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A “Castelli di Pace” di Legambiente, il convegno “Ritrovare la bellezza dei centri storici dei piccoli comuni”

A “Castelli di Pace” di Legambiente, il convegno “Ritrovare la bellezza dei centri storici dei piccoli comuni”
Sabato 20 luglio ore 10, Ciciliano (Rm)
Si aprirà con il convegno “Ritrovare la bellezza dei centri storici dei piccoli comuni” la seconda edizione di “Castelli di Pace: Festival della pace e della sostenibilità” che si terrà domani, sabato 20 luglio alle ore 10 a Ciciliano in provincia di Roma. A seguire visita del
borgo, degustazioni e spettacoli per l’intera giornata.

Un incontro per parlare delle strategie di valorizzazione dei graziosi borghi che impreziosiscono il Lazio e l’intero Paese e che vanno  sostenuti con continuità dalle istituzioni. Il convegno, con inizio alle ore 10, si terrà presso la Sala Grande del Castello Theodoli di Ciciliano. Interverranno, tra gli altri, Maurizio Gubbiotti responsabile Dipartimento internazionale Legambiente; il Sindaco di Ciciliano Rita D’Alessio; Lorenzo Parlati presidente Legambiente Lazio, Francesco Poggi, presidente Associazione Culturale Articolo 9; Cristiana Avenali, consigliere Regione Lazio; Giorgia Maria Annoscia, Archeologia Mediovale “Sapienza” Università di Roma; Alessandro Camiz, Dipartimento di Architettura e Progetto “Sapienza” Università di Roma; Dario Ronchetti, Sindaco di Sambuci, piccolo comune in  provincia di Roma dove lo scorso anno si è svolta la prima edizione del festival; Zaccaria Mari, Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio; Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio; Luigino Testa, Sindaco di Casape; Laura Santangelo, ex studentessa laureata con un lavoro di tesi sul centro storico di Ciciliano.

La giornata prosegue con degustazione di prodotti tipici locali dalle ore 13:30, alle ore 15 appuntamento a Via Porta S.Anna per la visita al centro storico e al Castello Theodoli, dalle 18 lo spettacolo teatrale “Fumo negli Occhi” di Mauro Pescio a cura dell’Associazione  culturale “Gloriababbi Teatro”, con Mauro Pescio e Giulia Valli.

Per il Festival della pace e della sostenibilità organizzato da Legambiente Lazio, sono ancora disponibili dei posti sul pullman predisposto per l’occasione con partenza da Roma alle 9 da Castro Pretorio e ritorno alle 19 da Ciciliano (arrivo previsto per le ore 19:45). Il contributo del viaggio è di 10 euro. La prenotazione è obbligatoria, info 06 85 35 80 51/77 o m.boiano@legambientelazio.it
Il programma completo della manifestazione sul sito www.legambientelazio.it

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Acqua pubblica, pulita e preziosa

A cinque mesi dalla vittoria referendaria, Legambiente lancia nuove sfide per l’acqua  diritto universale L’associazione: serve nuova gestione pubblica e partecipata per  l’acqua, con sforzi maggiori su depurazione, ma anche politiche e obblighi per  ‘efficienza e il risparmio idrico. Subito più controllo pubblico, via remunerazione capitale dalle bollette e tariffe per scoraggiare chi consuma troppo. No ATO unico nella Regione Lazio.

Depurazione ancora inefficiente, perdite di rete, arsenico nell’acqua e interventi limitati sulla qualità della risorsa. Ma anche investimenti diminuiti nel corso degli anni e la forte necessità di nuove forme pubbliche e partecipate per la gestione di una risorsa indispensabile per la vita. A cinque mesi dalla vittoria referendaria, Legambiente fa il punto sull’acqua nel convegno “Acqua pubblica, pulita, preziosa” tenutosi presso la sede della Provincia di Roma.  Ben 1.457.318 su 5.626.710 non sono depurati nel Lazio con l’85,3% di copertura del servizio di fognatura e addirittura solo il 74,1% di copertura della depurazione. Le perdite di rete sono addirittura del 62% a Latina, del 45% a Rieti, del 39% a Frosinone e dell’11% a Viterbo, mentre Roma si attesta al 27%, ma è la peggiore considerando le perdite per chilometro di rete con 68 metri cubi (fonte blue book e Mediobanca). Nell’acqua dei rubinetti di 64 comuni del Lazio (17,3%) c’è una concentrazione di arsenico da riportare nei limiti di legge entro il 2012. “Serve una nuova gestione pubblica e partecipata per l’acqua, con interventi seri e concreti a tutela di un bene sempre più scarso e prezioso per la vita -hanno affermato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, e Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Serve uno sforzo maggiore sulla depurazione, ma anche politiche e obblighi per l’efficienza e il risparmio idrico. Nel rispetto dei milioni di italiani che hanno votato ai referendum, va subito recuperato un maggiore controllo pubblico delle conferenze d’ambito coinvolgendo i cittadini, ma allo stesso tempo vanno rivisitate le bollette a partire dall’abrogazione referendaria della remunerazione del capitale per i privati e pure scoraggiando chi consuma troppo. Per togliere al mercato l’acqua, vanno garantiti i 50 litri giorno gratuiti per le famiglie, e si devono ripensare le società di gestione dell’acqua sul modello ad esempio dell’ABC di Napoli. Per questo chiediamo alla Regione di non andare verso una nuova legge che preveda un unico Ambito Territoriale Ottimale regionale, quanto piuttosto una riorganizzazione ragionata sulla base dei bacini idrografici e delle infrastrutture esistenti.”

In questi anni i cittadini hanno sperimentato la gestione privata del servizio idrico, trovandosi anche nel Lazio di fronte a consistenti aumenti delle tariffe, ai quali quasi mai è corrisposto un incremento della qualità del servizio, con piani e progetti continuamente disattesi, rimandati nel tempo. Con un concreto rischio di uso privatistico del bene, con le captazioni delle sorgenti dell’Aniene o le folli idee di vendita di quelle del Peschiera, la carenza idrica nel frusinate e ai castelli romani, l’acqua con la sabbia ad Artena e i distacchi in diversi contesti da Civitavecchia a Latina. Anche sul fronte dei consumi nel Lazio va piuttosto male: Roma scivola all’ultimo posto tra le città grandi in Italia, con ben 234,3 litri di acqua consumati ogni giorno da ciascun cittadino; Viterbo si piazza agli ultimi posti fra le città più piccole con 209,6 litri/giorno pro-capite, mentre va un po’ meglio a Frosinone con 173,7 litri, a Rieti con 157,8 litri e tra le medie città a Latina con 154,1 litri. A tutto ciò si aggiunge l’altra forma di privatizzazione dell’acqua, con numerose sorgenti concesse a prezzi spesso decisamente bassi a società che imbottigliano acqua: nel Lazio, sulla sulla base dei parziali dati raccolti da Legambiente e Altraeconomia, sono quasi 290 milioni i litri imbottigliati (dei quali il 25% in vetro) e quasi 360mila i metri cubi emunti.

L’acqua, minacciata su più fronti, manca anche di investimenti ad hoc, che in 15 anni di privatizzazioni sono in realtà diminuiti o sono stati rivisti al ribasso gli investimenti nel settore idrico come si evince da un’analisi dei dati riportati nei “Rapporti sullo stato dei servizi idrici del 2009 e del 2007” del CoViRi (Comitato di Vigilanza sull’uso delle Risorse Idriche): se gli investimenti previsti, sulla base dei dati forniti dai gestori, si possono stimare in circa 2 mld di euro all’anno, gli investimenti in realtà realizzati, nel corso dei dieci anni fino al 2000, si fermano a 0,6 mld di euro.

“Con i referendum, gli italiani hanno lanciato un messaggio importante, vale a dire che all’acqua deve esser riservata una gestione “da cosa pubblica”, negli interessi della collettività e con un protagonismo dei cittadini stessi -afferma Maurizio Gubbiotti, Coordinatore Segreteria Nazionale di Legambiente-. Il popolo del sì ha quindi espresso a chiare lettere il suo no ad una gestione del servizio idrico che si trasformi in una proprietà del bene in questione. Per dar seguito alle conquiste acquisite è opportuno che i Comitati continuino sulla strada intrapresa, chiedendo alle istituzioni il rispetto dell’esito referendario. L’obiettivo da perseguire è una nuova gestione del ciclo integrato dell’acqua, caratterizzata dalla partecipazione della comunità, che abbia come parole d’ordine la qualità, l’uso responsabile e la giustizia sociale, in un’ottica di aiuto a chi è più povero da parte di chi, invece, ha maggiori possibilità economiche”.

Hanno partecipato al convegno, tra gli altri: Paolo Carsetti (Forum Italiano Movimenti per l’Acqua), Gaetano Azzariti (Professore di Diritto Costituzionale presso l’Università “La Sapienza” di Roma), Enzo Antonacci (Assessore al Bilancio Provincia di Rieti), Michele Civita (Assessore all’Ambiente Provincia di Roma), Raffaele Di Stefano (Garante del servizio idrico integrato Regione Lazio), Flavio Gabbarini (Sindaco di Genzano di Roma), Carmine Laurenzano (Segretario CODICI Roma), Marco Macari (Legale del Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone), Alessandro Piotti (Autorità ATO2 – Responsabile Segreteria Tecnico-Operativa). Il convegno “Acqua pubblica, pulita, preziosa” è un appuntamento verso il IX Congresso di Legambiente Lazio (Roma, 12/13 Novembre 2011, Auditorium dell’Ara Pacis).

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Legambiente, sconfiggere le Ecomafie per rilanciare il Lazio

Legambiente: ecoreati nel Lazio preoccupano, sia per aggressione al territorio con cemento e rifiuti, sia per radicamento criminalità. Sostenere enorme lavoro forze ordine e procure, creare capitolo vincolato per bonifiche con fondi sequestrati agli ecomafiosi.

11.274 infrazioni in campo ambientale nel quadriennio 2007-2010, una media di 7,7 infrazioni al giorno, 9.274 le persone denunciate -più di un terzo delle denunce nel 2007-, 3.299 sequestri e 75 arresti. Sono questi i dati che scaturiscono dal confronto degli ultimi quattro anni del “Rapporto Ecomafia” realizzato da Legambiente grazie alla preziosa e fondamentale collaborazione delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, presentato nell’ambito del convegno organizzato dal titolo “Sconfiggere le Ecomafie per rilanciare il Lazio” tenutosi presso la sede della Provincia di Frosinone alla presenza di numerose autorità della Regione Lazio.

Dopo il 2009, anno in cui si è consumato il maggior numero di illeciti ambientali con ben 3.469 infrazioni di vario tipo, è stato il 2010 l’anno con il numero più alto di infrazioni, 3.124, ovvero 8,5 al giorno; segue il 2007 con 2.595 infrazioni e una media di 7,1 reati al giorno ed infine il 2008 con 2.086 illeciti, ovvero 5,7 al giorno. Numeri che ci consegnano il quadro di una regione stretta nella morsa delle piccole e grandi illegalità ambientali, diffuse trasversalmente nei settori più diversi, dal ciclo dei rifiuti a quello del cemento, dall’abusivismo edilizio agli incendi boschivi.

Dagli scarichi industriali della Valle del Sacco alle cave di Viterbo, dai pacchi di eternit ritrovati lungo le sponde del Lago del Salto ai rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi di Lisciano, la nostra regione è aggredita in primo luogo dallo smaltimento illegale dei rifiuti, che conta 1.243 infrazioni accertate tra il 2007 e il 2010, con 1.372 denunce, 45 arresti e 658 sequestri. Ma è altrettanto fosco anche il quadro dei reati legati al ciclo del cemento: 2.664 infrazioni accertate tra il 2007 e il 2010, 4.334 le denunce, 1.382 sequestri e un arresto. È la provincia di Latina la più colpita dall’illegalità nel settore edilizio, aggravata anche dalla forte pressione esercitata dalla criminalità organizzata mafiosa. Particolarmente esposti i comuni all’interno del Parco nazionale del Circeo, dove si contano 1,2 milioni di metri cubi fuori legge, 2 abusi edilizi per ettaro.

“Gli ecoreati nel Lazio sono davvero preoccupanti, sia per l’aggressione al territorio con cemento e rifiuti soprattutto, sia per il radicamento della criminalità -hanno dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Va sostenuto l’enorme lavoro delle forze dell’ordine e delle procure, ha ragione il Questore di Frosinone quando dice che vanno attaccati i patrimoni della criminalità che ricicla nel Lazio denaro sporco, allo stesso tempo si devono dare strumenti per chiudere gli importanti processi che si aprono e che rischiano in più di un caso la prescrizione, come a Viterbo sulle cave invase da rifiuti e nella Valle del Sacco per il disastro ambientale. I cittadini vanno coinvolti, come è avvenuto con l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente in questi anni, e speriamo perciò che la Regione Lazio voglia presto rinnovare il sostegno a questa iniziativa. I criminali devono pagare però con reati penali, mentre i territori più colpiti dalle ecomafie nella nostra regione vanno bonificati, per questo chiediamo che i fondi sequestrati agli ecomafiosi vengano conferiti in parte in un capitolo vincolato a questi obiettivi di risanamento ambientale.”

In Provincia di Frosinone, sono numerosi i casi di aree sequestrate per inquinamento: a Patrica, dove sono stati rilevati nel sottosuolo di fusti, materiale metallico e plastico, come a Ceprano nei pressi del fiume Cosa, oppure nella zona del Rio Santa Maria. La provincia di Latina è, invece, la più colpita dall’illegalità nel settore edilizio, dove sono particolarmente esposti i comuni all’interno del Parco nazionale del Circeo, Sabaudia e San Felice Circeo in primis, nei quali esistono ben un milione e duecentomila i metri cubi fuori legge. Colpiscono le infrazioni accertate nell’ultimo anno in provincia di Roma per reati che riguardano i rifiuti, che portano questo territorio al terzo posto della classifica delle province in Italia per questi fenomeni, ma Roma e la provincia, secondo la Direzione Nazionale Antimafia, interessano le organizzazioni di stampo mafioso soprattutto per le opportunità economiche, tramite ad esempio l’acquisizione di rilevanti attività commerciali e imprenditoriali, e una “violenza eccessiva ed incontrollata” come ha affermato il Procuratore Capo della Capitale. Rieti nell’ultimo anno arriva al 47° posto nella classifica delle illegalità ambientali con 216 illegalità, mentre Viterbo si piazza al 66° posto con 154 illeciti.

Anche sul fronte dell’abusivismo si evidenzia nel Lazio un problema davvero serio: dal 2004 al 2009 sono stati perpetrati 41.588 abusi edilizi secondo dati della stessa Regione, con una media di 20 al giorno, il 22% di questi si concentra nei 23 comuni costieri della regione, in aree vincolate paesaggisticamente, dove un immobile vale sul mercato in media il 30% in più rispetto a edifici costruiti in aree di minor pregio ambientale. Arrivano però anche segnali fortemente positivi, raggiunti anche grazie all’impegno di Legambiente: ormai nel dicembre di quattro anni fa, veniva abbattuto l’ecomostro dell’Isola dei Ciurli, il più grande del Lazio, una grande vittoria per la legalità, per Legambiente e per tutti i cittadini della nostra Regione.

“Inquinamenti, abusivismo, infiltrazioni nell’economia, danno il segno di quanto sia preoccupante la commistione di interessi che si va consolidando e che va stroncata immediatamente con una forte risposta istituzionale –hanno affermato Valentina Romoli, coordinatrice del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lazio, e Francesco Raffa, coordinatore provinciale di Legambiente a Frosinone-. I dati confermano nel tempo un probabile aumento della gravità dei reati, con la diminuzione degli arresti che fa pensare a pene detentive più gravi come la reclusione, e un elevato numero di sequestri che evidenzia la necessità di importanti misure cautelari. Per punire davvero fino in fondo chi compie delitti ambientali, vanno inseriti nel codice penali fattispecie specifiche, per battere gli scempi che danneggiano il nostro patrimonio ambientale.”

Serve una nuova cultura della legalità, per questo è fondamentale l’impegno nell’ascoltare e dare risposte ai cittadini con strumenti come l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, che ha compiuto un enorme sforzo nel triennio 2008-2011: sono giunte al numero verde 800- 911856 ben 452 segnalazioni, di cui 352 provenienti da Roma e Provincia, 43 dalla Provincia di Latina, 21 dal frusinate, 16 dal reatino e altrettante dal viterbese. Inoltre, solo nel corso dell’ultima campagna di educazione alla legalità ambientale tenutasi nel 2010, sono stati coinvolte 44 scuole, 82 classi e 1.141 studenti, per un totale di 41 incontri.

Hanno partecipato, tra gli altri, Antonio Menga, Roberto Piccinini, Ing. Giorgio Morelli, Luciano Perotto, Roberto Della Seta, Marco Galli, Arturo Gniesi, Michele Marini, Anna Natalia, Fabio Magliocchetti, Giovanni Pizzuti.

Il Convegno “Sconfiggere le Ecomafie per rilanciare il Lazio” è un appuntamento verso il IX Congresso di Legambiente

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