Tag Archive acqua pubblica

2014/03/17 – Legambiente esulta per la nuova legge sull’acqua pubblica approvata in Consiglio Regionale

“Il Lazio sancisce inequivocabilmente la ripubblicizzazione del servizio idrico”

“L’approvazione in Consiglio Regionale della legge sull’acqua pubblica è innanzitutto una vittoria per i cittadini a seguito dell’esito referendario – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Con questa legge il Lazio diventa la prima regione d’Italia che sancisce in maniera inequivocabile che l’acqua è un bene pubblico inalienabile la cui gestione deve essere ri-pubblicizzata. È arrivata finalmente una risposta chiara nel Lazio nel rispetto della volontà dei 37.000 cittadini e i 40 comuni che hanno firmato la legge di iniziativa popolare presentata dal movimento per l’acqua pubblica. Una gestione pubblica del servizio idrico integrato e l’abolizione della remunerazione del capitale investito nella tariffa garantiscono un diritto fondamentale per tutti i cittadini, la tutela di un bene comune indispensabile. La buona qualità del servizio è imprescindibile per una risorsa primaria senza la quale è impossibile vivere. Un successo totale a due anni dalla volontà espressa in maniera così netta anche da 2.485.334 cittadini laziali nel
referendum. Fondamentale è stato il lavoro del comitato regionale per l’acqua pubblica formato da tante realtà associative e territoriali compresa Legambiente e tanti comuni piccoli e grandi, capaci insieme di far realizzare un sogno che sembrava irraggiungibile; il nostro apprezzamento va a quanti in consiglio regionale hanno lavorato e si sono battuti per questo enorme risultato, dall’assessore all’ambiente Fabio Refrigeri alla consigliera regionale Cristiana Avenali che da sembra si batte per l’acqua bene comune.”

La legge indica chiaramente che nel Lazio l’acqua è un bene inalienabile e per l’associazione ambientalista, questa vittoria di tutti i cittadini deve produrre il blocco immediato dei distacchi dell’erogazione per morosità e la risoluzione rapida di ogni problematica legata alla qualità, per i tanti cittadini con i rubinetti chiusi a causa del scarsità della risorsa o della presenza di arsenico.

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Maxi emendamento Acea, Legambiente scrive al Prefetto

Maxi emendamento Acea, Legambiente scrive al Prefetto: basta forzature pur di privatizzare l’acqua contro la volontà popolare.
Legambiente stigmatizza la gestione del Consiglio comunale delle ultime settimane e scrive al Prefetto di Roma. L’ultimo blitz con la presentazione del maxi emendamento è la più eclatante di una serie di forzature continue: sedute di continuo senza il numero legale, convocazioni improvvise di commissioni, presentazione di nuovi testi di deliberazioni e immediata votazione degli  tessi,tempi contingentati e scadenze ridicole per analizzare testi e presentare osservazioni su materie di così grande rilevanza.

“Pur di riuscire a vendere l’acqua di Acea contro la volontà dei cittadini, Alemanno sta utilizzando continue forzature del regolamento e dello statuto comunale, è inaccettabile, abbiamo scritto al Prefetto per chiedere di intervenire e garantire la democrazia -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non si possono stracciare le regole che servono a garantire la  partecipazione della città alle scelte che si compiono in Consiglio comunale, noi parti sociali, associazioni, cittadini che un anno fa abbiamo votato per l’acqua pubblica non sappiamo niente del pasticciato maxi-emendamento che ha cambiato ancora una volta il testo della delibera, con difficoltà riusciamo a entrare nella sede del Comune mentre le sedute debbono sempre essere pubbliche, è indecente chi amministra deve dimostrare maggiore responsabilità istituzionale, deve avere senso delle istituzioni. Appena riusciremo ad avere il nuovo testo, chiederemo un’audizione presso la Commissione bilancio per presentare le nostre osservazioni, per quanto si capisce infatti il maxi-emendamento prevede un bizzarro gioco di scatole cinesi: il Comune vende comunque il 21% delle sue partecipazioni in Acea e subito dopo Acea entra nella nuova holding capitolina. Come, ci chiediamo? Forse grazie agli stessi soldi derivanti dalla vendita?

Assolutamente vuote risultano anche le parole sull’opzione di cedere quelle azioni alla Cassa Depositi e Prestiti, dietro la quale Alemanno si è più volte trincerato, visto che testualmente si direbbe un generico e irrilevante <privilegiando prioritariamente>. Lasciano interdetti nel frattempo e sono tutti da chiarire i cambiamenti ai vertici del management di Acea, annunciati in queste ore, una ulteriore dimostrazione dei danni che questa scellerata gestione sta facendo ad una delle società capitoline più importanti e che gestisce acqua ed energia dei romani.”

Intanto, il presidente di Acea Produzione, il CFO e il direttore generale dell’area Ambiente ed Energia starebbero per lasciare il loro incarico, con “un esodo che è ben lontano dall’essere avvicendamento fisiologico”, secondo MF-Dow Jones News.
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ACQUA PUBBLICA, PULITA, PREZIOSA Dopo la vittoria referendaria, nuove sfide per l’acqua diritto universale ROMA, 8 NOVEMBRE 2011

ACQUA PUBBLICA, PULITA, PREZIOSA
Dopo la vittoria referendaria, nuove sfide per l’acqua diritto universale
ROMA, 8 NOVEMBRE 2011

Premessa
Sono sempre impresse nelle nostre menti le immagini delle inondazioni degli ultimi giorni e che sempre più spesso nel nostro paese e non solo si ripetono, mettendo a rischio tante vite e un patrimonio culturale ed ambientale immenso. Immagini che mostrano tutta la fragilità di territori aggrediti senza tregua dall’uomo. Un rischio idraulico, quindi, al quale poi si aggiunge uno stato di salute delle nostre acque che sconta un incuria dei nostri fiumi: cementificazioni, inquinamento, rifiuti. Nel mondo questo vuol dire privatizzazione di un bene comune, dove carenza idrica non vuol dire scarsità del bene in quei luoghi, ma impossibilità di accedere a quel bene per quelle comunità e lo stesso bene per loro scarso, poi diventa veicolo di morte e di epidemie, perché in quei luoghi neanche i rifiuti domestici vengono raccolti. Allora oggi serve una nuova cultura dell’acqua, c’è sicuramente bisogno di interventi sanitari, idrogeologici, di depurazione e cura delle sorgenti. E la litania del conflitto di competenze deve essere interrotta.
ACQUA PUBBLICA
Nel pomeriggio del 13 giugno 2011, dopo mesi di campagna referendaria, i cittadini italiani si sono resi protagonisti di un pezzo importante del loro futuro: 28 milioni (nel Lazio il 58,9% degli elettori) si sono recati alle urne, nonostante il week-end ormai “balneare” e le tornate elettorali dei mesi precedenti, per dire Sì all’acqua pubblica e per indicare al legislatore le strade da percorrere per le scelte di gestione dei servizi idrici.

Grazie all’attività di un ricco, colorato, intelligente movimento dell’acqua, che ha visto anche Legambiente tra i protagonisti, dopo una lunga raccolta firme, distribuzione materiali, convegni, comizi, incontri… la parola dei cittadini sul destino della gestione delle risorse idriche, è stata molto chiara: si è scelto di abrogare l’art. 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 al fine di fermare l’obbligo di privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali e di abrogare il comma 1 dell’articolo 154, comma 1 del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 per impedire i profitti sull’acqua. Dopo cinque mesi dalle feste alla Bocca della Verità e in tutta Italia, quanto decretato deve essere messo in pratica in maniera piena e completa. […]

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Manovra, Legambiente: lancia attacco a territorio e beni comuni.

“La manovra del Governo è irresponsabile, non solo mette solo le mani solo tasche dei cittadini per provare a risanare il disastro finanziario, ma lancia un nuovo attacco al territorio e ai beni comuni che va respinto al mittente -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, partecipando al presidio a piazza Navona promosso dal Comitato Romano Acqua pubblica-. Dopo i referendum, vinti grazie ad una enorme partecipazione popolare, le nuove scelte sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali sono un attentato alla Costituzione: l’acqua deve rimanere pubblica, non si tocca. Così come è senza senso continuare a svendere il territorio, che è il nostro unico vero valore italiano, con il silenzio assenso per operazioni edilizie complesse o le modifiche al Codice dei beni culturali e del Paesaggio o, ancora, i tagli ai beni culturali.”

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Obiettivo Referendum: continuano volantinaggi e iniziative

Stamattina è stata la volta della Metro B nella Capitale: volantinaggio alle stazioni di Rebibbia, Ponte Mammolo, Pietralata e Tiburtina per coinvolgere gli utenti della metropolitana a votare SÌ ai referendum del 12 e 13 giugno. Altro volantinaggio presso il Municipio 8, al mercato di Torbellamonaca, Policlinico Casilino, mercato di Piazza Alcioni, mercato di via Cornelio Sisenna e Parco Belon. Nel pomeriggio incontro pubblico sul problema eternit presso la Sala Consiliare del Municipio 6. Domani, Martedì 7 giugno, volantinaggio lungo il percorso della Metro A, dalle ore 9 alle 13, in prossimità delle stazioni di Re di Roma, Lepanto e Cipro: tute bianche, megafono e volantini per coinvolgere gli utenti della metropolitana a votare SÌ al referendum del 12 e 13 giugno. Nel pomeriggio banchetto informativo al Parco Tiburtino, dalle ore 18 alle 20, presso la Cacciarella; cerimonia di consegna del “Premio Mnemosine” alle ore 18 presso la Galleria Il Tempo Ritrovato (Lungotevere degli Altoviti, 4); banchetto informativo a “Diritti al Quorum, nessun impedimento all’acqua pubblica può essere legittimo” organizzato da Fed, alle ore 17 in via Caltagirone (Piazza Muggia). A Ferentino (Fr) volantinaggio presso il mercato.

Per tutti gli appuntamenti www.legambientelazio.it e per info 347 2310122.

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Domani 26 marzo grande mobilitazione nazionale per l’acqua pubblica e contro il nucleare

Due sì per proteggere il bene comune acqua e un sì per fermare il nucleare nei referendum del 12 e 13 giugno

Sabato 26 marzo alle ore 14 da Piazza della Repubblica il popolo per l’acqua pubblica e contro il nucleare sfilerà per le strade della capitale diretto a Piazza San Giovanni per difendere i beni comuni e sostenere il ricorso alle fonti pulite di energia.

Legambiente Lazio sarà presente insieme ai circoli del territorio per affermare tutta la propria contrarietà al progetto atomico in Italia e nel Lazio, per difendere il bene comune acqua dalla speculazione dei privati e per sostenere la partecipazione alla consultazione referendaria dei prossimi 12 e 13 giugno: i referendum sono un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.

“Il nucleare è una tecnologia insicura, che non risolve il problema delle emissioni di CO2, che in base all’obiettivo fissato dall’UE devono drasticamente ridurre entro il 2020 del 20% e soprattutto rimane ancora irrisolta la questione dei rischi e delle scorie.” – ha dichiarato Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio. Alla luce della recente tragedia giapponese va affermata con ancora più determinazione l’insostenibilità del ricorso al nucleare per rilanciare invece l’utilizzo delle fonti alternative di energia, quali il solare termico, il fotovoltaico, l’eolico e il geotermico.”

Domani si scenderà in piazza anche per difendere l’acqua, che sta pericolosamente passando dalla mano pubblica a quella privata, esposta dunque ai pericoli di una gestione tutta orientata al  profitto. “Il quasi milione e mezzo di firme raccolte la scorsa primavera per presentare la proposta referendaria sull’acqua bene comune ha rappresentato una prima importante vittoria. Partecipare numerosi domani significa preparare la vittoria dei SI ai referendum del 12 e 13 giugno, riaffermando la necessità di una gestione partecipativa dei beni comuni e per arrestare le politiche neoliberiste che sono la radice dell’impoverimento e della drammatica crisi che ancora viviamo” – ha chiosato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio.

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