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Per difendere i beni comuni del III Municipio: Legambiente parteciperà domani alla “Via Crucis laica”

Per difendere i beni comuni del III Municipio: Legambiente parteciperà domani alla “Via Crucis laica”

Appuntamento domani, 2 marzo, ore 10 a via dei Sardi

Legambiente Lazio, con il Circolo Le Perseidi di San Lorenzo, parteciperà alla “Via Crucis laica” promossa da Comitati ed associazioni di cittadini del III Municipio (quartieri di San Lorenzo e Piazza Bologna–Lanciani) per chiedere la fine della demolizione del tessuto storico del quartiere e progetti di riqualificazione e valorizzazione privi di speculazioni edilizie. La “Via Crucis laica” che partirà da via dei Sardi 51 e arriverà a Villa Blanc, percorrerà sette stazioni, simbolo della pioggia di cemento che ha travolto questi quartieri ed i loro tesori artistico- archeologici, delle strutture ricreative mai aperte anche se pronte e dell’ennesimo capitolo dell’indifendibile Piano Urbano Parcheggi.

“Nei prossimi giorni presenteremo un libro Bianco per denunciare i diversi progetti di speculazione edilizia in uno dei territori della città storica nella Capitale -dichiara Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio, che parteciperà alla manifestazione- Sono troppe le scelte edilizie che hanno invaso aree verdi, ville storiche, pezzi importanti di quartieri togliendone la libera fruizione e invadendole con strutture che stanno cancellando parte della storia di questi territori e che sono realizzate senza ascoltare gli abitanti o contro la loro volontà.”

L’appuntamento è fissato per domani, 2 marzo alle ore 10, in via dei Sardi 51. L’evento è promosso da: Comitato Villa blanc, Comitato Progetto Urbano S. Lorenzo, Comitato Via Como, Comitato NO PUP v. le XXI Aprile, Comitato decoro urbano, Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo, Salviamo il paesaggio, Consiglio metropolitano, Comitato ciclabile Nomentana, Italia Nostra, Legambiente, Nuovo Cinema Palazzo.

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Traffico di rifiuti: nuova seduta del processo a Viterbo contro le ecomafie laziali

Nuova udienza oggi presso la Procura viterbese del più grande processo che sia stato mai celebrato nella nostra regione in materia di traffico illecito di rifiuti. Il dibattimento, che vede coinvolti come imputati 15 soggetti di varie organizzazioni, continua ad essere seguito da cittadini, istituzioni e associazioni che si sono presentate come parti civili, tra le quali Legambiente.

Nel corso delle indagini, condotte dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e coordinate dai sostituti procuratori Franco Pacifici e Stefano D’Arma, gli inquirenti hanno scoperto e sgominato un traffico di 250mila tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, provenienti da ogni parte d’Italia e aventi come destinazione finale Viterbo, per un giro d’affari pari a 2,5 milioni di euro. Coinvolta un’organizzazione criminale che procedeva a manipolazione e miscelazione dei rifiuti prodotti da
numerose aziende. I rifiuti, costituiti da fanghi di cartiera, terre inquinate da Pcb, ceneri di acciaieria, rifiuti farmaceutici e contenenti alte concentrazioni di zinco, piombo e nichel, viaggiavano accompagnati da certificazioni false, fornite da un compiacente laboratorio d’analisi, e venivano poi smaltiti in tre ex cave in ripristino ambientale.

“Il processo di Viterbo procede grazie al lavoro del Tribunale e della Procura dopo le accurate indagini dalle forze dell’ordine, pur se tra mille cavilli che vorrebbero forse portare verso la prescrizione dei reati -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Servono pene esemplari per questi criminali, per dare segnali forti contro le ecomafie, vanno colpiti i patrimoni utilizzando i beni sequestrati anche per le necessarie bonifiche.”

Secondo l’ultimo Rapporto Ecomafie redatto da Legambiente in collaborazione con le Forze dell’Ordine, nella provincia di Viterbo nel corso del 2010 sono state commesse 154 infrazioni ambientali, numeri che la collocano al 66esimo posto nazionale fra i capoluoghi di provincia per questi illeciti. 20 di queste sono infrazioni nel ciclo dei rifiuti, che hanno portato alla denuncia di 23 persone e 10 sequestri, mentre per quanto riguarda il cemento sono state 59 le infrazioni, con 56 denunce e 18 sequestri effettuati.

“Questa inchiesta deve essere da esempio per chi umilia il nostro territorio – il commento di Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale Legambiente Viterbo–, per questo seguiamo da vicino il processo, per coinvolgere cittadini e associazioni locali verso un futuro diverso. Purtroppo non è stata contestata l’associazione a delinquere, il che sarebbe stato importante, rispetto ai tempi di prescrizione. Ciò che è necessario ora è portare a termine la bonifica dei terreni colpiti, non si può attendere.”

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Denunce Fiume Sacco, Legambiente: continua ottimo lavoro Carabinieri e ARPA Lazio per salvare il fiume

È di pochi giorni fa la notizia della denuncia, ad opera dei Carabinieri di Anagni, dell’amministratore unico di una delle tante società che operano nella locale zona industriale, sospettato di inquinamento del corso d’acqua Mola Santa Maria, affluente del fiume Sacco. I campionamenti delle acque sono stati effettuati dal personale dell’ARPA Lazio, in seguito a segnalazioni da parte dei residenti di strane schiume bianche sulla superficie del fiume, e hanno confermato l’inadempienza da parte dell’azienda di diverse disposizioni del Codice dell’Ambiente.

“Il lavoro di controllo, indagine e repressione dei reati sul Fiume Sacco è fondamentale, l’attenzione delle Forze dell’ordine e della Procura porta a risultati concreti che segnano un’inversione di rotta per un territorio che sta soffrendo troppo – ha detto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’inquinamento del fiume Sacco è una questione che ci preoccupa molto ed è fondamentale che arrivino segnali forti, contro chi si macchia di reati gravissimi, come lo scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazioni. Chiediamo che si continui su questa strada con controlli costanti e puntuali, per evitare di dover intervenire a danno fatto, e soprattutto per garantire il diritto dei cittadini della zona a vivere in un ambiente salubre. Per questo è fondamentale anche obbligare gli inquinatori a provvedere con mezzi adeguati al ripristino della salubrità dei luoghi.”

Dopo gli accertamenti, nell’ambito dell’attività avviata su disposizione del Comandante Provinciale e coordinata dal Procuratore della Repubblica di Frosinone, l’azienda è risultata inadempiente riguardo alle periodiche verifiche sui punti di emissione dei gas in atmosfera, il previsto piano di gestione e manutenzione dei sistemi di captazione delle emissioni e la tenuta di documentazione e di appositi registri circa i dati delle acque e dei fanghi trattati. Il Fiume Sacco e i suoi affluenti sono da tempo messi a durissima prova da continui episodi di inquinamento, a causa della forte concentrazione di attività industriali intorno al fiume ciociaro, che alcuni anni fa hanno addirittura provocato la morte fulminante di 25 vacche che si stavano abbeverando alle sue acque. La storia del fiume Sacco è una storia di ingiustizia che da troppo tempo nega il pieno diritto alla legalità ambientale per le popolazioni avvelenate. Legambiente mette a disposizione di chiunque voglia segnalare problemi ambientali, il numero verde dell’Osservatorio Ambiente e Legalità 800 911 856.

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SOS GOLETTA VERDE – SEGNALAZIONI VIA MAIL E SMS CONTRO L’INQUINAMENTO BALNEARE

MANDATE IL VOSTRO SOS DI DENUNCIA E I TECNICI DI GOLETTA VERDE VERIFICHERANNO IL RISCHIO ATTRAVERSO LE ANALISI SCIENTIFICHE

Arriva l’estate e torna la Goletta Verde di Legambiente, la storica campagna di informazione e sensibilizzazione sullo stato di salute del nostro mare, che quest’anno approderà nel Lazio dal 5 all’8 luglio, passando per Fiumicino (Rm), Anzio (Rm) e Fondi (Lt). Fondamentali come sempre le segnalazioni dei cittadini: con SOS Goletta, tutti possono indicare tubature che scaricano liquidi o sostanze sospette in mare o nei laghi, tratti di mare o di lago dal colore e dall’odore sgradevoli, e comunicarlo a Legambiente. Basta una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per identificare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico, scrivendo via email a scientifico@legambiente.it, o inviando un SMS o MMS al numero 346.007.4114, oppure chiamando il numero verde 800 911 856 dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio.

Le segnalazioni aiuteranno i biologi di Goletta Verde e della Goletta dei Laghi a individuare nuovi punti da controllare, campionare, denunciare alle autorità competenti. Consentiranno inoltre di tenere informati i cittadini sul reale stato di salute del nostro mare e dei nostri laghi, visti anche le recenti criticità emerse con le morie di pesci al Rio tre denari e le inquietanti macchie scure al canale dei pescatori di Ostia, a Ladispoli e ad Ardea.

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Legambiente: per battere illeciti ambientali coinvolgere giovani

288 infrazioni nel ciclo dei rifiuti nel Lazio, con 319 persone denunciate e 23 arrestate, 180 sequestri effettuati: sono questi i numeri del Rapporto Ecomafia di Legambiente per il 2009 ricordati questa mattina presso la libreria Rinascita di via Savoia a Roma, nell’ambito della presentazione del libro per ragazzi “La Nave dei veleni” di Ave Gagliardi (Piemme Edizioni), dedicato allo scottante tema del traffico di rifiuti tossici e radioattivi e al problema del loro smaltimento illegale.

“È necessario che i reati ambientali siano inseriti nel codice penale ed è altresì fondamentale la diffusione di forme di cittadinanza attiva tra le nuove generazioni per supportare il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura – commenta Valentina Romoli, vice Presidente di Legambiente Lazio, presente all’iniziativa insieme all’autrice e a molti studenti dell’Istituto Albertelli di Roma. Gli incontri con i ragazzi sono uno strumento efficace per rilanciare la sfida ambientale stimolando i cittadini alla partecipazione e l’educazione ambientale è uno strumento indispensabile per trasmettere alle nuove generazioni l’importanza della tutela dell’ambiente e contrastare gli episodi di illegalità così diffusi nel nostro paese”.

“Affrontare temi così importanti con i ragazzi è strategico per un paese che vuole stare al passo con le sfide ambientali – ha affermato Sebastiano Venneri, vice Presidente di Legambiente. Saper utilizzare linguaggi idonei è nostro preciso compito. La Nave dei veleni ci aiuta verso questo obiettivo”.

Legambiente presenta annualmente il Rapporto Ecomafia per denunciare e far conoscere all’opinione pubblica gli illeciti ambientali diffusi in Italia. Il Dossier Lazio presentato a giugno dell’anno scorso ha fatto emergere dati allarmanti: infatti, si è posizionata al secondo posto nella classifica nazionale per numero di reati, mentre la provincia di Latina si è piazzata al terzo posto in Italia per reati legati al ciclo del cemento. Un importante mezzo di denuncia degli illeciti ambientali che Legambiente Lazio mette a disposizione dei cittadini è rappresentato dall’Osservatorio Ambiente e Legalità, al quale possono essere inviate segnalazioni utilizzando l’apposito Numero Verde 800 911 856. Istituito dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio su progetto di Legambiente Lazio, alla quale è affidato in gestione, l’Osservatorio ha il compito di raccogliere, coordinare, elaborare e fornire dati sugli illeciti per rendere più efficaci le politiche ambientali sul territorio regionale

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