Category Archive Dossier 2019

goletta verde risultati

Goletta Verde presenta i risultati del monitoraggio nel Lazio: cariche batteriche elevate per 12 campionamenti su 24, 10 punti “fortemente inquinati” e 2 “inquinati”
Ad Ardea, Nettuno, Tarquinia, Cerveteri e Pomezia le situazioni puntuali peggiori da troppi anni consecutivi con risultati pessimi
Legambiente: “Metà delle analisi mostrano porzioni di mare a rischio per presenza di fogne non depurate. Siamo a disposizione per costruire soluzioni ai problemi che segnaliamo ma molti comuni devono fare di più, obiettivo principale è rendere migliore il mare del Lazio”

Read More

Dossier Ecomafia 2019 di Legambiente

Dossier Ecomafia 2019 di Legambiente

Lazio 5° Regione per illegalità ambientali, nel 2018 2.062 ecoreati, 5,6 ogni giorno

Alla presentazione del Rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente, oggi a Roma si sono affrontati i caldi temi relativi ai reati ambientali e presentati i numeri di infrazioni, reati, arresti, sequestri, nel ciclo illegale dei rifiuti, abusivismo edilizio, incendi dolosi e corruzione in materia ambientale. Calo del numero netto di infrazioni nella Regione, erano state 2.684 nel 2017 e 2.241 nel 2016, ma il Lazio, con 2.062 infrazioni appurate nel 2018, rimane stabilmente quella con il numero più alto di illeciti ambientali, il 7,7% sul totale nazionale, dopo le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa.

Il ciclo dei rifiuti continua a segnare il maggior numero di reati tra gli altri reati nel Lazio, sesta tra le regioni per reati accertati con 545 infrazioni accertate, 704 denunce, 15 arresti e 242 sequestri. E proprio sui rifiuti medaglia di bronzo, di quelle che non si vorrebbe ricevere, va alla Città Metropolitana di Roma che è terza provincia nell’illegalità del ciclo dei rifiuti con 201 infrazioni accertate (3,8% sul totale nazionale), 177 denunce, 7 arresti e 96 sequestri.

Read More

Dossier Ecomafie 2019

ERRATA CORRIGE
Dossier Ecomafia 2019 di Legambiente

Lazio 5° Regione per illegalità ambientali, nel 2018 2.062 ecoreati, 5,6 ogni giorno

Città Metropolitana di Roma al terzo posto tra le Provincie per illeciti, 1.037 nel 2018

“Lazio ancora in posizioni pessime per reati ambientali, fanno da traino i reati sullo smaltimento dei rifiuti nella Città Metropolitana di Roma, conseguenza della vergognosa situazione della gestione dei rifiuti romani“

Alla presentazione del Rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente, oggi a Roma si sono affrontati i caldi temi relativi ai reati ambientali e presentati i numeri di infrazioni, reati, arresti, sequestri, nel ciclo illegale dei rifiuti, abusivismo edilizio, incendi dolosi e corruzione in materia ambientale. Calo del numero netto di infrazioni nella Regione, erano state 2.684 nel 2017 e 2.241 nel 2016, ma il Lazio, con 2.062 infrazioni appurate nel 2018, rimane stabilmente quella con il numero più alto di illeciti ambientali, il 7,7% sul totale nazionale, dopo le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa.

Il ciclo dei rifiuti continua a segnare il maggior numero di reati tra gli altri reati nel Lazio, sesta tra le regioni per reati accertati con 545 infrazioni accertate, 704 denunce, 15 arresti e 242 sequestri. E proprio sui rifiuti medaglia di bronzo, di quelle che non si vorrebbe ricevere, va alla Città Metropolitana di Roma che è terza provincia nell’illegalità del ciclo dei rifiuti con 201 infrazioni accertate (3,8% sul totale nazionale), 177 denunce, 7 arresti e 96 sequestri.

“Il Lazio ancora in posizioni pessime e tra le Regioni con più reati ambientali, – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – a fare da traino al numero dei reati complessivi è la vergognosa situazione dei rifiuti romani che porta la provincia di Roma ad essere la terza peggior provincia italiana per reati legati al ciclo dei rifiuti: il Campidoglio,  con una gestione vergognosa dei rifiuti negli ultimi anni, non solo contribuisce a rendere la capitale indecente per condizioni ambientali e sanitarie, ma spiana la strada, anno dopo anno, a reati come abbandono, roghi e smaltimento illecito dei rifiuti. Riempirsi la bocca di legalità senza fare assolutamente nulla per costruire un ciclo legale e virtuoso dell’economia circolare, spiana solo la strada al disastro che sta facendo il giro del mondo e all’illegalità”.

Con la provincia di Latina che si posiziona al 10° posto assoluto, con 113 infrazioni accertate, 120 denunce e 65 sequestri, il Lazio conta ben due province nei primi dieci posti della classifica provinciale sul ciclo illegale dei rifiuti.
Alle due province di Roma e Latina seguono: quella di Frosinone con 60 infrazioni, 152 denunce e 25 sequestri; quella di Viterbo con 51 infrazioni, 50 denunce e 21 sequestri e, infine, quella di Rieti con 30 infrazioni, 29 denunce, 2 arresti e 12 sequestri. Nota positiva è il calo del numero di arresti operato dalle forze dell’ordine che è pari a zero nelle tre province di Latina, Frosinone e Viterbo e il netto calo delle infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti nella provincia di Frosinone che passa da 167 infrazioni nel 2017 alle 60 del 2018 non rientrando, pertanto, nei primi 10 posti della classifica provinciale dove, lo scorso anno, occupava il 5° posto.

Se lo scorso anno i reati legati al ciclo del cemento erano in netto calo rispetto agli anni precedenti (“solamente” 347 infrazioni accertate rispetto alle 375 del 2016 a alle 514 del 2015) lo stesso non può dirsi per i dati relativi al 2018. L’abusivismo edilizio, infatti, torna a crescere in maniera esponenziale arrivando a toccare gli stessi numeri di tre anni fa, forse perché, per la prima volta, rientrano nel conteggio anche le infrazioni verbalizzate dal Comando carabinieri per la tutela del lavoro in materia di sicurezza, abusivismo, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Il Lazio, dunque, occupa il 4° posto nella classifica regionale contando 514 infrazioni (7,8% su totale nazionale), 625 denunce, 7 arresti e 162 sequestri mentre la peggior provincia è Roma che al 6° posto nella graduatoria provinciale con 199 infrazioni accertate. La provincia di Latina, che nel 2017 occupava il 6° posto nella classifica provinciale vede, anche quest’anno, un netto calo dei reati sull’abusivismo edilizio con 122 infrazioni accertate (erano 144 nel 2017), 152 denunce, 1 arresto e 43 sequestri; segue la provincia di Frosinone con con 69 infrazioni, 66 denunce e 11 sequestri; quella di Viterbo con 63 infrazioni, 81 denunce e 7 sequestri; e quella di Rieti con 52 infrazioni, 71 denunce, 6 arresti e 5 sequestri. Una nota positiva nella nostra regione si riscontra sul fronte degli incendi in quanto continua il trend positivo di calo degli stessi. Infatti, se rispetto ai dati riferiti all’anno 2016, il Lazio occupava il 4° posto nella classifica regionale con 436 infrazioni accertate, già l’anno successivo scendeva al 6° posto fino ad arrivare, nei dati del rapporto presentato oggi, ad occupare l’ottavo posto con 105 infrazioni, 12 denunce, 1 arresto e 1 un sequestro. La corruzione in materia ambientale Triste primato, anche quest’anno, per il Lazio che, nella classifica regionale sulla corruzione ambientale, si conferma al primo posto. Determinante nella commissione degli ecoreati, la corruzione, purtroppo, è ben radicata nel nostro territorio: infatti, se nella quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso si sono contate 43 inchieste, che fanno il 43% sul totale, è il Lazio la regione con il numero più alto (23), 137 denunce, 82 arresti e 2 sequestri, seguita da Sicilia, Lombardia, Calabria e Campania.
La corruzione in materia ambientale è in netta crescita se si guardano i dati raccolti da Legambiente a partire dal 2010, complice, forse, l’alto valore economico dei vari progetti che diventa terreno fertile per le infiltrazioni di organizzazioni criminali che, invece di battersi per l’interesse pubblico sostengono esclusivamente interessi privati a beneficio, quindi, del singolo e a discapito della collettività.

“Se lo scorso anno le tante piogge hanno aiutato a contrastare i reati di tipo incendiario, è nel ciclo del cemento che continua ad essere necessaria più vigilanza diretta da parte dei comuni – conclude  Roberto Scacchi – Sia in provincia di Roma che in quella di Latina  sulle altre, terremo alta l’attenzione su tutti gli illeciti da cemento illegale. L’abusivismo edilizio deve essere affrontato con molta durezza, perché con i mutamenti climatici ai quali assistiamo, ogni metro quadro di cemento al posto di aree naturali, aumenta i rischi idrogeologici, i fenomeni erosivi costieri, le possibilità di frane e alluvioni, con conseguenze drammatiche per l’ambiente e per la collettività. In questo senso va posta maggior tutela e attenzione a quanto avviene intorno alle acque interne, valorizzando sempre meglio i percorsi verso i Contratti di Fiume”.

Al link il dossier nazionale completo
http://noecomafia.it/

spiagge fondali 2019

Spiagge e Fondali Puliti, nel Lazio presentato il dossier Beach Litter: sulle spiagge 1 rifiuto ogni 3 metri lineari, 89% in plastica, 82% proveniente dalla cattiva gestione dei rifiuti a terra e 15% dalla scarsa depurazione.

“I rifiuti in spiaggia hanno impatti devastanti sugli ecosistemi marini”

Tappi, cotton-fioc, polistirolo frammentato, bottiglie di plastica, mozziconi e stoviglie monouso i rifiuti più presenti

“C’è bisogno di progetti come il Fishing for Litter, di bandire le plastiche monouso, eliminare la plastica da imballaggi e sanitari, aumentare la depurazione, riqualificazione i fiumi e soprattutto costruire una gestione virtuosa dei rifiuti a terra”

 

Torna SPIAGGE E FONDALI PULITI, la più grande campagna di volontariato per la pulizia del litorale nazionale e del Lazio, che nel 2019 si svolge con il contributo della Regione Lazio lungo tutta la costa. Dopo l’anteprima sulla spiaggia di Coccia di Morto a Fiumicino dello scorso 20 maggio, ieri in azione il circo Verde-Azzuro Sud Pontino di Minturno-Formia-Gaeta con scuole, amministratori, migranti e volontari a Formia, dove le grandi pulizie proseguono per tutto il fine settimana. Oggi e domani in campo il circolo “Pisco Montano” di Terracina con tutta la sua rete Plastic Free, i dati di Fishing for Litter di raccolta plastiche durante la pesca, le pulizie del porto, delle spiagge e tanto altro in un ricco programma. Ad Anzio, per tutto il giorno il circolo “Le Rondini Anzio-Nettuno” ha raccolto rifiuti nelle spiagge del territorio. A Ostia dal chiosco “Il Mediterranea” il circolo Litorale Romano con Legambiente Lazio e i volontari arrivati, hanno ripulito spiagge e dune di Capocotta, mentre i sub sono usciti per “pescare” rifiuti e ripulire i fondali alle Secche di Tor Paterno, la grande Area Marina Protetta a poca distanza dalla costa romana, in collaborazione con RomaNatura.

 

Una grande festa del mare durante la quale Legambiente Lazio ha presentato il dossier Beach Litter 2019, indagine che da cinque anni analizza tipologia e quantità dei rifiuti spiaggiati per meglio comprendere il fenomeno e accendere i riflettori sulla scorretta gestione dei rifiuti a monte, principale causa della presenza di rifiuti in mare. L’indagine ha preso in esame 6 spiagge in 4 Comuni: la spiaggia del Levante (“la spiaggetta”) sul lungomare Matteotti a Terracina, due transetti sul lido di Marechiaro e uno presso il Lido dei Pini ad Anzio, la spiaggia di Coccia di Morto a Fiumicino (Rm) e la spiaggia di Ostia, presso il Mediterranea.

 

Il dossier Beach Litter 2019 nel Lazio ha riguardato un’area campionata di 19.100 mq, dove sono stati trovati 5.985 rifiuti, 1 rifiuto ogni 3 metri lineari, quantità incredibile se si pensa che ciò che si vede è solo il 15% dei rifiuti che entrano nell’ecosistema marino. La plastica il materiale più trovato, 89% del totale (percentuale maggiore rispetto alla media nazionale dell’81%), seguita da legno lavorato (3%), carta e cartone (2%), vetro e ceramica (2%). La causa principale della presenza di rifiuti in spiagge e mari è la cattiva gestione dei rifiuti urbani (82%), insieme alla carenza dei depuratori responsabile del 15% degli oggetti ritrovati (ben oltre la media nazionale dell’8%). Pesca e acquacultura responsabili del 3% dei rifiuti con reti, lenze, scatoline delle esche. I rifiuti derivanti dalla cattiva gestione urbana sono imballaggi, mozziconi di sigaretta, accendini, pacchetti di sigarette, buste di plastica e inerti da edilizia. Nella top ten dei rifiuti più presenti ci sono: tappi di plastica, pezzi di plastica (cotton fioc) e polistirolo “precursori” delle microplastiche, mozziconi di sigarette, bottiglie di plastica (41 ogni 100 metri), stoviglie di plastica (30 ogni 100 metri).

 

“I rifiuti in spiaggia hanno impatti devastanti sugli ecosistemi marini del nostro territorio – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, come emerge chiaramente dallo studio, provengono in gran parte dalla cattive gestioni dei rifiuti a terra e sono quasi tutti in plastica. È per questo che vanno sostenuti e rilanciati progetti come il Fishing for Litter, con tanti pescatori spazzini dei fondali durante la loro consueta attività; allo stesso modo le plastiche monouso devono essere bandite su tutti i litorali così come è fondamentale un giro di vite contro quei fumatori che vedono nelle spiagge solo un enorme posacenere. Tutto questo deve essere accompagnato dal miglioramento degli stili di vita, dall’eliminazione delle plastiche in imballaggi o sanitari, dall’aumento della capacità depurativa, dalla riqualificazione degli ambienti fluviali in tutto l’entroterra ma soprattutto dalla costruzione di un modello di gestione rifiuti a terra. Oggi vogliamo però anche ringraziare le migliaia di volontari in campo questi giorni su tutta la costa, circoli di Legambiente, amministrazioni regionale e comunali, enti parco, sub, scuole, pescatori che stanno dando vita a decine di pulizie ovunque per quella che continua ad essere la più grande iniziativa di volontariato per le spiagge e il mare del Lazio”.

 

Oggi a Capocotta, oltre a pulire e presentare i risultati del dossier, Legambiente Lazio ha organizzato una vera e propria festa del mare, con attività di educazione ambientale e degustazione plastic free di prodotti tipici del Lazio. All’appuntamento erano presenti tra gli altri Maurizio Gubbiotti presidente di RomaNatura, Cristiana Avenali responsabile dell’Ufficio di Scopo per i Contratti di Fiume e Piccoli Comuni, insieme a centinaia di volontari e Elisabetta Studer presidente del circolo Legambiente Ostia Litorale Romano.

Anche nei prossimi giorni continueranno gli appuntamenti di pulizia, dalle tante di domani a quella del 27 sulla spiaggia Calanave nell’isola di Ventotene organizzata dall’amministrazione comunale, dal 31 maggio in collaborazione con il Comune di Roma sulla Spiaggia e con le scuole di Ostia, fino al 9 giugno quando il circolo Legambiente Larus di Sabaudia ripulirà il litorale all’altezza di Via Sant’Andrea.

 

scarica DOSSIER

 

Spiagge e Fondali Puliti a Capocotta

 

Spiagge e Fondali Puliti a Formia

 

Rifiuti Raccolti

 

Rifiuti Raccolti

 

“Corri Pulito” a Terracina con un plogging lungo un percorso ad anello nell’area portuale

 

Spiagge e Fondali Puliti a Anzio

 

Comuni rinnovabili nel Lazio

1° Forum regionale QualEnergia e Dossier Comuni Rinnovabili nel Lazio

Dal 2010 al 2017 rinnovabili in crescita: fotovoltaico da 150 a 1750 GWh, eolico da 15 a 110 GWh, bioenergie da 100 a 700 GWh

Tra 2016 e 2017 nel Lazio il maggior numero di installazioni di rinnovabili in Italia, da 46.537  a 50.296, raggiunta la potenza di 1.325 a MW ma l’84,7% dell’energia viene ancora prodotta con fonti fossili

“La chiusura della megacentrale di Montalto è stato un grande successo ambientalista; ora chiediamo lo spegnimento della centrale a carbone di Civitavecchia per la decarbonizzazione, l’abbattimento delle emissioni, la salute e l’ambiente del Lazio”

https://www.dropbox.com/s/2dw3y7ni9ajp82w/Dossier_qualenergialazio2019.pdf?dl=0

Read More