Category Archive Comunicati 2014

Legambiente: sversamento Maccarese. Un disastro ambientale annunciato

Sversamento Maccarese: per Legambiente un disastro ambientale annunciato
“Un oleodotto senza controlli seri dell’azienda, e dopo tanti furti è arrivato il disastro ambientale”

Anche Legambiente oggi all’unità di crisi convocata dal Comune di Fiumicino a seguito dei furti di cherosene dall’oleodotto “Civitavecchia-Aeroporto di Fiumicino” del 6 e 7 novembre scorsi; gli ultimi di una lunga serie che dopo oltre venti episodi, hanno portato al disastro ambientale di Maccarese. L’impegno profuso in questi giorni per bonificare i torrenti Arrone e Rio Palidoro da parte di tanti volontari, dell’amministrazione locale e di quanti questo territorio hanno vissuto e riempito di importanti attività zootecniche, rischia ora di essere vanificato dalle quantità di liquami sversati e dalle correnti che possono spingere in mare gli oli. Oltre 30 tonnellate di cherosene sversato, più di 50 Germani reali e decine di nutrie morte oltre a quintali di pesce, queste le prime drammatiche e non definitive stime del disastro alla fauna.

“Un oleodotto più volte interessato in passato da furti di cherosene, non può rimanere mal custodito come è accaduto; questo disastro ambientale si poteva e doveva evitare anche attraverso un monitoraggio serio dei punti di maggior delicatezza, corrispondenti con l’attraversamento dei fossi stessi – dichiarano Roberto Sacchi presidente di Legambiente Lazio e Daniele Rauso responsabile del circolo Legambiente Fiumicino – chiediamo che sia fatta estrema chiarezza e che le indagini, oltre a ricercare i colpevoli materiali dello sversamento, riguardino anche procedure di monitoraggio interno dell’oleodotto a dir poco negligenti; un passaggio sporadico di guardiania non può garantire la sicurezza di una conduttura tanto delicata quanto devastante in caso di rottura come è accaduto. Siamo nella splendida Riserva del Litorale Romano, in un’area di enorme pregio per la produzione zootecnica laziale e con una costa che se fosse raggiunta dal cherosene vedrebbe crollare la qualità già non eccelsa degli ecosistemi marini, e dopo la strage della fauna ittica interna si rischia il disastro su tutto il litorale”.

Gli attivisti di Legambiente si sono messi a disposizione dell’amministrazione di Fiumicino ad operare attraverso le procedure di Protezione Civile nella bonifica della coste in caso di spiaggiamento di idrocarburi, da anni infatti l’associazione ambientalista forma i propri volontari per essere preparati ad intervenire sviluppando percorsi di alta formazione sulla “Marine Pollution”.

 

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Piano casa nel Lazio: deroga fino al 2017. Legambiente “Altri due anni di cemento”

Piano casa nel Lazio: deroga fino al 2017. Legambiente “Altri due anni di rischio cemento, un Piano Casa di luci e ombre su cui vigileremo. Sia approvata la legge sulla rigenerazione urbana prima della scadenza della proroga e subito PTPR, verso una politica del territorio senza più deroghe”

Legambiente Lazio, pur apprezzando le significative modifiche effettuate al devastante testo della Giunta Polverini, vede negativamente la proroga effettuata sul Piano Casa esteso ora fino al 31 gennaio 2017.

“Vediamo luci e ombre sul piano casa approvato oggi dalla Regione – ha dichiarato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – da una parte si rischia di prendere direzioni che vorremmo scongiurare, con la moltiplicazione del consumo di suolo e una proroga di due anni che porta la scadenza dal prossimo gennaio al 2017, dall’altra è buono il miglioramento complessivo rispetto al piano Polverini, la proroga delle norma di salvaguardia per i Parchi fino ad approvazione dei Piani d’Assetto e la norma sugli interventi di sostenibilità energetica.
Si approvi adesso la legge sulla rigenerazione urbana che sarebbe freno al consumo di suolo, va fatto velocemente prima dei due anni di proroga del piano casa e si approvi velocemente il nuovo Piano Territoriale Paesistico Regionale. C’è infatti bisogno di avviarci verso una regione delle regole e non più delle deroghe urbanistiche, con partecipazione dei cittadini a questi nuovi processi legislativi”.

Dalle analisi degli emendamenti proposti dalla Giunta gli attivisti di Legambiente non hanno trovato novità positive su alcuni punti che avevano individuato: la durata eccessiva del Piano Casa, la possibilità di applicarlo su immobili ricadenti in aree a rischio idro-geologico, la possibilità di permettere cambi di destinazione d’uso a residenziale a zone con attuale destinazione servizi e la possibilità di applicarlo su immobili ricadenti nella Città Storica individuata dal prg di Roma.

La vigenza del Piano Casa è stata ora fissata al 31 Gennaio 2017, se quindi erano previsti solo 6 mesi di proroga, si parla ora di ben due anni che, sommati ai precedenti 6, spalmano il piano su ben 8 anni. Legambiente Lazio aveva invece chiesto di non modificare la data di scadenza, ribadendo quella inizialmente prevista di Gennaio 2015.

Assolutamente positive per gli ambientalisti alcune modifiche oltre la proroga delle norma di salvaguardia e la norma sugli interventi di sostenibilità energetica. Le modifiche all’art. 2. che chiariscono in modalità inequivocabili che possono accedere al Piano Casa solo “gli edifici ultimati per il quali il titolo edilizio in sanatoria sia stato rilasciato o allegato alla presentazione del progetto” . Viene così “spazzato via” quel gigantesco “perdono edilizio” previsto dal testo precedente – si poteva accedere al Piano Casa in pratica solo con una autodichiarazione di un tecnico, con immaginabili conseguenze di abusivismo edilizio – e viene fatta carta straccia di alcuni emendamenti con i quali si sarebbe voluta, di fatto, la riapertura del condono in aree protette, in aree Sic e in Zps. L’altra modifica, non è solo di ordine lessicale, ma culturale. Infatti mentre il testo precedente stabiliva che il piano Casa non si applicava agli “edifici situati nelle zone…..”, il nuovo testo abroga la dizione “edifici”, e stabilisce che il Piano Casa non si applica nelle Zone degli Insediamenti Urbani Storici individuati dal PTPR, nelle aree a inedificabilità assoluta, nelle aree naturali protette, nel Demanio marittimo e nelle zone a rischio.

Non sono straordinarie però le modifiche all’art. 2, comma 2, lettera E. Si parla qui di rischio idrogeologico. Nel vecchio testo si stabilisce che il Piano Casa non si applica su zone a “rischio molto elevato individuate dai Piani di Bacino o dai Piani Stralcio fatta eccezione per i i territori ricadenti nei comprensori di bonifica in cui la sicurezza dal rischio idrogeologico è garantita da sistemi di idrovore”. La modifica attuale sostituisce le parole “nei comprensori di bonifica” con un decisamente inquietante “nelle aree a rischio idrogeologico”, e le parole “garantita da sistemi di idrovore”, con la sicurezza “attestata dall’Ente competente”. E così la Roma nata abusivamente al di sotto del livello del Tevere nel quadrante Sud/Ostia – Infernetto/Macchione, Saline Collettore Primario, Isola Sacra, Bagnoletto – previo parere dell’Ente competente, potrà accedere alle varie categorie di intervento previste dal Piano Casa quando invece l’area richiederebbe, almeno fino alla definitiva messa in sicurezza, un congelamento delle trasformazioni.

“I cambiamenti climatici ed i drammi dovuti alle precipitazioni devono insegnare, -conclude Scacchi – vigileremo assiduamente sulle richieste per fare in modo che non si peggiori la situazione già problematica che vede tutti a rischio ad ogni forte precipitazione”.

 

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Ecosistema Urbano 2014: Roma e le altre province laziali non migliorano nelle classifiche, male la raccolta dei rifiuti, poche le piste ciclabili, enorme dispersione idrica.

Ecosistema Urbano 2014: Roma e le altre province laziali non migliorano nelle  classifiche, male la raccolta dei rifiuti, poche le piste ciclabili, enorme dispersione idrica.

Roma solo al 82° posto della classifica nazionale, fanno addirittura peggio Viterbo 84°, Latina 89° e Frosinone 92°. Si salva solo Rieti al 28° posto. La situazione che delinea Ecosistema Urbano sulla salute generale delle principali città italiane evidenzia enormi elementi di criticità per quanto riguarda le città del Lazio. 

L’indice di valutazione, costruito da Legambiente insieme ad Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, studia dati e parametri nell’ottica di fornire una rappresentazione del livello di vivibilità dei nostri centri abitati. L’aggregazione dei dati forniti dai comuni, dall’Istat e da altri enti ha portato a stilare una classifica che indica quale città riesce ad avvicinarsi ad un modello ideale ricavato su 18 parametri di tipo ambientale, suddivisi in cinque macro aree che riguardano: la situazione dei trasporti (pubblici e privati), la gestione dei rifiuti, la qualità dell’aria, la condizione del sistema idrico ed i consumi energetici.

L’analisi condotta non fa emergere alcun capoluogo del Lazio come particolarmente virtuoso in nessuno degli aspetti della ricerca e neanche il confronto con l’anno passato suggerisce importanti passi in avanti, non ci sono neanche passi indietro e la situazione dei centri laziali continua ad essere pessima.

La classifica secondo il punteggio finale, sintesi dei 18 valori considerati, vede la sola città di Rieti sopra la media nazionale sulla vivibilità, al ventiseiesimo posto, mentre sono relegati nel fondo gli altri capoluoghi.

Una regione che continua ad essere ricoperta dai rifiuti, questo quanto emerge dai numeri relativi alle tonnellate di RSU raccolti e alle percentuali di differenziata per l’anno 2013. Lievissimo miglioramento a Roma che arriva al 30% di raccolta differenziata (rispetto al 25% dell’anno precedente) ma ancora eccessiva la produzione di rifiuti pro-capite pari a 638,2 kg. Bel salto in avanti a Viterbo dove si va dal 14% del 2012 al 58,8% nel 2013. Il capoluogo della Tuscia ha intrapreso la raccolta porta a porta che sembra andare nella direzione giusta, registrando diminuzioni di rifiuti per abitante (da 499 a 457,4 kg per abitante) e facendo aumentare la quota di raccolta differenziata. A Latina e Frosinone ancora troppi i rifiuti pro-capite (rispettivamente 567,3 e 581) e basse le percentuali di differenziata (30% e 15%).

Sono poi valori importanti nella realizzazione della classifica, quelli sulla qualità dell’aria: Rieti presenta dati sotto questo punto di vista confortanti, soprattutto se confrontati con le altre realtà che mostrano situazioni preoccupanti. Roma e Latina presentano elevate concentrazioni di biossido di azoto nell’aria; la capitale oltretutto vede superati di quasi un terzo i limiti di legge di questa sostanza altamente tossica. Frosinone rileva invece la sua situazione critica sui livelli di particolato (PM 10), unica città italiana che, insieme a Benevento, registra un valore medio superiore a quello considerato pericoloso per la salute umana (40 µ/mc).

Le condizioni dell’aria scaturiscono principalmente da uno dei grandi problemi delle province laziali: la mobilità. Il numero di automobili circolanti nelle città del Lazio è alto e provoca i già menzionati problemi alla salute e le note ripercussioni su traffico, privato e pubblico. Una media di 70 veicoli ogni 100 abitanti sono un numero eccessivo per centri che in gran parte non sono adatti al traffico privato e che vedono piazze e altri spazi pubblici diventare soltanto grandi parcheggi e scomode arterie di scorrimento, e che, oltretutto, portano a tassi di incidentalità spaventosi. Latina e Rieti nello scorso anno risultano avere il più alto numero di vittime ogni 10.000 abitanti sulle proprie strade (rispettivamente 1,55 e 1,89) rispetto a tutti gli altri capoluoghi italiani.

“Anche quest’anno i dati emersi dal rapporto Ecosistema Urbano non sono confortanti – Ha dichiarato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio –, sui rifiuti non vediamo nessun salto di qualità, ormai indispensabile soprattutto a Roma, e continuiamo a chiedere che si dia inizio e si apra al più presto il percorso partecipato per la realizzazione del nuovo piano dei rifiuti regionale. Sulla mobilità la risposta delle amministrazioni non è soddisfacente con dati su ciclabilità e isole pedonali che non mostrano alcun vero cambiamento di rotta rispetto agli anni precedenti. Nella capitale e in tutta la regione bisogna accelerare su una mobilità nuova, dove i processi di pedonalizzazioni avviate, a Roma dai Fori al Tridente, possano liberare il centro storico dal traffico e creare aree pedonali in ogni quartiere; preoccupa il dato generale sul trasporto pubblico con 130 viaggi in meno che ogni abitante ha fatto su  mezzi pubblici nel 2013. ”

Ambiti poco rassicuranti vengono poi dalla gestione di un bene prezioso come l’acqua: ad eccezione di Frosinone, i consumi quotidiani di acqua per abitante sono molto alti e nel caso di Roma arrivano a picchi notevoli (circa 213,5 litri). Sistema idrico che inoltre vede perdere una rilevante parte della quantità d’acqua immessa: da Roma che perde il 35% di quanto immesso in rete, gli altri centri urbani perdono nella rete più del 50% di acqua (Rieti il 57%, Latina 70%, Frosinone 76%) e con percentuali peggiorate nell’ultimo anno.

“Allarmanti anche i numeri sulla dispersione idrica dei nostri acquedotti – prosegue Scacchi -, nell’era dei cambiamenti climatici e del dissesto idrogeologico, non è più possibile avere tubature “colabrodo” e in via di peggioramento come vediamo nel Lazio”.

 

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Ufficio stampa Legambiente Lazio
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Maxi-emendamento del Piano Casa, Legambiente chiede di scongiurare in aula l’impatto sulla Città Storica

Maxi-emendamento del Piano Casa, Legambiente chiede di scongiurare in aula l’impatto sulla Città Storica, la deroga alla scadenza, l’applicabilità nelle aree a rischio idrogeologico e il diluvio di cemento.
“Il Piano sia volano di recupero, riqualificazione, riuso dell’esistente e rigenerazione urbana e si dia possibilità ai comuni di selezionare gli ambiti di applicabilità successivamente all’applicazione”

In attesa di valutare i contenuti dell’annunciato maxi-emendamento sul testo in discussione presso il Consiglio regionale del Piano Casa, Legambiente torna a ribadire quelli che sono i punti “irrinunciabili” e le auspicabili modifiche da farsi al testo attualmente in discussione.

“Dopo le positive modifiche intercorse rispetto al devastante testo prodotto dalla precedente consigliatura regionale – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – sono almeno cinque i punti tuttora critici su cui chiediamo un vero impegno e un cambio di rotta: l’impatto del piano casa e sulla Città Storica individuata dal prg di Roma, ma più in generale sull’insieme del “bel costruito” che caratterizza le città e i “borghi” del Lazio ; il rapporto tra il piano casa e la gestione ordinaria da parte dei Comuni degli strumenti urbanistici vigenti; l’utilizzo a fini edificatori/residenziali delle aree attualmente disciplinate dai prg dei Comuni per ospitare servizi, sia pure in dimensioni ridotte rispetto al testo precedente; la possibilità di accedere al Piano casa anche agli immobili ricadenti in aree con rischio idrogeologico; la ventilata deroga alla durata del piano casa inizialmente prevista a scadenza per gennaio 2015, ma che si vorrebbe promulgare ben oltre. Naturalmente ce ne sono altri, ma ci sembrano questi i punti irrinunciabili perché il piano sia volano di recupero, riqualificazione, riuso dell’esistente e rigenerazione urbana”.
Su Piano Casa e Città Storica, in assenza di specifici vincoli del Mibac sui singoli edifici, il Piano casa è applicabile in quartieri come Garbatella, San Lorenzo, sui villini di Via Nomentana e su quelli di Ostia/lungomare Toscanelli solo per fare alcuni esempi in riferimento a Roma. Questi quartieri, che il Prg di Roma ha classificato come componenti della Città Storica, che ricoprono più di 6.000 ettari, raddoppiando così la tutela che nel prg del ’65 era limitata alla città interna alle Mura Aureliane. La delibera del 2009 della Giunta Alemanno, n. 9., approvata dal consiglio comunale, limita la non applicabilità del piano casa agli immobili ricadenti nei tessuti T1, T2, T3, e T10 come già specificato nel dossier prodotto sul tema dall’associazione ambientalista. Tutto il resto, in attesa di specifici vincoli, può essere oggetto del piano casa: il che vuol dire che gli edifici ricadenti nei Tessuti T4, T5, T6, T7, T8 e T9 possono essere oggetto del piano casa. Occorre quindi tutelare la Città Storica di Roma e ambiti urbani Regionali, come le “Città di Fondazione” – comprendenti parti di Latina, Aprilia, Guidonia – caratterizzate dalla qualità del costruito e dal suo paesaggio urbano storico.
In questo contesto, una buona notizia dagli attivisti del cigno verde, l’edificio del Cinema America, in Via Natal del Grande a Trastevere, giustamente difeso dalle ragazze e dai ragazzi che hanno dato vita ad una esperienza culturale dal basso per difendere un pezzo dell’identità di Roma non può essere oggetto del piano Casa, perché quell’edificio ricade nei tessuti T3, e quindi, “coperti” dalla citata delibera Comunale. Dopodiché, al fine di “integrare” le tutele, ben venga per Legambiente il vincolo che il Mibac sta per emettere sull’edificio.
Per l’utilizzo a fini edificatori/residenziali delle aree attualmente disciplinate dai prg, va ricordato che il Piano casa agisce in deroga ai piani e quindi l’effetto della sua applicazione si aggiungerà al già notevole dimensionamento degli stessi: per questo Legambiente chiede che il Piano casa contenga uno specifico articolo che preveda la possibilità per i Comuni di “selezionare”, rispetto alle previsioni dei propri Prg, gli ambiti territoriali dove applicarlo e naturalmente, gli ambiti territoriali dove al contrario inibire l’uso di questo strumento, poiché già in essere previsioni e attuazioni “ordinarie”. L’associazione ambientalista aveva chiesto che il Piano casa tornasse preventivamente al vaglio dei Consigli Comunali, ma tale vaglio può essere anche di natura “a posteriori”.
Sul rapporto tra il piano casa e la gestione ordinaria Legambiente individua attualmente nel testo un doppio rischio: l’aumento indiscriminato del dimensionamento dei prg – a Roma Legambiente ha stimato da 2,9 a più di 4 milioni di metri cubi – e l’evidente rischio di dare vita ad ambiti urbanizzati “fatti solo di case”, con conseguenze sulla precaria qualità urbana dei quartieri, infatti il Piano prevede la possibilità di cambiare la destinazione d’uso delle aree da servizi a residenziale. “L’idea che ogni metro quadro di suolo, seppur non a destinazione agricola, debba ospitare soltanto case – commenta Scacchi – è un’idea di città che appartiene alla cultura urbana degli anni ’50/60 – Piano Casa dell’On. Fanfani -. Tra l’altro, in questo punto si è al surreale: il piano casa si applica su aree dove attualmente non esistono edifici, alla faccia della sacrosanta rigenerazione urbana.”
Sulla possibilità di accedere al Piano casa anche a immobili ricadenti in aree a rischio idrogeologico c’è poco da dire: i drammi che sta provocando l’incuria nella manutenzione del territorio e la cultura della crescita urbana indiscriminata, dovrebbero sconsigliare l’applicazione del piano casa in ambiti a rischio. Uno degli atti più significativi del Governo del presidente Zingaretti è stato il recupero dei fondi stanziati per la messa in sicurezza delle aree a rischio di Ostia, sciaguratamente cassati dal precedente Governo Polverini. Legambiente chiede che si usino quei fondi per iniziare a mettere in sicurezza un territorio che vede, solo a Roma, ben 1.135,6 ettari ad elevato rischio idrogeologico, aree dove vive una popolazione di 17.757 abitanti (dati Autorità di Bacino Tevere).
Infine per Legambiente va assolutamente scongiurata la deroga alla scadenza del Piano Casa, perché lo stesso sia una “parentesi”, quindi nessun Piano Casa oltre gennaio 2015.

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Allarme Inquinamento Atmosferico a Roma e nel Lazio, centraline di monitoraggio delle polveri sottili ovunque fuori limiti.

Legambiente: stiamo soffocando in una nube di Smog! Subito le misure necessarie per togliere dalle strade più auto possibili e rilanciare l’uso dei mezzi pubblici.

Si torni a parlare di targhe alterne e blocchi del traffico e i comuni rispettino il mai attuato Piano Regionale di Risanamento dell’Aria

Con maschere antismog e striscione dove capeggiava la scritta “IO NON TRAFFICO“, gli attivisti di Legambiente Lazio hanno manifestato oggi in Via Arenula nei pressi di una centralina di monitoraggio dell’aria, per porre l’attenzione a quanto sta accadendo questi giorni, una nuvola di smog che avvolge la capitale e alcune aree del Lazio.

I dati che emergono con le rilevazioni effettuate dalle centraline di ARPA Lazio, sono drammaticamente preoccupanti e nei giorni di martedì 14 e mercoledì 15 ottobre, sono ben 25 su 26 i rilevamenti in cui le polveri superano i limiti di 50 ug/m3 a Roma. In tutta la regione sono complessivamente 63 su 74 i rilevamenti fuori legge nelle due stesse giornate. Casi eclatanti a Roma, dove mercoledì 15 ottobre, tutte le 13 centraline sono uscite fuori dai limiti, con picchi superiori agli 80 ug/m3 nelle postazioni di monitoraggio di Via Arenula, Cinecittà e Bufalotta.

Nel Lazio e a Roma questi giorni stiamo soffocando in una nube di smog, i dati sconfortanti riguardano tante città del Lazio e parlano di una vera emergenza, – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – sono stati infatti rilevati valori fuori limite ovunque, dalla capitale a tanti territori. Ben vengano le domeniche a piedi già programmate a Roma ma ora si riparta subito anche con targhe alterne e blocchi del traffico. Si riprenda anche in mano il piano regionale di risanamento dell’aria, che non è stato mai applicato, nel quale si obbligano i comuni a prendere i necessari provvedimenti in casi di allarme smog. Bisogna fare di più e velocemente, rilanciando i mezzi pubblici, con lo sviluppo delle ferrovie metropolitane, dei mezzi urbani di superficie e delle metropolitane per salvaguardare la salute dei cittadini e poter tornare a respirare”.

I volontari del cigno verde denunciano anche il pessimo stato di salute dell’aria di Frosinone e provincia dove tutte le centraline danno dati fuori norma ed emergono situazioni molto preoccupanti: ad Anagni i PM10 hanno raggiunto addirittura la somma di 104 ug/m3; a Frosinone, Ferentino e Ceccano invece è stato già superato il limite di 35 superamenti annui possibili; su 16 monitoraggi del 14 e 15 ottobre, sono 14 quelli fuori i limiti; come negli stessi giorni sono fuori anche i monitoraggi in provincia di Latina con 9 su 10 sforamenti, 2 su 4 a Viterbo e 12 su 14 quelli dei comuni della provincia di Roma.

L’inquinamento atmosferico indica l’insieme degli agenti fisici chimi e biologici che modificano le naturali caratteristiche dell’atmosfera. È un noto fattore di rischio per la salute, numerosi studi ed indagini epidemiologiche confermano i gravi effetti sulla salute causati dallo smog prodotto in massima parte dal traffico automobilistico. Gli inquinanti più importanti dell’aria sono: Biossido di zolfo (SO2), Monossido di carbonio(CO),Ossidi di azoto(NOX); Idrocarburi; Ozono(O3); Piombo(Pb); Polveri sottili (Pm).

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Vado a scuola con gli amici: anche nel Lazio tanti ragazzi oggi a scuola in bus, a piedi o in bici.

L’autonomia nel tragitto casa-scuola dei bambini, è bassissima, e se in Italia è solo del 7% contro il 41% dei loro coetanei inglesi, che va a scuola senza auto privata, nella capitale le percentuali sono ancora più basse. Legambiente ha organizzato in questa giornata pedibus e bicibus per accompagnare i più piccoli a scuola senza dover usare le automobili. Le istituzioni seguano l’esempio ed investano nella mobilità dolce per salvaguardare ed educare le nuove generazioni.

La stragrande maggioranza dei ragazzi delle scuole nel Lazio, ogni mattina sale in macchina per essere accompagnato a scuola, a risentirne è la qualità dell’aria, la mobilità e l’educazione dei bambini che fin da piccoli imparano ad utilizzare l’automobile anche per le brevi distanze.

Per questo Legambiente ha istituito oggi la giornata nazionale “Vado a scuola con gli amici: in bus, a piedi o in bici”, organizzando eventi in anche in tutta la regione per insegnare ai più piccoli che andare a scuola senza l’automobile è sano e divertente.

Tante le iniziative anche nel Lazio, in particolare a Ostia, Nettuno e nella Capitale. A Nettuno si comincia da via Olmata dove 55 alunni dell’istituto comprensivo Nettuno III sono stati coinvolti dal circolo di Legambiente “Le Rondini” in una serie di giochi dedicati alla mobilità sostenibile. Poco distante, ad Ostia, i ragazzi dell’istituto comprensivo Fanelli Marini insieme al Circolo Legambiente Delta del Tevere, parteciperanno ad una passeggiata durante la quale verranno illustrati i vantaggi della mobilità dolce ed hanno incontrato l’assessore all’Ambiente del Municipio X di Roma ed i funzionari locali di Ama per parlare di raccolta differenziata.

Per la mobilità è fondamentale raccontare ai bambini che un mondo diverso è possibile – ha dichiarato Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio- per questo Legambiente ha istituito una giornata in cui mostrare a tutti che non è necessario andare a scuola in macchina, ma farlo insieme ai propri amici a piedi o in bicicletta è facile, salutare e divertente. Alle centinaia di ragazzi che oggi e in futuro si sono divertiti insieme sul pedibus o sui mezzi pubblici, vanno date le risposte appropriate, attivando le dinamiche amministrative che permettano al meglio di moltiplicare queste buone pratiche grazie alle quali guadagneremmo tutti: per la qualità dell’aria e per la sostenibilità delle nostre città.”

38466e8b-a36c-42a7-8e59-f71a4ccbc442Anche a Roma si sono sviluppate tante iniziative, come il Liceo Scientifico Talete che ha partecipato con 110 alunni ad una passeggiata da scuola al Foro Italico percorrendo la ciclabile del Tevere riscoprendo il piacere di camminare insieme, osservando la città, il Tevere, i ponti di Roma e i luoghi dello sport. Le iniziative proseguiranno anche al di là di questa giornata e nel Parco di Veio, il prossimo venerdì, verrà organizzato un “Pedibus” con blocco del traffico sul piazzale dell’istituto comprensivo Castelseprio in collaborazione con il Circolo Legambiente Parco di Veio, insieme al Municipio XV, Piattaforma XVMobLab, al Comitato Verde Labaro e a Porte aperte.

 

 

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