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Spazzaneve AMA, Legambiente: scandaloso tenerli ad arrugginire

“E’ uno scandalo che il Comune tenga ferme ad arrugginire nel deposito le lame spazzaneve, quando ancora in queste ore molte strade secondarie in centro e in periferia non sono state spazzate -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, in merito alla denuncia lanciata oggi dalle pagine della cronaca di Roma del Corriere della Sera sugli spazzaneve inutilizzati, da applicare ai mezzi AMA-. Al di là delle assurde polemiche sollevate dal Sindaco Alemanno, è del tutto sbagliato aver accentrato presso il Gabinetto del Sindaco il controllo del piano neve avvalendosi di cooperative e associazioni, piuttosto che dell’AMA che avrebbe messo in campo migliaia di persone, con mezzi e competenze idonee. Se dovesse nevicare nei prossimi giorni, ci aspettiamo un radicale cambiamento dei piani in questa direzione.”

Dall’articolo, si evince con chiarezza come dopo la nevicata del 1985, fu predisposto un “Piano Neve Ama” che si avvaleva della rete di uomini e mezzi dell’azienda, in grado di far scattare un intervento capillare 24 ore su 24, con 2.000 uomini per spargere il sale, spalare la neve manualmente e con un centinaio di pale meccaniche realizzate con l’uso di lame apposite da abbinare ai mezzi di Ama.

“Il Sindaco piange lacrime di coccodrillo, se venerdì avesse davvero chiuso le scuole e bloccato la circolazione delle auto private, viste le previsioni che da giorni parlavano di emergenza neve, e visto che anche le condizioni delle polveri sottili, avrebbe evitato tanti dei disagi che si sono riscontrati e anche i mezzi pubblici sarebbero potuti circolare tranquillamente per portare i cittadini a casa invece di abbandonarli per strada -conclude Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Si rischia poi il ridicolo, quando Alemanno afferma che è ‘francamente sospetta’ l’enfatizzazione dell’emergenza a Roma sulle prime pagine di tanti giornali forse per ‘una strategia nordista per mettere in cattiva luce Roma’, c’è da chiedersi in quale realtà viva.”

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Parchetto Feronia: Legambiente presenta esposto Eliminare amianto dall’area verde e restituirla ai cittadini

Pochi giorni fa Legambiente Lazio ha presentato un esposto per denunciare la situazione di degrado ambientale e abbandono di Parchetto Feronia, area verde compresa tra via Feronia, via dei Durantini, via Gismondi e via dei Monti Tiburtini a Roma. In seguito alle segnalazioni giunte da parte di privati cittadini, Legambiente ha deciso di muoversi per vie legali inviando una nota all’Assessore Visconti del Comune di Roma e al Presidente del Municipio V per denunciare la presenza di rifiuti speciali, quali amianto e lana di vetro, interrati in un’area del parco, che richiedono un urgente intervento di bonifica e messa in sicurezza.

“Dopo molte segnalazioni e promesse ai cittadini, al parchetto Feronia servono risposte, l’amianto va rimosso con la massima attenzione e il giardino va consegnato ai cittadini, evitando inutili ipotesi di parcheggi o chissà cos’altro – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – “Amianto e lana di vetro provocano seri danni alle vie respiratorie, esponendo la popolazione a fattori di rischio tra cui il cancro. Non si può allora più aspettare, soprattutto se si pensa che il parco è frequentato ogni giorno da decine di persone, tra cui molti bambini. Chiediamo all’Assessore all’ambiente del Comune di Roma di prendere subito in mano il problema e di lavorare anche per l’adozione degli spazi verdi da parte di associazioni e comitati di quartiere, sostenendo quanto i cittadini stanno facendo da anni”.

Parchetto Feronia è il frutto di un’azione di recupero da parte dei cittadini del popoloso quartiere che, sotto il nome di Associazione Feronia, da più di sei anni lavorano quotidianamente per il recupero prima e il mantenimento poi di quella che era una discarica a cielo aperto e luogo di spaccio di droghe pesanti, con episodi di forte disagio sociale.

“Noi cittadini ci sentiamo totalmente abbandonati dalle istituzioni. Le numerose e frequenti richieste di intervento che l’Associazione Feronia ha fatto pervenire alle autorità competenti sono sempre rimaste lettera morta – conclude Paolo Cobre, presidente dell’Associazione Culturale Feronia – “Finora, nulla si è mosso né dal Municipio né dal Comune – l’area è qualificata come N, verde pubblico – per eliminare i fattori di pericolo e per sostenere tale esempio di cittadinanza attiva. Da quattro anni stiamo aspettando che l’Amministrazione finanzi il progetto di un parco giochi per bambini, che è stato approvato con 50mila euro destinati dal Municipio, ma per il quale finora è stata solo recintata l’area interessata”.

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