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Colosseo, Legambiente: bene restauro, ma pedonalizzare subito

Colosseo, Legambiente: bene restauro, ma pedonalizzare subito, andiamo avanti con raccolta firme per delibera di iniziativa popolare.
“Avere finalmente una data e un cronoprogramma per il restauro del Colosseo è davvero una buona notizia, ma il 2015 per la pedonalizzazione è davvero lontanissimo, futuribile direi al Sindaco Alemanno. Intanto grazie ai cittadini il tema è sul tavolo, ora andiamo avanti con la raccolta firme per la delibera di iniziativa popolare per cacciare subito le auto dal Colosseo -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-.”

Tutte le info per la raccolta firme (testo delibera, moduli, ecc) sono disponibili ai numeri 06/85358051-77 e alla email posta@legambientelazio.it (per ritirare i moduli e soprattutto organizzare punti per la raccolta firme in ogni quartiere).

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Acea, Legambiente: Alemanno ritiri la delibera e chieda scusa ai romani.

Acea, Legambiente: Alemanno ritiri la delibera e chieda scusa ai romani.

“Dopo il nuovo schiaffo del Consiglio di Stato, Alemanno ritiri la delibera per la vendita di Acea, cosa altro aspetta? -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- È sconcertante che il Sindaco della Capitale, che rappresenta il Comune più importante d’Italia, continui a fare strappi istituzionali di questa portata su una scelta come quella di vendere la società che gestisce l’acqua, mettendosi contro la volontà che i cittadini hanno chiaramente espresso e anche forzando norme e regolamenti, come hanno decretato i giudici di Palazzo Spada. L’acqua è pubblica, i referendum lo hanno sancito, pochi giorni fa la sentenza della Corte Costituzionale lo ha confermato in modo assoluto. Alemanno se ne faccia una ragione, ritiri la delibera e chieda scusa ai romani.”

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Acqua: Alemanno ritiri la delibera dopo la sberla del Consiglio di Stato

Acqua, Legambiente: Alemanno ritiri la delibera dopo la sberla del Consiglio di Stato

“Dopo la sberla del Consiglio di Stato, Alemanno ritiri subito la delibera per la vendita di Acea e dei servizi pubblici locali -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La delibera è sbagliata e contro la volontà dei romani, le procedure sono folli come abbiamo denunciato con i movimenti più volte fino a scrivere al Prefetto nei giorni scorsi, l’Assemblea capitolina è bloccata da mesi grazie all’opposizione aiutata anche dai veti incrociati di pezzi della maggioranza. Il Sindaco non può continuare a tenere ostaggio sessanta consiglieri eletti e tutta la città per non fare la figuraccia di tornare indietro su una sua decisione. Basta è ora di mettere un punto e mi auguro vivamente che siano gli stessi consiglieri a smetterla di far trattare così una delle più rappresentative istituzioni della nostra città, come l’Assemblea capitolina.”

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Acqua, Legambiente: stop alla vendita in Consiglio comunale

Acqua, Legambiente: stop alla vendita in Consiglio comunale, consiglieri maggioranza mandino “certificato medico”.

Legambiente: faremo campagna con nomi e cognomi dei consiglieri comunali che voteranno sì alla vendita dell’acqua e dei servizi pubblici e avvieremo con movimenti iniziative per la ripubblicizzazione.

Domani l’Assemblea capitolina tornerà a riunirsi per discutere della vendita assurda di Acea e nelle prossime giornate, grazie a nuovi colpi di mano sul regolamento, si potrebbe arrivare al voto sulla proposta di delibera.

“Siamo pronti a fare una vera e propria campagna per rendere noto ai romani quali consiglieri comunali voteranno sì alla vendita dell’acqua e dei servizi pubblici, pubblicheremo i nomi e i cognomi sul nostro sito e ovunque sia possibile, faremo banchetti e volantini, si possono pure scordare i voti alle prossime elezioni di quel milione e duecento ventisettemila romani che hanno detto sì ai referendum pochi mesi fa -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non si può sempre scherzare, invocare necessità superiori della maggioranza, scelte del gruppo  più che del singolo. Il voto nell’assemblea è personale per cui lanciamo un doppio appello ai consiglieri comunali, alle opposizioni per continuare nella battaglia per impedire la vendita dopo il grande sforzo già fatto, ma soprattutto ai consiglieri di maggioranza: chiunque non sia davvero convinto della delibera di vendita mandi ad Alemanno un bel certificato medico.”

Legambiente è infuriata. Tra sprezzanti applicazioni del regolamento del Consiglio comunale, menzogne e strani accordi la maggioranza capitolina sta tentando di fare carta straccia del voto dei romani ai referendum. Per la gestione pubblica dell’acqua, dei trasporti e dei rifiuti, nella Capitale hanno votato, al quesito referendario per abrogare l’obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, ben 1.288.034, il 60,56% del totale degli elettori di 2.127.008, e di questi ben 1.227.089 hanno espresso il voto favorevole, indicando la via delle gestioni pubbliche come quelle da perseguire, ossia il 96,12%. I numeri crescono ancora considerando il quesito sull’abolizione della remunerazione del capitale investito nella tariffa del servizio idrico integrato, dove i sì sono stati ben 1.238.325, ossia il 96,72% dei votanti 1.288.881 (60,6% del totale degli elettori).

“E’ davvero uno scandalo che il Sindaco e parte della sua maggioranza insistano per decidere una assurda cessione ai privati contro la volontà dei cittadini -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Dopo parentopoli, la mala gestione dei rifiuti, la svendita del territorio Alemanno avrebbe dovuto farsi forte della volontà del 60% dei romani contro i poteri forti, ma invece sta cedendo a quello che evidentemente gli chiedono i privati, visto che non c’è nessun obbligo di legge in tal senso, e se non ce la fa, richiamandosi al suo grande senso di responsabilità, si faccia da parte. E speriamo che adesso la risposta del Sindaco non sia che pure questo è un nostro scherzo, magari siccome la Goletta Verde non si occupa di acqua potabile. Se dovesse passare questa scellerata delibera, oltre a tutte le vie legali che valuteremo, partiremo subito con i movimenti per una campagna per la ripubblicizzazione dell’intera società, obbligando anche da subito Acea a eliminare i profitti dalla tariffa.”

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Fori Imperiali pedonalizzati, Legambiente Lazio lancia delibera di iniziativa popolare

Sulla pedonalizzazione dei Fori Imperiali è ora di smetterla con le parole e passare ai fatti. Il Colosseo si sbriciola e crolla, ma rimane spartitraffico per le automobili, i camion, i pullman turistici, senza alcuna  limitazione al traffico privato. Per questo Legambiente Lazio vuole coinvolgere e far esprimere i cittadini tramite una delibera di iniziativa popolare, sulla quale raccogliere cinquemila firme da presentare poi al Comune di Roma, per farla discutere dall’Assemblea capitolina. Era Domenica 13 marzo 1994, quando l’allora Giunta Rutelli, con Legambiente in prima fila, chiuse al traffico via dei Fori Imperiali, dopo un esperimento già effettuato nel dicembre del 1993, e da quel momento tutte le domeniche, per oltre diciotto anni, la meravigliosa strada nel Foro Romano si riempie di decine di migliaia di romani che la affollano liberata dalle auto. In questi giorni, come spiega Legambiente sulle pagine della cronaca romana di Repubblica, i tecnici dell’associazione stanno predisponendo il testo della delibera, sulla base dello studio di traffico che Legambiente ha realizzato e presentato al Comune e al MIBAC da tempo, ma anche dei molteplici dati raccolti nel corso degli anni per smog e rumore che attanagliano l’antico Anfiteatro Flavio. L’articolato monitoraggio dei flussi di traffico su via dei Fori Imperiali è stato, infatti, effettuato
sin dal 2010 da Legambiente, in tre giornate feriali (29 novembre, 1 e 3 dicembre 2010) nel periodo
antimeridiano dalle 8.30 alle 11.30 e in quello pomeridiano dalle 16.30 alle 19.30. I flussi sono stati
rilevati simultaneamente in modo manuale dai volontari di Legambiente Lazio in alcune sezioni
strategiche (largo Corrado Ricci, via Cavour e piazza Venezia), contando i veicoli transitati ogni 5
minuti suddivisi in sette tipologie: auto, taxi, camion/furgoni, moto/scooter, autobus, pullman turistici e
biciclette. Da una prima analisi dei dati è stato possibile fare una stima sull’equilibrio del nodo di
largo Corrado Ricci che, per quanto riguarda le ore mattutine, mette in evidenza un flusso in ingresso molto elevato fino a 3.400 veicoli/ora. Un flusso che si ripartisce in quota significativa nella tratta più carica da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con 1.770 veicoli/ora, e in minor misura verso piazza Venezia, con 1.200 veicoli/ora. Nelle ore del pomeriggio, invece, il nodo è caricato in misura diversa: cresce il flusso di provenienza da piazza Venezia e si riduce quello da via Cavour, fino a 1.890 veicoli/ora. La tratta più carica resta in assoluto quella da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con un flusso superiore ai 2.220 veicoli/ora. Il monitoraggio ha evidenziato anche che in media il 53% dei veicoli totali in transito nella tratta da largo Corrado Ricci verso il Colosseo -quella che, attualmente senza alcuna limitazione di traffico, porta smog e rumore a pochi metri dall’Anfiteatro Flavio- sono auto private, il 31% è costituito da moto e motorini, circa il 10% da mezzi adibiti al trasporto merci, il 4% sono taxi, circa il 2% autobus del trasporto pubblico, mentre biciclette e pullman turistici sono inferiori all’unità percentuale.
“Il Colosseo è in pericolo, circondato da auto puzzolenti e smog che lo stanno divorando lentamente ma inesorabilmente, è ora di cacciare subito via le automobili dai Fori Imperiali, il Comune non risponde alle sollecitazioni e allora scriviamo noi la delibera e la facciamo firmare ai romani -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Da trent’anni si discute della pedonalizzazione, dal progetto di parco archeologico di Benevolo del 1988 al progetto Fori di Cederna. L’impegno di Argan prima e Petroselli poi portò all’eliminazione della via del Foro Romano, che divideva il Campidoglio dal Foro Repubblicano e l’unione del Colosseo all’Arco di Costantino, realizzando la continuità dell’area archeologica. E’ il momento di ridare fiato a quelle meravigliose idee, Roma se lo merita.”

L’analisi ha permesso di ipotizzare una strategia d’azione per pedonalizzare Via dei Fori e il Colosseo. E’ fatto di tre mosse il piano di Legambiente Lazio, con tappe precise da avviare in 60/90 giorni e concludere in 12/24 mesi, pensate sulla base del monitoraggio effettuato. Entro 60/90 giorni (a breve termine) è possibile attuare: la pedonalizzazione totale di via dei Fori Imperiali il sabato, la domenica e nei giorni festivi; la chiusura al traffico privato, dalle 10 alle 14 in entrambe le direzioni, della tratta da piazza Venezia a largo Corrado Ricci; l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato lungo via Cavour (da largo Corrado Ricci sino a Santa Maria Maggiore).

Entro 8/12 mesi (medio termine) si potrà attuare: la chiusura al traffico privato per l’intera settimana e
senza limitazione di orario dell’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci.
Entro 12/24 mesi (lungo termine) si potrà attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali,
nell’ambito di un più ampio programma di pedonalizzazione che, in accordo con le linee programmatiche già definite in sede di Piano Strategico della Mobilità Sostenibile, consenta di dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica.
“Al Colosseo è come stare su una superstrada, prima del restauro si deve realizzare la pedonalizzazione dell’area, è ora di costringere il Comune a discutere, per questo ci attiviamo con una delibera di iniziativa popolare -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Su Via dei Fori Imperiali transitano migliaia di veicoli in un’ora, è una situazione insopportabile per l’area più bella di Roma e più importante dal punto di vista storico, archeologico e dei beni culturali. I gas di scarico e il rumore delle automobili stanno lentamente sbriciolando il Colosseo e tutti i monumenti, non possiamo assistere inermi a questo spettacolo indecente, chiederemo la completa chiusura al traffico di via dei Fori Imperiali, dell’intera piazza del Colosseo anche dal lato di via Labicana e di via di San Gregorio.”

Il percorso delle proposte di iniziativa popolare è ben delineato nello Statuto del Comune di Roma e nel
Regolamento connesso. Una volta consegnate le firme, il progetto di iniziativa popolare viene consegnato alla competente commissione consiliare, che fissa il termine per la discussione, non superiore a 2 mesi. Passo successivo il voto dell’Assemblea capitolina, che deve avvenire entro i 4 mesi dal deposito del progetto. Tempi che Legambiente pretenderà siano rispettati. Giulio Carlo Argan, Sindaco di Roma trent’anni fa, coniò nel 1978 lo slogan “O i monumenti o le automobili”. E nel marzo 1981, il Sindaco Luigi Petroselli concluse la seconda conferenza urbanistica comunale dicendo “Io credo che non giovi ad alcuno (…) volare basso su Via dei Fori Imperiali, anche perché si rischia di restare inquinati”. E’ il momento di raccogliere quell’appello.

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Fori Imperiali pedonalizzati, Legambiente Lazio lancia delibera di iniziativa popolare

Fori Imperiali pedonalizzati, Legambiente Lazio lancia delibera di iniziativa popolare
Sulla pedonalizzazione dei Fori Imperiali è ora di smetterla con le parole e passare ai fatti. Il Colosseo si sbriciola e crolla, ma rimane spartitraffico per le automobili, i camion, i pullman
turistici, senza alcuna limitazione al traffico privato. Per questo Legambiente Lazio vuole coinvolgere e far esprimere i cittadini tramite una delibera di iniziativa popolare, sulla quale
raccogliere cinquemila firme da presentare poi al Comune di Roma, per farla discutere dall’Assemblea capitolina. Era Domenica 13 marzo 1994, quando l’allora Giunta Rutelli, con
Legambiente in prima fila, chiuse al traffico via dei Fori Imperiali, dopo un esperimento già effettuato nel dicembre del 1993, e da quel momento tutte le domeniche, per oltre diciotto anni, la meravigliosa strada nel Foro Romano si riempie di decine di migliaia di romani che la affollano liberata dalle auto. In questi giorni, come spiega Legambiente sulle pagine della cronaca romana di Repubblica, i tecnici dell’associazione stanno predisponendo il testo della delibera, sulla base dello studio di traffico che Legambiente ha realizzato e presentato al Comune e al MIBAC da tempo, ma anche dei molteplici dati raccolti nel corso degli anni per smog e rumore che attanagliano l’antico Anfiteatro Flavio. L’articolato monitoraggio dei flussi di traffico su via dei Fori Imperiali è stato, infatti, effettuato sin dal 2010 da Legambiente, in tre giornate feriali (29 novembre, 1 e 3 dicembre 2010) nel periodo antimeridiano dalle 8.30 alle 11.30 e in quello pomeridiano dalle 16.30 alle 19.30. I flussi sono stati rilevati simultaneamente in modo manuale dai volontari di Legambiente Lazio in alcune sezioni strategiche (largo Corrado Ricci, via Cavour e piazza Venezia), contando i veicoli transitati ogni 5 minuti suddivisi in sette tipologie: auto, taxi, camion/furgoni, moto/scooter, autobus, pullman turistici e biciclette. Da una prima analisi dei dati è stato possibile fare una stima sull’equilibrio del nodo di largo Corrado Ricci che, per quanto riguarda le ore mattutine, mette in evidenza un flusso in ingresso molto elevato fino a 3.400 veicoli/ora. Un flusso che si ripartisce in quota significativa nella tratta più carica da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con 1.770 veicoli/ora, e in minor misura verso piazza Venezia, con 1.200 veicoli/ora. Nelle ore del pomeriggio, invece, il nodo è caricato in misura diversa: cresce il flusso di provenienza da piazza Venezia e si riduce quello da via Cavour, fino a 1.890 veicoli/ora. La tratta più carica resta in assoluto quella da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con un flusso superiore ai 2.220 veicoli/ora. Il monitoraggio ha evidenziato anche che in media il 53% dei veicoli totali in transito nella tratta da largo Corrado Ricci verso il Colosseo -quella che, attualmente senza alcuna limitazione di traffico, porta smog e rumore a pochi metri dall’Anfiteatro Flavio- sono auto private, il 31% è costituito da moto e motorini, circa il 10% da mezzi adibiti al trasporto merci, il 4% sono taxi, circa il 2% autobus del trasporto pubblico, mentre biciclette e pullman turistici sono inferiori all’unità percentuale.

“Il Colosseo è in pericolo, circondato da auto puzzolenti e smog che lo stanno divorando lentamente ma inesorabilmente, è ora di cacciare subito via le automobili dai Fori Imperiali, il
Comune non risponde alle sollecitazioni e allora scriviamo noi la delibera e la facciamo firmare ai romani -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Da trent’anni si discute della
pedonalizzazione, dal progetto di parco archeologico di Benevolo del 1988 al progetto Fori di Cederna. L’impegno di Argan prima e Petroselli poi portò all’eliminazione della via del Foro Romano, che divideva il Campidoglio dal Foro Repubblicano e l’unione del Colosseo all’Arco di Costantino, realizzando la continuità dell’area archeologica. E’ il momento di ridare fiato a quelle meravigliose idee, Roma se lo merita.”

L’analisi ha permesso di ipotizzare una strategia d’azione per pedonalizzare Via dei Fori e il Colosseo. E’ fatto di tre mosse il piano di Legambiente Lazio, con tappe precise da avviare in 60/90
giorni e concludere in 12/24 mesi, pensate sulla base del monitoraggio effettuato. Entro 60/90 giorni (a breve termine) è possibile attuare: la pedonalizzazione totale di via dei Fori Imperiali il sabato, la domenica e nei giorni festivi; la chiusura al traffico privato, dalle 10 alle 14 in entrambe le direzioni, della tratta da piazza Venezia a largo Corrado Ricci; l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato lungo via Cavour (da largo Corrado Ricci sino a Santa Maria Maggiore). Entro 8/12 mesi (medio termine) si potrà attuare: la chiusura al traffico privato per l’intera settimana e
senza limitazione di orario dell’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci. Entro 12/24 mesi (lungo termine) si potrà attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, nell’ambito di un più ampio programma di pedonalizzazione che, in accordo con le linee programmatiche già definite in sede di Piano Strategico della Mobilità Sostenibile, consenta di dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica. “Al Colosseo è come stare su una superstrada, prima del restauro si deve realizzare la pedonalizzazione dell’area, è ora di costringere il Comune a discutere, per questo ci attiviamo con una delibera di iniziativa popolare -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Su Via dei Fori Imperiali transitano migliaia di veicoli in un’ora, è una situazione insopportabile per l’area più bella di Roma e più importante dal punto di vista storico, archeologico e dei beni culturali. I gas di scarico e il rumore delle automobili stanno lentamente sbriciolando il Colosseo e tutti i monumenti, non possiamo assistere inermi a questo spettacolo indecente, chiederemo la completa chiusura al traffico di via dei Fori Imperiali, dell’intera piazza del Colosseo anche dal lato di via Labicana e di via di San Gregorio.”

Il percorso delle proposte di iniziativa popolare è ben delineato nello Statuto del Comune di Roma e nel Regolamento connesso. Una volta consegnate le firme, il progetto di iniziativa popolare viene consegnato alla competente commissione consiliare, che fissa il termine per la discussione, non superiore a 2 mesi. Passo successivo il voto dell’Assemblea capitolina, che deve avvenire entro i 4 mesi dal deposito del progetto. Tempi che Legambiente pretenderà siano rispettati. Giulio Carlo Argan, Sindaco di Roma trent’anni fa, coniò nel 1978 lo slogan “O i monumenti o le
automobili”. E nel marzo 1981, il Sindaco Luigi Petroselli concluse la seconda conferenza urbanistica comunale dicendo “Io credo che non giovi ad alcuno (…) volare basso su Via dei Fori
Imperiali, anche perché si rischia di restare inquinati”. E’ il momento di raccogliere quell’appello. L’Ufficio stampa Legambiente Lazio
Tel 06/85358051-77
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Sito www.legambientelazio.it

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