Pedonalizzazioni a Roma: parole, parole, parole

Pedonalizzazioni a Roma: parole, parole, parole

BASTA CON LE CHIACCHIERE E LE PRESENTAZIONI, LA PEDONALIZZAZIONE DEL COLOSSEO E DEL TRIDENTE PUÒ ESSERE AVVIATA SUBITO. ALLA CITTÀ SERVONO CONCRETEZZA, RIGORE E SERIETÀ PER CENTRARE SUBITO OBIETTIVI IMPORTANTI CHE IL SINDACO ALEMANNO NON PUÒ CONTINUARE A RINVIARE

30 dicembre 1980 – 30 dicembre 2010 – Dossier di Legambiente Lazio a trent’anni dalla prima pedonalizzazione al Colosseo

Non solo Via dei Fori Imperiali e il Colosseo soccombono alle automobili. Piazza delle Cinque Scole al Ghetto, piazza in Piscinula e piazza De Renzi a Trastevere, oppure piazza Cairoli, piazza S. Paolo alla Regola, piazza Trinità dei Pellegrini, piazza Monte di Pietà in zona Campo de’ Fiori. Sono tutte strapiene di automobili. Per non guardare a Via dei Cerchi o all’Appia Antica o a piazze e strade nei quartieri meno centrali e della periferia. Di pedonalizzazioni a Roma si parla tanto, ma si fa proprio poco. E il Sindaco Alemanno, ha superato la metà del mandato senza sottrarsi alle chiacchiere. Era il 30 dicembre 1980 quando, a due anni dall’avvertimento del Sindaco Argan («O i monumenti o le automobili»), il Colosseo svelò la prima pedonalizzazione italiana, tra il monumento e l’Arco di Costantino, seguita l’anno dopo da Piazza Navona e Piazza di Spagna. Trent’anni dopo Legambiente festeggia a modo suo, con un ricco dossier fotografico, la parziale quanto fondamentale liberazione dalle auto dello spazio, evidenziando tutti gli interventi promessi, approvati… e mai realizzati sulle pedonalizzazioni nella Capitale. Oggi nella Capitale sono pedonali 396.195 metri quadri tra strade e piazze, e possono sembrare tanti ma in realtà sono solo lo 0,03% della superficie comunale. Roma con 14 metri quadri per abitante di aree pedonalizzate si piazza al 62° posto in Italia, nella parte bassa della classifica nazionale che vede una media nelle diverse realtà urbane di 34 metri quadrati di zone interdette al traffico motorizzato ogni 100 abitanti. Eppure tutte le pedonalizzazioni realizzate dalle giunte Rutelli e Veltroni hanno rivelato luoghi magnifici della città, facendoli riscoprire ai romani e ai turisti. Tra i migliori esempi piazza del Popolo, piazza Capranica dietro al Pantheon e la meraviglia del Portico d’Ottavia al Ghetto, piuttosto che piazza dell’Orologio dietro corso Vittorio o piazza di Santa Cecilia e la nuova sistemazione di piazza San Cosimato (per la parte centrale) a Trastevere. Ma resta decisamente molto da fare.

“Le più belle piazze del centro storico di Roma sono disgustosamente assediate dalle automobili, il Colosseo si sta sbriciolando per le polveri sottili del traffico, il Tridente pedonale è rinviato al 2013, nelle aree semi-centrali e periferiche non ci sono interventi di moderazione del traffico, mentre dei grandi sogni di collegamento pedonale lungo la Via Appia Antica non c’è più traccia
-afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dal 1980 è passato molto tempo, ma Roma è cambiata troppo poco sul fronte degli spazi pedonali, le scelte promesse e approvate nel  Piano Generale del Traffico del 1999 sono rimaste spesso sulla carta, dall’insediamento della Giunta Alemanno, molto prodiga nel parlare di ipotesi e progetti, di interventi di pedonalizzazione non se ne sono più visti. L’isola pedonale che circonda il Colosseo è rimasta un’incompiuta, nonostante la Domenica sia una meravigliosa passeggiata a piedi proprio grazie all’insistenza di Legambiente. I pullman turistici scorrazzano tranquilli grazie ad un nuovo e più permissivo regolamento, la ZTL notturna ha perso due ore restituendo al caos il centro mentre quella diurna non si è né allargata di spazio né allungata di periodo come era invece previsto e la sosta tariffata scontata ha riaperto le maglie alle automobili anche nelle aree più pregiate della città. Mentre del pomposo Piano Strategico della Mobilità non c’è più traccia, il progetto per il Tridente è di là da venire, con una pedonalizzazione parziale spostata al 2013 e legata a nuovi assurdi parcheggi soprattutto a rotazione, e per l’area archeologica centrale il ragionamento è appena avviato. Alla città servono concretezza, rigore e serietà per centrare subito obiettivi così importanti che il Sindaco Alemanno non può continuare a rinviare”.

La fotografia scattata dai volontari di Legambiente è chiara: dei due splendidi itinerari pedonali previsti a Trastevere e tra il Portico d’Ottavia e Campo de’ Fiori non c’è traccia, percorrerli è un vero   proprio slalom tra le automobili parcheggiate ovunque. Le piazza sono parcheggi: piazza in Piscinula straborda di automobili con tanto di doppia fila e parcheggiatore abusivo. La mitica via della Lungaretta è anch’essa affogata tra macchine e scooter come anche piazza del Drago, mentre piazza piazza Giuditta Tavani Arquati, l’ingresso al cuore di Trastevere è oppresso da decine e decine di inutili automobili parcheggiate. A piazza De’ Renzi le bellissime magnolie sono accerchiate dalla ferraglia delle vetture private. Tre vasi ricolmi di rifiuti contendono alle auto un minuscolo pezzo  di piazza S. Giovanni Malva. La stessa Piazza di S. Cecilia, l’unica pedonalizzata, è comunque assediata dalle macchine e dal carico e scarico delle merci. Anche dall’altra parte del Tevere, la  ituazione è sempre la stessa: la pedonalizzazione di piazza Costaguti, piazza Cairoli, V. S. Maria in Ponticelli, piazza S. Paolo alla Regola, piazza Trinità dei Pellegrini, piazza Monte di Pietà non è mai stata avviata e anche qui le macchine occupano completamente lo spazio delle piazze. L’unico intervento effettuato in questa ultima zona ha riguardato la riqualificazione dell’area di Via del Portico d’Ottavia, lasciando ancora in balia delle macchine una parte significativa della bellissima Piazza delle Cinque Scole, al Ghetto, nel cuore antico della città. Mentre la pedonalizzazione parziale del Tridente è rinviata al 2013, a piazza del Parlamento continua il parcheggio selvaggio e di controlli non ce ne sono. Lo stesso destino di mancata pedonalizzazione è toccato a Via dei Cerchi, mentre nessuno dell’Amministrazione si ricorda più del previsto ampliamento di perimetro e di orario della ZTL, per non parlare di aree pedonalizzate e zone a traffico limitato anche nella
periferia.

“A trent’anni dalla prima pedonalizzazione dell’area dell’Arco di Costantino, il Colosseo rimane uno spartitraffico, pur con le auto un po’ più lontane, e la magnifica Via dei Fori Imperiali una sorta  di autostrada urbana con punte fino a 3.400 veicoli all’ora -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Via dei Fori Imperiali doveva essere liberata dalle auto private già dal primo luglio 2001, invece ancora oggi, la chiusura al traffico è limitata alla domenica e l’Amministrazione sta ancora decidendo cosa fare. Nel frattempo il Colosseo si sbriciola a causa dell’aggressione delle polveri prodotte dal traffico e il restauro diventa sempre più urgente, cacciando via allo stesso tempo l’inquinamento dal monumento. Anche il piano per la pedonalizzazione del Tridente in sostanza dipende da ben sette parcheggi, tutti interni alle Mura Aureliane, con oltre 2.600 nuovi posti auto, più posti per pullman e per motorini, non riservati ai residenti o agli operatori commerciali e ai loro dipendenti, ma regalati in ampia misura alla sosta a rotazione, con l’idea errata che debba essere possibile arrivare dalla periferia o da chissà dove con la propria auto per fare shopping o altro, nel pieno centro storico di Roma. Una scelta diametralmente opposta a quella di tutte le altre città europee che puntano tutte a edifici e quartieri completamente pedonali, serviti da mezzi pubblici e mobilità alternativa in bici. Basta con le chiacchiere e le presentazioni che il Sindaco Alemanno sta facendo da troppo tempo, dietro alle quali nascondersi per rimanere immobili, spostare più in avanti gli obiettivi e non fare scelte. Non si può perdere altro tempo, la pedonalizzazione del Colosseo può essere avviata realisticamente in 60 giorni, secondo quanto proposto da Legambiente, e si può chiudere subito al traffico anche l’area principale del Tridente senza aspettare futuribili parcheggi”.

Legambiente Lazio, a seguito di una attenta analisi, ha recentemente presentato un piano in tre mosse per pedonalizzare il Colosseo. Per liberare il Colosseo dalle auto, prevede tappe precise da avviare in 60/90 giorni e concludere in 12/24 mesi, pensate sulla base di un attento monitoraggio dei flussi di traffico nell’area. Il piano, che Legambiente ha inviato al Comune e al MIBAC, prevede di pedonalizzare subito i Fori anche il sabato, nelle mattine dei giorni feriali tra piazza Venezia a largo Corrado Ricci, ampliando la ZTL sino a Santa Maria Maggiore lungo via Cavour; entro 8/12 mesi chiudere l’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci al traffico privato per l’intera settimana; entro 12/24 mesi attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali per dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica. Un piano concreto e praticabile, da attuare subito.

SCARICA IL PDF

Comments are closed