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Legambiente su abusivismo edilizio: basta immobilismo, parola alle ruspe.

“Basta immobilismo sull’abusivismo edilizio, la parola alle ruspe – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Era noto che giacevano in attesa di essere evase molte pratiche ma se questo sta avvenendo per scelta e non per incapacità la cosa è ben diversa e siamo certi che la Procura saprà evidenziarlo. Le ruspe non possono funzionare solo quando si tratta di buttare giù le tende dei poveracci mentre tutto tace quando si tratta delle ville dei ricconi.” Così Legambiente commenta le notizie circa ville con piscine in bellissimi parchi, tetti non abitabili in pieno centro storico divenuti terrazze extralusso, palazzoni a più piani sorti in zone sottoposte a vincolo ambientale. Una fotografia di una parte dell’abusivismo edilizio romano che conta circa 12mila casi, molti a firma di rinomati nomi della politica, dell’economia e dello spettacolo. “Attenzione al cosiddetto piano casa della Regione Lazio: questi stessi casi di abusivismo rischiano di finire dentro al meccanismo del silenzio-assenso previsto dal nuovo Piano magari sperando in un qualche condono – conclude Parlati.

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Villino Todini: giustizia fa suo corso, ora demolire abusi

“La giustizia fa il suo corso, Legambiente sin dallo scorso luglio aveva inviato un esposto alla procura e alle istituzioni competenti in merito ai lavori in corso al Villino Todini a ridosso di Villa Ada, ora finalmente arriva il sequestro”, dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.

Legambiente già il 23 luglio aveva sollecitato interventi: nonostante non risultasse da fonti consultabili pubblicamente alcuna concessione da parte del Consiglio comunale per l’allargamento del
giardino del casale, il cantiere aveva “inglobato” in un solo colpo quasi 500 metri quadrati del prezioso verde di Villa Ada. Il Comune di Roma aveva precisato che “la società acquirente ha presentato un’istanza di concessione a titolo oneroso dell’area confinante, attualmente in corso di istruttoria da parte del competente Ufficio di gestione”, mentre la stessa Todini aveva ammesso che i lavori nel cantiere erano stati sospesi “in attesa di completare tutti gli adempimenti amministrativi”. Una storiaccia figlia di una “cartolizzazione” del 2006 realizzata in un’area estremamente delicata, dove la società Pasquino di Aldo Salini – prima dell’aggiudicazione definitiva dell’immobile che poi avrebbe rivenduto all’ex europarlamentare Luisa Todini – aveva pensato bene di chiedere al Campidoglio un “allargamento” della corte del casale alla fine di via del Canneto, ottenendo dagli uffici del Dipartimento alle Politiche del Patrimonio, dopo un serrato carteggio, la disponibilità “a sottoporre al Consiglio comunale l’approvazione per la concessione in uso a titolo oneroso di parte della confinante area identificata al foglio 544 part. 404 parte, catasto terreni, per la durata di anni sei rinnovabili”.

“Ora non solo rimarrebbe assurda qualsiasi ipotesi di scippo di 500 metri quadrati del parco di Villa Ada, e quindi chiediamo al Comune di chiudere l’istruttoria in corso, ma essendo i nuovi
abusi riscontrati del tutto insanabili vanno demoliti immediatamente”, conclude Parlati.

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Abusivismo: la situazione è grave ed è seria

“Quarantunomila abusi edilizi, quasi venti al giorno, degli ultimi sei anni evidenziano nel Lazio una situazione grave e seria, che va affrontata con le ruspe e le acquisizioni – ha dichiarato Lorenzo  Parlati, presidente di Legambiente Lazio, presente oggi alla presentazione del rapporto della Regione Lazio sull’abusivismo edilizio relativa agli anni 2004/2009-. Come è noto, lo sciagurato III° Condono Edilizio, varato dal Governo guidato dall’On. Berlusconi, ha sanato gli abusi perpetrati entro e non oltre il 31 marzo del 2003: detto in altre parole, ciò vuol dire che dal I° Aprile 2003 ad oggi qualsivoglia abuso, dalla nuova villa alla finestra, è irrimediabilmente non condonabile, e quindi, abusivo, e in conseguenza da demolire o, nel caso, da acquisire al pubblico patrimonio, con l’eccezione degli abusi in aree protette. Ebbene i dati presentati, con un lavoro buono ed esaustivo dal punto di vista del contributo istituzionale in materia di conoscenza del fenomeno, ci dicono che in un periodo di assoluta incondonabilità, come sono i 6 anni trascorsi, sono stati perpetrati ben 41.588 abusi edilizi, equivalenti a quasi 20 abusi al giorno, dal 2004 al 2009. Su questo ci saremmo aspettati dalle autorità istituzionali intervenute alla presentazione del rapporto, una riflessione piena e densa: non era infatti stato detto che il III° Condono, nonché i due precedenti, avrebbero “chiuso” la partita dell’abusivismo, e aperto una nuova stagione legata al rispetto delle regole, nonché al rispetto delle previsioni edificatorie dei Prg dei Comuni? I dati esposti non hanno fatto altro che confermare quanto sostenuto da sempre da Legambiente Lazio: i Condoni sono incentivi all’illegalità urbanistica ed ambientale, e non c’è misura condonativa in grado di assorbire un fenomeno esteso in dimensioni di tali quantità. La sola misura è la repressione sistematica del fenomeno attraverso le demolizioni e le acquisizioni, attività queste nelle quali i 378 Comuni del Lazio non hanno certo brillato. Prova ne sia che per demolire l’Isola dei Ciurli a Fondi, ossia il più grande Ecomostro della nostra Regione, sono stati necessari 10 anni di ininterrotta attività della nostra Associazione, nonché un esposto di Legambiente Lazio all’Area Vigilanza della Regione Lazio, con relativa applicazione dei poteri sostitutivi nei confronti dell’accidioso  Comune di Fondi, infine autore della demolizione, pena la perdita della poca credibilità rimastagli”.

“L’On. Ciocchetti ha sostenuto più volte che ormai l’abusivismo edilizio non è fenomeno di necessità ma fenomeno speculativo -dichiara Mauro Veronesi, responsabile territorio di Legambiente Lazio-. A prova di ciò ha portato i dati relativi all’abusivismo nei 23 Comuni costieri della Regione Lazio, dove si concentra il 22% del totale degli abusi, Comuni costieri ricchi di aree vincolate paesaggisticamente e dove quindi l’edificazione di un immobile vale sul mercato immobiliare in media il 30% in più di un immobile, a pari metratura, edificato in aree a diversa valenza ambientale. Anche questo è un elemento da sempre denunciato da Legambiente Lazio. Ebbene, se questo è vero, non capiamo perché ciò che si realizza abusivamente sia speculazione, mentre ciò  che si realizzerà con il Piano casa proposto dall’On. Ciocchetti diventa magicamente “governo del processo”. Non è vero peraltro – continua Veronesi– che l’abusivismo è figlio della burocrazia urbanistica: in questi anni le regole dell’urbanistica sono “saltate” grazie agli Accordi di Programma –anche quelli firmati dall’On Ciocchetti nel biennio da Assessore all’Urbanistica nella Giunta Regionale guidata dall’On. Storace –e grazie ad un filone di strumenti urbanistici in deroga– art. 2. art. 11. art.16. art. 18, tutti strumenti in deroga ai Prg, ai quali la gestione urbanistica dei Comuni  ha disinvoltamente attinto. Eppure, nonostante ciò ci troviamo 41.588 abusi edilizi? A quando una riflessione seria su ciò? Inoltre, alla luce di quanto oggi esposto, occorre cassare le norme che cancellano il fondo di rotazione per le demolizioni ribattezzandolo con una forma vaga e indistinta, pena il venir meno dei forti impegni presi oggi dalla Regione Lazio, in materia di demolizioni e acquisizioni dei Comuni. Infine, continuiamo ad essere fortemente contrari a quanto sostenuto in sede di conclusioni dall’On. Ciocchetti, in materia di “autocertificazione giurata” per chiudere l’iter amministrativo relativo ai condoni edilizi. Non ci può essere, infatti, autocertificazione in un settore infestato dall’illegalità, qual è il settore edilizio contaminato dall’abusivismo. Chi controllerà l’autocertificazione?”.

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