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Cartelloni abusivi, Legambiente: “Bene la cancellazione della sanatoria sugli impianti abusivi, ora andare avanti con piano impianti pubblicitari”

Cartelloni abusivi, Legambiente: “Bene la cancellazione della sanatoria sugli impianti abusivi, ora andare avanti con piano impianti pubblicitari”

 

“L’approvazione della delibera comunale che cancella la sanatoria sugli impianti abusivi è un primo importante passo, ora bisogna andare avanti con nuovo piano per gli impianti pubblicitari – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Più volte abbiamo denunciato e ci siamo mobilitati per l’insostenibile inondazione di cartelloni pubblicitari abusivi in tutti gli angoli della città, vengano rimosse tutte le situazioni attualmente illegittime e si stabilisca un nuovo piano regolatore degli impianti pubblicitari che liberi Roma da questo scandalo. Per questo, come Legambiente chiederemo di essere auditi in Commissione Commercio. È una battaglia di civiltà e legalità, nonché di tutela del decoro e delle bellezze paesaggistiche ed artistiche della nostra splendida città.”

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Sequestrato maxi-cartellone abusivo, era secondo classificato nel “Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma”

Sequestrato maxi-cartellone abusivo, era secondo classificato nel “Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma” di Legambiente.

Abbattuto anche il secondo maxi-cartellone abusivo nella classifica del “Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma”, un impianto pubblicitario da 120 metri quadrati che era posizionato su via C. Colombo. Legambiente nei giorni scorsi stava monitorando l’enorme cartellone abusivo, già sanzionato dai vigili del XII Gruppo nel gennaio 2011, che era stato dapprima spostato dall’altra parte della strada.

Dopo lo smantellamento a seguito di un blitz di Legambiente del primo classificato del dossier censimento degli impianti pubblicitari più grandi presenti in città – il maxi-cartellone di piazza del Lavoro – lo scorso gennaio, stamattina è toccato al secondo mostro.

“Una nuova vittoria per il decoro urbano e per chi da anni denuncia la proliferazione di maxicartelloni assolutamente abusivi -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Il
regolamento sulle affissioni vieta tutti gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati. L’attivismo dei comitati e delle associazioni sta costringendo il Comune a
sanzionare e far abbattere i cartelloni fuori norma, ora è fondamentale che continuino le rimozioni e una seria discussione per una modifica in senso più stringente del piano regolatore degli impianti pubblicitari che ormai da mesi è dimenticato.”

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Legambiente Lazio presenta il “Guinness” dei cartelloni abusivi più mostruosi di Roma

BLITZ IN PIAZZA DEL LAVORO: SCALATO L’IMPIANTO PIÙ GRANDE ED ESPOSTO LO STRISCIONE “ABBATTIAMOLO”

“Basta ecomostri pubblicitari, siano rispettati i limiti del Regolamento” I volontari di Legambiente Lazio  hanno compiuto questa mattina un blitz per chiedere la  demolizione dell’impianto pubblicitario fuorilegge più grande di Roma (tra quelli installati a terra) che da anni campeggia in piazza del Lavoro all’Eur. Non essendo possibile oscurare fisicamente il maxi cartellone abusivo – delle dimensioni di circa 20 metri per 8 – i volontari si sono arrampicati sul ponteggio e hanno esposto uno striscione con la scritta “Abbattiamolo”.

“La nostra lotta contro i cartelloni abusivi andrà avanti con nuovi blitz di oscuramento per restituire quel decoro che a Roma manca ormai da anni –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dopo il nostro blitz a Via Salaria di qualche giorno fa non è successo nulla, il cartellone abusivo sta là in bella mostra. Il Campidoglio deve intervenire con i fatti, non con le chiacchiere, ordini la demolizione immediata degli enormi impianti abusivi che da anni denunciano comitati e associazioni.”

In occasione del blitz, Legambiente ha presentato un primo e inedito dossier-censimento degli impianti
pubblicitari più grandi presenti in città, intitolato “Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma”: il maxi cartellone di piazza del Lavoro conquista la prima posizione, con una superficie totale di circa 160 metri quadrati; presente in loco da moltissimi anni, è costituito da un’imponente impalcatura ponteggio con grandi tiranti e palo con fari per l’illuminazione notturna.

A seguire, si classificano un impianto pubblicitario in viale dell’Oceano Pacifico (120 metri quadrati), sanzionato dai vigili del XII Gruppo nel gennaio 2011; un impianto localizzato tra via C. Colombo e via Pontina (80 metri quadrati), anch’esso sanzionato nell’agosto 2011; e ancora, altri cartelloni abusivi del Municipio XII si trovano in via del Cappellaccio (72 metri quadrati), sul Viadotto della Magliana (54 metri quadrati), in viale di Val Fiorita (36 metri quadrati), via Laurentina (32 metri quadrati), via C. Colombo (32 metri quadrati).

“Il Regolamento, modificato dall’attuale Consiglio comunale nel 2009, vieta tutti gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati –spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Quello di Piazza del Lavoro ha una superficie dieci volte più grande, un vero e proprio ecomostro pubblicitario. Ci chiediamo allora come sia possibile che in tanti anni chi doveva individuare e rimuovere i maxi cartelloni abusivi che spuntano un po’ ovunque a Roma non li abbia nemmeno visti. È grave infine il fatto che, nonostante siano scattate in alcuni casi le sanzioni, questi impianti mostro continuano ad ospitare nuove campagne pubblicitarie”.
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Cartelloni pubblicitari abusivi: Legambiente Lazio aderisce all’iniziativa lanciata dal popolo della rete di Roma

Legambiente Lazio aderisce all’iniziativa lanciata dal popolo della rete di Roma e oggi dedica la home page del proprio sito internet (www.legambientelazio.it) alla lotta contro i cartelloni selvaggi che infestano Roma, una battaglia che Legambiente persegue da tempo. Il fenomeno va bloccato, è una battaglia di civiltà e legalità prima ancora che una scelta necessaria per la tutela del decoro e delle bellezze paesaggistiche ed artistiche della nostra splendida città.
Per questo Legambiente Lazio chiede che sia definitivamente approvata la Delibera di iniziativa popolare per la modifica del Regolamento sulle affissioni, che il Campidoglio discuta con cittadini e associazioni per l’approvazione di un Piano regolatore degli impianti pubblici e che siano immediatamente abbattuti i 20mila cartelloni abusivi che infestano Roma a cominciare dai parchi e dalle aree archeologiche nonché da quelli affissi in corrispondenza di incroci pericolosi.

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Incendio Parco Circeo, interrogazione Realacci, su sollecitazione Legambiente: azioni urgenti antimafia e a protezione dei lavoratori, risorse per azione anti-abusivismo, sede D.I.A e D.D.A. presso Tribunale di Latina, verifica rispetto vincoli Legge incendi boschivi.

Azioni urgenti contro l’azione di gruppi criminali e per tutelare le lavoratrici e i lavoratori che operano nel Parco del Circeo; sostegno all’Ente Parco con risorse economiche e umane nell’azione anti-abusivismo e di ripristino della legalità, soprattutto in relazione all’abbattimento delle opere abusive presenti nel territorio; sede distaccata della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Latina e verifica della corretta applicazione da parte dei Comuni coinvolti della Legge 353/2000, rispetto ai vincoli temporali per l’utilizzo delle aree interessate dal fuoco, basandosi sui rilievi effettuati dal Corpo Forestale dello Stato. Sono queste le richieste che Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e parlamentare PD, ha rivolto quest’oggi con un’interrogazione ai Ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dell’Interno, su sollecitazione del Circolo Larus Legambiente di Sabaudia e di Legambiente Lazio, dopo i gravi incendi divampati nel Parco nazionale del Circeo.

Un punto centrale dell’interrogazione è la richiesta al Ministro dell’Interno di allestire “una sede distaccata della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Latina”, visto che “nella Provincia di Latina si è costituito e ramificato un vero sistema criminale che ha soprattutto nel ciclo del cemento la sua manifestazione più eclatante, con una pressione sempre crescente della criminalità organizzata mafiosa, soprattutto di origine campana”. A tal proposito si chiede di “sapere per quali ragioni non siano state sinora predisposte e attuate adeguate politiche antimafia, capaci di contrastare, fornendo uomini, mezzi, organizzazione il radicamento della criminalità organizzata in provincia di Latina, nonostante le ripetute e puntuali denunce presentate da diversi parlamentari italiani, associazioni come Legambiente e Libera ed esponenti delle forze dell’ordine e della Magistratura, relativamente alla pressione criminale che alcuni gruppi mafiosi (…)”. E si ricordano “i livelli di abusivismo edilizio denunciati dall’Ente Parco nazionale del Circeo e dal dossier Ecomafia 2011 di Legambiente, tali per cui esisterebbero ben 1 milione e 200mila metri cubi di cemento abusivo all’intero dell’area protetta” e i “progetti di dubbia legittimità e necessità, come il raddoppio del Porto del Comune di San Felice Circeo, il progetto di riqualificazione ambientale sul Lago di Paola della Provincia di Latina e del Comune di Sabaudia, le opere di urbanizzazione primaria in zona a tutela integrale”.
Visti i recenti gravi incendi, si chiede poi di verificare la corretta applicazione da parte dei Comuni coinvolti della Legge quadro in materia di incendi boschivi 353/2000, rispetto ai vincoli temporali da apporre per regolare l’utilizzo delle aree interessate dal fuoco, in particolare circa l’impossibilità di cambiare destinazione d’uso rispetto a quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni, al divieto di realizzare edifici nonché strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive per dieci anni e al divieto per cinque anni di attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche.

E ancora, si chiede se non si ritenga opportuno “agevolare, considerando la particolare condizione di sofferenza e pericolo nella quale si trova ad operare l’Ente Parco nazionale del Circeo, fornendo risorse economiche, personale e mezzi, l’azione anti-abusivismo intrapresa e di ripristino della legalità, in particolare coadiuvando operativamente l’Ente nell’azione di abbattimento delle opere abusive presenti nel suo territorio”.
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Legambiente: stop a volantini abusivi, Comune sanzioni con mega multa di 2 milioni nota concessionaria automobili

Migliaia di volantini pubblicitari di alcuni concessionari di una nota casa automobilistica stanno invadendo la Capitale, “appesi”, grazie ad un assurdo design, alle portiere delle automobili e agli scooter parcheggiati e poi grazie al vento e all’incuria dei cittadini sono finiti a terra, insozzando le strade. Pubblicità del tutto illegale per la quale Legambiente ha ricevuto alcune segnalazioni da Viale America e da Viale Regina Margherita e ha inviato un esposto al Sindaco di Roma chiedendo una mega multa da due milioni di euro. L’Ordinanza del Sindaco n. 37 del 3 febbraio 2010, prorogata al 30 gennaio 2012, sulla affissione, distribuzione ed esposizione di manifesti pubblicitari è chiarissima: “divieto di distribuire volantini e simili collocandoli su beni situati anche temporaneamente in luoghi pubblici ed aperti al pubblico” e “obbligo per ciascun volantino di richiamare l’avvertimento di utilizzare cestini o cassonetti per gettarli”. Le stesse previsioni sono contenute nel Regolamento rifiuti comunale in vigore, dove si dice che “la diffusione di volantini su parabrezza o lunotti delle auto e su altri tipi di veicoli è vietata”. “Basta con questo scempio del volantinaggio abusivo sulle automobili, chiediamo che il Comune sanzioni con una mega multa le concessionarie di automobili che in questi giorni stanno insozzando la città, come prevedono l’ordinanza e il regolamento in vigore – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Il Sindaco oltre ad adottare le ordinanze deve farle rispettare, i Vigili del Nucleo Decoro Urbano e gli Agenti di Polizia Municipale intervengano per far rispettare la normativa vigente”.

Il Regolamento comunale prevede il pagamento di sanzioni pecunarie di 50 euro per il trasgressore, ossia chi effettua materialmente il volantinaggio nei modi non dovuti, e di 412 euro a volantino per il committente, quale responsabile in solido con il trasgressore: dunque, se la concessionaria pubblicitaria della casa automobilistica in questione ha prodotto almeno 5mila volantini, la
cifra della multa prevista per il committente in questo caso sfiorerebbe addirittura i 2 milioni di euro.

“Chi sporca deve essere punito con una multa esemplare per dare un messaggio forte e diffidare le concessionarie pubblicitarie dal fare un uso improprio del volantinaggio – rincara la dose Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Per questo motivo abbiamo appena presentato un esposto al Sindaco, alla Polizia Municipale e al Dipartimento X del Comune di Roma per chiedere l’adozione di tutti i provvedimenti che si riterranno più opportuni da parte delle autorità competenti”.

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