Category Archive Comunicati 2011

Rifiuti: basta con farsa commissariamento.

Basta con questa farsa, non serviva un commissario per fare un’ennesima e nuova proroga della discarica di Malagrotta – così Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commenta le dichiarazioni del prefetto di Roma e commissario per l’emergenza rifiuti, Pecoraro, rilasciate durante l’audizione in commissione Ecomafie-. E addirittura si chiede, con i tecnici della Regione, se sia possibile conferire ancora ‘tal quale’ in quella discarica. E ancora, ci informa che è necessario un quinto impianto di trattamento meccanico biologico e che senza nessuna gara, al contrario di quanto ha sempre dichiarato, saranno Ama e Acea a realizzare questo quinto impianto. A quali numeri fa riferimento il commissario se nel piano rifiuti in approvazione la capacità impiantistica è sufficiente? Forse ai numeri del cosiddetto ‘scenario di controllo’, che guarda caso valuta in altre 400mila tonnellate il fabbisogno di trattamento per il rifiuto indifferenziato nel sub ATO di Roma? E’ scandaloso, il commissario serve solo a fare porcherie, a prorogare ancora una volta Malagrotta, ad aprire nuove discariche a Corcolle, Riano, Fiumicino e chissà dove altro, a saltare le gare. Basta, si chiuda il commissariamento e si apra la stagione della responsabilizzazione degli enti locali per riduzione, riuso e differenziata.”

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Piano rifiuti: stralciare scenario controllo, fissare tempi per riduzione, riuso, differenziata e definire investimenti.

“Il piano rifiuti è una cosa maledettamente seria, per evitare di ritrovarci i rifiuti per strada e per superare il ridicolo 15% di differenziata del Lazio, servono obiettivi ambiziosi, ma soprattutto scelte concrete che definiscano modalità, tempi e soldi per raggiungerli. Di tutto ciò nel piano che il Consiglio regionale sta discutendo c’è poco o nulla – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. E’ molto grave che nel testo si prevedano due differenti scenari, uno ‘scenario di piano’ che risponde alle norme di legge e poi a ‘scopo descrittivo’, come è testualmente scritto, un assurdo ‘scenario di controllo’, sulla base del quale valuta poi il fabbisogno impiantistico, riducendo la differenziata e raddoppiando i quantitativi residui per gli impianti di trattamento meccanico biologico e quindi per gli inceneritori. Chiediamo al Consiglio Regionale di stralciare dal testo questo pasticcio, di definire nel dettaglio il piano di investimenti per la raccolta differenziata, per scongiurare la nascita di nuove discariche e inceneritori, che aggraverebbero i problemi.”

E’ surreale, nel testo del piano è, infatti, scritto che ‘a scopo puramente descrittivo si valuta il fabbisogno impiantistico dedicato al trattamento dei rifiuti urbani nel caso in cui: – non si realizzino le politiche di riduzione e si abbia una crescita “inerziale” della produzione dei rifiuti; – non si raggiungano gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano in linea con la normativa vigente, ma si abbia una crescita pari alla media dell’incremento annuo del triennio 2006 -2008; la capacità operativa degli impianti di termovalorizzazione non risulti pari a quella autorizzata.’

Anche la definizione di un enorme incremento della produzione rifiuti, basata su indicatori socioeconomici (PIL e spese per famiglie residenti), è davvero irragionevole: dalle 3.332.572 tonnellate di RSU (rifiuti solidi urbani) registrate nel 2009 nel Rapporto rifiuti ISPRA, si passerebbe a ben 3.675.893 tonnellate di rifiuti nel 2017, con una crescita costante. Poi su questi numeri si applicherebbero le azioni di prevenzione, pur affermando che gli ‘interventi proposti tuttavia sono difficilmente quantificabili perchè spesso legati alla sola responsabilità dei cittadini, in quanto consumatori, e troppo poco a quella dei distributori e dei produttori. In questo caso, con lo scopo di coinvolgere tutti gli attori del sistema, diventa fondamentale il ruolo degli enti locali, e la redazione di un Piano d’azione specifico lo strumento attuativo indispensabile.” Eppure, negli ultimi anni la produzione è diminuita senza particolari azioni di prevenzione da 3.343.551 tonnellate del 2008 a 3.332.572 tonnellate del 2009 e, se si valuta la produzione pro-capite, la diminuzione è stata costante in tutto l’ultimo quinquennio.

L’invenzione dello ‘scenario di controllo’ fa aumentare i numeri del fabbisogno di trattamento meccanico biologico e dell’incenerimento. Con i numeri dello ‘scenario di piano’, infatti, il CDR recuperato sarebbe al 2017, seppure con tutti i numeri sovrastimati già detti, di 415.456 tonnellate, con una capacità impiantistica già autorizzata di 866.650 tonnellate, ma nello ‘scenario di controllo’ il CDR raddoppierebbe quasi, arrivando a 793.423 tonnellate, e visto che anche la capacità di incenerimento diminuirebbe a 707.900 tonnellate (non considerando le altre due linee autorizzate), si avrebbe addirittura un deficit di capacità di incenerimento di 85.523 tonnellate. E quindi, ‘permanendo le ipotesi dello scenario di controllo’ (…), ‘potranno essere autorizzate ulteriori capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato e di termovalorizzazione. In particolare: – 425.000 t/a di ulteriore capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato localizzate nei sub ATO di Roma (400.000 t/a) e Rieti (25.000 t/a); – 320.000 t/a di ulteriore capacità di termovalorizzazione da localizzarsi nell’ATO regionale.

“Siamo alle solite, il piano rifiuti di fatto serve a giustificare l’autorizzazione di ulteriori capacità di trattamento e di incenerimento, piuttosto che a imboccare davvero e con decisione la strada della riduzione, del riuso, della differenziata – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. E’ evidente come sovrastimare il fabbisogno di impianti di trattamento porti ad un automatico incremento dei materiali da mandare in discarica. Secondo il piano, infatti, a seguito del trattamento si producono CDR 35%, FOS 21%, Metalli 2%, Scarti 15%, Perdite di processo 27%. Di tutto ciò che entra in quegli impianti, quindi, ben il 63% andrà a finire in discarica (21%+15%+27%). È poi sconcertante l’inserimento nel piano di una specifica tecnologia di trattamento dei rifiuti indifferenziati in acqua, brevettata e quindi sotto una sorta di monopolio, peraltro con l’idea di una differenziazione a valle dei rifiuti, in contrasto con le normative vigenti che spingono per la differenziata a monte e domiciliare.”

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Piano di sviluppo Aeroporti di Roma, Legambiente: ricetta è sempre la stessa, speculazione, nessuna valutazione preliminare impatti e soldi dalle tasche dei cittadini con aumento delle tariffe aeroportuali.

“Sugli aeroporti del Lazio la ricetta è sempre la stessa, speculazione, nessuna valutazione preliminare degli impatti e soldi presi dalle tasche dei cittadini con l’aumento delle tariffe aeroportuali. D’altronde è sconcertante che il piano sia presentato dal gestore che, bontà sua, lo condivide con il regolatore che è l’Enac e con la Regione Lazio che lo deve approvare per larga parte. Si è capovolto il mondo, ora è assodato che sia il privato a determinare l’interesse pubblico – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, sul piano di sviluppo 2012-2044 di Aeroporti di Roma presentato oggi-. Sugli aeroporti potenziare Fiumicino non significa raddoppiarne il sedime speculando su aree agricole vincolate, così come Ciampino andrebbe almeno fortemente ridimensionato come prevede la zonizzazione acustica approvata per poi essere chiuso e non trasformato in city airport e per il terzo scalo qualcuno dovrebbe spiegare se in questo quadro sia effettivamente necessario e quale sarebbe l’impatto.”

Tra gli interventi del piano presentato figurano l’irrobustimento delle infrastrutture di Fiumicino Sud, lo sviluppo di Fiumicino Nord, la cosiddetta riqualifica di Ciampino a City Airport e lo sviluppo del nuovo scalo di Viterbo.

“Speriamo che la presentazione del piano apra una vera fase di concertazione gestita con la Regione e le istituzioni locali, che si ascoltino associazioni ambientaliste e comitati che da anni si occupano della questione aeroporti nel Lazio – così commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Le consultazioni non possono includere soltanto gli utenti per il contratto di programma, qualsiasi progetto sugli scali di Ciampino, Fiumicino, Viterbo o Frosinone va discusso e condiviso con i cittadini che vivono quotidianamente le conseguenze dell’inquinamento acustico, le priorità sono molto legate alla tutela dell’ambiente e dei cittadini.”

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Trasporto Pubblico Locale: allarme tagli per mancanza fondi Legambiente Lazio: no a tagli e aumenti tariffe

“Stop a tagli e aumenti per treni e bus, sono impensabili, la situazione è di serio allarme chiamiamo a raccolta i pendolari per il 19 dicembre, bisogna far sentire la loro voce – ha detto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. I trasporti regionali soffrono da troppo tempo la mancanza di investimenti adeguati, ora la notizia che nonostante l’aumento dei carburanti i soldi non si troveranno comunque è un’ennesima batosta per i pendolari. In tempi di crisi economica e ambientale sarebbe una beffa tagliare il servizio e aumentare biglietti e abbonamenti. Non si può far pagare la crisi alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno si affidano ai mezzi pubblici per gli spostamenti.”

Legambiente rilancia l’allarme per i tagli ai fondi per il trasporto pubblico locale: nonostante gli 1,2 miliardi di euro della manovra sulle accise, nelle casse della Regione Lazio mancheranno comunque almeno 190 milioni di euro, con il serio rischio di ingenti tagli al servizio. Allo stesso tempo, proprio in queste ore la Giunta della Regione Lazio dovrebbe approvare nel bilancio aumenti del 15% per i biglietti del Cotral e dei treni regionali. 

Tagli e aumenti ancora più assurdi, se si pensa che negli ultimi dieci anni l’utilizzo del trasporto ferroviario è cresciuto moltissimo, i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187mila a oltre 350mila, ai quali si aggiungono i 200mila delle ferrovie concesse. Numeri destinati a crescere ancora, secondo le stime di Legambiente, fino a 472mila passeggeri trasportati ogni giorno nel vicino 2015 sulle sole ferrovie regionali (con un incremento del 35%), che richiederanno almeno 40 nuovi treni, oltre a consistenti interventi di manutenzione sui 115 che circolano oggi ogni giorno. Per il Cotral i numeri sono ugualmente importanti, con 104 milioni di viaggiatori annui, e una forte esigenza di miglioramento del parco mezzi, delle fermate, delle informazioni, delle 9.000 corse giornaliere, dei 4.554 collegamenti/linee, con 81,5 milioni di vetture/km all’anno.

“Mancano pochi giorni al 12 dicembre, quando entrerà in vigore il nuovo orario ferroviario, cosa succederà allora? – si chiede la direttrice di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali-. La stangata per i pendolari è insopportabile e assurda, gli utenti sono in costante aumento da anni e viaggiano in condizioni troppo spesso indecenti, con risorse sempre più scarse. Le parole d’ordine devono essere potenziamento e non taglio al servizio, più treni e bus e non meno. Non può essere il servizio di trasporto pubblico a pagare l’austerity, gli aumenti delle tariffe in queste condizioni sono altrettanto assurdi perché il servizio è ben al di sotto degli standard minimi.”

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Roma per ambiente è al 65° posto della classifica del Sole 24 ore che usa indice di Ecosistema Urbano di Legambiente

Sarebbe bello se fosse vero, purtroppo Roma per l’ambiente nel 2011 si piazza al 65° posto dell’autorevole classifica del Sole 24 ore, che per il parametro strettamente ecologico utilizza l’indice di Ecosistema Urbano di Legambiente -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Senza alcun intento polemico o iettatore, visto che non c’è nulla da gioire come cittadini se il capoluogo arranca su questi fronti, è giusto riconfermare che su immondizia, traffico e smog, ma anche cattiva depurazione Roma continua a frenare. Affianco a questi parametri ambientali, ce ne sono molti altri, e in particolare infrastrutture, cultura e tenore di vita, che vengono considerati a livello provinciale e portano il territorio della Provincia di Roma a crescere fino al 23° posto.”

Roma con i suoi 661,3 kg di rifiuti pro-capite prodotti all’anno è tra le peggiori grandi città italiane, e di tutto ciò ben poco è raccolto in modo differenziato, in quanto a traffico non ci batte quasi nessuno tra le grandi città italiane peggio di Roma, con 69 auto ogni 100 abitanti, fa solo Catania. Nessun passo in avanti per le isole pedonali, Roma ha 14 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante, mentre per le ZTL la Capitale rimane tra le più grandi e importanti, con 1,83 mq per abitante, ma viene superata da Firenze, Bologna e Padova tra le grandi città; e non va meglio ai ciclisti con solo 1,68 metri eq./100 abitanti per le piste ciclabili che addirittura diminuiscono con i nuovi criteri più restrittivi di quest’anno. La Capitale supera decisamente la soglia di 40 microgrammi per metro cubo (media annua) considerata pericolosa per la salute umana per la concentrazione di biossido di azoto (NO2) con 54,1 microgrammi, mentre calano le polveri sottili PM10. Sul fronte idrico, Roma va piuttosto male Roma, con consumi molto superiori alla media italiana, scivolando all’ultimo posto tra le città grandi, con ben 234,3 litri di acqua consumati ogni giorno da ciascun cittadino romano, e assurde perdite d’acqua nella rete del 27% e l’efficienza del sistema di depurazione che passa dal 97% al 90%. Roma registra la peggior performance tra i 15 grandi capoluoghi con ben 1.375 kWh/abitante al giorno per i consumi elettrici domestici.

“Roma deve vincere immobilismo e scelte sbagliate -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Per vincere sulla crescita della produzione di rifiuti servono politiche per la riduzione e il riuso e una differenziata che punti ovunque sul porta a porta piuttosto che nuove discariche, bisogna scegliere la via della limitazione del traffico privato e del potenziamento di quello pubblico per battere traffico e smog con nuove pedonalizzazioni e ZTL, puntare per l’acqua dopo i referendum su gestioni pubbliche e partecipate colpendo mancata depurazione e perdite  Di rete.”
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Giornata cortesia: ennesimo annuncio Alemanno e Fondazione

“Siamo alla quarta o quinta conferenza stampa del Sindaco Alemanno per giustificare l’esistenza della Fondazione Insieme per Roma, stavolta per annunciare la  giornata della cortesia che prevede ben sei iniziative di pulizia in città – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Servivano tutta questa pompa magna, una fondazione affidata agli imprenditori e fatta passare tramite l’AMA, nuove associazioni create in questi mesi sembra appositamente, per partorire questo “topolino”? O sarebbe stato molto più utile, come abbiamo più volte detto, il coinvolgimento della miriade di comitati, associazioni, gruppi di cittadini che tutti i giorni si occupano dei quartieri? La risposta a nostro avviso sembra ovvia, solo il Sindaco Alemanno non se ne accorge.”

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