Category Archive Comunicati 2015

Nel Lazio più di 1 milione di tonnellate di amianto e 1042 morti per mesiotelioma dal 2001. Legambiente “Non si può perdere tempo. Sia subito approvata la legge regionale sull’amianto”

Un milione di tonnellate di amianto ancora presenti sul nostro territorio, solo 100.000 sono state rimosse in 10 anni. Questi in sintesi i dati sulla presenza di amianto nel Lazio emersi oggi durante l’incontro “Una Regione libera dall’Amianto”.

L’amianto è un dramma irrisolto e troppo spesso ignorato, la proposta di legge della consigliera Cristiana Avenali che attende di essere discussa nelle commissioni competenti, vorrebbe istituire politiche di sostegno per l’assistenza dei soggetti ex esposti, e a quelli colpiti dalle malattie collegate all’amianto. In particolare si vorrebbe istituire uno “Sportello amianto” nelle Asl e rendere gratuite le prestazioni diagnostiche. In più sarebbe istituito, tra le altre proposte, un registro di tutti gli edifici con tracce di amianto e verrà regolamentato lo smaltimento dei piccoli quantitativi.

“Sono passati 22 anni dalla messa al bando dell’amianto e ne abbiamo sul nostro territorio ancora un milione di tonnellate – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – non si può piu aspettare. Dobbiamo ripulire gli edifici, i complessi industriali e le scuole da ogni residuo di amianto e fare in modo che ovunque si accorcino i tempi delle bonifiche, oltre a realizzare strutture idonee per lo smalltimento in modo da abbaterne i costi. Se i dati sulla presenza nel territorio e sulla conseguenza sulla salute parlano chiaro, adesso l’amministrazione regionale porti velocemente all’approvazione una norma di civiltà  che va nella direzione giusta. A seguito dell’impegno preso oggi da tutti i consiglieri intervenuti, compresi i presidenti delle commissioni regionali salute e ambiente, seguiremo da vicino l’iter perchè dalle parole si arrivi ai fatti, restituendo a tutti gli abitanti del Lazio una regione #amiantofree”.

L’associazione continuerà a individuare i siti a rischio concentrandosi anche sull’ambiente scolastico, sia in termini strutturali che nel campo dell’educazione e della sensibilizzazione dei cittadini.

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|FOTO| Grande successo per la prima domenica a piedi del 2015. Legambiente ” Oggi non sono solo occasione di fermare le emissioni di PM10, ma vero segno di civiltà”

Secondo il dossier Mal’aria di Legambiente, nel 2014 limiti di Pm10 superati per 43 giorni sulla Tiburtina e nel 2015 già 12 giorni di sforamento a Largo Preneste.
Un successo incredibile nonostante il freddo. Graziata dal sole la prima domenica a piedi del 2015 è stata un successo con migliaia di romani e stranieri che hanno affollato una via dei Fori Imperiali senza automobili. 

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La giornata organizzata dai volontari di Legambiente, è stata animata dalla Stradabanda e dal gruppo Folk “la Ciocia” di Sgurgola, oltre che dai circoli dell’associazione.
Un evento che diventa ancora più importante a due giorni dall’uscita del dossier Mal’Aria 2015 che ci racconta una regione ed una capitale strette nella morsa del Pm10. Nel 2014 infatti è via Tiburtina a detenere il record romano negativo con 43 giorni di superamento del limite massimo di Pm10. Ma anche il 2015 non sembra promettere bene: Largo Preneste ha fatto registrare ben 12 giorni di superamento dei limiti consentiti di particolato. Lo stesso accade a Cinecittà con 11 giorni e in via Magna Grecia e Via Tiburtina con 9 giorni. Nel Lazio la peggiore situazione si riscontrata a Frosinone con ben 110 giorni di aria con polveri fuori controllo, peggior record in tutt’Italia.
“La giornata di oggi è stata un successo grazie al sole, ma soprattutto grazie alle migliaia di persone che hanno deciso di trascorrere in strada una giornata diversa, all’aria aperta e senza automobili – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – le domeniche ecologiche sono un segno di civiltà per tutta la capitale e andrebbero ripetute con maggior frequenza per abituare tutti i romani a vivere la propria città in modo diverso, riappropriandosi degli spazi troppo spesso sottratti dalle automobili. Resta ora da completare la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali che deve diventare il punto di partenza per la realizzazione di aree pedonali in ogni municipio della capitale. Come emerge dai dati di Mal’Aria, a Roma e nel Lazio, per troppi giorni ancora, si respira un’aria avvelenata dalle auto, liberare le città dal traffico deve ora essere una priorità assoluta”.
All’ombra del Colosseo tutti i passanti hanno potuto usufruire di biciclette gratuite e godere di animazioni per grandi piccini organizzati dai gruppi Gropius e Kapla e dai circoli di Sgurgola e Cellulosa che ha realizzato laboratori con il legno e fatto conoscere ai presenti “la Scuola nel Bosco”, il progetto per i bambini delle scuole, in collaborazione con l’ente regionale RomaNatura, che si sta realizzando all’interno del monumento naturale Parco della Cellulosa gestito dall’ente stesso. Dal Municipio V, contemporaneamente, il circolo di Legambiente Città Futura è partito con una pedalata e dopo una visita alle catacombe di Ss Marcellino e Pietro, ha raggiunto Via dei Fori.
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Presentato dossier Mal’Aria. Cigno Nero a Frosinone e blitz di Legambiente

Dossier Mal’Aria di Legambiente. Cigno Nero a Frosinone come peggiore città d’Italia per il Pm10 con 110 giorni di superamento del limite di emissioni massimo consentito. 

Tutta la ciociaria e Roma con smog alle stelle nel 2014, il 2015 comincia sullo stesso segno. Legambiente “Siano subito prese contromisure decise per salvaguardare l’aria e la salute dei cittadini”

Se il 2015 si apre con dati davvero poco rassicuranti, il 2014 ha visto il Lazio sempre sotto la lente di osservazione per la concentrazione di polveri sottili nelle aree urbane grandi e meno grandi. La capitale e Frosinone anche nell’anno trascorso hanno messo a dura prova le vie respiratorie dei propri cittadini, con un inquinamento dell’aria che per troppi giorni ha superato le soglie di tolleranza poste dalla legislazione. Il capoluogo ciociaro presenta la peggiore condizione a livello nazionale, con 110 giorni di superamento dei limiti di legge, ovvero per quasi tre mesi e mezzo gli abitanti della città hanno respirato un’aria insalubre. Lo sfortunato primato non stupisce, dato che la tendenza degli ultimi anni vedeva il capoluogo ciociaro avere un numero di sforamenti annuali sempre abbondantemente oltre quelli limite: nel 2012 erano 120, nel 2013 112.

“Frosinone non può continuare ad essere la capitale italiana dell’inquinamento, – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – devono subito essere messe in campo contromisure serie ed efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico e consentire ai cittadini di respirare nuovamente aria pulita. Va prontamente ripreso il piano regionale di risanamento dell’aria, più targhe alterne, più blocchi del traffico ed una rete di piste pedonali sicure permetterebbero di abbattere l’inquinamento derivato dalle emissioni di polveri sottili. Oggi consegniamo a Frosinone il nostro cigno nero, ma non dobbiamo dimenticarci della capitale dove lo scorso anno centraline come quella in via Tiburtina hanno superato ben 43 volte il limite consentito”.

 Secondo i monitoraggi effettuati quotidianamente attraverso le centraline Arpa nel Lazio i casi più a rischio sono rappresentati quindi da Frosinone, ma anche da alcune aree della stessa provincia e da alcune zone della capitale. Già nel primo mese del 2015 la situazione rilevata dalle stazioni dalle centraline dell’ARPA Lazio ci racconta una regione con un importante problema di inquinamento.

“La situazione di Frosinone, fortemente compromessa l’anno scorso, non mostra alcun miglioramento quest’anno e anzi sembra poter raggiungere gli infelici record del 2014 – dichiara Francesco Raffa coordinatore Legambiente per la Provincia di Frosinone –  Al 28 gennaio le fonti dell’agenzia regionale facevano rilevare che il particolato aveva superato i livelli consentiti dalla normativa nazionale già 23 giorni nel nucleo urbano e addirittura 26 nel territorio della provincia, a Ceccano”.

A Roma la situazione nel 2015 vede emergere già 12 giorni di sforamento a largo Preneste, 11 a Cinecittà e 9 in via Magna Grecia e via Tiburtina, tutte zone trafficate abbondantemente dalle auto private. Per quanto riguarda il 2014 la situazione è stata critica anche nella capitale, dove ben quattro stazioni di rilevamento hanno riportato un’esposizione al particolato per i cittadini oltre i limiti di legge. Lo scorso anno sulla via Tiburtina i giorni durante i quali l’aria aveva una concentrazione di polveri superiore a 50 µg/m³ sono stati 43 e pochi di meno in altre congestionate zone della città: 40 giorni a Cinecittà e a largo Preneste, 36 a corso Francia.

Oltre all’inquinamento più tipico delle aree urbane (da veicoli e da riscaldamento) in certe zone della valle del Sacco si vanno ad aggiungere gli inquinanti degli impianti produttivi che sono installati lungo la valle. Su questa arteria industriale alcuni centri minori fanno registrare una qualità dell’aria simile a quella di capoluoghi italiani di medie dimensioni, mostrando nel solo 2014 un eccesso di polveri PM10 per 110 giorni a Ceccano, 57 a Cassino e 49 a Colleferro, quest’ultima nella provincia di Roma.

Stazioni di Monitoraggio ARPA

Numero di giorni di superamento annuo 2014

Frosinone Scalo

110

Ceccano

110

Cassino 

57

Colleferro

49

Roma Tiburtina

43

Roma Cinecittà

40

Roma Largo Preneste

40

Roma Corso Francia

36

Tabella 1: Anno 2014. Numero di giorni di superamento del livello di PM10 stabilito dal d.lgs 13/08/10 n. 155 (Fonte Arpa, elaborazione Legambiente Lazio)

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A Ferentino (FR) l’incendio vicino la Cemamit è una tragedia sfiorata. Legambiente “Ora monitoraggio del territorio e salvaguardia dei cittadini, completare subito le bonifiche dell’amianto”.

Un incendio divampato in prossimità della ex fabbrica di amianto Cemamit a Ferentino poteva trasformarsi in un disastro ambientale. L’incendio sembrerebbe infatti aver riguardato solo dei rifiuti abbandonati nei pressi della fabbrica che sarebbe rimasta illesa.

“Terremo gli occhi fissi sull’area finché non sarà fatta luce sull’accaduto, anche perché abbiamo visto l’incendio divampare a poche decine di metri da una scuola elementare e da una materna dove sia ieri che oggi le lezioni si sono svolte normalmente – dichiara Vittoria Cova Presidente di Legambiente Ferentino – quella vecchia fabbrica, poi, continua ad essere una bomba che deve essere disinnescata dalle amministrazioni le quali devono dotarsi rapidamente di piani di emergenza adeguati”.

Nel frattempo gli attivisti di Legambiente chiedono che siano fatti gli sforzi necessari ad assicurare alla giustizia gli autori dell’incendio che ha sparso un’enorme quantità di inquinanti nell’aria la cui natura deve essere al più presto accertata. “Questo rogo pericolosissimo torna a dimostrare, se ce ne fosse bisogno, quanto è indispensabile inserire rapidamente nel codice penale i reati ambientali, e che il monitoraggio del territorio deve essere serio e concreto, e deve anche riguardare la stesura dei piani di emergenza e la mappatura e le bonifiche dell’amianto nel Lazio – conclude Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio“.

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Demolizione Via dei Fori: “Prima concludere la pedonalizzazione della strada e liberare il Colosseo dalle auto”

L’annuncio da parte dell’assessore alla trasformazione urbanistica di Roma Capitale Giovanni Caudo, dell’inizio del percorso per giungere allo smantellamento di Via dei Fori Imperiali nel tratto compreso tra Via Cavour e Piazza Venezia, per ricongiungere l’area archeologica centrale, non sorprende Legambiente che vede prospetticamente di grande utilità cominciare a parlarne ma, per l’associazione ambientalista ora sia conclusa la pedonalizzazione per poi parlare seriamente, e in tempi seri, di progetti del genere.
Prima di tutto sia liberato il Colosseo e il centro di Roma dalle auto. Va conclusa la pedonalizzazione di Via dei Fori e realizzate velocemente quelle di Piazza del Colosseo e Via di San Gregorio – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -, mettendo in tal modo la prima pietra per la creazione e valorizzazione completa del più grande parco archeologico del mondo. Dai Fori Romani all’Appia Antica, passando per il Colosseo e il Circo Massimo, liberare il centro di Roma dalle auto, significherebbe restituire ai romani e al mondo intero l’immensa bellezza della città. Cominciare a parlare di smantellamento della strada in futuro può essere prospetticamente di grande utilità, ma per adesso sia conclusa la pedonalizzazione per poi discutere seriamente, e in tempi seri, di un progetto del genere”.
L’associazione ambientalista, dopo una battaglia trentennale e dopo aver raccolto oltre 6400 firme di cittadini romani, lo scorso 25 giugno, ha visto approvata in aula Giulio Cesare, la propria delibera di iniziativa popolare per liberare il Colosseo dal traffico pedonalizzando via dei Fori e le altre strade intorno all’Anfiteatro Flavio.
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Sequestro Oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, ora si faccia chiarezza e si metta in sicurezza il territorio

Sequestro Oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, Legambiente: ora si faccia chiarezza e si metta in sicurezza il territorio
Il gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca, ha disposto il sequestro dell’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino. A novembre scorso fu oggetto di alcuni furti che hanno procurato danni ambientali per lo sversamento di cherosene.
“Buono il provvedimento giudiziario su una infrastruttura delicata e pericolosa che ha scatenato un vero disastro ambientale lo scorso novembre – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio –  ora si istallino sistemi di controllo adeguati, preservando la sicurezza del territorio e della natura di Fiumicino”.
Lo sversamento dello scorso novembre aveva provocato la morte immediata della fauna ittica nei canali interessati e il disastro non è arrivato al mare solo grazie alle condizioni meteo-climatiche che ne hanno impedito la diffusione.
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