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Metro C, Legambiente scrive lettera aperta ad Alemanno e Aurigemma: forte preoccupazione per stop talpe e avvio procedure licenziamento, Roma non può perdere tempo in partita determinante per futuro.

“Scriviamo con forte preoccupazione per lo stop alle talpe per lo scavo della Metro C e l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per i dipendenti, che sarebbero state avviate dalla società di progetto.” – scrive Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, in una lettera aperta al Sindaco di Roma Gianni Alemanno e all’Assessore alla Mobilità del Comune di Roma Antonello Aurigemma – Da quanto apprendiamo, infatti, secondo i sindacati territoriali di categoria (Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil), le macchine TBM, dopo aver raggiungo la Stazione di San Giovanni nel mese di giugno si fermeranno e verranno smontate e trasferite in un’altra città, a causa del dimezzamento dei finanziamenti necessari rispetto agli stanziamenti previsti dalla precedente progettazione, per proseguire l’opera pubblica fino al Colosseo, nonché dall’enorme ritardo accumulato nell’erogazione.”

“Lo scenario descritto determinerebbe in sostanza un arresto dei lavori per la più grande infrastruttura pubblica della nostra città – continua la lettera – destinata a collegare con la cura del ferro migliaia di persone che quotidianamente si spostano dalla periferia verso il centro. Un arresto inaccettabile per il futuro del trasporto pubblico a Roma, dove è fondamentale liberarsi dall’insostenibile groviglio di automobili e smog che attanagliano la città e rendono l’aria sempre più irrespirabile per i nostri polmoni.”

“Roma non può e non deve perdere tempo in una partita così determinante per il suo futuro.  Crediamo che il trasporto pubblico metropolitano debba rappresentare il principale provvedimento strutturale per cambiare finalmente il profilo di questa città e darle il volto di capitale europea sostenibile che merita. Per questo, le chiediamo immediati chiarimenti, anche con la convocazione di un tavolo con tutte le parti sociali, ritenendo fondamentale e prioritario trovare una soluzione per garantire il proseguimento in tempi certi dei cantieri” – conclude il testo.

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Legambiente su tre anni Alemanno: Roma non cambia anzi peggiora la qualità della vita dei cittadini

“Roma non cambia anzi peggiora la qualità della vita dei cittadini su tanti fronti, dal traffico ai rifiuti, a causa delle politiche del Sindaco Alemanno e nonostante il Comune chieda sempre più soldi ai romani – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Il Sindaco tra un annuncio e l’altro, che puntualmente poi o non si realizza o viene rimesso in discussione, trova anche il tempo per regalare le uova di Pasqua, ma in tre anni non è riuscito ad occuparsi delle cose concrete di tutti i giorni che riguardano la qualità della vita dei cittadini, preso da diverse iniziativa di facciata e nel dare troppo ascolto ai desiderata dei potenti della Capitale. E’ stato così sulla fallimentare ipotesi del gran premio ed è ancora peggio sulle tante cubature che stanno disegnando una nuova colata di cemento in città. Mentre la Magistratura continua ad aprire giuste indagini dopo eclatanti scandali sulle ex municipalizzate come sui condoni o sui mondiali di nuoto, il Campidoglio oggi ha il coraggio di annunciare pilastri e obiettivi futuribili, quando la vera sfida, sulla quale Alemanno ha vinto le elezioni con lo slogan Roma cambia, si gioca sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini, sul traffico, sul decoro e la manutenzione, sulla gestione dei rifiuti, sulle periferie e le questioni ambientali, sulla solidarietà e il volontariato, ma il Sindaco sembra proprio non accorgersene”.

E’ preoccupato il commento di Legambiente Lazio in relazione al bilancio e agli obiettivi forniti dal Sindaco Alemanno nel corso della conferenza stampa per i tre anni di mandato. “Che sia per i nuovi stadi, per Torbellamonaca o per Fiumicino 2 il cemento è l’unica chiave per lo sviluppo di Roma che vede il Sindaco di Roma – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Magari con un po’ di verde qua e là o con falsi obiettivi di riqualificazione per confondere le idee. Lo stessa sarà per le ex caserme utilizzate per far cassa e non per portare qualità nei quartieri, o per il polo di ricerca sanitario che maschera nuove cubature a San Paolo, persino le nuove metropolitane si dovranno fare con i soldi degli appartamenti costruiti attorno. Il trasporto pubblico peggiora le sue performance e presto aumenterà il biglietto, la gestione dei rifiuti, la differenziata e il decoro non vedono passi avanti e un nuovo aumento della tariffa è già stato annunciato, per i nomadi e i migranti ci sono solo inumani sgomberi e invettive senza nessuna alternativa per le famiglie, le aree protette giacciono abbandonate mentre è scomparsa qualsiasi politica per contrastare l’abusivismo edilizio e per le rinnovabili non si fa nulla. Sulla mobilità, l’ultima boutade di Alemanno è sulle preferenziali aperte alle moto provando a strumentalizzare un personaggio famoso, dove basta vedere le corsie scelte per capire quanto sia una presa in giro la sperimentazione, mentre invece si eliminano le protezioni a Via dell’Amba Aradam. Anche per la candidatura alle Olimpiadi 2020 si sta perdendo l’occasione di un progetto di alto profilo e condiviso dalla città. Insomma, dopo tre anni piuttosto che nuovi obiettivi pilastri e annunci, servirebbero risposte concrete ai problemi delle persone per migliorare la qualità della vita in città”.

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Fondazione sul decoro: un’altra occasione persa per Alemanno, ennesima operazione di facciata per coprire l’inefficienza di AMA con i soliti quattro amici industriali, toglie ai cittadini il ruolo di attori.

“Quello della Fondazione sul decoro a Roma è un’altra occasione persa per Alemanno, c’è poco da gioire, una ennesima operazione di facciata per coprire le inefficienze dell’AMA, fatta con i soliti quattro amici industriali, togliendo ai cittadini il ruolo di attori. È proprio un peccato che nell’anno europeo del volontariato, la Capitale faccia una così ridicola e brutta figura. Ma come pretende Alemanno di spiegare a comitati e associazioni che a organizzare il loro volontariato saranno gli imprenditori? – afferma caustico Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. A capo della fondazione il Sindaco ha, infatti, ‘proposto’ di nominare la presidente dei giovani industriali, affidando anche questa fondazione agli industriali, che sono evidentemente diventati la soluzione per tutte le occasioni e per tutte le fondazioni. Un incarico prestigioso, non solo senza aver avuto alcun ruolo nel progetto, non solo occupandosi per attività dell’opposto del volontariato, ma senza nemmeno mettere un euro, per quanto affermato, nell’operazione. La considerazione che il Sindaco ha per il volontariato e le associazioni di volontariato e per i cittadini è davvero scarsa, ma che istituzioni come la Camera di Commercio e Unindustria si prestino a questi giochi è altrettanto incredibile”.

Proprio Legambiente chiese, ormai due anni fa, ad Alemanno di coinvolgere i comitati di quartiere e le associazioni per affrontare la situazione disastrosa del decoro e della pulizia della città, di dare continuità alla miriade di iniziative come “Puliamo il Mondo” e tante altre con le quali i cittadini ogni giorno si danno da fare per il loro quartiere, per il giardino sotto casa, per la piazzetta dove si incontrano, per lo spartitraffico abbandonato, sostenendo così il volontariato ambientale. Si trattava di sollecitare i cittadini a collaborare per la pulizia e la manutenzione delle aree verdi e di tutti quegli spazi abbandonati dal Servizio Giardini e dall’AMA, secondo un modello già sperimentato a New York con la fondazione Citizens Committee for New York, dove queste cose si fanno bene da decenni, dove c’è una struttura che sostiene decine di micro-progetti, offre una sede ai comitati, fa formazione. Peccato che poi il Sindaco abbia cominciato ad avere problemi con Legambiente dopo la pubblicazione dei dati di ecosistema urbano che evidenziavano in modo oggettivo, come sempre e con ogni Sindaco, la situazione ambientale di Roma, dove purtroppo le situazioni critiche e problematiche sono maggiori di quelle positive. “Almeno la predica ai cittadini sul decoro, il Sindaco se la poteva risparmiare – conclude Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. E’ scandaloso, l’AMA che dovrebbe tenere Roma pulita e non lo fa, prende i soldi dei romani e promuove una fondazione di volontariato dei cittadini per tenere la città pulita!  la stessa AMA alla quale i romani con la tariffa versano quest’anno l’immensa cifra di 630 milioni di euro, proprio per tenere pulita la città e gestire i rifiuti. E poi secondo Alemanno, la società civile sarebbero l’AMA, gli imprenditori e una banca? Oltre al danno, allora c’è la beffa e la presa in giro della società civile dei cittadini. Speriamo che il Consiglio comunale respinga la partecipazione a questa farsa, avviata anche scavalcando le prerogative dell’assemblea stessa”.

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Su Allumiere Alemanno ha sindrome NIMBY

“Su Allumiere il Sindaco Alemanno ha la classica sindrome Nimby, “not in my backyard”, vuole scaricare i rifiuti della Capitale scavando una bella buca in un’area protetta di un piccolo Comune a ottanta chilometri da Roma piuttosto che ragionare di riduzione, riuso e raccolta differenziata in città – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. E’ davvero brutto che l’Amministrazione abbia nascosto per mesi il protocollo firmato con il Ministero della Difesa ed è sconcertante che si affermi che un qualche interesse pubblico possa far superare vincoli ambientali di natura europea visto che è ben noto che questo non può accadere. Sarebbe finalmente utile discutere dell’Ama, di come il Comune intenda spendere i 630 milioni di Euro che i cittadini versano quest’anno con la tariffa, per la raccolta differenziata porta a porta piuttosto che per bizzarri sistemi misti. Sarebbe anche interessante capire quando il Consiglio comunale dopo quasi tre anni di tempo perso potrà finalmente valutare e approvare il contratto di servizio tra Amministrazione a Ama, per fissare obiettivi, tempi e modalità della gestione dei rifiuti, definendo gli obiettivi di riduzione, riuso e raccolta differenziata nella Capitale. Il Sindaco ha abdicato completamente al suo ruolo, lascia programmare tutto all’Ama e l’Ama non crede nella differenziata. Quando Alemanno risponderà, invece di tentare accordi sottobanco, a queste domande ineludibili?”

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Legambiente su stati generali: per Alemanno sviluppo è solo nuovo cemento.

“Cemento, cemento e ancora cemento, con un po’ di verde qua e là per provare a confondere le idee. D’altronde confrontandosi solo con gli imprenditori cosa altro poteva emergere dagli stati
generali di Alemanno? È incredibile che per il Sindaco di Roma lo sviluppo passi solo attraverso il cemento – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Il potenziamento  dell’aeroporto di Fiumicino passa attraverso 1.300 ettari di inutile cemento in aree protette e non attraverso il potenziamento delle strutture esistenti, le metropolitane si devono fare con i soldi degli appartamenti derivanti dal raddoppio delle centralità invertendo la logica del Prg, la valorizzazione e alienazione delle caserme serve per far cassa con 600 milioni di Euro e non per portare qualità nelle periferie, riqualificare Tor Bella Monaca significa triplicare le cubature esistenti nell’Agro Romano vincolato, persino il polo di ricerca sanitario maschera nuove cubature a San Paolo. In questo contesto ci stanno bene anche bar, pub, ristoranti, discoteche sulle sponde del Tevere, magari dentro il fantastico parco fluviale olimpico. Però solo una volta rese edificabili, nel massimo della trasparenza! Piuttosto che nuove operazioni di facciata, servirebbero risposte alle domande della città per migliorare la qualità della vita delle persone”.

“Basta con la finta partecipazione, il Sindaco non può parlare solo con i poteri forti ai quali sta consegnando la città, facendo invece finta di confrontarsi con tutti – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Il completo disinteresse per la città e per i cittadini, dimostrato anche dai gravi fatti che hanno portato in questi giorni all’inchiesta della magistratura che coinvolge importanti aziende di servizi pubblici locali, dovrebbe portare a cambiare direzione, invece Alemanno continua a sprecare i soldi dei cittadini e degli sponsor per cercare di rifarsi un’immagine, di recuperare quella credibilità che ha ormai perso”.

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