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NUOVO SUCCESSO PER “SPIAGGE E FONDALI PULITI”: OLTRE 5MILA VOLONTARI, 50 QUINTALI DI RIFIUTI RACCOLTI, 50 AREE IN TUTTO IL LAZIO.

Oltre cinquemila volontari hanno partecipato alle decine di iniziative in corso fin da venerdì lungo tutto il litorale laziale per l’Edizione Speciale 2009 di “Spiagge e Fondali Puliti” di Legambiente Lazio, organizzata in collaborazione con l’Assessorato Turismo della Regione Lazio e la Litorale SpA e con la media partnership di Tgr Lazio e Radio Popolare Roma. Cinquanta le spiagge libere coinvolte nella nostra regione, per un totale di 50 quintali di rifiuti raccolti.

Si è svolta ad Ostia (Rm), sulla spiaggia di Capocotta antistante lo stabilimento “Mediterranea”, l’iniziativa principale per il Lazio della storica campagna giunta alla ventesima edizione: raccolte bottiglie di vetro e plastica, mozziconi di sigarette, buste di plastica, rifiuti che in alcuni casi impiegano anche centinaia di anni per biodegradarsi. Questo e molto altro il bottino dei volontari di Legambiente, grandi e piccini, a cui si è unito anche un gruppo di detenute del carcere di Rebibbia, tutti al lavoro muniti di guanti, sacchi e rastrelli.

“L’enorme partecipazione a spiagge pulite testimonia la voglia dei cittadini di prendersi cura del mare, un’azione concreta che va raccolta dalle istituzioni che devono investire con più continuità sul nostro litorale –hanno dichiarato Lorenzo Parlati e Cristiana Avenali, Presidente e Direttrice di Legambiente Lazio-. E’ questo il senso della collaborazione con l’Assessorato Turismo regionale, non ci si deve ricordare del mare solo nel periodo estivo. Stop ai rifiuti in spiaggia, dove rischiano di rimanere anche centinaia di anni, ma anche alle “spiagge blindate” dai cancelli o dal cemento, agli ecomostri abusivi, al traffico selvaggio, per favorire invece i piani delle coste, la raccolta differenziata, il risparmio idrico ed energetico, le fonti rinnovabili ed i servizi per i diversamente abili.”

“Il mare è una risorsa fondamentale per il sistema turistico del Lazio –ha dichiarato Claudio Mancini, Assessore al Turismo della Regione Lazio-. Per questo abbiamo voluto sostenere con forza questa campagna, che contribuisce a richiamare l’attenzione su un patrimonio ambientale che deve essere difeso e molto spesso recuperato da situazioni di degrado. Proprio con questo obiettivo, tra l’altro, la Regione si sta impegnando con un investimento di 30milioni di euro destinati a interventi di riqualificazione dei waterfront nei 24 comuni costieri del Lazio.”

Il lungo week end di Spiagge e Fondali Puliti ha preso il via venerdì scorso ad Anzio (Rm), dove gli studenti della scuola “E. Visca” di Nettuno (Rm), guidati dal Circolo Le Rondini, dopo aver visitato la riserva di Tor Caldara, si sono attivati per la pulizia della spiaggia nei pressi dell’area protetta. Tre giorni di iniziative nei pressi di Gaeta (Lt), ove il Circolo Barba di Giove ha coinvolto i volontari nella pulizia di diverse spiagge

libere, tra cui quella sita in località San Vito, presso la casa vacanze “Quirino”, nonché le spiagge di Sant’Agostino e Serapo. Ieri, sabato 30 maggio, a Sperlonga (Lt), il Centro Diving “The Moon Fish” ha invece organizzato la pulizia dei fondali di Capovento. Ma la campagna non si ferma qui, domani, primo giugno, nuovo appuntamento sul lungomare di Sabaudia (Lt), in zona Bufalara, dove studenti e volontari, coordinati dal Circolo Larus, saranno impegnati nella pulizia delle spiagge libere dell’area e in attività di educazione ambientale.

All’iniziativa sulla spiaggia di Capocotta erano presenti anche Romolo Guasco, direttore di Litorale Spa, Elisabetta Studer, Presidente del Circolo Ostia-Litorale Romano, Claudio Presutti, Responsabile Mare Legambiente Lazio. La campagna è stata organizzata a livello nazionale con il sostegno di Cial, Fattoria Scaldasole, Pirelli Ambiente e Virosac e la collaborazione media di La Nuova Ecologia e Radio Kiss Kiss.

Roma, 31 Maggio 2009 L’Ufficio Stampa

Schema sul tempo di biodegradabilità dei rifiuti.

* buccia di frutta 1 mese
* sigaretta senza filtro 3 mesi
* fazzoletto di carta 3 mesi
* torsolo di mele da 3 a 6 mesi
* giornale da 4 a 12 mesi
* fiammiferi di legno 6 mesi
* sigaretta con filtro 1-2 anni
* pacchetto di sigarette 12 mesi
* lana 3 anni
* gomma da masticare 5 anni
* carta plastificata 5 anni
* lattina alluminio da 10 a 100 anni
* nailon 35 anni
* pelle conciata 50 anni
* suole 75 anni
* accendino plastica da 100 a 1000 anni * sacchetto plastica da 100 a 1000 anni * bottiglia plastica da 100 a 1000 anni
* bancomat 1000 anni
* bottiglia vetro 4000 anni.

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Aperta edizione 2008 di “spiagge e fondali puliti”

CINQUANTA VOLONTARI CON TUTE, GUANTI E STIVALI SIMULANO UN INTERVENTO IN CASO DI EMERGENZA DA SPIAGGIAMENTO DI IDROCARBURI: ESERCITAZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE E DI LEGAMBIENTE LAZIO PER LA TUTELA DELLE COSTE DALLA MARINE POLLUTION.

L’EVENTO APRE IL WEEK END DI SPIAGGE E FONDALI PULITI 2008: TRA OGGI E DOMANI CENTINAIA DI VOLONTARI IMPEGNATI SULLE COSTE DEL LAZIO A CACCIA DI RIFIUTI.

Cinquanta volontari con maschere antigas, tute in tessuto antistatico, ignifughe e antiacido, tuta usa e getta in TYVEK, guanti e stivali, e sulla spiaggia una stazione di decontaminazione e sito di stoccaggio temporaneo: con un grande evento dimostrativo della Protezione Civile Regionale e di Legambiente Lazio si è chiuso oggi nella giornata di “Spiagge Pulite” presso lo Stabilimento Mediterranea nell’area di Capocotta a Ostia il Corso per volontari di Protezione Civile per la tutela delle coste dalla Marine Pollution, tre intense giornate per la formazione e l’addestramento di operatori specializzati nella salvaguardia delle coste interessate da inquinamento da idrocarburi, pronti ad intervenire concretamente, a sostegno delle autorità preposte in caso di spiaggiamento di prodotti petroliferi sulla costa a seguito di incidenti ambientali in mare.

“Il corso ha formato nuovi volontari della protezione civile per essere preparati, in caso di sversamento di sostanze inquinanti, ad operare coniugando tempestività, professionalità e sicurezza a supporto delle autorità preposte, una specializzazione unica in Italia e tra le prime d’Europa –ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, intervenendo all’iniziativa-. Questa esercitazione non è un modello estemporaneo. Dobbiamo proseguire con questo gruppo e farlo diventare una sorta di task force. Dobbiamo fare in modo che ci siano sentinelle della sicurezza ambientale. Quest’estate prendiamoci cura di più delle nostre spiagge.”

“Il dramma dell’inquinamento marino è attuale, sono tanti i casi anche recenti nel mondo che lo dimostrano, bisogna quindi certamente puntare di più sulla prevenzione con norme severe ma allo stesso tempo formare operatori in grado di intervenire per la salvaguardia delle coste in caso di inquinamento -ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’affondamento della super petroliera Haven con lo sversamento di decine di migliaia di tonnellate di idrocarburi nel mare, la Erika e la Prestige fino al recente incidente della porta container Napoli nel Canale della Manica in Inghilterra evidenziano come ci siano in circolazione ancora troppe carrette del mare che possono provocare effetti spaventosi sull’ambiente. Anche nel Lazio bisogna tenere alta l’attenzione, visto che complessivamente oltre 12milioni di tonnellate fra prodotti petroliferi, derivati e gas passano ogni anno per i porti della nostra regione, un rischio che va controllato con accuratezza.”

Un’occasione unica per l’appuntamento romano della diciannovesima edizione di Spiagge e Fondali Puliti, la storica campagna di Legambiente, organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile e CIAL (Consorzio Imballaggi in Alluminio), CO.RE.PLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica), PIRELLI AMBIENTE e VIROSAC (azienda produttrice di sacchi a uso domestico in mater-bi), che anche quest’anno vedrà mobilitarsi una moltitudine di volontari, fra bagnanti, pescatori, sub e intere famiglie, con centinaia di sacchi di spazzatura e molti ingombranti con tanti rifiuti raccolti in diverse località costiere del Lazio battute al setaccio. Appuntamenti domani anche a Nettuno (Rm) sulla spiaggia libera Santa Maria Goretti, all’Isola di Zannone (Lt) P, al Lungomare di Ardea e Torvaianica (Rm), ad Anzio (Rm) sulla

spiaggia alla Colonia il Marinaro e il Pilone ed anche sul litorale di Fondi (Lt) e sul fiume in località Boana a Vallecorsa (Fr).

“Il successo di partecipazione a questa iniziativa deve far fare un salto di qualità nell’interesse per le nostre spiagge -spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. In questi giorni sono stati tantissimi i cittadini che hanno collaborato a Spiagge pulite, in particolare i bambini che hanno portato i loro genitori a ripulire le nostre splendide spiagge, dimostrando ancora una volta la crescente sensibilità tra la gente di queste tematiche. Bisogna continuare in questa direzione e fare di più: purtroppo spesso ci si ricorda del litorale solo poco prima dell’estate, mentre il mare e le coste sono una grandissima risorsa per la nostra regione sulla quale investire. La sabbia può nascondere ma non elimina i rifiuti per magia e ogni piccolo rifiuto produce un grande inquinamento, tanto più sulla spiaggia, dove, se non raccolto, resta nell’ambiente a lungo.”

Hanno preso parte all’iniziativa: Maurizio PUCCI – direttore regionale Protezione civile; Daniel NOVIELLO, responsabile Nazionale Legambiente Protezione Civile; Claudio PRESUTTI, responsabile Settore Mare Legambiente Lazio. Insieme a Legambiente in spiaggia a Capocotta anche i conduttori di RDS Anna Pettinelli, Marco Liorni, Francesco Allegretti, Rosaria Renna.

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Marrazzo su Malagrotta e Civitavecchia: la Campania non ha insegnato niente?

Comunicato Stampa

“Destano una certa preoccupazione le affermazioni delle ultime ore del Presidente Marrazzo, in cui, non si sa bene come, promette la chiusura della discarica di Malagrotta e ipotizza l’uso del CDR nella centrale di Civitavecchia in cocombustione con il carbone –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Su Malagrotta, i cittadini sono già stati presi abbastanza in giro con le promesse, rivelatesi poi false, circa la sospensione della costruzione del gassificatore,
ora non contenti si promette la chiusura della discarica affermando che questa avverrà grazie alla costruzione degli impianti di preselezione e termovalorizzazione dei rifiuti. Un’altra promessa falsa, visto che come tutti i tecnici sanno bene dagli impianti di trattamento della parte indifferenziata dei rifiuti escono per un terzo CDR da bruciare e per due terzi residui e compost grigio che, ad oggi,
continueranno a finire in discarica. Anche su Civitavecchia forse Marrazzo dimentica che nel Decreto di autorizzazione è chiaramente prescritto che l’alimentazione della centrale potrà essere usato esclusivamente carbone. Non amiamo le discariche e certamente gli abitanti di Malagrotta meriterebbero davvero che dopo 40 anni qualche risposta seria arrivasse loro, allo stesso tempo non
sponsorizziamo la pirolisi come qualcuno ha pure detto e tanto meno l’eccessiva prolificazione di impianti di termovalorizzazione, così come è noto che riteniamo il carbone il peggior combustibile per produrre la nostra energia, ma non siamo mai disponibili a veder presi in giro i cittadini. Mentre tutto ciò avviene, da mesi si annuncia un piano sulla differenziata, unica vera soluzione per ridurre il problema rifiuti, che non arriva mai. In questi giorni in cui in una regione così vicina alla
nostra si sta vivendo un dramma sanitario e di malagestione della politica, ci aspetteremmo davvero però almeno un po’ più di attenzione e serietà.”

 

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“AMICI DEL RICICLO DAY” CINQUANTA VOLONTARI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Legambiente Lazio: Via i cassonetti dalle strade di tutta Roma, subito raccolta differenziata domiciliare in tutti i nuovi quartieri, iniziative per ridurre e riusare i materiali, nuovi investimenti per la raccolta differenziata, sì alla chiusura del ciclo con i termoinceneritori, ma non sono la panacea per il male “rifiuti”. Cinquanta “Amici del Riciclo”, con cappellino, K-way e tesserino, ieri sono scesi per strada a Viale Marconi a Roma, per sensibilizzare i cittadini e i commerciati ad effettuare la raccolta differenziata, monitorare lo stato dei cassonetti stradali, fare multe simboliche, invitare i clienti dei supermercati a “disimballarsi” liberandosi dagli imballaggi inutili e a smaltirli correttamente. E’ “Amici del riciclo day”, l’iniziativa organizzata da Legambiente Lazio nell’ambito del progetto realizzato con Achab Group, una società di comunicazione ambientale, con il contributo dell’Assessorato alle Politiche ambientali del Comune di Roma e la collaborazione dell’Ama Spa, per
incrementare la raccolta differenziata in città. Con l’occasione Legambiente Lazio ha presentato alcune prime elaborazioni rispetto ai dati della raccolta differenziata a Roma. A partire da una curiosità: quali sono i cittadini più virtuosi nella raccolta differenziata? Sulla base dei dati della raccolta multimateriale stradale (quella del vetro, plastica, alluminio e metalli del cassonetto blu per capirsi) nei primi nove mesi del 2007 emergono risultati molto interessanti: a riciclare di più questa frazione, sono gli abitanti del Municipio Roma 3, con 16,05 kg/abitante raccolti nel periodo considerato, seguiti al secondo posto da quelli del Municipio Roma 11, con 15,01 kg/abitante e del Municipio Roma 17, al terzo posto con 14,40 kg/abitante. A fondo classifica, invece, il Municipio Roma 8, con 6,73 kg/abitante, il Municipio Roma 18, con 7,07 kg/abitante e il Municipio Roma 20, con 8,49 kg/abitante. Nei valori assoluti si registra, quindi, una differenza davvero sostanziale tra i diversi
Municipi, con quantitativi che sono quasi uno il triplo dell’altro tra il primo e l’ultimo in classifica.
“In questi giorni in cui il dramma della malagestione dei rifiuti sta affliggendo le popolazioni in Campania, abbiamo voluto mettere in campo azioni concrete e visibili in città per chiedere più raccolta differenziata e parlare con i cittadini –ha dichiarato Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio-. A Roma in questi anni c’è stata una crescita importante della raccolta differenziata, ma siamo ancora molto lontani dagli obiettivi fissati dalla recente Legge finanziaria, da una gestione dei rifiuti moderna, che abbia un basso impatto ambientale e ci permetta di riutilizzare e riciclare il più possibile. In questo senso, la ricetta è chiara, è quella di centinaia di Comuni e di diverse Regioni italiane: vanno tolti i cassonetti dalle strade, passando alla raccolta domiciliare o porta a porta, rendendo così più facile la raccolta stessa. Questa è la vera soluzione del problema rifiuti, non lo è la discarica di Malagrotta che da decenni crea danni ai cittadini e al territorio, come non lo sono i termovalorizzatori, che è inutile far crescere all’infinito visto che possono trattare al massimo il 40% dell’indifferenziato: discariche e termovalorizzatori devono avere quel ruolo residuale che la legge ci impone, mentre la priorità va data a riduzione, riuso e differenziata.”
E’ stata di 1.829.458 tonnellate la produzione di rifiuti a Roma nel 2006 (ultimo dato disponibile), 656,90 kg per abitante, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2004 in cui se ne producevano 653,90 kg per abitante. La differenziata nel periodo 2001/2006 ha visto un incremento del 190%, è triplicata, passando dal 5,6% al 16,2% (dati calcolati escludendo la raccolta differenziata degli inerti come per le altre città italiane). Nel 2006 sono carta e cartone con oltre 178.000 tonnellate a
trainare i numeri della differenziata, mentre, allo stesso modo, sono di grande interesse i dati relativi alle oltre 22.000 tonnellate di scarti verdi dei giardini, con un incremento rispetto al 2005 del 46,92%, e alle quasi 12.000 tonnellate di sostanza organica, con un incremento del 69,39%. Il vero punto dolente sembra essere quello delle 42.000 tonnellate di multimateriale: anche in questo caso si registrano dei miglioramenti (+18,19 nel 2005 e +13,38 nel 2006), ma non c’è il salto di qualità delle altre frazioni.

“Con gli Amici del riciclo, cittadini volontari che si danno da fare per il loro quartiere, vogliamo indicare con chiarezza la strada da imboccare, senza perdere tempo, quella della riduzione della produzione di rifiuti, del riuso e della raccolta differenziata –afferma Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio-. Si parla tanto dei sì e dei no agli impianti e sembra che solo questo sia il problema, ci chiediamo perché invece ci sia un grande no alla raccolta differenziata. Bisogna partire da cose veramente semplici, come il prevedere la raccolta porta a porta nei nuovi quartieri che nascono, in cui i cittadini arrivano senza abitudini consolidate e disponibili subito a mettere in campo questo tipo di raccolta più virtuoso. Quella del porta a porta è la strada già imboccata da tempo in molte città, come Milano o i tanti capoluoghi del Veneto o dell’Emilia Romagna, che non richiede tempi lunghi o grosse tecnologie, basta eliminare i cassonetti e chiedere ai cittadini di buttare i rifiuti differenziati direttamente nei sacchi neri e trasparenti. Non c’è più tempo da perdere, purtroppo anche la nostra città e la nostra regione rischiano situazioni di emergenza, e non certo per colpa della mancanza di impianti.”
Secondo Legambiente Lazio la ricetta è chiara: via i cassonetti dalle strade di tutta Roma per raccogliere i rifiuti differenziati e indifferenziati direttamente nei sacchi, subito raccolta differenziata domiciliare in tutti i nuovi quartieri, iniziative per ridurre i rifiuti come la vendita dei prodotti sfusi o alla spina con un obiettivo di riduzione del 10% al 2015, rilancio del riuso dei materiali a partire da quel 52% potenzialmente riusabile che transita nelle isole ecologiche comunali (dati “Occhio del Riciclone”), nuovi investimenti per la raccolta differenziata per cambiare sistema di gestione e potenziare gli impianti di trattamento a partire dal multimateriale, nuove campagne di informazione e sensibilizzazione, sì alla chiusura del ciclo con i termoinceneritori ma non sono la panacea per il male “rifiuti”, va data priorità a riduzione, riuso e alla differenziata.

Ha partecipato all’iniziativa: Dario Esposito, Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Roma.

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Targhe alterne e blocchi totali: stop alle deroghe per tutti.

Comunicato Stampa

“L’unica risposta alle polemiche di qualcuno, circa le deroghe per le auto Euro 4 nelle giornate di targhe alterne e di blocco del traffico, è lo stop a tutte le eccezioni: quando si fermano le auto bisogna dare certezze ai cittadini, fermando tutti i veicoli, senza deroghe -dichiara Lorenzo Parlati, Presidente Legambiente Lazio-. Già lo scorso anno avevamo sostenuto questa proposta, proprio per non indurre in errore i cittadini, ma nel corso del tempo la situazione sta divenendo ancora più grave, visto che cresce il numero delle auto Euro 4, soprattutto diesel. Le auto Euro 4 a gasolio inquinano, infatti, quanto le auto Euro 0 a benzina: sono 48 i milligrammi al chilometro di Pm10 primario prodotti dalle automobili Euro 4 a gasolio, contro i 42 milligrammi al chilometro per le automobili Euro 0 a benzina. E’ positivo che siano intanto stati fermati i diesel Euro 4 senza filtro ma la soluzione vera è lo stop alle deroghe.”
Nel corso del tempo, è vero che la tecnologia ha fatto sì che sua diminuita per tutti i mezzi la quantità di PM10 emessa, ma rimangono ancora molto alte le emissioni per le auto a gasolio. Ma vediamo nel dettaglio. Le auto a benzina Euro 0 prodotte fino al 1981 emettevano complessivamente 68 mg/km di Pm10 primario, quelle tra il 1981 e il 1984 arrivavano a 52 mg/km, quelle dal 1984 al 1992 scendevano a 42 mg/km. Da quella data inizia il percorso virtuoso della normativa Euro, che ha portato le automobili Euro 4 a produrre circa 19 mg/km. Interessante anche la suddivisione tra il quantitativo che deriva direttamente dalla combustione, misurata dallo scappamento durante un ciclo urbano, corrispondente a 0,8 mg/km, a cui vanno aggiunti ben altri 18 mg/km derivanti da freni, pneumatici e abrasione. Per le automobili a gasolio i numeri sono molto diversi: partiamo da ben 213 mg/km di quelle cosiddette convenzionali prodotte fino al 1993, per poi passare a 84 mg/km nel periodo 1994/2000, a 66 mg/km poi fino al 2005 e solo con le Euro 4 dal primo gennaio di quest’anno arrivare a 48 mg/km, con un dato che rimane comunque altissimo. Anche in questo caso, è interessante la suddivisione tra il quantitativo che deriva direttamente dalla combustione, misurata dallo scappamento, corrispondente a 30 mg/km, a cui vanno aggiunti gli altri 18 mg/km derivanti da freni, pneumatici e abrasione. Ben più pesanti i dati per i mezzi commerciali che, nella migliore delle ipotesi, per quelli leggeri, cioè al di sotto delle 3,5 tonnellate, e comunque Euro 4, arrivano a produrre ben 57 mg/km di Pm10, mentre nel caso dei mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate arrivano a 124 mg/km di PM10. Tutta un’altra storia quella dei ciclomotori, quelli al di sotto dei 50 cc, i cosiddetti “cinquantini” producono ben 128 mg/km di Pm10, quanto un camion sostanzialmente; i motocicli, invece, si attestano a 48 mg/km.

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Targhe alterne, un solo dato certo: centinaia di migliaia di auto ferme non emettono nuovi inquinanti nell’aria.

Comunicato Stampa
Targhe alterne, un solo dato certo: centinaia di migliaia di auto ferme non emettono nuovi inquinanti nell’aria. Potenziare gli interventi per avere risultati più efficaci, eliminare tutte le deroghe, puntare su mobilità sostenibile, trovare subito i soldi per i treni dei pendolari. Inaccettabile la mancanza del piano regionale di risanamento dell’aria, strumento fondamentale per coordinare gli interventi in tutto il Lazio, attingere a finanziamenti europei, prevedere nuove e più incisive azioni di limitazione del traffico privato.

“Partono le targhe alterne e ripartono le polemiche, ma un solo dato rimane certo per la
salute dei cittadini: le centinaia di migliaia di automobili che oggi sono state ferme non hanno
emesso nell’aria che respiriamo quel pericoloso cocktail di inquinanti, in cui si evidenziano le
polveri sottili, che comportano un incremento di ricoveri e mortalità per malattie respiratorie
e cardiocircolatorie. Questi sono i fatti, su questa strada bisogna quindi andare avanti,
potenziando ancora gli interventi per avere risultati più efficaci -dichiara Lorenzo Parlati,
Presidente Legambiente Lazio-. Il 2007 si è chiuso con nove centraline su dieci della rete di
monitoraggio che hanno superato i limiti di legge per decine e decine di giorni, in testa a tutte
Francia e Tiburtina con 112 superamenti nel corso dell’anno. Sono numeri davvero preoccupanti
che hanno significato un rischio serio per la salute delle persone. Numeri in cui si legge però una
leggera tendenza in calo, visto che nel 2006 la centralina Francia aveva raggiunto addirittura 138
superamenti, rivelando la bontà della direzione intrapresa con i provvedimenti di limitazione del
traffico privato e potenziamento di quello pubblico, non solo le targhe alterne quindi, provvedimenti
che vanno pertanto decisamente rafforzati per avere risultati più efficaci. Servono risposte più
articolate e più determinate, misure più estese nel tempo e senza nessuna deroga, prevedendo nuove
e più incisive azioni di limitazione del traffico veicolare privato, per tutelare la salute delle persone.
Dando così una scossa in avanti alle azioni che si stanno intraprendendo, rilanciando le Domeniche
a piedi come occasioni per sperimentare soluzioni nuove e le targhe alterne che rischiano altrimenti
di rimanere un provvedimento isolato. In questo contesto è davvero inaccettabile che ancora non
sia stato approvato il piano di risanamento dell’aria, da anni fermo in Regione, uno strumento
fondamentale per armonizzare gli interventi e stabilire misure di limitazione del traffico
coordinate tra le città ed a carattere regionale, attingendo anche ai consistenti finanziamenti
europei disponibili.”
“I provvedimenti di limitazione del traffico come le targhe alterne sono utili e necessari contro
lo smog e vanno inseriti in un contesto di iniziative a più ampio respiro, dando certezze ai
cittadini: vanno eliminate in tal senso tutte le deroghe, ed è positivo che siano intanto stati
fermati anche i diesel Euro 4 senza filtro, certo sempre più incomprensibili visti anche i
recenti incentivi governativi alla rottamazione che hanno coinvolto anche le auto Euro 2, in
vendita fino a 5 anni fa –dichiara Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio-. Di
tutt’altro segno gli incentivi invece per l’auto collettiva del car sharing, ottenibili rottamando la
propria automobile senza comprarne una nuova ma abbonandosi a questo innovativo sistema di
mobilità sostenibile: la situazione di inquinamento in cui versa la nostra regione, ed in particolare la
Capitale, richiede interventi urgenti puntando anche in questa direzione. Allo stesso tempo, mentre i
soldi per le rottamazioni delle auto si trovano sempre, ancora non sono ricomparsi invece i soldi per
i treni pendolari e dal prossimo mese di marzo si rischia seriamente di vedere meno treni in
circolazione sulle nostre tratte ferroviarie.”