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AMA, Legambiente: esposto in Procura. Tre richieste per dignità aziende.

“Ora in AMA spunta anche il tariffario via sms per le assunzioni? È uno nuovo scandalo inaccettabile, stiamo preparando un esposto che manderemo in Procura e alla Corte dei Conti -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Ancora più grave è il silenzio dell’AMA stessa e del Sindaco Alemanno, sempre prolifici di comunicati, ma stavolta non trovano il tempo per intervenire in questo disastro. Noi cittadini, invece, torniamo a chiedere alcune cose precise: uno, azzeramento in autotutela delle nomine dei sindacalisti AMA, due, dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi dell’AMA e della Roma Multiservizi per presunte irregolarità chiediamo alle Aziende di sospendere in auto-tutela quegli appalti, per evitare nuovi costi ai romani. Tre, azzeramento del vertice della Multiservizi, dove è tornato in carica il pluri indagato Panzironi. Ci sembrano le normali richiesta minime per la dignità di aziende così importanti per la Capitale”.

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Rifiuti, Legambiente: basta toto-discarica, subito porta a porta.

Rifiuti, Legambiente: basta toto-discarica, subito porta a porta. AMA/Multiservizi: revoca appalti legati a indagini e promozioni a sindacalisti.
E per differenziata sbagliata a Roma ipotesi organico con cassonetto stradale.
“Basta toto-discarica. Dopo Corcolle e Riano, ora l’accoppiata vincente sarebbe Monti dell’Ortaccio per il sito provvisorio e Bracciano per quello definitivo. Poi chi sarà il prossimo? -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Non si possono superare decenni di smaltimento di rifiuti indifferenziati a Malagrotta proponendo nuove “buche” a caso. Dopo che ieri i sub dei Carabinieri avrebbero perlustrato Monti dell’Ortaccio e questo la dice lunga sulla quantità di acqua presente nell’area, ora spunta anche Bracciano, che è un’assoluta buffonata se parliamo del
sito di Cupinoro dove c’è una discarica che ha in itinere un già molto discutibile ampliamento per 450mila metri cubi. L’unica necessaria strada per smetterla di destinare centinaia di migliaia di
tonnellate di rifiuti alle discariche, contravvenendo a molteplici norme di legge, è quella di un concreto programma per la differenziata porta a porta, la riduzione e il riuso. Lo diciamo da mesi, le
norme nazionali e comunitarie impongono scelte nuove e diverse, come ha definito anche lo stesso piano rifiuti della Regione Lazio. Per questo a Roma è sbagliata l’ipotesi di raccolta dell’organico con cassonetto stradale, non lo fa con queste modalità nessuna città, si deve passare al porta a porta in tutta la città.”

“Basta parentopoli, corruzione, i cittadini non possono più sopportare uno scandalo al giorno. E il Sindaco Alemanno che dice? Mai nulla, rimanda a dei vedremo, capiremo. E cosa altro c’è da capire? -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Visto che il Sindaco non lo fa, allora siamo noi cittadini a chiedere alcune cose precise. Intanto, dopo le perquisizioni della
Guardia di Finanza nelle sedi della Roma Multiservizi e dell’AMA per presunte irregolarità chiediamo alle Aziende di sospendere in auto-tutela quegli appalti, per evitare nuovi costi ai romani.
Poi chiediamo che sia azzerato il vertice della Multiservizi, dove è tornato in carica il pluri indagato Panzironi. Terza richiesta, che siano azzerate ancora in autotutela le nomine dei sindacalisti AMA. Ci sembrano le normali richiesta minime per la dignità di aziende così importanti per la Capitale.”

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Rifiuti, Legambiente: no assunzioni Ama con scusa differenziata.

Rifiuti, Legambiente: no assunzioni Ama con scusa differenziata. Su Monti Ortaccio sconcerta commissario Sottile.
No a nuove assunzioni in AMA con la scusa della differenziata. Legambiente è nettamente contraria all’ipotesi prospettata dal direttore generale di Ama al primo consiglio di amministrazione circa l’assunzione di ben 1.527 dipendenti con contratti che passerebbero da part-time a full-time, con un aumento di spesa per le casse dell’azienda di 25 milioni di euro l’anno.

“Il direttore generale di AMA metta giù le mani dai contratti, siamo nel pieno di scandali devastanti, c’è una richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura per otto persone proprio sulle parentopoli nel Comune di Roma e le ultime infornate di lavoratori all’AMA, cosa altro deve succedere, vogliono essere cacciati con i forconi? -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il bilancio della municipalizzata ha richiesto continui aumenti delle tariffe per i cittadini, fino ad arrivare a oltre 700 milioni di Euro che i romani pagano per il servizio, ora è indecente pensare di utilizzare in questo modo quasi tutti i 30 milioni stanziati dal ministro all’Ambiente per la differenziata. Non permetteremo a nessuno di usare la scusa della differenziata per giustificare l’indifendibile, in azienda prima di tutto va scoperchiata la pentola degli scandali per tutelare chi lavora seriamente e affrontare così il tema dell’efficientamento, della gestione del personale, per riallineare AMA alle altre società del settore.”

Legambiente ricorda che nel maggio scorso era giunta la richiesta di rinvio a giudizio da parte del procuratore aggiunto e del pubblico ministero per otto indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla parentopoli di AMA: abuso d’ufficio continuato e in concorso, la pesante accusa. Nel frattempo, sconcertano le affermazioni del commissario Sottile circa la nuova discarica
che vorrebbe realizzare a Monti dell’Ortaccio, affianco a Malagrotta.

“Ormai è evidente che gli uffici del commissario Sottile non sanno o non vogliono leggere. Di pareri tecnici contro la discarica di Monti dell’Ortaccio ce ne sono un’infinità, è impensabile poter andare avanti se non paventando motivazioni di ordine pubblico che sarebbe però davvero grave usare -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Si va dalle falde acquifere di superficie, alla vicinanza dell’abitato, ai motivi ambientali e sanitari. Eppure la ricetta è così semplice ed è proprio la differenziata, per avviare la quale serve un progetto serio che permetterebbe anche di ovviare al problema delle 1.200 tonnellate da trattare, evitando di coltivare fantasiose e costose ipotesi di portare quei rifiuti all’estero.”

I pareri tecnici evidenziano un’infinità di problematiche che vanno dall’impatto su un ambiente già devastato come evidenziano le indagini Ispra e Arpa, l’incompatibilità urbanistica, la non idoneità tecnica del sito sotto il profilo idrogeologico e la non conformità del progetto alla distanza dalla falda, l’incoerenza dei numeri con quelli della programmazione del cosiddetto “Patto per Roma”. A queste si affiancano carenze informative come la qualità della geomembrana, un deficit di caratterizzazione quali-quantitativa del rifiuto, l’insufficiente stima del quantitativo di percolato e l’incongruità sui volumi di stoccaggio, la verifica dei dimensionamenti dei canali di scolo e delle acclività dei versanti, il “bacino di ossidazione” non pertinente alla discarica, la sovrapposizione dell’invaso con un’attività estrattiva autorizzata, i problemi sui monitoraggi, le emissioni odorigene e di polveri, il mancato studio di traffico e le carenze sull’impatto impatto acustico, oltre perplessità di tipo gestionale (modalità scarico rifiuti, modalità di copertura del rifiuto abbancato) e lacune nel Piano Finanziario e nella conseguente determinazione della Tariffa di conferimento.

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Rifiuti, Legambiente: costi dell’Ama aumentati del 45% in 5 anni

Negli ultimi cinque anni i costi dell’AMA per la gestione dei rifiuti sono aumentati del 45% e per il 2012 circolano proposte di un ulteriore crescita, fino a 730 milioni di euro. Secondo i numeri del Comune rielaborati da Legambiente Lazio, si è passati da 488 milioni e 621mila euro nel 2007 a oltre 708 milioni nel 2011, compresa l’Iva, che è stata reinserita. Cifre enormi, peraltro non regolate da un apposito contratto di servizio, mai più rinnovato dal 2006, ma solo da piani finanziari approvati annualmente dall’assemblea capitolina. Le proroghe del contratto dopo l’ultimo valido per il triennio 2003-2005, nonostante le previsioni originarie, vanno avanti dal 2006, senza contrattare nuovamente prestazioni e obiettivi.

Giudizio condiviso dall’Agenzia per il controllo dei servizi pubblici locali, che nell’ultimo rapporto di gennaio 2012 afferma che “dal 2006 al 2011, i successivi Piani finanziari hanno modificato e aumentato le prestazioni di servizio rispetto agli accordi contrattuali (e conseguentemente anche il fabbisogno finanziario di Ama), senza tuttavia conseguire analoghi miglioramenti in termini di qualità del servizio e di risultati ambientali.” Gli obiettivi della raccolta differenziata sono diminuiti con il tempo, mentre sono aumentate le quantità di rifiuti gettati a Malagrotta. Nel 2005 l’obiettivo della differenziata è fissato al 25,1%, nel 2006 al 31,1%, nel 2007 al 26%, nel 2008 al 27%, nel 2009 al 21%, nel 2010 al 24%. Di contro, l’obiettivo fissato per le tonnellate di rifiuti in discarica ha un andamento altalenante: un milione nel 2005, 824mila tonnellate nel 2006, 910mila nel 2007, 584.600 nel 2008, 712mila nel 2009, fino a risalire a oltre un milione nel 2010.

“I romani pagano tariffe elevatissime senza un miglioramento del servizio, quantificabile nel raggiungimento degli obiettivi di legge della raccolta differenziata e nella diminuzione dei
rifiuti in discarica, nello svuotamento dei cassonetti, nella pulizia delle strade, nel decoro urbano -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Costi sostenuti dall’AMA che già non si giustificano così e per i quali sarebbe assurda qualsiasi prospettiva di ulteriori aumenti, tra l’altro in un regime di continue proroghe del vecchio contratto, siglato nel 2004, e scaduto il 31 marzo.”

 

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Spazzaneve AMA, Legambiente: scandaloso tenerli ad arrugginire

“E’ uno scandalo che il Comune tenga ferme ad arrugginire nel deposito le lame spazzaneve, quando ancora in queste ore molte strade secondarie in centro e in periferia non sono state spazzate -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, in merito alla denuncia lanciata oggi dalle pagine della cronaca di Roma del Corriere della Sera sugli spazzaneve inutilizzati, da applicare ai mezzi AMA-. Al di là delle assurde polemiche sollevate dal Sindaco Alemanno, è del tutto sbagliato aver accentrato presso il Gabinetto del Sindaco il controllo del piano neve avvalendosi di cooperative e associazioni, piuttosto che dell’AMA che avrebbe messo in campo migliaia di persone, con mezzi e competenze idonee. Se dovesse nevicare nei prossimi giorni, ci aspettiamo un radicale cambiamento dei piani in questa direzione.”

Dall’articolo, si evince con chiarezza come dopo la nevicata del 1985, fu predisposto un “Piano Neve Ama” che si avvaleva della rete di uomini e mezzi dell’azienda, in grado di far scattare un intervento capillare 24 ore su 24, con 2.000 uomini per spargere il sale, spalare la neve manualmente e con un centinaio di pale meccaniche realizzate con l’uso di lame apposite da abbinare ai mezzi di Ama.

“Il Sindaco piange lacrime di coccodrillo, se venerdì avesse davvero chiuso le scuole e bloccato la circolazione delle auto private, viste le previsioni che da giorni parlavano di emergenza neve, e visto che anche le condizioni delle polveri sottili, avrebbe evitato tanti dei disagi che si sono riscontrati e anche i mezzi pubblici sarebbero potuti circolare tranquillamente per portare i cittadini a casa invece di abbandonarli per strada -conclude Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Si rischia poi il ridicolo, quando Alemanno afferma che è ‘francamente sospetta’ l’enfatizzazione dell’emergenza a Roma sulle prime pagine di tanti giornali forse per ‘una strategia nordista per mettere in cattiva luce Roma’, c’è da chiedersi in quale realtà viva.”

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Nuovi cassonetti Ama: è solo spreco di soldi Legambiente chiede stop all’appalto e all’inutile raccolta duale e via libera al vero porta a porta subito

“Ma quali cassonetti all’avanguardia, questi nuovi acquisti AMA sono né più né meno un bello spreco di denaro pubblico. Solo Roma continua ad investire su decine di migliaia di costosi, brutti e invadenti cassonetti stradali e basta guardarsi attorno: nessun’altra grande città italiana o europea che sia davvero all’avanguardia nella gestione dei rifiuti continua ad utilizzare il sistema di raccolta attraverso conferimento per strada.” -E’ secco il commento di Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, a proposito del posizionamento di migliaia di nuovi cassonetti per la raccolta rifiuti nei quartieri della capitale annunciato da AMA-. Secondo quanto comunicato, sui 16.500 del primo lotto, oltre 10mila cassonetti sarebbero già stati posizionati, ma in totale saranno circa 28mila i nuovi contenitori che troveranno spazio nei quartieri della Capitale. Con una nuova chicca che arriva dal neo eletto presidente dell’AMA, che per “omogeneizzare i diversi metodi di raccolta dei rifiuti in città per ottimizzare il processo” nei fatti vuole far tornare Roma ancora più indietro sul porta a porta, con una gestione dei rifiuti quasi solo con i cassonetti, grazie ad un nuovo e diverso “modello duale” che dovrebbe partire nei
prossimi mesi a Castro Pretorio e Prati: col nuovo sistema, i cittadini dovranno buttare tutto nei cassonetti stradali (carta, multimateriale e indifferenziato) e consegnare invece la frazione organica a postazioni mobili di raccolta.

“Basta con questo caos e queste scelte vecchie e miopi, al nuovo presidente di AMA Benvenuti e all’Assessore Visconti chiediamo una decisa inversione di rotta -conclude Avenali-. A Roma il vero porta a porta con raccolta domiciliare funziona benissimo a Massimina e Colli Aniene, poi c’è un cosiddetto “sistemi integrato” nel centro storico, un altro a Testaccio, un altro ancora “duale” a Marconi e Via delle Valli. L’appalto dei cassonetti va stoppato immediatamente, così come le assurde invenzioni dei sistemi duali dell’AMA e va data via libera alla raccolta differenziata porta a porta in tutta Roma. Altrimenti, continuando su questa strada, non basterà nemmeno un’altra discarica come Malagrotta ed è inutile e ridicolo programmare viaggi del Sindaco a San Francisco per capire come funziona il modello rifiuti zero, se poi si continua sempre inseguendo modelli obsoleti nella gestione dei rifiuti, che vengono anche fatti passare per innovativi alla faccia dei cittadini.”

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