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Goletta Verde di Legambiente a Roma

Goletta Verde di Legambiente a Roma
Presenta i risultati delle analisi del monitoraggio dei biologi di
Legambiente sulla salute del mare laziale

13 i punti di campionamento risultati fortemente inquinati ed inquinati
sui 15 monitorati
Assegnate oggi due bandiere nere:
a San Felice Circeo per l’inquinamento alla foce del canale sulla spiaggia di fronte
Viale Europa e al Sindaco di Roma Gianni Alemanno per lo scellerato progetto del
Waterfront di Ostia

Legambiente: “Depurazione, libero accesso in spiaggia e stop al cemento. Di questo hanno bisogno il mare e le coste del Lazio”

Ben dieci punti sulle foci dei corsi d’acqua del Lazio sono risultati “fortemente inquinati” ed altri tre “inquinati”, secondo quanto emerso dalla fotografia scattata con il monitoraggio dei biologi di
Legambiente, dalla provincia di Viterbo a quella di Latina il sistema depurativo regionale presenta delle evidenti falle. Disservizi che vanno al più presto risolti come al più presto vanno fermati tutti i nuovi progetti che prevedano ulteriori ed ingiustificate colate di cemento sulle coste del Lazio. È questo il monito lanciato a conclusione della tappa laziale da Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. L’istantanea regionale che si evince dai risultati delle analisi dell’equipe di biologi di Legambiente è stata presentata questa mattina in conferenza stampa a Roma, presso la sede di Legambiente Lazio da Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio e Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente nazionale. Nel litorale capitolino degli otto punti critici campionati in provincia di Roma, sette sono fortemente inquinati ed uno inquinato. Ecco dove sono stati riscontrati i valori batteriologici più alti che hanno decretato i punti come fortemente inquinati : nel comune di Santa Marinella, in località Santa Severa, presso il canale sul Lungomare Pyrgi all’incrocio con Viale Olimpo; nel Comune di Cerveteri, in località Campo di Mare, presso il Fosso di Zambra; nel Comune di Ladispoli, presso la Foce del Rio Vaccino; a Fiumicino presso la Foce del Tevere; nel Comune di Pomezia, presso il Canale su spiaggia di Rio Torto, in località Torvajanica, presso il Canale Lungomare delle Sirene sito ad angolo con Via S. Francisco ed in località Ardea, presso il Fosso Grande. Classificato come inquinato, il prelievo eseguito a Nettuno, in località Torre Astura, presso il Ponte canale Valmontorio. In provincia di Viterbo , nel Comune di Montalto di Castro, in località Chiarone, il prelievo compiuto presso la foce del Fiume Chiarone è risultato inquinato. Sempre nel Viterbese, nel comune di Tarquinia, in località Lido, valori batteriologici oltre la norma indicano che le acque sono fortemente inquinate.

In cattive acque anche la provincia di Latina. Il prelievo realizzato a San Felice Circeo, campionato presso il Canale sulla spiaggia all’incrocio di Viale Europa e Via Gibraleon, è risultato fortemente
inquinato. Nel comune di Gaeta, in località Sant’Agostino, l’esame delle acque presso il Torrente Lorgato indica valori batteriologici classificati come inquinati. Più grave la situazione a Formia, in
località Gianola, dove le analisi effettuate presso la Foce del Rio Santa Croce segnalano la presenza di acque fortemente inquinate. Sempre in provincia di Latina, i biologi di Legambiente hanno  campionato anche due spiagge che sono state segnalate dai cittadini come punti critici ma che hanno registrato livelli di inquinamento batterico entro i limiti di legge: la prima a Sabaudia, precisamente la spiaggia di Torre Paola e la seconda, la spiaggia di fronte a via Scipione a Formia, in località Vendicio.

“Da nord a sud il litorale e il mare laziale corrono troppi rischi, tra scarichi e cemento in spiaggia –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio–. L’inquinamento delle foci va
affrontato con determinazione, le fognature miste vanno adeguate come i depuratori. Persi i fondi europei spostati sul debito sanità, bisogna trovare subito una nuova fonte di investimenti della  regione Lazio per le grandi opere per la qualità dell’acqua, per centrare entro il 2015 l’obiettivo di buona qualità delle acque. Le gestioni sono troppo spesso inefficaci, i costi aumentano ma la qualità rimane scarsa, per questo serve un controllo pubblico più forte, per tutelare la qualità di un bene comune così prezioso per la vita.”

Proprio per denunciare i fenomeni di mancata depurazione e di cementificazione del territorio Legambiente assegna oggi due bandiere nere, i vessilli della vergogna che attribuisce a chi si
macchia di abusi e gravi mancanze ai danni del mare e delle coste italiane. La prima a San Felice Circeo, per la pessima qualità delle acque riscontrata nel canale che sbocca sulla spiaggia
all’altezza tra viale Europa e via Gibraleon, dove le analisi dei biologi della Goletta Verde hanno riscontrato un forte inquinamento microbiologico, proveniente molto probabilmente da scarichi  non  depurati. Considerata la presenza del parco nazionale, ma anche l’enorme impatto antropico che in estate mette a dura prova questo splendido tratto di costa chiediamo che l’amministrazione comunale appena insediata affronti e risolva questo gravissimo problema, per puntare a far rimanere San Felice Circeo lo straordinario luogo che è. La seconda al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per lo scellerato progetto del Waterfront di Ostia. Una colata di cemento lungo il litorale romano che andrebbe a sancire la fine di ogni speranza di riqualificazione del mare della capitale. Si tratta infatti di un regalo a chi vuole far esplodere altri milioni di metri cubi sulla costa, a totale disprezzo delle vere esigenze di questo territorio, già vessato da tante problematiche.

Nel Lazio, il viaggio di Goletta Verde non ha riguardato solo la qualità delle acque, ma anche la qualità complessiva del litorale. A partire da Ardea (Rm), dove Legambiente ha denunciato che nel
Paese un reato ambientale su cinque si compie nel Lazio, nel 2011 ben 634 infrazioni accertate, ossia 1,7 al giorno, con una forte morsa dell’abusivismo edilizio sui territori più pregiati. A Ponza  Lt), Goletta Verde ha incontrato il nuovo Sindaco, per sottoporre all’attenzione dell’amministrazione un documento fatto di proposte, idee e iniziative da mettere in campo per trasformare l’isola in un avamposto sostenibile: Ponza può risorgere dalle macerie dell’illegalità del passato, la strada delle regole e della trasparenza imboccata è giusta, ora serve un forte slancio verso la sostenibilità e l’innovazione. A Fondi (Lt) gli ambientalisti con un blitz nell’area dove è stato abbattuto l’ecomostro dell’Isola dei Ciurli”, hanno consegnato una bandiera nera all’Amministrazione chiedendo di aprire subito l’area ai cittadini e di stoppare la variante al PRG “salva-abusi” nei campeggi.

“Basta abusi e progetti di cementificazione, il mare e le coste del Lazio hanno bisogno di attenzione, di accessi liberi al mare e lotta agli scarichi illegali –ha affermato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. Dagli abusi edilizi costieri, alle proposte di varianti su demanio, a nuove opere di cemento, fino all’assurdo progetto di nuovo water front per Ostia nella Capitale, nel Lazio sembra proprio si voglia divorare tutta la bellezza del nostro irripetibile paesaggio costiero, un  valore unico ma anche una grande fonte di ricchezza per un turismo che è sempre più attento. Bisogna puntare sulla qualità e la sostenibilità dimenticando cemento e assurde concessioni. Il mare del Lazio merita questa attenzione, storia e archeologia si rincorrono sulle coste regionali che possono vantare un cospicuo patrimonio naturalistico, sono anche diverse le esperienze positive sulle quali puntare.” Una sottolineatura, come detto, meritano le temperature dell’acqua rilevate dai tecnici della Goletta Verde, con i punti a Sabaudia (Lt) e Anzio (Rm) che arrivano a 30°C e tutti gli altri del litorale a sud della Capitale in cui le temperature sono comunque sopra i 25°C, prossime ai valori della torrida estate del 2003 quando il picco massimo venne registrato a Fregene con 30,5°C. Una evoluzione da tenere estremamente sotto controllo, insieme alle concentrazioni dell’ossigeno disciolto, per il possibile incremento di proliferazioni algali, come dimostra l’esplosione di mucillaggine in quel tratto di costa proprio in questi giorni.

“La situazione che hanno riscontrati i nostri biologi -afferma Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente-, rispecchia appieno il dato ISTAT per cui, con appena il 65%, del carico
prodotto trattato, la performance depurativa del Lazio è tra le peggiori tra quelle delle regioni costiere del centro Italia, che in media riescono a coprire il 79% degli abitanti equivalenti e al di sotto della media nazionale che si attesta intorno al 75%. In tutto il Belpaese ci sono troppe falle nel sistema di depurazione, è per questo motivo -continua Zampetti– che le nostre analisi continuano a riscontrare diverse situazioni critiche, soprattutto in corrispondenza di fossi o canali o foci di fiumi. Un dato che, seppure relativo ad un monitoraggio spot, evidenzia una situazione che va risolta in tempi ormai non più rimandabili”.

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – sottolinea Mastrostefano – questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Il Monitoraggio scientifico

I prelievi alla base delle nostre considerazioni, vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente, l’altra anima della Goletta Verde, che viaggia via terra a bordo di un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

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Goletta Verde: Legambiente presenta al Sindaco dell’Isola Voler bene a Ponza

Goletta Verde di Legambiente
Presenta al Sindaco dell’Isola Voler bene a Ponza: un documento di
proposte, idee e iniziative da attuare per il futuro sostenibile dell’isola
Depurazione, stop al cemento, messa in sicurezza e tutela del territorio
queste le criticità da affrontare con urgenza

Legambiente: “Ponza può facilmente diventare l’isola del recupero e della valorizzazione urbana e del territorio, della raccolta differenziata, dell’energia rinnovabile e della mobilità sostenibile a beneficio del turismo di qualità.”

Goletta Verde ha incontrato il nuovo Sindaco di Ponza, Pier Lombardo Vigorelli, per sottoporre all’attenzione dell’amministrazione un documento fatto di proposte, idee e iniziative da mettere in campo per trasformare l’isola in un avamposto sostenibile, all’avanguardia nel coniugare la qualità dei servizi ricettivi e qualità ambientale del territorio. Questo il messaggio che la storica campagna di Legambiente per la tutela del mare e delle coste italiane, ha lanciato oggi dall’isola pontina: Ponza, un’isola stupenda con molti problemi di gestione e tutela del territorio, tante situazioni da affrontare, ma con un enorme potenziale di sviluppo sostenibile ancora tutto da esprimere, chiudendo col passato e puntando su innovazione, efficienza e tutela del patrimonio ambientale.

“Ponza può risorgere dalle macerie dell’illegalità del passato, la strada delle regole e della trasparenza imboccata dal nuovo Sindaco è quella giusta, ora serve un forte slancio verso la sostenibilità e l’innovazione –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Questo meraviglioso territorio può facilmente diventare l’isola del recupero e della valorizzazione urbana dell’abitato abbandonando il cemento illegale, della raccolta differenziata porta a porta piuttosto che delle discariche abusive, dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, della mobilità sostenibile e della riqualificazione delle aree dismesse ed abbandonate a beneficio del turismo di qualità. Allo stesso tempo torniamo a chiedere di rivedere il progetto del nuovo porto da 500 posti barca a Cala dell’Acqua, è troppo impattante. Con Voler bene a Ponza questo vogliamo dire, l’isola merita davvero un futuro migliore, per questo Legambiente metterà a disposizione idee, competenze e
passione.”

La mancata depurazione è sicuramente tra le principali criticità ambientali che affliggono Ponza. Difficile nascondere l’evidenza se il 100% della popolazione non risulta essere depurata. Un
segnale positivo arriva dallo stanziamento di fondi per 2,6 milioni di euro per completare e allacciare gli impianti, un’occasione per prevedere sistemi per il risparmio e l’efficienza idrica. Positivi sono anche gli investimenti di 5,7 milioni di euro previsti per la mitigazione del rischio idrogeologico, a partire dalla messa in sicurezza dell’area di Frontone, dove sono state chiuse le attività illegali, e il tunnel romano di Chiaia di Luna, la rocca del cimitero, le aree di cala Feola e cala Fonte.

L’assedio dei pirati del cemento è per certi versi limitato dal fatto che l’intera Isola di Ponza è soggetta a un regime di “tutela di beni di valore strategico nell’ambito del comprensorio”, nonostante ciò preoccupano molto le oltre 600 domande di sanatoria presentate al Comune nei tre sciagurati condoni, che vanno valutate attentamente. Il vincolo, secondo le indicazioni verificate da legambiente, riduce peraltro, e per fortuna, di molto anche il campo del Piano Casa regionale, applicabile limitatamente ad aree minime (le zone D del porto), ma solo previo accordo
con il Ministero dei Beni Culturali.

“L’isola si trova oggi davanti ad un percorso forse in salita ma che può portare grandi risultati – dichiara Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde – a patto che vengano affrontati con razionalità e lungimiranza i problemi che al momento ne compromettono la qualità ambientale. Un percorso virtuoso da intraprendere fin da subito coniugando investimenti, vincoli per la tutela ambientale e sviluppo economico e turistico del territorio. Ci auspichiamo che la nuova amministrazione comunale rappresenti davvero un’inversione di tendenza sul fronte della legalità,
del rispetto dell’immenso patrimonio naturalistico e archeologico cogliendo appieno le opportunità e la possibilità di garantire all’isola i vantaggi che derivano da un percorso di questo tipo. Strada
intrapresa con successo anche da tante altre isole minori italiane, che hanno saputo coniugare in pieno lo sviluppo turistico ed economico con la salvaguardia dell’ambiente, considerato non più
come vincolo ma come volano per l’economia delle comunità locali.”

Per un futuro sostenibile, Ponza deve anche aprirsi a politiche innovative e che diano riscontri positivi al livello economico, sociale ed ambientale nel medio e nel lungo termine, temi che sono stati al centro dell’incontro odierno con l’amministrazione comunale. In questo senso, fondamentale è adoperarsi per ottimizzare il settore energetico. La vecchia centrale a gasolio, attualmente ancora in funzione per le emergenze, è “relitto” di un vecchio passato energetico, che va superato con nuovi progetti che puntino molto su risparmio, efficienza e fonti rinnovabili. Anche sui rifiuti non si può attendere oltre per introdurre forme di raccolta differenziata spinta, domiciliare porta a porta sia per i privati che per le strutture ricettive, per gestire in modo veramente sostenibile la raccolta dei rifiuti. Altrettanto importante predisporre dei piani innovativi per la mobilità sostenibile a Ponza, ridurre il numero delle auto circolanti, prevedendo una forte tassa di sbarco per i veicoli, con nuove modalità di accoglienza inclusive per i portatori di handicap e che valorizzino, attraverso turismo e agricoltura di qualità, l’unicità di quanto ha da offrire Ponza sotto forma di prodotti tipici, archeologia, e bellezze naturali.

Si ricorda che Lunedì 9 Luglio, a Roma, alle ore 11.30, presso la sede di Legambiente Lazio, in Viale Regina Margherita 157  si terrà la conferenza stampa finale della tappa laziale di Goletta Verde durante la quale saranno presentati i risultati delle analisi effettuate dai biologi di Legambiente sull’inquinamento microbiologico del mare regionale.

I Partner di Goletta Verde:
Main partner: Coou
Partner Tecnici: Corepla, Nau!, Novamont
Radio ufficiale: RDS
Media partner: La Nuova Ecologia
Ufficio Stampa di Goletta Verde:
Laura Binetti : stampa.golettaverde@legambiente.it ; 349-6546593

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Goletta Verde di Legambiente ad Ardea

Goletta Verde di Legambiente ad Ardea
L’abusivismo edilizio sulle coste del Lazio è una piaga:
nel 2011 sono state 634 infrazioni accertate nel ciclo del cemento
la regione rappresenta da sola il 9,5% del totale nazionale delle violazioni commesse
Legambiente: “Un reato su 5 si compie nel territorio laziale, è urgente riavviare le ruspe
contro i l’abusivismo, soprattutto nell’area romana e lungo tutto il litorale pontino”

Continua la stretta dell’abusivismo edilizio sul territorio laziale, nel 2011 sono state 634 le infrazioni accertate, ovvero 1,7 al giorno, violazioni che hanno comportato 2 arresti, 206 sequestri e 883 persone denunciate. La regione, pur scendendo dal podio della black list nazionale, rimane in un preoccupante 5° posto subito dopo le tradizionali regioni ad insediamento mafioso, incidendo sul totale nazionale dei reati edificatori con il 9,5% delle infrazioni complessive. Sono 218 i reati accertati in provincia di Roma, 204 quelle in provincia di Latina, 79 nel reatino, 75 nel frusinate ed infine 58 nel viterbese.

Questo il quadro esposto questa mattina dalla Goletta Verde di Legambiente ad Ardea, in occasione della presentazione dei dati sull’abusivismo nelle coste laziali alla quale sono intervenuti  Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente e Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio.

“Un reato su cinque si compie nel territorio laziale, bisogna riavviare le ruspe contro i ritmi impressionanti dell’abusivismo, soprattutto nell’area romana e lungo tutto il litorale pontino, nelle aree più pregiate e al contempo maggiormente sensibili -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Questo assalto criminale legato all’edilizia và fermato con decisione, i Comuni devono riaccendere i motori delle ruspe per ripristinare la legalità sul territorio, con un forte sostegno della Regione Lazio, sia per contrastare i cavilli amministrativi degli abusivi che rispetto al fondo di rotazione per la lotta all’abusivismo. Lo dimostra Ardea, dove non si è ancora fermata la corsa al mattone selvaggio ma finalmente c’è un’azione per demolire ciò che è abusivo, che va estesa con ancora più determinazione. Non è solo il territorio di Roma a reclamare interventi urgenti -sottolinea Parlati-, in provincia di Latina langue la lotta agli abusi persino nei Comuni del parco del Circeo, in provincia di Forsinone crescono in modo preoccupante le infrazioni, mentre resta nel complesso preoccupante il numero delle denunce che rivela reati sempre più gravi e per i quali è sempre necessaria una più alta l’attenzione.”

Un susseguirsi di abusi e speculazioni a danno dell’ambiente scorre lungo il litorale laziale. Al di là del ruolo delle varie consorterie mafiose, in questo territorio il cemento illegale è diventato una prassi consolidata, seguita non solo dai clan. Rapportando i dati al territorio il quadro è più fosco: il Lazio pesa sul totale nazionale per il 20% e nello specifico la Provincia di Latina detiene un
preoccupante 9,1%, seguita dalla provincia di Roma con il 4,1%, dal reatino con il 2,9%, dal frusinate con il 2,3% ed infine dal viterbese che pesa per l’1,6%. Rispetto al numero di abitanti, colpisce invece la provincia di Rieti che pesa con il 5,3%, seguita da quella di Latina con il 4,1%, dal viterbese con il 2% , frusinate con l’1,5% ed infine la provincia di Roma con lo 0,6%.

In provincia di Roma, il caso di Ardea è eclatante, la costa è affogata da una colata di cemento illegale pressoché ininterrotta che i primi abbattimenti provano a contrastare, ma sono un peso enorme i 657 abusi edilizi censiti solo tra il 2004 e il 2009, dopo anni ed anni in cui in media sono stati commessi quasi 2 abusi al giorno ed è stata edificata una nuova costruzione abusiva ogni 5 giorni. Così come ha dell’incredibile, sempre ad Ardea, la recente vicenda dei 168 manufatti per 25.000 metri quadri, destinati ad abitazioni civili, ristoranti, bar, piscine e campi da calcio, su un’area agricola di circa 3,5 ettari. Restano anche le costruzioni abusive nell’area del Parco delle Dune, alle quali Goletta Verde assegnò sin dal 2007 una bandiera nera: alle spalle della meravigliosa Torre Michelangiolesca, alcune concessioni demaniali rilasciate 30 anni fa permettevano di realizzare capanni per la pesca che si sono tramutati in immobili. Ma l’area romana è davvero sotto l’assalto dei pirati del cemento. La lista delle indagini è lunga: lottizzazione abusiva a Santa Procula, Pomezia, un’area vincolata di quattro ettari interessata da imponenti opere di urbanizzazione funzionali alla realizzazione di un complesso di edifici a uso residenziale; sequestro di 33 ettari all’interno dell’area protetta della pineta di Castelfusano per opere abusive nel campeggio, denunciate da Legambiente sin dal 2004, su cui insistono circa 800 unità abitative, numerosissimi ormeggi per circa 200 imbarcazioni.

Nella Capitale, poi, secondo l’ex direttore dell’ufficio condono edilizio gli abusivi avevano un vero e proprio listino prezzi da 5 mila euro per una veranda in periferia, a 250.000 euro per una mini lottizzazione. L’attivismo dei clan è forte nella provincia di Latina, dove troppo spesso emerge l’intreccio tra abusivi e amministratori. Secondo gli ultimi dati disponibili, la regina dell’abusivismo sulle coste è proprio la provincia di Latina: nel Lazio sono ben 2.379 gli abusi edilizi commessi solo nel 2009 nei 23 Comuni costieri (esclusa Roma), uno su sei del totale regionale di 15.426 abusi (il 15,4%), ma di questi 1.680 reati sono distribuiti sui 12 comuni costieri pontini. A San Felice Circeo, un assessore comunale nello scorso aprile è stato denunciato per abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva, per l’edificazione di un centro commerciale su un terreno agricolo, ma la stessa sorte è toccata all’ex sindaco e all’ex responsabile del settore urbanistica, rinviati a giudizio per una darsena abusiva sequestrata nel 2010, così come, invece, è stato denunciato un dipendente comunale per aver costruito una villa abusiva a meno dei 300 metri dalla costa. A Sabaudia, ben 10 ettari di terreno agricolo, sono stati sequestrati dalle forze dell’ordine così come una villa bifamiliare in costruzione proprio sugli argini del lago di Paola; a Formia, dove il 14 febbraio scorso le forze dell’ordine hanno messo i sigilli a 16 appartamenti, del valore di circa cinque milioni di euro e un altro sequestro ha riguardato una presunta lottizzazione abusiva in località Acquatraversa.

“E’ evidente quanto la situazione dell’abusivismo nel Lazio ma in generale lungo tutta la costa italiana, sia ormai giunta a livelli insostenibili -afferma Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente-. Solo nel 2011 in Italia si sono registrati 3171 illeciti riguardanti l’abusivismo edilizio sul demanio. Le colate di cemento sul litorale, oltre che a sottrarre ai cittadini quello che è un
inalienabile patrimonio pubblico, ipotecano seriamente gli ecosistemi, come ad esempio quello dunale che caratterizza la zona di Ardea, andando ad incidere negativamente dal punto di vista  ambientale, paesistico e anche turistico. Proprio per questo –continua Zampetti-, siamo qui per rilanciare il messaggio, che, nonostante ci siano alcuni segnali positivi sugli abbattimenti in diverse parti d’Italia, purtroppo sono ancora casi isolati e tanto rimane da fare per arginare l’imponente fenomeno dell’abusivismo edilizio sulla costa”.

Ufficio Stampa di Goletta Verde:
Laura Binetti
stampa.golettaverde@legambiente.it; 349-6546593 

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Goletta Verde di Legambiente arriva nel Lazio

Da domani, venerdì 6 luglio a lunedì 9 luglio
Tante iniziative per la campagna ambientalista che farà tappa ad
Ardea, Ponza, Fondi e Gaeta
Primo Appuntamento,
domani, Venerdì 06 luglio ad Ardea
alle ore 11.30, presso il Lungotevere degli Ardeatini SS601
(loc. Centro Regina):
Presentazione del Dossier sull’abusivismo nelle coste del Lazio
riflettori puntati sul ciclo del cemento illegale che affoga la regione

Il Lazio è la quarta regione toccata dal tour 2012 della Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate realizza un attento monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. Giunta al ventisettesimo anno di attività, l’imbarcazione ambientalista prosegue la sua opera capillare di informazione e sensibilizzazione in tutela del mare e delle coste e per schierarsi contro chi sfrutta e contamina questo bene pubblico insostituibile per fini privati.

Nel Lazio da domani, venerdì 06 luglio fino a lunedì 9 luglio, il tour della Goletta Verde visiterà tutte le coste dello Stivale per concludersi a Triste il 14 agosto. Due mesi di navigazione per mettere sotto la lente di ingrandimento punti critici e problematiche della gestione del mare e delle coste italiane. Nel Lazio gli approfondimenti della Goletta Verde spazieranno dall’abusivismo, alla fruibilità ed accessibilità dei litoranei, all’urgenza di definire chiari programmi per tutelare le coste, con particolare attenzione verso le situazioni regionali più critiche, che, come di consueto, saranno monitorate anche dal punto di vista dell’inquinamento microbiologico.

Il Programma della Goletta Verde nel Lazio
Venerdì 06 luglio
Ore 11.30, Ardea (RM), Lungotevere degli Ardeatini (loc. Centro Regina), SS 601 Presentazione del Dossier Abusivismo nel Lazio, uno studio attento che illustra la situazione sull’abusivismo edilizio nei Comuni costieri regionali. Nel documento si affrontano le annose questioni delle demolizioni ancora ferme all’anno zero, dell’inaccessibilità dei lidi, dei condoni  mascherati: la fotografia di una regione che ancora stenta a liberarsi dalla stretta delle illegalità legate al ciclo del cemento.

Interventi:
Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente
Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio

Sabato 7 luglio Porto di Ponza, (LT)
Ore 10.30, appuntamento a bordo di Goletta Verde ormeggiata al Porto di Ponza. L’incontro della Goletta Verde con il primo cittadino di Ponza, Pier Lombardo Vigorelli, per la presentazione del Decalogo di Legambiente per l’isola, sarà occasione per chiedere una tutela ambientale a 360 gradi che passi dalla protezione del territorio, a politiche di efficienza e risparmio energetico, rivolgendo al contempo più attenzione agli scarichi e alla depurazione, un deciso stop al cemento illegale e azioni puntuali per la salvaguardia delle coste, tutelando il demanio marino e valutandone l’impatto ambientale.

Domenica 8 luglio, Goletta Verde in rada a Fondi
Ore 11,00, appuntamento a Fondi – km 4 della via Flacca, discesa a mare dopo il “Club Mediterraneo” .
Attivismo ambientalista nell’iniziativa “Riprendiamoci l’isola dei Ciurli”. Sono passati cinque anni dall’abbattimento del ecomostro in quella che ora è un’Area protetta regionale, ma ancora si ritarda a riconsegnare l’area ai cittadini. Goletta Verde di Legambiente in prima linea a chiedere all’amministrazione l’immediata riapertura e la piena fruibilità.

Sabato 7 e la sera di Domenica 8 luglio la Goletta Verde sarà ormeggiata al Molo Caboto di Gaeta

Lunedì 9 luglio
Ore 11,00 a Roma, presso la sede di Legambiente Lazio in Viale Regina Margherita 157. Conferenza stampa di presentazione dei dati sulla qualità delle acque del Lazio realizzate dall’equipe di
biologi di Goletta Verde. Segui il viaggio di Goletta Verde sul sito www.golettaverde.it
e su facebook/golettaverde

I Partner di Goletta Verde:
Main partner: Coou
Partner Tecnici: Corepla, Nau!, Novamont
Radio ufficiale: RDS
Media partner: La Nuova Ecologia
Ufficio Stampa di Goletta Verde:
Laura Binetti
stampa.golettaverde@legambiente.it; 349-6546593

I progetti a bordo di Goletta Verde

SOS GOLETTA
Puoi contribuire anche tu a difendere il mare dall’inquinamento! Se ti imbatti in tubature che scaricano in mare e nei laghi, se avvisti liquidi o sostanze sospette in acqua segnalalo a SOS Goletta (http://www.golettaverde.it/sos-goletta ). Le tue segnalazioni aiuteranno i biologi di Goletta Verde ad individuare nuovi punti da controllare e denunciare alla autorità competenti.
Per informazioni e contatti: mail: sosgoletta@legambiente.it;
Tel: 06-8626181 Sms e Mms 346 – 0074114
Scarica il video di SOS Goletta

L’ATLANTE DEI PAESAGGI COSTIERI ITALIANI
Le aree costiere italiane sono uno straordinario patrimonio ambientale, culturale, storico. Ma sono anche paesaggi spesso poco conosciuti, in troppi casi a rischio cementificazione e degrado. Attraverso l'”Atlante fotografico dei paesaggi costieri” di Legambiente, saranno “raccontate” le coste italiane, con immagini e informazioni sui luoghi e sulle storie che le riguardano per una conoscenza delle coste per come sono e per come erano. Fotografi amanti del mare ed appassionati della natura sono invitati a partecipare a questo esperimento, unico nel suo genere, visitando la piattaforma digitale fruibile su www.legambiente.it ed inviando i loro scatti (max 300 Kb) ad atlantecoste@legambiente.it indicando precisamente la località e la data dello scatto.

FISH SCALE !IL PROGETTO DEL PESCE RITROVATO
Il progetto Pesce Ritrovato by Fish Scale, finanziato dalla Commissione Europea con lo strumento finanziario LIFE+, mira a preservare la biodiversità marina, a riscoprire le specie ittiche locali, a ridurre gli scarti di pesca e infine a incrementare la domanda e il valore commerciale delle specie ritrovate. L’iniziativa è promossa dall’Acquario di Genova, insieme a Legambiente, Coop Liguria, Lega Pesca, Softeco Sismat Spa, Acgi Agrital, con il supporto della Regione Liguria e con la partecipazione di pescatori e ristoratori locali. http://www.fishscale.eu/

LA RIFORMA EUROPEA DELLA PESCA
Mettere fine al sovra sfruttamento del mare e delle sue risorse attraverso un’efficace Riforma della Politica Comune della Pesca. Questo l’obiettivo di Legambiente e della coalizione internazionale  ocean2012, che chiedono all’UE di adottare una nuova politica che possa eliminare la pesca eccessiva e garantire un utilizzo equo di abbondanti stock ittici.
Segui la campagna su www.ocean2012.eu

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Goletta Verde a Ventotene: Legambiente chiede all’Amministrazione ritiro bando tunnel e apertura tavolo su area marina protetta e sviluppo sostenibile

Ritiro del bando per il maxi tunnel di quasi trecento metri e apertura di un tavolo sull’area marina protetta e lo sviluppo sostenibile: queste le richieste presentate da Legambiente all’Amministrazione dell’isola di Ventotene, in occasione dell’ultima tappa della “Goletta Verde nel Lazio”, la campagna regionale di informazione e analisi sul litorale e sul mare. Dopo la Bandiera Nera assegnata dagli ambientalisti, che fece molto scalpore la scorsa estate, si è svolto questa mattina a bordo del veliero “Catholica” l’incontro tra il Sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, e il Presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati.

“L’isola di Ventotene è una perla della nostra regione, questa estate abbiamo lanciato un grido d’allarme, ma i prossimi mesi invernali sono fondamentali per fare scelte prima della prossima stagione balneare – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Vogliamo dialogare con l’amministrazione e le forze innovatrici, lontano dai riflettori estivi, per rilanciare un’idea di sostenibilità per l’isola, in particolare sull’area marina protetta, sul dissesto idrogeologico, sui rifiuti, sulla depurazione, sulle produzioni agricole locali e su Santo Stefano. Dopo gli ultimi crolli chiediamo all’Amministrazione di ritirare il bando per il tunnel, l’ecosistema è troppo delicato e l’idea va nella direzione sbagliata, lavoreremo per uno studio
per una mobilità diversa.”

La campagna “Goletta Verde nel Lazio” è realizzata con il contributo della Regione Lazio – Assessorato all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile.

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Goletta Verde, Legambiente Lazio: “Nuovo cemento dei porti minaccia le coste”

Anzio, Fiumicino, Civitavecchia, ma anche Ladispoli, San Felice Circeo e le isole pontine a rischio: una riorganizzazione dei porti esistenti eviterebbe lavori inutili e dannosi per l’ambiente.

Ben 10mila nuovi posti barca in porti e approdi turistici vecchi e nuovi rischiano di piombare nei prossimi anni nel Lazio, raddoppiando gli attuali 8mila. Porti praticamente ovunque, senza porsi il problema della cementificazione del litorale, del peggioramento della qualità delle acque del mare, della profonda modificazione delle correnti marine e quindi del peggioramento dei fenomeni di erosione costiera.

E’ questo l’allarme lanciato questa mattina da Legambiente Lazio, in anteprima durante la trasmissione Buongiorno Regione del TGR Lazio, collegata con la Goletta Verde ad Anzio. Proprio ad Anzio (Rm), è stato di recente approvato il progetto del nuovo porto da 791 posti barca; a Fiumicino (Rm) sono per ora fermi i lavori del nuovo Porto della Concordia realizzato in piena zona di esondazione a rischio R4 della foce del Tevere con ben 1.445 posti barca; sempre a Fiumicino, il 10 ottobre, è scaduto il bando che prevede anche un nuovo Porto Commerciale; a Ostia sono pronti a partire i lavori per portare i posti barca a 1.400; pericolo anche a Rio Martino (Lt), dove il porto sarà realizzato addirittura con risorse pubbliche della Regione (6,4 milioni di euro) e della Provincia di Latina (2,5 milioni); a Formia (Lt), si attende un nuovo diluvio di cemento del nuovo porto turistico “Marina di Cicerone” da 628 posti barca; a San Felice Circeo (Lt), grazie ai Tribunali sembrava essere scritta la parola fine sul raddoppio del Porto Turistico, ma con la scusa del “completamento funzionale del porto”, sono diversi i nuovi progetti che amplierebbero gli attuali 250 posti barca aggiungendone 100, 243 o 328 nel peggiore dei casi. “Siamo molto preoccupati, un diluvio di nuovo cemento minaccia le coste del Lazio, serve più equilibrio e attenzione, si rischia di peggiorare la qualità delle acque e di ridurre le aree balneabili compromettendo il futuro del mare e del turismo -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-.

Ciò che preoccupa di più è la cieca volontà di andare avanti con progetti inutili, in nome di un guadagno tutt’altro che certo: basta pensare che uno degli studio degli industriali della nautica affermava già diverso tempo fa che, senza aggiunger un metro cubo di cemento in più sulle coste italiane, si sarebbero potuti realizzare ben 39mila nuovi posti barca semplicemente riorganizzando, ristrutturando e adeguando i bacini esistenti.” E’ infinito l’elenco dei porti che si vorrebbero costruire. A Ladispoli (Rm) il 24 ottobre si analizzeranno i progetti presentati in conferenza dei servizi per un nuovo porto turistico (con annesse residenze probabilmente). Problemi anche sulle isole pontine: a Ventotene da diverso tempo è previsto un aumento di 150 unità nautiche, passando così da 30 a 180 posti, mentre a Ponza, sembra fermo il progetto di nuovo porto turistico a Cala dell’Acqua da 500 imbarcazioni, che si aggiungerebbe all’ampliamento dell’attuale porto turistico (450 posti). E dulcis in fundo, a Civitavecchia dal 2006 un progetto di massima, ipotizza un nuovo “Terminal Cina”, con una cassa di colmata di 3.000.000 di metri cubi per una banchina lunga 1,7 km e larga tra i 400 e i 600 m, per una superficie di 1.000.000 di m², coronata in mare aperto da un nuovo antemurale di quasi 2 km.

Opere faraoniche che aggraverebbero il rischio idrogeologico e aumenterebbero l’effetto erosivo già fortemente presente sulle coste del Lazio. “Ottomila posti barca rischiano di diventare in pochi anni quasi 18mila, cementificando pezzi  importanti delle coste del Lazio e minacciando le correnti marine e quindi peggiorando l’erosione -commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Porti costruiti in situazioni ambientali delicate, che troppo spesso si accompagneranno a case e centri commerciali. Ben 63 chilometri di coste laziali sono interessate da fenomeni di erosione, il 23% del totale, come confermano anche ricerche internazionali, nuove impattanti cementificazioni le metterebbero ancora più a rischio.”

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