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Legambiente scrive al Presidente Zingaretti sul Piano Casa! ! “Stop al consumo di suolo, rigenerazione urbana e salvaguardia delle città storiche”! !

Il Consiglio Regionale del Lazio da pochi giorni ha calendarizzato il dibattito propedeutico alla definitiva approvazione di due importanti atti legislativi: il DL n. 76 e il DL n. 75, già approvati dalla Giunta Zingaretti lo scorso 24 ottobre, si tratta del “pacchetto legislativo” che forma il nuovo Piano Casa della Regione Lazio.! Dopo aver studiato tutti gli effetti del Piano Casa e dopo aver curato la redazione di un completo e dettagliato dossier, su quali sarebbero le conseguenze di questa norma a Roma e nel Lazio, contemporaneamente alla discussione in aula gli attivisti di Legambiente scrivono direttamente al presidente per chiedere le modifiche necessarie, perché questa diventi una buona norma.

“Molto è stato fatto nei mesi scorsi rispetto alla stesura della giunta Polverini, ma ancora il Piano Casa attuale rischia di divenire unmoltiplicatore di consumo di suolo su ogni territorio mettendo a rischioanche quel nel costruito delle nostre città e dando la possibilità di fare altre case nei quartieri dove ci sono solo case- dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio-. Adesso, durante la discussione d’aula, chiediamo al presidente Zingaretti le opportune modifiche perché venga data la spinta necessaria in modo che questa norma rimarchi un preciso stop al consumo di suolo nel Lazio, salvaguardi il bel costruito delle nostre città e sia essa stessa volano di rilancio delle attività edili in chiave di riuso dei manufatti abbandonati e rigenerazione urbana vera”.

Dopo la lettera aperta al presidente Zingaretti, i volontari del cigno verde seguiranno in maniera continuativa i lavori d’aula per verificare la bontà o meno di un percorso legislativo così importante per il futuro del Lazio.

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Villa Adriana, Legambiente: stop al cemento, il sito archeologico non può perdere il titolo di patrimonio dell’umanità

Stop al cemento affianco alla Villa di Adriano a Tivoli. La cosiddetta “lottizzazione Nathan” va cancellata per evitare il rischio di far perdere al sito archeologico il titolo di “Patrimonio dell’Umanità” rilasciato dall’Unesco, avviando subito un percorso per la valorizzazione dell’area che negli ultimi 14 anni avrebbe perso un terzo dei visitatori. Così Legambiente interviene, nella sfida per tutelare il territorio tiburtino ed i suoi beni, che dopo la battaglia contro la discarica di San Vittorino-Corcolle ha ora al centro la possibile realizzazione di una lottizzazione da 191mila metri cubi di cemento, a poche centinaia di metri da Villa Adriana.

“Dopo la discarica, ora bisogna cancellare il cemento affianco alla Villa di Adriano -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. I 191mila metri cubi del complesso edilizio previsto sono uno schiaffo ad uno dei patrimoni più belli del nostro Paese, dichiarato sin dal 1999 Patrimonio dell’Umanità, che non può nemmeno rischiare di perdere questo prestigioso riconoscimento. Gli edifici, le terme, i ninfei e gli splendidi giardini che rendono così unica Villa Adriana vanno salvati da una inutile e devastante cementificazione.”

“Villa Adriana è un capolavoro che riunisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture materiali dell’antico mondo mediterraneo”, si afferma nelle motivazioni che hanno portato il World Heritage Committee dell’Unesco ad inserire il sito nel “Patrimonio dell’Umanità”. Ora lo stesso Comitato potrebbe proporre la revoca dello status, a causa delle autorizzazioni edilizie rilasciate dal Comune di Tivoli da ultimo nel 2011. Nel 2013, infatti, il WHC ha fatto richiesta all’Italia circa qualsiasi progetto di sviluppo nell’area buffer (zona cuscinetto stabilita con un accordo internazionale tra la Repubblica italiana e l’Unesco per proteggere l’area archeologica).

“Il rumore nuovamente creato in campagna elettorale, dalla società Impreme che intende realizzare la lottizzazione Nathan e dalle posizioni di qualche candidato a sindaco di Tivoli, fanno pensare a qualcosa di appositamente preparato -afferma Gianni Innocenti, presidente del Circolo Legambiente di Tivoli-. Bisogna ricordare che sul caso ‘Nathan’ è pendente un ricorso giudiziario promosso da Italia Nostra e WWF ed è in corso una indagine della magistratura. Nel riaffermare la estrema contrarietà alla lottizzazione, il Circolo Legambiente di Tivoli ritiene che l’ipotesi delocalizzazione potrebbe rappresentare un’ultima razio da prendere in considerazione solo successivamente ad una eventuale sentenza del Tar sfavorevole alle associazioni ricorrenti ed alla salvaguardia della Villa di Adriano. Se il Tribunale deciderà che la lottizzazione è illegittima non ci saranno delocalizzazioni che tengano ed il sito Unesco tiburtino sarà salvo definitivamente. La riqualificazione della zona delle vecchie cartiere è auspicabile ed urgente ma si tratta di tutt’altra cosa.”

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