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Ciao caro Luigi

Luigi di Biasio ci ha improvvisamente lasciato, si è sentito male e se ne è andato a soli 62 anni.

Storico e battagliero presidente del nostro circolo Legambiente di Fondi, ha portato nell’associazione regionale e nazionale vertenze importanti come quella che pochi anni fa ha visto Legambiente protagonista nell’abbattimento dei ventidue scheletri dell’ecomostro dell’Isola dei Ciurli, splendida area oggi inserita nel Parco regionale dei Monti Ausoni e del lago di Fondi. L’ansia di legalità e la lotta contro l’abusivismo, la tutela della bellezza dei paesaggi da lottizzazioni e cemento, il contrasto ai poteri e alle mafie, anche grazie a Luigi sono patrimonio di tutti noi. Profondamente addolorati, ci uniamo agli amici e alla famiglia. Ciao caro Luigi, ci mancheranno il tuo affetto e appoggio e la tua passione.

Gli amici di Legambiente

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Su Malagrotta fortemente preoccupati: serve trasparenza non commissariamento

“Siamo fortemente preoccupati, è assurdo che il Sindaco Alemanno affermi l’inesistenza di aree idonee per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti in un territorio di 129mila ettari come quello di Roma, serve un percorso trasparente a partire dallo studio citato, che deve essere subito reso pubblico e verificato fino in fondo -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- Anche il metodo è molto brutto, dopo anni di discussione, non si può liquidare tutto con una notina di poche righe inviata a capodanno, quando l’attenzione dei cittadini e delle parti sociali è più bassa. In  al senso è da respingere anche qualsiasi ipotesi di commissariamento, le procedure consentono tutte le scelte necessarie, abbiamo già visto sia nel Lazio che in Campania e ovunque ci sia stato, quali frutti avvelenati produce togliere potere a enti e istituzioni locali. Questo è il metodo che rischia di portarci dritti a scegliere in fase di emergenza luoghi assurdi come Monti dell’Ortaccio o Testa di Cane, ancora una volta affianco a Malagrotta”.

È molto allarmato il commento di Legambiente Lazio, peraltro in un contesto nel quale la discarica di Malagrotta si sta davvero esaurendo: al 30/06/2010 la volumetria residua risultava essere di
1.750.000 metri cubi, con una autorizzazione all’uso fino al 4 gennaio 2011, data dopo la quale saranno necessari ulteriori atti amministrativi. Nella Capitale si producono ben 1.765.958 tonnellate di rifiuti solidi urbani (Rapporto ISPRA, dati 2008), oltre la metà di quella laziale (52,8%), con un quantitativo pro-capite di ben 649 chilogrammi per abitante all’anno; la raccolta differenziata era ferma nel 2008 al 17,4% (nel 2009 al 21% circa secondo dati AMA), contro il 40,7% di Torino e il 32,7% di Milano e molto lontana dagli obiettivi fissati per legge nel 2006 del 45% entro il 31 dicembre 2008. “Tra pochi giorni scadrà l’autorizzazione di Malagrotta e sembra scontata una ulteriore proroga senza nessuna chiarezza su quanto si dovrà fare dei rifiuti della Capitale, il quadro è fosco e drammatico -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- A Roma la maggior della spazzatura continua a finire in discarica e la scelta della nuova discarica non si inserisce in nessun contesto pianificatorio coerente: quali sono gli obiettivi di riduzione, riuso e raccolta differenziata nella Capitale? Come pensa l’amministrazione di recuperare il tempo perso per raggiungere entro la fine del 2011 la percentuale minima del 60% di differenziata, fissata dal D.lgs. 152/2006? Quando sarà data la possibilità al Consiglio comunale di valutare e approvare il contratto di servizio con l’Ama, che fissa obiettivi, tempi e modalità per spendere i 630 milioni di Euro che i cittadini versano con la tariffa? Perché non si estende il modello porta a porta che funziona bene e si inventano bizzarri sistemi misti che rendono incomprensibile la raccolta? Queste sono le domande ineludibili per capire almeno di cosa si stia parlando, non servono grandi impianti né grandi nuovi inceneritori, ma progetti e interventi quartiere per quartiere, coinvolgendo i cittadini”.

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Pedonalizzazioni a Roma: parole, parole, parole

BASTA CON LE CHIACCHIERE E LE PRESENTAZIONI, LA PEDONALIZZAZIONE DEL COLOSSEO E DEL TRIDENTE PUÒ ESSERE AVVIATA SUBITO. ALLA CITTÀ SERVONO CONCRETEZZA, RIGORE E SERIETÀ PER CENTRARE SUBITO OBIETTIVI IMPORTANTI CHE IL SINDACO ALEMANNO NON PUÒ CONTINUARE A RINVIARE

30 dicembre 1980 – 30 dicembre 2010 – Dossier di Legambiente Lazio a trent’anni dalla prima pedonalizzazione al Colosseo

Non solo Via dei Fori Imperiali e il Colosseo soccombono alle automobili. Piazza delle Cinque Scole al Ghetto, piazza in Piscinula e piazza De Renzi a Trastevere, oppure piazza Cairoli, piazza S. Paolo alla Regola, piazza Trinità dei Pellegrini, piazza Monte di Pietà in zona Campo de’ Fiori. Sono tutte strapiene di automobili. Per non guardare a Via dei Cerchi o all’Appia Antica o a piazze e strade nei quartieri meno centrali e della periferia. Di pedonalizzazioni a Roma si parla tanto, ma si fa proprio poco. E il Sindaco Alemanno, ha superato la metà del mandato senza sottrarsi alle chiacchiere. Era il 30 dicembre 1980 quando, a due anni dall’avvertimento del Sindaco Argan («O i monumenti o le automobili»), il Colosseo svelò la prima pedonalizzazione italiana, tra il monumento e l’Arco di Costantino, seguita l’anno dopo da Piazza Navona e Piazza di Spagna. Trent’anni dopo Legambiente festeggia a modo suo, con un ricco dossier fotografico, la parziale quanto fondamentale liberazione dalle auto dello spazio, evidenziando tutti gli interventi promessi, approvati… e mai realizzati sulle pedonalizzazioni nella Capitale. Oggi nella Capitale sono pedonali 396.195 metri quadri tra strade e piazze, e possono sembrare tanti ma in realtà sono solo lo 0,03% della superficie comunale. Roma con 14 metri quadri per abitante di aree pedonalizzate si piazza al 62° posto in Italia, nella parte bassa della classifica nazionale che vede una media nelle diverse realtà urbane di 34 metri quadrati di zone interdette al traffico motorizzato ogni 100 abitanti. Eppure tutte le pedonalizzazioni realizzate dalle giunte Rutelli e Veltroni hanno rivelato luoghi magnifici della città, facendoli riscoprire ai romani e ai turisti. Tra i migliori esempi piazza del Popolo, piazza Capranica dietro al Pantheon e la meraviglia del Portico d’Ottavia al Ghetto, piuttosto che piazza dell’Orologio dietro corso Vittorio o piazza di Santa Cecilia e la nuova sistemazione di piazza San Cosimato (per la parte centrale) a Trastevere. Ma resta decisamente molto da fare.

“Le più belle piazze del centro storico di Roma sono disgustosamente assediate dalle automobili, il Colosseo si sta sbriciolando per le polveri sottili del traffico, il Tridente pedonale è rinviato al 2013, nelle aree semi-centrali e periferiche non ci sono interventi di moderazione del traffico, mentre dei grandi sogni di collegamento pedonale lungo la Via Appia Antica non c’è più traccia
-afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dal 1980 è passato molto tempo, ma Roma è cambiata troppo poco sul fronte degli spazi pedonali, le scelte promesse e approvate nel  Piano Generale del Traffico del 1999 sono rimaste spesso sulla carta, dall’insediamento della Giunta Alemanno, molto prodiga nel parlare di ipotesi e progetti, di interventi di pedonalizzazione non se ne sono più visti. L’isola pedonale che circonda il Colosseo è rimasta un’incompiuta, nonostante la Domenica sia una meravigliosa passeggiata a piedi proprio grazie all’insistenza di Legambiente. I pullman turistici scorrazzano tranquilli grazie ad un nuovo e più permissivo regolamento, la ZTL notturna ha perso due ore restituendo al caos il centro mentre quella diurna non si è né allargata di spazio né allungata di periodo come era invece previsto e la sosta tariffata scontata ha riaperto le maglie alle automobili anche nelle aree più pregiate della città. Mentre del pomposo Piano Strategico della Mobilità non c’è più traccia, il progetto per il Tridente è di là da venire, con una pedonalizzazione parziale spostata al 2013 e legata a nuovi assurdi parcheggi soprattutto a rotazione, e per l’area archeologica centrale il ragionamento è appena avviato. Alla città servono concretezza, rigore e serietà per centrare subito obiettivi così importanti che il Sindaco Alemanno non può continuare a rinviare”.

La fotografia scattata dai volontari di Legambiente è chiara: dei due splendidi itinerari pedonali previsti a Trastevere e tra il Portico d’Ottavia e Campo de’ Fiori non c’è traccia, percorrerli è un vero   proprio slalom tra le automobili parcheggiate ovunque. Le piazza sono parcheggi: piazza in Piscinula straborda di automobili con tanto di doppia fila e parcheggiatore abusivo. La mitica via della Lungaretta è anch’essa affogata tra macchine e scooter come anche piazza del Drago, mentre piazza piazza Giuditta Tavani Arquati, l’ingresso al cuore di Trastevere è oppresso da decine e decine di inutili automobili parcheggiate. A piazza De’ Renzi le bellissime magnolie sono accerchiate dalla ferraglia delle vetture private. Tre vasi ricolmi di rifiuti contendono alle auto un minuscolo pezzo  di piazza S. Giovanni Malva. La stessa Piazza di S. Cecilia, l’unica pedonalizzata, è comunque assediata dalle macchine e dal carico e scarico delle merci. Anche dall’altra parte del Tevere, la  ituazione è sempre la stessa: la pedonalizzazione di piazza Costaguti, piazza Cairoli, V. S. Maria in Ponticelli, piazza S. Paolo alla Regola, piazza Trinità dei Pellegrini, piazza Monte di Pietà non è mai stata avviata e anche qui le macchine occupano completamente lo spazio delle piazze. L’unico intervento effettuato in questa ultima zona ha riguardato la riqualificazione dell’area di Via del Portico d’Ottavia, lasciando ancora in balia delle macchine una parte significativa della bellissima Piazza delle Cinque Scole, al Ghetto, nel cuore antico della città. Mentre la pedonalizzazione parziale del Tridente è rinviata al 2013, a piazza del Parlamento continua il parcheggio selvaggio e di controlli non ce ne sono. Lo stesso destino di mancata pedonalizzazione è toccato a Via dei Cerchi, mentre nessuno dell’Amministrazione si ricorda più del previsto ampliamento di perimetro e di orario della ZTL, per non parlare di aree pedonalizzate e zone a traffico limitato anche nella
periferia.

“A trent’anni dalla prima pedonalizzazione dell’area dell’Arco di Costantino, il Colosseo rimane uno spartitraffico, pur con le auto un po’ più lontane, e la magnifica Via dei Fori Imperiali una sorta  di autostrada urbana con punte fino a 3.400 veicoli all’ora -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Via dei Fori Imperiali doveva essere liberata dalle auto private già dal primo luglio 2001, invece ancora oggi, la chiusura al traffico è limitata alla domenica e l’Amministrazione sta ancora decidendo cosa fare. Nel frattempo il Colosseo si sbriciola a causa dell’aggressione delle polveri prodotte dal traffico e il restauro diventa sempre più urgente, cacciando via allo stesso tempo l’inquinamento dal monumento. Anche il piano per la pedonalizzazione del Tridente in sostanza dipende da ben sette parcheggi, tutti interni alle Mura Aureliane, con oltre 2.600 nuovi posti auto, più posti per pullman e per motorini, non riservati ai residenti o agli operatori commerciali e ai loro dipendenti, ma regalati in ampia misura alla sosta a rotazione, con l’idea errata che debba essere possibile arrivare dalla periferia o da chissà dove con la propria auto per fare shopping o altro, nel pieno centro storico di Roma. Una scelta diametralmente opposta a quella di tutte le altre città europee che puntano tutte a edifici e quartieri completamente pedonali, serviti da mezzi pubblici e mobilità alternativa in bici. Basta con le chiacchiere e le presentazioni che il Sindaco Alemanno sta facendo da troppo tempo, dietro alle quali nascondersi per rimanere immobili, spostare più in avanti gli obiettivi e non fare scelte. Non si può perdere altro tempo, la pedonalizzazione del Colosseo può essere avviata realisticamente in 60 giorni, secondo quanto proposto da Legambiente, e si può chiudere subito al traffico anche l’area principale del Tridente senza aspettare futuribili parcheggi”.

Legambiente Lazio, a seguito di una attenta analisi, ha recentemente presentato un piano in tre mosse per pedonalizzare il Colosseo. Per liberare il Colosseo dalle auto, prevede tappe precise da avviare in 60/90 giorni e concludere in 12/24 mesi, pensate sulla base di un attento monitoraggio dei flussi di traffico nell’area. Il piano, che Legambiente ha inviato al Comune e al MIBAC, prevede di pedonalizzare subito i Fori anche il sabato, nelle mattine dei giorni feriali tra piazza Venezia a largo Corrado Ricci, ampliando la ZTL sino a Santa Maria Maggiore lungo via Cavour; entro 8/12 mesi chiudere l’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci al traffico privato per l’intera settimana; entro 12/24 mesi attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali per dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica. Un piano concreto e praticabile, da attuare subito.

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La Regione non tolga i fondi europei destinati al potenziamento del trasporto pubblico nel Lazio

APPELLO CONTRO IL DEFINANZIAMENTO DELL’ASSE 3 DEL POR FESR 2007/2010 CON GLI INVESTIMENTI DEDICATI ALLE INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITÀ

“Le scriviamo in vista dell’incontro del comitato di sorveglianza POR FESR 2007/2013 che si terrà nelle prossime ore, per chiedere con forza di rivedere la scelta di definanziare l’asse 3 del POR FESR, dedicato al potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico, per i prossimi anni”. Inizia così la lettera inviata dal presidente e dalla direttrice di Legambiente Lazio, Lorenzo  Parlati e Cristiana Avenali, al Comitato Sorveglianza POR Regione Lazio, alla presidente Renata Polverini, agli assessori al Bilancio e ai Trasporti, Stefano Cetica e Francesco Lollobrigida.

“La proposta di riprogrammazione presentata pochi giorni fa al tavolo di partenariato socio economico regionale –scrivono Parlati e Avenali- vede in sostanza la completa cancellazione dei soldi previsti nella vecchia programmazione, che per la parte FESR passerebbero da 241 a 41,6 milioni. Complessivamente il piano per il ‘miglioramento della qualità e dell’efficienza del TPL, potenziamento della rete infrastrutturale e dei nodi di scambio’ approvato nel 2008 dalla Regione Lazio prevedeva uno stanziamento nel settennio di 590 milioni dei quali 241 milioni di fondi FESR, 279 milioni di fondi FAS e 70 milioni di fondi regionali. Con la nuova proposta, non solo i 279 milioni di fondi FAS vengono tutti destinati al piano di rientro sanitario, ma anche i 200 milioni di fondi FESR sarebbero spostati su altri assi e attività, lasciando sull’asse 3 solo 41,6 milioni, in sostanza per iniziative già avviate (tra le quali il sistema di bigliettazione elettronica e il
piano di infomobilità) e senza avere alcuna certezza su eventuali fondi regionali sostitutivi”. “Tra gli investimenti previsti nel piano –sottolineano il presidente e la direttrice di Legambiente Lazio- ve ne sono di fondamentali per la mobilità del Lazio che non possono essere messi in discussione, a nostro avviso, tra i quali: il raddoppio della ferrovia Campoleone-Aprilia per oltre 30 milioni, l’acquisto di nuovi treni per 35 milioni e di nuovi bus per 49 milioni, il piano di sicurezza per le stazioni per 55 milioni, un programma per i nodi di scambio per 33,6 milioni. La spesa che fagocitava molti dei soldi era il parziale raddoppio della Roma-Viterbo per ben 326 milioni, che Legambiente sin dalla prima presentazione del piano aveva proposto di ridiscutere, prevedendo un project financing che sulla base di più limitati investimenti pubblici attivasse fondi privati arrivando quindi allo stesso necessario risultato, liberando però risorse per le altre linee ferroviarie pendolari, in particolare sul nodo di Roma, per avere ricadute positive in tutta la Regione”.

Negli ultimi dieci anni i numeri del trasporto ferroviario sono cresciuti moltissimo, i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187 mila a oltre 350 mila, ai quali si aggiungono i 200 mila delle ferrovie concesse. Numeri destinati a crescere ancora, secondo le stime di Legambiente, fino a 472mila passeggeri trasportati ogni giorno nel vicino 2015 sulle sole ferrovie regionali (con un incremento del 35%), che richiederanno almeno 40 nuovi treni, oltre a consistenti interventi di manutenzione sui 115 che circolano oggi ogni giorno e un assetto nuovo del nodo di Roma, con il quadrupicamento di alcune strozzature come quella di Campoleone ma anche completando finalmente l’anello ferroviario a nord tra la stazione Nomentana e Tor di Quinto, con la creazione di tre linee di attraversamento della città, aumentando la possibilità di interscambio nell’area urbana. Per il COTRAL i numeri sono ugualmente importanti ma le condizioni di viaggio dei 104 milioni di viaggiatori annui quasi drammatiche, rispetto ai mezzi, alle fermate, alle informazioni delle 9.000 corse giornaliere dei 4.554 collegamenti/linee, con 81,5 milioni di vetture/km all’anno.

“Crediamo che in questa fase di crisi e riduzione delle risorse pubbliche si debbano scegliere con molta attenzione gli investimenti da effettuare –concludono Lorenzo Parlati e Cristiana Avenalie ad esempio alcuni singolari progetti come un ascensore a Manziana per 1,2 milioni si debbano cassare, ma i 560mila pendolari del Lazio non possono assolutamente rinunciare a migliorare la situazione di emergenza nella quale vivono tutti i giorni, va data una risposta a quei cittadini, servono treni e bus più frequenti e puntuali, nuovo materiale rotabile e nuovi autobus, più puliti e meno affollati, biglietterie, informazioni. Va data una risposta alla domanda di trasporto pubblico sempre maggiore nelle aree metropolitane, contro traffico, congestione e inquinamento, tanto più in questo momento in cui è fondamentale ridurre le emissioni di CO2 per battere il riscaldamento globale, realizzando interventi che messi insieme rappresentano per il Lazio la nuova grande utile opera pubblica del secolo. Per questo chiediamo di mantenere le previsioni di investimento per l’asse 3 della mobilità, opere che garantirebbero peraltro lavoro e occupazione, favorendo l’uscita dalla crisi molto più di generici fondi ‘a pioggia’ per l’innovazione delle imprese”.

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A Parco Rabin una cancellata costosa e inutile

CHE FINE HANNO FATTO I TAVOLI DI CONFRONTO DEL CAMPIDOGLIO SU VILLA ADA, VILLA BORGHESE E SULLE ALBERATURE CITTADINE?

Chiediamo al Campidoglio di chiarire quale sia il fine della brutta, inutile e costosa recinzione che si sta realizzando sul perimetro esterno del Parco Rabin a Villa Ada. La cancellata, dal costo di oltre 126 mila euro, è un vero e proprio pugno in un occhio e va a creare una incomprensibile barriera d’accesso ad un’area verde che invece era caratterizzata paesaggisticamente proprio dalla continuità con la zona abitata circostante. Non vorremmo allora che questa recinzione, priva di senso visto che per Parco Rabin non vi è mai stato alcun problema di sicurezza, preparasse invece la strada ad un processo di privatizzazione strisciante in favore di fantomatici Punti Verdi e a danno dell’ampia zona dedicata ai cani. Ci preoccupa, infine, il fatto che questo ennesimo intervento di forte impatto su Villa Ada sia avvenuto ancora una volta all’insaputa dei cittadini che frequentano il parco e senza alcun confronto con le associazioni ambientaliste che pure erano state chiamate dal Campidoglio a partecipare ad un tavolo sul futuro di Villa Ada, tavolo che in brevissimo tempo sembra essere già scomparso nel nulla. Come nel nulla sono finiti i tavoli di confronto sul parco di Villa Borghese e sulle alberature cittadine.

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Tre mosse per liberare il Colosseo dalle auto

IL PIANO DI LEGAMBIENTE DA AVVIARE IN 60/90 GIORNI E CONCLUDERE IN 12/24 MESI BASATO SU UN ATTENTO STUDIO DI TRAFFICO: NEL NODO DI VIA DEI FORI IMPERIALI FINO A 3.400 VEICOLI OGNI ORA, POLVERI SOTTILI FUORILEGGE ANCHE DENTRO L’ANFITEATRO FLAVIO.

E’ fatto di tre mosse il piano di Legambiente Lazio per liberare il Colosseo dalle auto, con tappe precise da avviare in 60/90 giorni e concludere in 12/24 mesi, pensate sulla base di un attento monitoraggio dei flussi di traffico nell’area che ha evidenziato l’incredibile circolazione di ben 3.400 mezzi all’ora nel nodo. Il piano, che Legambiente invierà oggi stesso al Comune e al MIBAC, prevede di pedonalizzare subito i Fori anche il sabato, nelle mattine dei giorni feriali tra piazza Venezia a largo Corrado Ricci, ampliando la ZTL sino a Santa Maria Maggiore lungo via Cavour; entro 8/12 mesi chiudere l’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci al traffico privato per l’intera settimana; entro 12/24 mesi attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali per dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica.

Il caos del traffico circonda le millenarie mura del Colosseo ma l’aria inquinata entra persino all’interno del monumento, dove i visitatori respirano punte di 90,2 microgrammi per metro cubo di polveri sottili PM10, un forte inquinamento ben al di sopra del limite di legge. Lo rivelano alcune misure effettuate da Legambiente Lazio, durante la cerimonia ufficiale per l’inaugurazione dei  nuovi spazi del monumento aperti al pubblico: sulla pedana in legno al livello base nel cuore dell’Anfiteatro le polveri sottili Pm10 erano 58,6 microgrammi per metro cubo (contro il limite di 50), mentre in un secondo caso sulla terrazza del terzo anello hanno raggiunto livelli da incrocio stradale, con 90,2 microgrammi per metro cubo.

“Raccogliamo la sfida per la pedonalizzazione del Tridente e dell’area archeologica lanciata dal Sindaco Alemanno e dal sottosegretario Giro e la rilanciamo proponendo una soluzione concreta e praticabile per eliminare lo scempio delle automobili dal Colosseo e Via dei Fori imperiali -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dopo la bella riuscita della pedonalizzazione domenicale fortemente voluta da Legambiente, quando i Fori Imperiali vengono invasi da centinaia di migliaia di romani e turisti, ora bisogna cogliere l’occasione dell’avvio dei cantieri del restauro del Colosseo e della Metro C per fare dei passi definitivi per liberare il Colosseo dal traffico e dallo smog. Il Colosseo soffre, le polveri sottili delle automobili stanno lentamente divorando i marmi, è venuto il momento di mettere la parola fine a una situazione disastrosa che perdura da troppi anni”. Per elaborare una analisi di fattibilità della pedonalizzazione con solide basi scientifiche si è proceduto ad un articolato monitoraggio dei flussi di traffico su via dei Fori Imperiali che è stato effettuato in tre giornate feriali (29 novembre, 1 e 3 dicembre 2010) nel periodo antimeridiano dalle 8.30 alle 11.30 e in quello pomeridiano dalle 16.30 alle 19.30. I flussi sono stati rilevati simultaneamente in modo manuale dai volontari di Legambiente Lazio in alcune sezioni strategiche (largo Corrado Ricci, via Cavour e piazza Venezia), contando i veicoli transitati ogni 5 minuti suddivisi in sette tipologie: auto, taxi, camion/furgoni, moto/scooter, autobus, pullman turistici e biciclette.

“Da una prima analisi dei flussi è stato possibile fare una stima sull’equilibrio del nodo di largo Corrado Ricci che, per quanto riguarda le ore mattutine, mette in evidenza un flusso in ingresso molto elevato fino a 3.400 veicoli/ora -afferma Andrea Benedetto, presidente del Comitato scientifico di Legambiente Lazio-. Un flusso che si ripartisce in quota significativa nella tratta più carica da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con 1.770 veicoli/ora, e in minor misura verso piazza Venezia, con 1.200 veicoli/ora. Nelle ore del pomeriggio, invece, il nodo è caricato in misura diversa: cresce il flusso di provenienza da piazza Venezia e si riduce quello da via Cavour, fino a 1.890 veicoli/ora. La tratta più carica resta in assoluto quella da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con un flusso superiore ai 2.220 veicoli/ora”.

Il monitoraggio ha evidenziato anche che in media il 53% dei veicoli totali in transito nella tratta da largo Corrado Ricci verso il Colosseo -quella che, attualmente senza alcuna limitazione di traffico, porta smog e rumore a pochi metri dall’Anfiteatro Flavio- sono auto private, il 31% è costituito da moto e motorini, circa il 10% da mezzi adibiti al trasporto merci, il 4% sono taxi, circa il 2% autobus del trasporto pubblico, mentre biciclette e pullman turistici sono inferiori all’unità percentuale.

Questa analisi ha permesso di ipotizzare una strategia d’azione in tre fasi temporali, tre mosse per pedonalizzare definitivamente il Colosseo e i Fori Imperiali. Entro 60/90 giorni (a breve termine) è possibile attuare: la pedonalizzazione totale di via dei Fori Imperiali il sabato, la domenica e nei giorni festivi; la chiusura al traffico privato, dalle 10 alle 14 in entrambe le direzioni, della tratta da piazza Venezia a largo Corrado Ricci; l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato lungo via Cavour (da largo Corrado Ricci sino a Santa Maria Maggiore). Entro 8/12 mesi (medio termine) si potrà attuare: la chiusura al traffico privato per l’intera settimana e senza limitazione di orario dell’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci. Entro 12/24 mesi (lungo termine) si potrà attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, nell’ambito di un più ampio programma di pedonalizzazione che, in accordo con le linee programmatiche già definite in sede di Piano Strategico della Mobilità Sostenibile, consenta di dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica. Ciò peraltro consentirebbe di rendere contestuali a tale intervento importanti programmi in ordine alla riqualificazione e restauro del Colosseo, come anche in riferimento ai programmi di realizzazione ed esercizio della nuova linea metropolitana C.

“Per salvare il Colosseo e migliorare la qualità della vita dei cittadini è urgente mettere fine all’improprio ruolo di spartitraffico del monumento simbolo della Città Eterna nel mondo -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. L’area di Via dei Fori Imperiali è usata dalle auto quasi esclusivamente per l’attraversamento, mentre i flussi pedonali sono ovviamente elevatissimi, in sostanza si va a passeggiare in macchina lungo l’area archeologica più bella del mondo, un fatto inconcepibile. Questo nuovo studio che abbiamo effettuato non è idealistico ma molto concreto, evidenzia che si può partire subito basta volerlo, sin dai prossimi 60/90 giorni con la pedonalizzazione totale di via dei Fori Imperiali sia il sabato che la domenica e nei giorni festivi, la chiusura al traffico privato la tratta da piazza Venezia a largo Corrado Ricci nelle mattine dei giorni feriali e l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato lungo via Cavour sino a Santa Maria Maggiore”.

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