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Colosseo: assieme a restauro serve pedonalizzazione. Legambiente rilancia piano da avviare in 60/90 giorni

“Assieme al bando per il restauro del Colosseo serve l’avvio della pedonalizzazione” afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. “Bisogna raccogliere in modo serio la disponibilità della importante impresa italiana che ha concesso il finanziamento, non si può pensare di aprire il cantiere del restauro del monumento più importante del mondo, che si sta sbriciolando sotto l’azione dello smog del traffico impazzito, e non prevedere la contestuale eliminazione delle automobili dall’area. Abbiamo pochi mesi prima dell’inizio dei lavori fissato per la fine dell’anno e
mentre si pubblicano i bandi per la scelta delle imprese che dovranno vedere i migliori restauratori in azione, bisogna lavorare al piano di pedonalizzazione. Legambiente sulla base di un attento
monitoraggio del traffico ha presentato una proposta fatta di tre mosse da avviare entro 60 giorni, aspettiamo dal Sindaco e dal Sottosegretario una risposta”.

Il piano, che Legambiente ha inviato diverse settimane fa al Comune e al MIBAC, prevede di pedonalizzare subito i Fori anche il sabato, nelle mattine dei giorni feriali tra piazza Venezia e Largo Corrado Ricci, ampliando la ZTL sino a Santa Maria Maggiore lungo via Cavour; entro 8/12 mesi chiudere l’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci al traffico privato per l’intera settimana; entro 12/24 mesi attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali per dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica.

Una prima analisi dei flussi aveva portato ad una stima sull’equilibrio del nodo di Largo Corrado Ricci che, per quanto riguarda le ore mattutine, mette in evidenza un flusso in ingresso molto elevato fino a 3.400 veicoli/ora. Un flusso che si ripartisce in quota significativa nella tratta più carica da Largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con 1.770 veicoli/ora, e in minor misura verso piazza Venezia, con 1.200 veicoli/ora. Nelle ore del pomeriggio, invece, il nodo è caricato in misura diversa: cresce il flusso di provenienza da piazza Venezia e si riduce quello da via Cavour, fino a 1.890 veicoli/ora. La tratta più carica resta in assoluto quella da Largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con un flusso superiore ai 2.220 veicoli/ora.

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Villino Todini: giustizia fa suo corso, ora demolire abusi

“La giustizia fa il suo corso, Legambiente sin dallo scorso luglio aveva inviato un esposto alla procura e alle istituzioni competenti in merito ai lavori in corso al Villino Todini a ridosso di Villa Ada, ora finalmente arriva il sequestro”, dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.

Legambiente già il 23 luglio aveva sollecitato interventi: nonostante non risultasse da fonti consultabili pubblicamente alcuna concessione da parte del Consiglio comunale per l’allargamento del
giardino del casale, il cantiere aveva “inglobato” in un solo colpo quasi 500 metri quadrati del prezioso verde di Villa Ada. Il Comune di Roma aveva precisato che “la società acquirente ha presentato un’istanza di concessione a titolo oneroso dell’area confinante, attualmente in corso di istruttoria da parte del competente Ufficio di gestione”, mentre la stessa Todini aveva ammesso che i lavori nel cantiere erano stati sospesi “in attesa di completare tutti gli adempimenti amministrativi”. Una storiaccia figlia di una “cartolizzazione” del 2006 realizzata in un’area estremamente delicata, dove la società Pasquino di Aldo Salini – prima dell’aggiudicazione definitiva dell’immobile che poi avrebbe rivenduto all’ex europarlamentare Luisa Todini – aveva pensato bene di chiedere al Campidoglio un “allargamento” della corte del casale alla fine di via del Canneto, ottenendo dagli uffici del Dipartimento alle Politiche del Patrimonio, dopo un serrato carteggio, la disponibilità “a sottoporre al Consiglio comunale l’approvazione per la concessione in uso a titolo oneroso di parte della confinante area identificata al foglio 544 part. 404 parte, catasto terreni, per la durata di anni sei rinnovabili”.

“Ora non solo rimarrebbe assurda qualsiasi ipotesi di scippo di 500 metri quadrati del parco di Villa Ada, e quindi chiediamo al Comune di chiudere l’istruttoria in corso, ma essendo i nuovi
abusi riscontrati del tutto insanabili vanno demoliti immediatamente”, conclude Parlati.

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Legambiente su nuova proroga caccia: dopo il danno, la beffa.

“Dopo il danno anche la beffa, dopo la prima proroga sulla caccia dalla Regione Lazio ne arriva una seconda, mettendo a rischio specie molto più delicate – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Lascia sconcertati la scelta di fare carta straccia dei pareri di autorevoli Istituti come l’ISPRA, che ha chiaramente indicato come termine ultimo di chiusura della caccia il 10  gennaio per tordo e cesena, il 20 gennaio per germano reale, canapiglia, fischione, codone, mestolone, alzavola, moriglione e moretta e il 31 gennaio solo per la marzaiola. Rasenta poi il ridicolo richiamare la riunione del Comitato Tecnico Faunistico Regionale del maggio scorso –quando l’Assessore Birindelli non era nemmeno in carica- per dichiarare che la decisione è stata presa con il
coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. In quell’occasione, il tavolo aveva infatti proprio chiesto di tenere conto del parere vincolante dell’Ispra, che invece nel Decreto regionale non è stato affatto considerato. La decisione dell’Assessore regionale Birindelli cede ai desiderata dei cacciatori, non svolge il suo ruolo politico di rappresentanza degli interessi di tutti i cittadini e rischia di rendere sempre più aspro il confronto tra le parti coinvolte nel Comitato Tecnico Faunistico Regionale”.

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Rapporto Ance/Urcel: per avviare opere pubbliche Regione Lazio utilizzi 200 milioni di euro fondi strutturali su trasporti piuttosto che tagliarli

“Il crollo di investimenti in opere pubbliche nel Lazio è molto preoccupante, la Regione deve investire scegliendo la priorità delle infrastrutture per il trasporto pubblico, utilizzando i 200 milioni di Euro dei fondi strutturali piuttosto che tagliarli– ha dichiarato il Presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati– Preoccupa la flessione pari all’11% nella quota di investimenti per opere pubbliche nella Regione Lazio emersa dal rapporto curato dalla società Cresme per conto dell’Ance/ Urcel/ Unione Costruttori Edili del Lazio nel quale, in relazione all’anno 2010. Nello stesso rapporto – prosegue Parlati – si mette anche in luce il decisivo ruolo delle Regioni in materia di opere pubbliche, in quanto stazioni appaltanti. Davanti a questi dati drammatici, cosa fa la Regione Lazio? Prende atto dei dati presentati questa mattina, al fine di avviare una nuova stagione di investimenti pubblici, a partire dalla “questione delle questioni” nella nostra Regione, ossia lo stato del Trasporto Pubblico Locale? Non ci sembra. prosegue Parlati – visto che in sede di Comitato di sorveglianza della Regione Lazio POR FESR 2007/2013, è stato sciaguratamente proposto il definanziamento dell’Asse 3 del POR/FESR, dedicato al potenziamento del trasporto pubblico del Lazio. Nella precedente programmazione – continua Parlati– i fondi destinati al trasporto pubblico locale erano pari a 241 milioni di Euro, ora rimodulati alla misera somma di 41,6 milioni di Euro. Più in generale – dichiara Parlati – il piano per “il miglioramento della qualità e dell’efficienza del trasporto pubblico locale, potenziamento della rete infrastrutturale e dei nodi di scambio, approvato nel 2008 dalla regione Lazio, prevedeva uno stanziamento in 7 anni di 590 milioni di Euro complessivi, 241 milioni dei quali di fondi FESR, 279 milioni di fondi FAS e 70 milioni attinti dai fondi Regionali. Con la nuova proposta – ha dichiarato Parlati – non solo i 279 milioni dei fondi FAS vengono destinati al piano di rientro sanitario, ma anche i 200 milioni del fondo FESR vengono dirottati altrove, lasciando così, come detto, sull’Asse 3 la misera di 41,6 milioni di Euro. Una scelta da rivedere: i pendolari, i lavoravo e le stesse imprese non perdere nemmeno un centesimo di quei soldi”.

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Differenziata Provincia di Roma: risultati molto importanti, è questa la strada da percorrere

“I risultati presentati questa mattina dalla Provincia di Roma sulla raccolta differenziata Porta a Porta contengono numeri da considerarsi assolutamente positivi e importanti. Basta credere nella
differenziata, credere nella riduzione del volume dei rifiuti e investire in questa direzione, per raggiungere obiettivi importanti dal punto di vista ambientale e dal punto di vista della creazione di  un moderno sistema di raccolta differenziata dei rifiuti – ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio– 56 nuovi progetti su altrettanti Comuni, oltre 24 milioni di Euro di
investimenti, 350 mila residenti già serviti dal servizio Porta a Porta, con l’obiettivo di arrivare ad un milione di cittadini nel 2012 confermano che la raccolta differenziata non rappresenta affatto una “nicchia” – prosegue Avenali – da potersi effettuare solo nei piccoli centri: la Provincia di Roma deve andare avanti su questa strada e la Regione deve investire su riduzione, riuso e differenziata e i tifosi delle discariche, i tifosi degli inceneritori, i tifosi dei gassificatori sostitutivi della differenziata hanno di che pensare davanti a questi numeri”.

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Smog a Roma, nei primi quindici giorni del 2011 ben dieci superamenti per le polveri sottili a Preneste e Francia

Dieci superamenti dei limiti di legge in quindici giorni. Alle polveri sottili basta un po’ di sole per far iniziare molto male il 2011 ai polmoni dei romani. Dall’inizio dell’anno le micidiali particelle sono, infatti, risultate fuorilegge per due giorni su tre (62,5%) nelle centraline della rete ARPA a Corso Francia e Largo Preneste, un giorno su due (50%) con otto superamenti a Cinecittà e con sette superamenti (43,75%) a Bufalotta, Fermi e Magna Grecia.

“A Roma bastano un po’ di belle giornate per far riemergere l’evidenza dell’allarme smog, frenato solo dalle piogge piuttosto che da politiche comunali per la limitazione del traffico privato impazzito –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- La ricetta la conoscono tutti ed è quella di fermare le automobili che invadono ovunque la città, dove è ormai impossibile muoversi e respirare, ma nella Capitale governata da Alemanno è semplicemente sparito il pacchetto antismog, niente targhe alterne o domeniche ecologiche, niente di niente, lasciando scorrazzare ovunque i pullman turistici, sfasciando le funzioni delle strisce blu, togliendo ore alla ZTL notturna. La vera sfida a Roma si gioca sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini ma il Sindaco sembra proprio infischiarsene”.

“Contro lo smog e il traffico servono azioni concrete piuttosto che le chiacchiere del Comune, bisogna agire nel senso di una limitazione dei mezzi privati a vantaggio del trasporto pubblico –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- Oggi nella Capitale camion merci e pullman turistici scorrazzano liberi, delle nuove tramvie e dell’8 a Termini s’è persa traccia,  tante belle parole si dicono sulle isole pedonali ma non se n’è visto un metro quadro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing non decolla. Una situazione disastrosa che difficilmente i neo Assessori all’Ambiente e alla Mobilità potranno risolvere se questa non diventerà una priorità strategica del Sindaco e dell’intera Giunta”.

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