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Metro C, Legambiente: no al taglio degli alberi di Villa Rivaldi

Villa Rivaldi, Legambiente: “No al taglio degli alberi e alla distruzione della terrazza, ridurre al minimo gli impatti di un’opera utile per Roma”
“Distruggere le alberature e la terrazza Rivaldi ai Fori Imperiali è un’operazione che può e deve essere evitata, per i container della Metro C occorre trovare immediatamente soluzioni alternative –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non c’è nessuna ragione di buon senso per scegliere proprio quel luogo e abbattere gli alberi della villa. Non stiamo parlando di un cantiere indispensabile al buon andamento dei lavori, dell’ingresso della talpa o di scavi nelle stazioni. In questo caso, diversamente da quanto successo per Via Sannio e Via Claudia dove pure anni fa durante le conferenze dei servizi si sarebbero potute trovare soluzioni alternative, si tratta di una mera questione logistica e in quanto tale può essere trovata agevolmente una soluzione diversa per salvare lo storico giardino romano a due passi dai Fori Imperiali. Rimaniamo convinti che la Metro C sia un’infrastruttura importante per Roma che deve essere portata avanti con forza e vedere la luce nel più breve tempo possibile, ma devono essere fatti assolutamente tutti gli sforzi per evitare impatti inutili e devastanti.”

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PUP Via Albalonga: Alemanno chiuda il cantiere fantasma.

PUP Via Albalonga: Alemanno chiuda il cantiere fantasma.

“Il Sindaco Alemanno deve chiudere il cantiere fantasma del PUP di Via Albalonga e restituire la strada ai cittadini che si sono battuti contro l’opera sbagliata e inutile -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Sono passati mesi dalla chiusura del cantiere e dal 29 ottobre la nuova ordinanza commissariale ha cancellato l’intervento, eppure la strada è completamente occupata dal cantiere, i marciapiedi sono inagibili, l’illuminazione non funziona, il degrado avanza di giorno in giorno. E’ una situazione sconcertante, le recinzioni vanno eliminate subito, se la ditta non provvede deve pensarci il Comune facendo poi pagare i costi all’impresa. Così come vanno subito ripristinate le alberature che sono state inutilmente e gravemente abbattute, per poi capire che il parcheggio non si sarebbe fatto. Il piano urbano parcheggi di Roma va rivisto completamente, piuttosto che privilegiare i parcheggi di scambio tra mezzo privato e mezzo pubblico è diventata l’occasione per nuove speculazioni con opere faraoniche e inutili.”

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Ponte Musica, un ennesimo cantiere mette nuovamente a rischio la ciclabile

Ponte Musica, un ennesimo cantiere mette nuovamente a rischio la ciclabile. Altro cemento sul parco di Capoprati e sulle sponde del Tevere con abbattimento della vegetazione circostante.

Finalmente si scopre cosa succede al ponte della musica, inaugurato più di un anno fa ma in realtà incompleto: la necessità di un collegamento tra il ponte e la sottostante pista ciclabile e pedonale
sarà una scusa per versare ulteriore cemento su un’area che è stata un cantiere a cielo aperto già per troppo tempo. Si prevede la costruzione di due rampe, una delle quali “spezzerà” la pista  ciclabile, che necessiteranno di alti muri di sostegno, pali di fondazione ed ulteriore cemento per sostenerle, oltre a metallo per i corrimano. Per la realizzazione della prima rampa scomparirebbe tutta la vegetazione presente e probabilmente dei platani su lungotevere, mentre sulla seconda sono a rischio un ulivo ed un intero filare di magnolie grandiflora.

Non solo: con l’ulteriore cantierizzazione di Parco Capoprati sono a rischio un’altra magnolia grandiflora, due palme nane e un’ eritrina cristagalli, l’unico esemplare presente sul Tevere. “Questo progetto va fermato, le controindicazioni sono troppe. Oltre ai danni ambientali, comporta anche rischi per l’incolumità dei ciclisti: una delle rampe andrebbe ad intersecarsi con la pista ciclabile in un punto in cui è in discesa e si arriva ad una velocità sostenuta – dichiara Massimo Di Stefano, presidente del circolo Legambiente Roma Nord. – Eppure ci sono delle alternative. Ad esempio, dal momento che i pedoni hanno già le scale che scendono dal ponte, basterebbero una passerella di legno per i ciclisti ed una rampa più piccola separata per le persone diversamente abili. Si tratta di un’alternativa possibile che si potrebbe mettere in atto verso piazza Maresciallo Giardino, permettendo un risparmio di risorse economiche ed evitando un ulteriore scempio del parco.”

“La telenovela del Ponte della Musica ancora non ha fine – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. – Ad oltre un anno dalla faraonica inaugurazione del ponte scopriamo che l’opera non è ancora terminata; la domanda è, perché un secondo appalto se queste rampe erano previste nel progetto originario? Ha tutta l’aria di una speculazione, e il risultato è che si apriranno altri cantieri con conseguenti danni al parco, alla vegetazione e alle sponde del Tevere. E meno male che l’idea era quella di realizzare il primo ponte ecosostenibile della Capitale. Questo è un vero e proprio attacco al parco pubblico di Capoprati sottratto all’illegalità e alla sporcizia molti anni fa e ripulito dai volontari di Legambiente. Chiediamo al Comune di fermare questo nuovo
scempio, di ascoltare le proposte alternative dei cittadini e di eliminare il degrado dell’area determinato da un cantiere ormai eterno.” Hanno partecipato alla conferenza stampa: Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio; Massimo di Stefano, presidente di Legambiente Roma Nord.

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Ponte Musica, Legambiente diffida Alemanno: dopo un anno dall’inaugurazione il cantiere è ancora là.

Ponte Musica, Legambiente diffida Alemanno: dopo un anno dall’inaugurazione il cantiere è ancora là.
Quattro anni di lavori e uno dall’inaugurazione del 31 maggio 2011 non sono bastati per restituire l’area del Ponte della Musica ai cittadini, la zona continua ad essere ancora un cantiere a cielo aperto. Per questo l’1 giugno scorso Legambiente Lazio ha inviato una diffida al Sindaco Alemanno e all’Assessore Corsini perché venga definitivamente chiuso il cantiere in questione, vengano rimossi i recinti da ambo i lati del fiume e venga restituita integralmente alla città una delle aree verdi più vissute dalla comunità romana, sgomberata anche dall’autodemolitore ancora inspiegabilmente arenato nell’area.

“Sta per essere inaugurato il ponte della scienza ma dopo un anno dall’inaugurazione del ponte della musica il cantiere è ancora là, è un ritardo mostruoso e inammissibile – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dopo la riapertura della pista ciclabile, anche questa dopo ripetute campagne raccolte dai media, tutto si è fermato di nuovo e la passeggiata lungo il Tevere è bloccata, così come scala e rampe per salire e scendere dal ponte al fiume sono chiuse e non finite.

Non a caso il Ponte della Musica, nato dall’idea di congiungere l’Auditorium Parco della Musica e il complesso sportivo del Parco Olimpico, nonchè i due municipi che li ospitano (II e XVII), è stato oggetto
di discordia sin dall’apertura dei cantieri, avviati nel 2008, e di polemiche proseguite ben oltre l’inaugurazione del 31 maggio 2011. Perché se l’idea era quella di realizzare il primo ponte  ecosostenibile della Capitale, l’obiettivo è stato tutt’altro che raggiunto .

“La riapertura della pista ciclabile è una conquista nostra e delle altre associazioni che hanno partecipato
alla battaglia con noi, ma deve essere solo il punto di partenza -afferma Massimo di Stefano, presidente
del circolo cittadino Roma Nord-. Continueremo a batterci fino a che non verrà fatta una manutenzione
ordinaria sulla banchina di magra del Tevere, dove attualmente ci sono persone che vivono tra rifiuti,
detriti e scarti di materiale. Tutto questo è fondamentale per garantirne il libero accesso, la fruizione di
tutti i cittadini, nonché la sicurezza dei ciclisti. E’ scandaloso, inoltre, che ancora non sia stato rimosso l’ultimo sfasciacarrozze della zona proprio sotto al Ponte del Parco della Musica. Chiediamo, ora, al Comune e alla Regione Lazio- conclude Di Stefano-, di aiutarci anche a fare i necessari interventi di
manutenzione nel parco pubblico sul Tevere gestito da Legambiente, l’unico sul fiume aperto liberamente
a tutti i cittadini, che ha sofferto molto un lungo cantiere che ha impedito molte attività.”

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