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Corcolle, Legambiente: palla torna in mano a Comune, Provincia e Regione, ora decidano davvero.

Corcolle, Legambiente: palla torna in mano a Comune, Provincia e Regione, ora decidano davvero. Scandaloso Alemanno che dichiara fuori luogo obiettivo differenziata al 65%

“Dopo gli schiaffi istituzionali, il Prefetto Commissario può dire di aver recuperato qualcosa, ma attenzione la partita non è finita anzi, la palla ripassa a Comune, Provincia e Regione che in conferenza dei servizi, forse venerdì, dovranno assumersi la responsabilità di bocciare la proposta di Corcolle -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Per quanto
apprendiamo gli studi tecnici, che tutti avremmo il piacere fossero resi pubblici, sono su specifici aspetti e affermano cose di buon senso che in nessun modo possono essere interpretate come un via libera alla discarica: l’area di Corcolle non è inquinata, il terreno è tufaceo e richiederebbe un’impermeabilizzazione di metri e metri di costosa argilla, ecc. E’ ovvio, e allora? Addirittura sarebbe
stata chiesto all’Unesco una riperimetrazione del sito, ma siamo davvero pazzi? Per realizzare quello scempio servirebbero tali e tante deroghe alle norme di legge e spese enormi e inutili da rendere irrealizzabile l’opera. E’ ora di smetterla con questa guerra al vetriolo sulla pelle dei cittadini, di una politica vecchia che ancora non ha capito che è finita una fase e rischia più o meno consapevolmente di creare un conflitto enorme tra i romani e le istituzioni.”

Legambiente conferma le analisi dei mesi scorsi: per il sito in questione esistono una serie di fattori escludenti, come segnalato pure dal documento di ricognizione della Regione Lazio. Il più rilevante è il valore archeologico delle aree individuate, situate nel contesto di importantissimi siti del patrimonio Unesco quali Villa Adriana, visitata da circa trecentomila turisti all’anno, e Villa
d’Este. Per non parlare della complicata situazione idrogeologica da tutelare (distanze di rispetto dai corsi d’acqua, scarpate in frana, protezione delle falde acquifere) ed alla necessità di
mantenere integro l’Agro romano antico. Tra i fattori di preoccupazione c’è persino la viabilità della circostante Autostrada dei Parchi.

“E’ scandaloso che il Sindaco Alemanno dichiari fuori luogo parlare del 65% per la differenziata, un obiettivo di una precisa norma di legge dello Stato che ben 1.290 Comuni italiani, anche grandi, hanno già raggiunto con un anno di anticipo. Tanto più che i cittadini verseranno ad AMA nel 2012 ben 719,1 milioni di Euro per i rifiuti -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Che ci deve fare Alemanno con tutti quei soldi, aumentati ancora dai 708 milioni del 2011, se non la differenziata? Basta allora col toto discariche, bisogna cambiare strategia per una gestione moderna dei rifiuti, con investimenti e tempi certi per puntare tutto sulla domiciliare, la riduzione e il riuso. Che fine ha fatto il patto per Roma sulla differenziata? Perché si continua a perdere tempo piuttosto che passare al porta a porta subito?”

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Corcolle, no ad una Malagrotta bis

Il sito non è idoneo, si pensi subito alla differenziata porta a porta
“Con Corcolle si rischia di dar vita ad una Malagrotta bis – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Non è questo il modo di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti, lo abbiamo detto più volte, si pensi ad un serio piano di raccolta differenziata porta a porta.

Per il sito in questione, esistono peraltro una serie di fattori escludenti come segnalato dal documento di ricognizione della Regione Lazio. In primis il valore archeologico delle aree circostanti,
pensiamo alle vicine Villa Adriana e Villa D’Este. Si metterebbe, inoltre, a rischio la viabilità della circostante autostrada dei Parchi. Per non parlare di una complicata situazione idrogeologica da
tutelare (distanze di rispetto dai corsi d’acqua, scarpate in frana, protezione delle falde acquifere) ed alla necessità di mantenere integro l’Agro romano antico. La mappa per identificare i siti delle
discariche è prodotta in base ad aree segnalate da vari progetti di imprese, è chiaro che va rifatta sulla base dei criteri di legge. Cambiamo strategia nell’ottica di una virtuosa gestione dei rifiuti.”

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In marcia da Villa Adriana a Villa d’Este, Legambiente invita a partecipare alla manifestazione anti discarica San Vittorino Corcolle

Appuntamento sabato 18 febbraio, alle 9,30 davanti all’ingresso della Villa di Adriano Domani, Sabato 18 febbraio, in marcia da Villa Adriana a Villa d’Este: Legambiente invita alla partecipazione alla manifestazione anti discarica San Vittorino Corcolle, promossa tra gli altri con il Circolo Legambiente di Tivoli e il Comitato “Uniti contro le discariche”. E’ noto, infatti, che tra i siti individuati per la localizzazione della discarica post Malagrotta c’è anche quello posto a 700 metri dal confine della Villa di Adriano, sulla necropoli arcaica della antica città di Pedum. La manifestazione sarà guidata dai sette Sindaci con i gonfaloni delle Amministrazioni comunali di Tivoli, Casape, Gallicano, Palestrina, Poli, San Gregorio, Zagarolo.

“Vogliamo unire Villa Adriana e Villa d’Este, per proteggerle dall’assurda discarica proposta a pochi metri da questi importantissimi siti Unesco -afferma Lorenzo Parlati, presidente di
Legambiente Lazio, che domani si unirà alla marcia-. Non si possono superare decenni di smaltimento di rifiuti indifferenziati a Malagrotta proponendo nuove buche a Corcolle, Riano, Fiumicino od ovunque sia. La Regione Lazio metta in atto gli interventi approvati con il piano rifiuti, indichi dove sono i nuovi finanziamenti per il porta porta per arrivare al 65% di differenziata entro quest’anno come ha previsto, spieghi gli interventi di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti, attivi le piattaforme per il riuso in tutti i Comuni. All’Assessore Di Paolo chiediamo immediate risposte, c’è tanto lavoro da fare per evitare il baratro dei rifiuti per strada.” Il percorso da Villa Adriana a Villa d’Este si snoderà attraverso il quartiere medioevale tiburtino, Via del Colle, Piazza Rivarola, Via Palatina, Via del Trevio, Piazza Santa Croce, Piazza Garibaldi fino all’ingresso di Villa d’Este. Durante le soste del corteo davanti a Villa Adriana e Villa d’Este, i turisti saranno accolti da un volantino in più lingue che illustra le motivazioni della protesta. L’appuntamento è domani, Sabato 18 Febbraio, alle 9,30 davanti all’ingresso della Villa di Adriano.
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Discarica a Corcolle-San Vittorino: Legambiente scrive lettera aperta per vincoli Beni Culturali

“Confermare l’esistenza di vincoli archeologici, monumentali e paesaggistici che insistono sull’area di Corcolle-San Vittorino, ma anche di vincoli idrogeologici legati alla falda sotterranea dell’Acqua Marcia e quindi scongiurare il rilascio di pareri favorevoli in merito a nuove discariche per impedire un grave scempio culturale e ambientale e la compromissione definitiva di un’area paesaggisticamente ed archeologicamente molto pregiata”. Sono queste le richieste che Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Gianni Innocenti, presidente del circolo Legambiente di Tivoli, hanno rivolto oggi con una lettera aperta inviata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla Soprintendenza Regionale del Lazio, alla Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Comune di Roma, alla Sopraintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma e alla Sovraintendenza ai Beni culturali di Roma Capitale. Nella nota si fa riferimento “agli oltre 160 ettari di campagna romana in località Corcolle – S. Vittorino, nel Comune di Roma, che sono stati individuati dal Prefetto Pecoraro, in qualità di Commissario per l’Emergenza rifiuti, insieme ad altre aree, come luogo ideale per collocare una discarica in sostituzione di quella di Malagrotta, prossima alla chiusura.”

Punto centrale delle richieste è la constatazione che “l’area individuata costituisce una bellissima porzione di Agro Romano Antico che ha conservato intatta la bellezza del paesaggio, ricco di resti archeologici e monumenti post antichi. Il sito individuato per conferire inizialmente circa 2.800.000 metri cubi di rifiuti si trova a circa 700 metri dal limite della fascia di rispetto di Villa Adriana (monumento incluso tra i beni patrimonio dell’umanità Unesco), nel cuore del territorio dove si trovano i resti monumentali dei grandi acquedotti e ponti romani (Ponte Lupo 147 a.C.), nelle immediate vicinanze del Borgo Medioevale di San Vittorino e del Castello di Corcolle, ad un passo da una estesa necropoli di rilevante importanza portata alla luce dagli scavi condotti in loco tra il 1994 e il 2011 dai Professori Fausto Zevi e Zaccaria Mari.”

Inoltre, si legge “le campagne di scavo ivi condotte, hanno portato alla luce reperti pregiatissimi, per la maggior parte ancora mai esposti e volutamente tenuti nascosti a scopo di evitarne il saccheggio. La scelta di realizzare una discarica in questi luoghi va inoltre contro una delibera della Giunta Regionale (n°543 del 18/07/2008) che individuava proprio questo territorio in base alla Legge Regionale n°40 del 22/12/1999 come “area di programmazione integrata per la valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio.”

La lettera si conclude evidenziando che “in virtù di tale pregio ambientale ed archeologico, il legislatore ha voluto sottoporre il territorio a vincoli archeologici, monumentali e paesaggistici, proprio al fine di preservarlo e garantirlo da qualsivoglia manomissione, ma anche a vincoli idrogeologici legati alla presenza della falda sotterranea dell’Acqua Marcia, di un lago e di un affluente diretto dell’Aniene. L’importanza di tale grado di tutela, che negli anni ha permesso la nascita di importanti iniziative di tutela del territorio e di green economy, tra cui la produzione biologica di miele, olio, vino, ed altri prodotti che ora, se la discarica sarà resa operativa, saranno completamente vanificate e annullate.”

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Legambiente Lazio: “Basta con le discariche, servono soluzioni moderne e la volontà politica”

Centinaia di cittadini e di comitati sono scesi in Piazza Santi Apostoli a Roma questa mattina per manifestare contro il piano rifiuti della Regione Lazio e chiedere nuove politiche che guardino finalmente al futuro del nostro territorio.

La decisione di spostare la discarica da Malagrotta a Corcolle e Riano, prima dell’apertura del sito definitivo a Fiumicino, senza il confronto con associazioni, cittadini ed enti locali alla base di queSta manifestazione. Ma soprattutto tanta voglia di far sentire la propria voce e il deciso dissenso verso politiche scellerate, segno di una volontà politica da ormai troppo tempo latitante. “Basta con la gestione dei rifiuti con le discariche, per troppi anni a Roma e nel Lazio sono stati seppellite migliaia di tonnellate di immondizia”, l’appello di Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. “E’ il momento di scegliere la via moderna della riduzione, del riuso, della differenziata. Non si può dopo decenni chiudere Malagrotta aprendo nuove mega discariche, senza un piano concreto, con obiettivi, tempi e investimenti per il porta a porta. Roma deve abbandonare modelli astrusi di raccolta duale e passare alla differenziata domiciliare, basterebbero tre mesi per cambiare volto alla città. Alemanno e Polverini non possono nascondersi dietro al Prefetto Pecoraro, per fare queste scelte serve solo la loro volontà politica, che sembra proprio mancare”.

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Rifiuti, Legambiente Lazio: “Ha ragione Franca Valeri”

“Ha ragione Franca Valeri, la Regione Lazio non può scegliere di scavare nuove buche senza confrontarsi con nessuno, senza un piano rifiuti, a Corcolle in un luogo così ricco di storia come a Fiumicino in un’area agricola di valore piuttosto che a Riano affianco alle case -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, in relazione alla lettera aperta di Franca Valeri pubblicata ieri su diversi quotidiani romani-. Per anni abbiamo lottato per la chiusura di Malagrotta che significa rompere un monopolio sulla gestione dei rifiuti che non fa bene al Lazio, ora vorremmo poter convividere le scelte della Regione in questa direzione, ma è impensabile fare un’operazione del genere nel chiuso delle stanze dell’istituzione, senza confronto con i cittadini, le parti sociali, semplicemente facendo una croce sopra una mappa, andando a consumare nuovo territorio. È scandaloso, bisogna interrompere questa procedura che porta il Lazio verso il baratro, discutere e approvare il piano rifiuti prima di procedere con la scelta di nuovi siti, capire i quantitativi in gioco, le modalità e i tempi degli interventi per la riduzione, il riuso e la differenziata. Oggi nel Lazio l’80% almeno dei rifiuti vanno a finire in discarica, non si può chiudere Malagrotta creando un’atra Malagrotta, ma solo e unicamente attraverso una moderna gestione dei rifiuti che faccia perno sul porta a porta.”

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