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goletta verde risultati

Goletta Verde presenta i risultati del monitoraggio nel Lazio: cariche batteriche elevate per 12 campionamenti su 24, 10 punti “fortemente inquinati” e 2 “inquinati”
Ad Ardea, Nettuno, Tarquinia, Cerveteri e Pomezia le situazioni puntuali peggiori da troppi anni consecutivi con risultati pessimi
Legambiente: “Metà delle analisi mostrano porzioni di mare a rischio per presenza di fogne non depurate. Siamo a disposizione per costruire soluzioni ai problemi che segnaliamo ma molti comuni devono fare di più, obiettivo principale è rendere migliore il mare del Lazio”

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Goletta Verde, presenta i dati sulla depurazione nel Lazio

Anzio, 7 agosto 2019​​​​​​

Invito Stampa

 

Goletta Verde presenta i dati sulla depurazione nel Lazio

 

Domani, giovedì 8 agosto, alle ore 11

A bordo di Goletta Verde, porto Innocenziano, attracco 20 – Anzio 

 

 

Si terrà domani, giovedì 8 agosto, alle ore 11.00, a bordo della Goletta Verde in sosta al porto Innocenziano (attracco 20) di Anzio, la conferenza stampa regionale di presentazione dei dati sulla depurazione nel Lazio.

 

Interverranno:

Anna Tomassetti, presidente del circolo “Le Rondini” di Anzio

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio

Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde

 

 

Nel pomeriggio, alle ore 16:00, al Lido dei Pini, si terrà il trash mob“Usa e getta? No, grazie”, mentre alle ore 17:00 e alle ore 19:00 il circolo di Anzio ha organizzato i racconti animati per bambini sul riciclo.

Durante tutta la giornata sarà possibile visitare la mostra sui fondali marini di Anzio e Nettuno e l’opera “La Tartaplastica” di Francesca Fagiolo.

 

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Ufficio Stampa: Elisabetta Di Zanni | +39 347 664 5685 | golettaverde@legambiente.it

 

Goletta Verde è una campagna di Legambiente

Avviato il Contratto di Fiume del Rio Santa Croce con i comuni di Formia, Spigno Saturnia e Minturno

Avviato il Contratto di Fiume del Rio Santa Croce: firmato il Manifesto di Intenti dai comuni di Formia, Spigno Saturnia e Minturno, dal circolo Legambiente SudPontino e da Legambiente Lazio

Questa mattina, presso il Comune di Formia è stato firmato il Manifesto di Intenti per il Contratto di Fiume del Rio Santa Croce/Rio Capo d’Acqua. Firmatari del documento che avvia il percorso di Contratto di Fiume sono stati Paola Villa sindaco di Formia, Salvatore Vento sindaco di Spigno Saturnia, Gerardo Stefanelli sindaco di Minturno, Dino Zonfrillo presidente del circolo “Verde-Azzurro Sud Pontino” di Legambiente e Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio; la firma è avvenuta alla presenza di Cristiana Avenali responsabile ufficio di Scopo per i Contratti di Fiume e Piccoli Comuni della Regione Lazio.

“Parte il percorso di Contratto di Fiume per il Rio Santa Croce, un corso d’acqua dove, da oltre dieci anni con la Goletta Verde, emergono situazioni disastrose e carichi batterici fecali altissimi, provocati da fogne non depurate – commentano Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio e Dino Zonfrillo presidente del circolo Verde-Azzurro Sud Pontino di Legambiente -.  La sfida per tutti i firmatari del contratto, e per quanti firmeranno tra associazioni, aziende e cittadinanza, è quella di risolvere insieme una delle criticità ambientali più evidenti della costa, che per troppi anni ha avuto un impatto diretto su uno dei litorali migliori di tutto il territorio regionale. Riqualificare il fiume tutelandone la biodiversità e mettendo in sicurezza idraulica le aree prospicenti, è l’obiettivo per un contratto di fiume che tocca anche i territori protetti del Parco Regionale Riviera D’Ulisse e del Parco Regionale degli Aurunci. Noi siamo a disposizione e ringraziamo i comuni per aver attivato il contratto, così come un plauso va all’Ufficio di Scopo per i Contratti di Fiume della Regione che, attraverso un gran lavoro e l’attivazione di risorse messe a bando, ha creato un effetto moltiplicatore straordinario per la diffusione di contratti di fiume in tutto il Lazio”.

 

PTPR del Lazio, Legambiente “Coniugare salvaguardia aree agricole ed energie rinnovabili”

PTPR del Lazio, Legambiente “Il Piano deve coniugare salvaguardia Aree Agricole e sviluppo delle Energie Rinnovabili, difendere il centro storico di Roma, facilitare la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua contro il rischio idrogeologico e tutelare i Parchi”  

Il testo del nuovo PTPR del Lazio in aula di Consiglio Regionale, Legambiente si rivolge al consiglio ponendo in primo piano 4 temi: tutela del suolo agricolo che si coniughi con le possibilità di sviluppare energie rinnovabili, salvaguardia degli edifici di pregio nel centro storico di Roma, rinaturalizzazione dei corsi fluviali per combattere i rischi idrogeologici, massima tutela paesaggistica nei Parchi Regionali.

Secondo l’ultima stesura, sul tema degli impianti fotovoltaici a terra Legambiente fa notare che si usa una formula in grado di fermare i rischi di consumo di suolo ma che non garantisce lo sviluppo delle rinnovabili. “Il PTPR in discussione ferma i rischi di consumo di suolo in aree agricole di pregio, causati da campi fotovoltaici a terra, ma non garantisce lo sviluppo delle rinnovabili. La vera sfida però è quella di costruire un piano che consenta lo sviluppo delle rinnovabili e contemporaneamente tuteli le aree agricole – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Per questo chiediamo che si possa continuare a fare impianti fotovoltaici a terra, con copertura però non superiore ad una minima porzione di ciascun appezzamento, anche ai fini dell’autoconsumo. Così si garantisce salvaguardia del suolo agricolo, multifunzionalità reale di utilizzo del suolo, sostegno all’agricoltura e slancio alle rinnovabili, anche al fotovoltaico a terra, che il piano invece deve spingere per la massima diffusione nelle aree degradate, a partire da ex cave dismesse e discariche a fine vita”.

Legambiente, oltre a sostenere e firmare l’appello dell’associazione “Carte in Regola” per la salvaguardia degli edifici di pregio nel centro storico di Roma, chiede che nel piano sia valorizzata la possibilità di rinaturalizzazione dei corsi fluviali. “Sulla tutela del patrimonio storico e degli edifici di pregio, è chiaro che il piano può e deve essere molto più incisivo e stringente: il centro storico di Roma non può subire rischi, come quello già corso di veder sostituiti palazzi storici con nuove costruzioni che nel tessuto urbano di inizio novecento sarebbero semplicemente inguardabili. La rigenerazione, l’abbattimento e ricostruzione, deve avvenire sugli edifici brutti e in contesti di scarso pregio, non certo nella città storica della capitale”.

Dopo l’ennesima drammatica giornata di clima violento Legambiente chiede anche che il PTPR possa incidere al meglio a vantaggio di progetti per la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua interni “Fiumi, Laghi, Foci sono sempre più importanti nella lotta per l’adattamento del territorio ai mutamenti climatici che continuano a mostrare la violenza che abbiamo scatenato con le emissioni climalteranti. Nel Lazio si sta sviluppando un grande effetto moltiplicatore nei percorsi dei Contratti di Fiume che vanno proprio in questa direzione, grazie alla positiva azione dell’ufficio di scopo e delle risorse messe a disposizione per lo sviluppo di nuovi contratti; anche con il Piano la Regione deve fare la sua parte nella salvaguardia dai rischi idrogeologici, consentendo e stimolando al meglio progetti di rinaturalizzazione dei contesti idrologici, attraverso delocalizzazioni e abbattimenti del costruito. Oggi questa Regione è impegnata in prima fila nel rilancio di Parchi e aree protette, la cui valorizzazione è elemento di sviluppo sostenibile e adattamento al clima che cambia; Il PTPR deve essere colto come un’occasione da non perdere per la conferma della tutela anche nelle aree dove, oltre al vincolo ambientale assicurato dai Piani d’Assetto, deve essere garantito il vincolo paesaggistico – conclude Scacchi-. Questa amministrazione non può che essere la prima a inserire tutto ciò nel PTPR”.

Goletta dei Laghi 2019 sul Lago di Bolsena

Legambiente contro le monocolture da noccioleti, rischio per il lago di Bolsena e per il territorio

Presentati inoltre i risultati del monitoraggio microbiologico, dai quali emerge un miglioramento in depurazione dei reflui che arrivano al lago

No alle monoculture intensive dei noccioleti. Queste sono state le parole chiave del convegno “Monocolture agricole e noccioleti, rischi ambientali e metodi di tutela del Lago di Bolsena”, tenutosi sabato 27 luglio presso l’Enoteca Provinciale Tuscia, al termine del quale sono stati presentati anche i dati del monitoraggio microbiologico dei laghi di Bolsena e di Vico. La campagna di Legambiente è realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.

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Individuata e sequestrata azienda responsabile del inquinamento nel fiume Sacco a autunno

Individuata e sequestrata azienda responsabile dell’inquinamento nel fiume Sacco con le schiume nello scorso novembre

Secondo quanto emerso dalla nota stampa divulgata questa mattina da Arpa Lazio (Agenzia regionale di protezione ambientale della Regione Lazio) il Comando dei Carabinieri forestali di Frosinone avrebbe sequestrato un’azienda di Patrica (FR), individuata come responsabile dell’inquinamento del fiume Sacco, corso d’acqua ricoperto per centinaia di metri da schiuma fitta tra il 24 e il 30 novembre 2018. Legambiente, fra quanti avevano raccontato l’annosa vicenda e inviato dettagliato esposto all’autorità giudiziaria, ringrazia quanti hanno potuto far emergere le responsabilità di quel disastro.

“Vogliamo ringraziare le autorità competenti, i Carabinieri Forestali e Arpa Lazio per aver analizzato lo stato dell’acqua e portato all’individuazione dei responsabili di una delle vicende più brutte del territorio -commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio-. In quelle mattine di novembre abbiamo visto scene assurde di inquinamento che non devono ripetersi mai più. Il fiume Sacco è stato devastato negli anni dalla chimica e dalle illegalità con le quali venivano sversati i reflui industriali, ora emergono di nuovo tubature che bypassano i depuratori, sostanze chimiche di ogni genere sversate mentre il fiume ha bisogno solo di bonifica e risanamento ambientale attraverso l’attuazione del contratto di fiume e degli accordi del SIN (sito di interesse nazionale) per la bonifica”.

Da quanto emerso, tensioattivi, dilimonele, eucaliptolo, cinele, levomentolo sono le sostanze trovate in quei giorni nel fiume e nell’azienda poi sequestrata.