Category Archive Comunicati 2019

discarica pian dell’olmo

Bocciatura della discarica a Pian dell’Olmo. Legambiente “Bene il parere negativo del Dipartimento Regionale, ora sia messa la pietra tombale su questa sciagurata ipotesi di discarica”

Oggi è arrivato il parere negativo del Dipartimento Regionale per la Pianificazione Territoriale, Paesistica e Urbanistica alla VIA per la discarica di Pian dell’Olmo: una proposta dalla società Torre di Procoio srl contro la quale i comuni a nord di Roma, a cominciare da quello di Riano nel cui territorio ricadeva il progetto, si erano schierati insieme a comitati e cittadini, e contro la quale Legambiente si era espressa duramente.

“Bene il parere negativo del dipartimento regionale, ora ci aspettiamo e chiediamo con forza che sia messa la pietra tombale su questa sciagurata ipotesi di discarica – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – Si deve chiudere velocemente la conferenza dei servizi respingendo il progetto, che si sviluppava peraltro in un’area a pochi metri dal Tevere e dal Parco Regionale di Veio. Intanto il Campidoglio, ancora fermo nella programmazione di impianti per l’economia circolare, a partire da biodigestori anaerobici per l’organico, realizzi nel proprio territorio quanto necessario per la parte industriale del ciclo dei rifiuti. Solo in questo modo le comunità del Lazio, dove continuano a confluire i rifiuti romani, e quelle minacciate da idee simili, potranno tirare un sospiro di sollievo; e solo così potremo vedere prima o poi quel ciclo virtuoso dei rifiuti che ancora manca alla Capitale”

TMB Salario, chiusura definitiva, Regione revoca autorizzazione

TMB Salario, la Regione revoca definitivamente l’autorizzazione, plauso di Legambiente


“Soddisfatti della fine definitiva di un incubo per i cittadini di un intero quadrante, Ama ora gestisca bene dismissione e bonifica”

La Regione Lazio, nella giornata di ieri (10 settembre) ha pubblicato la revoca dell’AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale, per il TMB (Trattamento Meccanico Biologico) dell’impianto Salario Ama a Villa Spada. Il documento regionale sancisce definitivamente la parola fine sul TMB, sempre contrastato dai residenti fin dalla nascita, perché letteralmente dentro il quartiere.

“Questa è la fine definitiva di un incubo per i cittadini dell’intero quartiere salario – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – attanagliati per quasi un decennio dalla puzza e dalla malagestione dei rifiuti di Roma. Ora Ama gestisca bene la dismissione, la bonifica e la rigenerazione dell’area, in modo da restituire in primo luogo, vivibilità, salute e sostenibilità ambientale al territorio; per farlo sarà necessario un percorso di condivisione con i cittadini, le istituzioni locali e le associazioni che chiediamo venga istituito. Questo sacrosanto atto finale per il TMB, però, mette ancor di più il Campidoglio davanti a una responsabilità che continua colpevolmente a eludere, quella di pianificare la costruzione di tutti gli impianti necessari alla gestione dei rifiuti romani che continuano ad andare tutti altrove. L’impiantistica, a partire da quella anaerobica per la gestione dell’umido, è uno dei cardini dell’economia circolare insieme alla riduzione e all’aumento della differenziata; nella capitale non ci sono impianti in costruzione e non aumenta in maniera seria da tre anni la percentuale di differenziata, ed è per questo che ci troviamo in un’emergenza costante che nei picchi di produzione diventa un disastro vergognoso su tutte le strade”.

 

 

Blitz di Legambiente dalla Goletta Verde a largo della centrale a carbone di Civitavecchia

SOS Clima
Blitz di Legambiente dalla Goletta Verde a largo della centrale a carbone di Civitavecchia con lo striscione “Nemico del clima”

Nel Lazio sono pari a 11,5 milioni di tonnellate le emissioni della produzione energetica da fonti fossili, il 78,5% provenienti dalla ciminiera di Civitavecchia

Legambiente: “Oggi dichiariamo la centrale di Civitavecchia NEMICO DEL CLIMA. Chiediamo che sia spenta al più presto, liberandoci dalle sue emissioni climalteranti e inquinanti, e che al suo posto – anziché immaginare la conversione in centrale a gas – sorga un grande polo delle fonti rinnovabili, costituito da torri eoliche e fotovoltaico”

 

Riconversione della centrale per produrre energia da fonti rinnovabili e abbandono del carbone. È questo l’appello di Legambiente che, a bordo della Goletta Verde davanti alla centrale a carbone “Torrevaldaliga Nord” di Civitavecchia, ha esposto lo striscione “Nemico del clima” per dire basta alle emissioni climalteranti che alimentano la febbre del Pianeta e la crisi climatica.

“Per ridurre le emissioni climalteranti e tener fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi – commenta Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde – è necessario che l’Italia faccia scelte ambiziose per contribuire a contenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto di 1,5°C rispetto all’era preindustriale. Quello di cui abbiamo bisogno è un Piano nazionale energia e clima che renda davvero possibile l’uscita dal carbone a partire dai territori più vulnerabili. È il caso della centrale a carbone di Civitavecchia dove occorre guardare con coraggio e lungimiranza alle nuove soluzioni tecnologiche fatte da mix di fonti rinnovabili e accumulo, come sta avvenendo in altre parti del mondo, per dare risposte concrete non solo alla decarbonizzazione, alla qualità della vita e alla creazione di nuovi posti di lavoro, duraturi e in grado di coinvolgere le generazioni future, ma anche alle esigenze di flessibilità e sicurezza della rete”. 

 

Le fonti rinnovabili, l’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica vanno in questa direzione e rappresentano la via di uscita alla crisi climatica sempre più evidente e concreta, come riporta lo stesso Rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).

Nel Lazio, secondo il registro europeo delle emissioni E-PRTR, degli 11.409.000 di tonnellate di CO2 derivanti dai 9 impianti che producono energia da fonti fossili, 9.750.000 tonnellate provengono dalla Centrale Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia che, nel 2017, ha immesso in atmosfera il 78,5% delle emissioni complessive laziali da produzione energetica, l’11,2% del totale nazionale.

“Oggi dalla Goletta Verde dichiariamo la centrale di Civitavecchia NEMICO DEL CLIMA e chiediamo un impegno definitivo non solo a spegnerla entro il 2025, come già annunciato, ma anche ad accelerare i tempi il più possibile dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – Lo spegnimento della centrale ci libererà dalla gran parte delle emissioni climalteranti e inquinanti nel Lazio, provenienti dalla produzione elettrica. Deve essere priorità assoluta del gestore, della Regione e del Governo nazionale che avrà a disposizione ingenti fondi comunitari per la riqualificazione delle aree come Civitavecchia. Da un lato, bisogna intercettare queste somme per riqualificare la zona, dall’altro pianificare al meglio il suo futuro, e per fare in modo che ciò avvenga chiediamo alla Regione Lazio di portare ad approvazione definitiva il piano energetico che è sempre più indispensabile. La centrale a carbone ha una tecnologia antica, inquinante, climalterante e devastante per chilometri di territorio. Al suo posto sarebbe completamente sbagliata la conversione in centrale a gas che vincolerebbe all’uso di fonti fossili per altri lustri: su quel luogo può sorgere un grande polo delle fonti rinnovabili, costituito da torri eoliche e fotovoltaico a terra nell’area industriale, un polo energetico green che abbia adeguata capacità di accumulo per sostenere la dorsale elettrica nazionale. Questo è ciò che ci auguriamo che avvenga e ed è l’idea di riconversione migliore che si possa oggi auspicare”.

 

 

 

Goletta Verde lascia il porto di Anzio

Goletta Verde lascia il porto di Anzio
“Terremo alta l’attenzione ad Anzio per difendere l’ambiente”

Occhi puntati su Vignarola e Lido dei Pini per evitare cemento e distruzione della duna. No a progetti di nuovi porti

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Goletta Verde presenta i risultati del monitoraggio nel Lazio: cariche batteriche elevate per 12 campionamenti su 24, 10 punti “fortemente inquinati” e 2 “inquinati”

Sono stati 24 i punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde lungo le coste del Lazio e di questi, dieci sono risultati fortemente inquinati mentre due inquinati. Responsabili dell’inquinamento microbiologico, che arriva a mare, i canali e le foci, a causa della cattiva depurazione o della presenza di scarichi illegali.
È questa in sintesi la fotografia scattata lungo le coste campane dai tecnici di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. A parlarne, questa mattina in conferenza stampa, a bordo di Goletta Verde, Anna Tomassetti, presidente del circolo “Le Rondini” di Anzio, Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio e Davide Sabbadin portavoce di Goletta Verde.

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goletta verde risultati

Goletta Verde presenta i risultati del monitoraggio nel Lazio: cariche batteriche elevate per 12 campionamenti su 24, 10 punti “fortemente inquinati” e 2 “inquinati”
Ad Ardea, Nettuno, Tarquinia, Cerveteri e Pomezia le situazioni puntuali peggiori da troppi anni consecutivi con risultati pessimi
Legambiente: “Metà delle analisi mostrano porzioni di mare a rischio per presenza di fogne non depurate. Siamo a disposizione per costruire soluzioni ai problemi che segnaliamo ma molti comuni devono fare di più, obiettivo principale è rendere migliore il mare del Lazio”

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