Tag Archive buone pratiche

Comuni rinnovabili, Legambiente: in 355 centri del Lazio almeno un impianto da rinnovabili

A fine 2011, 865 MW fotovoltaici installati, 678 MW dall’idroelettrico, 51 MW dall’eolico. Buone pratiche: premiata Provincia di Roma per bando fotovoltaico tetti scuole (con 228 impianti realizzati).

In 355 Comuni del Lazio, ossia praticamente tutti (94%), c’è almeno un impianto da fonti rinnovabili e in ben 48 si produce da fonti rinnovabili più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. Continua la corsa del fotovoltaico nel Lazio con 865 MW installati a fine 2011 rispetto ai 213 MW dell’anno precedente e ai 60 MW del 2009. Stabile risulta l’idroelettrico che tiene testa nel panorama delle energie pulite con 678 MW totali prodotti nel Lazio; sono confortanti i primi dati, ancora parziali, sul solare termico con 24.838 metri quadri complessivi di pannelli installati in 291 Comuni e qualcosa pure si muove sull’eolico (passato da 17,2 a 51 MW). Il geotermico continua ad essere il fanalino di coda, contribuendo
al fabbisogno energetico regionale con 100 kWt all’anno. Questa è la fotografia del Lazio emersa dal Rapporto “Comuni rinnovabili 2012” di Legambiente presentato a Roma ed elaborato in base ai risultati del questionario rivolto ai Comuni, agli studi e ai rapporti di Gse, Enea, Fiper, Anev e alle informazioni di Regioni, Province ed aziende.

“Le rinnovabili crescono in modo incredibilmente veloce, costituiscono ormai una fonte energetica di primo piano, al pari e più delle fonti fossili costose e inquinanti, bisogna aiutare i cittadini e le imprese che scelgono le fonti pulite, applicando subito il regolamento regionale approvato dopo tanto tempo, che dovrà rendere operativi gli obblighi per il fotovoltaico e il solare termico in edilizia -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nel Lazio si possono sfruttare meglio tutte le risorse, c’è spazio per il mini eolico nelle aziende agricole ad esempio, ma anche per impianti geotermici e pompe di calore. Servono molto buone politiche pubbliche, per questo oggi premiamo il bando della Provincia di Roma per il fotovoltaico sui tetti delle scuole, che ha già portato a realizzare oltre duecento piccoli impianti, sperando sia da stimolo per molti altri. Anche il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale, Legambiente Lazio sta
costituendo Gruppi di Acquisto Solare per abbattere i costi di acquisto e di installazione di impianti solari ai quali tutti si possono iscrivere , ed è sempre attivo il progetto eternit free, per sotituire tetti di amianto con pannelli solari. Ad oggi sono 10.200 mq le coperture in fase di analisi di fattibilità o richiesta di autorizzazione per i GAS e 25.945 mq le coperture, sulle oltre 104.700 mq segnalate, in fase di analsi di fattibilità o di realizzazione per le sostituzioni di tetti in eternit.”

Con impianti diffusi in ben 348 Comuni (su 378), il fotovoltaico nel Lazio tiene la sua rotta positiva. I Comuni con la più alta diffusione di impianti fotovoltaici sono, in termini assoluti, Montalto di Castro (con quasi 140.000 MW), Roma (83.000 MW) e Latina (60.000 MW), ma considerando la diffusione in relazione al numero di abitanti il primo della classe è Cellere (7.500 MW), seguito da San Lorenzo Nuovo (5.800 MW) e Onano (oltre 2.000 MW). 16 Comuni, su 38 che sfruttano l’idroelettrico, utilizzano impianti mini idroelettrici per una potenza complessiva di 24,9 MW, tra i quali spiccano Isola del Liri con impianti per 6.990 kW, Amatrice con 2500 kW e Tuscania con 2.475 kW. Per il solare termico, dove il censimento è più complesso poiché gli impianti non sono collegati alla rete elettrica, i primi dati evidenziano una diffusione molto capillare, con in testa alle classifiche Cittareale (309 metri quadri per abitante), Montenero Sabino (140 mq/ab.) e Bomarzo (85 mq/ab.) Impianti eolici sono attivi in 18 Comuni, tra i quali Piansano che produce 42.000 kW e Viticuso 7.000 kW. Per le biomasse i dati complessivi restano pressoché invariati rispetto all’anno scorso, con un totale di 23 Comuni coinvolti, tra i quali Guarcino, Anagni e Pastena.

Tra le buone pratiche, per questa edizione, viene premiata l’esperienza della Provincia di Roma per la diffusione nel solare fotovoltaico sui tetti delle scuole, con il miglioramento dell’efficienza nella gestione degli edifici. Sono stati realizzati 228 impianti fotovoltaici su 183 edifici scolastici, più altri 7 installati su altre strutture, per una potenza complessiva di 2.730 kWp. Grazie ad una produzione di energia elettrica annua stimata in circa 3,4 milioni di kWh, pari al fabbisogno medio di 1.450 famiglie, le scuole della provincia romana risparmieranno per i prossimi 30 anni circa 23.000 TEP di petrolio e circa 55.350 tonnellate di CO2. Questi interventi sono stati realizzati attraverso un investimento di 9 milioni di Euro della Provincia e un bando di project financing per un totale di 23,7 milioni. Nei prossimi mesi entreranno in funzione altri 60 impianti. In parallelo con gli investimenti nel solare fotovoltaico, la Provincia ha lanciato una gara per l’affidamento del servizio integrato energia e manutenzione degli impianti tecnologici del patrimonio immobiliare e ha stabilito di completare la certificazione energetica dal proprio
patrimonio edilizio.

“La diffusione delle rinnovabili nel Lazio è enorme, quasi tutti i Comuni hanno almeno un impianto fotovoltaico, la produzione energetica distribuita nel territorio è la risposta sicura e praticabile al nucleare e alle fonti fossili inquinanti –afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Purtroppo la Capitale va col freno tirato, al di là di alcuni importanti progetti privati mancano realizzazioni concrete, non si vedono pannelli sui tetti degli edifici, il bando per i tetti delle scuole è fermo e non ci sono aiuti per i condomini che vogliono percorrere la strada delle rinnovabili. Come afferma la CNA, centinaia di piccole medie imprese hanno investito in formazione e innovazione diventando il vero motore in questo settore, un tessuto di cittadini e aziende al quale devono essere assicurate certezze”.

SCARICA IL PDF CON TUTTI I DATI

 

Tags, , , ,

Ecosistema Scuola di Legambiente: quasi una scuola su tre (31%) necessita di interventi di manutenzione urgenti tra Frosinone, Latina e Viterbo.

In classifica Frosinone scende al 16° posto, Latina al 42° e Viterbo in coda (54°); il Comune di Roma presenta dati incompleti mentre Rieti non invia le schede.

Una scuola su tre (31%) necessita di interventi di manutenzione urgenti, quasi il 48% ne ha avuti negli ultimi 5 anni, con una spesa media di circa 13.500 euro per gli interventi di manutenzione straordinaria e di circa 3.800 euro per quelli di manutenzione ordinaria. Nessun edificio scolastico è stato costruito secondo criteri di bioedilizia e soltanto uno su quattro (il 26%) secondo criteri antisismici. Ecco, in sintesi i risultati della XII edizione di Ecosistema scuola di Legambiente, l’indagine sulla qualità dell’edilizia scolastica, riferita nel Lazio ai soli capoluoghi di Frosinone, Latina e Viterbo, visto che Roma e Rieti hanno fornito dati talmente incompleti da non entrare in classifica.

Perde otto posizioni Frosinone piazzandosi al 16° posto, Latina scende di una attestandosi al 42° posto mentre Viterbo, che l’anno scorso aveva presentato dati incompleti, si colloca quest’anno al 54° posto della graduatoria. Nei tre capoluoghi si rileva una popolazione di 19.650 studenti suddivisi in 124 edifici, di cui solo l’11% è stato realizzato tra il 1990 e il 2009, mentre la stragrande maggioranza (47%) tra il 1974 e il 1990 ed un buon 34% addirittura tra il 1940 e il 1974. E’ ancora lontana dalla totalità la percentuale di edifici che possiede il certificato di prevenzione degli incendi (60%) e quella
relativa ai casi certificati di presenza di amianto (solo lo 0,81% a fronte di una copertura totale di monitoraggi realizzati). Tuttavia, nei tre capoluoghi poco più della metà degli edifici scolastici (53%) ha una palestra, mentre quasi tutti (93%) hanno un giardino. Non va male, invece, il fronte delle certificazioni: la totalità degli edifici scolastici presenti a Frosinone, Viterbo e Latina possiede il collaudo statico, la certificazione igienico-sanitaria e le porte anti-panico e quasi il 96% è dotato di impianti elettrici a norma, ma solo l’86% ha il certificato di idoneità statica e l’80% quello di agibilità e uno scarso 20% ha effettuato interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

“Continua ad esserci troppa disattenzione per le scuole del Lazio, il Comune di Roma non riesce nemmeno a presentare i dati completi e neppure Rieti invia le schede necessarie, dimostrando una gravissima assenza di controllo su un tema tanto importante quanto delicato -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Un edificio su tre continua ad aver bisogno di interventi urgenti di manutenzione, non ci si può ricordare delle scuole solo quando succedono disastri e crolli. Il futuro della scuola passa anche dalla qualità delle strutture, per questo preoccupa la diminuzione degli investimenti in manutenzione ordinaria, segno di mancata attenzione delle istituzioni sugli interventi programmati nel tempo. Bisogna puntare sullo svecchiamento degli edifici, sulla messa in sicurezza, nonché su pratiche di sostenibilità, raccolta differenziata, risparmio energetico e fonti rinnovabili, incrementando anche in questo settore l’occupazione verde.”

Passando ad analizzare le pratiche eco-compatibili adottate negli edifici scolastici, l’85% delle scuole fa la raccolta differenziata della carta, mentre la plastica resta ferma al 64%, il vetro ottiene uno scarso 8% e l’alluminio addirittura solo il 3%; anche la raccolta dell’organico si attesta a un misero 8%; migliora, invece, il riciclo di toner e cartucce per stampanti (quasi al 30%) e, pur timidamente, quello delle pile. Cala, infine, il dato relativo alle fonti di illuminazione a basso consumo, che vengono utilizzate soltanto nel 55% degli edifici, ma anche la diffusione di fonti di energia rinnovabile resta ferma al 10%. Per quanto riguarda, invece, servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, il 40% di esse usufruisce di scuolabus e in quasi il 70% delle mense scolastiche vengono serviti pasti biologici (solo nel 21% dei casi, invece, i pasti sono interamente biologici); purtroppo, però, la maggioranza (58%) delle mense continua ad utilizzare piatti in carta o plastica, a fronte di uno scarso 16% che preferisce quelli in Mater-BI, e solo una scuola su tre (31%) preferisce l’acqua del rubinetto a quella imbottigliata. Entrano per la prima volta in classifica le scuole superiori gestite dalla Provincia di Roma, con un piazzamento al 30° posto della classifica nazionale per le scuole di secondo grado.

“La situazione nelle scuole nel Lazio che emerge dai dati di Frosinone, Latina e Viterbo, rimane molto preoccupante, tra tagli del personale e delle risorse. Le strutture sono ormai datate e gli interventi di manutenzione sempre più necessari, per la sicurezza stessa degli edifici -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Occorre agire subito per rendere gli edifici scolastici più sicuri, oltre a continuare a favorire le pratiche eco-compatibili e la diffusione di fonti di energia rinnovabile. Per fortuna, nella totalità degli edifici scolastici censiti quest’anno da Legambiente è stato effettuato un monitoraggio sui rischi derivanti da amianto, ma il lavoro svolto deve essere esteso anche alla presenza di radon e ad altri fattori di rischio ambientale quali elettrodotti, emittenti radiotelevisive ed antenne.”

La XII edizione di Ecosistema Scuola è ancora la fotografia più veritiera dello stato dell’edilizia scolastica in Italia, in attesa da decenni ormai della pubblicazione dell’anagrafe scolastica; un importante lavoro che Legambiente svolge grazie alla collaborazione degli EE.LL. proprietari degli edifici scolastici che forniscono i dati utili a costruire un quadro complessivo della qualità dell’edilizia e dei servizi scolastici nel nostro Paese. Dal XII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente il comune più virtuoso risulta essere Trento (1°), seguito da Verbania (2°), Prato (3°), Reggio Emilia (4°) e Pordenone (5°).

SCARICA IL PDF

Tags, , , ,

Legambiente Turismo: a Roma e nel Lazio puntare su turismo sostenibile

NEL 2010 RISPARMIATI OLTRE 13 MILA METRI CUBI DI ACQUA, 80 MWh DI ENERGIA E 30 TONNELLATE DI CO2, GRAZIE ALLE BUONE PRATICHE MESSE IN ATTO DA AZIENDE TURISTICHE ADERENTI A LEGAMBIENTE TURISMO

Se l’esempio fosse adottato dall’intero sistema ricettivo, risparmio annuo di 4 milioni e mezzo di metri cubi di acqua, di 27mila Mwh di energia, di 21mila tonnellate di CO2.

13.650 metri cubi d’acqua, 80 Mwh di energia elettrica, 30 tonnellate di CO2 all’anno: sono questi i numeri del risparmio 2010 diffusi oggi da Legambiente Turismo, in conferenza stampa insieme a Legambiente Lazio e Legautonomie Lazio, risultato di un monitoraggio delle prime sette aziende turistiche laziali -per un totale di 931 posti letto e quasi 95.000 pernottamenti l’anno- che hanno scelto di aderire all’etichetta ecologica e partecipare al progetto promosso da Legambiente Turismo. Oltre alle tecniche di risparmio per il riscaldamento dell’acqua e l’installazione di lampadine ad alta efficienza, altri risparmi si devono alla riduzione a monte dei rifiuti e delle monodosi alimentari e igieniche, all’offerta di biciclette e mezzi pubblici in sostituzione delle auto private.

Legambiente Turismo ha effettuato anche una proiezione considerando gli oltre 32 milioni di pernottamenti all’anno tra Roma e il Lazio: se l’esempio di queste strutture fosse adottato dall’intero sistema ricettivo regionale, si produrrebbe un risparmio di 4 milioni e mezzo di metri cubi di acqua, di oltre 27mila Mwh di energia, di più di 21mila tonnellate di CO2 all’anno, con un contributo importante nella battaglia contro l’effetto serra e i cambiamenti climatici; se poi venissero eliminate le monodosi alimentari e igieniche, sarebbero circa 150 le tonnellate di plastica risparmiate, per non parlare della significativa riduzione di carburanti ed emissioni nocive che si otterrebbe dall’utilizzo di modalità sostenibili di spostamento. “Come molti albergatori hanno ben compreso – ha detto il Presidente Nazionale di Legambiente Turismo, Luigi Rambelli – la qualità ambientale, paesaggio e natura, patrimonio artistico, gastronomia, vivibilità delle località e capacità di accogliere, sono ormai i criteri più importanti per la scelta di una vacanza o di un viaggio. Sempre più forte è la richiesta di correttezza nell’informazione registrata dalla crescita del “passaparola” e dall’uso di strumenti come internet per la scelta di destinazioni e strutture di accoglienza che deriva dall’esigenza di trasparenza e affidabilità dell’offerta”.

Nel 2010 le strutture aderenti al progetto nel Lazio erano suddivise tra Gaeta, dove l’iniziativa è partita, con il Gajeta Hotel Residence, il Rock Garden, la Casa Vacanza Ristoro Quirino e lo Stabilimento Balneare “Nave di Serapo”, e Roma con il Petra Hotel e i bed & breakfast “Al Macromondo” e “Il Girasole Reale”.

“I primi risultati dell’iniziativa promossa da Legambiente Turismo sono sorprendenti, in un settore come quello turistico, vitale per Roma e il Lazio, si possono mettere facilmente in atto azioni utili all’ambiente, alla qualità della vita delle persone e alle imprese stesse -commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Alla nostra regione non servono nuovi “segni urbani architettonici”, ma nemmeno “isole a mare per divertimenti”, o invasivi “secondi poli turistici”, i modelli per Roma e il Lazio non possono essere né Cannes, nè Dubai, né Montecarlo. Bisogna competere nella direzione dell’innovazione e della bellezza, puntando sui beni culturali e ambientali troppo spesso abbandonati all’incuria, sulla qualità e la territorialità delle produzioni, sulle rinnovabili e sul risparmio, sulle ferrovie e la mobilità pubblica, sui borghi e i centri storici. C’è molto da fare e sono tanti gli scogli da superare, ma speriamo che la voglia di sostenibilità possa indirizzare la nostra Regione, le strutture turistiche vanno messe nelle condizioni di risparmiare e concorrere sulla qualità, attraverso il riconoscimento di premialità e incentivi da parte delle amministrazioni comunali e soprattutto della Regione Lazio.”

L’etichetta ecologica di Legambiente Turismo è attualmente la maggiore in Italia in questo settore: con circa 400 aziende associate in 16 regioni, per più di 63.000 posti e quasi 7 milioni di presenze all’anno, detiene la presidenza di VISIT Europa, la rete delle ecolabel europee; fa parte di Necstour, la rete delle Regioni Europee per il Turismo e del Global Sustainable Tourism Council, l’organizzazione che sta lavorando alla definizione di una griglia mondiale per i criteri della sostenibilità nel turismo.

Una struttura ricettiva e/o turistica Consigliata per l’impegno in difesa dell’ambiente si impegna -con iniziative anche piccole ma efficaci- a migliorare la propria gestione ambientale riducendo i consumi critici e a sensibilizzare i propri ospiti sull’obiettivo comune di migliorare la qualità della vacanza salvaguardando la qualità dell’ambiente. La procedura per ottenere e mantenere l’etichetta ecologica (Ecolabel) di Legambiente prevede, tra l’altro, l’impegno alla riduzione dei rifiuti prodotti e ad uno smaltimento eco–compatibile, la riduzione dei consumi idrici, il risparmio energetico attraverso la riduzione della biancheria destinata al lavaggio e l’installazione delle lampadine salva-energia, la promozione di una alimentazione più sana, la valorizzazione della tradizione gastronomica locale, l’incentivazione del trasporto collettivo, l’impegno contro l’inquinamento acustico, la promozione e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali dell’area.
“Lo sviluppo sostenibile è la sfida più importante a cui sono di fronte i territori; consapevole di ciò Legautonomie sta promuovendo, tra gli amministratori locali, l’adesione al progetto europeo “Covenant of Mayors”. Fondamentale è in questa ottica l’alleanza tra i governi locali e le imprese” -con queste parole commenta l’iniziativa Bruno Manzi, Presidente di Legautonomie Lazio-. I risultati evidenziati dal monitoraggio delle aziende del Lazio aderenti a Legambiente Turismo devono essere di grande stimolo sia agli amministratori locali, per porre in atto politiche di sviluppo ambientalmente sostenibili, sia alle aziende turistiche a realizzare offerta turistica e scelte imprenditoriali che tutelando l’ambiente migliorino le loro performance economiche.”

Per saperne di più e conoscere le aziende aderenti: www.legambienteturismo.it

SCARICA IL PDF

Tags, , , ,

Applicare Piano rifiuti senza tentennamenti né deroghe

PREMIARE E DIFFONDERE BUONE PRATICHE RIDUZIONE, COME 10 AZIONI PROVINCIA DI ROMA PRESENTATE OGGI O SCELTE DEI COMUNI RICICLONI NON È ACCETTABILE LA COMPRESENZA DI UN “PIANO B” PARALLELO CHE CONTA SUL FALLIMENTO PER DARE LA STURA A NUOVI IMPIANTI E VECCHIE DISCARICHE

“Far esordire il nuovo Piano rifiuti del Lazio mettendo le mani avanti con la richiesta di un deroga sulla raccolta differenziata non è certo il modo per partire con il piede giusto. Il primo impegno dovrebbe essere infatti quello di mettere in campo ogni sforzo, sul piano della strategia, della gestione e degli investimenti, per concentrarsi sul raggiungimento di un obiettivo ambizioso. È inaccettabile il tentativo di contemplare in via preventiva una sorta di ‘Piano B’ (chiamato eufemisticamente ‘scenario di controllo’) che, quasi augurandosi il fallimento degli obiettivi prefissati di riduzione dei rifiuti, è pronto a dare la stura alla vecchia e insostenibile logica impiantistica: nuovi inceneritori e allargamento delle discariche. Una linea fondata per altro su numeri irragionevoli, perché se non si invertono in tempi rapidi le quote percentuali dei quantitativi raccolti ‘tal quale’ e di quelli avviati alla differenziata (secondo gli ultimi dati disponibili nel Lazio attualmente inchiodata al 12,9%) non ci sarà impianto in grado di reggere l’impatto e la nostra Regione ripiomberà con gravissimi rischi all’anno zero”. È quanto afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, a margine dell’incontro sul progetto di cooperazione internazionale “Juan Cacharpa” a sostegno dei classificadores che lavorano nelle discariche in Uruguay, presentato questa mattina alla Città dell’Altra Economia di Roma in occasione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

“Il nuovo Piano del Lazio, ad una prima valutazione, pone obiettivi interessanti e comunque previsti dalla normativa nazionale. Per non farlo rimanere sulla carta, come avvenuto con i tanti Piani del passato, è necessaria però la massima chiarezza sulla sua attuazione: azioni, tempi, strategie, investimenti e coinvolgimento degli enti locali –sottolinea Cristiana Avenali-. Proprio da questi
ultimi viene l’esempio di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti come le dieci azioni lanciate oggi dalla Provincia di Roma o quelle dei tanti Comuni ‘ricicloni’ del Lazio, che vanno premiate e diffuse. Negli stessi quartieri di Roma dove è stato attuato il modello di raccolta ‘porta a porta’ la differenziata ha raggiunto il 65%. La strada per una corretta e moderna governance dei rifiuti dunque esiste ed è già tracciata: la Regione pensi a seguirla senza tentennamenti piuttosto che concentrarsi sulle deroghe”.

Con lo slogan “Ridurre si può” proseguono intanto gli appuntamenti della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Questa mattina alla Città dell’Altra Economia si è svolta una partecipata iniziativa promossa da Legambiente Lazio in collaborazione con l’associazione ReOrient e il Municipio I. Gli alunni delle scuole primarie del centro storico sono stati coinvolti in laboratori didattici con mostra sui rifiuti e proiezione del video sui “classificadores” dell’Uruguay. Sempre nella Capitale un’altra iniziativa organizzata da Legambiente Lazio si è già svolta ieri con
gli scolari della Media “Parri”, mentre questa sera, alle 18, i volontari del Circolo Legambiente Città Futura distribuiranno materiale informativo e borse in tela in sostituzione delle tradizionali buste di plastica ai frequentatori della Libreria Rinascita di viale Agosta 36. Nel fine settimana appuntamento a Rieti, dalle 9 alle 20 presso gli Archi del Vescovado, con stand informativi, raccolta di firme per la petizione “Stop ai sacchetti di plastica” e laboratorio didattico sulla riduzione “Occhio al rifiuto!”. Si potrà infine partecipare a “Vota il sacco”, per scegliere lo shopper preferito tra la borsa riutilizzabile, il sacchetto in carta e lo shopper in mater-bi.

SCARICA IL PDF

Tags, , , , ,