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Comuni Ricicloni 2013, dieci Comuni nel Lazio superano il 65% di raccolta differenziata.

Comuni Ricicloni 2013, dieci Comuni nel Lazio superano il 65% di raccolta differenziata. Bene i piccoli centri, nessun capoluogo laziale e Roma ferma al 24%. Menzione speciale per 3 comuni laziali “Rifiuti Free”
Sono Castelnuovo di Porto (VT), Oriolo Romano (RM), Sermoneta (LT), Gallese (VT), Alatri (FR), Nepi (VT), Allumiere (RM), Cave (RM), Canepina (VT) e Campodimele (LT) i Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente, quelli che nel 2012 hanno superato il 65% di raccolta differenziata. Non c’è nessun capoluogo nel Lazio e nel centro Italia che abbia raggiunto questa soglia, richiesta per legge entro il 2012. Roma altra grande assente, rimane ferma al 24%.

Riconoscimento speciale per Castelnuovo di Porto, Oriolo Romano e Sermoneta che si aggiudicano anche il nuovo prezioso titolo di questa XX edizione come comuni “Rifiuti Free”, per essere riusciti a ridurre di circa il 90% la quantità di rifiuti da smaltire. Cresce  lentamente nel Lazio il numero dei ricicloni, che passa da 6 a 10 Comuni che hanno intrapreso una corretta gestione dei rifiuti. Dei 378
Comuni totali, rappresentano appena il 2,6% ma sono in crescita di un +1,06% rispetto allo scorso anno. Sono i piccoli e medi comuni a tenere alto il valore nel Lazio, con metà dei comuni che è sotto i 5.000 abitanti, 8 su 10 sotto i 10.000 e tutti comunque sotto i 30.000 abitanti.

Tra i comuni del Centro Italia sopra i 10.000 abitanti che hanno intrapreso una corretta gestione dei rifiuti troviamo Alatri, new entry di quest’anno, al 14° posto nazionale con una percentuale di raccolta differenziata pari al 65,7% e un indice di buona gestione -non legato solo alla differenziata, ma l’azione a tutto campo nella gestione dei rifiuti, dalla produzione, a riduzione e riciclo- di 54,07 punti. Due posizioni più in basso troviamo Cave, il secondo comune laziale nella classifica, con una differenziata che raggiunge il 66% e un indice pari a 52,49. Castelnuovo di Porto, già incoronato il migliore della Provincia di Roma nell’edizione locale del premio, occupa la seconda posizione fra i comuni del Centro Italia con meno di 10.000 abitanti con il 79,3% di differenziata e un indice di buona gestione di 70,27. In 8° posizione Oriolo Romano che differenzia il 72,4% dei rifiuti e ha un indice pari a 67,68. Sermoneta si piazza in decima posizione
con una differenziata dell’81,3% e con un indice di 63,64, seguita da Gallese (22° posto) che raccoglie in maniera differenziata il 67,5% dei materiali dopo il consumo e ha un indice di 58,39. Nepi al 35° posto, raggiunge quota 65,4% di differenziata e ha un indice di 53,90. Allumiere ha raccolta differenziata pari al 65,4% e indice 53,63. Infine al 41° posto troviamo Canepina con differenziata pari a 62,2% e un indice di 51,62 e subito dopo Campodimele con differenziata al 66,2% e indice di 51,10.

Nelle grandi città siamo spesso oltre la sperimentazione, ma Roma rimane ben al di sotto della soglia di legge e si ferma al 24% secondo gli ultimi dati di Ecosistema Urbano, con un porta a porta attivo solo parzialmente in alcune parti di Municipi. Per la XX edizione del Premio Comuni ricicloni, sono ben 1.293 i campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, il 16 per cento dei comuni d’Italia per un totale di 7,8 milioni di cittadini che hanno detto addio al cassonetto, pari al 13 per cento della popolazione nazionale che oggi ricicla e differenzia i rifiuti. E’ ancora il NordItalia ad aggiudicarsi il podio per la gestione dei rifiuti, con Ponte nelle Alpi, in provincia di
Belluno; tra i capoluoghi del Nord vince proprio Belluno mentre per il Sud primeggia Salerno.

“Crescono le esperienze di buona gestione dei rifiuti nel Lazio soprattutto nelle piccole realtà, con raccolte porta a porta con risultati ottimi per la differenziata, ma Roma e i capoluoghi del Lazio restano a guardare. Serve molto impegno da parte della Regione, ma soprattutto nella Capitale con la nuova amministrazione Marino –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il porta a porta è il modello vincente e va esteso in tutto il territorio, fondando un nuovo ciclo virtuoso che batta discariche e inceneritori, rimettendo mano al piano rifiuti regionale e puntando su impianti per gestire la raccolta differenziata. Dopo le scelte importanti della
Regione rispetto agli investimenti di 130 milioni di euro per progetti di porta a porta con i Comuni e le province del Lazio, ora attendiamo grandi novità dal Comune di Roma: bisogna accelerare sulla raccolta domiciliare e fermare invece scelte sbagliate sul modello a cassonetto per la nuova raccolta a Tor Bella Monaca, Eur e Prati, così come sui cassonetti a scomparsa. Siamo anche molto
preoccupati della nuova proroga per la discarica di Malagrotta, sulla scelta del nuovo sito continuiamo a chiedere un percorso trasparente e partecipato, visto che già più volte il commissariamento ha dimostrato tutti i suoi limiti. Ancor di più dopo la bocciatura dei decreti per il trattamento meccanico biologico fuori provincia.”

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Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma

Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma
Sono Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere i Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma, secondo la prima indagine sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti in questo territorio sul modello del famoso premio nazionale, presentata stamattina a Palazzo Valentini e realizzata con il contributo dell’Amministrazione provinciale. Sono questi i tre Comuni dell’ambito provinciale a superare nel 2012 l’obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata fissato dalla legge. Nel dettaglio Castelnuovo di Porto guadagna il podio con una percentuale di raccolta differenziata pari al 79,42%, seguito da Cave con il 66,02% e da Allumiere con il 65,4%. Premio “Start Up” per aver implementato un nuovo sistema di raccolta di rifiuti urbani nel corso del 2012 con ottimi risultati fin da subito a Castel Madama (passato in tre mesi dal 51 al 73%) e Morlupo (passato in tre mesi dal 17,4 al 74,02%).

Hanno preso parte all’indagine, fornendo su base volontaria i dati richiesti relativi all’anno 2012, circa un quarto dei Comuni (23,14%, ossia 28 amministrazioni su 121), di un territorio nel quale vive la maggior parte della popolazione residente in provincia (3.392.651 abitanti sui complessivi 4.194.068, l’80,9%), e si producono complessivamente ben 1.990.589 tonnellate di rifiuti urbani, il 75% sulla produzione dell’intero territorio provinciale e il 58% di quello regionale, ossia una produzione pro capite media di 586,74 chilogrammi per abitante di immondizia, ben al di sopra della produzione nazionale. I Comuni partecipanti all’indagine nel 2012 hanno avviato a riciclaggio 512.154 tonnellate di materiali, nella maggior parte dei casi attraverso il sistema domiciliare.

“Si moltiplicano le esperienze di buona gestione dei rifiuti, di porta a porta per la differenziata con risultati ottimi, ma c’è davvero ancora molto da fare, serve molto impegno da parte della Regione, ma soprattutto nella Capitale con la nuova amministrazione –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il nuovo governo della Regione Lazio può fare molto esportando il modello virtuoso maturato in questi anni nella Provincia di Roma, investendo i 130 milioni di euro fermi nelle casse regionali su progetti mirati con i Comuni e le province. Il porta a porta è il modello vincente e va esteso in tutto il territorio, fondando un nuovo ciclo virtuoso che
batta discariche e inceneritori, rimettendo mano al piano rifiuti regionale e puntando su impianti per gestire la raccolta differenziata.”

Un riconoscimento “Sulla strada giusta!” è stato, poi, assegnato da Legambiente ad altri 13 Comuni che, pur non rispettando gli obiettivi di legge, hanno intrapreso una buona strada attestandosi attorno al 50% di raccolta differenziata: Sacrofano (63,9%), Anguillara Sabazia
(59,8%), Ariccia (59,13%), Ciampino (58,56%), Canale Monterano (57,4%), Monte Porzio Catone (56,5%), Campagnano di Roma (55,13%), Trevignano Romano (54,62%), Zagarolo (52,73%), Castel Madama (52,07%), Guidonia Montecelio (50,75%), Formello (50,36%) e Montelanicoappena sotto (49,11%).

Non tutto è solo raccolta differenziata, anzi i sistemi di riduzione dei rifiuti contano molto. Nel 70% dei Comuni partecipanti sono state distribuite compostiere da giardino per incentivare la corretta gestione dei rifiuti organici, anche se l’intervento ha riguardato solo lo 0,94% delle utenze domestiche totali presenti nei comuni partecipanti. Il 92% dei Comuni ha una piattaforma ecologica a supporto del sistema di raccolta dei rifiuti urbani, mentre solo il 57,14% dei Comuni è dotato di punti di erogazione di acqua alla spina, solo per 3 Comuni è presente quello del latte. Il 17,86% dei Comuni ha incentivato l’utilizzo di stoviglie riutilizzabili presso le mense comunali o
distribuisce sporte riutilizzabili e compostabili. Solo il 7,14% dei comuni usa stoviglie riutilizzabili a feste e sagre e ha sottoscritto accordi con rivenditori per il recupero di alimenti freschi. Male sull’approvvigionamento dei prodotti: in soli 6 comuni sono  regolamentati gli acquisti verdi, acquisti di beni e servizi a ridotto impatto ambientale, nei capitolati e bandi di gara.

“L’unico modo per combattere le discariche è renderle l’opzione più dispendiosa per le amministrazioni attraverso un uso migliore dello strumento dell’eco tassa regionale – ha dichiarato Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente-. Dobbiamo ridurre i costi del ciclo
dei rifiuti potenziando la raccolta differenziata, implementando l’impiantistica a livello regionale e attivando strumenti di condivisione delle decisioni con la cittadinanza locale.”

Hanno preso parte all’incontro, tra gli altri: Clara Vaccaro, Sub Commissario Vicario Provincia di Roma; Michele Civita, Assessore alle Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti della Regione Lazio; Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio; i Sindaci e Assessori all’ambiente dei Comuni Ricicloni; Stefano Ciafani, Vice Presidente Legambiente; Gianluca Bertazzoli, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne di Corepla; Gianluca Cencia, Direttore Federambiente; Sara Dello Ioio, Responsabile COMIECO Regione Lazio; Demetrio De Stefano, Direttore Generale A mbi.en.te SpA; Marta Giovanna Geranzani, Servizio Recupero e riciclaggio
rifiuti Comune di Roma; Maddalena Gesualdi, responsabile energia e rifiuti Legambiente Lazio; Claudio Vesselli, Dirigente Dipartimento IV Provincia di Roma.

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Rifiuti, Legambiente: dopo bocciatura commissione parlamentare basta commissariamenti

Comuni Ricicloni 2011: nel Lazio solo in sei superano la soglia del 65% nella raccolta differenziata, Roma senza progressi bocciata tra le grandi città, assenti
anche gli altri capoluoghi di provincia laziali. Ma allora, che fine fanno i soldi che stanzia la Regione?
Oriolo Romano (Vt), Castelnuovo di Porto (Rm), Sacrofano (Rm), Nepi (Vt), Campodimele (Lt) e Allumiere (Rm): sono solo 6 su 378 i “Comuni Ricicloni” del Lazio secondo Legambiente, quelli
che già nel 2011 hanno superato il 65% di raccolta differenziata, anticipando di un anno l’obiettivo stabilito per tutti i comuni italiani secondo la legge. Bocciata Roma, dove la raccolta differenziata tra sistema misto e scarsa volontà continua a non decollare, con gli altri capoluoghi di Provincia che restano decisamente indietro. Nel giorno in cui la relazione della Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti boccia in modo totale e grave la gestione dell’emergenza rifiuti nella Capitale, Legambiente mette un ulteriore carico sulla gestione della spazzatura nel Lazio.

“La relazione parlamentare usa parole pesanti come macigni, basta con il dannoso, inutile e costoso commissariamento -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel Lazio, però, c’è anche altro che non torna, il bottino di bravi Comuni ricicloni è davvero troppo magro, ci chiediamo, allora, che fine abbiano fatto i tanti soldi che da quattro o cinque anni stanzia la Regione proprio per la differenziata, circa 35 milioni che vanno a finire nelle casse delle province e del Comune di Roma, soldi che per esempio in provincia di Roma vengono messi a bando per il passaggio al porta a porta con qualche risultato che infatti si vede anche tra i Comuni ricicloni, ma nelle altre province e nella Capitale che fine fanno tutti quei denari? Se non arriveranno le risposte, chiederemo di verificare alla Corte dei Conti.”

Tra le note positive, Oriolo Romano, in provincia di Viterbo, miglior comune riciclone dell’intero Centro Italia tra quelli con meno di 10mila abitanti e vanta una percentuale di differenziata che va
oltre il 78% per i suoi 3.789 abitanti ed un indice di buona gestione -non legato solo alla differenziata, ma l’azione a tutto campo nella gestione dei rifiuti, dalla produzione, a riduzione e riciclo- del  7,35, che hanno permesso di risparmiare 131,8 kg pro-capite di anidride carbonica (CO2). A seguire Castelnuovo di Porto (Rm) che si posiziona al 4° posto della classifica con 79,1% di raccolta
differenziata e un indice di buona gestione del 70,79; Sacrofano (Rm) si attesta al 19° posto con il 68,3% di differenziata e un indice del 57,84; Nepi (Vt) al 66,8% e un indice del 56,32 (22° posto),
Campodimele (Lt) al 25° posto con il 67,5% di differenziata e un indice del 55,42, Allumiere (Rm) al 28° posto con il 69,2% di raccolta differenziata e un indice del 54,04. Complessivamente, le buone pratiche di gestione dei rifiuti dei Comuni ricicloni laziali hanno permesso di non immettere in atmosfera ben 3.290.310 kg di anidride carbonica in un anno. Nessun capoluogo, nel Lazio e nel centro Italia, ha superato il 65% di raccolta differenziata, quota richiesta per legge solo nel 2012. A fronte dei 7 comuni dello scorso anno, nel 2012 il Lazio ha visto 6 comuni aggiudicarsi i premi, un triste 1,6% sul totale di 378 Comuni.

Nelle grandi città siamo spesso oltre la sperimentazione, ma Roma resta ferma al palo del 25% circa, secondo recenti dati AMA, scandalosamente in “emergenza pattume”. Milano è stabile
attorno al 34% e nell’autunno 2012 avvierà la raccolta dell’organico da cucina in alcuni quartieri, Salerno con il 68% di raccolta differenziata mantiene alti i numeri del sud, Torino supera in media il 40% di raccolta grazie al porta a porta in alcuni quartieri. Nel Paese nel complesso il risultato è positivo. Se ai 1.123 comuni ricicloni (1 comune su 7 pari al 13% dei comuni italiani)
aggiungessimo i 365 che hanno comunque superato il 60% di raccolta differenziata richiesto dalla normativa per il 2011, arriveremmo alla quota di 1.488 comuni in regola con la legge dello Stato (1 Comune su 5 pari al 18% dei comuni italiani). E’ il Nord Italia ad aggiudicarsi il podio per la gestione dei rifiuti, con Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno.  Nel Lazio altri riconoscimenti, nell’ambito dell’edizione 2012 di Comuni Ricicloni, riguardano il Comune di Colleferro (Rm), premiato dal CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio) come miglior Comune dell’area Centro Italia nella raccolta e trattamento dell’alluminio (kg/abitante 0,570); il Comune di Ciampino (Rm), miglior Comune Riciclone 2012 per il centro Italia per la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica (I risultati sono ottimi, grazie al porta a porta). Menzione speciale “Teniamoli d’occhio” per Sabaudia (Lt). Un contesto nel quale Legambiente commenta con amarezza le anticipazioni emerse della relazione della commissione parlamentare: “situazione aggravata, nessuna verifica sui siti, analisi inadeguate, incapacità di trovare alternativa a Malagrotta”. E addirittura “Il sistema di smaltimento (…) si è semplicemente trasformato, per taluni, in un business tanto più conveniente quanto più gli enti preposti non hanno realizzato un ciclo integrato dei rifiuti. La situazione (…) presenta connotazioni paradossali.”

“La commissione dipinge un quadro fosco e gravissimo, nel quale il problema vero rimane Roma che ha provato a fare scarica barile sulla discarica con danni davvero rilevanti anche sul fronte
economico, mentre continua in modo colpevole a dormire piuttosto che correre per la differenziata porta a porta -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. E’ molto grave la denuncia della commissione sugli errori e le lacune nell’individuazione dei sette siti da parte della Regione, abbiamo sostenuto da subito che le carte non stavano in piedi ed è ancora più assurdo che si continui purtroppo ancora a parlare di quei siti. Ormai è oltremodo chiaro che la differenziata è la soluzione, ma il piano per Roma del Ministro Clini è finito nel cassetto, nemmeno firmato dal Comune di Roma. Servono anche impianti, non nuovi inceneritori o TMB, ma linee per il compostaggio e per il riciclaggio della carta, del vetro, della plastica e di tutti i materiali, così come il trattamento dei rifiuti deve essere orientato a recuperare i materiali piuttosto che a produrre inutile CDR da bruciare. Ci sono tutte le tecnologie e anche i soldi non mancano, visto che la sola Capitale dalla tariffa rifiuti nel 2012 ricaverà ben 719 milioni di Euro, ma a questo punto è sempre più evidente che a mancare è la volontà.”

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Piccoli comuni, Legambiente Lazio: manovra sbagliata e ingiusta.

Legambiente Lazio sostiene la mobilitazione di ANPCI, assessori, consiglieri comunali e cittadini che si uniranno oggi alle 14 davanti a Palazzo Chigi in difesa di tutti i piccoli comuni del Lazio e d’Italia.

“E’ assurdo, non si possono cancellare decine di piccoli Comuni con una manovra finanziaria, siamo al fianco delle comunità locali che si battono contro questa operazione di facciata che come al solito colpisce la parte più debole del Paese che al tempo stesso ne costituisce le fondamenta – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Abolire 86 piccoli comuni del Lazio sotto i 1.000 abitanti, accorpandoli e cancellandone l’identità storica e culturale che li contraddistingue è del tutto sbagliato, bisogna al contrario approvare la legge a sostegno dei piccoli comuni che giace da diverse legislature in Parlamento, e dare continuità anche agli investimenti fatti in questi anni importanti come il bando delle idee della Provincia di Roma, un’Istituzione che vivendo il territorio ha colto il ruolo e l’importanza di questi piccoli enti.”

Quello dei piccoli comuni è un tema caro a Legambiente Lazio; da ormai otto anni, infatti, il Bando delle Idee, promosso in collaborazione con la Provincia di Roma, permette ai piccoli comuni del territorio provinciale di vedere finanziati progetti per la valorizzazione del loro patrimonio culturale e naturale: esposizioni e degustazioni di prodotti tipici, mostre fotografiche, pubblicazioni, convegni sulle energie rinnovabili sono solo alcuni esempi della miriade di attività proposte quest’anno nei piccoli comuni
laziali.

Nel Lazio sono proprio tanti i piccoli comuni che verrebbero aboliti: 25 nella sola provincia di Roma, 15 nel frusinate, Ventotene e Campodimele a Latina, 6 in provincia di Viterbo e moltissimi nel reatino, dove ben 37 su 73 hanno meno di 1.000 abitanti. Da questi territori proviene la maggior parte dei prodotti tipici certificati e sono loro a dare prova di comportamenti virtuosi sia nella gestione dei rifiuti sia nella produzione di energia da fonti rinnovabili, come dimostrano gli ultimi Dossier di Legambiente sui Comuni Ricicloni e Rinnovabili.

“I piccoli comuni rappresentano un patrimonio di grande importanza per il nostro Paese, che è famoso in tutto il mondo per i piccoli borghi e i tanti campanili, cancellare tutto ciò è impensabile, devasterebbe peraltro la vita di un quinto degli italiani che risiede in questi territori – conclude Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La norma contenuta nella manovra finanziaria colpisce ingiustamente queste autonomie locali, sopprimendole in sostanza, quando piuttosto va sostenuto il percorso già avviato da molti piccoli Comuni per le gestioni associate di funzioni amministrative e servizi locali.”

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Comuni Ricicloni 2011: nel Lazio solo in 7 superano la soglia del 60% nella raccolta differenziata

ROMA BOCCIATA, CON IL SISTEMA MISTO NON FA PROGRESSI, ASSENTI ANCHE GLI ALTRI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA LAZIALI

ACQUAPENDENTE MIGLIOR COMUNE DEL CENTRO ITALIA PER RACCOLTA RIFIUTI ELETTRONICI, CIAMPINO PER RICICLO DEL LEGNO, CISTERNA DI LATINA PER RICICLO ALLUMINIO

Ciampino (Rm), Oriolo Romano (Vt), Castelnuovo di Porto (Rm), Sermoneta (Lt), Roccagorga (Lt), Lenola (Lt) e Campodimele (Lt): sono solo 7 su 378 (un misero 1,9% del totale) i “Comuni Ricicloni” del Lazio secondo Legambiente, quelli che già nel 2010 hanno superato il 60% di raccolta differenziata, anticipando di un anno l’obiettivo stabilito per tutti i comuni italiani secondo la legge. Bocciata Roma, dove la raccolta domiciliare col sistema misto continua a non funzionare, con gli altri capoluoghi di Provincia che continuano a restare indietro.

Tra i Comuni del Lazio con più di 10.000 abitanti, Ciampino (Rm) ha conquistato una buona posizione, attestandosi al 7° posto della classifica relativa all’area Centro Italia, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 62,4% per i suoi 38.000 abitanti ed un indice di buona gestione -non legato solo alla differenziata, ma l’azione a tutto campo nella gestione dei rifiuti, dalla produzione, a riduzione e riciclo- del 59,70, che hanno permesso di risparmiare 100,58 kg procapite di CO2. Anche quest’anno sono i Comuni laziali con meno 10.000 abitanti a dare prova di una migliore gestione dei rifiuti: Oriolo Romano (Vt) conquista il 2° posto in classifica con il 74% di raccolta differenziata e un indice di buona gestione del 71,64; ma va bene anche Castelnuovo di Porto (Rm) che si posiziona al 3° posto della classifica con 71,1% di raccolta differenziata e un indice di buona gestione del 68,53; Sermoneta (Lt) si attesta al 4° posto con il 67,6% di differenziata e un indice del 68,36; seguono Roccagorga (Lt) al 61,9% e un indice del 61,7 (10° posto), Lenola (Lt) al 13° posto con il 60,9% di raccolta differenziata e un indice del 57,99, Campodimele (Lt) al 17° posto con il 64,4% di raccolta differenziata e un indice del 56,51. Complessivamente, le buone pratiche di gestione dei rifiuti dei Comuni ricicloni laziali hanno permesso di non immettere in atmosfera ben 2.257.464,57 kg di anidride carbonica in un anno.

“I Comuni ricicloni fanno ben sperare, ma nel Lazio il problema sta a Roma e nei capoluoghi, dove bisogna smetterla con le scuse e seguire l’esempio delle decine di altri grandi centri italiani che raggiungono risultati seri con il porta a porta – ha commentato il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati – Nella Capitale il sistema della differenziata misto è un fallimento assoluto, siamo stufi e sconcertati di vedere mucchi di rifiuti attorno ai cassonetti e cittadini costretti a inseguire i camioncini, ed è scandaloso che dopo aver adottato questo metodo il Comune e l’AMA vadano a chiedere deroghe alle norme di legge al Ministero dell’Ambiente. Per  portare Roma al 45% di raccolta differenziata entro il 2011 sarebbe stato necessario far passare almeno 1,2 milioni di romani al vero sistema porta a porta, che nei quartieri dove è in funzione sta dando ottimi risultati. E’ sconcertante che non si riesca a fare questa semplice scelta, con 630 milioni di Euro che i cittadini pagano con la tariffa ogni anno, Roma dovrebbe essere un gioiello sul fronte dei rifiuti. Stessa storia per gli altri capoluoghi del Lazio, devono svegliarsi e fare la loro parte, recuperando un ritardo nella raccolta differenziata davvero inammissibile. Chiederemo un urgente incontro agli amministratori per affrontare queste vergognose situazioni”.

Altri riconoscimenti, nell’ambito dell’edizione 2011 di Comuni Ricicloni, hanno riguardato il Comune di Cisterna di Latina (Lt), premiato dal CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio) come miglior Comune dell’area Centro Italia nella raccolta e trattamento dell’alluminio (le fasi di raccolta vengono effettuate principalmente con un sistema di bidoncini condominiali); il Comune di Acquapendente (Vt), campione di raccolta nel Centro Italia per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), con 16,7 kg per abitante; e di nuovo Ciampino (Rm), miglior Comune Riciclone 2011 per il centro Italia secondo Rilegno, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi in legno, con 12,69 kg di legno avviato al recupero pro-capite.

“Nel Lazio serve un programma per la riduzione, il riuso e la raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti, non un nuovo piano di discariche e inceneritori come quello che propone la Regione. L’emergenza è dietro l’angolo servono la volontà e gli investimenti iniziali, le buone pratiche dei Comuni ricicloni vanno estese per una gestione moderna dei rifiuti – conclude Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio –. Si vanno diffondendo buoni esempi, ma sono troppo pochi, bisogna avviare un processo partecipato e virtuoso, serve il coinvolgimento delle amministrazioni, delle parti sociali, degli imprenditori per vincere, non certo la iattura di un commissariamento che toglierebbe responsabilità al territorio. È tempo di muoversi, le discariche sono sempre più piene e l’unica soluzione moderna per gestire i rifiuti è quella di
riciclarli, bisogna fare leva sui Comuni virtuosi per estendere di più le buone pratiche.”

Tabella Comuni Ricicloni 2010 Lazio – Categoria Comuni sopra i 10.000 abitanti – Area Centro Italia Posizione Comune Provincia Abitanti Indice % RD Kg Co2 pro capiTe  risparmiati

Altri Comuni virtuosi nel Lazio che, pur non raggiungendo il 60% di RD necessario per essere Comune Riciclone, hanno soddisfatto l’obbligo di legge fissato per il 2010, ovvero il 50% di RD: Acquapendente (53,3%), Fumone (58,3%), Monte San Biagio (54%), Nepi (58,6%) e Trevignano Romano (54%).
Comuni Ricicloni 2011 è stato realizzato da Ecosportello Rifiuti, lo sportello informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare. In collaborazione con: Conai, Federambiente, Fise Assoambiente, Anci, Cial, Comieco, CoRePla,  CoReVe, Cna, Rilegno, Consrzio Italiano Compostatori, Centro di Coordinamento RAEE, Novamont, Achab Group, Lab23, Tritech, Scuola Agraria del Parco di Monza e la rivista Rifiuti Oggi. Il dossier completo “Comuni Ricicloni 2011” è disponibile sul sito www.ecosportello.org.

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Applicare Piano rifiuti senza tentennamenti né deroghe

PREMIARE E DIFFONDERE BUONE PRATICHE RIDUZIONE, COME 10 AZIONI PROVINCIA DI ROMA PRESENTATE OGGI O SCELTE DEI COMUNI RICICLONI NON È ACCETTABILE LA COMPRESENZA DI UN “PIANO B” PARALLELO CHE CONTA SUL FALLIMENTO PER DARE LA STURA A NUOVI IMPIANTI E VECCHIE DISCARICHE

“Far esordire il nuovo Piano rifiuti del Lazio mettendo le mani avanti con la richiesta di un deroga sulla raccolta differenziata non è certo il modo per partire con il piede giusto. Il primo impegno dovrebbe essere infatti quello di mettere in campo ogni sforzo, sul piano della strategia, della gestione e degli investimenti, per concentrarsi sul raggiungimento di un obiettivo ambizioso. È inaccettabile il tentativo di contemplare in via preventiva una sorta di ‘Piano B’ (chiamato eufemisticamente ‘scenario di controllo’) che, quasi augurandosi il fallimento degli obiettivi prefissati di riduzione dei rifiuti, è pronto a dare la stura alla vecchia e insostenibile logica impiantistica: nuovi inceneritori e allargamento delle discariche. Una linea fondata per altro su numeri irragionevoli, perché se non si invertono in tempi rapidi le quote percentuali dei quantitativi raccolti ‘tal quale’ e di quelli avviati alla differenziata (secondo gli ultimi dati disponibili nel Lazio attualmente inchiodata al 12,9%) non ci sarà impianto in grado di reggere l’impatto e la nostra Regione ripiomberà con gravissimi rischi all’anno zero”. È quanto afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, a margine dell’incontro sul progetto di cooperazione internazionale “Juan Cacharpa” a sostegno dei classificadores che lavorano nelle discariche in Uruguay, presentato questa mattina alla Città dell’Altra Economia di Roma in occasione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

“Il nuovo Piano del Lazio, ad una prima valutazione, pone obiettivi interessanti e comunque previsti dalla normativa nazionale. Per non farlo rimanere sulla carta, come avvenuto con i tanti Piani del passato, è necessaria però la massima chiarezza sulla sua attuazione: azioni, tempi, strategie, investimenti e coinvolgimento degli enti locali –sottolinea Cristiana Avenali-. Proprio da questi
ultimi viene l’esempio di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti come le dieci azioni lanciate oggi dalla Provincia di Roma o quelle dei tanti Comuni ‘ricicloni’ del Lazio, che vanno premiate e diffuse. Negli stessi quartieri di Roma dove è stato attuato il modello di raccolta ‘porta a porta’ la differenziata ha raggiunto il 65%. La strada per una corretta e moderna governance dei rifiuti dunque esiste ed è già tracciata: la Regione pensi a seguirla senza tentennamenti piuttosto che concentrarsi sulle deroghe”.

Con lo slogan “Ridurre si può” proseguono intanto gli appuntamenti della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Questa mattina alla Città dell’Altra Economia si è svolta una partecipata iniziativa promossa da Legambiente Lazio in collaborazione con l’associazione ReOrient e il Municipio I. Gli alunni delle scuole primarie del centro storico sono stati coinvolti in laboratori didattici con mostra sui rifiuti e proiezione del video sui “classificadores” dell’Uruguay. Sempre nella Capitale un’altra iniziativa organizzata da Legambiente Lazio si è già svolta ieri con
gli scolari della Media “Parri”, mentre questa sera, alle 18, i volontari del Circolo Legambiente Città Futura distribuiranno materiale informativo e borse in tela in sostituzione delle tradizionali buste di plastica ai frequentatori della Libreria Rinascita di viale Agosta 36. Nel fine settimana appuntamento a Rieti, dalle 9 alle 20 presso gli Archi del Vescovado, con stand informativi, raccolta di firme per la petizione “Stop ai sacchetti di plastica” e laboratorio didattico sulla riduzione “Occhio al rifiuto!”. Si potrà infine partecipare a “Vota il sacco”, per scegliere lo shopper preferito tra la borsa riutilizzabile, il sacchetto in carta e lo shopper in mater-bi.

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