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Ecomostro Ponza, Legambiente: “Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione, ora subito abbattimento”

Ecomostro Ponza, Legambiente: “Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione,ora subito abbattimento”

La sentenza pronunciata ieri dal Consiglio di Stato ha affermato con chiarezza che la struttura ricreativa costruita sulla spiaggia del Frontone sull’isola di Ponza è illegittima e va demolita, Legambiente aveva denunciato l’ecomostro da anni e ora chiede che venga definitivamente abbattuto.

“Uno dei più bei tratti di costa laziali tornerà finalmente alla piena e libera fruizione dei cittadini e questa è una gran bella vittoria – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dopo la nostra denuncia e il provvedimento del sindaco Vigorelli, ora che anche una delle massime autorità giudiziarie lo ha stabilito in maniera inappellabile, si deve procedere subito con l’abbattimento del terribile ecomostro ristabilendo la condizione di legalità su quella spiaggia.”

Legambiente da anni aveva denunciato la cosa e durante il passaggio di Goletta Verde nel 2009 aveva segnalato con forza questo ed altri casi di abusivismo sulle coste dell’isola di  Ponza, evidenziando l’illegittimità degli ecomostri ai danni di una delle spiagge più pregiate dell’intera regione. In quell’occasione Legambiente aveva chiesto l’abbattimento immediato per riconsegnare la fruizione di quell’eccezionale tratto di costa a residenti e turisti.

Lo Sporting Frontone, una struttura turistico-ricreativa costruita in maniera illegittima, è stata per anni il centro della movida isolana. Negli anni i diversi provvedimenti repressivi non hanno fermato i proprietari continuando impunemente ad esercitare l’attività. Inizialmente il Commissario Prefettizio con un’ordinanza aveva imposto la cessazione delle attività, poi anche il Sindaco Piero Virgorelli aveva non solo reiterato il provvedimento ma anche emanato sanzioni e denunce penali ordinandone la chiusura forzata, l’acquisizione al patrimonio comunale e la demolizione. Vano il ricorso al TAR del Lazio da parte dello Sporting Frontone ora ch e la sentenza del Consiglio di Stato
afferma la ‘piena ragione del provvedimento interdittivo assunto dall’amministrazione comunale’ ordinane l’esecuzione. Ora si dovrà quindi procedere all’acquisizione al pubblico patrimonio ai fini della demolizione immediata dell’opera da parte del comune e alla liberazione, almeno in parte, dal cemento illegale di una delle spiagge più pregiate dell’isola.

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Abbattimenti sospetti di alberi a Guidonia, Legambiente presenta esposto per verifica autorizzazioni

Abbattimenti sospetti di alberi a Guidonia, Legambiente presenta esposto per verifica autorizzazioni
Legambiente presenta un esposto al sindaco del Comune di Guidonia Montecelio e al Comando provinciale di Roma del Corpo  Forestale dello Stato per chiedere la verifica degli abbattimenti di alberature ad alto fusto a Colleverde, di cui non si conoscono motivazioni e autorizzazioni.

La segnalazione giunta presso la sede regionale dell’associazione riferisce di drastici abbattimenti in via Monte Rosa, in prossimità di Via Nomentana, strada pubblica di Colleverde nel comune di Guidonia Montecelio. Nessun cartello indica il provvedimento in base al quale l’abbattimento sia stato autorizzato, l’unica indicazione riguarda cartelli di divieto di sosta causa attività di potatura accompagnati dalle classiche strisce alternate bianche e rosse.

“Vogliamo conoscere motivazioni e autorizzazioni che sono alla base di un’operazione così drastica -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Chiediamo al Sindaco e al Corpo Forestale di verificare l’accaduto ed intervenire nel rispetto della vegetazione e dell’avifauna nidificante, tenendo presente la valenza ecologica che essi rivestono.”

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Sequestro Castelfusano: nel 2004 Legambiente scrisse per segnalare abbattimento alberi

Era il 29 settembre del 2004, quando Legambiente scrisse all’allora Presidente del Municipio XII, Davide Bordoni, e al Difensore civico per segnalare “l’abbattimento indiscriminato di numerose essenze arboree all’interno del campeggio “Castelfusano country club”, sito lungo il Canale dei Pescatori, a Ostia Lido”, dopo diverse segnalazioni ricevute dai cittadini. Nella nota si legge “Considerato che non sembra che ci sia nessuna perizia tecnica che asseveri la necessità di detto abbattimento”, (…) la Scrivente Associazione Legambiente Lazio (…) chiede alle Autorità in indirizzo (…), la verifica di quanto legittimamente esposto e la contestuale verifica delle eventuali autorizzazioni rilasciate per l’abbattimento di cui all’oggetto ex d.lgs. 24/2/97 n. 39 (…), ma anche “l’attuazione di tutte le misure che si riterranno idonee per la tutela e la salvaguardia delle essenze di cui all’oggetto.” Non avendo ricevuto alcuna risposta, pur avendola sollecitata più volte, ci chiediamo che cosa abbia fatto il Municipio XIII per reprimere gli abusi riscontrati. Legambiente nelle prossime ore trasmetterà la suddetta nota alle Autorità giudiziarie.

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Scala abusiva Sabaudia, Legambiente: Comune abbatta questo e altri abusi, senza tentennamenti.

La scala in ferro edificata nella piazza del Comune di Sabaudia (Lt) è abusiva e come tale va demolita. E’ molto chiara, in tal senso, la recente sentenza del TAR di Roma, Sezione seconda TER n. 765/2012, sul ricorso presentato dalla sig.ra Rosa Di Maio, ancora consigliere comunale a Sabaudia, in qualità di rappresentante della società DMS e RAF, contro l’Ordinanza del Comune di Sabaudia con la quale nel dicembre 2000 era stato stabilito l’abbattimento della nota scala edificata in piazza del Comune.

I giudici evidenziano questioni valide anche in senso più ampio e generale: in particolare, “atteso il predetto carattere vincolato, anche qualora intercorra un lungo periodo di tempo tra la realizzazione
dell’opera abusiva e il provvedimento sanzionatorio (…) deve infatti ritenersi che la lunga durata nel
tempo dell’opera priva del necessario titolo edilizio ne rafforza il carattere abusivo (trattandosi di
illecito permanente), il che preserva il potere-dovere dell’amministrazione di intervenire nell’esercizio dei suoi poteri sanzionatori, tanto più che il provvedimento demolitorio non richiede una congrua motivazione in ordine all’attualità dell’interesse pubblico alla rimozione dell’abuso, che è in re ipsa.” Secondo Legambiente si tratta di una nuova vittoria senza mezzi termini per la legalità e la giustizia, la cultura e la bellezza della quale Sabaudia è ancora autorevole espressione, dopo anni di dure battaglie tra chi si ostinava a proteggere l’orrida scala e chi invece, come Legambiente, Libera e l’ass. Caponnetto, insieme a numerosi cittadini, si sono sempre battuti per la verità e la legalità. Per questo, forte della sentenza, Legambiente torna a chiedere al Comune di Sabaudia che quel mostro orrendo di ferro e cemento venga immediatamente demolito, riportando il patrimonio urbanistico della città agli onori che merita, eliminato il vero e proprio sfregio all’architettura razionalista del centro storico di Sabaudia. Nella stessa sentenza si afferma anche che il contratto di locazione originariamente stipulato tra le sopra citate società e la Regione Lazio sarebbe scaduto: ne deriverebbe che qualsiasi occupazione sarebbe da considerare abusiva. Legambiente chiede, quindi, all’Amministrazione regionale di verificare a quale titolo l’immobile sia oggi occupato, interrompendo eventuali procedure di rinnovo visto l’abuso commesso, restituendo il pregiato immobile alla collettività e alla legalità. Dal caso particolare della scala esterna e della copertura della terrazza (già demolita), emerge con forza la necessità che i Comuni procedano con determinazione nelle demolizioni. In questo caso, in particolare, ricordiamo le 3.500 domande di condono che giacciono tra San Felice e Sabaudia, dopo i condoni del 1985, 1994 e 2003, per abusi che riguardano il Parco del Circeo, area vincolata dove questi abusi sono del tutto insanabili. Un volume fuorilegge che, secondo le stime di Legambiente, sarebbe di circa un milione e duecentomila metri cubi, divisi tra il mezzo milione concentrato a Sabaudia e i circa seicentonovanta mila a San Felice.

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DOPO BLITZ LEGAMBIENTE, STANNO SMANTELLANDO IL GRANDE ECOMOSTRO PUBBLICITARIO DI PIAZZA DEL LAVORO.

Legambiente Lazio: enorme successo, ora nuovi blitz per ottenere abbattimenti. “Dopo il blitz di Legambiente di qualche settimana fa, stanno finalmente smantellando l’ecomostro pubblicitario di piazzale del Lavoro sulla Colombo, è un successo straordinario, il lavoro dei comitati e delle associazioni sta costringendo il Comune a sanzionare e far abbattere i cartellone fuori norma, in questo caso il più grande di Roma sta venendo giù –spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-.”

Legambiente Lazio è estremamente soddisfatta del risultato: con un sopralluogo abbiamo verificato che sono state tolte tutte le lastre della maxi struttura delle dimensioni di circa 20 metri per 8, sulla quale i volontari ambientalisti si erano arrampicati esattamente un mese fa e avevano esposto uno striscione con la scritta “Abbattiamolo”. Ora è rimasta solo la struttura con i tubi e l’area è delimitata come se fosse un cantiere. Il maxi cartello -il più grande nella Capitale tra quelli installati a terra- era presente in loco da moltissimi anni e costituito da un’imponente impalcatura ponteggio con grandi tiranti e palo con fari per l’illuminazione notturna.

Legambiente Lazio proprio nell’occasione del blitz presentò un primo e inedito dossier-censimento degli impianti pubblicitari più grandi presenti in città, il “Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma”. Dopo il maxi cartellone di piazza del Lavoro che conquista la prima posizione, con una superficie totale di circa 160 metri quadrati, si classificano un impianto pubblicitario in viale dell’Oceano Pacifico (120 metri quadrati), sanzionato dai vigili del XII Gruppo nel gennaio 2011; un impianto localizzato tra via C. Colombo e via Pontina (80 metri quadrati), anch’esso sanzionato
nell’agosto 2011; e ancora, altri cartelloni abusivi del Municipio XII si trovano in via del Cappellaccio (72 metri quadrati), sul Viadotto della Magliana (54 metri quadrati), in viale di Val Fiorita (36 metri quadrati), via Laurentina (32 metri quadrati), via C. Colombo (32 metri quadrati). “L’abbattimento è un ottimo risultato, la nostra lotta contro i cartelloni abusivi andrà avanti con nuovi blitz di oscuramento per restituire quel decoro che a Roma manca ormai da anni -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il Regolamento, modificato dall’attuale Consiglio comunale nel 2009, vieta tutti gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati. Ora via allora le campagne pubblicitarie da tutti questi impianti sanzionati e dal Campidoglio subito nuove ordinanze per abbatterli, mentre si discute per modificare in senso più stringente il piano regolatore degli impianti pubblicitari.”

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Abbattuti 1000 alberi in area confinante aeroporto di Fiumicino Legambiente ha richiesto verifica di legittimità

Legambiente Lazio ha presentato richiesta di accertamento al Corpo Forestale dello Stato e alle altre autorità competenti per l’abbattimento avvenuto pochi giorni fa di circa 1000 alberi a Santa Ninfa, area di confine con l’Aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci. Gli alberi, tra cui molti eucalipti e pini, sono stati prima tagliati e poi sradicati; Legambiente ha pertanto richiesto alle autorità competenti di chiarire se l’abbattimento fosse autorizzato o meno. “È uno sfregio, chi ha voluto abbattere quei mille alberi? E con quali motivazioni e autorizzazioni? Sono molte le domande che si pongono i cittadini, ai quali va data subito una risposta – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Già oggi l’impatto dell’aeroporto è molto significativo sia per il rumore che per l’inquinamento atmosferico, ai quali un freno viene proprio dai grandi polmoni verdi dell’area, che sono l’unica forma per contrastare minimamente le forti emissioni dell’intenso traffico aereo. Vanno subito accertate le responsabilità: non vorremmo che si trattasse dell’avvio mascherato del progetto di raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, che ancora non è stato nemmeno presentato e tanto meno approvato.”

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