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Legambiente plaude all’intervento di verifica depuratori in provincia di Frosinone

Legambiente plaude all’intervento di verifica depuratori in provincia di Frosinone: “Operazioni importanti per salvare il grave inquinamento delle acque in Ciociaria”

“I fiumi Sacco, Cosa, Liri e Gari nella provincia di Frosinone soffrono una grave situazione di inquinamento, interventi come questi sono fondamentali per prevenire e porre rimedio ai gravi problemi delle acque ciociare – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone, commentando l’operazione portata a termine stamattina da Carabinieri, NOE e Procura per la verifica di alcuni impianti di depurazione nella provincia a Ferentino, Anagni, Frosinone, Ceccano, Fiuggi, Veroli e Trevi nel Lazio-.”

“Troppo spesso si verificano problemi legati all’inquinamento di fossi, fiumi e mari in tutta la Regione – incalza Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. È fondamentale mettere mano a queste situazioni con tempestività durante l’inverno perché si arrivi a risolvere le situazioni critiche prima dell’arrivo dell’estate, a beneficio dell’ambiente e di tutti i cittadini. Preoccupa che importanti società come Acea Ato 2 e Acea Ato 5 che gestiscono il ciclo idrico con i soldi dei cittadini, possano incorrere in situazioni come queste.”

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Diossina ad Anagni, Legambiente: “Estrema preoccupazione inquinamento da PCB

Diossina ad Anagni (Fr), Legambiente: “Estrema preoccupazione inquinamento da PCB, rendere subito noti i dati, la fonte e il livello della contaminazione”
“L’ordinanza emessa dal Sindaco di Anagni desta estrema preoccupazione, i PCB sono inquinanti pericolosi per l’ambiente e la salute degli animali e degli esseri umani, serve la massima trasparenza, chiediamo l’immediata pubblicazione dei dati, per capire la portata del danno, e l’estensione del monitoraggio anche alle zone limitrofe –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Ad oggi le notizie sono ancora scarse e molto frammentarie, non è chiara la fonte né il livello di contaminazione per le zone di Faito, Ponte del Papa, Valle Di Dentro e Pisciarello ad Anagni, in provincia di Frosinone. Le analisi della AUSL competente devono proseguire per delineare più chiaramente i confini del fenomeno, in un’area che risente già gravemente di un livello di inquinamento pesante. Deve essere subito chiarito se l’inquinamento sia legato o meno all’incendio nello stabilimento ACEA A.R.I.A UL 2 (ex Snia) di Paliano del giugno scorso e, nel caso, come sia possibile che le analisi precedenti non avessero riscontrato inquinamento, almeno a quanto reso noto. Avevamo chiesto immediatamente la verifica puntuale per sostanze inquinanti come diossine, altri composti organoclorurati tra i quali i furani, ma anche composti inorganici del fluoro e del cloro oltre che metalli pesanti, ossidi di azoto e di zolfo, monossido di carbonio, PM 2,5 e polveri totali, vista la natura dei materiali bruciati. Ora ci chiediamo se le limitazioni per ‘l’allevamento avicolo’ e per ‘gli ortaggi’ siano sufficienti e se non ci siano pericoli anche per le acque superficiali, ipotesi che va immediatamente verificata. La Valle del Sacco deve uscire da questa morsa di inquinamento, servono chiarezza e certezze, per escludere al più presto rischi per i cittadini e l’ambiente.”

Legambiente già lo scorso 19 giugno, appena dopo l’incendio, aveva evidenziato il serio rischio ambientale che si correva, visto anche che le emissioni tossiche sarebbero continuate anche una volta domate le fiamme dalla massa del materiale bruciato. Molti degli inquinanti sono particolarmente stabili e riconosciuti come tossici sia per l’ambiente che per l’uomo, per questo l’associazione aveva sollecitato l’adozione degli opportuni provvedimenti a tutela della salute pubblica, rendendo noti in modo costante i risultati dei monitoraggi e seguendone anche la propagazione nelle diverse matrici ambientali. In particolare, la tossicità dei diversi PCB varia molto da composto a composto come pure il meccanismo di azione biologica, ma certamente la somministrazione prolungata e quindi l’accumulo negli organi interni (fegato, tessuti nervosi e in tutti gli organi e tessuti ad alta componente lipidica) di animali e esseri umani porta danni molto gravi.

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Anagni (Fr) tristemente sola nella classifica nazionale del Campionato Solare di Legambiente.

Anagni (Fr) tristemente sola nella classifica nazionale del Campionato Solare di Legambiente. Roma esce dai primi dieci posti delle grandi città, così come altri
Comuni laziali che frenano sulle rinnovabili solari
Per info su fotovoltaico e solare FestAmbiente Roma e Lazio dal 13 al 16 settembre Anagni (Fr), con 22.096 kW fotovoltaici e 51,3kW termici solari, è l’unico Comune del Lazio ad entrare nella classifica nazionale del Campionato solare, tristemente sola. Non è certo una buona performance energetica quella offerta quest’anno dai comuni laziali nel Campionato Solare, curato da Legambiente in collaborazione con GSE e Sorgenia: superati dalle altre città italiane, che hanno realizzato buone politiche nella realizzazione di impianti fotovoltaici, praticamente nessuno entra nella classifica dei dieci migliori comuni suddivisi per categoria (grandi, medio-grandi, medi e piccoli). Anagni (Fr), che conquista un buon quinto posto nella classifica dei comuni medio-grandi (20- 100.000 abitanti), con i suoi quasi 22mila abitanti, si era già distinta nella scorsa edizione perché l’azienda Area Industrie Ceramiche vi ha progettato un sistema di installazione caratterizzato da un basso impatto visivo rendendo il fotovoltaico, seppur di potenza non elevata, quasi del tutto invisibile dal piano stradale. “I comuni del Lazio sono rimasti indietro rispetto al resto dell’Italia nella diffusione dell’energia solare, sia termica che fotovoltaica –commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Roma è scivolata nella classifica, così come altri comuni che solo lo scorso anno si erano piazzati nelle rispettive top ten. Ciò significa che, a fronte di un buon inizio, è mancato quel supporto amministrativo nella semplificazione delle procedure per cittadini e imprese che permettesse di investire nelle fonti di energia rinnovabile anche in questo momento di crisi economica, in cui il costo del petrolio dimostra drammaticamente la poca lungimiranza delle politiche energetiche nel Lazio.”

La ricetta è semplice e Legambiente la rilancia: tra gli gli interventi possibili c’è l’obbligo del solare nei Regolamenti Edilizi, la semplificazione delle procedure per gli impianti solari, solarizzare i  tetti degli edifici pubblici, costituire gruppi di acquisto solare. Nella classifica del Campionato Solare sono presi in considerazione i comuni che possiedono sia pannelli solari termici che fotovoltaici, in relazione alla popolazione residente, tenendo conto delle politiche energetiche intraprese dalle amministrazioni, e privilegiando gli impianti su tetti o coperture rispetto a quelli a terra, e i progetti realizzati in aree degradate o soggette a bonifica. Altre segnalazioni riguardano, nel settore del fotovoltaico, le innovazioni nei regolamenti edilizi: il Comune di Lanuvio in provincia di Roma è una delle quattro amministrazioni locali che in Italia hanno previsto una quota minima di pannelli fotovoltaici superiore a quella prevista dalla Finanziaria 2008: ovvero, nel caso di Lanuvio, 2 kW per alloggio invece di uno.

Per saperne di più su fotovoltaico e solare, sul nuovo quinto energia, i gruppi di acquisto solari GAS e tutte le possibilità per le rinnovabili, dal 13 al 16 settembre sarà disponibile un punto  informativo presso FestAmbiente Roma e Lazio, al Parco Garbatella (www.legambientelazio.it)

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