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GUIDONIA: BASTA MAL’ARIA INDUSTRIALE, LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE

Legambiente, ridurre le emissioni del cementificio; sì alla raccolta differenziata porta a porta, no al nuovo buco nella discarica dell’Inviolata. Cementificio: nel 2007 +156% emissioni Ossidi di Carbonio

Stop all’aumento delle emissioni del cementificio; no al nuovo buco nella discarica dell’Inviolata e sì all’estensione della raccolta differenziata porta a porta; sì alla riduzione delle polveri sottili, delle attività industriali e del traffico. Queste le richieste che Legambiente ha avanzato oggi per Guidonia nel corso dell’anteprima nazionale di “Mal’Aria Industriale”, la campagna di Legambiente sull’inquinamento atmosferico da attività produttive. Fortemente simbolico l’avvio proprio da questa città, alle porte di Roma, su cui pesa un grave carico ambientale che rischia di peggiorare irrimediabilmente se si realizzeranno i “progetti industriali” di cui si sta discutendo proprio in queste settimane. Forte attenzione, in particolare, ha posto Legambiente sulla nuova Autorizzazione Integrata Ambientale per il cementificio di Guidonia e sulla costruzione di un impianto di preselezione dei rifiuti, che implicherebbe di aprire un nuovo invaso al fianco della discarica dell’Inviolata.

Per l’occasione, Legambiente ha presentato i nuovi dati E-Prtr (European Pollutant Release and Transfer Register, relativi all’anno 2007, ancora in corso di completa validazione) riguardanti il cementificio, che confermano come l’impianto rappresenti una grave fonte di pressione ambientale dell’area. Secondo i dati rilevati dall’autorevole fonte, è molto significativo l’incremento degli Ossidi di Carbonio negli ultimi due anni, da 567 t/a (tonnellate all’anno) a ben 1.450 t/a (valore soglia 500 t/a), con un aumento del 156% rispetto ai valori dell’anno precedente (2007/2006). In crescita nello stesso periodo anche gli Ossidi di Azoto da 2.757 t/a a 2840 t/a (valore soglia 100 t/a). Non confrontabili i dati relativi all’Anidride Carbonica (Co2) che nel 2007 ha un’emissione pari a 1.080.000 t/a (valore soglia 100mila t/a) e per l’Ammoniaca (Nh3) che nello stesso anno è pari a 28 t/a (valore soglia 10 t/a).

“L’area industriale di Guidonia, come altre nel Paese, è inserita ormai in un contesto urbano nel quale vivono centinaia di migliaia di persone, con un impatto sanitario delle emissioni significativo secondo gli studi epidemiologici, dove è necessario ridurre subito e in maniera significativa gli inquinanti per garantire il lavoro e la qualità della vita dei cittadini -ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente-. Nel Piano regionale di Risanamento della Qualità dell’aria l’area di Guidonia è classificata come zona critica ed è citato proprio il cementificio tra le emissioni principali. Bisogna quindi cogliere l’occasione del rinnovo delle autorizzazioni ambientali per operare sulla riduzione delle emissioni e per affrontare il problema del rumore e del transito di decine di migliaia di mezzi pesanti. Allo stesso tempo, dopo decenni di vita della discarica dell’Inviolata, nata abusiva e posta affianco al parco regionale, è ora di chiudere quella realtà indecente, puntando davvero su riduzione, riuso e raccolta differenziata porta a porta, utilizzando i fondi messi a disposizione da Regione e Provincia e perseguendo obiettivi ambiziosi.”

E’ sulla discarica dell’Inviolata, la seconda della Regione dopo Malagrotta, che si è anche concentrata l’attenzione di Legambiente. Una collina di rifiuti indifferenziati da 3.800.000 metri cubi e oltre 140 metri di altezza, costruita artificialmente dai rifiuti di 47 comuni dell’ATO e di altri 100 Comuni della Regione per alcuni periodi. Il suo invaso è ormai in via di esaurimento, ma piuttosto che pensare alla bonifica e al disinquinamento è aperta la conferenza dei servizi per realizzare in quello stesso sito un impianto per la preselezione dei rifiuti, che implicherebbe irrimediabilmente l’apertura di un nuovo buco nella discarica da 100mila cubi ogni

24/26 mesi accanto a quello attuale, in funzione per 30 anni. Una scelta assolutamente non condivisibile, soprattutto nel momento nel quale Guidonia ha avviato in alcuni quartieri la raccolta porta a porta, con risultati che raggiungono già il 60% di materiali differenziati.

“I cittadini di Guidonia non possono più aspettare, bisogna smetterla con scelte che non fanno che aggravare il carico di inquinamento ambientale di questa area –hanno dichiarato Stefano Roggi, presidente del Circolo Legambiente Guidonia, e Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il contesto insediativo ha subito uno sviluppo eccezionalmente rapido, con un aumento esponenziale di abitanti, traffico, ed attività commerciali, arrivando ormai a superare gli 80mila abitanti. Oltre allo stop all’ipotesi di incenerimento del CDR nel cementificio, va smascherata quella che in realtà è una richiesta di aumento delle emissioni, verificando quale sia il tipo di carbone effettivamente bruciato, e incrementando i controlli con dati validati dall’ARPA Lazio. Sul fronte dei rifiuti, chiediamo di estendere con convinzione la raccolta differenziata “porta a porta” in tutta la città e in tutto l’ATO, per chiudere finalmente la discarica ed impedire la costruzione dell’impianto per la preselezione dei rifiuti con l’annesso nuovo invaso.”

Decine e decine sono i dati contenuti nel dossier presentato oggi. Riguardo al cementificio emerge ad esempio che nel 2005 le emissioni di polveri raggiungevano già i 20 chilogrammi all’ora. Una situazione che rischia di degenerare se verranno accolte le proposte avanzate nell’ambito della richiesta di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, in particolare quelle di incenerimento del combustibile da rifiuti all’interno dell’impianto, nonché l’aumento della capacità produttiva del forno F5 da 4.500 a 5.100 tonnellate al giorno, con conseguente incremento della quantità di emissioni e dei punti di emissione, che passerebbero da 78 (visto che 11 sono non attivi dal 1993) a 92, e, a cascata, del traffico dei camion da e per il cementificio, che al momento fanno registrare 84.488 transiti, per 26,15 ton/anno di Pm10. I numeri delle emissioni sono molto chiari, visto che

quelle autorizzate equivalgono a 2.673.000 Nm3/h (normal metro cubo per ora) con contenuto di polveri totali di 69,98 Kg/h; quelle rilevate nel 2005 sono di 2.291.000 Nm3/h con emissione di 19,29 kg/h di polvere; quelle della nuova richiesta sono di 2.530.500 Nm3/h di gas.

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CON MASCHERINE E ANTISMOG DA VIALE MARCONI CONTINUA MAL’ARIA NEL LAZIO

POLVERI SOTTILI: A ROMA NEL 2010 68 SFORAMENTI CONTRO 47 DEL 2009, +30%

Smog in aumento ad inizio 2010 in quasi tutte le aree di Roma: 68 sforamenti contro i 47 del gennaio 2009, con un incremento del 30%. E’ passato appena un mese dall’inizio dell’anno e sono questi i superamenti rilevati, da parte delle dieci centraline capitoline, del limite previsto dalla legge per la presenza di poveri sottili nell’aria. Nuovo grido d’allarme lanciato oggi da Legambiente, in occasione del blitz antismog organizzato lungo viale Marconi, nell’ambito di “Mal’Aria”, la storica campagna contro l’inquinamento atmosferico e il traffico veicolare.

Mascherine contro lo smog nelle vetrine dei negozi, questa la cornice in cui si è svolta la protesta, con lo scopo di chiedere all’amministrazione capitolina nuovi provvedimenti anti-traffico contro le cosiddette pm10, che rappresentano una minaccia non solo per l’ambiente, ma anche per la salute umana. Maglia nera alla centralina di Cinecittà, dove il limite nei primi 28 giorni del 2010 è stato superato 11 volte contro i 5 del 2009. Seguono Corso Francia (10 sforamenti contro gli 8 dell’anno scorso) e Preneste (9 sforamenti contro 4 ) con Tiburtina (9 sforamenti contro 7). Peggiorano anche Fermi (8 sforamenti contro 7), Villa Ada (4 superamenti nel 2010 e 2 lo scorso anno). Stabili Magna Grecia e Bufalotta (5 e 2 superamenti rispettivamente). Un solo giorno di miglioramento ad Arenula (5 nel 2010 contro 6 nel 2009).

“La situazione è davvero preoccupante, il miglioramento tanto sventolato dall’amministrazione capitolina non esiste, basta scherzare con la salute dei cittadini – ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – , ora è tempo di passare all’azione e adottare misure drastiche contro il traffico privato. Vanno invece nella direzione opposta i provvedimenti adottati finora dalla Giunta Alemanno, come la riduzione delle strisce blu o dell’orario della ZTL, ma anche l’aumento degli stalli per i pullman, nonché la decisione di far correre nel tessuto urbano il Gran Premio di Formula Uno. Il problema va affrontato nell’immediato con provvedimenti emergenziali, secondo il piano di risanamento dell’aria approvato dalla Regione Lazio, anche con due giornate di targhe alterne a settimana ed alcune domeniche ecologiche. Per il resto, bisogna approvare al più presto il Piano strategico della Mobilità, secondo le ricette che indichiamo ormai da tempo: rilancio della cura del ferro, con un nuovo ruolo strategico per il tram; aumento corsie preferenziali protette; incremento di ZTL e pedonalizzazioni, a partire dal Tridente; potenziamento della mobilità sostenibile, con approvazione e finanziamento del biciplan”

In particolare, in questo mese di Gennaio, nella Capitale si sono già registrati tre giorni di sforamenti continui delle polveri sottili, dal 13 al 15, intervallati da un giorno di smog entro i livelli, ben altri cinque giorni di superamenti consecutivi, dal 17 al 21, un altro giorno nei limiti, ed altri tre giorni fuorilegge, dal 23 al 25. Una situazione davvero ad alto rischio per la salute umana, considerando che tutte le ricerche affermano ormai con chiarezza cose agghiaccianti, ultimi i recenti dati dello studio Epiair che dimostrano come esista una correlazione scientificamente dimostrata tra i picchi di smog ed il numero dei morti ed i ricoveri per malattie cardio-vascolari e respiratorie.

In tal senso, il Piano di risanamento dell’aria approvato dalla Regione Lazio è una buona notizia ed uno strumento fondamentale per affrontare l’emergenza, da sfruttare da parte delle amministrazioni locali, vista anche la possibilità di chiedere contributi all’Unione Europea. Tanto più che Roma e Frosinone, individuate come le due aree di maggiore criticità della Regione, sono comprese nelle 132 aree di dieci Paesi europei nei cui confronti è stato aperto un procedimento di infrazione dalla Commissione europea, proprio a causa del livello delle Pm10, che entro il 2011 esporrà il nostro Paese all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea.

“Alcuni commercianti della zona hanno accettato di mettere ai loro manichini la mascherina antismog di Legambiente – ha dichiarato Annamaria Baiocco, segretaria del Circolo Legambiente Garbatella – per dimostrare come sia ormai ampiamente risaputo che il traffico stradale sia la maggiore fonte di inquinamento nelle aree urbane, un inquinamento continuo e dannoso per la salute. Per questo abbiamo voluto proporre questo incontro con i cittadini, per confrontarci sulle soluzioni più praticabili per una migliore qualità della mobilità nel nostro territorio, tanto più che la centralina di Fermi è una di quelle che ha fatto registrare più sforamenti, in modo da privilegiare il trasporto pubblico”.

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CON MASCHERINE E LENZUOLA ANTISMOG DALLA PERIFERIA DI CASALOTTI A ROMA RIPARTE MAL’ARIA NEL LAZIO

POLVERI SOTTILI, PER IL 2009 FROSINONE MAGLIA NERA NEL LAZIO (122 SUPERAMENTI), CON ROMA CHE VA MALE (67 SUPERAMENTI A CORSO FRANCIA) E COLLEFERRO (67 SUPERAMENTI)
SUL PODIO DEI PEGGIORI.

Legambiente, basta smog, ridurre traffico privato, ripristinare due giornate targhe alterne domeniche eco, subito attuazione piano per trasporto pubblico.

Resta forte e preoccupante l’allarme polveri sottili nel Lazio anche nel 2009, nonostante le abbondanti precipitazioni. Centoventidue superamenti a Frosinone, che si conferma maglia nera nel Lazio, seguita da Roma con 67 superamenti a Corso Francia e da Colleferro, sempre con 67 superamenti. Un totale di 861 casi di sforamento dei limiti di legge, con 11 centraline sulle 25 totali della rete dell’Arpa Lazio, che vanno oltre i 35 giorni di bonus concesso dalla normativa europea per rientrare negli obiettivi di qualità. Questa la preoccupante situazione denunciata da Legambiente, con la presentazione del dossier “Mal’Aria di città 2010”, realizzato in collaborazione con il sito www.lamiaaria.it, in cui viene illustrata la qualità dell’aria delle città italiane, indicando i dati relativi alle maggiori sostanze inquinanti.

Parte questa mattina all’angolo tra Via Boccea e Via di Casalotti, nella periferia romana, la nuova edizione di Mal’aria, la campagna contro l’inquinamento atmosferico: con lenzuola e drappi dalle finestre delle case, mascherine antismog nelle vetrine dei negozi, l’associazione ed i cittadini del quartiere di Casalotti hanno rilanciato insieme le richieste contro traffico e smog del neonato Circolo Legambiente Parco della Cellulosa ed dell’associazione “Casalotti libera…dal traffico”.

Nella Capitale sono stati 415 gli episodi di superamento nelle dieci centraline della rete, con sei su dieci (60%) che hanno superato i 35 fatidici giorni, ossia Francia (67), Tiburtina (62) e Fermi (61), Cinecittà (46), Preneste (45) e Magna Grecia (42). Se nel complesso, il numero dei giorni di superamento tra gli anni 2007 e 2008 aveva avuto un calo piuttosto significativo sono molto preoccupanti i segnali di crescita del PM10 registrati tra il 2008 e il 2009. Nonostante le abbondanti precipitazioni, tre centraline hanno visto nel 2009 un aumento dei giorni di superamento rispetto all’anno precedente: Fermi passata da 52 superamenti nel 2008 a 61 nel 2009, Cinecittà da 44 a 46 superamenti e Cipro da 27 a 28. Numeri sostanzialmente identici, che mostrano però come, in un anno pur piovoso, lo smog non è affatto diminuito.

“Anche nell’anno appena passato è stata molto seria la situazione dello smog da polveri sottili nel Lazio, con continui superamenti dei limiti, con Roma, Frosinone e Colleferro che guadagnano il podio dei più inquinati, in un contesto in cui è il traffico automobilistico la principale causa del disastro nei centri urbani, fonte anche dell’anidride carbonica che sta cambiando il nostro clima -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il 2010 non inizia sotto migliori auspici, visto che otto centraline delle Capitale hanno già accumulato 17 sforamenti, mentre il capoluogo ciociario ne ha raggiunti, con una sola, ben 8. La necessità di ridurre il caos del traffico privato è ormai chiara e irrinunciabile in tutto il Lazio: servono finanziamenti significativi, pubblici e privati, per ridare fiato alle ferrovie, alle metro, ai tram, mentre strumenti semplici come le corsie preferenziali protette devono essere estese a tutte le reti di trasporto pubblico principali, dando vita ad una nuova stagione di zone a traffico limitato e pedonalizzazioni, ma anche sventando opere inutili per la regione come il secondo GRA. A Roma e Frosinone, nell’immediato

il problema va anche affrontato con provvedimenti emergenziali, attuando quanto previsto nel piano di risanamento dell’aria, con due giornate di targhe alterne a settimana ed alcune domeniche ecologiche. Mal’aria riparte da Casalotti, rilanciando con i comitati la richiesta di prolungamento della Metro A fino a Casal Selce, in un’area della periferia molto densamente popolata, affiancata da un servizio di linee elettriche circolari.”

Nel difficile contesto che evidenziano i dati, l’approvazione, lo scorso dicembre, del Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria da parte del Consiglio Regionale del Lazio, è davvero una buona notizia. Sono tre le aree individuate, in base ai diversi livelli di inquinamento, nelle quali intervenire con azioni, sia strutturali che emergenziali, differenziate. Ora le amministrazioni locali saranno costrette a rispettare le norme, in particolare quelle di Roma e Frosinone, che sono proprio le due aree di maggiore criticità, individuate anche da noi, che vanno a costituire la zona A. Non a caso, i due capoluoghi sono compresi nelle 132 aree di dieci Paesi europei nei cui confronti è stato aperto un procedimento di infrazione dalla Commissione europea, proprio a causa del livello delle Pm10, che entro il 2011 esporrà il nostro Paese all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea.

Nel resto del Lazio la situazione non è meno preoccupante: nel territorio provinciale intorno alla Capitale sono 148 i superamenti registrati, con la centralina di Colleferro che con i suoi 67 sforamenti conquista il secondo posto della classifica regionale delle più inquinate, a pari merito con quella di Corso Francia a Roma. Fuorilegge anche la centralina di Ciampino con 48 giorni di superamento.

Non va meglio in provincia di Frosinone, dove si registrano 235 sforamenti totali per le PM10, con il capoluogo seguito nella classifica da Cassino ed Anagni, con 63 e 46 giorni di superamento. Solo a Fontechiari va un po’ meglio: nel piccolo paese situato a 357 metri di altezza, circondato da colline e monti, la centralina che misura la situazione di “fondo regionale” ha totalizzato 4 soli superamenti dei limiti di legge, in linea con la normativa europea. La situazione sembra migliore nelle Province di Latina, Viterbo e Rieti, che complessivamente raggiungono comunque 63 sforamenti. In questo caso è la centralina di Latina a registrare 26 sforamenti, a seguire Civita Castellana (Vt) con 16, quindi Rieti con 10.

“Contro lo smog, bisogna passare all’azione, le istituzioni devono agire con più coraggio nel senso di una limitazione dei mezzi privati a vantaggio del trasporto pubblico -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. Tutte le ricerche affermano con chiarezza cose agghiaccianti, ultimi i recenti dati dello studio Epiair che dimostrano come esista una correlazione scientificamente dimostrata tra i picchi di smog ed il numero dei morti ed i ricoveri per malattie cardio-vascolari e respiratorie. In tal senso, il Piano di risanamento dell’aria approvato dalla Regione Lazio è uno strumento fondamentale per affrontare l’emergenza, da sfruttare da parte delle amministrazioni locali, vista anche la possibilità di chiedere contributi all’Unione Europea. Vero è che a Frosinone e nell’area della Valle del Sacco, che comprende anche Colleferro, il problema inquinamento è anche legato alle emissioni industriali, mentre a Ciampino è evidente la responsabilità dello scalo aeroportuale, che va chiuso al traffico commerciale, ma è comunque indispensabile passare all’azione anche contro la riduzione del traffico privato. Nella Capitale piuttosto che pensare a gran premi di Formula Uno nel tessuto urbano, vanno proprio nella direzione opposta provvedimenti come la riduzione delle strisce blu o dell’orario della ZTL, ma anche l’aumento degli stalli per i pullman, scelte che stanno facendo spazio al trasporto privato.”

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NUOVO SUCCESSO PER “SPIAGGE E FONDALI PULITI”: OLTRE 5MILA VOLONTARI, 50 QUINTALI DI RIFIUTI RACCOLTI, 50 AREE IN TUTTO IL LAZIO.

Oltre cinquemila volontari hanno partecipato alle decine di iniziative in corso fin da venerdì lungo tutto il litorale laziale per l’Edizione Speciale 2009 di “Spiagge e Fondali Puliti” di Legambiente Lazio, organizzata in collaborazione con l’Assessorato Turismo della Regione Lazio e la Litorale SpA e con la media partnership di Tgr Lazio e Radio Popolare Roma. Cinquanta le spiagge libere coinvolte nella nostra regione, per un totale di 50 quintali di rifiuti raccolti.

Si è svolta ad Ostia (Rm), sulla spiaggia di Capocotta antistante lo stabilimento “Mediterranea”, l’iniziativa principale per il Lazio della storica campagna giunta alla ventesima edizione: raccolte bottiglie di vetro e plastica, mozziconi di sigarette, buste di plastica, rifiuti che in alcuni casi impiegano anche centinaia di anni per biodegradarsi. Questo e molto altro il bottino dei volontari di Legambiente, grandi e piccini, a cui si è unito anche un gruppo di detenute del carcere di Rebibbia, tutti al lavoro muniti di guanti, sacchi e rastrelli.

“L’enorme partecipazione a spiagge pulite testimonia la voglia dei cittadini di prendersi cura del mare, un’azione concreta che va raccolta dalle istituzioni che devono investire con più continuità sul nostro litorale –hanno dichiarato Lorenzo Parlati e Cristiana Avenali, Presidente e Direttrice di Legambiente Lazio-. E’ questo il senso della collaborazione con l’Assessorato Turismo regionale, non ci si deve ricordare del mare solo nel periodo estivo. Stop ai rifiuti in spiaggia, dove rischiano di rimanere anche centinaia di anni, ma anche alle “spiagge blindate” dai cancelli o dal cemento, agli ecomostri abusivi, al traffico selvaggio, per favorire invece i piani delle coste, la raccolta differenziata, il risparmio idrico ed energetico, le fonti rinnovabili ed i servizi per i diversamente abili.”

“Il mare è una risorsa fondamentale per il sistema turistico del Lazio –ha dichiarato Claudio Mancini, Assessore al Turismo della Regione Lazio-. Per questo abbiamo voluto sostenere con forza questa campagna, che contribuisce a richiamare l’attenzione su un patrimonio ambientale che deve essere difeso e molto spesso recuperato da situazioni di degrado. Proprio con questo obiettivo, tra l’altro, la Regione si sta impegnando con un investimento di 30milioni di euro destinati a interventi di riqualificazione dei waterfront nei 24 comuni costieri del Lazio.”

Il lungo week end di Spiagge e Fondali Puliti ha preso il via venerdì scorso ad Anzio (Rm), dove gli studenti della scuola “E. Visca” di Nettuno (Rm), guidati dal Circolo Le Rondini, dopo aver visitato la riserva di Tor Caldara, si sono attivati per la pulizia della spiaggia nei pressi dell’area protetta. Tre giorni di iniziative nei pressi di Gaeta (Lt), ove il Circolo Barba di Giove ha coinvolto i volontari nella pulizia di diverse spiagge

libere, tra cui quella sita in località San Vito, presso la casa vacanze “Quirino”, nonché le spiagge di Sant’Agostino e Serapo. Ieri, sabato 30 maggio, a Sperlonga (Lt), il Centro Diving “The Moon Fish” ha invece organizzato la pulizia dei fondali di Capovento. Ma la campagna non si ferma qui, domani, primo giugno, nuovo appuntamento sul lungomare di Sabaudia (Lt), in zona Bufalara, dove studenti e volontari, coordinati dal Circolo Larus, saranno impegnati nella pulizia delle spiagge libere dell’area e in attività di educazione ambientale.

All’iniziativa sulla spiaggia di Capocotta erano presenti anche Romolo Guasco, direttore di Litorale Spa, Elisabetta Studer, Presidente del Circolo Ostia-Litorale Romano, Claudio Presutti, Responsabile Mare Legambiente Lazio. La campagna è stata organizzata a livello nazionale con il sostegno di Cial, Fattoria Scaldasole, Pirelli Ambiente e Virosac e la collaborazione media di La Nuova Ecologia e Radio Kiss Kiss.

Roma, 31 Maggio 2009 L’Ufficio Stampa

Schema sul tempo di biodegradabilità dei rifiuti.

* buccia di frutta 1 mese
* sigaretta senza filtro 3 mesi
* fazzoletto di carta 3 mesi
* torsolo di mele da 3 a 6 mesi
* giornale da 4 a 12 mesi
* fiammiferi di legno 6 mesi
* sigaretta con filtro 1-2 anni
* pacchetto di sigarette 12 mesi
* lana 3 anni
* gomma da masticare 5 anni
* carta plastificata 5 anni
* lattina alluminio da 10 a 100 anni
* nailon 35 anni
* pelle conciata 50 anni
* suole 75 anni
* accendino plastica da 100 a 1000 anni * sacchetto plastica da 100 a 1000 anni * bottiglia plastica da 100 a 1000 anni
* bancomat 1000 anni
* bottiglia vetro 4000 anni.

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Aperta edizione 2008 di “spiagge e fondali puliti”

CINQUANTA VOLONTARI CON TUTE, GUANTI E STIVALI SIMULANO UN INTERVENTO IN CASO DI EMERGENZA DA SPIAGGIAMENTO DI IDROCARBURI: ESERCITAZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE E DI LEGAMBIENTE LAZIO PER LA TUTELA DELLE COSTE DALLA MARINE POLLUTION.

L’EVENTO APRE IL WEEK END DI SPIAGGE E FONDALI PULITI 2008: TRA OGGI E DOMANI CENTINAIA DI VOLONTARI IMPEGNATI SULLE COSTE DEL LAZIO A CACCIA DI RIFIUTI.

Cinquanta volontari con maschere antigas, tute in tessuto antistatico, ignifughe e antiacido, tuta usa e getta in TYVEK, guanti e stivali, e sulla spiaggia una stazione di decontaminazione e sito di stoccaggio temporaneo: con un grande evento dimostrativo della Protezione Civile Regionale e di Legambiente Lazio si è chiuso oggi nella giornata di “Spiagge Pulite” presso lo Stabilimento Mediterranea nell’area di Capocotta a Ostia il Corso per volontari di Protezione Civile per la tutela delle coste dalla Marine Pollution, tre intense giornate per la formazione e l’addestramento di operatori specializzati nella salvaguardia delle coste interessate da inquinamento da idrocarburi, pronti ad intervenire concretamente, a sostegno delle autorità preposte in caso di spiaggiamento di prodotti petroliferi sulla costa a seguito di incidenti ambientali in mare.

“Il corso ha formato nuovi volontari della protezione civile per essere preparati, in caso di sversamento di sostanze inquinanti, ad operare coniugando tempestività, professionalità e sicurezza a supporto delle autorità preposte, una specializzazione unica in Italia e tra le prime d’Europa –ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, intervenendo all’iniziativa-. Questa esercitazione non è un modello estemporaneo. Dobbiamo proseguire con questo gruppo e farlo diventare una sorta di task force. Dobbiamo fare in modo che ci siano sentinelle della sicurezza ambientale. Quest’estate prendiamoci cura di più delle nostre spiagge.”

“Il dramma dell’inquinamento marino è attuale, sono tanti i casi anche recenti nel mondo che lo dimostrano, bisogna quindi certamente puntare di più sulla prevenzione con norme severe ma allo stesso tempo formare operatori in grado di intervenire per la salvaguardia delle coste in caso di inquinamento -ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’affondamento della super petroliera Haven con lo sversamento di decine di migliaia di tonnellate di idrocarburi nel mare, la Erika e la Prestige fino al recente incidente della porta container Napoli nel Canale della Manica in Inghilterra evidenziano come ci siano in circolazione ancora troppe carrette del mare che possono provocare effetti spaventosi sull’ambiente. Anche nel Lazio bisogna tenere alta l’attenzione, visto che complessivamente oltre 12milioni di tonnellate fra prodotti petroliferi, derivati e gas passano ogni anno per i porti della nostra regione, un rischio che va controllato con accuratezza.”

Un’occasione unica per l’appuntamento romano della diciannovesima edizione di Spiagge e Fondali Puliti, la storica campagna di Legambiente, organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile e CIAL (Consorzio Imballaggi in Alluminio), CO.RE.PLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica), PIRELLI AMBIENTE e VIROSAC (azienda produttrice di sacchi a uso domestico in mater-bi), che anche quest’anno vedrà mobilitarsi una moltitudine di volontari, fra bagnanti, pescatori, sub e intere famiglie, con centinaia di sacchi di spazzatura e molti ingombranti con tanti rifiuti raccolti in diverse località costiere del Lazio battute al setaccio. Appuntamenti domani anche a Nettuno (Rm) sulla spiaggia libera Santa Maria Goretti, all’Isola di Zannone (Lt) P, al Lungomare di Ardea e Torvaianica (Rm), ad Anzio (Rm) sulla

spiaggia alla Colonia il Marinaro e il Pilone ed anche sul litorale di Fondi (Lt) e sul fiume in località Boana a Vallecorsa (Fr).

“Il successo di partecipazione a questa iniziativa deve far fare un salto di qualità nell’interesse per le nostre spiagge -spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. In questi giorni sono stati tantissimi i cittadini che hanno collaborato a Spiagge pulite, in particolare i bambini che hanno portato i loro genitori a ripulire le nostre splendide spiagge, dimostrando ancora una volta la crescente sensibilità tra la gente di queste tematiche. Bisogna continuare in questa direzione e fare di più: purtroppo spesso ci si ricorda del litorale solo poco prima dell’estate, mentre il mare e le coste sono una grandissima risorsa per la nostra regione sulla quale investire. La sabbia può nascondere ma non elimina i rifiuti per magia e ogni piccolo rifiuto produce un grande inquinamento, tanto più sulla spiaggia, dove, se non raccolto, resta nell’ambiente a lungo.”

Hanno preso parte all’iniziativa: Maurizio PUCCI – direttore regionale Protezione civile; Daniel NOVIELLO, responsabile Nazionale Legambiente Protezione Civile; Claudio PRESUTTI, responsabile Settore Mare Legambiente Lazio. Insieme a Legambiente in spiaggia a Capocotta anche i conduttori di RDS Anna Pettinelli, Marco Liorni, Francesco Allegretti, Rosaria Renna.

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Marrazzo su Malagrotta e Civitavecchia: la Campania non ha insegnato niente?

Comunicato Stampa

“Destano una certa preoccupazione le affermazioni delle ultime ore del Presidente Marrazzo, in cui, non si sa bene come, promette la chiusura della discarica di Malagrotta e ipotizza l’uso del CDR nella centrale di Civitavecchia in cocombustione con il carbone –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Su Malagrotta, i cittadini sono già stati presi abbastanza in giro con le promesse, rivelatesi poi false, circa la sospensione della costruzione del gassificatore,
ora non contenti si promette la chiusura della discarica affermando che questa avverrà grazie alla costruzione degli impianti di preselezione e termovalorizzazione dei rifiuti. Un’altra promessa falsa, visto che come tutti i tecnici sanno bene dagli impianti di trattamento della parte indifferenziata dei rifiuti escono per un terzo CDR da bruciare e per due terzi residui e compost grigio che, ad oggi,
continueranno a finire in discarica. Anche su Civitavecchia forse Marrazzo dimentica che nel Decreto di autorizzazione è chiaramente prescritto che l’alimentazione della centrale potrà essere usato esclusivamente carbone. Non amiamo le discariche e certamente gli abitanti di Malagrotta meriterebbero davvero che dopo 40 anni qualche risposta seria arrivasse loro, allo stesso tempo non
sponsorizziamo la pirolisi come qualcuno ha pure detto e tanto meno l’eccessiva prolificazione di impianti di termovalorizzazione, così come è noto che riteniamo il carbone il peggior combustibile per produrre la nostra energia, ma non siamo mai disponibili a veder presi in giro i cittadini. Mentre tutto ciò avviene, da mesi si annuncia un piano sulla differenziata, unica vera soluzione per ridurre il problema rifiuti, che non arriva mai. In questi giorni in cui in una regione così vicina alla
nostra si sta vivendo un dramma sanitario e di malagestione della politica, ci aspetteremmo davvero però almeno un po’ più di attenzione e serietà.”

 

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