Category Archive Comunicati 2015

A Ferentino (FR) l’incendio vicino la Cemamit è una tragedia sfiorata. Legambiente “Ora monitoraggio del territorio e salvaguardia dei cittadini, completare subito le bonifiche dell’amianto”.

Un incendio divampato in prossimità della ex fabbrica di amianto Cemamit a Ferentino poteva trasformarsi in un disastro ambientale. L’incendio sembrerebbe infatti aver riguardato solo dei rifiuti abbandonati nei pressi della fabbrica che sarebbe rimasta illesa.

“Terremo gli occhi fissi sull’area finché non sarà fatta luce sull’accaduto, anche perché abbiamo visto l’incendio divampare a poche decine di metri da una scuola elementare e da una materna dove sia ieri che oggi le lezioni si sono svolte normalmente – dichiara Vittoria Cova Presidente di Legambiente Ferentino – quella vecchia fabbrica, poi, continua ad essere una bomba che deve essere disinnescata dalle amministrazioni le quali devono dotarsi rapidamente di piani di emergenza adeguati”.

Nel frattempo gli attivisti di Legambiente chiedono che siano fatti gli sforzi necessari ad assicurare alla giustizia gli autori dell’incendio che ha sparso un’enorme quantità di inquinanti nell’aria la cui natura deve essere al più presto accertata. “Questo rogo pericolosissimo torna a dimostrare, se ce ne fosse bisogno, quanto è indispensabile inserire rapidamente nel codice penale i reati ambientali, e che il monitoraggio del territorio deve essere serio e concreto, e deve anche riguardare la stesura dei piani di emergenza e la mappatura e le bonifiche dell’amianto nel Lazio – conclude Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio“.

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Demolizione Via dei Fori: “Prima concludere la pedonalizzazione della strada e liberare il Colosseo dalle auto”

L’annuncio da parte dell’assessore alla trasformazione urbanistica di Roma Capitale Giovanni Caudo, dell’inizio del percorso per giungere allo smantellamento di Via dei Fori Imperiali nel tratto compreso tra Via Cavour e Piazza Venezia, per ricongiungere l’area archeologica centrale, non sorprende Legambiente che vede prospetticamente di grande utilità cominciare a parlarne ma, per l’associazione ambientalista ora sia conclusa la pedonalizzazione per poi parlare seriamente, e in tempi seri, di progetti del genere.
Prima di tutto sia liberato il Colosseo e il centro di Roma dalle auto. Va conclusa la pedonalizzazione di Via dei Fori e realizzate velocemente quelle di Piazza del Colosseo e Via di San Gregorio – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -, mettendo in tal modo la prima pietra per la creazione e valorizzazione completa del più grande parco archeologico del mondo. Dai Fori Romani all’Appia Antica, passando per il Colosseo e il Circo Massimo, liberare il centro di Roma dalle auto, significherebbe restituire ai romani e al mondo intero l’immensa bellezza della città. Cominciare a parlare di smantellamento della strada in futuro può essere prospetticamente di grande utilità, ma per adesso sia conclusa la pedonalizzazione per poi discutere seriamente, e in tempi seri, di un progetto del genere”.
L’associazione ambientalista, dopo una battaglia trentennale e dopo aver raccolto oltre 6400 firme di cittadini romani, lo scorso 25 giugno, ha visto approvata in aula Giulio Cesare, la propria delibera di iniziativa popolare per liberare il Colosseo dal traffico pedonalizzando via dei Fori e le altre strade intorno all’Anfiteatro Flavio.
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Sequestro Oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, ora si faccia chiarezza e si metta in sicurezza il territorio

Sequestro Oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, Legambiente: ora si faccia chiarezza e si metta in sicurezza il territorio
Il gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca, ha disposto il sequestro dell’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino. A novembre scorso fu oggetto di alcuni furti che hanno procurato danni ambientali per lo sversamento di cherosene.
“Buono il provvedimento giudiziario su una infrastruttura delicata e pericolosa che ha scatenato un vero disastro ambientale lo scorso novembre – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio –  ora si istallino sistemi di controllo adeguati, preservando la sicurezza del territorio e della natura di Fiumicino”.
Lo sversamento dello scorso novembre aveva provocato la morte immediata della fauna ittica nei canali interessati e il disastro non è arrivato al mare solo grazie alle condizioni meteo-climatiche che ne hanno impedito la diffusione.
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