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Vittoria! Approvata in Consiglio Comunale la delibera per pedonalizzare Via dei Fori e liberare il Colosseo dal traffico

L’Aula Giulio Cesare ha approvato la delibera di iniziativa popolare per la pedonalizzazione di Via dei Fori e dell’area del Colosseo. Un successo dell’associazione ambientalista che da trent’anni porta avanti questa battaglia di civiltà. Oggi in consiglio, dopo l’esposizione da parte della prima firmataria Cristiana Avenali si è arrivati all’esito positivo del voto.

“Questo è per noi un momento storico, finalmente la nostra delibera è stata approvata e la volontà dei romani di riappropriarsi della Bellezza dell’area del Colosseo, strappandola alle automobili – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio- è stata rispettata. Tale passaggio adesso sia seguito dalla decisione del Campidoglio di chiudere subito al traffico via dei Fori Imperiali, per quello che significa in termine di salute dei cittadini, di vivibilità della capitale e di messaggio al mondo intero. Ringraziamo tutti quei volontari di Legambiente che si sono prodigati per questo risultato, tutte le associazioni e i cittadini che ci hanno supportato in questo lungo percorso e la maggioranza del consiglio comunale che ha sancito infine questa bella vittoria.”

Nel 2012 Legambiente depositò in Campidoglio il testo della delibera di iniziativa popolare per la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali e dell’area del Colosseo. In quell’occasione vennero raccolte 6.400 firme e, dopo i recenti passaggi nelle commissioni mobilità e ambiente e dopo aver acquisito i pareri non ostativi richiesti, la delibera è arrivata all’approvazione definitiva dell’aula.

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Vendita Acea, Legambiente: ecco i conti nascosti del Campidoglio.

Pazzesco proporre di vendere l’acqua per pagare la Metro C.

Dei 200 milioni della vendita Acea ben 150 sarebbero spesi per la metro C. Altri 35 milioni finirebbero ad una non meglio specificata “Manutenzione Straordinaria” in capo al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana, mentre 3,7 milioni servirebbero per il restauro del Mausoleo di Augusto, 4 per la Prenestina bis e addirittura 7,3 milioni sarebbero trasferimento alla stessa Acea per investimenti. Ecco i conti nascosti del Campidoglio, che Legambiente Lazio ha trovato spulciando il bilancio.

“Conti alla mano, è ancora più pazzesco proporre di vendere Acea in sostanza per pagare la metro C -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non solo Alemanno vuole in modo grave fare carta straccia del referendum e dell’espressione chiara di milioni di cittadini, ma addirittura contrappone l’acqua con un’opera fondamentale del trasporto pubblico, visto che tre quarti dei proventi dell’alienazione Acea andrebbero a finire là. Ma come pochi giorni fa il Sindaco dichiarava che i soldi per arrivare al Colosseo c’erano e si stava trovando una soluzione per arrivare almeno a piazza Venezia? La proposta è inaccettabile e va respinta al mittente, tanto più che la Procura regionale della Corte dei Conti ha avviato un’istruttoria sulla lievitazione dei costi di costruzione della metro C per accertare se siano stati provocati danni erariali derivanti dalla gestione dell’appalto e addirittura la Procura della Repubblica dovrà stabilire se aprire un fascicolo di indagine.”

“L’acqua non si tocca, è incredibile che contro i referendum e con queste proposte il Sindaco Alemanno abbia il coraggio di chiamare alla responsabilità -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Le voci del bilancio dimostrano le bugie, la privatizzazione di Acea non darà nessuna spinta all’economia e gli utili per le casse comunali sarebbero destinati a coprire la malagestione di questi anni. Per i restauri, le manutenzioni i finanziamenti richiesti sono così limitati che si possono ottenere semplicemente risparmiando in altri settori, mentre è sconcertante che 7,3 milioni dei 200 tornerebbero ad Acea per investimenti. In questi giorni è fondamentale l’opposizione in città, per questo Legambiente con il Coordinamento Acqua pubblica e tanti altri sta organizzando mobilitazioni e iniziative, così come è importante l’opposizione in aula, ci auguriamo allargata anche a consiglieri di maggioranza che possano respingere queste scelte assurde.”
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Fori Imperiali, blitz di Legambiente all’Assemblea capitolina: dopo più di un anno approvare delibera di iniziativa popolare per Fori pedonali

Blitz di Legambiente in Assemblea Capitolina per chiedere che sia discussa e approvata la delibera popolare per la completa pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali. Quattrocentosettantasei giorni fa Legambiente, con un vasto schieramento di circoli, comitati e associazioni, consegnò in Campidoglio oltre seimilaquattrocento firme di cittadini romani per liberare i Fori e il Colosseo dalle auto. Era il 26 ottobre 2012 e la delibera è passata nel dimenticatoio, mai nemmeno messa all’ordine del giorno nelle commissioni competenti dalla precedente e dalla attuale amministrazione comunale. Eppure lo Statuto e il Regolamento di Roma Capitale prevedono tempi precisi: la commissione consiliare competente avrebbe
dovuto fissare il termine per la discussione, non superiore a 2 mesi, ed entro 4 mesi dal deposito del progetto l’Assemblea capitolina avrebbe dovuto votare la delibera. La volontà del sindaco Marino di pedonalizzare Via dei Fori è stata chiara e netta, ora sia realtà.

La proposta di Legambiente, sottoscritta anche da diverse personalità, artisti, esponenti istituzionali e politici di diversa provenienza, aveva superato abbondantemente le 5mila firme necessarie per essere ricevuta formalmente e quindi ora dovrà essere discussa dall’Assemblea capitolina. L’obiettivo della delibera è chiarissimo: impegna “il Sindaco e la Giunta -ed in particolare gli Assessori alla Mobilità, all’Ambiente e alla Cultura-, a predisporre entro un mese i necessari provvedimenti volti alla pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e dell’intera piazza del Colosseo, anche dal lato di via Labicana e di via di San Gregorio, per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica centrale, con tappe precise da avviare nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre tre mesi; un nuovo piano dell’assetto della circolazione (consentendo l’accesso alle biciclette e favorendo l’accessibilità delle persone con gravi difficoltà motorie), della sosta e del trasporto pubblico e un adeguato piano di comunicazione.”

“L’avvio della pedonalizzazione dei Fori non basta, troppe auto transitano ancora su quella strada e il provvedimento attuato è troppo parziale e monco, i romani vogliono che il Colosseo sia completamente liberato da traffico e smog e la strada aperta a chi vuole andare a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici -affermano Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. La delibera ferma da oltre un anno in Campidoglio va discussa e approvata subito, senza perdere altro tempo, il Sindaco Marino prese questo impegno sin dalla campagna elettorale e la sua convinzione sia adesso impulso perché veramente questa strada divenga la passeggiata dei romani come recitava il suo slogan, è ora di faretutti i passi necessari per ciclo-pedonalizzare definitivamente Fori e Colosseo. Per questo Legambiente torna a sollecitare l’Assemblea capitolina e con la prossima domenica a piedi del 23
febbraio tornerà sui Fori Imperiali con una nuova iniziativa.”

Da trent’anni si discute della pedonalizzazione, dal progetto di parco archeologico di Benevolo del 1988 al progetto Fori di Cederna. L’impegno di Argan prima e Petroselli poi portò all’eliminazione della via del Foro Romano, che divideva il Campidoglio dal Foro Repubblicano e l’unione del Colosseo all’Arco di Costantino, realizzando la continuità dell’area archeologica. Era Domenica 13 marzo 1994, quando l’allora Giunta Rutelli, con Legambiente in prima fila, chiuse al traffico via dei Fori Imperiali, dopo un esperimento già effettuato nel dicembre del 1993, e da quel momento tutte le domeniche, per oltre diciotto anni, la meravigliosa strada nel Foro Romano si riempie di decine di migliaia di romani che la affollano liberata dalle auto.

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A Parco Rabin una cancellata costosa e inutile

CHE FINE HANNO FATTO I TAVOLI DI CONFRONTO DEL CAMPIDOGLIO SU VILLA ADA, VILLA BORGHESE E SULLE ALBERATURE CITTADINE?

Chiediamo al Campidoglio di chiarire quale sia il fine della brutta, inutile e costosa recinzione che si sta realizzando sul perimetro esterno del Parco Rabin a Villa Ada. La cancellata, dal costo di oltre 126 mila euro, è un vero e proprio pugno in un occhio e va a creare una incomprensibile barriera d’accesso ad un’area verde che invece era caratterizzata paesaggisticamente proprio dalla continuità con la zona abitata circostante. Non vorremmo allora che questa recinzione, priva di senso visto che per Parco Rabin non vi è mai stato alcun problema di sicurezza, preparasse invece la strada ad un processo di privatizzazione strisciante in favore di fantomatici Punti Verdi e a danno dell’ampia zona dedicata ai cani. Ci preoccupa, infine, il fatto che questo ennesimo intervento di forte impatto su Villa Ada sia avvenuto ancora una volta all’insaputa dei cittadini che frequentano il parco e senza alcun confronto con le associazioni ambientaliste che pure erano state chiamate dal Campidoglio a partecipare ad un tavolo sul futuro di Villa Ada, tavolo che in brevissimo tempo sembra essere già scomparso nel nulla. Come nel nulla sono finiti i tavoli di confronto sul parco di Villa Borghese e sulle alberature cittadine.

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