Tag Archive ama

Roma ferma al 44% di raccolta differenziata che nel 2017 sale di appena un punto e mezzo, e ferma al 33% anche l’estensione del Porta a Porta

L’anno passato più di 700.000 tonnellate di rifiuti sono stati bruciati nei termovalorizzatori di altri territori, il 41% del totale.

“L’emergenza rifiuti a Roma è ormai strutturale, il Campidoglio ha messo in campo troppo poco e la monnezza viene in gran parte bruciata”

Tags, , , , Read More

Caos Immondizia, Legambiente: “Comune rinnovi contratto di servizio e management, Ama faccia chiarezza sui distrastri di questi giorni”

“Il caos immondizia dei giorni scorsi è uno spettacolo indecente a cui dopo il piano di emergenza messo in atto dal Comune deve essere trovata una soluzione definitiva, vengano rinnovati subito contratto di servizio e management dell’AMA e definiti con chiarezza compiti e responsabilità dell’azienda – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Un modello vecchio e la mancanza di chiarezza nei rapporti fra Comune e Azienda sono alla base dei vari problemi dei giorni scorsi. Roma e la gestione dei rifiuti in città sono profondamente cambiate negli ultimi anni, mentre il contratto di servizio è rimasto quello del 2008, che la precedente amministrazione ha sempre solo prorogato. Serve un mandato chiaro ad AMA e un rinnovamento del management per puntare tutto su riciclaggio, riduzione e riuso. L’Amministrazione Capitolina, dopo un indispensabile e positivo intervento nella fase di emergenza, provveda ad approvare un nuovo contratto di servizio e a nominare i nuovi vertici del management. Il problema non è certo la differenziata, ma il modello a cassonetto che va superato e abbandonato per passare con decisione alla raccolta domiciliare in tutta la città. Sono infatti i rifiuti indifferenziati il vero punto di crisi, i bidoni su strada diventano veri e propri accumuli indecenti di immondizia, fuori dal mondo. Vanno invece immediatamente risolti i problemi relativi al porta a porta mal gestito, sui quali fanno bene i cittadini ad arrabbiarsi contro le condotte gravi e illegali di mescolamento di rifiuti diversi, su cui stiamo valutando un nuovo esposto stavolta alla Corte dei Conti. Ad Ama chiediamo chiarezza sui fatti di questi giorni, nuovi accordi con i lavoratori che prevedano più efficienza per superare gli enormi limiti dell’azienda, raggiungere gli obiettivi di legge sulla raccolta differenziata e dare inizio ad una nuova stagione nella gestione dei rifiuti a Roma.”

SCARICA IL PDF

Tags, , , ,

Rifiuti AMA, Legambiente: Sindaco provi a spiegare ai romani che succede

Rifiuti AMA, Legambiente: Sindaco provi a spiegare ai romani che succede Legambiente

fa propria segnalazione cittadini Acilia e Casalpalocco su servizi malfunzionanti (vedi foto allegate)
“Il Sindaco se è in grado deve spiegare ai romani cosa succede all’AMA, è assurdo che l’azienda blocchi importanti servizi definiti nel contratto di servizio, con una gestione dei rifiuti in città che è sempre più allo sbando, mentre l’azienda rimane pure senza guida -afferma Lorenzo Parlati,
presidente di Legambiente Lazio-. Dopo gli scandali, le parentopoli, i prezziari per le assunzioni, le promozioni ad personam con tanto di indagini della Procura, ora l’azienda che incassa la bellezza di 700 milioni di euro con la tariffa rifiuti, molla la città e i cittadini, interrompe fino a data da destinarsi
la manutenzione delle aree verdi e tutte le operazioni di decoro urbano “in ragione dell’incertezza del corrispettivo dovuto da Roma Capitale”, il direttore generale con funzioni di amministratore delegato si dimette. Nemmeno un piccolo condominio si gestisce in questo modo, tanto meno lo si può fare in una delle più grandi aziende di gestione dei rifiuti. E’ uno scandalo inaccettabile, Alemanno la smettesse di fare annunci da campagna elettorale e provasse almeno a tenere la decenza nella gestione della città.”

E proprio sui servizi malfunzionanti o bloccati, Legambiente fa propria la segnalazione dei cittadini e del Comitato di Quartiere Acilia Sud 2000. Nel quartiere, in particolare nelle zone Madonnetta / Acilia / Dragona, da molti mesi i cassonetti per il multimateriale continuano a non essere svuotati con regolarità così come l’indifferenziato. Una situazione che si estende anche a Casalpalocco, dove in diverse vie, come documentato in un dossier, tra cassonetti fatiscenti, rotti o stracolmi, si rischia costantemente ci sia una discarica a cielo aperto.

SCARICA IL PDF

Tags, , ,

Lo sfascio della raccolta rifiuti nel IV Municipio

Lo sfascio della raccolta rifiuti nel IV Municipio : Un disastro annunciato…
Le immagini del fallimento del nuovo modello per la gestione dei rifiuti avviato dall’AMA e dal Comune nel dossier fotografico dei volontari del circolo Legambiente Aniene e del Comitato di Quartiere Serpentara che in questi giorni hanno passato al setaccio il IV Municipio. In Val Maria, buste cariche di rifiuti di natura imprecisata sono abbandonate in mezzo alla
strada. In via Val Padana la situazione non cambia e tra una campana per la raccolta del vetro ed i cassonetti si notano con sgomento grandi buste di rifiuti lasciate per strada.

Anche in via Val Pellice i rifiuti non si trovano dentro ai cassonetti, ma sono stati lasciati lì vicino. A Via Conca d’Oro siamo all’emergenza sanitaria con sacchetti riversi su pozze d’acqua. Il monitoraggio dei volontari di Legambiente ha preso sotto esame anche Via Val Cenischia dove uno stendino in plastica e ferro è stato gettato con disinteresse davanti ai cassonetti su un monte di rifiuti di ogni foggia e colore. Lunga Via Val Maggia, i cassonetti per la raccolta non differenziata sono strapieni e circondati da montagne di rifiuti. A Via Val di Sangro stessa musica, ben quattro cassonetti circondano in maniera discutibile la campana per il vetro e anche in questo caso i rifiuti sono fuori e non dentro ai cassonetti. Via Val di Non è invasa da grandi buste dei rifiuti contenenti materiali facilmente differenziabili e tante tante buste piene oltre l’orlo del marciapiede. Lo stesso scenario nelle altre zone del Municipio IV abbracciando anche aree come Bel Poggio – Cinquina, Cinquina – Bufalotta, l’abbandono e la discarica a cielo aperto del Mercato Serpentara, via Chiusi, via Guasti, via Monte Acero e via Monte Casa Bel Poggio dove la situazione peggiora a vista d’occhio.

SCARICA IL PDF CON TUTTE LE FOTO

Tags, , ,

Rifiuti, Legambiente: stop a nuovo modello gestione immondizia, è già fallito.

Rifiuti, Legambiente: stop a nuovo modello gestione immondizia, è già fallito. Monitoraggio Legambiente: IV Municipio è una discarica a cielo aperto, cassonetti strapieni, sporcizia ovunque e nessuna informazione per i cittadini. Esposto di Legambiente alla Corte dei Conti per danno erariale, contro spreco soldi cittadini, Ministero e Regione.
Mentre Malagrotta viene prorogata per l’ennesima volta da un inutile commissario, a Roma è già fallito il nuovo modello per la gestione dei rifiuti avviato dall’AMA e dal Comune poche settimane fa. La triste realtà è evidenziata dal dossier fotografico dei volontari del circolo Legambiente Aniene che in questi giorni hanno passato al setaccio il IV Municipio: la raccolta, che differenziata non è, è diventata simbolo dell’inciviltà e della vergogna di vivere in una sorta di discarica nella quale i cittadini non sanno dove gettare i rifiuti e gli addetti dell’AMA non passano a raccoglierli, mentre la differenziata porta a porta è un sogno lontano.

In Val Maria, buste cariche di rifiuti di natura imprecisata sono abbandonate in mezzo alla strada. Il cassonetto che dovrebbe contenere carta è strapieno e malridotto dopo un incendio, mentre buste spinte a forza escono dal cassonetto che dovrebbe contenere la plastica. Anche i cassonetti svuotati continuano ad avere come cornice a terra rifiuti in carta, plastica, un cartone di spumante, c’è persino una valigia abbandonta. I cassonetti sono stracolmi e così i cittadini gettano tutto a terra. In via Val Padana la situazione non cambia e tra una campana per la raccolta del vetro ed i cassonetti si notano con sgomento grandi buste di rifiuti lasciate per strada. Da un cassonetto per la carta spunta cartone e tutto intorno vi è una collina di rifiuti che impedirebbe il passaggio anche dei più volenterosi. Anche in via Val Pellice i rifiuti non si trovano dentro ai cassonetti, ma sono stati lasciati lì vicino: buste di plastica sono state incastrate nel cassonetto della plastica tentando invano di infilarle. A Via Conca d’Oro siamo all’emergenza sanitaria con sacchetti riversi su pozze d’acqua lasciate dalla pioggia dei giorni scorsi sempre di fronte ai cassonetti.

“Il nuovo modello per la gestione dei rifiuti proposto dall’AMA è già fallito, le strade sono invase di rifiuti da settimane, come comitati e associazioni avevano denunciato sarebbe successo. Altro che chiudere Malagrotta, piuttosto che investire per passare davvero in modo esteso al porta a porta, AMA e Comune hanno preferito una nuova sperimentazione folle con i cassonetti -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Questa situazione è inaccettabile, le proteste dei cittadini sono enormi, solo 26mila cittadini su oltre 200mila sono passati al porta a porta vedendo facilitata la possibilità di conferire i rifiuti differenziati, mentre tutti gli altri continuano a mantenere una vetusta raccolta stradale, o peggio sono tornati indietro anche dove il folle “sistema duale” aveva almeno ottenuto di rimuovere il cassonetto per l’indifferenziato. Il Comune deve rivedere il modello, allargare subito i quartieri serviti col porta a porta, progettando per bene gli interventi, eliminando i cassonetti, mentre contestualmente servono tavoli quartiere per quartiere per affrontare i numerosi problemi del nuovo sistema, tornando indietro rispetto al modello messo in campo.”

Il monitoraggio dei volontari di Legambiente ha preso sotto esame anche Via Val Cenischia dove uno stendino in plastica e ferro è stato gettato con disinteresse davanti ai cassonetti su un monte di
rifiuti di ogni foggia e colore, con buste contenenti non si sa bene cosa e scatoloni mezzi aperti e mezzi chiusi gettati di fronte al cassonetto per la plastica. Lunga Via Val Maggia, i cassonetti per la raccolta non differenziata sono strapieni, buste, scatole di cartone, contenitori per giocattoli, cassette di plastica per la frutta, cassettine di cartone, polistirolo, cappelli per lampade, un ombrello rotto fanno bella mostra davanti a molti dei cassonetti lungo la strada.

“E’ evidente ormai che AMA e Comune non vogliono far funzionare la raccolta differenziata e stanno sprecando i soldi dei cittadini e quelli del Ministero e della Regione, faremo quindi un esposto per danno erariale alla Corte dei Conti, non si può continuare in questo modo -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. I romani hanno visto la tariffa rifiuti aumentare del 45% negli ultimi cinque anni mentre la differenziata era quasi ferma e la discarica di Malagrotta ha continuato a fagocitare l’80% della monnezza della Capitale. E’ chiaro che la direzione di prendere è tutt’altra rispetto a quella che AMA e Comune hanno voluto caparbiamente mettere in campo, la soluzione è a portata di mano con il passaggio alla raccolta domiciliare porta a porta in modo esteso su tutto il territorio come si fa già in 1400 Comuni ricicloni in Italia. Uno scandalo tutto romano, che va fermato subito, se davvero si vuole sventare una nuova Malagrotta a Monti dell’Ortaccio, come il commissario ai rifiuti vorrebbe.”

A Via Val di Sangro stessa musica, ben quattro cassonetti circondano in maniera discutibile la campana per il vetro e anche in questo caso i rifiuti sono fuori e non dentro ai cassonetti. Via Val di Non purtroppo non ricorda la bellezza alpestre ma una discarica piuttosto, con grandi buste dei rifiuti contenenti materiali facilmente differenziabili, cartoni dei pannolini, involucri di polistiroli, il cartone di una TV e tante tante buste piene oltre l’orlo del marciapiede. L’ultimo dettaglio che  aggiunge colore al quadro generale è un contenitore per la raccolta dell’umido quasi vuoto, che ad un attento esame mostra varie buste di plastica con contenuto non differenziato. Non ci sono, peraltro, né informazioni né controlli di alcun genere da partedagli addetti dell’ MA o dei Vigili, i cittadini spesso non sanno dove buttare i materiali, visto  che le informazioni sono assolutamente carenti. La frequenza di raccolta non risponde a nessun tipo di esigenza dei residenti che devono fare interminabili e pericolosi slalom per gettare i rifiuti.

“Il monitoraggio del nuovo modello di gestione dei rifiuti realizzato da Legambiente e dai comitati nel Municipio IV mostra chiaramente l’insuccesso di una politica sciatta, con soldi dei cittadini gettati dalla finestra per un risultato assolutamente prevedibile e negativo -afferma Annamaria Romani, presidente del Circolo Legambiente Aniene-. Non ha senso un modello di differenziata a cassonetto, non funziona, non semplifica la vita dei cittadini anzi la complica. Allo stesso tempo, non ha alcun senso la raccolta dell’organico con un normale enorme cassonetto stradale da 2.400 litri, senza alcuna protezione e nessuna possibilità di verifica dei conferimenti errati, è un sistema che non si pratica in questo modo in nessuna altra città. Bisogna che Comune e AMA rimettano subito mano al modello, non si può andare avanti con l’immondizia gettata ovunque per le strade.”

SCARICA IL PDF

Tags, , , ,

Rifiuti, Legambiente: Assessore Ambiente fermi gara AMA per inutili cassonetti a scomparsa Torrino.

Rifiuti, Legambiente: Assessore Ambiente fermi gara AMA per inutili cassonetti a scomparsa Torrino.

Scade tra una settimana, il 17 dicembre, la gara AMA per i cassoni interrati per i rifiuti al Torrino e Legambiente torna a chiedere di revocare l’assurda procedura da un milione e mezzo di Euro più IVA, stavolta con una richiesta diretta all’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma. Oltre alla scelta strategica sbagliata e lontana dalla necessaria differenziata porta a porta, la copiosa quantità di carta usata per illustrare la gara per i nove sistemi interrati adibiti al conferimento dei rifiuti nel quartiere Torrino-Mezzocamino, sembra non spiegare nemmeno gli errori nelle stime che, secondo Legambiente, compaiono nei progetti proposti alla gara.

Nel merito dei dati progettuali, infatti, spuntano numerosi problemi tecnici: la produzione annua sulla quale si basa la progettazione è di 661 kg di rifiuti solidi urbani per abitante, ossia oltre il doppio della media nazionale di 310 kg/anno, non considerando l’assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani e il contributo del turismo e senza tenere nemmeno conto che quel quantitativo non è prodotto interamente presso l’utenza (pasti fuori di casa per motivi di lavoro, studio, ecc). Il volume di 110 litri, calcolato per i “cassonetti a scomparsa”, non tiene conto della densità dei diversi materiali: vetro, plastica, metalli e carta ed umido, a parità di peso non hanno certo lo stesso volume anche se di solito si assume che un mq di rifiuti indifferenziato pesi circa 100 kg. Ancora più strano verificare in tabella che le stime si basano su una differenziata all’80%, obiettivo importante che potrebbe essere raggiunto davvero con il porta a porta ed escluderebbe quindi la necessità di inutili cassonetti sottoterra.

“Non si possono buttare quasi due milioni di Euro per degli inutili cassonetti da seppellire sottoterra, chiediamo all’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma di intervenire per bloccare questa gara assurda che va contro la differenziata porta a porta e sta fuori dal Patto per Roma firmato da tutte le istituzioni con il Ministero dell’ambiente -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. In un quartiere nuovo come il Torrino bisogna mettere in atto subito il porta a porta, piuttosto che andare a cercare tecnologie costosa e dannose per una differenziata ben fatta. L’area scelta ha spazi talmente ampi che permetterebbero di fare la raccolta differenziata domiciliare con una estrema facilità, con sacchetti semi trasparenti per tutte le frazioni e bidoncini per l’organico. In più negli incontri con i cittadini AMA ha anche affermato che i contenitori sepolti servirebbero solo per i rifiuti indifferenziati. E’ tutta una follia, la gara va fermata, nel bel mezzo della crisi discarica, bisogna davvero puntare su riduzione e riuso e mettere al centro la differenziata.”

Le altre osservazioni di Legambiente riguardano la gestione e la difficoltà del cittadino nel trovare fisicamente il contenitore nel quale gettare i diversi materiali ed il costo enorme per soli 24 mesi
della manutenzione affidata a 60 operatori specializzati nel sollevare, prelevare e sostituire il cassonetto pieno con uno vuoto il tutto al di sotto o allo stesso livello del manto stradale.

SCARICA IL PDF

Tags, , , , , ,