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Blitz di Legambiente a Via Salaria: torna “Mal’aria”, la campagna contro lo smog.

Blitz di Legambiente a Via Salaria per chiedere la protezione delle corsie preferenziale dei bus: torna “Mal’aria”, la campagna contro lo smog.
Nel 2012 nuovo allarme polveri sottili a Roma e nel Lazio: a Roma ben 366 episodi di superamento dei limiti di legge –Francia la centralina peggiore con 57 giorni di superamento-, maglia nera a Frosinone con 120 sforamenti e Ceccano con 118; dati elevati a Cassino con 68 superamenti, Ferentino con 65, Colleferro con 54 giorni fuori norma, Ciampino con 43 e Latina con 41.

Con un blitz per proteggere la corsia preferenziale di Via Salaria nella Capitale, Legambiente rilancia “Mal’aria di città”, la storica campagna contro l’inquinamento atmosferico: tutti per mano a delimitare la strada riservata ai bus, oggi dimenticata dopo che i lavori di riasfaltatura si sono portati via il cordolo di protezione. Nell’occasione un dossier illustra tutti i dati 2012 e 2013 sullo smog a Roma e nel Lazio. Nel 2012 Roma ha confermato una presenza costante di polveri PM10 nell’aria, con ben 366 episodi di superamento dei limiti di legge nelle 13 centraline della rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio: è la centralina Francia ad aver registrato il più alto numero di sforamenti dei limiti con ben 57 giorni di superamento, seguita da Magna Grecia con 53 giorni, Tiburtina con 50 e Preneste con 45. Anche le concentrazioni di biossido di azoto risultano superiori ai limiti di legge nella centralina di Fermi con 27 ore fuorilegge e in quella di Tiburtina con 22 ore.

“A Roma e nel Lazio non ci si può ricordare di tutelare i polmoni dei cittadini dalla cattiva qualità dell’aria solo quando è necessario fissare le targhe alterne, serve una nuova politica per fermare le auto private e far camminare i mezzi pubblici, a partire almeno dalla protezione di vecchie e nuove corsie preferenziali –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Servono pedonalizzazioni estese, a partire dal Colosseo come hanno chiesto i cittadini, ricacciando via i pullman turistici dalla città e ripensando la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, con una vera rete di corsie preferenziali per potenziare il mezzo pubblico.”

Nel Lazio la situazione è altrettanto allarmante. La maglia nera va al territorio della provincia di Frosinone dove si sommano ben 539 episodi totali di superamento dei limiti di legge: ad eccezione della centralina di Fontechiari, un piccolo paese a 357 metri di altezza utilizzato per misurare la situazione di “fondo regionale”, Frosinone è in testa alla classifica con 120 sforamenti, seguito da Ceccano con 118, ma i dati sono alti anche a Cassino con 68 e Ferentino con 65. In provincia di Roma, i valori più alti sono stati registrati in una delle centraline di Colleferro con 54 giorni di superamento dei limiti -dovuti in parte alla presenza dell’area industriale, dell’arteria autostradale oltre che al traffico cittadino- seguita poi da Ciampino, che si attesta a quota 43 -con il traffico aereo che rende la situazione ancor più complicata-. Viterbo risulta la provincia meno inquinata con 21 sforamenti totali tra il capoluogo e Civita Castellana, segue Rieti con 22 superamenti, mentre in provincia di Latina si arriva a 81 giorni di superamento con la centralina di Latina Romagnoli che ha registrato il maggior numero di sforamenti con 41 giorni.

“A Roma e nel Lazio c’è un’emergenza sanitaria legata allo smog, servono nuovi provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini, coordinati dalla Regione in tutto il Lazio anche esercitando poteri sostitutivi, ma soprattutto serve una politica per il trasporto pubblico –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nella Capitale doppie e triple file sono sempre più presenti, insopportabili e pericolose, delle nuove tramvie s’è persa traccia, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali, le zone a 30 chilometri all’ora e sulle piste ciclabili ma non se n’è visto un metro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing non decolla. Nel Lazio serve una legge per i pendolari, che istituisca un fondo regionale per il trasporto su ferro e dedichi l’1% del bilancio regionale a questa priorità.”

La difficile situazione di Roma e del Lazio è ancora più evidente nei primi dati del 2013. Le belle giornate assolate dell’inizio di quest’anno hanno fatto schizzare in alto i valori della concentrazione media di polveri sottili, facendo registrare alle centraline numerosissimi superamenti: a Roma al 10 gennaio erano già 58 gli episodi di superamento nelle centraline e anche il biossido di azoto supera il limite già per 8 giorni nella centralina di Arenula e per 5 giorni a Tiburtina. Nella provincia di Frosinone, il 2013 si apre con una situazione che continua ad essere sempre più allarmante arrivando già ad un totale di 65 superamenti, con i limiti superati un giorno su due (50%) nei primi dieci giorni di gennaio. La situazione non migliora nemmeno a Colleferro, Ciampino e Guidonia che registrano alte concentrazioni di sostanze inquinanti, con dati analoghi anche nelle province di Viterbo e Rieti, mentre a Latina sono stati raggiunti già 21 giorni di superamento.

Sul fronte sanitario, Legambiente ricorda lo studio Aphekom: se nella Capitale la concentrazione media annuale di polveri sottili PM 2,5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità) sarebbero evitate un incredibile numero di 1.278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.

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Preferenziali, Legambiente: si chiude oggi fallimentare sperimentazione di tre mesi, provvedimento da eliminare

Non se n’è accorto nessuno, ma si conclude oggi la fallimentare sperimentazione dell’utilizzo delle corsie preferenziali da parte delle moto. Era il 2 maggio quando in pompa magna entrò in vigore la “rivoluzione alla romana” per le due ruote, con ben quattro corsie preferenziali messe a disposizione dei centauri dal Sindaco Alemanno. Ridicole per essere vere, visto che si trattava di qualche decina di metri a Lungotevere Sangallo, viale Marconi, via Cristoforo Colombo e largo di Torre Argentina, ma comunque pericolose per il principio di apertura ai veicoli privati di quei pochi luoghi destinati al trasporto pubblico. E il bilancio è tutt’altro che positivo: utilizzo pari quasi a zero, ostacoli comunque al trasporto pubblico protetto nella Capitale, pericoli per i motociclisti nel transito misto. “Un provvedimento inutile e di facciata, il Sindaco avrebbe potuto risparmiarlo ai romani, ma ora va eliminato subito. Dialogando con associazioni e motociclisti, Alemanno avrebbe facilmente compreso i veri problemi, le buche, la sicurezza stradale, i parcheggi mancanti ma preferisce ascoltare i comici. È ora di smetterla con queste politiche alla giornata del Sindaco che a giorni alterni una volta regala uova e un’altra fa il direttore dei lavori delle piazze da pedonalizzare. Viene spontaneo chiedersi quand’è che il primo cittadino si dedicherà effettivamente al suo mandato -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nella Capitale serve una forte iniezione di trasporto pubblico nelle periferie, con corsie protette su tutte le consolari e le vie principali come avviene nelle altre città europee, anziché una stessa corsia per mezzi di trasporto così diversi tra loro.”

Nel maggio scorso, Legambiente Lazio aveva effettuato un monitoraggio che aveva evidenziato gli scarsi risultati: nonostante il traffico intenso, in un’ora solo 6 motocicli erano passati nella corsia  riservata ai mezzi pubblici a Largo Argentina, contro i 30 autobus e 18 taxi transitati nella stessa parte della carreggiata. Allo scetticismo iniziale di Legambiente si è unito in questi tre mesi di sperimentazione lo scontento di tassisti, ciclisti e autisti degli autobus di linea, che a ragione temevano ulteriori disagi per il traffico già pesantemente congestionato e un forte aumento del rischio di incidenti. “Moto nelle preferenziali? Chi le ha viste? Per fortuna i centauri hanno evitato di mettersi in pericolo nelle poche corsie riservate al mezzo pubblico, anche questo provvedimento del Sindaco Alemanno si è rivelato del tutto demagogico -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nella Capitale le preferenziali arrivano appena a 120 chilometri su una rete per i mezzi pubblici di 2.180 chilometri, il 5,5% del totale, ma soprattutto ben il 28% delle corsie non è nemmeno protetto e anzi alcune di queste sono state cancellate dall’amministrazione, come a Via Salaria e Via di Val Melaina.”

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Legambiente su moto nelle preferenziali: chiudere la pericolosa farsa

Un nuovo monitoraggio: a Largo Argentina 6 moto in un’ora

“Basta, bisogna chiudere subito la pericolosa farsa delle moto nelle preferenziali – sbotta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Ci uniamo al dolore dei familiari della ragazza deceduta a Via Boccea, la magistratura chiarirà cosa è accaduto, ma intanto chiediamo che il Sindaco non aspetti un minuto di più per smetterla con una inutile operazione di facciata. Vanno ascoltate le vere esigenze dei motociclisti, dei pedoni, degli utenti del trasporto pubblico che sono quelle della sicurezza, delle strade colabrodo che vanno tappate da anni, delle nuove corsie preferenziali che invece questa amministrazione sta cancellando come è avvenuto a Via dell’Amba Aradam, dei parcheggi per le due ruote, delle piste ciclabili e del bike sharing, delle strisce per gli attraversamenti.”

Legambiente torna sulla ridicola sperimentazione che ha visto aprire alle motociclette alcune corsie preferenziali riservate al mezzo pubblico, rendendo noti i risultati di un nuovo monitoraggio realizzato nei giorni scorsi a Largo Argentina, nel piccolo tratto di preferenziale di fronte al teatro. “A Largo Argentina sono passate sei moto in un’ora in media, praticamente solo chi ha girato per
sbaglio in quel tratto, la scelta di aprire le preferenziali alle moto è tanto inutile quanto pericolosa, anche in quei pochi metri mezzi così diversi per dimensioni e per funzione come un autobus e  uno scooter rischiano incidenti anche gravissimi – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Bisogna smetterla con queste trovate ideologiche, a Roma bisogna proteggere il trasporto pubblico, sono proprio miseri i 120 chilometri di corsie preferenziali esistenti”. In media durante il rilevamento svolto dai volontari di Legambiente Lazio nella mattina dell’11 maggio
scorso, nonostante il traffico intenso, in un’ora solo 6 motocicli sono passati all’interno della corsia riservata ai mezzi pubblici a Largo Argentina, contro i 30 autobus e 18 taxi transitati nella stessa parte della carreggiata.

Nella Capitale le corsie preferenziali per i mezzi pubblici sono poche e del tutto inadeguate per essere transitate dalle moto, troppo strette e pericolose per permettere il transito dei veicoli a due, e spesso anche mal tenute, come all’altezza di Via dei Leuteri su Corso Vittorio dove le borchie stanno scomparendo perché non manutenute.

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Legambiente: preferenziali alle moto trovata inutile e ideologica

“La cosiddetta sperimentazione per le preferenziali aperte alle moto è una trovata inutile ed ideologica che rischia comunque di danneggiare il trasporto pubblico e i motociclisti stessi – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Questa proposta non è certo una soluzione credibile ai problemi di sicurezza stradale dei motociclisti, per i quali sarebbe più utile investire nel miglioramento della manutenzione del manto stradale e nella creazione di nuovi parcheggi, piuttosto che mettere a rischio l’incolumità mescolando modalità completamente diverse di spostamento. Il provvedimento, inoltre, rischia di ostacolare quel poco di trasporto pubblico protetto nella Capitale, e dunque di ridurre ulteriormente l’efficienza di un servizio già in difficoltà a causa anche dei miseri 120 chilometri di corsie preferenziali presenti a Roma, il 5,5% sul totale della rete per i mezzi pubblici, con un traffico sempre più impazzito e inesistenti progetti sulla mobilità che puntino ad incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Il Sindaco, vista la celerità nell’avviare questa iniziativa in risposta alla proposta del noto comico, potrebbe affidare all’avanspettacolo l’Amministrazione della città oppure smetterla una volta per tutte con operazioni solo mediatiche e di facciata”.

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Corsie preferenziali aperte a motorini? Legambiente: “Senza senso, contro traffico ci vorrebbe Supermax”

“A Roma sono tanti i cittadini che usano le due ruote e vanno aiutati e sostenuti nella loro scelta, ma tutto ciò non ha nulla a che vedere con le poche corsie preferenziali per i mezzi pubblici, che non vanno certamente aperte al traffico privato. Contro il traffico della Capitale, forse ci vorrebbe Supermax – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, in risposta alla proposta rilanciata oggi da Max Giusti dalle pagine della cronaca di Roma de Il Messaggero. Nella Capitale ci sono soltanto 120 chilometri di corsie preferenziali, delle quali la metà protegge i binari dei tram, quindi in realtà stiamo parlando del nulla. I numeri dei motocicli, invece, sono enormi. Nella Capitale per facilitare il mezzo pubblico bisognerebbe avere il coraggio di realizzare mille chilometri di preferenziali protette, ma invece quelle poche che esistono vengono sistematicamente cancellate da Alemanno: all’inizio si passò alle borchie, che hanno riportato la doppia fila nelle vie dove era stata eliminata e sono più pericolose dei cordoli anche per i motocicli, ora si stanno eliminando anche quelle come a Via Salaria e si stanno cancellando le corsie per il mezzo pubblico come a Via Amba Aradam o a Via di Val Melaina. Se davvero, poi, si volessero migliorare le condizioni dei centauri, servirebbero allora più controlli, più parcheggi e meno buche”.

Legambiente ricorda i recenti dati resi noti sulle preferenziali a Roma: nella Capitale le corsie preferenziali arrivano appena a 120 chilometri su una rete per i mezzi pubblici di 2.180 chilometri, il 5,5% del totale, ma soprattutto ben il 28% delle corsie non è nemmeno protetto.

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Corsie preferenziali: Legambiente protesta con un “cordolo umano” in Via dell’Amba Aradam, contro eliminazione corsia bus.

Blitz di Legambiente Lazio a Via dell’Amba Aradam, dove gli ambientalisti hanno ridato vita al cordolo di protezione della corsia preferenziale per il mezzo pubblico: le borchie sono state rimosse a  Seguito di lavori stradali e mai riposizionate e da qualche giorno è stata cancellata anche la striscia gialla che delimitava la corsia. Torna così “Preferiamo le preferenziali”, la campagna di Legambiente Lazio a favore delle preferenziali per il mezzo pubblico.

“Le preferenziali protette sono fondamentali per far camminare il mezzo pubblico in strade ad intenso traffico, quella di Via dell’Amba Aradam va ripristinata subito, che fine ha fatto? – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. E’ assurdo, dopo la sostituzione del cordolo con le borchie motivata da alcuni gravi incidenti ora nel corso dei lavori di rifacimento del manto stradale la corsia è stata del tutto cancellata in modo subdolo, ma sembra non essere l’unico caso, monitoreremo e organizzeremo altre iniziative. Roma soffre enormemente di traffico e smog, servono scelte facili e concrete come le preferenziali, che a costo zero aumentano la qualità del viaggio in autobus, favorendo certezza dell’orario e migliori tempi di percorrenza. Lanciamo un appello all’assessore alla mobilità del Comune di Roma, bisogna intervenire subito, speriamo di avere lo stesso successo di Via Nomentana dove, qualche anno fa, la corsia in pochi giorni tornò ad essere protetta”.

Secondo gli ultimi dati pubblicati, nella Capitale le corsie preferenziali arrivano appena a 120 chilometri su una rete per i mezzi pubblici di 2.180 chilometri, il 5,5% del totale, ma soprattutto ben il 28% delle corsie non è nemmeno protetto. Proprio a Via dell’Amba Aradam sin dal 2007 sono operativi i primi impianti per monitorare il transito sulle corsie preferenziali, così come in via Nazionale, attraverso il sistema ITS già in uso per il controllo automatico degli accessi alle Zone a Traffico Limitato, utilizzabile per il rilevamento ed il sanzionamento dei veicoli non autorizzati. A questi primi impianti nel febbraio 2008 si è aggiunto un altro impianto, posto a via dei Serpenti, e, a partire da gennaio 2010, il monitoraggio è stato esteso ad altre 8 corsie preferenziali della città situate in via Ostiense, piazza Giureconsulti, via Aurelia, via Catania, via Nomentana, via di Portonaccio, via del Tritone e via S. Maria di Cosmedin. Salgono così a 11 le corsie sorvegliate da telecamere, per un totale di 17 varchi.

“Basta, non possono essere sempre le auto ad averla vinta, a Via dell’Amaba Aradam la corsia è una bella e utile abitudine non avrebbe alcun senso eliminarla, ancor di più in un contesto dove i 120 chilometri di corsie preferenziali di Roma sono proprio troppo pochi per una città congestionata dal traffico – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Servono nuove corsie, i numeri devono crescere presto, in termini strutturali avere più corsie protette significa rendere più veloce ed efficiente il mezzo pubblico in città, qualità necessarie per rispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini, lavoratori, studenti. Certo, in tal senso, è impensabile riaprire al traffico privato le corsie esistenti, significherebbe voler incentivare di fatto l’uso dell’auto privata a discapito del trasporto pubblico.”

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