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Legambiente e Rete Onu contro l’abbandono dei riufiuti per una città più sostenibile e pulita

Piazza Vittorio Emanuele – Incontro con i media a partire dalle 12.30

L’Italia, grazie al coordinamento del Ministero dell’Ambiente, aderisce al primo ECUD (European Clean Up Day) e alla campagna Let’s Clean up Europe lanciata dalla Commissione Europea.

L’edizione italiana si terrà sabato 10 maggio con evento conclusivo previsto a Roma, in Piazza Vittorio Emanuele II, a partire dalle ore 12:30.

I volontari di Legambiente e gli operatori della Rete Nazionale Operatori dell’Usato saranno impegnati per tutta la mattinata di Sabato 10 Maggio nella pulizia della Piazza e nella raccolta di rifiuti abbandonati nelle adiacenze della Stazione Termini, in sinergia con l’AMA spa, l’azienda d’igiene ambientale della Capitale.

I rifiuti raccolti verranno classificati e consegnati in maniera differenziata agli operatori dell’AMA spa.

Nel corso della mattinata verranno allestiti stand informativi sulle best practices in tema di riduzione dei rifiuti, esposizioni di pezzi di artigianato artistico realizzati rigorosamente con materiali recuperati e consigli su come restituire a seconda vita vecchi pc e computer portatili.

Intorno alle ore 13 è prevista l’accoglienza di una delegazione composta da una rappresentanza del CONAI e dei Consorzi di Filiera, da operatori del settore ambientale, dei media e giovani giornalisti guidata dal Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani.

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2014/03/25 – “Riduce e Ricicla”, oltre 2500 studenti coinvolti nella gara di virtuosità per la riduzione dei rifiuti in più di 90 classi a Roma e provincia |FOTO|

“Puntare su riuso e riciclo per un ciclo virtuoso dei rifiuti. Si moltiplichino momenti di educazione ambientale con le scuole”

Sono oltre 2500 gli studenti che partecipano a “Riduce e Ricicla”, il progetto sulla riduzione e il riuso dei rifiuti realizzato da Legambiente Lazio con il contributo della Provincia di Roma e la collaborazione di Yourec, che ha coinvolto più di 90 classi tra Roma e provincia. Ieri mattina centinaia i ragazzi coinvolti nella giornata conclusiva con attività di educazione ambientale con la Scuola Primaria “Angelica Balabanoff”, l’Istituto Comprensivo Statale “Luigi Di Liegro” (ex Via Cortina) e l’Istituto Comprensivo “Via Casal Bianco” alla quale hanno partecipato tra gli altri Valentina Romoli vice presidente di Legambiente Lazio, Pierpaolo De Lauro e Rossella Santoro di YouRec. Nella mattinata di oggi iniziativa a Ponte Milvio e nei prossimi giorni le ultime attività in provincia di Roma.

“Bisogna puntare su riuso e riciclo dei materiali per ridurre la produzione stessa dei rifiuti, uno dei principali problemi legati agli scarti solidi urbani -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Troppo spesso oggetti ancora in buono stato o addirittura nuovi finiscono nei cassonetti e quindi in discarica, mentre potrebbero essere riutilizzati da qualcun altro. Si inizi dalla scuola a lavorare sui piccoli gesti quotidiani che fanno bene all’ambiente, i bambini hanno una naturale propensione verso queste tematiche e hanno un ruolo di traino delle famiglie e dell’intera comunità”.

Hanno partecipato alla gara asili, scuole primarie e secondarie di primo grado del IV e XV Municipio di Roma e istituti scolastici a Camerata Nuova, Trevignano Romano, Marino e Anzio nel territorio della provincia. Per 30 giorni, studenti, insegnanti ma anche le loro famiglie hanno messo in campo azioni quotidiane e concrete. Raccolta differenziata e riutilizzo in chiave nuova di oggetti dimenticati, ma anche baratto online. Con l’iniziativa “10 e lode in riciclo”, sul portale Yourec.it hanno reso disponibili gratuitamente gli oggetti di cui volevano disfarsi perché inutili anche se ancora in buono stato. I partecipanti hanno così ottenuto “ecomonete” che in questo caso hanno consentito di accumulare punti utili per la gara. Il portale è attivo e aperto a tutti per scambiare oggetti che altrimenti finirebbero in discarica e dare loro nuova vita spendendo le “ecomonete” nel catalogo premi del portale.

“Dopo tanti anni di lavoro sulla raccolta differenziata si avviino dinamiche educative su riduzione e riuso in modo che tutti i soggetti che propongono le nuove strade sui rifiuti siano coinvolti ancora in momenti formativi scolastici –dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Si moltiplichino le iniziative di coinvolgimento ad ogni grado di istruzione e su tutto il territorio della nostra regione.”

I vincitori del progetto, le classi che hanno messo in campo le migliore strategie di riduzione dei rifiuti, ricevono i premi messi in palio dalle eco aziende partner della community di YouRec, realtà che si distinguono per la produzione di oggetti realizzati con materiali di recupero come le borse create da Dim design Lab con vecchie moquette e cinture di sicurezza delle auto agli astucci realizzati con le camere

d’aria dall’azienda Hell’s Kitchen, panche in cartone realizzate da Amavis e sgabelli i firmati da Ecocentriche per gli istituti scolastici fino a cornici con mosaici di recupero firmate Eco-lab di Giorgia Palombi e la scultura Rianimarte di Sabrina Ventrella.

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Discariche, Legambiente: Lazio tra le peggiori regioni italiane

Discariche, Legambiente: Lazio tra le peggiori regioni italiane per l’abnorme quantitativo di rifiuti interrati tra il 2011 e il 2012. Regione aumenti ecotassa per penalizzare utilizzo discariche.

Continua la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, con Legambiente tante buone pratiche anche nel Lazio

Il Lazio è tra le peggiori regioni italiane per l’abnorme quantitativo di rifiuti conferiti in discarica tra il 2011 e il 2012. Nel 2011 ben il 71% dei rifiuti urbani prodotti sono finiti  seppelliti nelle dieci discariche della regione, una moltitudine di quasi 2,1 milioni di tonnellate, la regione peggiore d’Italia con la Sicilia per quantitativi in valore assoluto di rifiuti urbani smaltiti sotto terra, la bellezza di 428 kg per abitante  all’anno, quasi il doppio della media nazionale di 222 kg/abitante. E nel 2012 poco è cambiato: nel Lazio, su 3,202 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti, ben 2,085 sono sono finiti seppelliti, il 65% del totale, ben 379 kg per abitante  all’anno, contro il 7% del Friuli Venezia Giulia che è risultato il migliore nel Paese, che ha comunque avuto una media nazionale di 196 kg pro-capite finiti in discarica. Sono questi i risultati impietosi emersi dal dossier “Ridurre e riciclare  prima di tutto”, presentato oggi da Legambiente sulla base di una attenta rielaborazione dei numeri tratti dal Rapporto rifiuti di Ispra.

Nel corso degli anni, le dieci discariche nel Lazio si sono mangiate quantità enormi di rifiuti, dai 2.682.450 di tonnellate del 2009, ai 2.535.684 di tonnellate del 2010, ai 2.356.758 di tonnellate del 2011, fino ai 2.085.435 di tonnellate del 2012. E un motivo c’è di sicuro: nel Lazio seppellire rifiuti è costato e costa davvero troppo poco, tra i 40 e i 70 Euro a tonnellata, un prezzo ridicolo (al netto dell’ecotassa, del benefit ambientale e dei costi di post gestione). Per questo è particolarmente grave che la Regione negli anni passati non abbia elevato al massimo possibile la cosiddetta ‘ecotassa’, lo speciale tributo istituito sin dal 1995 per penalizzare economicamente l’interramento dei rifiuti. Nel Lazio, a norma della legge 42/98, si applica oggi un’ecotassa di 15,44 €/t per i rifiuti urbani tal quali e di 10,33 €/t per quelli  trattati, mentre non è previsto che il tributo possa essere modulato in base ad un criterio di premialità/penalità.

“I numeri confermano quanto i cittadini sanno bene, nel Lazio i rifiuti sono finiti negli scorsi anni ancora per larga parte in  discarica, con la differenziata ferma al 22% alla fine del 2012 -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Per questo serve uno sforzo importante da parte della Regione Lazio, che ha già confermato gli stanziamenti per la  raccolta differenziata e sta elaborando il nuovo piano rifiuti, e soprattutto dei Comuni che hanno in mano la gestione dei rifiuti. Alla Regione abbiamo anche già proposto di aumentare fino a 25 euro a tonnellata l’entità dell’ecotassa per  smaltire in discarica, definendo criteri di premialità e penalità per il pagamento del tributo e utilizzando quei soldi per sostenere le buone pratiche e il porta a porta. In questo contesto, a Roma AMA e Comune per portare fino in fondo  l’enorme risultato della chiusura di Malagrotta e superare la gestione con la discarica, devono cambiare il modello della raccolta col cassonetto, bisogna smettere subito di sperperare soldi per estenderlo, così come è del tutto folle pensare di  smaltire i rifiuti della Capitale a Bracciano o in altri siti fuori dal territorio comunale, in altre regioni o chissà dove.”

La gestione con le discariche rischia di costare moltissimo al paese se non si interverrà in tempi rapidi. La Commissione  europea ha infatti avviato diverse procedure d’infrazione sulle discariche e se l’Italia non intraprenderà le bonifica spenderà in multe più di quanto spenderebbe per concludere le operazioni di risanamento ambientale delle aree in cui  insistono gli impianti. Tra queste una procedura d’infrazione aperta riguarda il ciclo dei rifiuti del Lazio, dove a far scattare il procedimento sono state la discarica di Malagrotta, impianto chiuso finalmente dallo scorso 1 ottobre, dove i rifiuti  per anni sono stati smaltiti senza pretrattamento, e la mancanza a livello regionale di una rete integrata e adeguata di impianti per lo smaltimento e per il recupero dei rifiuti urbani non differenziati.

Legambiente avanza anche un’articolata  proposta per affrontare la sfida di una diversa gestione dei rifiuti, basata su prevenzione e riciclo. Una sfida che 1.293 Comuni italiani hanno già raggiunto, superando l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio  stabilito dalla legge. Serve, secondo Legambiente, un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per fare in modo che prevenzione e riciclo risultino più convenienti, anche economicamente, rispetto al recupero energetico e allo smaltimento in  discarica. Tartassando lo smaltimento in discarica, eliminando gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti, incentivando il riciclaggio perché diventi più conveniente del recupero energetico, promuovendo serie politiche di prevenzione  con il principio “chi inquina paga”.

Nel frattempo, in questi giorni e fino al 24 novembre continua la “Settimana per la Riduzione dei Rifiuti”, con decine di iniziative anche nel Lazio, in contemporanea con tutta Europa: tra il 18e il 24  laboratorio del riuso per realizzare semplici giocattoli al Parco della Cellulosa a Roma; sempre nella Capitale, mercoledì 20 presentazione del libro ‘Il Cassonello’ di Antonio Acclavio, e laboratori sulla raccolta differenziata; venerdì 22  Legambiente parteciperà ad un incontro sul riuso organizzato da Officine Zero a Roma, mentre gli studenti dell’ITIS Giorgi presenteranno il progetto “Energie rinnovabili” e nel pomeriggio si svolgerà, invece, un convegno a Latina. Sabato 23  sarà realizzata un’installazione tridimensionale all’aperto recuperando materiali di scarto che avranno nuova vita attraverso la tessitura di intrecci sostenibili, mentre altri laboratori si svolgeranno presso la biblioteca Rodari. Domenica 24 –  Eco-Net, un evento dedicato al riuso dei materiali che prevederà anche l’inaugurazione del primo ‘Repair Cafè’ della Capitale e la presentazione di un innovativo sistema di scambio oggetti con Yourec. Per concludere, la settimana si protrarrà  fino a Giovedì 28 con ‘Re-School’, un’azione concreta di riduzione dei rifiuti a scuola con Legambiente e ReWare presso la scuola I.I.S.S. Sibilla Aleramo di Roma. Tutte le iniziative di Legambiente nel Lazio per la Settimana Europea della  Riduzione dei Rifiuti sono sul www.legambientelazio.it mentre tutte le informazioni in generale si possono trovare al link www.ecodallecitta.it/menorifiuti/

L’Ufficio stampa Legambiente Lazio 06.85358051 – stampa@legambientelazio.it
www.legambientelazio

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TERZO CENSIMENTO DELLE DISCARICHE E DEI PUNTI DI DEGRADO

TERZO CENSIMENTO DELLE DISCARICHE E DEI PUNTI DI DEGRADO
Sempre meno rifiuti nel Parco di Villa Ada grazie alle pulizie dei volontari Legambiente
MA MOLTO RESTA DA FARE PER ACCUMULI “STORICI” E RESTI SPARSI
Nei boschi di Villa Ada ci sono 8 discariche (per una superficie complessiva di circa 6.000 metri quadrati), 8 resti di accampamenti e 6 punti di degrado. È quanto emerge dal terzo censimento effettuato dal Circolo Legambiente “Sherwood” nel parco sulla via Salaria. La
situazione appare in lento ma progressivo miglioramento (nel 2012 erano state rilevate 10 discariche). Il risultato, però, è frutto unicamente delle campagne di volontariato messe in campo da Legambiente per la pulizia di questa preziosa villa storica sulla via Salaria.

Lo scorso anno sono state effettuate 2 bonifiche durante la campagna “Puliamo il Mondo 2012”: è stato parzialmente risanato il ripido versante Nord di Monte Antenne (lato Olimpica-viale della Moschea) dove erano stati gettati nel dirupo grandi elettrodomestici e sono stati rimossi grazie all’intervento di speleologi che si sono calati con le corde alcuni dei rifiuti speciali e nocivi (pneumatici e batterie di auto) accumulati nel fossato di Forte Antenne.
Permangono però delle grandi discariche cronicizzate: su tutte la distesa di calcinacci che ricopre il versante Ovest del Colle delle Cavalle Madri. Restano gravi – nonostante le bonifiche – la situazione di Monte Antenne e quella del muro di confine su via di San Filippo Martire; mentre attende di essere rimosso l’amianto della casetta accanto al Casale della Finanziera. Si segnala, infine, il perdurare di un inquinamento diffuso, con resti di accampamenti nelle cavità sotterranee e si aggiunge il punto di degrado della fontana storica all’esterno di Villa Polissena.

“Villa Ada è un po’ più pulita, ma c’è tanto da fare – spiega Lorenzo Grassi, coordinatore del Circolo Sherwood – il Campidoglio ha attuato solo uno degli interventi di prevenzione del degrado e degli sversamenti abusivi che avevamo suggerito negli scorsi censimenti: la staccionata a protezione dei Bambù accanto al pratone del lago superiore. Non è stato poi avviato alcun intervento di riqualificazione dei tanti punti di degrado. Solo l’ex Rifugio antiaereo Savoia, su nostro sollecito, ha visto l’installazione di una cancellata ma resta in attesa di recupero”.

“Le Ville storiche e i parchi di Roma hanno bisogno di più attenzione, siamo pronti a portare proposte concrete per il coinvolgimento dei cittadini al Sindaco Marino -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Villa Ada, in particolare, è un gioiello  naturalistico e un polmone insostituibile per i romani, bisogna concludere l’opera di pulizia ed eliminare tutte le discariche, Legambiente continuerà in tal senso a sollecitare l’Amministrazione oltre che a rimboccarsi le maniche in prima persona con i volontari. Sul verde e sui parchi servono nuovi investimenti, sia nel bilancio dove la spesa è da tempo in costante diminuzione, sia nelle politiche,
smettendo anche di utilizzare le nostre aree più pregiate come scenografia per impropri eventi commerciali lucrativi, che snaturano queste rare oasi ricreative urbane con un impatto insostenibile”.

Il terzo censimento delle discariche e dei punti di degrado di Villa Ada può essere scaricato in forma integrale e consultato con mappa interattiva sul sito del Circolo “Sherwood” (www.circolosherwood.it/discariche.html), dove sono disponibili anche delle fotografie.Per semplificare il censimento, il parco è stato suddiviso in quattro settori (Nord, Ovest, Centrale e Sud) con la compilazione di 20 schede di dettaglio. Questi i riassunti dei diversi settori.

Settore Nord

La zona di Monte Antenne ha visto la parziale bonifica della discarica sul versante verso la via Olimpica e viale della Moschea. Ripulito superficialmente anche il fossato del Forte, dove però la situazione resta allarmante; mentre nelle antiche strutture sono in attesa di essere rimossi i resti degli accampamenti. Situazioni di degrado permangono in prossimità del vivaio su viale della Moschea e lungo il confine della stessa strada (sanitari, pneumatici, motorini).

Settore Ovest
Versano nel degrado sia la Torre che il Casaletto; mentre nulla è stato fatto per la rimozione dei resti di accampamenti sparsi tra grotte e cave. Queste ultime presentano situazioni di rischio. Permane lo “sfregio” della discarica lungo il muro di via di San Filippo Martire (solo parzialmente bonificata durante “Puliamo il Mondo” 2010) e si aggiunge il nuovo allarme per la fontana storica all’esterno di Villa Polissena (che era stata pulita nel 2011).

Settore Centrale
Nel settore centrale restano i punti di degrado delle ex Serre e dell’ex Maneggio. La situazione più preoccupante è quella dell’ampia discarica “storica” di calcinacci – con parti di amianto – che ricopre un versante del Colle delle Cavalle Madri. Ribadiamo la necessità di un piano di bonifica che consideri il delicato luogo di intervento e la gran mole di detriti da rimuovere. Restano rifiuti sparsi a ridosso delle ex Scuderie Reali e delle ex Serre.

Settore Sud
Nel settore Sud si segnalano ancora resti di accampamenti lungo il muro su via Panama (Parco Rabin). In questa zona – molto delicata dal punto di vista della sicurezza – permangono resti di frequentazione, con presenza di refurtiva e spargimento di rifiuti. Preoccupa lo stato di crescente degrado del Tempio di Flora, abbandonato ai vandalismi dopo il restauro del 1999.

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Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma

Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma
Sono Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere i Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma, secondo la prima indagine sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti in questo territorio sul modello del famoso premio nazionale, presentata stamattina a Palazzo Valentini e realizzata con il contributo dell’Amministrazione provinciale. Sono questi i tre Comuni dell’ambito provinciale a superare nel 2012 l’obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata fissato dalla legge. Nel dettaglio Castelnuovo di Porto guadagna il podio con una percentuale di raccolta differenziata pari al 79,42%, seguito da Cave con il 66,02% e da Allumiere con il 65,4%. Premio “Start Up” per aver implementato un nuovo sistema di raccolta di rifiuti urbani nel corso del 2012 con ottimi risultati fin da subito a Castel Madama (passato in tre mesi dal 51 al 73%) e Morlupo (passato in tre mesi dal 17,4 al 74,02%).

Hanno preso parte all’indagine, fornendo su base volontaria i dati richiesti relativi all’anno 2012, circa un quarto dei Comuni (23,14%, ossia 28 amministrazioni su 121), di un territorio nel quale vive la maggior parte della popolazione residente in provincia (3.392.651 abitanti sui complessivi 4.194.068, l’80,9%), e si producono complessivamente ben 1.990.589 tonnellate di rifiuti urbani, il 75% sulla produzione dell’intero territorio provinciale e il 58% di quello regionale, ossia una produzione pro capite media di 586,74 chilogrammi per abitante di immondizia, ben al di sopra della produzione nazionale. I Comuni partecipanti all’indagine nel 2012 hanno avviato a riciclaggio 512.154 tonnellate di materiali, nella maggior parte dei casi attraverso il sistema domiciliare.

“Si moltiplicano le esperienze di buona gestione dei rifiuti, di porta a porta per la differenziata con risultati ottimi, ma c’è davvero ancora molto da fare, serve molto impegno da parte della Regione, ma soprattutto nella Capitale con la nuova amministrazione –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il nuovo governo della Regione Lazio può fare molto esportando il modello virtuoso maturato in questi anni nella Provincia di Roma, investendo i 130 milioni di euro fermi nelle casse regionali su progetti mirati con i Comuni e le province. Il porta a porta è il modello vincente e va esteso in tutto il territorio, fondando un nuovo ciclo virtuoso che
batta discariche e inceneritori, rimettendo mano al piano rifiuti regionale e puntando su impianti per gestire la raccolta differenziata.”

Un riconoscimento “Sulla strada giusta!” è stato, poi, assegnato da Legambiente ad altri 13 Comuni che, pur non rispettando gli obiettivi di legge, hanno intrapreso una buona strada attestandosi attorno al 50% di raccolta differenziata: Sacrofano (63,9%), Anguillara Sabazia
(59,8%), Ariccia (59,13%), Ciampino (58,56%), Canale Monterano (57,4%), Monte Porzio Catone (56,5%), Campagnano di Roma (55,13%), Trevignano Romano (54,62%), Zagarolo (52,73%), Castel Madama (52,07%), Guidonia Montecelio (50,75%), Formello (50,36%) e Montelanicoappena sotto (49,11%).

Non tutto è solo raccolta differenziata, anzi i sistemi di riduzione dei rifiuti contano molto. Nel 70% dei Comuni partecipanti sono state distribuite compostiere da giardino per incentivare la corretta gestione dei rifiuti organici, anche se l’intervento ha riguardato solo lo 0,94% delle utenze domestiche totali presenti nei comuni partecipanti. Il 92% dei Comuni ha una piattaforma ecologica a supporto del sistema di raccolta dei rifiuti urbani, mentre solo il 57,14% dei Comuni è dotato di punti di erogazione di acqua alla spina, solo per 3 Comuni è presente quello del latte. Il 17,86% dei Comuni ha incentivato l’utilizzo di stoviglie riutilizzabili presso le mense comunali o
distribuisce sporte riutilizzabili e compostabili. Solo il 7,14% dei comuni usa stoviglie riutilizzabili a feste e sagre e ha sottoscritto accordi con rivenditori per il recupero di alimenti freschi. Male sull’approvvigionamento dei prodotti: in soli 6 comuni sono  regolamentati gli acquisti verdi, acquisti di beni e servizi a ridotto impatto ambientale, nei capitolati e bandi di gara.

“L’unico modo per combattere le discariche è renderle l’opzione più dispendiosa per le amministrazioni attraverso un uso migliore dello strumento dell’eco tassa regionale – ha dichiarato Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente-. Dobbiamo ridurre i costi del ciclo
dei rifiuti potenziando la raccolta differenziata, implementando l’impiantistica a livello regionale e attivando strumenti di condivisione delle decisioni con la cittadinanza locale.”

Hanno preso parte all’incontro, tra gli altri: Clara Vaccaro, Sub Commissario Vicario Provincia di Roma; Michele Civita, Assessore alle Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti della Regione Lazio; Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio; i Sindaci e Assessori all’ambiente dei Comuni Ricicloni; Stefano Ciafani, Vice Presidente Legambiente; Gianluca Bertazzoli, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne di Corepla; Gianluca Cencia, Direttore Federambiente; Sara Dello Ioio, Responsabile COMIECO Regione Lazio; Demetrio De Stefano, Direttore Generale A mbi.en.te SpA; Marta Giovanna Geranzani, Servizio Recupero e riciclaggio
rifiuti Comune di Roma; Maddalena Gesualdi, responsabile energia e rifiuti Legambiente Lazio; Claudio Vesselli, Dirigente Dipartimento IV Provincia di Roma.

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Rifiuti, Legambiente partecipa a giornata mobilitazione contro Malagrotta e Monti Ortaccio.

“In nome del popolo inquinato”. Con questo striscione Legambiente ha partecipato alla giornata di mobilitazione sui rifiuti, indetta da comitati e associazioni contro la proroga di Malagrotta e la nuova discarica a Monti dell’Ortaccio (a pochi metri da quella attuale nella stessa valle Galeria).

“Basta discariche e inceneritori, in questi anni, il Comune di Roma non ha fatto nulla per la riduzione, il riuso, la differenziata, se non inventare nuove assurde e sbagliate sperimentazioni
come il sistema “duale” o la nuova raccolta con i cassonetti nel Municipio 4, che fa acqua da tutte le parti -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Serve una gestione diversa dei nostri rifiuti, uno stop ai fasulli commissariamenti e super commissariamenti che non hanno portato a casa nessun risultato e un ritorno all’ordinario con l’obiettivo di far passare tutta Roma al “porta porta”, utilizzando bene i 700 milioni di Euro che nel 2013 arriveranno nelle casse AMA grazie ai nostri soldi versati con la tariffa rifiuti.”

Legambiente è contro la nuova proroga a Malagrotta e la scelta del sito “provvisorio” di Monti dell’Ortaccio la di fronte, arrivata mentre è in corso la procedura di infrazione 2011/4021, avviata
dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione europea e riguardante proprio la discarica di Malagrotta, per questi temi, in particolare affermando che “non si possa escludere che la Repubblica Italiana sia venuta meno agli obblighi imposti dall’art. 6 (…) della direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999 (…), a norma del quale gli Stati membri provvedono affinchè solo i rifiuti trattati siano collocati a discarica.” Eppure il Commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma, informa di aver “prorogato
l’esercizio della discarica di Malagrotta al fine del conferimento del rifiuto intrattato per un periodo di cento giorni e del rifiuto trattato per un periodo di centoottanta giorni.” “E’ sconcertante le uniche due cose che Alemanno Ú venuto a dire a Malagrotta, prendendo per l’ennesima volta in giro i cittadini, Ú che ha scritto una letterina alle altre istituzioni e che la discarica si deve fare fuori del Comune di Roma e così ha risolto i problemi -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Stop al commissariamento, i risultati sono disastrosi, dall’ennesima nuova proroga per Malagrotta alla progettata apertura della nuova discarica a Monti dell’Ortaccio mentre la differenziata è scomparsa dall’agenda e il nuovo modello di raccolta del Municipio 4 fa acqua da tutte le parti. Perchè il Comune di Roma e l’AMA non percorrono la facile strada della differenziata, evitando di coltivare fantasiose e costose ipotesi di portare i rifiuti all’estero? Ma quale discarica provvisoria, un primo invaso per tre anni e cinque lotti sono una presa in giro bella e buona, la differenziata non decollerà mai e Monti dell’Ortaccio diventerà una nuova mega discarica decennale divora tutto.”

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