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Il Treno Verde arriva a Roma

La storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato nella capitale per monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico e promuovere la sostenibilità ambientale “Siamo tutti sullo stesso treno”: domani, alle ore 16, la conferenza regionale sul trasporto pendolare nel Lazio in vista della stesura del nuovo contratto di servizi Regione Lazio / Trenitalia

 Ecco il programma della tappa al binario I della stazione Termini da domani, martedì 4, a venerdì 7 marzo

Promuovere una città più smart, sostenibile, a misura di cittadino, ma soprattutto libera dallo smog. A lanciare la sfida è il Treno Verde 2014 di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha ripreso il suo viaggio lungo l’Italia per informare, sensibilizzare e promuovere tra i cittadini le buone pratiche per una mobilità sostenibile e per l’abbattimento delle polveri inquinanti. Il convoglio ambientalista, storica campagna dedicata al rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico, sosterà da domani, martedì 4 marzo, a venerdì 7 al binario I della stazione Termini.

Visite guidate per le scuole, focus e dibattiti per ripensare la mobilità urbana, per una rigenerazione e riqualificazione urbana, dove il trasporto urbano non sia più incentrato sull’utilizzo del mezzo privato ma sulla mobilità pubblica sostenibile con mezzi a basso impatto ambientale.

L’arrivo del Treno Verde a Roma sarà, inoltre, l’occasione per discutere della stesura del nuovo contratto di servizio Regione Lazio-Trenitalia. Domani, alle ore 16, presso la Sala conferenze del Binario I di Roma Termini, Legambiente ha promosso l’incontro “Siamo tutti sullo stesso treno – Conferenza Regionale sul trasporto pendolare nel Lazio” alla quale prenderanno parte: Interverranno: Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio; Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente; Cristiana Avenali consigliere Regione Lazio; Robero Scacchi, direttore Legambiente Lazio, Aniello Semplice, direttore Regionale di Trenitalia Lazio; Daniele Moretti RFI Lazio; i sindaci “pendolari” della regione, rappresentanti dei comitati di pendolari. È stato invitato a partecipare Michele Civita, assessore Politiche del Territorio, Mobilità, Rifiuti. Durante la tappa di Roma, quinta del tour 2014 che terminerà il 28 marzo a Torino, il Treno Verde, grazie alla mostra interattiva ospitata a bordo delle sue quattro carrozze, incontrerà studenti, cittadini e amministrazioni per promuovere la qualità dei territori, l’innovazione nei centri urbani e l’attenzione negli stili di vita. Compagno di viaggio del Treno Verde, come nelle precedenti edizioni, sarà il Laboratorio mobile Qualità dell’Aria di Italcertifer, che sosterà per 72 ore in Corso Sempione per rilevare i dati relativi all’inquinamento acustico e alla qualità dell’aria della città di Roma. Oltre ai valori del PM10, saranno raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono. E quest’anno verrà monitorato anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente, idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente. Cuore centrale del convoglio ambientalista sarà la mostra didattica e interattiva allestita all’interno delle quattro carrozze, dove è stata realizzata una smart city. La mostra, dedicata alla mobilità, alla vita urbana e al vivere in maniera sostenibile, sarà aperta martedì, mercoledì e giovedì, dalle 10 alle 15 per le classi prenotate e dalle 16,00 alle 19,00 per il pubblico.

La prima carrozza è dedicata al tema della “mobilità sostenibile”: dal trasporto su ferro alla mobilità elettrica, dall’urbanistica all’intermodalità, passando per le zone a traffico limitato, le piste ciclabili e le zone 30 il visitatore farà un percorso che gli permetterà di capire quali scelte devono essere prese dalle città e dai cittadini per dire no allo smog, per aprire le porte alla libertà di muoversi in maniera veloce e a basse emissioni. Alla “città” è dedicata la seconda carrozza all’interno della quale l’allestimento è stato pensato per raccontare un’urbanistica che risponde alle esigenze dei cittadini e dell’ambiente. Energia pulita e integrata, analisi del ciclo di vita, difesa del suolo e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, edifici sicuri ed efficienti. Tema centrale della terza carrozza sono gli “stili di vita”: in questo vagone saranno dati tanti piccoli accorgimenti per essere cittadini attenti e più smart. Ad esempio verrà spiegato come isolare l’abitazione per renderla efficiente, come fare una spesa sostenibile, come tenere sotto controllo i consumi domestici e, soprattutto, come differenziare, riciclare i rifiuti. Infine la quarta carrozza del Treno Verde è un vero e proprio “parco urbano”, perché la città secondo Legambiente è più verde e con spazi pubblici attrezzati che consentono di passare il tempo libero e non solo, respirando aria pulita o coltivando orti, riappropriandosi di tutti quegli spazi verdi spesso lasciati all’incuria e all’abbandono.

Il programma completo della tappa a Roma del Treno Verde 2014
In sosta al binario I della stazione Termini
Martedì 4 marzo
Dalle 10 alle 15: visite guidate per le classi prenotate
Dalle 16 alle 19: apertura al pubblico
Ore 16.00 presso la Sala conferenze del Binario I di Roma Termini
Siamo tutti sullo stesso treno – Conferenza Regionale sul trasporto pendolare nel Lazio

Incontro in vista della stesura del nuovo contratto di servizi Regione Lazio / Trenitalia
Interverranno: Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio; Edoardo Zanchini,
vicepresidente Legambiente; Cristiana Avenali consigliere Regione Lazio; Roberto
Scacchi, direttore Legambiente Lazio, Aniello Semplice, direttore Regionale di
Trenitalia Lazio; Daniele Moretti RFI Lazio; i sindaci “pendolari” della regione,
rappresentanti dei comitati di pendolari. È stato invitato a partecipare Michele Civita,
assessore Politiche del Territorio, Mobilità, Rifiuti.

Mercoledì 5 marzo
Dalle 10 alle 15: visite guidate per le classi prenotate
Ore 10.30 TROFEO TARTARUGA, la gara di mobilità urbana per scoprire il modo più
veloce, economico e sostenibile per muoversi in città. Si sfideranno diversi mezzi di
trasporto che partiranno alle ore 10,30 da viale Marconi, incrocio Piazza Fermi, con
l’arrivo al Treno Verde.
Ore 11.30 a bordo del Treno Verde
Presentazione del Rapporto TUTTI IN CLASSE A – Radiografia energetica del
patrimonio edilizio italiano
Intervengono: Edoardo Zanchini, vice presidente Legambiente; Leopoldo Freyrie,
presidente CNAPPC, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e
Conservatori; Ermete Realacci, presidente Commissione Ambiente Camera dei
Deputati; Antonio Scala – ENEL, Responsabile Energy Service Mass Market.
Dalle 16 alle 19: apertura al pubblico
Ore 18.00 In collaborazione con ZioBici aperi-bici a bordo del Treno Verde per tutti i
ciclisti urbani

Giovedì 6 marzo
Dalle 10 alle 15: visite guidate per le classi prenotate
Dalle 16 alle 19: apertura al pubblico

Venerdì 7 marzo
Ore 11.00 a bordo del Treno Verde
Conferenza stampa sui dati del monitoraggio atmosferico e acustico in città e bilancio
della tappa.

Il Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane,
con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Partner: Ecolamp, Renovo, Weber – Saint Gobain
Media Partner: La Nuova Ecologia, MiniMega Pubblicità, Rinnovabili.it
Si ringraziano il Museo A come Ambiente di Torino per le installazioni interattive e l’ Accademia
delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma (Corso di Interior and Industrial Design / AAnt Factory) per
aver progettato la mostra del Treno Verde 2014.

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Smog a Roma, emergenza sanitaria: nei primi giorni del e del 2012 polveri sottili fuori legge due giorni su tre

A Roma nel 2011 raddoppiano sforamenti per PM10, ma va male anche per Frosinone con 108 sforamento, Ceccano con 109, Colleferro con 74, Ciampino con 58, Latina con 35

Legambiente consegna “Cigno Nero” per smog al sindaco Alemanno: targhe alterne e blocchi necessari ma ora subito pedonalizzazione Colosseo, stop ai pullman in centro e alle doppie e triple file, rete corsie preferenziali per mezzo pubblico. Dalla Regione politiche coordinate antismog e poteri sostitutivi, sbagliati aumenti tariffe trasporto pubblico

Al via “Mal’Aria”, la campagna di Legambiente contro smog e traffico

Dall’inizio dell’anno le micidiali polveri sottili sono fuorilegge nella Capitale due giorni su tre (66,7%) nella centralina a Corso Francia e circa nella metà dei casi a Tiburtina (55,6%), Largo Preneste e Cinecittà (50%), con picchi incredibili misurati il 18 gennaio di 133 microgrammi per metro cubo (μg/mc) a Tiburtina, 109 μg/mc a Cinecittà e 100 μg/mc a Preneste, il doppio del limite di 50 μg/mc per la concentrazione media di PM10 nelle 24 ore. Tra il 2010 e il 2011, i giorni di superamento per il PM10 sono più che raddoppiati in quasi tutte le centraline, mentre sono triplicate nel complesso le ore di superamento del limite di legge per il biossido di azoto NO2. Ecco i dati principali del nuovo dossier di presentato questa mattina a piazza del Campidoglio da Legambiente
Lazio, ed elaborati sulla base delle rilevazioni della rete Arpa Lazio, in occasione del lancio di “Mal’aria”, la campagna ambientalista per battere l’inquinamento atmosferico e il traffico.

“Roma ha raddoppiato nel 2011 i giorni fuorilegge per le polveri sottili rispetto all’anno
precedente, unica a peggiorare tra i capoluoghi laziali, per questo assegniamo al Sindaco
Alemanno il nostro “Cigno nero” di smog, una sorta di “tapiro ambientalista” per la cattiva qualità dell’aria –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nella Capitale è sempre più difficile muoversi e respirare, la ZTL è un provvedimento più restrittivo dell’area C milanese e va rafforzata riducendo i permessi mentre si potrebbe applicare in un’area più estesa un pedaggio di ingresso per allontanare le auto dal centro e avere un beneficio nell’intera città, pedonalizzando subito l’area del Colosseo che si sgretola e ricacciando via anche i pullman turistici che scorrazzano ovunque, eliminando le tariffe agevolate per la sosta tariffata e creando una vera rete di corsie preferenziali per
potenziare il mezzo pubblico. Il Sindaco non se ne può infischiare, dopo essere stato costretto ad adottare targhe alterne e blocchi, necessari in questa situazione di emergenza smog, ora sarebbe bene per la salute dei cittadini che si convincesse pure a limitare il traffico privato impazzito.”

Fenomeni non casuali, dettati dalla disastrosa politica sulla mobilità della Giunta Alemanno esplosi in tutta la loro evidenza visto che guarda caso i 50 giorni di pioggia dell’anno 2011 sono quasi esattamente la metà dei 50 che ci furono nel 2010, mentre i giorni di superamento per le polveri PM10 sono il doppio. Dall’inizio dell’anno, in soli diciotto giorni, sono già 70 nel complesso gli episodi di superamento dei limiti di legge, con il primato a Corso Francia, con già 12 superamenti, ossia due giorni su tre fuorilegge (66,7% dei giorni), seguito da Tiburtina con 10 (55,6% dei giorni), Largo Preneste e Cinecittà con 9 superamenti ciascuna (50% dei giorni). Complessivamente tra il 2010 e il
2011, gli episodi di superamento dei limiti di legge per il PM10 passano da 239 a 513 (+114,6%), con 69 giorni fuorilegge a Tiburtina (erano 39 nel 2010), 68 a Francia (erano 38 nel 2010) e 62 a Preneste (erano 35 nel 2010). L’incremento maggiore si registra a Malagrotta, dove i superamenti passano da 4 a 27 (+575%) e Bufalotta (+362,5%). Segue Villa Ada (+200%), che preoccupa molto, visto che è la centralina che registra il fondo urbano e conferma, quindi, un peggioramento complessivo della qualità dell’aria in città. Anche i valori del biossido di azoto NO2 non sono da meno, il valore limite fissato dalla normativa è di 200 μg/mc come concentrazione massima oraria, mentre a Fermi è arrivata pochi giorni fa a 336 μg/mc, Magna Grecia a 324 μg/mc e Tiburtina a 308 μg/mc, e tra il 2010 e il 2011, nel complesso sono triplicate le ore di superamento del limite di legge per il biossido di azoto NO2.

Nel resto della Regione non si può certo sorridere. Nella provincia di Frosinone nel 2011 gli episodi di superamento sono giunti a quota 529, ad eccezione della centralina di Fontechiari in tutte le altre il limite è stato superato per decine di giorni: a Ceccano gli sforamenti sono stati incredibilmente ben 109 e a Frosinone scalo 108, ad Alatri 77, a Cassino 68 e a Ferentino 65. Nella provincia di Roma. la situazione più preoccupante si registra a Colleferro con 74 giorni fuorilegge, grazie al mix tra le emissioni industriali e stradali, ma è da evidenziare anche la situazione dei 58 superamenti di Ciampino,
dove il traffico aereo fa la sua parte. Rieti rimane la provincia meno inquinata, con 25 sforamenti totali tra il capoluogo e Leonessa. Segue Viterbo, dove Civita Castellana svetta con 29 superamenti, mentre la provincia di Latina continua nel suo trend negativo arrivando a 70 giorni di superamento nel complesso dei quali 35 a Latina. Anche fuori dalla Capitale il 2012 si apre male: il 18 gennaio a Frosinone scalo si registravano ben 172 μg/mc di PM10 nella media sulle 24 ore e a Ceccano ben 170 μg/mc, con un continuo superamento dei limiti di legge che a Ceccano nel 2012 sono già 16 (88,9%) e a Frosinone scalo già 15 (83,3%).

“Con Mal’aria chiediamo nuovi provvedimenti per contrastare i picchi di PM10 e tutelare la salute dei cittadini, l’emergenza è grave ed è tipo sanitario, colpisce i cittadini grandi e piccoli. Targhe alterne e blocchi totali sono giusti e necessari, vanno coordinati dalla Regione in tutto il Lazio anche esercitando poteri sostitutivi, ma soprattutto servono inserirsi in una politica quotidiana di riduzione delle auto in circolazione a Roma e nel Lazio –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Per questo ci preoccupano molto gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico dell’Atac, delle ferrovie, del Cotral, sono una scelta sbagliata proprio nel bel mezzo della crisi e non è nemmeno certo che almeno tutti i maggiori introiti vadano a coprire investimenti per
migliorare il servizio. Nella Capitale doppie e triple file sono sempre più presenti, insopportabili e pericolose, delle nuove tramvie e dell’8 a Termini s’è persa traccia, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali e sulle piste ciclabili ma non se n’è visto un metro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing non decolla.”

Sul fronte sanitario, il recente studio Aphekom evidenzia che se nella Capitale la concentrazione media annuale di polveri sottili PM2.5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità) sarebbero evitate un incredibile numero di 1.278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.

Per questo Legambiente ha stimato che nella Capitale spostando 65mila passeggeri
dall’automobile alle ferrovie locali in ingresso a Roma, si otterrebbe una riduzione di ben 29,9 tonnellate di PM10 e di 343 tonnellate di ossidi di azoto Nox. Nel Lazio, con un incremento del 25% dei passeggeri (+133.635), le PM10 nel complesso si ridurrebbero di 61,5 tonnellate e fino a 102,7 tonnellate con un incremento del 40%, mentre per gli ossidi di azoto, la riduzione sarebbe di 705 tonnellate con un incremento del 25% dei passeggeri e di 1.779 tonnellate nel secondo scenario (+40%). Numeri molto realistici se dopo troppi anni, il famoso progetto nazionale dei “mille nuovi treni pendolari” andasse finalmente in porto. Per battere l’emergenza, infine, Legambiente rilancia la
ricetta da coordinare a scala regionale, e costituita da due giorni a settimana di targhe alterne fino a Marzo, nuovi blocchi totali della circolazione sia programmati che dopo cinque giorni consecutivi di superamento dei limiti di legge per le polveri sottili, nel primo giorno utile (feriale o festivo che sia) e più controlli.

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Qualità dell’aria e mobilità sostenibile: Roma ultima in Europa secondo City Ranking Project

Roma si posiziona all’ultimo posto per gli sforzi tesi a ridurre l’inquinamento atmosferico causato dal traffico di automobili. La classifica del “City Ranking Project”, pubblicata oggi e promossa da European Environmental Bureau (EEB) e da Friends of the Earth Germania, vede Roma (38%) e Milano (44%) ultime in Europa nell’attuazione di buone pratiche, mentre Berlino (84%), Copenhagen (82%) e Stoccolma (82%) sono ai primi tre posti. La ricerca analizza le diciassette principali città europee e prende in esame nove differenti parametri, tra i quali le politiche di gestione del traffico e l’utilizzo di trasporti pubblici sostenibili.

“Lo studio conferma quello che i cittadini sanno bene, Roma soffre di smog e arranca dietro alle altre città europee su trasporti e mobilità, non solo per mancanza di buone pratiche ma negli ultimi anni soprattutto per scelte sbagliate del Sindaco Alemanno -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Già questi primi giorni di settembre mostrano una città disastrata dal punto di vista della mobilità, con un traffico sempre più incontrollato e un servizio pubblico che non riesce a farsi spazio tra le miriadi di auto private che congestionano le strade e peggiorano la qualità dell’aria. Gli annunci del Sindaco rimangono tali su pedonalizzazioni, biciclette, trasporti pubblici, trasporto merci, mentre la ZTL notturna è stata ridotta, i pullman turistici sono liberi di andare ovunque, la sosta tariffata è stata sfasciata -continua Parlati-.

Dall’inizio dell’anno Roma ha già superato per più di 35 giorni il limite del PM10 nella centralina di corso Francia e ora si avvina l’inverno quando la situazione normalmente peggiora. Unica buona notizia, dopo diversi anni Roma ha di nuovo un Piano Interventi Operativo, approvato ad agosto dalla Giunta comunale, con la previsione di targhe alterne, domeniche a piedi e blocchi per la circolazione delle auto più inquinanti. Lo analizzeremo in questi giorni, ma quel che è certo è che va reso subito operativo e affiancato da politiche pubbliche più strutturate nella direzione della limitazione del traffico privato.”

Il sistema di trasporto pubblico di Roma affronta quotidianamente problemi di capacità nelle ore più critiche, con la maggioranza dei romani che sceglie mezzi di trasporto privati e solo un misero 28% che utilizza i mezzi pubblici. Il numero delle corsie protette per i bus è aumentato del 9,8% tra il 2005 e il 2009, ma ora la crescita si è fermata e in alcuni casi spariscono le corsie già esistenti. Positive le paline elettroniche, la radio della metro e “Atac mobile”, negativo il coinvolgimento dei cittadini sulle scelte relative a trasporto e mobilità. Nemmeno il centro  storico si salva dall’invasione delle automobili e i progetti di pedonalizzazione sono costantemente rinviati e sembrano privilegiare il turismo anziché la salute pubblica dei cittadini. Per la bicicletta si evidenzia la troppo limitata possibilità di portare bici a bordo di bus e metro, a differenza di città modello come Berlino, ma anche la limitata rete ciclabile (256 chilometri), i numeri delle rastrelliere (374) e del bike sharing (29 stazioni). Non sono in atto politiche strutturate per acquisti o noleggi di flotte pubbliche di auto elettriche e a basso impatto ambientale né incentivi economici su questi temi, come ad esempio potrebbe avvenire sui parcheggi a pagamento, sui quali anzi il Comune ha scelto di prevedere la tariffa giornaliera ridotta. La programmazione delle scelte di mobilità, secondo la ricerca, non tiene abbastanza in conto la protezione dell’ambiente, mentre sono molto limitati i “piani di viaggio” realizzati dai mobility manager e finora il car sharing aveva 109 veicoli in uso (ora circa 200). In conclusione -prosegue il rapporto pubblicato su sootfreecities.eu- “le misure adottate dalla Capitale in favore della mobilità sostenibile mancano di una strategia più ampia in grado di promuovere il trasporto pubblico rispetto all’uso prevalente delle auto, con gravi conseguenze per la qualità dell’aria e per la salute dei cittadini”.

Il progetto ha messo a confronto le misure realizzate e i piani in corso d’opera nelle più importanti città europee per migliorare la qualità dell’aria e ridurre i livelli di inquinamento da PM2.5, PM10 e NO2 prodotto, soprattutto, dal traffico veicolare. Le città europee sono state giudicate in base alle misure adottate tra il 2005 e il 2010, essendo proprio il 2005 l’anno in cui è entrato in vigore il limite massimo di PM10 consentito.
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