Category Archive Comunicati 2016

Legambiente presenta a Rieti LA RINASCITA HA IL CUORE GIOVANE, raccolta fondi per aiutare giovani imprenditori in aree colpite dal sisma

LA RINASCITA HA IL CUORE GIOVANE, Legambiente presentata a Rieti la raccolta fondi per aiutare giovani imprenditori in aree colpite dal sisma, in collaborazione con Federparchi,  Altromercato, Alleanza Cooperative Italiane Giovani, Alce Nero e Symbola

“Con la raccolta fondi vogliamo aiutare la rinascita e il nuovo sviluppo del tessuto micro-imprenditoriale, aiutando quanti decidono di restare, in chiave ecosostenibile, in questi posti straordinari”

Il Terremoto del 24 agosto ha distrutto interi paesi, causando vittime e distruzione, e per impedire che ora provochi anche la scomparsa del tessuto sociale e produttivo, Legambiente, Federparchi, Altgromercato, Libera,  Alleanza Cooperative Italiane Giovani, Alce Nero e Symbola, dopo il terribile evento, hanno unito le forze lanciando una raccolta fondi destinata a sostenere i giovani imprenditori locali che hanno subito danni alle strutture o alle attività produttive e commerciali: LA RINASCITA HA IL CUORE GIOVANE.

“I piccoli paesi devastati dal sisma devono rinascere con una solida ricostruzione degli edifici ma anche attraverso dinamiche di aiuto e slancio alla micro-impresa territoriale che ricrei un sano e robusto tessuto socio-economico locale – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – è con questa convinzione che vogliamo dare un sostegno a chi di questo tessuto già fa parte e a tutti i ragazzi che nei prossimi mesi vorranno rinforzare la proposta territoriale. La ricostruzione passi inesorabilmente dalla rinascita e dal rafforzamento delle proposte imprenditoriali in chiave di economia verde e prodotti di prossimità; oltre a sostenere il del nostro progetto, chiediamo alla Regione di portare velocemente in aula la proposta di legge sui piccoli comuni che può dare un vero slancio alle buone economie dei paesini colpiti dal sisma”.

La campagna è stata presentata ieri mattina con conferenza stampa a Rieti e durerà almeno un anno articolandosi in due fasi principali: la prima a ricaduta immediata con identificazione delle aziende e le imprese gestite da giovani under 35 esistenti nei territori colpiti dal sisma per verificare quali siano le loro necessità più urgenti, stabilendo le modalità di assegnazione dei contributi raccolti; la seconda, più a lungo termine, vuole destinare le risorse disponibili attraverso un bando, a nuove attività economiche nei settori del turismo sostenibile, dell’agricoltura biologica, del commercio equo e solidale e delle economie sociali promosse da giovani residenti nei comuni terremotati.
I criteri per l’assegnazione dei fondi raccolti – oltre 27mila euro fino ad ora – prevedono, in particolare, l’età dei destinatari (massimo 35 anni) e la documentazione dei danni subiti, oltre alla possibilità per il comitato promotore della campagna di verificare entro i 12 mesi successivi all’erogazione, l’esito della concessione.

“Il nostro obiettivo – ha dichiarato il Direttore Generale di Legambiente Stefano Ciafani – è quello di aiutare quanti hanno deciso con scelte coraggiose e amore per il proprio territorio, di rimanere nelle aree colpite dal sisma, nonostante lutti, dolore e danni subiti. Questo è il luogo dove occorre intervenire adesso per indebolire gli effetti nefasti del sisma: sulle attività economiche locali legate al turismo, sulle specialità agroalimentari e culinarie, sullo straordinario patrimonio naturale, sui parchi e le aree protette. È con i giovani imprenditori del posto che vogliamo rinasca un modello sano di economia civile, fatto di ecosostenibilità e solidarietà, per questo abbiamo deciso di destinare parte del fondo raccolto alle imprese alle quali possa essere utile uno slancio nuovo iniziale, ma anche ai ragazzi che vorranno fare impresa nei prossimi mesi, per seminare la speranza della rinascita, attraverso la creazione di una imprenditoria sana del futuro”.

“L’intreccio tra ambiente, piccoli comuni e turismo è fondamentale soprattutto in questi territori – dichiara Maurizio Gubbiotti, Coordinatore Federparchi Lazio – Ragionare quindi su questi elementi è decisivo per rilanciare l’economia di questi splendidi luoghi ora in difficoltà. Il ruolo dei parchi in tal senso diventa centrale nel fornire un modello di economia sostenibile che guarda al futuro e che costituisce un esempio di commistione tra tutte le buone pratiche che questa terra ha da offrire. Appoggiamo e sosteniamo in pieno la campagna lanciata da Legambiente anche perché, al sostegno economico diretto e limitato nel tempo, si preferisce guardare al futuro permettendo a piccole aziende e i giovani di inserirsi in un circuito più grande fatto di realtà portatrici delle produzioni sostenibili e di qualità, anche quelle fatte nei parchi”.

Alla conferenza stampa erano presenti tra gli altri: Gabriele Zanin presidente del Circolo Legambiente Centro Italia di Rieti; Simone Petrangeli, Sindaco di Rieti; Davide Cavazza, direttore comunicazione Altromercato; Mario Assennato commissario straordinario della Riserva Naturale Regionale Monti Cervia e Navegna.

Alla raccolta fondi si potrà contribuire effettuando donazioni su cc bancario IBAN
IT79P0501803200000000511440 con la causale: La rinascita ha il cuore giovane

Per informazioni, adesioni e contributi: www.rinascitacuoregiovane.it

Le dune di Capocotta a rischio abbandono e degrado dal 1 novembre, Legambiente scrive a Comune e Municipio

“Scongiurare il rischio abbandono e salvare Capocotta affidando l’area con bando pubblico, intanto gestirla in via transitoria su modello della scorsa estate fino ad esito della gara”

Legambiente scrive alla Sindaca Raggi e all’Assessore Muraro di Roma Capitale, al commissario Vulpiani e alla direttrice Esposito del Municipio Roma X, perchè a Capocotta, nell’area più pregiata della Riserva del Litorale Romano, il prossimo 31 ottobre finirà l’affidamento temporaneo con il quale il Municipio X assegnava i servizi connessi alla balneazione per garantire la condizione di miglior fruibilità possibile nell’area. Mentre l’amministrazione municipale ha più volte ribadito, anche a mezzo stampa negli ultimi giorni, l’intenzione di affidare la gestione dell’area tramite gara europea, gara ancora non avviata e lontana da arrivare ad esito finale giusto e definito, le splendide Dune di Capocotta resteranno dal 1 novembre senza nessun servizio di tutela e salvaguardia rischiando l’abbandono e il degrado.

“Le dune di Capocotta rischiano l’abbandono e il degrado dal prossimo novembre – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – abbiamo scritto al Comune di Roma ed al Municipio perché preoccupati dalla situazione, chiedendo loro di affidare velocemente l’area con bando di evidenza pubblica e intanto avviare una soluzione transitoria che garantisca la fruibilità, la pulizia, la salvaguardia delle dune, sul modello della scorsa estate, fino all’esito conclusivo della gara. Abbiamo sempre sostenuto il modello di gestione che oltre 15 fa ha strappato Capocotta al degrado rendendo l’area la più pregiata della Riserva del Litorale Romano, ora chiediamo che tale modalità di gestione possa divenire la soluzione transitoria che ne garantisca la cura fino al termine della gara, auspicando che questa possa aprirsi e concludersi positivamente nel minor tempo possibile. Le splendide dune non possono tornare dopo sedici anni ad essere preda del degrado, Comune e Municipio scongiurino tali rischi”.

Rischio riavvio caccia al cinghiale nelle zone colpite dal sisma, le associazioni “Il prefetto di Rieti non faccia passi indietro”

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO  LEGAMBIENTE LAZIO – WWF – LIPU LAZIO – LAV – ENPA  Rischio riavvio caccia al cinghiale nelle zone colpite dal sisma  Le associazioni “Il prefetto di Rieti non faccia passi indietro e confermi la richiesta di fermo caccia per motivi di sicurezza nelle zone del terremoto e la Regione eviti di conseguenza la riapertura”

Il Prefetto di Rieti ha fatto richiesta all’Assessorato alla Caccia della Regione Lazio di riaprire l’attività venatoria nelle zone del terremoto, nell’ambito della caccia al cinghiale, dopo peraltro averne chiesta la chiusura appena dieci giorni fa, a garanzia, quella, della massima sicurezza nel territorio colpito dal sisma.

“Bene aveva fatto la Regione a chiudere la caccia nelle aree terremotate – dichiarano Legambiente, Wwf, Lipu Lazio, Lav e Enpa – e a pochi giorni da quell’atto non può essere cambiato niente in termini di sicurezza per le popolazioni colpite dal sisma, non certo in relazione alla caccia al cinghiale, durante la quale decine di cacciatori armati si muovono in battuta nei territori. Chiediamo pertanto al Prefetto di Rieti di non fare passi indietro confermando un rischio evidente legato alla caccia al cinghiale e alla Regione di non far ripartire l’attività venatoria. Le polemiche e le critiche da parte del mondo venatorio e dell’ATC Rieti 1 al fermo della caccia, sono irresponsabili e fuori luogo nel contesto del sisma e dimostrano anche quanto tutta la questione legata al reimmmisione della specie cinghiale sia strumentale e funzionale solo al mondo venatorio. Si contano dovunque e a centinaia gli incidenti legati alla caccia, non dobbiamo correre il rischio che avvengano nelle aree terremotate, soprattutto in questi mesi”. L’ultimo episodio ha visto un cacciatore a Terni, a pochi chilometri da Rieti, far partire un colpo che andava a colpire il vetro e poi il muro di un istituto scolastico a 400 metri di distanza.

“Sarebbe sbagliato e poco prudente scegliere di riaprire la caccia nei comuni del terremoto, il Prefetto di Rieti non torni indietro su una giusta decisione di soli dieci giorni fa e la Regione confermi il fermo caccia” concludono le associazioni.

Rifiuti a Roma, Legambiente “Altro che miope, chiusura Malagrotta passo fondamentale”

Rifiuti a Roma, Legambiente “Altro che miope, chiusura Malagrotta passo fondamentale ora si lavori all’ampliamento del porta a porta a tutta la città e alla programmazione degli impianti necessari a gestire ciascuna frazione”

Dopo le parole dell’assessore all’ambiente di Roma Paola Muraro sul ciclo dei rifiuti, Legambiente chiede di lavorare alla realizzazione di un ciclo sano anziché discutere sull’utilità della chiusura di Malagrotta nel 2013, chiusura peraltro sacrosanta per l’associazione del cigno verde.

“La chiusura di Malagrotta è stato il passo fondamentale verso una sana gestione del ciclo dei rifiuti – commenta Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -, indispensabile a far uscire la capitale da decenni di dittatura delle discariche, oggi sono incomprensibili le parole di chi sostiene che chiudere la discarica sia stata una scelta miope. Su Malagrotta non si torna indietro, piuttosto l’amministrazione comunale lavori velocemente da un lato all’ampliamento della differenziata con la diffusione a tutta Roma del porta a porta in tutta la città, dall’altro alla programmazione e progettazione di impianti nel territorio comunale, per la gestione e chiusura del ciclo integrato, in ogni frazione”.

Inceneritore Marangoni di Anagni “NO ai nuovi impianti inquinanti nella Valle Del Sacco.

Inceneritore Marangoni di Anagni, apre il procedimento di valutazione della richiesta di riapertura.

Il prossimo 8 novembre in Regione Lazio, presso l’ufficio delle Valutazioni di Impatto Ambientale, si analizzerà la richiesta della società proprietaria dell’inceneritore Marangoni ad Anagni, in piena Valle del Sacco, sulla sua possibile rimessa in funzione. L’autorizzazione all’esercizio (concessa con decreto commissariale n.47 del 2006) era scaduta a settembre e la proprietà ha presentato alla Regione una richiesta di VIA per un “Impianto di termodistruzione di rifiuti non pericolosi limitatamente a pneumatici fuori uso con produzione di energia elettrica”.

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Regione Lazio approva proposta di legge su Filiera Corta. Legambiente “Un passo fondamentale per un’agricoltura sana e sostenibile nel Lazio”

Questa sera il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità la proposta di legge 151 sulla Filiera Corta, volta a valorizzare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti dai territori della Regione. Con questa legge nel Lazio troveranno sostegno, finalmente, produzioni locali e peculiarità territoriali. Per filiera corta si intendono tutti quei prodotti rientranti in un circuito economico dove c’è rapporto diretto tra produttore e consumatore, in forma singola o associata.

“L’approvazione della proposta di legge sulla filiera corta è un passo davvero importante per l’agricoltura della nostra regione – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e da oggi ci sarà più sostegno per tutti quei piccoli prodotti, custodi delle tradizioni territoriali e delle peculiarità agroalimentari del Lazio. Ora va concretizzato questo nuovo strumento legislativo costruendo un modello di agricoltura sostenibile e di qualità, e che sia volano per la green economy, per salvaguardare la biodiversità soprattutto nelle aree protette, nel rafforzare le vocazioni agricole territoriali, nel ridurre emissioni inquinanti da trasporto o da concimi chimici. Il bel risultato arriva a due anni dalla presentazione della proposta di legge, fortemente sostenuto dalla nostra associazione, ma reso possibile soprattutto grazie al gran lavoro della Consigliera Cristiana Avenali, prima firmataria, con la quale ci congratuliamo per l’ottimo risultato ottenuto”.

Tra le altre cose la legge prevede: la promozione dei prodotti agricoli da filiera corta, l’assegnazione di logo apposito alle aziende che ne fanno uso per almeno la metà della propria filiera, vieta di somministrare di prodotti contenenti OGM, obbliga i Comuni a riservare nei nuovi mercati almeno il 20% ai produtti provenienti da filiera corta, istituisce il Bando delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, valorizza i prodotti provenienti dalla pesca “a miglio zero”.