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Quadro inquietante su contaminazione Malagrotta: disattesi per anni gli interventi di messa in sicurezza

EMERGENZA INQUINAMENTO FALDE IDRICHE VA AFFRONTATA E RISOLTA SUBITO MA SENZA ACCELERAZIONI STRUMENTALI SU SCELTA NUOVO SITO DI DISCARICA

“Emerge un quadro inquietante sull’inquinamento delle falde a Malagrotta, con interventi di messa in sicurezza previsti dalle istituzioni che il gestore della discarica avrebbe disatteso per molti anni, con danni ai romani tutti da verificare, interventi che ora speriamo sia costretto a fare a sue spese, dopo la necessaria ordinanza del Comune di Roma”. Lo afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. “Nelle prossime settimane, mentre la Magistratura farà il suo lavoro, vigileremo assieme ai comitati e nell’ambito del nuovo tavolo di confronto istituito. Questa emergenza va affrontata e risolta subito – prosegue Parlati – con la messa in sicurezza del sito e verificando anche se sia compatibile continuare a conferire rifiuti, ma con chiarezza: non saremo disponibili a nessuna accelerazione strumentale sulla scelta del nuovo sito di discarica, che riteniamo dovrà essere pubblica e nel territorio della Capitale, vagliando scientificamente i luoghi secondo i criteri di legge”.

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Allarmante inquinamento falde a Malagrotta

I RISULTATI DEL MONITORAGGIO SVOLTO DA ARPALAZIO: PEGGIORA LA CONTAMINAZIONE DELLE ACQUE SOTTERRANEE LIVELLI DI FERRO, MANGANESE, NICHEL  FUORILEGGE METTERE SUBITO IN SICUREZZA LA MEGA DISCARICA 

“È allarmante il quadro che emerge dalla relazione di Arpa Lazio con i risultati del monitoraggio delle acque sotterranee della discarica di Malagrotta svolto nel periodo febbraio-maggio 2010: i nuovi campionamenti, infatti, evidenziano un peggioramento del già preoccupante stato di contaminazione del sito, sia per quel che riguarda i composti inorganici che per alcuni composti organici -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commentando i dati pubblicati nella cronaca di Roma del Corriere della Sera online-. Siamo in piena emergenza inquinamento, va verificato se sia compatibile continuare a gettare rifiuti in quell’area e vanno attuate immediatamente le necessarie misure di messa in sicurezza che la stessa Arpa sollecita, per interrompere subito la diffusione della contaminazione delle falde idriche e procedere alla bonifica per disinnescare quella che viene descritta come una bomba ambientale alle porte di Roma”.
I risultati dei livelli di contaminazione delle acque sotterranee rilevati in 22 dei 39 piezometri installati sia all’interno che al di fuori del bacino di drenaggio sono inquietanti. Spiccano, in  particolare, gli “sforamenti” dei valori-limite previsti dalla legge per: ferro (con un record di 15.290 microgrammi/litro e altri quattro valori risultati sopra i 10.000 contro un limite di 200), manganese (con valori sino a 4.650 microgrammi/litro contro i 50 consentiti) e nichel (fino a 820 microgrammi/litro contro il limite di 20). Forte anche la presenza di arsenico e benzene: in alcuni prelievi l’arsenico ha fatto registrare valori quasi 200 volte superiori al limite (2.050 microgrammi/litro contro i 10 consentiti) e il benzene un picco di 12 volte superiore al valore di legge che è fissato a 1 microgrammo/litro.

Arpa Lazio segnala anche che “nella maggior parte dei piezometri” è stato rilevata la presenza anche della sostanza N-butylbenzensolfonamide, non inserita nella tabella dei composti da tenere sotto controllo ma che risulta comunque tossica.

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No alla Formula Uno a Roma, con o senza cubature

LA CITTÀ È FATTA PER I CITTADINI, NON PER I BOLIDI DELLA FORMULA UNO

“Non ci siamo, non ci siamo proprio. La Conferenza dei servizi sul progetto del Gran Premio di Formula Uno ha escluso l’area delle Tre Fontane quale area adibita ad ospitare le cubature necessarie a finanziare lo svolgimento della gara della Formula Uno nel quartiere dell’Eur, ma ha contemporaneamente deciso di far ‘atterrare’ quelle stesse cubature in altre aree – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Quel che si continua a non capire sono almeno tre cose: 1) Perché si continua a non capire che un evento come le Formula Uno è incompatibile – anche a saldo zero – con un organismo urbano delicato quale è una città? 2) Perché occorrerebbe, dal punto di vista dell’interesse pubblico, aumentare il già notevole dimensionamento del Prg per finanziare l’evento? 3) Perché si continua ad accettare la logica dello scambio – Formula Uno da scambiare con cubature a finanziamento? Coloro che oggi cantano vittoria, hanno poco da cantare: le loro voci sono infatti coperte dal rombo dei sciagurati bolidi che vorrebbero ospitare nella città più bella del mondo, che, in quanto tale, non ha bisogno di questa cultura provinciale per continuare ad essere tale”.

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Stralciare dal nuovo Piano Casa della Regione i brutti articoli su parchi, aree agricole e capannoni

ELIMINARE “FALLE” CHE APRONO A INACCETTABILE CEMENTIFICAZIONE

LE RICHIESTE DI LEGAMBIENTE NELL’AUDIZIONE DI OGGI IN COMMISSIONE URBANISTICA ALLA REGIONE LAZIO

Dalla proposta di nuovo Piano Casa approvata dalla Giunta regionale vanno assolutamente eliminate tutte le pericolose e inaccettabili “falle” che sono state aggiunte e che aprono di fatto la strada all’assalto del cemento nei parchi e nelle aree agricole, favorendo inoltre con i cambi di destinazione a residenziale un nefasto processo di deindustrializzazione a scapito dei capannoni delle piccole e medie imprese. Occorre poi stralciare anche gli articoli che mettono a rischio i centri storici e gli edifici vincolati, rivedendo infine le strambe ‘maglie larghe’ che sono state  previste per la gestione amministrativa dei condoni edilizi. È quanto ha chiesto Legambiente Lazio durante l’audizione di questa mattina in Commissione Urbanistica alla Pisana.

“Nel Lazio il diritto all’abitare, la riqualificazione delle periferie, la necessità di spazi per le piccole imprese sono temi importanti che vanno affrontati mettendo mano in modo serio e organico alla
legge urbanistica regionale e non sostituendola di fatto con ‘normette’ che avrebbero dovuto essere a tempo con la scusa di sostenere l’edilizia in un momento di crisi, ma che invece si allargano mano a mano, vista la scadenza per la presentazione delle domande di questa proposta di Piano Casa fissata addirittura al dicembre 2013 -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- Al Lazio non serve la svendita di migliaia di ettari di aree protette e agricole quanto la loro tutela, non serve il raddoppio delle cubature delle palazzine quanto la riqualificazione dei tessuti urbani degradati, non servono altri regali agli abusivi quanto la salvaguardia di chi opera correttamente. Se gli accordi di programma, che l’assessore Ciocchetti conosce bene, hanno fatto molti danni il guazzabuglio di questo Piano Casa rischia di farne molti altri. Basta con la deregulation e lo sfascio del territorio e del paesaggio, bisogna rispondere alle vere domande dei cittadini, riscoprendo l’interesse pubblico dell’urbanistica, non distribuendo a pioggia inutili cubature”.

Legambiente Lazio -che di recente ha presentato un dettagliato Dossier con cartografia allegata, disponibile sul sito www.legambientelazio.it- contesta in particolare gli articoli che estendono la platea di interventi edificatori del Piano Casa alle aree agricole e a quelle naturali protette prefigurando un vero e proprio “colpo di grazia” per i parchi del Lazio. Grave anche il “tana libera tutti” generalizzato che scatterebbe in riferimento alle concessioni edilizie in sanatoria, con l’alibi del silenzio-assenso e in mancanza di un doveroso e preventivo approfondimento sullo “stato dell’arte” dei condoni.

Legambiente sottolinea altri aspetti del nuovo Piano Casa che denotano come esso sia stato ideato con un gravissimo difetto di base, ovvero quello di ridurre l’urbanistica a materia puramente edilizia. Basta pensare alle previsioni sulla Città storica dove, in riferimento a Roma, la tutela dei tessuti e degli edifici viene incredibilmente limitata al solo perimetro urbano interno alle Mura Aureliane. O, ancora, basta citare lo sblocco alle sopraelevazioni degli edifici, che non erano permesse dal precedente testo, con innalzamenti che avrebbero sicuramente ripercussioni sulla skyline della città.

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Festa dell’albero 2010 Il 19 – 20 e 21 Novembre coltiviamo la biodiversità

Anche quest’anno Legambiente propone la tradizionale Festa dell’Albero che da sedici anni riunisce scuole, amministrazioni locali e cittadini per la piantumazione di alberi lungo tutta la penisola: nelle giornate del 19, 20 e 21 novembre i luoghi nei quali viviamo saranno resi più verdi, belli e respirabili dalla presenza di nuove piante. Un’azione concreta di lotta ai cambiamenti climatici e prevenzione del dissesto idrogeologico, ma anche un’occasione per focalizzare l’attenzione sull’importanza che il verde riveste nel mantenimento degli equilibri ambientali del pianeta.

L’edizione del 2010, anno internazionale della biodiversità, affiancherà ai classici contenuti del rispetto del verde e della lotta all’inquinamento, l’impegno per la conservazione dell’habitat e dell’ecosistema: per contribuire alla preservazione della specificità ambientale, Legambiente metterà a dimora varietà di piante autoctone, preferite alle altre in ogni territorio.

La biodiversità sarà anche al centro delle divertenti attività rivolte ai bambini organizzate insieme a Susanna Tamaro: in collaborazione con la casa editrice Giunti, Legambiente porterà nelle scuole l’animazione del libro “Il cerchio magico” che racconta il rischio della perdita degli alberi e dell’estinzione di flora e fauna. Dopo il successo dello scorso anno, viene inoltre riproposto il concorso letterario per elementari e medie patrocinato dalla scrittrice: parte il 19 novembre “Biodiversi”, dedicato ai ragazzi che vogliono dare spazio alla loro fantasia raccontando in rima l’importanza della diversità ambientale. Sarà Acciaroli (frazione di Pollica) il luogo dal quale prenderà il via l’iniziativa, con l’inaugurazione del Bosco della legalità che Legambiente e Feltrinelli realizzeranno nel Parco del Cilento per ricordare il sindaco Angelo Vassallo e dare seguito al suo progetto per l’ambiente.

A seguire le numerose iniziative che da nord a sud riqualificheranno le aree abbandonate o prive di verde con idee originali e significative: a Solofra i bambini sistemeranno piante in un’area giochi abbandonata, a Marzaglia, in provincia di Modena, saranno messe a dimora piante di “protesta” sul tracciato della futura autostrada Campogliano – Sassuolo; a Modena i volontari piantumeranno 50 alberi in un’area sulla quale alcune associazioni hanno avviato un progetto di “contrasto culturale” all’illegalità; il circolo lombardo di Usmate Velate, in collaborazione con il Comune, pianterà un albero per ogni bambino nato, i cittadini di Chianciano Terme sostituiranno con nuove piante gli alberi abbattuti per realizzare gli scavi archeologici, mentre a Tolentino verranno messe a dimora 80 specie arbustive tipiche della flora marchigiana per ricreare il micro-sistema della siepe presso il cortile dell’istituto “Lucarelli”.

Tutti gli appuntamenti della Festa dell’albero sono sul sito di Legambiente Inoltre, per il terzo anno consecutivo Legambiente e ANVE – Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori – rinnovano il reciproco impegno nella riduzione dell’effetto serra. Verranno piantati 1.000.000 alberi di diverse specie su tutto il territorio nazionale. L’operazione “1.000.0000 di alberi per il clima” tende a
richiamare l’attenzione sull’importanza che la riduzione di CO2, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni autoctone e la tutela della biodiversità, hanno nella lotta ai cambiamenti climatici. La festa dell’albero è organizzata in collaborazione con ANVE e con il patrocinio del Corpo Forestale dello Stato

Partner

FISKARS, TIMBERLAND, TOROASSICURAZIONI

Partner TecnicI

DIMEGLIO, INTERFLORA, SIDIS, SUPERMEDIA

Media Partner

La Nuova ecologia e Radio Kiss Kiss

 

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Al via la Staffetta antinucleare del Lazio

Dai Fori Imperiali, in occasione di “100 piazze per il clima” nel ventitreesimo anniversario della vittoria referendaria

Raccolta straordinaria di firme per la legge di iniziativa popolare per lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili Presentata questa mattina in via dei Fori Imperiali, in occasione della mobilitazione nazionale “Cento piazze per il clima” e sullo sfondo di una simulazione di uno scenario post-atmico, la Staffetta antinucleare del Lazio. A 23 anni dalla vittoria referendaria, un grande stendardo “No Nuke” nelle prossime settimane percorrerà a tappe l’intero territorio della regione: a passarselo di mano in mano come testimone saranno associazioni, comitati e amministrazioni locali. Si potrà seguire il viaggio in diretta sul sito www.legambientelazio.it Per ospitare una tappa si può scrivere a posta@legambientelazio.it

Le prime due tappe saranno: dall’8 al 14 novembre 2010 all’Ecosmorzo (via Emanuele Filiberto 110, a Roma) e, dal 15 al 21 novembre 2010, al Punto Superfresco di Petrini Francesca (via Casalbertone 163/a-b, sempre a Roma). “La Staffetta – ha spiegato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – nasce dalla necessità di far ripartire dal basso, paese per paese e persona per persona, una iniziativa di informazione e messa in guardia sui rischi del ritorno al nucleare voluto dal Governo Berlusconi, che vede la nostra regione esposta in prima fila con l’ipotizzata ‘riesumazione’ dei siti dismessi di Montalto di Castro e Borgo Sabotino. Per questo il passaggio dello stendardo sarà affiancato da assemblee, incontri e blitz”.

“Ad oltre vent’anni dal terribile incidente di Chernobyl – ha sottolineato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – va rinfrescata la memoria di quei giorni in cui a migliaia di chilometri di distanza non si poteva mangiare insalata né bere latte. Occorre diffondere la coscienza che il nucleare di oggi ha gli stessi identici problemi di allora: è sporco, costoso e pericoloso.

L’unica vera ricetta per il futuro dell’energia e del clima è quella del risparmio, dell’efficienza e delle rinnovabili”. Per questo durante l’iniziativa ai Fori Imperiali, che ha visto anche momenti di animazione e laboratori didattici per i bambini sulle energie pulite, è stata rilanciata la raccolta di firme per il progetto di legge d’iniziativa popolare “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”. In poche ore sono state raccolte diverse centinaia di firme. Prima di Natale verranno radunate a livello nazionale e consegnate al Parlamento. Si potrà continuare a firmare anche nelle prossime settimane: recandosi alla sede romana di Legambiente Lazio (viale Regina Margherita, 157), dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18; durante le tappe del passaggio della Staffetta antinucleare; oppure presso tutti i circoli Legambiente (elenco su www.legambientelazio.it/circoli.html). Durante il fine settimana, oltre a quella ai Fori Imperiali, altre iniziative di mobilitazione contro il nucleare e per le energie sicure e pulite si sono svolte in tutte le province del Lazio: nel quartiere romano di San Lorenzo, alla libreria Rinascita di largo Agosta, a Vetralla e Farnese (Vt), Latina, Sgurgola (Fr) e Rieti.

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