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Ecosistema Scuola di Legambiente: quasi una scuola su tre (28%) necessita di interventi di manutenzione urgenti tra Frosinone, Latina e Viterbo.

Ecosistema Scuola di Legambiente: quasi una scuola su tre (28%) necessita di interventi di manutenzione urgenti tra Frosinone, Latina e Viterbo. 

In classifica scendono i tre capoluoghi, Frosinone al 25° posto, Latina al 44° e Viterbo in coda al 72°. Il Comune di Roma presenta meno della metà dei dati richiesti mentre Rieti non risponde.

Una scuola su tre (28%) necessita di interventi di manutenzione urgenti, mentre il 50,4% ne ha avuti negli ultimi 5 anni, con una spesa media di circa 13.400 euro per gli interventi di manutenzione straordinaria e di circa 4.100 euro per quelli di manutenzione ordinaria. Nessun edificio scolastico è stato costruito secondo criteri di bioedilizia xxx. Ecco, in sintesi i risultati della XIII edizione di Ecosistema scuola di Legambiente, l’indagine sulla qualità dell’edilizia scolastica, riferita nel Lazio ai soli capoluoghi di Frosinone, Latina e Viterbo, visto che Roma ha fornito dati talmente incompleti da non entrare in classifica (meno del 50%) e Rieti non ha risposto affatto. Tutti i capoluoghi perdono ancora posizioni quest’anno nella speciale classifica: Frosinone si piazza al 25° posto (dal 16°), Latina scende di due posti attestandosi al 44°, mentre Viterbo si colloca quest’anno al 72° posto della graduatoria (dal 54°). Nei tre capoluoghi si rileva una popolazione di 256.812 studenti suddivisi in 1.313 edifici, di cui solo l’1,14% è stato realizzato tra il 1991 e il 2011, mentre la stragrande maggioranza (48%) è comunque mediamente giovane avendo visto la luce tra il 1975 e il 1990 ma un buon 39% risale addirittura al periodo tra il 1941 e il 1974. Ben il 99,54% degli edifici sono posti in strutture nate per ospitare scuola, su nessun edificio è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica.

Buoni i dati sulle certificazioni degli edifici scolastici: il 100% possiede quello di collaudo statico, l’80,80% quello di agibilità, il 100% l’igienico-sanitario, il 60,80% di prevenzione incendi, il 96% impianti elettrici a norma. Nei tre capoluoghi poco più della metà degli edifici scolastici (53%) ha una palestra, mentre un terzo (30%) hanno un giardino. E’ poca l’attenzione e sensibilità, invece, rispetto alla sicurezza e accessibilità delle aree antistanti le scuole: solo il 40,80% degli edifici sono provvisti di attraversamenti pedonali, il 12% vede la presenza di nonni vigili, in nessun edificio sono presenti semafori pedonali, piste ciclabili, transenne parapedonali, mentre solo uno scarso 20% ha effettuato interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

“La situazione degli edifici scola stici preoccupa, negli anni è cresciuta l’attenzione ma non la spesa per la manutenzione, mentre le strutture ovviamente invecchiano. Questa è una grande opera necessaria e utile sulla quale investire piuttosto che su cose inutili, porterebbe benessere a studenti e insegnanti e anche tanto buon lavoro -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il Comune di Roma presenta meno della metà dei dati e neppure Rieti invia le risposte necessarie, dimostrando una gravissima assenza di controllo su un tema tanto importante quanto delicato. A Frosinone, Latina e Viterbo, un edificio su tre continua ad aver bisogno di interventi urgenti di manutenzione. Il futuro della scuola passa anche dalla qualità delle strutture, , non ci si può ricordare delle scuole solo quando succedono disastri e crolli, per questo preoccupa la diminuzione degli investimenti in manutenzione ordinaria, segno di mancata attenzione delle istituzioni sugli interventi programmati nel tempo. Bisogna puntare sullo svecchiamento degli edifici, sulla messa in sicurezza, nonché su pratiche di sostenibilità, raccolta differenziata, risparmio energetico e fonti rinnovabili.” Rispetto a servizi messi a disposizione delle scuole e buone pratiche vi sono luci e ombre. Assolutamente trascurabile il dato sul servizio di scuolabus a disposizione solo del 3,88% degli edifici, così come quello di pedibus che coinvolge solo l’1,60% delle scuole. Buoni, invece, i dati sulle mense scolastiche: del 63,50% la media dei prodotti biologici nei pasti, 73,31% le mense che utilizzano piatti in ceramica o riutilizzabili, 17,19% quelli in mater_bi. Raccolta differenziata con qualche luce e tantissime ombre: a fronte di plastica e carta rispettivamente raccolte nel 60% e 84,8% degli edifici scolastici, sono davvero scarsi i numeri per vetro (3,20%), alluminio (4%), organico (3,20%), pile (4%), toner e cartucce (7,20%). Tutti gli edifici utilizzano fonti d’illuminazione a basso consumo, mentre l’11,88% usa fonti rinnovabili. Carenti il monitoraggio dell’amianto, realizzato nel 66,67% di edifici, ma soprattutto del radon, non effettuato. Destano qualche dubbio i dati sull’esposizione degli edifici scolastici a fonti d’inquinamento ambientale che i Comuni dichiarano essere pari allo 0%, soprattutto nel momento in cui non vengono effettuati monitoraggi.

Va un po’ meglio per le scuole superiori gestite dalle Province: Latina nel complesso si piazza al 9° posto, mentre Roma arriva al 54° posto della classifica nazionale per le scuole di secondo grado. “La manutenzione degli edifici scolastici è sempre più necessaria, per la sicurezza stessa delle strutture, ma quanto emerge dai dati di Frosinone, Latina e Viterbo rimane molto preoccupante, in un contesto nel quale si parla di scuola solo per nuovi tagli del personale e delle risorse. -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Occorre agire subito per rendere gli edifici scolastici più sicuri, oltre a continuare a favorire le pratiche eco-compatibili e la diffusione di fonti di energia rinnovabile. Sull’inquinamento, dopo il monitoraggio sui rischi derivanti da amianto, va verificata la presenza di radon e ad altri fattori di rischio ambientale quali elettrodotti, emittenti radiotelevisive ed antenne.”

La XIII edizione di Ecosistema Scuola è ancora la fotografia più veritiera dello stato dell’edilizia scolastica in Italia, in attesa da decenni ormai della pubblicazione dell’anagrafe scolastica; un importante lavoro che Legambiente svolge grazie alla collaborazione degli EE.LL. proprietari degli edifici scolastici che forniscono i dati utili a costruire un quadro complessivo della qualità dell’edilizia e dei servizi scolastici nel nostro Paese. Dal XIII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente il comune più virtuoso risulta essere Trento (1°), seguito da Piacenza (2°) e Verbania (3°).

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Ecosistema Scuola di Legambiente: quasi una scuola su tre (31%) necessita di interventi di manutenzione urgenti tra Frosinone, Latina e Viterbo.

In classifica Frosinone scende al 16° posto, Latina al 42° e Viterbo in coda (54°); il Comune di Roma presenta dati incompleti mentre Rieti non invia le schede.

Una scuola su tre (31%) necessita di interventi di manutenzione urgenti, quasi il 48% ne ha avuti negli ultimi 5 anni, con una spesa media di circa 13.500 euro per gli interventi di manutenzione straordinaria e di circa 3.800 euro per quelli di manutenzione ordinaria. Nessun edificio scolastico è stato costruito secondo criteri di bioedilizia e soltanto uno su quattro (il 26%) secondo criteri antisismici. Ecco, in sintesi i risultati della XII edizione di Ecosistema scuola di Legambiente, l’indagine sulla qualità dell’edilizia scolastica, riferita nel Lazio ai soli capoluoghi di Frosinone, Latina e Viterbo, visto che Roma e Rieti hanno fornito dati talmente incompleti da non entrare in classifica.

Perde otto posizioni Frosinone piazzandosi al 16° posto, Latina scende di una attestandosi al 42° posto mentre Viterbo, che l’anno scorso aveva presentato dati incompleti, si colloca quest’anno al 54° posto della graduatoria. Nei tre capoluoghi si rileva una popolazione di 19.650 studenti suddivisi in 124 edifici, di cui solo l’11% è stato realizzato tra il 1990 e il 2009, mentre la stragrande maggioranza (47%) tra il 1974 e il 1990 ed un buon 34% addirittura tra il 1940 e il 1974. E’ ancora lontana dalla totalità la percentuale di edifici che possiede il certificato di prevenzione degli incendi (60%) e quella
relativa ai casi certificati di presenza di amianto (solo lo 0,81% a fronte di una copertura totale di monitoraggi realizzati). Tuttavia, nei tre capoluoghi poco più della metà degli edifici scolastici (53%) ha una palestra, mentre quasi tutti (93%) hanno un giardino. Non va male, invece, il fronte delle certificazioni: la totalità degli edifici scolastici presenti a Frosinone, Viterbo e Latina possiede il collaudo statico, la certificazione igienico-sanitaria e le porte anti-panico e quasi il 96% è dotato di impianti elettrici a norma, ma solo l’86% ha il certificato di idoneità statica e l’80% quello di agibilità e uno scarso 20% ha effettuato interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

“Continua ad esserci troppa disattenzione per le scuole del Lazio, il Comune di Roma non riesce nemmeno a presentare i dati completi e neppure Rieti invia le schede necessarie, dimostrando una gravissima assenza di controllo su un tema tanto importante quanto delicato -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Un edificio su tre continua ad aver bisogno di interventi urgenti di manutenzione, non ci si può ricordare delle scuole solo quando succedono disastri e crolli. Il futuro della scuola passa anche dalla qualità delle strutture, per questo preoccupa la diminuzione degli investimenti in manutenzione ordinaria, segno di mancata attenzione delle istituzioni sugli interventi programmati nel tempo. Bisogna puntare sullo svecchiamento degli edifici, sulla messa in sicurezza, nonché su pratiche di sostenibilità, raccolta differenziata, risparmio energetico e fonti rinnovabili, incrementando anche in questo settore l’occupazione verde.”

Passando ad analizzare le pratiche eco-compatibili adottate negli edifici scolastici, l’85% delle scuole fa la raccolta differenziata della carta, mentre la plastica resta ferma al 64%, il vetro ottiene uno scarso 8% e l’alluminio addirittura solo il 3%; anche la raccolta dell’organico si attesta a un misero 8%; migliora, invece, il riciclo di toner e cartucce per stampanti (quasi al 30%) e, pur timidamente, quello delle pile. Cala, infine, il dato relativo alle fonti di illuminazione a basso consumo, che vengono utilizzate soltanto nel 55% degli edifici, ma anche la diffusione di fonti di energia rinnovabile resta ferma al 10%. Per quanto riguarda, invece, servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, il 40% di esse usufruisce di scuolabus e in quasi il 70% delle mense scolastiche vengono serviti pasti biologici (solo nel 21% dei casi, invece, i pasti sono interamente biologici); purtroppo, però, la maggioranza (58%) delle mense continua ad utilizzare piatti in carta o plastica, a fronte di uno scarso 16% che preferisce quelli in Mater-BI, e solo una scuola su tre (31%) preferisce l’acqua del rubinetto a quella imbottigliata. Entrano per la prima volta in classifica le scuole superiori gestite dalla Provincia di Roma, con un piazzamento al 30° posto della classifica nazionale per le scuole di secondo grado.

“La situazione nelle scuole nel Lazio che emerge dai dati di Frosinone, Latina e Viterbo, rimane molto preoccupante, tra tagli del personale e delle risorse. Le strutture sono ormai datate e gli interventi di manutenzione sempre più necessari, per la sicurezza stessa degli edifici -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Occorre agire subito per rendere gli edifici scolastici più sicuri, oltre a continuare a favorire le pratiche eco-compatibili e la diffusione di fonti di energia rinnovabile. Per fortuna, nella totalità degli edifici scolastici censiti quest’anno da Legambiente è stato effettuato un monitoraggio sui rischi derivanti da amianto, ma il lavoro svolto deve essere esteso anche alla presenza di radon e ad altri fattori di rischio ambientale quali elettrodotti, emittenti radiotelevisive ed antenne.”

La XII edizione di Ecosistema Scuola è ancora la fotografia più veritiera dello stato dell’edilizia scolastica in Italia, in attesa da decenni ormai della pubblicazione dell’anagrafe scolastica; un importante lavoro che Legambiente svolge grazie alla collaborazione degli EE.LL. proprietari degli edifici scolastici che forniscono i dati utili a costruire un quadro complessivo della qualità dell’edilizia e dei servizi scolastici nel nostro Paese. Dal XII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente il comune più virtuoso risulta essere Trento (1°), seguito da Verbania (2°), Prato (3°), Reggio Emilia (4°) e Pordenone (5°).

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Ecosistema Scuola di Legambiente: una scuola su quattro (23%) necessita di interventi di manutenzione urgenti tra Frosinone, Latina e Rieti.

In classifica Frosinone all’8° posto, Latina al 41° e Rieti in coda Grave che Roma e Viterbo presentino dati incompleti.

Quasi una scuola su quattro (23%) necessita di interventi di manutenzione urgenti, il 58% ne ha avuti negli ultimi 5 anni ma più della metà (52%) sono stati realizzati tra il 1974 e il 1990 e solo il 15% negli ultimi venti anni. Nessuno è stato costruito secondo criteri di bioedilizia e soltanto il 23% secondo criteri antisismici. Ecco la fotografia di Ecosistema Scuola 2011 di Legambiente per i capoluoghi di Frosinone, Latina e Rieti del Lazio (Roma e Viterbo hanno fornito dati talmente incompleti da non entrare in classifica), l’indagine sullo stato di salute delle scuole d’infanzia primarie e secondarie di primo grado dove ogni giorno studiano 18.814 studenti in 152 edifici scolastici.

Si piazza bene nella classifica nazionale Frosinone (8° posto), che oltre a garantire il servizio di scuolabus a tutti gli edifici, si caratterizza per la somministrazione nelle mense scolastiche di pasti interamente biologici e investe ben 93mila Euro in media per gli interventi di manutenzione straordinaria per singolo edificio. Latina al 41° posto e Rieti al 71° posto della graduatoria delle scuole dell’infanzia secondo il livello di qualità dell’edilizia scolastica, completano le presenze nella classifica. In questi capoluoghi, solo un edificio su tre (37%) ha il certificato di prevenzione degli incendi, mentre nel 39% sono stati verificati casi accertati di presenza di amianto e il 38% degli edifici è in aree a rischio sismico dichiarato. Solo il 48% ha una palestra nell’edificio, ma l’87% ha un giardino. La spesa media per interventi di manutenzione straordinaria è di circa 35.000 euro, mentre per per quelli di manutenzione ordinaria la media è di 4.000 euro.

“La scuola pubblica va aiutata e sostenuta, gli insegnanti con gli studenti e i genitori fanno sforzi educativi incredibili ma i continui tagli minano la possibilità di futuro, a partire dalla qualità degli edifici e dei servizi – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Quest’anno i dati sulla situazione delle scuole del Lazio sono molto frammentati, Roma e Viterbo non riescono  nemmeno a fornire quelli necessari per valutare il lavoro fatto, è un fatto grave che denota un’assenza di controllo su temi fondamentali per la vita dei cittadini. Nel contesto dei capoluoghi analizzati la situazione rimane piuttosto critica, un edificio su quattro continua ad aver bisogno di interventi urgenti di manutenzione ma gli investimenti sono ridotti”.

Una nota positiva riguarda proprio le certificazioni: la totalità degli edifici scolastici presenti a Frosinone, Rieti e Latina possiede il certificato di agibilità e la certificazione igienico-sanitaria, il 95%   dotato di impianti elettrici a norma, ma solo l’83% ha il certificato di idoneità statica e solo il 57% ha effettuato interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Cresce fino al 94%la raccolta differenziata della carta nelle scuole del Lazio, mentre le altre frazioni si praticano meno, la plastica nel 54% degli edifici, il vetro e l’alluminio nel 53%, l’organico nel 43%, toner e cartucce per stampanti solo al 5% ed infine le pile al 2%. Molto positivo l’utilizzo di fonti di illuminazione a basso consumo nel 68% degli edifici il 10% di energia da fonti rinnovabili. Per buone pratiche –investimenti in servizi e pratiche ecocompatibili– Frosinone si classifica al 21° posto, Latina al 43° e Rieti all’82° della classifica nazionale. Dalla classifica generale di Ecosistema Scuola 2011 di Legambiente risultano più virtuosi Prato (1°), seguito da Trento (2°), Parma (3°), Siena (4°), Biella (5°).

“C’è molto da fare nel Lazio per rendere gli edifici scolastici più sicuri e sostenibili, va conclusa l’Anagrafe Scolastica che permetterebbe di avere un quadro completo, ma intanto bisogna anche smetterla con i continui tagli investendo sulla manutenzione degli edifici scolastici – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Chiediamo alle Province e alla Regione di realizzare con le Amministrazioni comunali un monitoraggio sui rischi derivanti da sostanze inquinanti quali amianto e radon nelle scuole, favorendo pratiche ecocompatibili che nelle scuole stanno già avanzando e potrebbero essere utili per eliminare ad esempio l’amianto sostituendolo con tetti fotovoltaici”.

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