Category Archive Comunicati 2011

Blitz “NO AL PM10” di Legambiente Lazio

Bene targhe alterne e blocchi per tutelare la salute dei cittadini, ora nuove politiche e azioni concrete in tutta la città

Smog fuorilegge tutti i giorni, per polveri sottili PM10, ma preoccupano molto anche le polveri più fini PM 2,5 e il biossido di azoto NO2. Le concentrazioni di PM10 nell’aria sono andate aumentando nelle ultime settimane sia a Roma che nel resto del Lazio, con un picco raggiunto martedì 29, quando nella Capitale ben 11 centraline su 13 hanno registrato valori superiori ben al di sopra del limite, fissato in 50 microgrammi per metro cubo. Spiccano i preoccupanti valori di Cinecittà (90 μg/m3), Preneste (81 μg/m3) e Tiburtina (80 μg/m3). Livelli molto alti anche di NO2 hanno fatto segnare cifre record proprio in questa settimana a Fermi (334 μg/m3) e Tiburtina (263 μg/m3), con queste due zone che hanno già superato da tempo la soglia di ore annuale consentita. Preoccupano molto anche le PM 2,5 che negli ultimi venti giorni hanno visto nelle nove centraline della Capitale ben 150 episodi di superamento della soglia di 10 microgrammi consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questi sono gli inquietanti risultati, che giungono al termine di un anno terribile per il traffico di Roma, sui quali Legambiente Lazio ha deciso di fare il punto questa mattina, proprio nella prima giornata di targhe alterne, con un blitz davanti alla centralina Tiburtina, con mascherine antismog e striscioni, per delineare proposte e provvedimenti da adottare con urgenza.

“Lo smog nell’aria preoccupa molto per la salute dei cittadini, targhe alterne e blocchi sono necessari ma devono affiancarsi a nuove politiche per limitare il traffico privato tutti i giorni a favore di quello pubblico – dichiara preoccupato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La salute dei cittadini è a  ischio, oltre alle targhe alterne chiediamo nuovi blocchi totali del traffico, a Roma e nelle altre città fuorilegge per smog, ma anche l’estensione della ZTL a tutto il giorno e con un perimetro allargato al Colosseo e una nuova politica della sosta tariffata con nuove strisce blu, l’eliminazione della tariffa ridotta giornaliera che favorisce l’uso dell’auto e delle strisce bianche nelle aree centrali, una nuova stagione di zone a traffico limitato e pedonalizzazioni, anche nelle zone periferiche.”

L’inquinamento atmosferico è un noto fattore di rischio per la salute, numerosi studi ed indagini epidemiologiche confermano i gravi effetti sulla salute causati dallo smog prodotto in massima parte dal traffico automobilistico. Intervenire sulle modalità di trasporto è di primaria importanza per combattere l’emergenza smog, basti pensare alle malattie respiratorie dei bambini che vivono in quartieri trafficati che aumentano del 20% rispetto a quelli che vivono in aree meno congestionate. Uno studio MISA condotto sulla popolazione di otto grandi città in Italia, tra le quali
Roma ha infatti evidenziato come per ogni aumento di 10 μg/m3 (microgrammi per metro cubo) di PM10 in atmosfera si verifica un incremento nel giorno stesso o nel giorno successivo dell’1,3% nella mortalità totale, dell’1,4% nella mortalità cardiovascolare, del 2,1% nella mortalità respiratoria, dello 0,8% nei ricoveri per cause cardiovascolari, dell’1,4% nei ricoveri per cause respiratorie. Oltre ai rischi derivanti dall’inquinamento atmosferico per la salute dei cittadini, uno Studio Ispra-Iscr che ha analizzato ben 77 monumenti della Capitale, ha lanciato un nuovo allarme sugli effetti nocivi di azoto e polveri sottili al patrimonio culturale e artistico di Roma.

“A Roma e nel Lazio traffico e inquinamento continuano a farla da padroni. Nella Capitale bastano un po’ di belle giornate, come quelle di questo fine novembre, per far riemergere l’allarme inquinamento atmosferico -commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La ricetta è chiara, serve un nuovo slancio sul trasporto pubblico, lo stop ai tagli e agli aumenti delle tariffe, ma anche nuove corsie preferenziali protette su tutte le consolari della città, per moltiplicare il numero delle corse dei bus, fino al 30% secondo dati Atac. Vanno cancellate dal piano pullman le aree di sosta nelle aree centrali che permettono a questi bisonti di scorrazzare liberamente ovunque. Invece Alemanno non sa far altro che intraprendere azioni estemporanee quanto inutili come far passare le moto nelle preferenziali o utilizzare i poteri speciali del traffico per vietare le manifestazioni.”

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Oltre due anni fa Alemanno aderiva a Patto contro gas serra, ma Roma va nella direzione opposta

“Sono passati due anni e mezzo dall’adesione volontaria di Roma al ‘Patto dei Sindaci’ e nonostante tutto questo tempo il piano d’azione è approvato solo qualche settimana fa, mentre la Capitale ha continuato troppo spesso ad andare nella direzione opposta – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La Commissione Europea in modo intelligente ha chiesto impegni alle città per ridurre di oltre il 20% le emissioni di CO2 e l’Università La Sapienza ha scritto un piano per molti versi ambizioso, ma nella Capitale tutto ciò è rimasto finora lettera morta, senza il previsto coinvolgimento della società civile e con scelte politiche e amministrative che sono  andate invece quasi sempre nella direzione opposta, hanno portato traffico e smog ad essere sempre più impazziti, reso la raccolta differenziata dei rifiuti incomprensibile con assurdi sistemi misti, e posto sul tavolo degli scenari strategici progetti sbagliati come il cemento del waterfront di Ostia o molto delicati come quello delle Olimpiadi”.

“Battere i cambiamenti climatici e ridurre la CO2 è un obiettivo fondamentale, che deve partire dalla scala locale, per questo un piano di carta sarebbe del tutto inutile, il “Patto dei Sindaci” non serve per finalità di marketing politico, ma per darsi uno scenario di politiche concrete da mettere in atto in città -conclude Parlati- L’illuminazione pubblica a led è una cosa sperimentale, il bando annunciato sei mesi fa per il fotovoltaico nelle scuole tarda a uscire, il car sharing elettrico è relegato a poche automobili e la smart grid all’Eur futuribile. Che sia per Tor Bella Monaca o per Fiumicino 2, per le ex caserme, i nuovi stadi o mascherato da housing il cemento sembra invece essere l’unica chiave per lo sviluppo di Roma che vede il Sindaco di Roma, utilizzato per far cassa e non per portare qualità nei quartieri, persino le nuove metropolitane si dovranno fare con i soldi degli appartamenti costruiti attorno. Insomma, dopo tre anni è finito il tempo degli annunci e servirebbero risposte concrete ai problemi delle persone per migliorare la qualità della vita in città”.

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Allarme PM10: nella Capitale superamenti del limite un po’ ovunque.

Previsioni modellistiche Arpa: valori altissimi per i prossimi giorni. Ed è allarme anche nelle province di Frosinone, Latina e Roma. Legambiente: subito targhe alterne e blocco totale; stop tagli trasporto pubblico, ma servono anche fondi Regione e misure antitraffico coordinate.

Nella Capitale torna a tirare una brutta aria: dopo la pausa per pioggia negli ultimi tre giorni, infatti, le concentrazioni di PM10 nell’aria sono andate aumentando, e se nella giornata di venerdì 25, cinque centraline hanno registrato valori superiori al limite, sabato 26 e domenica 27 in ben nove punti di monitoraggio sono stati rilevati sforamenti oltre la soglia critica dei 50 microgrammi per metro cubo. Venerdì 25 si sono registrati valori oltre soglia a Largo Preneste (53), Corso Francia (51), Cinecittà (63), Fermi (53) e Tiburtina (63); sabato 26 valori davvero critici sono stati rilevati a Tiburtina con 74 μg/m3 e Cinecittà con 72 μg/m3, ma superamenti ci sono stati a Preneste (67), Magna Grecia (65), Francia (64), Fermi (57), Malagrotta (52) e addirittura nelle aree verdi di Villa Ada e Cavaliere, entrambi a 52 μg/m3; per la giornata di ieri, domenica 27, spicca il preoccupante valore di 78 μg/m3 di Cinecittà, seguito da Tiburtina con 68, Preneste e Francia con 66, Magna Grecia 62, Malagrotta 59, Bufalotta e Cipro entrambe a 58 e Fermi con 55 μg/m3.

Una situazione preoccupante che è destinata a peggiorare nei prossimi giorni, come si evince dalle previsioni modellistiche dell’Arpa Lazio, che per le giornate di domani, martedì 29 e dopodomani, mercoledì 30, prevedono concentrazioni altissime di particolato nell’aria, con picchi compresi tra i 50 e i 150 microgrammi per metro cubo un po’ ovunque (in allegato le medie previste per i prossimi giorni). E così, secondo il nuovo Piano anti-traffico del Comune di Roma, entro domattina si dovrebbe decidere se adottare o meno le targhe alterne per le giornate di mercoledì 30 e giovedì 1° dicembre, una decisione che, vista la situazione, crediamo sia inevitabile.

“Con questo smog la salute dei cittadini corre seri rischi, le targhe alterne vanno subito previste così come nuovi blocchi totali della circolazione, ma serve più coraggio da parte del Comune nelle scelte per la limitazione del traffico privato –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nei giorni successivi ai picchi, aumentano ricoveri ospedalieri e morti, è una situazione inaccettabile che va fermata con tutti i mezzi possibili. Il Comune di Roma deve fermare i pullman nel centro, aumentare il costo della sosta tariffata piuttosto che quello dell’autobus e ridurre le strisce bianche, fare nuove corsie preferenziali per il trasporto pubblico ed estendere la ZTL fino alle 21 tutti i giorni e nel week end fino alle 3 di notte. Il Sindaco Alemanno ha il dovere e l’obbligo di intervenire, per tutelare la salute dei cittadini della quale è responsabile servono azioni concrete per fermare le auto private e a favore del trasporto pubblico, piuttosto che piani futuribili.”

Ma non va meglio nel resto del Lazio, dove la provincia di Frosinone spicca per i livelli davvero allarmanti che normalmente raggiungono le Pm10: se si guarda agli ultimi 6 giorni, valori del doppio superiori al limite stabilito sono stati registrati a Ceccano (130 μg/m3 martedì 22, 90 mercoledì 23, 88 giovedì 24, 96 venerdì 25, 109 sabato 26 e 105 ieri), ma anche a Frosinone Scalo dove giorno dopo giorno la concentrazione di polveri sottili è andata aumentando, passando dai 100 μg/m3 di martedì 22 e mercoledì 23, ai 105 giovedì 24, ai 114 venerdì 25, ai 134 sabato 26 ai 117 di ieri e anche Cassino è frequentemente fuori limite. A Latina, negli ultimi 4 giorni, l’aria di via Romagnoli è vessata dalle PM10: 54 μg/m3 giovedì 24, 55 venerdì 25, 66 sabato 26, quando anche in via Tasso si è registrata una concentrazione di PM10 pari a 62 μg/m3 e nella giornata di ieri le Pm10 erano pari a 60 μg/m3 in via Romagnoli e 56 in via Tasso.

Anche in provincia di Roma, risulta fortemente compromessa l’aria di Colleferro, dove negli ultimi 4 giorni il limite è stato costantemente superato (54 giovedì 24, 71 venerdì 25, 66 sabato 26 e 61 ieri) e quella di Ciampino (70 μg/m3 nella giornata di venerdì 25, 69 sabato 26 e 65 ieri); ma anche a Guidonia sabato 26 è stato registrato un valore pari a 53 μg/m3. “Stiamo respirando polveri sottili a livelli altissimi, pericolose per la vita delle persone, servono misure antitraffico coordinate in tutto il Lazio e nuovi fondi della Regione -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio.- I dati delle centraline confermano un serio allarme smog, la situazione dell’inquinamento atmosferico è tutt’altro che sotto controllo e la salute dei cittadini ne sta risentendo. Servono nuove azioni concrete e coordinate a livello regionale, chiediamo ai Comuni del Lazio di farsi promotori con noi della richiesta di interventi da attuarsi
contestuale mente a Roma e in tutto il Lazio. In questa situazione serve un intervento forte anche per sventare i tagli già previsti al trasporto pubblico, a breve rischieremo forse una riduzione del servizio e certamente aumenti dei costi dei trasporti pubblici, mentre servono anche nuovi fondi per la mobilità sostenibile.”

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Torna il week end di “Ridurre si può”, la campagna di Legambiente per la Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti

Volontari in azione a Castel Nuovo di Porto davanti ai supermercati con mercatini dell’usato e laboratori del riuso Acquistare prodotti senza troppi imballaggi, usare sacchetti riutilizzabili o in  materiale biodegradabile e compostabile, usare detersivi e detergenti alla spina, acquistare frutta e verdura sfusa evitando quella già pesata e imballata in vaschette di polistirolo: sono alcune delle azioni che Legambiente anche quest’anno sollecita con “Ridurre si può”, la campagna di sensibilizzazione che torna in tutta Italia il prossimo week-end (26-27 novembre) nell’ambito della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti.

Appuntamento centrale domenica 27 novembre in provincia di Roma con il circolo di Legambiente Castel Nuovo di Porto che, in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune e il Comitato Rifiuti Zero, realizzerà presso l’ecocentro del Comune laboratori del riuso e un mercatino dell’usato. La mobilitazione sarà anche l’occasione per informare i cittadini in merito all’apertura della discarica prevista a Riano. Altre iniziative di sensibilizzazione sull’importanza del riciclo in programma anche a Roma e Rieti, dove per tutto il week-end saranno esposti i lavori realizzati con materiale riciclato dagli studenti delle scuole della provincia.

“Nel Lazio è in corso una vera e propria emergenza rifiuti, aggravata anche dalla legittima protesta dei cittadini contrari a nuove discariche – commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Una minore produzione di rifiuti da parte di ognuno di noi può fare la differenza, ma serve un coinvolgimento di tutti gli attori del ciclo dei rifiuti, dai consumatori agli enti locali e alle industrie, per promuovere una gestione degli stessi più corretta e sostenibile ed allontanare così definitivamente la necessità di costruire una nuova Malagrotta”.

Per diffondere la cultura anti-spreco, Legambiente proporrà inoltre il baratto nei mercatini del riuso
organizzati nelle piazze, dove ci saranno anche dimostrazioni di come alcuni oggetti, all’apparenza
inutilizzabili, possono diventare il fulcro di un lavoro artistico e creativo, trasformandosi in nuove
cose. Quest’anno Legambiente accompagna la promozione delle buone pratiche di riduzione dei
rifiuti con la richiesta, a tutti i consumatori, di fare attenzione agli shopper di plastica che ancora si
trovano in alcuni negozi, nonostante il divieto di commercializzazione entrato in vigore.
Altre iniziative a Roma e Rieti, tutte al link http://www.legambiente.it/calendario-iniziativeregione? field_reference_nid=39177&%3Btid=All&%3Bfield_time_va

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Cartelloni pubblicitari abusivi: Legambiente Lazio aderisce all’iniziativa lanciata dal popolo della rete di Roma

Legambiente Lazio aderisce all’iniziativa lanciata dal popolo della rete di Roma e oggi dedica la home page del proprio sito internet (www.legambientelazio.it) alla lotta contro i cartelloni selvaggi che infestano Roma, una battaglia che Legambiente persegue da tempo. Il fenomeno va bloccato, è una battaglia di civiltà e legalità prima ancora che una scelta necessaria per la tutela del decoro e delle bellezze paesaggistiche ed artistiche della nostra splendida città.
Per questo Legambiente Lazio chiede che sia definitivamente approvata la Delibera di iniziativa popolare per la modifica del Regolamento sulle affissioni, che il Campidoglio discuta con cittadini e associazioni per l’approvazione di un Piano regolatore degli impianti pubblici e che siano immediatamente abbattuti i 20mila cartelloni abusivi che infestano Roma a cominciare dai parchi e dalle aree archeologiche nonché da quelli affissi in corrispondenza di incroci pericolosi.

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Mafie Roma e Lazio, Legambiente: servono azioni concrete e nuova cultura della legalità

“Sulle mafie e sulla criminalità a mancare fino ad oggi è stata spesso l’attenzione delle Istituzioni locali, mentre le forze dell’ordine e le procure hanno sempre compiuto un lavoro importantissimo, oggi con l’operazione nel sud pontino, pur con mezzi e strumenti troppe volte inadeguati -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. C’è una criminalità tradizionale che ha messo radici spesso proprio sui temi ambientali come i rifiuti, il cemento illegale e l’abusivismo edilizio, gli incendi boschivi, ma c’è anche una pericolosa presenza di colletti bianchi che lavorano con pezzi delle amministrazioni, sostenendo interessi particolari e criminali. Nel Lazio pochi anni fa per la prima volta nella storia della Repubblica il Comune di Nettuno è stato sciolto per mafia, mentre quello di Fondi è stato a lungo sotto inchiesta come quello di Ardea. Per battere la criminalità organizzata e le illegalità diffuse serve un rinnovato senso dell’interesse pubblico e generale, un lavoro congiunto di istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, ognuno nel rispetto del proprio ruolo. Servono anche azioni concrete, una forte azione di controllo degli appalti, come segnalava pochi giorni fa il procuratore Capaldo, ma anche un’azione di prevenzione che non spetta a procure e forze dell’ordine nonostante spesso la compiano lo stesso, oltre che attività di educazione alla legalità e supporto ai cittadini che continuamente inviano segnalazioni.”

Legambiente ricorda come poche settimane fa, nel corso dell’audizione presso la commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso, il Procuratore Aggiunto della DIA di Roma
Dott. Giancarlo Capaldo sottolineava “un certo allarme per una infiltrazione sempre più ampia in alcune zone, soprattutto con riferimento a progettualità che provengono dalla politica, per quanto riguarda, ad esempio, la riorganizzazione delle aree portuali e interventi e appalti di particolare importanza.” Nel Lazio, analizzando il Rapporto Ecomafie realizzato da Legambiente grazie alla collaborazione delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, si evidenzia che nel quadriennio 2007-2010, si sono verificate 11.274 infrazioni in campo ambientale nel, una media di 7,7 infrazioni al giorno, 9.274 le persone denunciate -più di un terzo delle denunce nel 2007-, 3.299 sequestri e 75 arresti. Numeri che ci consegnano il quadro di una regione stretta nella morsa delle piccole e grandi illegalità ambientali, diffuse trasversalmente nei settori più diversi.

“Inquinamenti, abusivismo, infiltrazioni nell’economia, danno il segno di quanto sia preoccupante la commistione di interessi che si va consolidando e che va stroncata immediatamente con una forte risposta istituzionale -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Ha ragione il Questore di Frosinone quando dice che vanno attaccati i patrimoni della criminalità che ricicla nel Lazio denaro sporco, allo stesso tempo si devono dare strumenti per chiudere gli importanti processi che si aprono e che rischiano in più di un caso la prescrizione, come a Viterbo sulle cave invase da rifiuti e nella Valle del Sacco per il disastro ambientale. I cittadini vanno coinvolti, come è avvenuto con l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente in questi anni, e speriamo perciò che la Regione Lazio voglia presto rinnovare il
sostegno a questa iniziativa. Da un lato continuano gli illeciti diffusi, ma dall’altro si radicano organizzazioni criminali con troppi casi nei quali ci sono legami con amministrazioni locali ben oltre i livelli di guardia, soprattutto nel Sud Pontino. Per questo chiediamo al nuovo ministro dell’Interno di valutare l’apertura di una sede Dia a Latina.”

Serve una nuova cultura della legalità, per questo è fondamentale l’impegno nell’ascoltare e dare risposte ai cittadini con strumenti come l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, che ha compiuto un enorme sforzo nel triennio 2008-2011: sono giunte al numero verde 800-911856 ben 452 segnalazioni, di cui 352 provenienti da Roma e Provincia, 43 dalla Provincia di Latina, 21 dal frusinate, 16 dal reatino e altrettante dal viterbese. Inoltre, solo nel corso dell’ultima campagna di educazione alla legalità ambientale tenutasi nel 2010, sono stati coinvolte 44 scuole, 82 classi e 1.141 studenti, per un totale di 41 incontri.

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