Category Archive Comunicati 2018

Incendio TMB Salario

Incendio al TMB Salario di Roma. Legambiente invia denuncia alla procura della Repubblica “L’aria di Roma oggi è irrespirabile, un disastro ambientale. La discarica del Salario andava chiusa da tempo”

“L’aria di Roma oggi è irrespirabile, un disastro ambientale. La discarica del Salario, come è ormai diventato il TMB da tempo, andava chiusa come chiedono cittadini, comitati e associazioni del territorio – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio-. Tante promesse pre-elettorali da tutti, ma nessuno ha mai avviato un cambio di rotta per chiudere un impianto dove si doveva lavorare l’indifferenziato per far uscire rifiuti trattati, e che invece è diventato una vera discarica nel cuore della città; colpa anche di una percentuale di differenziata che a Roma non cresce da tre anni e da nuovi impianti dei quali la capitale continua a non dotarsi. Oggi il fumo e la puzza stanno attanagliando ogni angolo di Roma, quando il vento li avrà spazzati via, rimarranno per il quartiere salario e i suoi cittadini esausti. Bisogna pretendere la costruzione dell’economia circolare e lo faremo nei prossimi giorni con il nostro Ecoforum perché una giornata del genere sia solo un brutto ricordo, ma vogliamo anche che un disastro simile non rimanga impunito e abbiamo perciò inviato una denuncia per disastro ambientale”.

Legambiente Lazio sta inviando infatti la denuncia alla Procura della Repubblica per disastro ambientale sull’incendio di oggi, e intanto ha lanciato l’appuntamento dell’Ecoforum 2018, che si svolgerà a Roma in Villa Palestro il 18 dicembre, per promuovere le buone pratiche e i comuni ricicloni ma anche ragionare sulla costruzione di un ciclo virtuoso dei rifiuti nel Lazio.

Ufficio Stampa Legambiente Lazio
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Fiume Sacco, schiuma sempre più fitta stamattina a Ceprano (FR)

“Le immagini che continuano ad arrivare non lasciano dubbi sulla portata sempre più grave di un disastro per l’ecosistema fluviale di tutto il basso Lazio”

 

Dopo la denuncia della scorsa settimana da parte dei cittadini di Ceccano, nel cuore della Valle del fiume Sacco sono continuati giornalmente gli episodi di schiuma fitta sull’asta fluviale.

“Le immagini che, anche oggi, arrivano dai cittadini non lasciano dubbi sulla portata sempre più grave di un disastro per l’ecosistema fluviale di tutto il basso Lazio – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio– chiediamo una task-force delle forze dell’ordine per un’azione di controllo e repressione degli scarichi illegali e presidio del fiume visto che continuano a verificarsi questo fenomeni. Dopo la denuncia e l’esposto che abbiamo mandato alla procura della Repubblica di Frosinone della scorsa settimana, continua l’inquinamento e stamattina il Sacco sembra fatto di sola schiuma a Ceprano (FR). Dai risultati delle analisi chimiche, per le quali ringraziamo Arpa Lazio che le ha realizzate e rese pubbliche questa settimana con grande velocità e trasparenza, si evidenzia la presenza corposa di tensioattivi. Ora le autorità indaghino sulle cause per fermare questo disastro a partire dal Fiume Alabro, affluente di sinistra del Sacco dal quale ci arrivano segnalazioni e immagini di schiume che poi entrano nel corso principale. La schiuma è peraltro solo la manifestazione più evidente di uno stato grave, anche senza schiuma dal fiume esalano odori nauseabondi e questo succede da anni, non da ora. L’inquinamento del Sacco va fermato e intanto il Ministero dell’Ambiente deve battere un colpo sulla bonifica, per la quale perimetrazione abbiamo lavorato mesi e mesi con amministrazioni e associazioni, così come per il Contratto di Fiume che abbiamo firmato tutti insieme per immaginare e lavorare su un futuro migliore per la biodiversità e la sicurezza dai rischi idrogeologici. L’inquinamento del Sacco riguarda mezzo Lazio e i nostri circoli continuano a monitorare la situazione, dal circolo di Anagni (FR) a quello di Frosinone fino a quello di Minturno (LT) dove sta la foce del Fiume Garigliano, terminale di tutta l’acqua del bacino idrografico anche del Sacco”.

Il Fiume Sacco infatti, oltre a ricevere affluenti come l’Alabro, si immette nel corso del Fiume Liri che poi arriva nel Garigliano, fiume che solca il confine tra Lazio e Campania e sfocia nel Mar Tirreno a Minturno: tutto ciò fa, del bacino idrografico Sacco-Liri-Garigliano, il secondo del Lazio sulle provincie di Roma, Frosinone e Latina, un territorio tutto potenzialmente interessato dai fattori inquinanti che arrivano dall’area della Valle delle Sacco.

Gaeta, Legambiente sull’ipotesi di spostamento del pontile ENI e nuovo attracco per petroliere verso Formia “Sarebbe scelta scellerata”

“Bisogna uscire dall’era del Petrolio senza creare nuovi impianti nel golfo di Gaeta, per preservare l’ambiente marino di tutti i comuni del Golfo”

Per il pontile ENI che da decenni deturpa Gaeta nell’area più orientale del Golfo, sarebbe in programma l’ipotesi di spostamento nel Porto Commerciale presso la banchina “Salvo D’Acquisto”, più vicina alla spiaggia di Vendicio a Formia e dove attraccherebbero le petroliere.
“Sarebbe una scelta scellerata – dichiarano Dino Zonfrillo presidente del circolo Legambiente Verde-Azzurro Sud Pontino e Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Bisogna uscire dall’era del Petrolio senza creare nuovi impianti nel golfo di Gaeta, per preservare l’ambiente marino di tutti i comuni del Golfo. Realizzare nuove opere legate allo sviluppo di fonti fossili è una follia che mette a repentaglio la qualità ambientale di Gaeta e dei vicini comuni di Formia e Minturno, così come dell’intero specchio di mare; piuttosto va riqualificato questo straordinario tratto di costa laziale, che ha visto per decenni il petrolio al centro di qualsiasi dinamica, puntando tutto sulle fonti energetiche rinnovabili e sullo sviluppo ecosostenibile del mare pontino”.

TMB Salario, la relazione di Arpa Lazio certifica l’inefficacia dell’impianto

“Il TMB è diventata una discarica, va chiuso”

Presentata la relazione di Arpa Lazio su flussi e funzionamento dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico di Via Salaria a Roma. Nel documento, l’Agenzia di Protezione Ambientale della Regione Lazio certifica il malfunzionamento nella gestione dei rifiuti dell’impianto di Ama.

“Il TMB Salario è diventato una discarica, ora lo certificano i dati appena presentati, raccontando con chiarezza che in uscita sono troppe le tonnellate non trattate che aumentano i miasmi – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Come da tempo è chiaro alle decine di migliaia di cittadini, costretti a tenere le finestre chiuse per la puzza costante e che si battono giustamente per la chiusura dell’impianto, i rifiuti di Roma passano dal Salario, per un trattamento meccanico che in gran parte non avviene. Il ciclo dei rifiuti di Roma più migliorare solo con la diffusione del porta a porta a tutti, conseguente abbattimento delle tonnellate totali di indifferenziato e con impianti funzionanti: il porta a porta si sta ampliando a passo di lumaca, le tonnellate trattate nei TMB aumentano invece di diminuire, le strade sono sempre più sporche e di impianti nuovi, specialmente digestori anaorobici per la frazione organica non se ne vedono: e intanto crolla la qualità ambientale della vita al Salario e in ogni angolo della capitale dove ogni cassonetto è ormai una  potenziale discarica”.

Legambiente su abbattimenti case abusive a Roma

Abbattimenti case abusive a Roma, Legambiente “Bene gli abbattimenti, le ruspe nella capitale devono buttare giù le case abusive legate alla malavita, quelle in zone a rischio idrogeologico e quelle che deturpano l’ambiente”

Da ore, a Roma, sono in corso gli abbattimenti di abitazioni abusive legate alla malavita organizzata. “Bene che a Roma si abbattano case abusive, finalmente vediamo le ruspe buttar giù edilizia illegale – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, ancor più se legata alla malavita organizzata. Ambiente e legalità devo essere al centro dell’azione politico-amministrativa e ora gli abbattimenti non si devono fermare: al clamore odierno legato principalmente alle proprietà degli edifici, devono seguire azioni concrete che arrivino ovunque sia stato deturpato il territorio dal cemento illegale, dal Lungomuro di Ostia ai quartieri a rischio idrogeologico da delocalizzare fino a ogni abitazione che abbia deturpato l’ambiente”.

 

Foto: Romadailynews

Festa dell’Albero 2018, con Legambiente oltre 400 nuovi alberi nel Lazio

Oggi, 21 novembre è arrivato un tocco di verde e di bello nei giardini pubblici, nei cortili delle scuole, negli angoli degradati di Roma e del Lazio. Stiamo parlando della Festa dell’albero, giunta alla 24esima edizione, grazie alla quale ogni anno Legambiente mette a dimora tantissimi giovani arbusti lungo la penisola, tra essenze aromatiche e giovani alberi, celebrando così il loro indispensabile contributo alla vita.
Legambiente dedica quest’anno la Festa all’accoglienza e alla solidarietà affinché come gli alberi, questi valori possano mettere radici forti e profonde nel nostro paese e fermare le ondate di razzismo e intolleranza che stanno attraversando in modo preoccupante i nostri territori.

“Celebrare la festa dell’albero nel Lazio, dopo i terribili danni causati ad alberi e foreste italiane dal maltempo, è un gesto davvero importante e per niente simbolico – dichiara Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio – l’importanza della cura delle alberature in città grandi non è solo legata alla bellezza che questi alberi ci mostrano, ma a funzioni concrete e vitali che il verde ci mette a disposizione. Gli alberi in città abbattono i gas serra e le polveri sottili, fanno effetto di termoregolazione delle nostre strade e dei nostri edifici e permettono un maggiore adattamento dei territori ai mutamenti climatici. La lotta al cambiamento climatico passa da ogni strada, da ogni giardino e da ogni nuovo albero piantato”.

Decine le iniziative che in tutto il Lazio hanno portato alla messa a dimora di 400 nuovi alberi in gran parte forniti dalla Regione Lazio, in particolare 300 di questi provenienti dai vivai del Parco Regionale Monti Aurunci che, con l’istituzione della Festa dell’Albero Regionale negli anni scorsi, ha permesso di garantire alberi da mettere a dimora in tutte le ultime edizioni; degli alberi piantati oggi e nei prossimi giorni a Roma, 100 sono stati forniti dall’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale. Oltre 100 appuntamenti sono stati quelli promossi o sostenuti da Legambiente nel Lazio, tra i quali la piantumazione nel parco Regionale del Pineto di RomaNatura, a sostegno dell’azione promossa dall’Associazione “Il Pineto nel Cuore” e in collaborazione con la TGR Lazio. Appuntamento clou tra quelli nelle scuole di Legambiente a Roma è stato quello nell’Istituto comprensivo “Via Baccano” a Labaro, periferia nord della capitale. «Teniamo molto all’Albero dei valori che i nostri ragazzi costruiranno – sottolinea la dirigente scolastica dell’IC Via Baccano, Cinzia Pecoraro – un’occasione preziosa per riflettere insieme su quali siano i valori alla base dello stare bene insieme, le radici su cui costruire una nuova identità comune. La scuola diventa così un luogo collettivo dove una società condivide i valori, punta al cambiamento ed educa le giovani generazioni all’importanza della conoscenza, dell’uguaglianza e della partecipazione democratica».

Nel corso della manifestazione nazionale, sono stati piantumati degli alberi ed è stato costruito un “Albero dei valori” in cui gli studenti hanno apposto  le foglie degli ingredienti che sono alla base di una buona integrazione e convivenza.