Legambiente: sequestro Sant'Anastasia a Fondi è tappa importante per lotta abusivismo nel Lazio

Legambiente: sequestro Sant’Anastasia a Fondi è tappa importante per lotta abusivismo nel Lazio

“Il sequestro del camping Sant’Anastasia a Fondi segna una tappa importante nella lotta all’abusivismo nel Lazio, non si può fare carta straccia delle regole e poi piangere lacrime di coccodrillo – hanno dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Gino Paparello, segretario del Circolo Legambiente di Fondi – Se sui tredici ettari dove sono scattati i sigilli, di tende e roulottes non c’era quasi l’ombra, mentre si erano moltiplicate le strutture permanenti nonostante il divieto di edificazione sulla duna, c’è poco da manifestare, purtroppo ancora una volta è toccato alla Magistratura supplire alla disattenzione dell’amministrazione locale nella pianificazione e nel controllo del litorale”.

I reati contestati sono seri e pesanti: “lottizzazione abusiva e violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici esistenti”. In trent’anni la struttura ricettiva si è trasformata in un imponente  complesso turistico-residenziale fatto di strutture permanenti esclusivamente sulla base di una licenza amministrativa per l’esercizio di un semplice campeggio da realizzare con strutture amovibili. Dotato di bungalow, ristorante, bar, edicola, tabacchi, bazar, sportello bancomat, studio medico, strutture sportive, piscine, servizi igienici e persino di una piccola chiesa, il Sant’Anastasia ha assunto negli anni le sembianze di una vera e propria “cittadina” in riva al mare, estendendosi su un’area di circa tredicimila metri quadri localizzati sulla duna di Selva Vetere, zona per la quale il Piano regolatore di Fondi prescrive ovviamente un assoluto divieto di edificazione.

Il caso del Sant’Anastasia è solo l’ultimo prodotto della situazione di anarchia che, secondo i dati ufficiali della Regione Lazio, ha portato a Fondi a registrare ben 662 abusi edilizi dal 2004 al 2009, del tutto incondonabili, nonostante il disastroso III° Condono Edilizio che ha sanato abusi perpetrati entro e non oltre il 31 marzo del 2003.

“L’unico modo per garantire i giusti diritti dei lavoratori è eliminare le strutture illegali e ripristinare le regole di conduzione dell’attività di campeggio – hanno concluso Parlati e Paparello – Dopo gli abbattimenti dell’Isola dei Ciurli nel 2007, quella dei campeggi rappresenta un nuovo e doveroso passo avanti per far tornare a vivere un territorio per troppo tempo snaturato con costruzioni illegittime fin sulla duna costiera, ed è anche l’unica vera strada per far crescere un turismo sostenibile e durature in quelle aree. In tal senso porremo grande attenzione alla variante al piano regolatore di Fondi, che non potrà in alcun modo sanare gli abusi, ma rimettere ordine eliminando la cementificazione selvaggia, liberando e rinaturando le dune, riaprendo gli accessi al mare oggi spesso negati”.

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