Category Archive Dossier

Roma ferma al 44% di raccolta differenziata che nel 2017 sale di appena un punto e mezzo, e ferma al 33% anche l’estensione del Porta a Porta

L’anno passato più di 700.000 tonnellate di rifiuti sono stati bruciati nei termovalorizzatori di altri territori, il 41% del totale.

“L’emergenza rifiuti a Roma è ormai strutturale, il Campidoglio ha messo in campo troppo poco e la monnezza viene in gran parte bruciata”

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Dossier Colosseo

Domenica Ecologica, Legambiente anima Via dei Fori Imperiali e presenta lo studio STOP AUTO AL COLOSSEO

Contati oltre 3.300 veicoli a motore l’ora a pochi metri dal più importante monumento d’Italia

“A Roma la sfida di rilancio dei mezzi pubblici inizi togliendo le auto dal Colosseo. Ma da troppi anni non si progetta niente di nuovo per aumentare il trasporto pubblico, e quello che c’è è sempre più scadente”

 

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Ecosistema Urbano 2017, Roma verso il fondo della classifica nella sostenibilità ambientale, scende al 88° pos to, perse 33 posizioni in 10 anni

Ecosistema Urbano 2017, Roma verso il fondo della classifica nella sostenibilità ambientale, scende al 88° posto, perse 33 posizioni in 10 anni

Nella Capitale crolla la fiducia e l’uso dei mezzi pubblici, appena 328 viaggi all’anno per abitante nel 2016 (da 512 nel 2015)

“A Roma nessun passo in avanti nella mobilità sostenibile e gestione dei rifiuti, mentre l’amministrazione pensa ad assurde gare di auto la città sprofonda nelle classifiche di sostenibilità ambientale”

Nel resto del Lazio scende Latina al 89° posto, Frosinone appena 99°. Il miglior capoluogo Rieti, 61°, Viterbo 102° perché non fornisce i dati utili.

Legambiente ha presentato oggi a Milano l’edizione 2017 di Ecosistema Urbano, il dossier sulle perfomance ambientali dei capoluoghi di provincia giunto alla XXIV edizione, e realizzato in collaborazione con “Ambiente Italia” e “Il Sole 24 Ore”. Lo studio guarda alle politiche di sostenibilità ambientale messe in campo tramite l’analisi di 16 diversi indicatori che valutano insieme la qualità dell’aria, la salubrità del ciclo delle acque, i risultati che provengono dai modelli di gestione di rifiuti, lo sviluppo di mezzi pubblici, ciclabilità e aree pedonali a discapito del mezzo privato, la diffusione delle rinnovabili.
I volontari di Legambiente Lazio hanno presentato i numeri della capitale e delle città capoluogo del Lazio esponendo, con un blitz a pochi metri dal Campidoglio, lo striscione IN NOME DEL POPOLO INQUINATO, perchè la capitale peggiora di anno in anno per performance ambientali.
Roma scivola impietosamente, verso il fondo nella classifica della sostenibilità ambientale, cadendo ormai al 88° posto (85° nel dossier 2016) e impressionano le ben 33 posizioni perse in 10 anni (Roma 55° nel dossier 2007). Analizzando i vari parametri sono i rifiuti e soprattutto la mobilità sostenibile a causare il crollo: sul fronte dei rifiuti, sale di percentuali irrisorie la differenziata al 43% nel 2016 (41% nel 2015) per la quale la capitale è al 67° posto tra le città e non si riduce la produzione pro-capite ferma a 588 kg a persona ogni anno, erano 594 lo scorso anno e ora Roma 75° per il parametro; il porta a porta è completamente fermo nella diffusione al 32,8% degli abitanti, peggior dato in assoluto tra le prime 4 città italiane (Milano 100%, Napoli 42,8%, Torino 47,3%). Ma è la mobilità “immobile” che manda Roma sempre più in fondo alla graduatoria per performance ambientali, crolla la fiducia e l’uso conseguente dei mezzi pubblici con appena 328 viaggi all’anno per abitante nel 2016 (erano 512 nel 2015 – a Milano sono ben 486 e a Venezia addirittura 664); diminuisce anche l’offerta di trasporto pubblico, cioè i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente, calando dai 60 dello scorso anno ai 57 Km-vettura/abitante/anno (a Milano sono ben 93); di contro sono più di 61 le auto ogni 100 abitanti. Ferme a appena 0,17 metri quadri per abitante le quantità di isole pedonali, l’equivalente di un quadrato con lato 41 cm a testa, e a 1,27 i metri per abitante di corsie ciclabili.

“Nessun passo in avanti nella mobilità sostenibile e nella corretta gestione del ciclo dei rifiuti, stanno trascinando Roma nel fondo della classifica per scarse performance ambientali – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ed è allarmante il calo del numero di cittadini in viaggio sui mezzi pubblici, che racconta da solo quanto “immobile” sia la mobilità pubblica della capitale. È passato un 2016 dove non è accaduto veramente nulla di positivo in tal senso, e nel 2017 non si vede alcuna opera in grado di invertire la tendenza. Non sono di certo sufficienti gli annunci di strane funivie su rotaie, senza peraltro alcun piano di sostenibilità economica, o ciclovie e corsie preferenziali che sono solo strisce in terra calpestate da veicoli privati, mentre le Metro e le ferrovie urbane funzionano sempre meno e non c’è un centimetro di tram o filobus in più, anzi cala il servizio. Intanto non si pedonalizza niente, è ferma a metà la ciclopedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e il Colosseo continua ad essere un enorme pregiatissimo spartitraffico recluso dalle auto. Dall’elaborazione del Grab, unica opera finanziata realmente, vengono poi allontanati tutti quelli che lo hanno pensato e progettato gratuitamente per la città, e invece della grande opera di rigenerazione urbana stra conosciuta e premiata, rischia di diventare l’ennesima, pericolosa striscia gialla in terra”.

Sempre secondo il dossier di Legambiente, nell’aria cresce a 50,72 ug/mc la concentrazione media di No2 (Biossido d’azoto in microgrammi per metro cubo di aria), migliora scendendo a 10,78 giorni di superamento la presenza di Ozono (limite giornaliero a 120 ug/mc) e rimane stabile il PM10 con una concentrazione media di 28,75 ug/mc al giorno.

“Prolungamenti delle Metropolitane fuori il Gra, diffusione della rete tranviaria e del TPL, blocco dei diesel e ampliamento delle ztl, a questo dovrebbe puntare l’amministrazione capitolina invece dell’assurda realizzazione di una gara automobilistica completamente inutile – conclude Scacchi –. Anche sul ciclo dei rifiuti ritroviamo una percentuale di differenziata ferma dov’era e un’immobile diffusione del porta a porta sul quale si torna indietro in alcuni quartieri ripassando a vecchie sperimentazioni di raccolte mobili; non si vede neanche alcuna opera concreta di miglioramento del ciclo: sempre centinaia di autoarticolati al giorno mandano fuori dal Gra la “monnezza” romana e Roma continua a non dotarsi di alcun nuovo impianto di gestione delle frazioni differenziate”.

Nel resto del Lazio, sempre molto grave la posizione di Frosinone (99°) nel fondo della classifica generale, peggiorano Latina che scende al 89° posto (71° nel dossier 2016) e Rieti 61° (era 54° nel 2016). Viterbo in fondo alla classifica (102°) perché continua a non fornire con completezza i dati.
Nei capoluoghi fuori Roma, i dati sulla gestione dei rifiuti sono molto bassi a Latina che scende addirittura al 30% di RD (era al 32 nel dossier 2016), sale a Viterbo al 49% e sale anche a Rieti al 24%. La percentuale di differenziata è invece ferma ad un irrisorio 18% a Frosinone, dato che ferma in basso nella classifica il capoluogo ciociaro insieme ai pessimi numeri della qualità dell’aria: PM10 in concentrazione media di 35ug/mc, 20 giorni di superamento dei limiti di ozono e 33,5ug/mc di No2 medio nell’aria.
Capitolo a parte sul ciclo dell’acqua, dove il gestore del servizio idrico di Roma e Frosinone, non fornisce dati aggiornati per cui si conferma il 44% di dispersione in provincia di Roma e il terribile 75,4% in provincia di Frosinone e consumi di 165 l/ab/anno nella capitale e 175 nel capoluogo ciociaro. A Rieti la dispersione idrica sale al 55% (dal 53,8%) ma si abbassano i consumi a 150 l/ab/anno (da 155). Migliora anche se di poco la situazione a Latina col 65% di dispersione (dal 67%) e 131 l/ab/anno di consumi.

I 16 indicatori di Ecosistema Urbano: Polveri sottili (Pm10); Ozono (O3); Biossido di azoto (NO2); Consumi idrici domestici; Dispersione della rete; Capacità di depurazione; Produzione di rifiuti urbani; Raccolta differenziata; Passeggeri Trasporto Pubblico; Offerta Trasporto pubblico; Tasso motorizzazione; auto; Incidentalità stradale; Piste ciclabili; Isole pedonali; Alberi in area urbana; Energie rinnovabili; Solare fotovoltaico e termico pubblico

LE TABELLE




Al link il dossier nazionale completo

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Ecosistema scuola

Legambiente presenta il dossier Ecosistema Scuola sulla edilizia scolastica

Nel Lazio prese in considerazione le scuole di Latina e Frosinone: solo il 3,3% degli edifici sono costruiti con bioedilia e antisismici, la verifica di vulnerabilità sismica su solo il 60%, appena l’1% ha goduto di interventi di manutenzione straordinaria

Roma continua a non fornire dati mentre gli interventi di manutenzione straordinaria nella capitale sono stati solo 27 in 4 anni, di questo passo ci vorrebbero più di 63 anni per i soli interventi urgenti

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Dossier: Goletta dei laghi Bracciano

CAPTAZIONI E ABBASSAMENTO DEI LAGHI NEL LAZIO

Il Lazio dichiarato in “severità idrica alta” per la siccità

Nel 2017 precipitazioni ridotte tra l’80% e l’85% e i laghi entrano in crisi anche a causano delle eccessive captazioni

Legambiente: “Lo stop della regione alle captazioni da parte di Acea è un atto necessario per salvare il lago. Ora si inizi a prevenire l’emergenza. Subito al lavoro per una diversa gestione della risorsa idrica e il Comune di Roma si attivi per piano di adattamento al clima per tutta l’area urbana”.

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Dossier Incendi

 

Mentre ancora non si vedono all’orizzonte perturbazioni tali da poter interrompere il drammatico susseguersi di incendi che si stanno succedendo, Legambiente Lazio presenta il dossier NON SCHERZATE COL FUOCO, con tutti i numeri dei roghi più devastanti delle ultime settimane nella Regione, aggiornati al 18 luglio.

I dati complessivi dei grandi incendi, che soprattutto nelle ultime 2 settimane stanno devastando il territorio, parlano di qualcosa come 3.579 ettari bruciati, pari alla superfice di più di 5.100 campi da calcio. L’incendio più ampio si è verificato ad Alatri (FR) tra il 6 e l’8 luglio con 350 ettari andati a fuoco, e il comune più devastato in assoluto è di gran lunga quello di Itri (LT) con addirittura 916 ettari di territorio bruciato, quasi un quinto degli incendi regionali e con un’area complessiva pari al 10% dell’intero territorio comunale.

Mentre ancora non si vedono all’orizzonte perturbazioni tali da poter interrompere il drammatico susseguersi di incendi che si stanno succedendo, Legambiente Lazio presenta il dossier NON SCHERZATE COL FUOCO, con tutti i numeri dei roghi più devastanti delle ultime settimane nella Regione, aggiornati al 18 luglio.

I dati complessivi dei grandi incendi, che soprattutto nelle ultime 2 settimane stanno devastando il territorio, parlano di qualcosa come 3.579 ettari bruciati, pari alla superfice di più di 5.100 campi da calcio. L’incendio più ampio si è verificato ad Alatri (FR) tra il 6 e l’8 luglio con 350 ettari andati a fuoco, e il comune più devastato in assoluto è di gran lunga quello di Itri (LT) con addirittura 916 ettari di territorio bruciato, quasi un quinto degli incendi regionali e con un’area complessiva pari al 10% dell’intero territorio comunale. Tra le provincie, di gran lunga la peggiore situazione è quella di Latina con 16 incendi vasti per un totale 2361 ettari.

“Veramente impressionante il numero di roghi che stanno scoppiando ovunque e ormai siamo arrivati a record assoluti di aree divorate dalle fiamme – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, analizzando i numeri e le concentrazioni di incendi, non possiamo non notare quanto impattante sia il fenomeno nel sud della provincia di Latina, ed in particolar modo nel comune di Itri, fatto questo che deve essere al centro anche delle indagini degli inquirenti. Il nostro appello va a tutti i cittadini, perché segnalino ogni piccolo focolaio che è oggi un potenziale disatro, e un ringraziamento va al corpo dei vigili del fuoco così come a tutte le strutture di protezione civile regionale e locale, ma anche a tutti i volontari che stanno lavorando senza sosta ormai da settimane per preservare il territorio da questi disastri”.

Tra le provincie, di gran lunga la peggiore situazione è quella di Latina con 16 incendi vasti per un totale 2361 ettari.

“Veramente impressionante il numero di roghi che stanno scoppiando ovunque e ormai siamo arrivati a record assoluti di aree divorate dalle fiamme – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, analizzando i numeri e le concentrazioni di incendi, non possiamo non notare quanto impattante sia il fenomeno nel sud della provincia di Latina, ed in particolar modo nel comune di Itri, fatto questo che deve essere al centro anche delle indagini degli inquirenti. Il nostro appello va a tutti i cittadini, perché segnalino ogni piccolo focolaio che è oggi un potenziale disatro, e un ringraziamento va al corpo dei vigili del fuoco così come a tutte le strutture di protezione civile regionale e locale, ma anche a tutti i volontari che stanno lavorando senza sosta ormai da settimane per preservare il territorio da questi disastri”.