci consegna sono estremamente preoccupanti. Per I numeri e per la dimensione  dell’aggressione nei confronti di una costa di grande bellezza, nella quale sopravvivono ancora paesaggi naturali e ricchi di storia, a rischio se non si interviene immediatamente- spiega Eduardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – Oggi cambiare non solo è possibile ma è nell’interesse dei cittadini, dell’ambiente e del turismo. Chiediamo alla giunta Zingaretti di avere il coraggio e la lungimiranza di fissare un vincolo di inedificabilità assoluta per tutte le aree costiere ancora libere per almeno un chilometro dal mare,
attraverso l’approvazione di un piano paesaggistico che intervenga anche sui piani regolatori vigenti per stralciarne le previsioni  edificatorie”.

I tratti di costa in cui sono avvenuti i maggiori fenomeni di trasformazione del paesaggio sono quelli che vanno da Fondi (Salto Corvino) a Terracina, da Anzio a Torvaianica. E tanti altri tratti, come il Lido di Ostia, le spiagge di Fiumicino, Santa Marinella e Civitavecchia, in cui non solo si è trasformato in modo irreversibile il paesaggio a favore di alberghi, servizi, prime e seconde case, ma è stata occupata la
spiaggia con attrezzature turistiche rilevanti. In generale, tutto questo avanzare del cemento, è avvenuto a scapito di aree libere (spiagge, dune e aree verdi naturali), ma soprattutto di suoli agricoli. I ventiquattro Comuni costieri del Lazio in molti casi sono vere e proprie
cittadine che triplicano, quintuplicano, decuplicano in qualche caso gli abitanti nei due mesi d’estate, in altri gli ambiti costieri rischiano di divenire periferie delle città, con un pericoloso rischio di una divisione tra città dormitorio e città turistica. La sfida è
ridisegnare il litorale, bisogna aumentare la qualità degli spazi pubblici e privati, ricomporre paesaggisticamente i luoghi, ricostruire i water front, intervenire sulle situazioni di mono-funzionalità residenziale, allo stesso tempo non concentrandosi solo sulla funzione turistica.

“Serve un grande sforzo progettuale, di innovazione, di modernità, di sperimentazione e per questo va subito approvato il Piano Paesaggistico Regionale fermando definitivamente gli appetiti cementificatori dei Comuni costieri – afferma Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – Anche perché questi ultimi, hanno presentato centinaia di osservazioni “ammazza paesaggio” al Ptpr adottato, per trasformazioni urbanistiche in aree vincolate paesaggisticamente, che coinvolgono 465,5 ettari tra le province di Roma e Viterbo e altri 3.500 ettari nella provincia di Latina. Osservazioni respinte per la gran parte dagli uffici regionali in sede dicontrodeduzioni, ma da tenere ancora sotto attenta osservazione. E’ necessario procedere con urgenza e ricomporre paesaggisticamente i luoghi, ricostruire i water front, intervenire sulle situazioni di mono-funzionalità residenziale non concentrandosi solo sulla funzione turistica”.

Nel fermare la pressione edilizia hanno rappresentato un presidio importantissimo il sistema delle aree naturali che interessa la costa, a partire dal Parco Nazionale del Circeo e dalla Riserva naturale Statale Litorale romano e poi con un articolato sistema di aree di diversa dimensione (dal Parco regionale riviera di Ulisse, alla riserva naturale statale Salina di Tarquinia, fino alla riserva naturale regionale Tor Caldara). Tutto ciò però non basta.

“La linea di costa del Parco nazionale del Circeo va difesa senza tentennamenti, rigettiamo qualsiasi ipotesi di esclusione dal Parco di  territorio e qualsiasi proposta tesa ad aumentare il consumo di suolo in un’area già pesantemente colpita da fenomeni di abusivismo edilizio – dichiara Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente – Inoltre riteniamo di fondamentale importanza l’istituzione di un’area marina protetta e quindi l’allargamento a mare del Parco, in un’ottica più ambiziosa e coraggiosa rispetto a quella contenute nel Piano. Infine, affinché la tutela possa essere realmente efficace è necessaria l’organizzazione di un sistema di reti ecologiche in
grado di collegare l’area protetta con quelle già presenti nella provincia pontina, come il Parco regionale dei Monti Ausoni, Riviera d’Ulisse e l’auspicabile Parco regionale dei Monti Lepini”.

A preoccupare, infatti, non è solo l’avanzare del cemento “legale”. Perché, secondo i dati elaborati da Legambiente, nei 23 Comuni costieri della regione Lazio (escluso il Municipio 13 della Capitale) sono stati commessi complessivamente ben 2.379 abusi edilizi nel 2009 (ultimo dato pubblicato), il 15,4% rispetto al numero totale dei 15.426 abusi regionali, pari a ben 6,5 illeciti al giorno. Soprattutto se raffrontato con il dato delle demolizioni degli abusi sui territori: solamente nel 2,9% dei casi nel corso del 2009 la parola è passata alle ruspe. Un dato decisamente serio e preoccupante, in sostanza stabile rispetto al 2004 quando gli abusi registrati erano 1.803.

Resta, inoltre, da valutare attentamente, anche l’erosione costiera: nel Lazio sono in fase di forte erosione 63 chilometri di costa, il 23% del totale (isole escluse), da imputare principalmente alla realizzazione di invasi artificiali lungo i corsi d’acqua che diventano vere e proprie trappole sedimentarie, all’estrazione di inerti ed alla realizzazione di sbarramenti in alveo. Un problema serio, sul quale  intervenire fermando l’avanzata di altre inutili opere a mare, fermando il diluvio di cemento dei nuovi porti, migliaia di nuovi posti barca, sovradimensionati, calcolati rispetto al picco estivo sul quale si dimensiona la domanda e si consuma suolo, mentre si potrebbe
lavorare sulla realizzazione di pontili mobili e boe galleggianti. Il passaggio della Goletta Verde in questo territorio è stato anche l’occasione per la consegna del premio Corepla Comuni Ricicloni estate – Speciale Plastica al sindaco di Sabaudia, Maurizio Lucci, per la buona performance sulla raccolta differenziata della plastica, anche se c’è ancora da fare molto e meglio sul fronte della gestione rifiuti.

“Nonostante il Lazio sia ancora il fanalino di coda delle Regioni del centro Italia, è indubbio che nell’ultimo anno molti sforzi siano stati compiuti per colmare questo ritardo – afferma Eleonora Brionne, Comunicazione e Relazione Esterne Corepla – Eproprio nel centro Italia, il Comune di Sabaudia rappresenta un ottimo esempio di come sia possibile raggiungere importanti obiettivi grazie alla volontà e all’impegno degli amministratori locali. Basti pensare che nel corso dell’ultimo anno, il Comune ha raccolto ben 22 kg di imballaggi in plastica pro capite, il doppio di quanto raccolto mediamente in Italia. Un notevole risultato che indica come l’attenzione posta ai temi
ambientali debba essere considerata un investimento a lungo termine, anche e soprattutto nei Comuni a forte vocazione turistica e ad alto valore ambientale”.

Il dossier completo sul consumo di suolo nel Lazio è scaricabile a
questo link
http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/il-consumo-di-
suolo-sulla-costa-laziale
Goletta Verde è una campagna di Legambiente
Main partner: COOU
Partner tecnici: Corepla, Nau, Novamont, Solbian
Media partner: La Nuova Ecologia, PescaTv – canale Sky 236, Rinnovabili.it
Ufficio stampa Goletta Verde
Luigi Colombo – 347/4126421
stampa.golettaverde@legambiente.it
Segui il viaggio di Goletta Verde
sul sito www.legambiente.it/golettaverde
blog http://golettaverdediariodibordo.blogautore.repubblica.it
e su www.facebook.com/golettaverde

SCARICA IL PDF

Tags, , ,

La Goletta Verde di Legambiente arriva nel Lazio

La Goletta Verde di Legambiente arriva nel Lazio
Da lunedì a mercoledì tappe a San Felice al Circeo,
Fiumicino e Ostia
Tre giorni per discutere con esperti e amministratori di
cementificazione della costa, qualità delle acque, scarichi
fognari e accessibilità ai servizi turistici per i disabili
Primo appuntamento lunedì, alle ore 11 a San Felice al Cireo, con la
presentazione del dossier sul consumo di suolo delle coste laziali

Da lunedì 29 luglio arriva nel Lazio la Goletta Verde, la campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate realizza un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. Per il ventottesimo anno consecutivo, la storica imbarcazione ambientalista, realizzata anche con il contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati, è tornata a navigare per schierarsi contro i “pirati del mare”. Un viaggio si concluderà il 18 agosto in Toscana, dopo più di 30 tappe da nord a sud della Penisola per dar seguito alle tante battaglie in difesa dell’ecosistema marino e del territorio che Legambiente porta avanti dal 1986, denunciando, informando, coinvolgendo i cittadini con l’auspicio di promuovere esempi positivi all’insegna della sostenibilità ambientale. La Goletta Verde porterà avanti anche nel Lazio la sua battaglia contro la mancata depurazione, l’abusivismo, la speculazione edilizia e il consumo di suolo, la privatizzazione del demanio, l’illegalità e le spiagge negate.
Nel Lazio la Goletta verde farà tappa a San Felice a Circeo, Fiumicino e Ostia, da lunedì 29 luglio a mercoledì 31 luglio. Gli ultimi
dati pubblicati sulle acque di balneazione in Italia e in Europa, che testimoniano la buona salute del mare italiano, non devono far abbassare la guardia sul rischio di inquinamento ancora presente, a partire dagli scarichi non depurati che continuano a confluire in mare. A tutt’oggi in Italia il 25% delle acque di fogna viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato e tante sono le situazioni critiche di depuratori malfunzionanti o scarichi abusivi. Per questo motivo con la Goletta viaggia un team di biologi che conducono il monitoraggio scientifico a caccia dei punti più critici riguardo la mancata depurazione; raccolgono le  segnalazioni dei cittadini denunciando le situazioni che mettono maggiormente a rischio le nostre acque. Primo appuntamento del tour laziale sarà a lunedì a San Felice Circeo, presso l’Hotel Maga Circe, con la presentazione del dossier di Legambiente sul consumo del paesaggio e delle coste del Lazio.Partecipano, Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente; Serena Carpentieri, responsabile Goletta Verde, Gaetano
Benedetto, Commissario Ente Parco nazionale del Circeo, Maurizio Lucci, Sindaco del Comune di Sabaudia; Eleonora Brionne; Comunicazione e relazioni esterne Corepla.

L’arrivo nel Lazio dell’imbarcazione ambientalista, sarà però anche l’occasione per ribadire contrarierà di Legambiente al faraonico progetto del Porto della Concordia, con la presentazione un dossier sulla portualità nel Lazio che sarà illustrato martedì a Fiumicino.
Il programma di Goletta Verde nel Lazio Lunedi 29 luglio, ore 11.00 a San Felice Circeo, presso Hotel Maga Circe Presentazione del dossier di Legambiente sul consumo del paesaggio e delle coste del Lazio Partecipano:
Edoardo Zanchini – vicepresidente nazionale Legambiente
Roberto Scacchi – direttore Legambiente Lazio
Marco Omizzolo – coordinatore provinciale Legambiente
Serena Carpentieri – responsabile Goletta Verde
Gaetano Benedetto – Commissario Ente Parco nazionale del Circeo
Maurizio Lucci – Sindaco del Comune di Sabaudia
Eleonora Brionne – Comunicazione e relazioni esterne Corepla
Martedì 30 luglio, ore 16 Fiumicino
Presso imbarchi Sardegna. Legambiente manifesta contro il faraonico progetto del Porto della Concordia e presenta un dossier “Portualità nel Lazio”.

Saranno presenti Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Serena
Carpentieri, responsabile Goletta Verde; Valentina Romoli, vice presidente
Legambiente Lazio, i volontari del nuovo circolo di Legambiente “Volontari per
la tutela del territorio di Fiumicino” .
Mercoledì 31 luglio, ore 11 Ostia
Piazza dei Ravennati. Iniziativa “Ostia. Basta Lungomuro”
Sarà l’occasione per presentare i dati dell’indagine di Legambiente sugli
accessi negati alle spiagge: tutti i numeri dell’inaccessibilità del lungomare
romano.Giovedì 1 agosto, ore 11 Roma
Presso la sede di Legambiente Lazio, Via Regina Margherita 157.

Conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio scientifico di
Goletta Verde nel Lazio.

Goletta Verde è una campagna di Legambiente
Main partner: COOU
Partner tecnici: Corepla, Nau, Novamont, Solbian
Media partner: La Nuova Ecologia, PescaTv – canale Sky 236, Rinnovabili.it
Ufficio stampa Goletta Verde
Luigi Colombo – 347/4126421
stampa.golettaverde@legambiente.it
Segui il viaggio di Goletta Verde
sul sito www.legambiente.it/golettaverde
blog http://golettaverdediariodibordo.blogautore.repubblica.it
e su www.facebook.com/golettaverde

SCARICA IL PDF

Tags, , , , ,

Il Lazio scala la classifica del mare illegale: 1.050 infrazioni accertate sulle coste laziali, 391 in più rispetto allo scorso anno

Il Lazio scala la classifica del mare illegale: 1.050 infrazioni accertate sulle coste laziali, 391 in più rispetto allo scorso anno
2,8 illegalità al giorno, 2,9 infrazioni per ogni chilometro di costa, il 7,8% del totale nazionale secondo “Mare Monstrum” di  Legambiente. E dal 5 luglio, lungo le coste del Lazio torna la Goletta Verde di Legambiente.
IN ALLEGATO ANCHE TUTTE LE TABELLE

Il Lazio scala la classifica del mare illegale con un numero totale di infrazioni accertate nel 2012 pari a 1.050, con un incredibile  incremento di 391 illegalità rispetto al 2011, un bell’aumento del 59,3%. Le infrazioni regionali pesano il 7,8% sul totale nazionale con 2,8  illegalità al giorno, 2,9 per ogni chilometro di costa. Le persone arrestate e denunciate aumentano e sono 1.243 (481 in più rispetto al 2011), così come i sequestri che arrivano a 209 (ossia 13 in più rispetto allo scorso anno). Questo quanto emerge da “Mare Monstrum” di Legambiente, il dossier sulle illegalità costiere elaborato sulla base dei dati delle Forze dell’Ordine e delle Capitanerie di Porto, che vede il Lazio salire dall’ottava alla sesta posizione.

“Nel Lazio crescono in modo incredibile le infrazioni sul mare e sulle coste, attaccate sul fronte dell’abusivismo, della pesca illegale, della navigazione fuorilegge -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. I numeri aumentano in modo davvero preoccupante, addirittura quasi del 60%, da un lato di certo per il buon lavoro delle forze dell’ordine e delle procure, ma anche perché si continua a pensare che il mare è una risorsa da sfruttare fino allo stremo. Servono, allora, nuove politiche regionali per tutelare una delle risorse più importanti, sul fronte ambientale ma anche su quello economico, e dalla Regione Lazio ci aspettiamo a breve il riavvio della discussione sul PTPR, sul piano coste e sul piano di tutela delle acque, ma anche nuovi sforzi per gli abbattimenti degli abusi edilizi. D’altra parte rimane, invece, fondamentale il ruolo dei cittadini, sentinelle che possono segnalare i casi di illeciti sul mare alla nostra Goletta Verde che tra pochi giorni arriverà nel Lazio.”

Pesa il fronte dell’abusivismo edilizio in aree demaniali dove il Lazio rimane stabile in ottava posizione nella classifica nazionale, con 132 infrazioni  accertate, il 4,6% sul totale, con 152 persone denunciate ed arrestate (50 in meno rispetto allo scorso anno) e i sequestri che salgono a 72 (3 in più rispetto al 2011). È di appena due giorni fa la notizia del sequestro di beni per 65mila euro riconducibili al clan Mallardo che da tempo investe nel basso Lazio. Secondo la Procura Nazionale Antimafia, nella Relazione annuale 2012, la provincia di Latina sarebbe quella, tra quelle laziali, più interessate da fenomeni criminali con ben 253 beni sequestrati e 123 confiscati, per un valore complessivo di 280 milioni di euro. L’abusivismo edilizio continua a sfregiare il litorale, soprattutto nelle aree di maggior pregio, quindi sotto tutela.  Emblematico il sequestro nel marzo dell’anno scorso di una villa abusiva con tanto di piscina e pertinenze a Formia, sul lungomare di Vindicio, costruita a ridosso di resti romani di inestimabile valore archeologico. Nella top ten nazionale degli abusi edilizi da abbattere con urgenza, anche il gruppo di 10 ville plurifamiliare nel cuore del Parco Nazionale del Circeo. Alla fine di ottobre del 2012 è  cominciato l’abbattimento dell’ecomostro, quando sotto una pioggia battente le ruspe circondate dagli attivisti di Legambiente, hanno tirato giù i primi due scheletri della lottizzazione abusiva, poi più nulla. Altro caso di abusivismo in grande stile riguarda Terracina con il sequestro del 22 febbraio, da parte del tribunale di Latina, dell’area industriale dove un tempo sorgeva l’industria di pomodori pelati Desco. Un’area estesa per 63 mila metri quadrati e per un valore di 30 milioni di euro. I reati contestati sono falso, abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva. Altre vicende hanno riguardato Sperlonga, dove l’estate scorsa è arrivata la prima sentenza di condanna per gli abusi edilizi realizzati nell’hotel Grotta di Tiberio; sulle dune di Sabaudia, abusivismo griffato per Villa Fendi con una condanna ad un anno e due mesi di reclusione; come lo scorso anno, ancora in attesa di giudizio gli abusi del camping Santa Anastasia di Fondi e la lottizzazione abusiva Bella Farnia a Sabaudia. A Ponza è finita sotto indagine per abusivismo edilizio e violazione dei vincoli paesaggistici la casa di un noto giornalista televisivo i cui lavori di ampliamento avrebbero causato lo sfondamento di un cunicolo di areazione e di una parete di tufo che si affaccia direttamente sulle piscine naturali. Vicende poco chiare sulla spiaggia libera di Castel Porziano e presso lo stabilimento Belvedere di Nettuno per i quali Legambiente ha presentato relativamente un esposto chiesto l’accesso agli atti. Nel primo caso a preoccupare sono le strutture del “Cancelli Village” che poggiano su un sito di importanza comunitaria, il secondo riguarda presunti lavori di riqualificazione dello stabilimento configuratisi piuttosto come interventi dal forte impatto ambientale, paesaggistico ed urbanistico. E ancora il Porto di Fiumicino: prima il sequestro nel novembre del 2012 dell’intera area di cantiere che si estende su una superficie di oltre cento ettari, poi, nel marzo scorso, l’arresto del costruttore per frode nelle pubbliche forniture, appropriazione indebita, attestazione fittizia di beni e riciclaggio. Sul fronte degli abbattimenti, notizie confortanti da Ardea dove però ha rallentato, ma non si è interrotta, l’attività di rimozione della case sulla spiaggia. A giugno e a settembre, le ruspe hanno abbattuto alcune villette abusive. Avviata dal precedente sindaco, la liberazione del lungomare dal cemento illegale ha raggiunto oggi le 110 demolizioni.

Il Lazio continua a registrare un aumento delle infrazioni sulla pesca di frodo, passando dalle 240 del 2011 alle 544 del 2012, seppur stabile come posizione rispetto allo scorso anno, pesando però il doppio con un 10,1% sul totale (era il 5% nel 2011) con 559 denunce e arresti e 23 sequestri. Anche nel Lazio il mare è messo sotto assalto su questo fronte: sono 21.071 chili di pesce e  molluschi sequestrati nelle acque laziali, al quinto posto della classifica nazionale. Ponza è tra i casi più eclatanti di marinerie ostinate nell’uso delle spadare, tuttora illegali. Nel Lazio, crescono anche le violazioni al codice della navigazione con 263 illegalità compiute nel 2012 rispetto alle 175 del 2011 e 413 persone denunciate e arrestate e 50 sequestri effettuati che fanno salire la nostra regione al quarto posto della classifica nazionale con il 9,7% delle infrazioni sul totale in Italia.
Non migliora la situazione per quanto riguarda l’inquinamento del mare, dove sono state accertate 111 illegalità, che fanno salire il Lazio dall’undicesima alla settima posizione, il 4,3% del totale nazionale, con le denunce e gli arresti che però scendono a 119 e i sequestri a  4 (erano 128 le persone denunciate e arrestate nel 2011 e 69 i sequestri). Complessivamente la depurazione non migliora nella nostra regione, rimanendo stabile al 65,4% gli abitanti equivalenti serviti effettivi (AES) che ha impianti di depurazione delle acque reflue  urbane con trattamento secondario e terziario. Come per lo scorso anno, tra i capoluoghi le peggiori performance si registrano a Frosinone, dove l’efficienza è ferma all’80%, ma Rieti migliora dall’83% al 90%, Roma dal 90 al 97%, mentre Viterbo si attesta al 95% e Latina all’84% (dato 2011). Sotto osservazione di Goletta Verde di Legambiente, che torna il 5 luglio a monitorare lo stato di salute del mare e delle coste, anche la questione delle spiagge negate. Ostia ne è l’esempio piùeclatante: biglietterie e tornelli, obbligo di tessera, invito a fare il biglietto o semplicemente ad andare più avanti alla ricerca della spiaggia libera. Nel 2009 su 56 stabilimenti solo 3  avevano consentito il passaggio libero, mentre ben il 94,5% era risultato off limits. Nel 2010, su 10 stabilimenti scelti come campione, solo 4 sono risultati a norma di legge, e negli altri 6 non è stato possibile arrivare alla battigia senza pagare. E a Fiumicino è vietato  stendere il proprio telo mare negli stabilimenti anche nella fascia di 3 metri dal bagnasciuga. Anche per quest’anno Legambiente mette a disposizione di cittadini e turisti il servizio SOS Goletta che consente di inviare segnalazioni di situazioni di inquinamento del mare e dei laghi. Per lanciare l’SOS ci si può collegare a www.legambiente.it/sosgoletta o inviare un SMS o MMS al numero 346.007.4114 con una breve descrizione della situazione e le informazioni utili per individuare il luogo esatto.

SCARICA IL PDF

Tags, , ,

Goletta Verde di Legambiente su dati Tarquinia e Santa Severa

Goletta Verde di Legambiente su dati Tarquinia e Santa Severa: stop a sterili polemiche, subito interventi per non danneggiare cittadini e turismo.

Le affermazioni rilasciate a mezzo stampa dal Sindaco di Tarquinia e dai balneari di Assobalneari e SIB di Santa Severa contro la Goletta Verde di Legambiente sconcertano e non corrispondono al
vero. Legambiente respinge con forza le accuse, secondo cui i risultati delle analisi delle acque riscontrati da Legambiente sarebbero contraddetti dalle analisi effettuate da Arpa Lazio. Innanzitutto la contraddizione non esiste affatto: nel caso di Taquinia Legambiente ha monitorato un punto in corrispondenza della foce del fiume Marta, come riportato con chiarezza nella tabella che riporta i risultati delle analisi, che anche l’Arpa Lazio ha sempre indicato come non balneabile negli ultimi cinque anni (nel 2007/2008/2009 per inquinamento, poi senza nemmeno più campionarlo  perché foce di un fiume e proprio per questo Goletta Verde si concentra anche su questi tratti). Nel caso di Santa Severa, a destare preoccupazione sono degli scarichi ben visibili da tutti, che si ipotizza possano essere stati posti nel fosso anche molto recentemente (vedi foto allegate, già diffuse), ossia dopo i prelievi di Arpa. In particolare il prelievo di Goletta Verde a Santa Severa ha riguardato il canale Lungomare Pyrgi, risultato fortemente inquinato.

In secondo luogo, anche l’accusa di fare “prelievi spot” e “annunciare i risultati sui giornali senza comunicarli agli Enti Locali e senza contraddittorio” piuttosto che analisi “goffe”, non corrisponde al vero: nel caso di Tarquinia da anni i risultati del monitoraggio alla foce del Marta sono pessimi come i cittadini e lo stesso Sindaco ben sanno, ma comunque lo stesso giorno della conferenza finale di Goletta Verde i dati dei prelievi sono stati trasmessi ai Comuni e alle Province interessate, oltre che all’Arpa e alla Regione Lazio, con una lettera di accompagnamento nella quale si diceva testualmente: “al di là delle sterili polemiche, per Legambiente il mare del Lazio è una risorsa fondamentale, che sicuramente va valorizzata e promossa e, proprio per queste ragioni, la situazione evidenziata ci preoccupa fortemente. Vi scriviamo, inoltrando tali sintetici risultati in allegato, per chiedervi di verificare le situazioni evidenziate, confermando sin da ora la nostra massima disponibilità per poter affrontare il problema in maniera complessiva, cercando di capire quali siano le cause che stanno provocando questi fenomeni di inquinamento, per poter restituire a tutti i cittadini, un mare più salubre e bello.”

Inoltre appare ancora più fondamentale sottolineare che Goletta Verde scatta una fotografia mentre i bagnanti sono in spiaggia, certamente utile ma senza alcuna volontà di assegnare patenti
di balneabilità, anzi: vengono evidenziate criticità, ma allo stesso tempo, con la Guida Blu, sono state riconosciute sia a Tarquinia che a Santa Marinella le “tre vele” (cinque è il massimo), con segnalazioni positive nel primo caso per gli indicatori “Paesaggio e Territorio”, “Accoglienza e Sostenibilità Turistica”, “Oltre il mare” e “Servizi per Disabili”, e per le spiagge “Spinicci” e “Pian di Spille – Bagni S.Agostino” e “Saline”, e nel secondo caso per gli indicatori “Paesaggio e Territorio”, “Accoglienza e Sostenibilità Turistica”.

In conclusione, piuttosto che annunciare improbabili citazioni in Procura per la Goletta Verde o stupirsi di cose stranote, sarebbe opportuno che il Sindaco e le associazioni balneari leggessero con più attenzione le carte inviate e diffuse, per affrontare le criticità evidenziate a beneficio di tutti i cittadini e del turismo. Legambiente, in tal senso, sarà sempre disponibile.

SCARICA IL PDF

Tags, , , , , , ,

Goletta Verde di Legambiente a Roma

Goletta Verde di Legambiente a Roma
Presenta i risultati delle analisi del monitoraggio dei biologi di
Legambiente sulla salute del mare laziale

13 i punti di campionamento risultati fortemente inquinati ed inquinati
sui 15 monitorati
Assegnate oggi due bandiere nere:
a San Felice Circeo per l’inquinamento alla foce del canale sulla spiaggia di fronte
Viale Europa e al Sindaco di Roma Gianni Alemanno per lo scellerato progetto del
Waterfront di Ostia

Legambiente: “Depurazione, libero accesso in spiaggia e stop al cemento. Di questo hanno bisogno il mare e le coste del Lazio”

Ben dieci punti sulle foci dei corsi d’acqua del Lazio sono risultati “fortemente inquinati” ed altri tre “inquinati”, secondo quanto emerso dalla fotografia scattata con il monitoraggio dei biologi di
Legambiente, dalla provincia di Viterbo a quella di Latina il sistema depurativo regionale presenta delle evidenti falle. Disservizi che vanno al più presto risolti come al più presto vanno fermati tutti i nuovi progetti che prevedano ulteriori ed ingiustificate colate di cemento sulle coste del Lazio. È questo il monito lanciato a conclusione della tappa laziale da Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. L’istantanea regionale che si evince dai risultati delle analisi dell’equipe di biologi di Legambiente è stata presentata questa mattina in conferenza stampa a Roma, presso la sede di Legambiente Lazio da Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio e Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente nazionale. Nel litorale capitolino degli otto punti critici campionati in provincia di Roma, sette sono fortemente inquinati ed uno inquinato. Ecco dove sono stati riscontrati i valori batteriologici più alti che hanno decretato i punti come fortemente inquinati : nel comune di Santa Marinella, in località Santa Severa, presso il canale sul Lungomare Pyrgi all’incrocio con Viale Olimpo; nel Comune di Cerveteri, in località Campo di Mare, presso il Fosso di Zambra; nel Comune di Ladispoli, presso la Foce del Rio Vaccino; a Fiumicino presso la Foce del Tevere; nel Comune di Pomezia, presso il Canale su spiaggia di Rio Torto, in località Torvajanica, presso il Canale Lungomare delle Sirene sito ad angolo con Via S. Francisco ed in località Ardea, presso il Fosso Grande. Classificato come inquinato, il prelievo eseguito a Nettuno, in località Torre Astura, presso il Ponte canale Valmontorio. In provincia di Viterbo , nel Comune di Montalto di Castro, in località Chiarone, il prelievo compiuto presso la foce del Fiume Chiarone è risultato inquinato. Sempre nel Viterbese, nel comune di Tarquinia, in località Lido, valori batteriologici oltre la norma indicano che le acque sono fortemente inquinate.

In cattive acque anche la provincia di Latina. Il prelievo realizzato a San Felice Circeo, campionato presso il Canale sulla spiaggia all’incrocio di Viale Europa e Via Gibraleon, è risultato fortemente
inquinato. Nel comune di Gaeta, in località Sant’Agostino, l’esame delle acque presso il Torrente Lorgato indica valori batteriologici classificati come inquinati. Più grave la situazione a Formia, in
località Gianola, dove le analisi effettuate presso la Foce del Rio Santa Croce segnalano la presenza di acque fortemente inquinate. Sempre in provincia di Latina, i biologi di Legambiente hanno  campionato anche due spiagge che sono state segnalate dai cittadini come punti critici ma che hanno registrato livelli di inquinamento batterico entro i limiti di legge: la prima a Sabaudia, precisamente la spiaggia di Torre Paola e la seconda, la spiaggia di fronte a via Scipione a Formia, in località Vendicio.

“Da nord a sud il litorale e il mare laziale corrono troppi rischi, tra scarichi e cemento in spiaggia –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio–. L’inquinamento delle foci va
affrontato con determinazione, le fognature miste vanno adeguate come i depuratori. Persi i fondi europei spostati sul debito sanità, bisogna trovare subito una nuova fonte di investimenti della  regione Lazio per le grandi opere per la qualità dell’acqua, per centrare entro il 2015 l’obiettivo di buona qualità delle acque. Le gestioni sono troppo spesso inefficaci, i costi aumentano ma la qualità rimane scarsa, per questo serve un controllo pubblico più forte, per tutelare la qualità di un bene comune così prezioso per la vita.”

Proprio per denunciare i fenomeni di mancata depurazione e di cementificazione del territorio Legambiente assegna oggi due bandiere nere, i vessilli della vergogna che attribuisce a chi si
macchia di abusi e gravi mancanze ai danni del mare e delle coste italiane. La prima a San Felice Circeo, per la pessima qualità delle acque riscontrata nel canale che sbocca sulla spiaggia
all’altezza tra viale Europa e via Gibraleon, dove le analisi dei biologi della Goletta Verde hanno riscontrato un forte inquinamento microbiologico, proveniente molto probabilmente da scarichi  non  depurati. Considerata la presenza del parco nazionale, ma anche l’enorme impatto antropico che in estate mette a dura prova questo splendido tratto di costa chiediamo che l’amministrazione comunale appena insediata affronti e risolva questo gravissimo problema, per puntare a far rimanere San Felice Circeo lo straordinario luogo che è. La seconda al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per lo scellerato progetto del Waterfront di Ostia. Una colata di cemento lungo il litorale romano che andrebbe a sancire la fine di ogni speranza di riqualificazione del mare della capitale. Si tratta infatti di un regalo a chi vuole far esplodere altri milioni di metri cubi sulla costa, a totale disprezzo delle vere esigenze di questo territorio, già vessato da tante problematiche.

Nel Lazio, il viaggio di Goletta Verde non ha riguardato solo la qualità delle acque, ma anche la qualità complessiva del litorale. A partire da Ardea (Rm), dove Legambiente ha denunciato che nel
Paese un reato ambientale su cinque si compie nel Lazio, nel 2011 ben 634 infrazioni accertate, ossia 1,7 al giorno, con una forte morsa dell’abusivismo edilizio sui territori più pregiati. A Ponza  Lt), Goletta Verde ha incontrato il nuovo Sindaco, per sottoporre all’attenzione dell’amministrazione un documento fatto di proposte, idee e iniziative da mettere in campo per trasformare l’isola in un avamposto sostenibile: Ponza può risorgere dalle macerie dell’illegalità del passato, la strada delle regole e della trasparenza imboccata è giusta, ora serve un forte slancio verso la sostenibilità e l’innovazione. A Fondi (Lt) gli ambientalisti con un blitz nell’area dove è stato abbattuto l’ecomostro dell’Isola dei Ciurli”, hanno consegnato una bandiera nera all’Amministrazione chiedendo di aprire subito l’area ai cittadini e di stoppare la variante al PRG “salva-abusi” nei campeggi.

“Basta abusi e progetti di cementificazione, il mare e le coste del Lazio hanno bisogno di attenzione, di accessi liberi al mare e lotta agli scarichi illegali –ha affermato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. Dagli abusi edilizi costieri, alle proposte di varianti su demanio, a nuove opere di cemento, fino all’assurdo progetto di nuovo water front per Ostia nella Capitale, nel Lazio sembra proprio si voglia divorare tutta la bellezza del nostro irripetibile paesaggio costiero, un  valore unico ma anche una grande fonte di ricchezza per un turismo che è sempre più attento. Bisogna puntare sulla qualità e la sostenibilità dimenticando cemento e assurde concessioni. Il mare del Lazio merita questa attenzione, storia e archeologia si rincorrono sulle coste regionali che possono vantare un cospicuo patrimonio naturalistico, sono anche diverse le esperienze positive sulle quali puntare.” Una sottolineatura, come detto, meritano le temperature dell’acqua rilevate dai tecnici della Goletta Verde, con i punti a Sabaudia (Lt) e Anzio (Rm) che arrivano a 30°C e tutti gli altri del litorale a sud della Capitale in cui le temperature sono comunque sopra i 25°C, prossime ai valori della torrida estate del 2003 quando il picco massimo venne registrato a Fregene con 30,5°C. Una evoluzione da tenere estremamente sotto controllo, insieme alle concentrazioni dell’ossigeno disciolto, per il possibile incremento di proliferazioni algali, come dimostra l’esplosione di mucillaggine in quel tratto di costa proprio in questi giorni.

“La situazione che hanno riscontrati i nostri biologi -afferma Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente-, rispecchia appieno il dato ISTAT per cui, con appena il 65%, del carico
prodotto trattato, la performance depurativa del Lazio è tra le peggiori tra quelle delle regioni costiere del centro Italia, che in media riescono a coprire il 79% degli abitanti equivalenti e al di sotto della media nazionale che si attesta intorno al 75%. In tutto il Belpaese ci sono troppe falle nel sistema di depurazione, è per questo motivo -continua Zampetti– che le nostre analisi continuano a riscontrare diverse situazioni critiche, soprattutto in corrispondenza di fossi o canali o foci di fiumi. Un dato che, seppure relativo ad un monitoraggio spot, evidenzia una situazione che va risolta in tempi ormai non più rimandabili”.

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – sottolinea Mastrostefano – questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Il Monitoraggio scientifico

I prelievi alla base delle nostre considerazioni, vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente, l’altra anima della Goletta Verde, che viaggia via terra a bordo di un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

SCARICA IL PDF

Tags, , , , ,

Goletta Verde: Legambiente presenta al Sindaco dell’Isola Voler bene a Ponza

Goletta Verde di Legambiente
Presenta al Sindaco dell’Isola Voler bene a Ponza: un documento di
proposte, idee e iniziative da attuare per il futuro sostenibile dell’isola
Depurazione, stop al cemento, messa in sicurezza e tutela del territorio
queste le criticità da affrontare con urgenza

Legambiente: “Ponza può facilmente diventare l’isola del recupero e della valorizzazione urbana e del territorio, della raccolta differenziata, dell’energia rinnovabile e della mobilità sostenibile a beneficio del turismo di qualità.”

Goletta Verde ha incontrato il nuovo Sindaco di Ponza, Pier Lombardo Vigorelli, per sottoporre all’attenzione dell’amministrazione un documento fatto di proposte, idee e iniziative da mettere in campo per trasformare l’isola in un avamposto sostenibile, all’avanguardia nel coniugare la qualità dei servizi ricettivi e qualità ambientale del territorio. Questo il messaggio che la storica campagna di Legambiente per la tutela del mare e delle coste italiane, ha lanciato oggi dall’isola pontina: Ponza, un’isola stupenda con molti problemi di gestione e tutela del territorio, tante situazioni da affrontare, ma con un enorme potenziale di sviluppo sostenibile ancora tutto da esprimere, chiudendo col passato e puntando su innovazione, efficienza e tutela del patrimonio ambientale.

“Ponza può risorgere dalle macerie dell’illegalità del passato, la strada delle regole e della trasparenza imboccata dal nuovo Sindaco è quella giusta, ora serve un forte slancio verso la sostenibilità e l’innovazione –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Questo meraviglioso territorio può facilmente diventare l’isola del recupero e della valorizzazione urbana dell’abitato abbandonando il cemento illegale, della raccolta differenziata porta a porta piuttosto che delle discariche abusive, dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, della mobilità sostenibile e della riqualificazione delle aree dismesse ed abbandonate a beneficio del turismo di qualità. Allo stesso tempo torniamo a chiedere di rivedere il progetto del nuovo porto da 500 posti barca a Cala dell’Acqua, è troppo impattante. Con Voler bene a Ponza questo vogliamo dire, l’isola merita davvero un futuro migliore, per questo Legambiente metterà a disposizione idee, competenze e
passione.”

La mancata depurazione è sicuramente tra le principali criticità ambientali che affliggono Ponza. Difficile nascondere l’evidenza se il 100% della popolazione non risulta essere depurata. Un
segnale positivo arriva dallo stanziamento di fondi per 2,6 milioni di euro per completare e allacciare gli impianti, un’occasione per prevedere sistemi per il risparmio e l’efficienza idrica. Positivi sono anche gli investimenti di 5,7 milioni di euro previsti per la mitigazione del rischio idrogeologico, a partire dalla messa in sicurezza dell’area di Frontone, dove sono state chiuse le attività illegali, e il tunnel romano di Chiaia di Luna, la rocca del cimitero, le aree di cala Feola e cala Fonte.

L’assedio dei pirati del cemento è per certi versi limitato dal fatto che l’intera Isola di Ponza è soggetta a un regime di “tutela di beni di valore strategico nell’ambito del comprensorio”, nonostante ciò preoccupano molto le oltre 600 domande di sanatoria presentate al Comune nei tre sciagurati condoni, che vanno valutate attentamente. Il vincolo, secondo le indicazioni verificate da legambiente, riduce peraltro, e per fortuna, di molto anche il campo del Piano Casa regionale, applicabile limitatamente ad aree minime (le zone D del porto), ma solo previo accordo
con il Ministero dei Beni Culturali.

“L’isola si trova oggi davanti ad un percorso forse in salita ma che può portare grandi risultati – dichiara Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde – a patto che vengano affrontati con razionalità e lungimiranza i problemi che al momento ne compromettono la qualità ambientale. Un percorso virtuoso da intraprendere fin da subito coniugando investimenti, vincoli per la tutela ambientale e sviluppo economico e turistico del territorio. Ci auspichiamo che la nuova amministrazione comunale rappresenti davvero un’inversione di tendenza sul fronte della legalità,
del rispetto dell’immenso patrimonio naturalistico e archeologico cogliendo appieno le opportunità e la possibilità di garantire all’isola i vantaggi che derivano da un percorso di questo tipo. Strada
intrapresa con successo anche da tante altre isole minori italiane, che hanno saputo coniugare in pieno lo sviluppo turistico ed economico con la salvaguardia dell’ambiente, considerato non più
come vincolo ma come volano per l’economia delle comunità locali.”

Per un futuro sostenibile, Ponza deve anche aprirsi a politiche innovative e che diano riscontri positivi al livello economico, sociale ed ambientale nel medio e nel lungo termine, temi che sono stati al centro dell’incontro odierno con l’amministrazione comunale. In questo senso, fondamentale è adoperarsi per ottimizzare il settore energetico. La vecchia centrale a gasolio, attualmente ancora in funzione per le emergenze, è “relitto” di un vecchio passato energetico, che va superato con nuovi progetti che puntino molto su risparmio, efficienza e fonti rinnovabili. Anche sui rifiuti non si può attendere oltre per introdurre forme di raccolta differenziata spinta, domiciliare porta a porta sia per i privati che per le strutture ricettive, per gestire in modo veramente sostenibile la raccolta dei rifiuti. Altrettanto importante predisporre dei piani innovativi per la mobilità sostenibile a Ponza, ridurre il numero delle auto circolanti, prevedendo una forte tassa di sbarco per i veicoli, con nuove modalità di accoglienza inclusive per i portatori di handicap e che valorizzino, attraverso turismo e agricoltura di qualità, l’unicità di quanto ha da offrire Ponza sotto forma di prodotti tipici, archeologia, e bellezze naturali.

Si ricorda che Lunedì 9 Luglio, a Roma, alle ore 11.30, presso la sede di Legambiente Lazio, in Viale Regina Margherita 157  si terrà la conferenza stampa finale della tappa laziale di Goletta Verde durante la quale saranno presentati i risultati delle analisi effettuate dai biologi di Legambiente sull’inquinamento microbiologico del mare regionale.

I Partner di Goletta Verde:
Main partner: Coou
Partner Tecnici: Corepla, Nau!, Novamont
Radio ufficiale: RDS
Media partner: La Nuova Ecologia
Ufficio Stampa di Goletta Verde:
Laura Binetti : stampa.golettaverde@legambiente.it ; 349-6546593

Tags, , , , , , , , ,