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BANDIERA NERA VENTOTENE

Bandiera Nera, all’Amministrazione Comunale di Ventotene, perché alla splendida isola serve un riscatto che manca, l’Area Marina Protetta è abbandonata, il territorio è oscuramente dilaniato dall’abusivismo edilizio, lontana la messa in sicurezza del 97% delle coste gravate dal dissesto idrogeologico dopo la tragedia di Cala Rossano. l’Amministrazione anziché puntare a politiche di sviluppo sostenibile e sostenere le esperienze innovative delle  associazioni e dei giovani locali, si attarda in inutili e assurdi progetti di tunnel per le automobili. Era il 2006 quando la Goletta Verde di Legambiente promosse quasi a pieni voti l’isola, assegnando le 4 vele a Ventotene (5 è il massimo), dopo un incontro con gli amministratori isolani nel quale i suggerimenti di Legambiente erano quelli di orientarsi verso “un’agricoltura di qualità, prodotti tipici, pescaturismo e un turismo sostenibile, puntando sull’Area Marina Protetta di Ventotene e Santo Stefano”, con la speranza di aggiudicarsi presto le 5 Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring
Club Italiano.

I punti imprescindibili sui quali lavorare erano molto chiari: tutela del territorio, regole per l’Area marina protetta, depurazione, raccolta differenziata, gestione del diporto, certificazioni di qualità per la ricettività.

Nel 2009 Ventotene confermava le sue eccellenze per la Guida Blu, nei parametri ‘Sub’, ‘Mare e Spiaggia’ e ‘Uso del suolo/degrado paesaggio’, con le solite ombre sulla gestione dei rifiuti, sulla protezione  ambientale e sulla gestione del territorio con il gravissimo dissesto idrogeologico. Legambiente rilanciava sette punti per vincere le sfide della qualità. Percorso partecipato con cittadini, pescatori, diving, per l’approvazione del regolamento dell’area marina protetta, dichiarazione di “Monumento Storico” per l’Isola di Santo Stefano per sventare possibili speculazioni; più attenzione alla depurazione e alla qualità delle acque, rafforzamento del progetto “Ventotene Isola a Emissioni Zero” ed introduzione della raccolta differenziata porta a porta; ritiro del piano di ampliamento del porto e valorizzazione dei prodotti tipici.
Sono passati cinque anni e in sostanza non è successo nulla di quanto promesso, ma è successo moltissimo nella direzione opposta.

L’ISOLA DI VENTOTENE. Un territorio così bello, ma così fragile Area Marina protetta dal 1997, riserva statale, SIC, ZPS, patrimonio europeo, l’Isola dove è nata l’Europa unita, purtroppo in questi ultimi anni fa parlare di sé solo per il dissesto idrogeologico del suo territorio e per il cemento illegale che dilaga sulla costa. Il vero dramma si chiama dissesto idrogeologico. Il 97% del territorio di Ventotene presenta un serio rischio idrogeologico. Un anno fa, la grande tragedia della morte di Sara e Francesca, le due giovanissime studentesse romane in gita scolastica, uccise sotto la frana di un costone di tufo sulla spiaggia di Cala Rossano. 365 giorni dopo, a Cala Rossano, è recintata l’area dove avvenne la tragedia poiché sottoposta a sequestro giudiziario, ma non vi è alcuna recinzione né delimitazione che inibisca il transito e l’accesso dei pressi del costone a nord della spiaggia, dove cadono a strapiombo pareti verticali e si aprono grotte, spesso scavate dall’erosione marina, spesso dall’attività illecita dell’uomo.

Qui, tra l’altro, si sono grandi blocchi già crollati in passato eppure, sempre qui, i bagnanti sembra possono accedere liberamente. Sull’isola intanto, l’ unico intervento realizzato ha riguardato una parte di Cala Nave, settanta metri di spiaggia, ma i crolli continuano e, a fronte di ciò, l’azione delle istituzioni è ancora troppo debole e il risanamento del fragile equilibrio del territorio procede a rilento. Eppure per l’isola erano stati già stanziati 6 milioni di euro tra i 120 stanziati nell’ambito di un protocollo firmato dal Ministero dell’ambiente e la Regione Lazio proprio per arginare il rischio idrogeologico.

Nel frattempo la procura di Latina ha chiuso l’inchiesta sulla tragedia, dei dieci indagati iniziali ne sono rimasti cinque, tra cui il Sindaco Assenso, ma per tutti dovrebbero profilarsi le richieste di rinvio a giudizio.

La piaga dell’abusivismo edilizio non cessa di dilaniare la fragile costa tufacea. 1,54 kmq di superficie e 15 abusi accertati nel solo 2009, praticamente un abuso ogni 10,27 ettari, con zero ordinanze di demolizione emesse secondo i dati della Regione Lazio, nessuna acquisizione al patrimonio pubblico condotta, mai la  parola alle ruspe.

L’ultimo scempio edilizio accertato, in ordine di tempo, risale allo scorso 4 giugno quando gli uomini della Guardia di Finanza della brigata di Ventotene e della IV squadra unità navale hanno posto sotto sequestro un locale scavato ex novo nella parete di tufo nell’area del porto romano dell’isola, in  pregio alle norme sull’edilizia ed in violazione ai vincoli ambientali e paesaggistici imposti dal decreto ministeriale di istituzione dell’omonima area marina protetta.

A maggio scorso i sigilli sono scattati anche per i lavori di realizzazione di quella che sarebbe dovuta  essere la nuova stazione marittima dell’isola pontina, e che avrebbe dovuto ospitare, tra l’altro la nuova caserma della Guardia Costiera.

Sembrerebbe, infatti, che non vi siano tutti i necessari permessi edilizi. I lavori, quindi, sono stati bloccati da parte degli uomini della Capitaneria, a seguito dell’esame della documentazione in possesso del Comune.

Sempre nel maggio scorso, i Carabinieri, insieme al personale della Capitaneria di porto e della Guardia Costiera di Gaeta, hanno posto sotto sequestro un manufatto abusivo di circa 300 mq, realizzato tra Cala Nave e Cala Battaglia. Un abuso con vista eccellente, quella dell’isola di Santo Stefano, zona di riserva integrale dell’area marina protetta. Un abuso realizzato proprio in una delle zone più delicate e fragili dell’isola, quella di cala nave appunto, dove lo scorso aprile è stata annunciata l’apertura di un cantiere per la messa in sicurezza del territorio e l’assetto idrogeologico.

Il folle progetto del tunnel.
Altro che sviluppo sostenibile e “isola a emissioni zero”, a Ventotene l’Amministrazione è assolutamente determinata ad andare avanti con un inutile quanto assurdo progetto di una strada di collegamento tra il porto nuovo e la zona del campo sportivo, con un mega tunnel di trecento metri per le automobili. Il Consiglio comunale del più piccolo Comune dell’Italia centrale, facilmente attraversabile a piedi, ha approvato il progetto per la “meraviglia” larga sei metri e mezzo da scavarsi nel cuore dell’isola. Non divieto di introdurre automobili, ma sperpero di soldi per opere faraoniche.

Il pericolo vendita per l’Isola di Santo Stefano.

L’Isola di Santo Stefano è da tempo in pericolo, tra proposte di vendita e progetti alberghieri di svendita. Per diversi anni l’Isola di Santo Stefano compariva come “in vendita per 20 milioni di Euro”, con una trattativa sempre in mano ad una società tedesca. Tentativo sventato forse anche grazie all’appello lanciato da Legambiente al Presidente della Repubblica Napolitano nel Luglio 2006, accolto dalla Presidenza della Repubblica, che sottopose la questione della dichiarazione dell’isola quale Monumento Storico Nazionale all’attenzione del Ministero per i beni e le attività culturali.

La speranza
Viene dai giovani e da alcune associazioni locali impegnate nel riscatto e nella rinascita dell’Isola, dalla voglia di cambiare l’isola. E proprio puntando su visite guidate, escursioni subacquee nei fondali dell’area marina protetta, coltivazione biologica di lenticchie e filari di vitigni autoctoni, agriturismo, pesca.

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Goletta Verde di Legambiente Nella sua ultima tappa del Lazio consegna la Bandiera Nera all’amministrazione della splendida isola di Ventotene

Legambiente: “Chiediamo in maniera forte e decisa un cambiamento di rotta
all’Amministrazione Comunale che deve garantire all’isola il riscatto sociale e le
politiche ambientali che merita una simile bellezza naturale come chiedono giovani e
associazioni locali”.

Martedì 12 luglio – ore 11 conferenza stampa finale con tutti i dati della Goletta nel Lazio
presso la sede regionale di Legambiente in V.le Regina Margherita 157 – Roma

Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che dal 1986 naviga nel mare italiano per monitorare lo stato di qualità delle acque e delle coste dei nostri litorali, oggi, prima di lasciare il Lazio e proseguire il suo tour alla volta della Campania, consegna la Bandiera Nera, il poco ambito riconoscimento attribuito da Goletta Verde per gli scempi e la cattiva gestione a danno di mare e coste, all’isola di Ventotene. Mai come in questo caso, la Bandiera Nera vuole essere un grido d’allarme per invertire un percorso di gestione che rischia di compromettere seriamente un territorio così bello ma così fragile. Area Marina protetta dal 1997, riserva statale, SIC, ZPS, patrimonio europeo, l’Isola dove è nata l’Europa unita, Ventotene purtroppo, in questi ultimi anni fa parlare di sé solo per il dissesto idrogeologico del suo territorio e per il cemento illegale che dilaga sulla costa.

“Alla splendida isola di Ventotene serve un riscatto che manca, – afferma Cristiana Avenali,
direttrice di Legambiente Lazio – le criticità sono tante e preoccupanti, la bellezza va preservata con
azioni concrete verso l’innovazione e la sostenibilità, sostenendo i percorsi che vanno in questa direzione. L’Area Marina Protetta è abbandonata, il territorio è oscuramente dilaniato dall’abusivismo edilizio, lontana la messa in sicurezza del 97% delle coste gravate dal dissesto idrogeologico dopo la tragedia di Cala Rossano. L’Amministrazione anziché attardarsi in inutili e assurdi progetti di tunnel per le automobili punti a valorizzare le esperienze innovative delle associazioni e dei giovani locali, che vogliono promuovere lo sviluppo di filiere di agricoltura biologica e pratiche di turismo sostenibile, vere chiavi di successo per il futuro dell’isola.”

“Legambiente e Goletta Verde hanno particolarmente a cuore le sorti della isola Pontina, da anni infatti, stiamo cercando di suggerire e proporre percorsi di sviluppo sostenibile” – dichiara Giorgio Zampetti, portavoce della Campagna. Era il 2006 quando la Goletta Verde promosse quasi a pieni voti l’isola, assegnando le 4 vele a Ventotene, proponendo al contempo azioni sulla tutela del territorio con regole ben precise per l’Area marina protetta, sull’implementazione dei servizi di depurazione e sulla diffusione di pratiche per la raccolta differenziata. Tre anni dopo, nel 2009, al passaggio di Goletta Verde, Ventotene confermava le sue eccellenze nella Guida Blu, ma evidenziava parimenti le solite ombre sulla gestione dei rifiuti, sulla protezione ambientale e sulla gestione del territorio a causa del gravissimo dissesto idrogeologico. “Ad oggi, Goletta Verde – conclude Giorgio Zampetti, portavoce della Campagna – deve purtroppo constatare che in sostanza non è successo quasi nulla di quanto sperato, ma moltissimo è accaduto nella direzione opposta e proprio per questo già l’anno scorso all’isola sono state assegnate solo 3 vele. La piaga dell’abusivismo ha dei numeri inquietanti che vedono 15 abusi accertati nel solo 2009, praticamente un abuso ogni 10,27 ettari, con zero ordinanze di demolizione emesse, nessuna acquisizione al patrimonio pubblico condotta, mai la parola alle ruspe.”

L’elenco delle illegalità per quanto concerne l’abusivismo edilizio è purtroppo lunga e annovera scempi edilizi e sequestri diretti dalla guardia di finanza. Ma il cemento arriva anche da scellerati progetti dell’Amministrazione, come quello di una strada di collegamento tra il porto nuovo e la zona del campo sportivo, con un mega tunnel di trecento metri per le automobili. Il Consiglio comunale del più piccolo Comune dell’Italia centrale, facilmente attraversabile a piedi, ha approvato il progetto per la “meraviglia” larga sei metri e mezzo da scavarsi nel cuore dell’isola. Non divieto di introdurre automobili, ma sperpero di soldi per opere faraoniche. L’altro allarme che Goletta Verde lancia a difesa del territorio riguarda l’Isola di Santo Stefano, da tempo in pericolo, tra proposte di vendita e progetti alberghieri di svendita. Per diversi anni l’Isola di Santo Stefano compariva come “in vendita per 20 milioni di Euro”, con una trattativa sempre in mano ad una società tedesca. Tentativo sventato forse anche grazie all’appello lanciato da Legambiente al Presidente della Repubblica Napolitano nel Luglio 2006, raccolto dalla Presidenza della Repubblica, che sottopose la questione della dichiarazione dell’isola quale Monumento
Storico Nazionale all’attenzione del Ministero per i beni e le attività culturali.

Le motivazioni di questa Bandiera Nera sono chiare e fin troppo esplicite dunque. Ventotene e isuoi abitanti meritano tutela e considerazione maggiori. Le politiche territoriali devono essere calibrate sulle contingenze ambientali e orientate a valorizzare il meraviglioso patrimonio naturale dell’Isola e le potenzialità espresse dalle giovani generazioni. Proprio da loro riparte la speranza per il riscatto e la rinascita dell’Isola. Goletta Verde punta su di loro e sui loro progetti. Sicuramente tornerà a visitare Ventotene, sperando che al posto della Bandiera Nera, possa consegnare alle amministrazioni locali un riconoscimento per aver saputo investire sul futuro con lungimiranza. Tutti i risultati del viaggio della “Goletta verde” di Legambiente nel Lazio sullo stato di salute dei mari e le criticità delle acque rilevate dal laboratorio mobile ambientalista saranno presentati in conferenza stampa martedì 12 luglio alle ore 11 presso la sede regionale di Legambiente in viale Regina Margherita, 157.
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Goletta Verde di Legambiente a Fondi Denuncia la piaga dell’abusivismo edilizio sulle coste del Lazio: 2.379 abusi solo nel 2009 nei Comuni costieri, ben 6,5 illeciti al giorno

Le ruspe passano in azione solamente nel 2,9 % dei casi
Legambiente: “Sono passati 4 anni. Restituiamo l’area
dell’ex ecomostro dell’Isola dei Ciurli ai cittadini”
Bandiera Nera al Comune di Pomezia: delocalizzare le strutture condonate non
deve significare altro cemento sul territorio

Ben 2.379 abusi edilizi sono stati commessi solo nel 2009 nei 23 Comuni costieri del Lazio (esclusa Roma), uno su sei del totale regionale di 15.426 abusi (il 15,4%), pari a ben 6,5 illeciti al giorno. Goletta Verde, la campagna itinerante di Legambiente che porta avanti da ventisei anni una lotta costante a difesa del mare e delle coste italiane, oggi a Fondi ha puntato i riflettori sul grave problema dell’abusivismo edilizio che affligge e distrugge l’integrità del patrimonio costiero regionale, analizzando gli ultimi dati ufficiali della Regione Lazio sul tema. D’altronde secondo il Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente, nello scorso anno nel Lazio, sono stati commessi 721 illeciti nel ciclo del cemento, il 10,4 % del totale nazionale, portando la regione al 3° posto nazionale, solo dopo Calabria e Campania, nella classifica delle illegalità nel ciclo del cemento. “Contro gli abusi edilizi vanno riaccesi i motori delle ruspe nel Lazio, soprattutto sulle coste, dove tra cavilli e scarsa determinazione le demolizioni si attuano solo in tre casi di abusivismo su cento –afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nonostante gli scempi continuino ad emergere in sostanza in modo costante nel tempo, in sostanza non si demolisce quasi mai, specialmente sulle coste, tranne in casi importanti come ad Ardea. Le forze dell’ordine e le  procure lavorano alacremente, ma bisogna mettere la parola fine agli scempi altro che assurdi diritti di superficie o incredibili premialità come nel bando di Pomezia, il territorio costiero è un bene importantissimo dal punto di vista ambientale, paesistico e anche turistico ma ha bisogno di tutela piuttosto che di cemento. Rilanciamo da Fondi un appello alla Regione Lazio, dove grazie a tante battaglie di Legambiente assieme a cittadini, e in prima fila di Luigi Di Biasio recentemente scomparso, l’abbattimento dell’ecomostro dell’Isola dei Ciurli rappresenta ancora oggi un monito contro i furbetti del mattone: serve più forza nelle acquisizioni degli abusi al patrimonio pubblico, nelle demolizioni dei manufatti, nella lotta alle illegalità”.

Nel contesto regionale, la provincia di Latina e Fondi in particolare, spiccano tristemente e risultano essere sempre più in preda al cemento abusivo. La regina dell’abusivismo sulle coste della nostra Regione è proprio la provincia di Latina, con 1.680 reati distribuiti sui 12 comuni costieri. Nel territorio provinciale, Fondi si colloca nel periodo 2004/2009 al 5° posto per numero di abusi rilevati, con 662 illeciti edilizi, il 3,1% del totale regionale. Un peso, che aumenta se raffrontato con il dato della provincia di Latina, dove il comune fondano pesa per il 28,5% sul totale degli abusi commessi negli ultimi 5 anni.

“Ancor più grave è il dato relativo alle demolizioni delle strutture abusive nel territorio comunale -dichiara Federica Prota, Presidente del Circolo di Legambiente di Fondi “La Ginestra”-, che nel 2009, è stato pari a zero, con nessun contributo reale al ripristino dello stato dei luoghi. Nei rari casi in cui gli ecomostri vengono abbattuti, i passi successivi tardano ad arrivare. Proprio per questo chiediamo all’amministrazione comunale di Fondi, la riapertura dopo 34 anni dell’area dell’ex ecomostro dell’Isola dei Ciurli, sottratta dopo 30 anni di battaglie all’illegalità, ma che da 4 anni aspetta inutilmente di essere restituita alla fruizione dei cittadini.”

A compromettere ulteriormente questo già triste scenario delle coste laziali, rischia di aggiungersi il temibile “diritto di superficie”, in buona sostanza, una svendita dei beni comuni. Nel decreto sviluppo, infatti, con una procedura alquanto discutibile, veniva introdotta una nuova tipologia di diritto di superficie, che incorporava sin dalla nascita, l’usucapione ventennale, quindi, di fatto, la proprietà privata del bene comune dopo 20 anni. Fortunatamente, lo scorso 20 giugno, con un maxi emendamento, al disegno di legge di conversione del decreto, i commi relativi alla sua introduzione venivano “soppressi”.

“La speranza è che l’eliminazione del diritto di superficie sia definitiva -afferma Giorgio Zampetti, Portavoce di Goletta Verde-, che non riappaia magicamente in Senato, dove il decreto è in discussione e che non si provi per altra via a far passare una siffatta norma svendi territorio. Legambiente ha sempre dichiarato la propria opposizione alla privatizzazione del demanio e ha sempre sostenuto a gran voce l’importanza della tutela degli eco-sistemi marini”.

La denuncia di Legambiente non è fine a se stessa, ma vuole spronare le Amministrazioni a rendere i litorali accessibili a tutti, puliti e liberi dal cemento. Per questo, in primo luogo chiediamo ai comuni costieri del Lazio, di iniziare finalmente ad inaugurare la stagione delle demolizioni, liberando così i loro bellissimi litorali dal cemento illegale che li soffoca.

Ma la risposta a questo fenomeno non deve causare altra cementificazione. Per questo oggi Goletta Verde, assegna la seconda bandiera nera nel Lazio al Comune di Pomezia, che per risolvere il problema delle costruzioni su area costiera ha individuato un sistema decisamente troppo pro cemento. Attraverso la pubblicazione di un bando, ha previsto assurde premialità del 400% per interventi di demolizione sulla fascia costiera e ricostruzione in altre aree. Un incredibile e inutile regalo alla parte peggiore del mondo dei costruttori, che va ben oltre le giuste premialità del “piano casa regionale” in vigore (50% e 60% in caso di destinazione alberghiera della nuova struttura) persino della pessima proposta di modifica dell’Assessore Ciocchetti, che tra l’altro porterebbe le premialità al 100%.

Una scelta in totale opposizione con quanto era stato indicato da Legambiente Lazio in favore di norme volte a determinare un “interesse pubblico” nell’inutile piano casa del Governo e della Regione Lazio: piani, per l’edilizia regolare e non certo per quella abusiva, per interventi straordinari di demolizione e ricostruzione degli immobili nei Comuni costieri, al fine di “arretrare” il fronte del costruito ai 300 metri previsti dalla Legge Galasso, con una premialità di cubatura tra il 25% e il 35%, che determinasse la possibilità di realizzare l’intervento, ovviamente in aree edificabili.

Ufficio stampa Goletta Verde:
Laura Binetti 3464035191

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Goletta Verde di Legambiente ad Anzio

Stop all’inutile e dannoso progetto anti-erosione: non ha la necessaria
Valutazione di Impatto Ambientale

Bandiera nera al progetto dei “pennelli” di Anzio

Legambiente: “Fermare l’opera dissennata e i progetti simili che rischiano di distruggere tutta la costa laziale, con un’enorme barriera sottomarina a Nettuno, Latina, Fondi, Minturno, Terracina, Torvajanica, Ladispoli”.

Goletta Verde la campagna di Legambiente che ogni estate vigila e diffonde informazione sulla salute del mare e delle coste italiane si ferma ad Anzio per puntare i riflettori sul problema dell’erosione costiera e per denunciare e consegnare la Bandiera Nera, il poco ambito riconoscimento di Goletta Verde per gli scempi a danno di mare e coste, all’insensato e dannoso progetto dei “pennelli”, ovvero 15 opere frangiflutti, lunghe 100 metri e poste a 200 metri uno dall’altra, lungo il Lido Marechiaro.

Secondo un recente studio ISPRA nel Lazio sono in fase di erosione 63 km di costa (pari al 23% del totale). Un fenomeno naturale aggravato dalle dinamiche connesse ai mutamenti climatici in corso, in particolare, all’aumento del livello del mare, con cause da ricercare soprattutto nell’antropizzazione del litorale e nell’incremento della presenza del cemento. Di fronte a un evento così serio, piuttosto che scelte ponderate per prevenire il fenomeno, ad Anzio purtroppo si sta  facendo scempio del litorale e per questo Legambiente ha assegnato al progetto la bandiera nera, il poco ambito riconoscimento di Goletta Verde.

“Il progetto dei pennelli antierosione è inutile e dannoso, ma anche gravemente privo delle necessarie autorizzazioni ambientali, va fermato subito liberando il mare dalla barriera già fatta e indirizzando il cospicuo finanziamento dalla Regione Lazio su opere di minore impatto, da ridiscutere con cittadini e associazioni – dichiarano Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. Ci siamo subito chiesti come questo assurdo progetto dell’Ardis, , l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, potesse avere ottenuto una positiva valutazione di impatto ambientale e abbiamo verificato con il competente ufficio regionale che semplicemente non è mai stato richiesto il parere. Ora, dopo un nostro esposto e grazie all’intervento della Guardia di Finanza che ha riscontrato i fatti, le carte sono in Procura, e con tutti quelli che hanno a cuore il nostro litorale rimaniamo in attesa di conoscere l’esito di questa allucinante situazione”

Legambiente con la Goletta Verde chiede, a difesa del litorale di Anzio e di tutto il Lazio la cancellazione del progetto, la chiusura del relativo cantiere, l’immediata liberazione totale delle terribili strade di pietre e terra che oggi devastano l’area; la verifica da parte della Regione Lazio di nuove e serie modalità per contrastare l’erosione costiera, fermando i progetti che vorrebbero realizzare un’enorme barriera di nuovi pennelli a Nettuno, Latina, Fondi, Minturno, Terracina, Torvajanica, Ladispoli; l’avvio, da parte dell’amministrazione comunale di Anzio, di una discussione sull’erosione e sulla gestione della costa, che veda partecipi tutti i soggetti interessati. “Questa situazione rasenta il grottesco – afferma Anna Tommasetti, Presidente del circolo di Legambiente Le Rondini di Anzio-. L’opera dei pennelli distruggerebbe 4 chilometri di costa, aggravando in maniera considerevole il fenomeno dell’erosione del litorale, le istituzioni non possono restare cieche di fronte a progetti non solo distruttivi per l’ambiente ma anche privi di importanti autorizzazioni. Per questo oggi consegniamo la Bandiera Nera I cittadini e le associazioni ha nno il diritto e il dovere di intervenire e alzare la voce contro lo scempio che si vuole portare avanti a danno del territorio e della salute e sicurezza pubblica, chiediamo all’Amministrazione un confronto immediato coinvolgendo pescatori, ambientalisti, surfisti, balneari e tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’ambiente marino di Anzio” Un’ulteriore assurdità è data dall’idea di realizzare i pennelli vicino al nuovo Porto di Anzio, un’opera di cementificazione del litorale romano, che con l’enorme “braccio” di cemento in mare devierà le correnti, togliendo materiale ai flussi e compromettono l’equilibrio naturale dei fondali. Hanno partecipato, tra gli altri, al blitz della Goletta Verde: Giorgio Zampetti, Portavoce di Goletta Verde; Green Ocean Surfing e il Circolo Tirrena.

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Goletta Verde di Legambiente a Fiumicino “GIÙ LE MANI DALLA COSTA”

Grandi infrastrutture, cemento e il progetto della nuova discarica minacciano
seriamente il litorale e la sicurezza del territorio
Legambiente: “Verificare lo stop ai lavori del porto fino al ritiro delle
autorizzazioni.

Basta discariche: servono raccolta differenziata porta a porta, riuso e riduzione dei rifiuti. Ritirare subito il progetto per il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, occorre una proposta alternativa”

Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, in viaggio dal 22 giugno per denunciare le attività ai danni del mare e delle coste italiane, con il suo arrivo nel Lazio e in particolare a Fiumicino, lancia un monito importante per la salvaguardia del territorio: i progetti faraonici  del porto della Concordia e del raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, insieme alla proposta di localizzare una discarica e forse un inceneritore a Palidoro, sono una concreta minaccia che mette a rischio oltre il pregiato e delicato ecosistema, anche le possibilità delle comunità locali di essere protagoniste nello sviluppo economico e turistico del territorio. La denuncia di Legambiente è contenuta nel dossier presentato questa mattina a Fiumicino dall’associazione ambientalista e da alcuni comitati locali, dal titolo “Quale sviluppo per le coste
del Lazio?- Il caso Fiumicino”. Un caso emblematico di sviluppo ai danni del territorio, nonostante sia inserito in un contesto di estrema delicatezza che comprende i 7.750 ettari tutelati dalla Riserva Statale del Litorale Romano, nonché la riserva orientata della foce del Tevere. “I nuovi progetti previsti a Fiumicino disegnano uno scenario del tutto insostenibile per il territorio costiero italiano -dichiara Giorgio Zampetti, Portavoce di Goletta Verde-. Un porto in area a rischio idrogeologico molto elevato, un raddoppio aeroportuale in aree di massima tutela della Riserva del Litorale e una inutile discarica in pregiate aree agricole sono progetti inaccettabili e incompatibili, che vanno fermati per evitare danni al territorio. Lo sviluppo del futuro non può compromettere irreversibilmente il delicato equilibrio ambientale dell’area”.

A partire dal “Porto della Concordia” di Fiumicino, Legambiente con la Goletta Verde chiede cose molto precise a partire dalla verifica da parte della Regione Lazio dello stato dei lavori del porto, fermi da nove mesi, degli appalti e dei sub appalti, fino alla revoca delle autorizzazioni rilasciate e lo stop alla realizzazione del progetto dell’assurdo gigante di cemento. Sono previsti infatti 129.700 metri cubi e 104,29 ettari di demanio per 1.445 posti barca, nel pieno della Foce del Tevere, in area di esondazione del fiume a “rischio idrogeologico molto elevato” R4. Sul raddoppio dell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Roma, Legambiente chiede ad ADR il ritiro del progetto, un inutile e sciagurato diluvio di quasi un milione di metri quadri di suoli cementificate all’interno della Riserva Statale del Litorale Romano. La stessa società si faccia invece promotrice di una proposta di sviluppo alternativa che affronti anche il serio problema dell’inquinamento acustico ed atmosferico per le popolazioni residenti nell’area circostante, con i decibel già oggi alle stelle con punte oltre i 100 dB(A), secondo quanto emerge dall’unico monitoraggio disponibile, realizzato proprio da Legambiente e dal Comitato Fuoripista. La seconda aerostazione prevista, con centri congressi, alberghi, parcheggi, uffici, per un totale di 1.400 ettari, non serve. Ad agosto 2010 l’aerostazione esistente ha gestito, secondo ADR, circa 360 mila transiti, che con una proiezione annua significa che l’Aeroporto di Fiumicino sarebbe oggi in grado di movimentare oltre 65,5 milioni di passeggeri, senza considerare il completamento del molo “C”, che porterebbe la capacità ad almeno 70 milioni di passeggeri annui.

Ma in questi giorni il tema più caldo è certamente quello del sito per la nuova discarica della Capitale e forse per un inceneritore, collocati in una splendida area agricola a Palidoro, a nord di Fiumicino. Il Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio è pieno di belle intenzioni  sulla differenziata, ma prevede un “piano B” fatto di nuove discariche e inceneritori, nel malaugurato caso non si raggiungessero gli obiettivi. Basta discariche: Legambiente ha chiesto alla Regione Lazio di lasciare il posto ad una nuova politica pubblica sui rifiuti seria e rigorosa, che punti ad azioni concrete e investimenti su riduzione, riuso e riciclaggio dei materiali piuttosto che su discariche e incenerimento, rendendo protagonisti gli enti locali e i cittadini.

“Giù le mani dalla costa, basta inutile cemento per porti e aeroporti e progetti assurdi di nuove discariche, la crisi nel Lazio va superata puntando su riqualificazione e innovazione, la Regione deve rottamare una politica vecchia e scialacquona, attenta ai grandi interessi piuttosto che all’interesse pubblico di tutti -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Bisogna guardare al futuro: il territorio, l’acqua, il demanio, i beni comuni faranno la differenza per la qualità della vita e delle economie. Non si possono sperperare risorse così fondamentali per progetti inutili, chiediamo di verificare lo stop ai lavori del porto fino al ritiro delle autorizzazioni, un nuovo corso per la gestione dei rifiuti fatto di differenziata porta a porta, riuso e riduzione e una proposta alternativa al raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino”. Hanno partecipato all’iniziativa Florestano Bianchi e altri rappresentanti del Comitato Fuoripista, rappresentanti comitato no porto, rappresentanti comitato Fiumicino Rifiuti Zero.

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Goletta verde di Legambiente arriva nel Lazio

Con un ricco programma di attività ed iniziative coinvolgerà i cittadini
informandoli sullo stato di salute del mare e delle coste regionali

Da martedì 5 luglio a giovedì 7 luglio
Goletta Verde a Fiumicino, Anzio, Fondi e Gaeta

Continua la battaglia per liberare mare e spiagge dagli accessi negati
Legambiente: “Basta recinti, muri e tornelli per far ritornare il mare fruibile”

Primo appuntamento: “Aspettando Goletta Verde”

Martedì 5 luglio, Fiumicino (RM) -Ore 11.00
Presentazione del dossier “Fiumicino Porto/Aeroporto”
Via della Torre Clementina presso il ristorante ZiPina

Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente giunta alla sua ventiseiesima edizione, continua il suo lavoro di monitoraggio e d’informazione sullo stato di salute dei mari e delle coste italiane e torna nel Lazio da martedì 5 luglio per rilanciare con forza tematiche legate alla tutela dell’ambiente marino. L’esperienza di Goletta Verde è realizzata grazie alla collaborazione del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati , del Consorzio Ecogas, di Corepla, Nau!, e Novamont. I principi della sostenibilità e dell’ambientalismo scientifico guidano gli attivisti a bordo della Goletta Catholica e i nostri tecnici, che viaggiano a bordo del laboratorio mobile, effettuano rilevamenti puntuali con l’ obiettivo di scovare le situazioni che mettono a maggior rischio il mare: tanto le foci dei fiumi quanto i tratti interessati da scarichi abusivi o insufficiente sistema di depurazione. Durante la sosta nel Lazio, al centro dell’attenzione del team di Goletta Verde ci saranno anche altri temi di gran rilievo per l’ambiente e l’ecosistema marino regionale: abusivismo edilizio vista mare, opere di ripascimento delle spiagge, assurdi progetti di cementificazione del litorale, accessi negati al mare.

“Basta con gli accessi negati al mare, con la Goletta Verde riparte la battaglia di Legambiente per la libera fruizione del mare – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. – Le coste del Lazio sono belle quanto ricche di criticità, bisogna migliorare la qualità delle acque e contrastare abusivismo e nuovi scellerati progetti di cementificazione, ma tra le cose più odiose c’è la privatizzazione del mare. Vanno eliminati recinti, muri, tornelli facendo tornare lungomari quelli che oggi sono diventati lungomuri, a Ostia come a Fregene e Torvaianica, ma anche a Formia e Gaeta. Altro che concessioni ventennali e inverosimili diritti di superficie, stop alla privatizzazione dei litorali, liberiamo il mare”.

La strada da seguire è quella intrapresa dal Comune di Ardea, che si sta adoperando per rimuovere tutte quelle barriere che impediscono il libero accesso al mare, rendendolo accessibile a beneficio di tutti i cittadini. Legambiente torna a chiedere più controlli contro quegli stabilimenti che fanno pagare una ingiusta “tassa sul mare”, con sospensione e revoca delle concessioni a chi deturpa il litorale, ma anche l’allargamento degli spazi di spiaggia libera per i cittadini, come prevede la legge Finanziaria 2006, al comma 251 dell’articolo 1, dove stabilisce che “E’ fatto obbligo per i titolari di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione.”

Programma Goletta Verde nel Lazio
Martedì 5 luglio
Fiumicino (RM), Ore 11.00
Blitz “Aspettando Goletta Verde” presentazione del dossier “Fiumicino Porto/Aeroporto”.
Appuntamento ore 11 a Fiumicino in via della Torre Clementina c/o ristorante ZiPina.
Mercoledì 6 luglio
Anzio (RM), Ore 9.00
Appuntamento a Marechiaro con il circolo locale di Legambiente, il gruppo di surfisti e i cittadini
per la pulizia della spiaggia libera davanti ai pennelli.
Ore 11.00
Appuntamento per la presentazione del dossier “Erosione e Pennelli di Anzio”
Dalle ore 18.00 Visite a bordo di Goletta Verde
Giovedì 7 luglio
Fondi/Gaeta (LT), Ore 11.30
Appuntamento presso la foce del Sant’Anastasia per la presentazione dossier abusivismo a Fondi
Dal pomeriggio la Goletta Verde sarà a Gaeta presso il molo Caboto – Capitaneria di Porto e stand
informativo.
Martedì 12 luglio
Roma, ore 11.30

Conferenza stampa sui dati rilevati da Goletta Verde del mare del Lazio presso la sede di
Legambiente Lazio, Viale Regina Margherita 157.

Le campagne a bordo di Goletta
Sali a bordo: Per continuare il nostro lavoro abbiamo bisogno di te e della tua faccia! Goletta Verde è una grande esperienza collettiva, che vuole unire tutte le cittadine ed i cittadini che vogliono mpegnarsi a lottare per difendere il proprio territorio. Grazie al contributo di tutti si possono vincere le battaglie più grandi. Per questo ti chiediamo di metterci la faccia: vogliamo comporre insieme a tutti gli amici del mare lo striscione del tour di Goletta Verde 2012. Per maggiori informazioni visita il sito www.golettaverde.it

SOS Goletta
L’ambientalismo scientifico parte dal basso, i migliori conoscitori del territorio sono coloro i quali lo vivono ogni giorno, per questo Legambiente insieme a Goletta Verde chiede a tutti i cittadini di segnalare abusi, scarichi illegali, presenza di liquidi o sostanze sospette nell’acqua e di documentarle con una breve descrizione ed una foto ed inviarle tramite sms o mms al numero 346-0074114 o telefonando al numero  06- 862681 o ancora con una mail all’indirizzo scientifico@legambiente.it. Contribuisci anche tu a difendere il mare e i laghi dall’inquinamento!

Fish Scale! Il Progetto del Pesce Ritrovato
Quest’anno a bordo di Goletta Verde viaggia il progetto Pesce Ritrovato by Fish Scale, finanziato dalla Commissione Europea con lo strumento finanziario LIFE+, che mira a preservare la biodiversità marina, a riscoprire le specie ittiche locali, a ridurre gli scarti di pesca e infine a incrementare la domanda e il valore commerciale delle specie ritrovate. L’iniziativa è promossa dall’Acquario di Genova, insieme a Legambiente, Coop Liguria, Lega Pesca, Softeco Sismat Spa, Acgi Agrital, con il supporto della Regione Liguria e con la partecipazione di pescatori e ristoratori locali. http://www.fishscale.eu/

Veleni di Stato.
A bordo di Goletta Verde anche il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche che si prefigge di
sensibilizzare al monitoraggio e alla bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o
interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Un arsenale segreto creato dal regime fascista negli
Anni Trenta, o disperso dagli eserciti alleati nell’immediato dopoguerra, che a distanza di molti anni
rappresenta ancora una minaccia per i mari, i fiumi, i laghi e molti territori del nostro paese. Iniziative in
alcune delle zone più colpite in Italia: Ischia e Golfo di Napoli, Molfetta e Pesaro. www.velenidistato.it

I Partner di Goletta Verde:
Main partner: Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati- Coou
Partner: Consorzio Ecogas, Corepla, Nau!, Novamont
Media partner: Radio Kiss Kiss, La Nuova Ecologia
Lo staff di Goletta Verde sceglie i veicoli Peugeot con filtro antiparticolato FAP®.
Per i nostri veicoli utilizziamo Revivoil, l’olio rigenerato di Viscolube
Ufficio Stampa: Laura Binetti 346-4035191

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