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Legambiente su Ecosistema Urbano: “Né a Viterbo né altrove vizi ideologici, ma dati utili per ragionare sulle nostre città”

Legambiente su Ecosistema Urbano: “Né a Viterbo né altrove vizi ideologici, ma dati utili per ragionare sulle nostre città”

Con Ecosistema Urbano Legambiente fornisce, grazie alla collaborazione con Ambiente Italia e il supporto editoriale del Sole 24 ore, dati utili per ragionare sulla qualità della vita nelle città in cui viviamo. I dati vanno visti non singolarmente ma nel loro insieme e come tendenza in miglioramento o peggioramento rispetto agli anni passati, servono da base per analizzare cosa si sta muovendo nelle nostre città.

Così l’associazione risponde all’articolo comparso qualche giorno fa su “Tusciaweb”, il quotidiano online della provincia di Viterbo, in cui Francesco Mattioli ha parlato di “condizionamento ideologico” alla base dell’elaborazione e interpretazione dei dati del rapporto relativi alla città di Viterbo. Si tratta piuttosto di una fotografia più generale dei nostri capoluoghi, dove abita la maggior parte degli italiani.

I dati, in quanto tali, sono per loro natura contestabili. Rimane il fatto che una politica ambientale che vuole puntare sulla sostenibilità deve prevedere un piano di mobilità nuova che disincentivi l’uso dell’automobile e che un elevato numero di auto circolanti non è un buon segnale in questa direzione. Allo stesso modo, risulta una forzatura assimilare il dato sulla dispersione idrica che quest’anno premia Viterbo, con una buona situazione in fatto di risorse idriche. Il miglioramento si riferisce a quanto rilevato l’anno precedente, ma è evidente che questo non nasconde un problema reale di accessibilità e inquinamento da sostanze come l’arsenico che esiste nel viterbese e che  Legambiente Lazio ha da sempre denunciato e sul quale continua a chiedere interventi concreti che garantiscano la disponibilità di un bene così fondamentale a tutti i cittadini.

Le soluzioni sono note nei differenti settori, dalla differenziata porta a porta alle iniziative sul verde, dalle pedonalizzazioni alle ZTL e alla ciclabilità, dal risparmio idrico a quello energetico e alle rinnovabili, serve la volontà politica per fare le scelte giuste.

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Rapporto annuale di Legambiente, ambiente Italia e Sole 24 Ore

Ecosistema Urbano 2013: rifiuti, traffico, sicurezza stradale le emergenze nel Lazio. Spiragli su ZTL, isole pedonali e verde urbano

Roma ferma al 10° posto tra le 15 grandi città, Latina in penultima posizione nella classifica delle città medie. Fra le 45 città piccole, peggiora Rieti in 26esima posizione, Viterbo in 36esima. Migliora Frosinone al posto 39 su 45. Legambiente Lazio: “Serve ripensare le città in una chiave moderna, che punti su mobilità alternativa, politiche di riduzione sui rifiuti, riuso e porta a porta.”

Rifiuti, traffico e sicurezza stradale le principali criticità nel Lazio. Roma non si schioda dal fondo della classifica delle grandi città, ferma come lo scorso anno al 10° posto su 15. Latina penultima, 43° su 44 per le città medie. Fra le piccole  Rieti scende di quasi 10 posizioni e si piazza al 26esimo posto, peggiora anche Viterbo 36a su 45. Qualche miglioramento per Frosinone, 39esima su 45. È questa la foto scattata dalla XX edizione di Ecosistema Urbano, l’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, sullo stato di salute ambientale dei capoluoghi di provincia italiani.
Nella Capitale i quantitativi di immondizia prodotta continuano a crescere. Con i suoi 659,9 kg di rifiuti pro capite prodotti all’anno è in penultima posizione, peggio solo Catania. In stallo anche la differenziata, ferma al 25% (24,2%   Dell’edizione precedente). Sostanzialmente invariata anche la situazione sul traffico, dove auto e moto circolanti continuano ad essere un’enormità. Roma si trova ancora una volta in penultima posizione, con ben 67 auto ogni 100 abitanti e 15 motocicli. In leggero miglioramento i valori di PM10 e NO2 sul fronte dello smog, ma non per le emissioni di ozono dove aumentano a 22,3 i giorni di superamento del limite in un anno. In aumento anche le perdite di rete, cresciute al 37%. Nessun miglioramento per la depurazione, ferma al 97%. Qualche  buon segnale sul fronte delle ZTL, tra le più grandi a livello nazionale, con 2,19 mq per abitante e le isole pedonali, 18 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante.
Il problema dei rifiuti riguarda tutto il Lazio, in crescita la produzione in tutti i capoluoghi della regione. Rieti produce ben 502,5 kg/ab/anno di rifiuti, Viterbo 499,8 kg/ab/anno, Frosinone aumenta a 595,5 kg/ab/anno. Migliora  leggermente, rispetto allo scorso anno, Latina che arriva a produrre comunque quantità enormi come 572,3 kg/ab/anno. Ferma anche la differenziata, che a Rieti e Viterbo raggiunge percentuali rispettivamente pari al 15 e 14%, a Frosinone addirittura scende, anche se di poco, e si ferma al 17%. Qualcosa in più si è fatto a Latina dove la percentuale arriva ad un 32%.
“Sono fondamentali politiche per migliorare la qualità della vita dei cittadini, la Regione sta lavorando sulla pianificazione in molte di queste materie, rifiuti, trasporti, energia e serve una forte spinta ai Comuni che sono troppo fermi  – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nella Capitale la Giunta Marino ha enormi spazi, bisogna ripensare la città in una chiave moderna, “smart”, con una mobilità che punti tutto su trasporto pubblico, bici e mezzi
alternativi e politiche sui rifiuti per la riduzione, il riuso e la differenziata porta a porta.”

Tutte le città laziali si confermano nella morsa del traffico, occupando il fondo della classifica per numero di auto circolanti. Latina, in 42esima posizione nelle città medie, vede 71 auto circolanti ogni 100 abitanti; Viterbo, 43esima su 45, ha 74 auto ogni 100 abitanti; Frosinone ne ha 73 e si piazza al 42esimo posto; Rieti, in 35esima, 69. Roma guida la classifica regionale sui  motocicli con 15 motorini ogni 100 abitanti, seguita da Viterbo con 14, Latina 12, Rieti 11 e Frosinone 9. Sul fronte dello smog, peggiora la situazione sull’ozono a Latina che sfora per 18 giorni all’anno i limiti consentiti, quando lo scorso anno si era sempre mantenuta nelle soglie consentite dalla legge. Migliorano, come per Roma, i valori delle PM10 anche a Latina e Rieti. Per quest’ultima, però, peggiora quello sull’NO2 registrando mediamente 27 μg/mc. In questo quadro, il trasporto pubblico continua ad arrancare. Roma muove sui mezzi pubblici 434 passeggeri all’anno e rimane sul podio a livello nazionale, ma scende rispetto allo scorso anno. Tendenza in calo anche per Latina, Viterbo e Frosinone. Per quanto riguarda l’offerta, Roma sale al secondo posto con 70 km percorsi dal trasporto pubblico per abitante. Valori congelati negli altri capoluoghi, dove nulla si muove rispetto al 2011.

ZTL ancora del tutto assenti a Latina e Frosinone,  mentre qualcosa è stato fatto sulle piste ciclabili in aumento con 3,14 mq nel capoluogo pontino e 3,19 in quello ciociaro. Complessivamente, il tasso di mobilità alternativo, che valuta parametri come la presenza di autobus a chiamata, controlli varchi ZTL, presenza di mobility manager, rimane stabile nelle piccole città, sale a Roma al 78,8% e a Latina al 20% che partiva da uno 0 dello scorso anno. Impressionanti i dati sulla sicurezza stradale in tutto il Lazio, nuovo parametro di valutazione inserito in questa edizione. Roma penultima in classifica conta 70 morti ogni 10.000 abitanti. Se ne registrano 78 a Viterbo, 1 ogni 10.000 abitanti a Latina, 1,06 a Rieti. Penultimo posto in classifica tra le piccole città per Frosinone, dove sulle strade muore quasi una persona e mezza
(1,30).
Roma ancora in ultima posizione per i consumi elettrici, con 1459 Kw/abitante al giorno. Niente si è mosso anche nel resto del Lazio: Latina consuma 1.215 kWh/ab/g, Viterbo 1.135, Rieti 1.037 e Frosinone 1.054 kWh/ab/g. Stabili e  comunque scarsi i valori su solare termico e fotovoltaico, ad eccezione di Frosinone che su quest’ultimo cresce a 2,69 kW/1.000 ab. In tutti i capoluoghi laziali, un aumento delle aziende certificate ISO 14001, sono 2,7 a Roma, 1,82 a Latina,
2,25 a Rieti, 2,40 a Viterbo e arrivano a 3,22 a Frosinone. Depurazione ferma al palo al 97% a Roma, cresce all’85% a Frosinone.
“Anche i piccoli e medi centri del Lazio devono fare uno sforzo in più e mettere in campo serie azioni per la sostenibilità e la salvaguardia del territorio – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Basterebbe mettere al centro delle politiche un virtuoso ciclo dei rifiuti, un piano dei trasporti efficiente inserito nel contesto di una mobilità nuova e sostenibile, misure a favore dell’efficienza energetica per raggiungere quei risultati che oggi non ci sono, nonché per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro in tutta la regione.”
In aumento il verde urbano fruibile in quasi tutto il Lazio. Sono 14,37 i mq per abitante a Roma, 4,96 a Latina, 6,84 a Viterbo e 13,98 a Frosinone. Brusco calo a Rieti che passa da 19,05 mq dello scorso anno a 7,10 scivolando in 30esima posizione su 45 tra le piccole città. Roma perde la prima posizione a livello nazionale per aree verdi e scende in quarta con 3478 mq. Nella parte bassa della classifica anche Latina, con 412 mq. Migliorano le piccole città del Lazio, con i 1468 mq di Rieti, 529 a Viterbo e 266 a Frosinone.
Ecosistema Urbano è una ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. Quest’anno alla sua diciannovesima edizione, è realizzata attraverso questionari e interviste dirette ai
104 comuni capoluogo di provincia e sulla base di altre fonti statistiche, con informazioni su 25 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 100mila dati. I dati di questa edizione del rapporto fanno quindi prevalentemente riferimento all’anno 2012.

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RAPPORTO ANNUALE DI LEGAMBIENTE, AMBIENTE ITALIA E SOLE 24 ORE

Ecosistema Urbano 2012: traffico e smog, immondizia e perdite idriche, stallo per Roma e il Lazio sul fronte ambientale. 

Roma rimane a fondo classifica tra le grandi città italiane, 10a su 15. Latina terzultima tra le 44 medie città, al 42° posto. Tra le 45 città piccole Frosinone al 42° posto, Viterbo in 33a posizione. Rieti migliora e si piazza al 17° posto.

Legambiente Lazio: “Altro che smart cities, Roma e capoluoghi del Lazio all’anno zero. Serve nuovo rilancio politiche regionali, se messe in campo, migliorerebbero la qualità della vita dei cittadini e creerebbero tanti posti di lavoro, aiutando il Lazio a uscire dalla crisi.” Traffico e smog, tanta immondizia e perdite idriche: stallo per Roma e i capoluoghi del Lazio sul fronte ambientale. La Capitale rimane a fondo classifica tra le grandi città italiane, in 10a posizione su 15; tra le medie città, Latina è terzultima, al 42° posto; Frosinone a fondo classifica tra le 45 piccole città, al 42° posto; Viterbo scende oltre la metà classifica in 33a posizione, Rieti in controtendenza migliora di poco e si piazza al 17° posto. È questa la foto
scattata dalla XIX edizione di Ecosistema Urbano, l’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, sullo stato di salute ambientale dei capoluoghi di provincia italiani. Un quadro che, nel grigiore generale, a livello nazionale vede emergere Venezia, tra le grandi città, Trento, tra i centri urbani di medie dimensioni, e Verbania, tra le piccole. In tutti e tre i casi, però, si tratta di primati relativi: non sono le città più sostenibili, ma sono le meno insostenibili. Rimane invece indietro il sud Italia con Messina, Reggio Calabria e Vibo Valentia ultime in classifica, sia che si parli di grandi capoluoghi, sia di medi o piccoli centri. Roma e il Lazio soffocano tra ingorghi e smog, in quanto a traffico non ci batte quasi nessuno: tra le grandi città italiane peggio di Roma, con 70 auto ogni 100 abitanti, fa solo Catania, Latina rimane saldamente ultima tra le medie con 73 auto/100 abitanti; Viterbo penultima tra le piccole con 75 auto/100 ab., Frosinone 43a su 45 con 73 auto/100 ab., Rieti 37a con 70 auto/100 ab. Altrettanti i motocicli circolanti, con la Capitale è in vetta a livello regionale con 15 motorini ogni 100 abitanti, seguita da Viterbo che ne conta 14, Latina 12, Rieti 11 e Frosinone 9. Lo smog
torna a peggiorare in quattro capoluoghi su cinque: la Capitale cresce per la concentrazione di biossido di azoto (NO2) e con 60,2 microgrammi supera decisamente la soglia di 40 microgrammi per metro cubo (media annua) considerata pericolosa per la salute umana, così come Latina con 45; risalgono le polveri sottili PM10, a Roma da 30,7 microgrammi per metro cubo nella media annua a 33,6 a Latina da 28,5 a 32, a Rieti da 23 a 27. Crescono i giorni di superamento del limite per l’ozono (O3), con 19,1 giorni a Roma e 36 a Rieti. A Frosinone rimane una situazione molto preoccupante, con qualche miglioramento che non riporta però il capoluogo nei limiti di legge: la concentrazione di biossido di azoto (NO2) cala da 48 a 40,5
microgrammi per metro cubo, quella delle polveri sottili PM10 da 46,5 a 43,8 microgrammi, mentre i giorni di superamento per l’ozono sono ben 64. A fronte di questo quadro, il trasporto pubblico non aumenta offerta e viaggiatori: Roma rimane sul podio, dopo Milano e Venezia, tra le grandi città ma diminuisce l’offerta da 64 a 61 km-vetture per abitante; Viterbo rimane a fondo classifica tra le piccole con solo 15 km-vetture per abitante, a Frosinone se ne registrano 21, a Rieti 25 e 16 a Latina, quasi in fondo tra le medie.

I rifiuti ci sommergeranno? Nel Lazio sembra proprio di sì. Diminuisce ovunque la produzione, come nel resto del Paese, ma le nostre città rimangono tra le peggiori nel panorama italiano. Roma con i suoi 645,7 kg di rifiuti pro-capite prodotti all’anno è tra le peggiori grandi città italiane (11a su 15), ma il problema è di tutto il Lazio visto che Latina produce ben 585,3 kg/ab/anno, Frosinone 557,8 kg/ab/anno, Rieti 502,5 kg/ab/anno ed infine Viterbo 499,8 kg/ab/anno. La differenziata cresce a passi da lumaca, si scelgono ancora poco i sistemi porta a porta e i risultati sono ben lontani dalla media nazionale: se Verona è al 52,7% e Torino al 43,7%, Roma fa un timido passetto avanti dal 21,6% rimanendo inchiodata al 24,2%;
Rieti rimane al 14,9% e Viterbo dal 10,9% al 14,3%, mentre Latina dal 29,2% risale al 30,8% e
Frosinone, dal 15,1% va al 17,6%.

“Altro che smart cities, i nostri amministratori non sanno proprio cosa siano l’innovazione e la qualità della vita, a Roma e nei capoluoghi del Lazio siamo all’anno zero tra il traffico sempre più congestionato e lo smog, troppa immondizia malgestita e perdite idriche da capogiro -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Manca un’idea per il futuro del Lazio, ma una delle sfide più importanti si gioca proprio nelle città, nei capoluoghi ma anche negli altri quattordici grandi centri sopra i 40mila abitanti del Lazio. Servono scelte e politiche da parte della Regione, recuperando il ruolo di pianificazione e programmazione, e una migliore capacità di spesa nella direzione della sostenibilità, del quasi miliardo e mezzo di euro di fondi europei. Le ricette ci sono e vanno applicate governando i processi: sui rifiuti differenziata porta a porta ovunque piuttosto che nuove discariche e programmi per la riduzione e il riuso, sul trasporto una nuova stagione di limitazione del traffico privato e di potenziamento di quello pubblico per battere lo smog con nuove pedonalizzazioni e ZTL, sull’acqua gestioni pubbliche e partecipate colpendo le perdite di rete. Nel Lazio le politiche zoppicano, ma a Roma siamo nel centro del
ciclone: in questi anni di amministrazione, il Sindaco Alemanno ha parlato molto di sostenibilità, ma le scelte principali hanno poi portato sempre più traffico, più rifiuti e più cemento. I cittadini sono pronti, lo abbiamo verificato ancora una volta con le firme per la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, serve un nuovo futuro verde, nel quale qualità della vita, comunità, lavoro siano gli assi portanti.”

Sul fronte idrico, diminuiscono i consumi in quattro capoluoghi su cinque: Roma con 200,8 litri di acqua consumati ogni giorno da ciascun cittadino romano rimane a fondo classifica tra le città grandi; Viterbo migliora fra le città più piccole con 155,5 litri/giorno pro-capite e va un po’ meglio anche a Frosinone con 153,5 litri, e tra le medie città a Latina con 152,3 litri; l’unica ad aumentare i consumi è Rieti con 162,6 litri. Assurde le perdite d’acqua nella rete: Roma sale dal 27% al 36%, ma il dato peggiore rimane quello di Latina con il 62% di perdite idriche, seguita da Rieti con il 45%, Frosinone con il 39%; peggiora anche Viterbo dall’11% al 14% di perdite di rete, quarta nel Paese tra le città piccole. Migliora la depurazione: l’efficienza del sistema di depurazione a Roma torna al 97%, Latina sale al 99% e Rieti al 90%, mentre Viterbo rimane al 95% ma Frosinone non sale e rimane solo all’80%.

Ferme al palo le isole pedonali: Roma ha 14 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante, Frosinone 21, Latina solo 2 e Rieti solo 4, mentre Viterbo continua a non fornire dati. Tra le ZTL quella di Roma rimane tra le più grandi e importanti, con 1,83 mq per abitante, ma viene superata da Firenze, Bologna e Padova tra le grandi città; Rieti diminuisce la ZTL da 0,60 a 0,05 mq abitante, colpevole di non scegliere seriamente. Non va meglio ai ciclisti: le poche piste ciclabili continuano a diminuire con i nuovi criteri più restrittivi: a Roma sono disponibili solo 1,06 metri eq./100 abitanti, a Viterbo solo 0,34, a Frosinone 3,07 mentre Rieti non risponde e Latina aumenta qualcosa con 2,81.

I consumi elettrici domestici sono in leggera diminuzione quasi ovunque, ma a Roma invece crescono facendo piazzare la Capitale ultima tra i 15 grandi capoluoghi con ben 1.459 kWh/abitante al giorno. Latina consuma 1.215 kWh/ab/g, Viterbo 1.135, Rieti 1.037 e Frosinone 1.054. Ancora una volta i dati per solare termico, fotovoltaico e teleriscaldamento scarseggiano o sono a valore zero: su questo la Capitale cresce nel solare termico da 0,18 a 0,28 mq su edifici comunali ogni 1.000 abitanti; si conferma anche quest’anno Frosinone con 2,59 kW di solare fotovoltaico installati su edifici comunali ogni mille abitanti. Va da sé che in quanto a politiche innovative su energia, partecipazione e pianificazione ambientale ed Eco Management da parte delle Amministrazioni, il Lazio continui a non dare prova di eccellenza. Poche sono anche le aziende laziali certificate ISO 14001: Roma si piazza al penultimo posto tra le grandi città, ma anche Latina, Rieti e Viterbo conquistano gli ultimi posti in classifica. Frosinone sale, invece, al diciassettesimo posto tra le piccole città.

Per il verde urbano fruibile (esclusi parchi e aree protette) i numeri restano quelli dell’anno precedente (non essendo stati validati quelli più recenti), bassi rispetto alla media nazionale: a Rieti sono 19,05 mq per abitante, il valore più alto tra i capoluoghi laziali, a Roma 12,55, a Frosinone 12,28, Viterbo solo 2,42 mq/abitante e Latina 4,08. Non va meglio per gli ettari comunali di superficie verde in cui spicca Roma prima a livello nazionale con 3.650 mq aree verdi su ettari superficie urbana, staccando di gran lunga Latina (466) e Rieti (419), e ancor più Frosinone (162) e Viterbo (128).

“L’assordante assenza di politiche regionali utili ai cittadini in questi due anni e mezzo di governo è dimostrata dai dati di Ecosistema urbano -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Lo smog è tornato a crescere quasi ovunque, in mancanza di politiche per la qualità dell’aria che applicassero il piano di risanamento regionale, puntando sul trasporto pubblico e su iniziative coordinate tra le varie città; sull’acqua abbiamo assistito solo all’annullamento degli investimenti del piano di tutela delle acque, mentre il problema dell’arsenico rimane irrisolto in tanti Comuni e non si investe per contrastare perdite idriche allucinanti; nulla si è mosso sulle politiche energetiche e il piano energetico regionale non è stato approvato nemmeno in questa consiliatura, mentre è stata talmente evidente l’incapacità di gestire la partita sui rifiuti tanto che la Regione ha preferito farsi commissariare. Se questo è il quadro regionale, Roma ne è davvero l’emblema: smog, doppie e triple file caratterizzano la vita dei cittadini, in centro e periferia, mentre sui servizi pubblici si sprecano un’infinità di soldi e falliscono le politiche di trasporto pubblico insieme alle aziende, vengono abbandonate scelte innovative come il car sharing e il bike sharing, il piano della ciclabilità è fermo senza finanziamenti, per non parlare dei soldi che continuano a essere buttati sui rifiuti, utilizzati per promozioni e tanto altro tranne che per la raccolta differenziata. Serve unnuovo rilancio di queste politiche, che se messe in campo, non solo migliorerebbero la qualitàdella vita dei cittadini, ma creerebbero anche tanti posti di lavoro, aiutando il Lazio a usciredalla crisi.”

Ecosistema Urbano è una ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia realizzata con  la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. Quest’anno alla sua diciannovesima edizione, è realizzata
attraverso questionari e interviste dirette ai 104 comuni capoluogo di provincia e sulla base di altre fonti
statistiche, con informazioni su 25 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 100mila dati. I dati di questa edizione del rapporto fanno quindi prevalentemente riferimento all’anno 2011.

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Roma per ambiente è al 65° posto della classifica del Sole 24 ore che usa indice di Ecosistema Urbano di Legambiente

Sarebbe bello se fosse vero, purtroppo Roma per l’ambiente nel 2011 si piazza al 65° posto dell’autorevole classifica del Sole 24 ore, che per il parametro strettamente ecologico utilizza l’indice di Ecosistema Urbano di Legambiente -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Senza alcun intento polemico o iettatore, visto che non c’è nulla da gioire come cittadini se il capoluogo arranca su questi fronti, è giusto riconfermare che su immondizia, traffico e smog, ma anche cattiva depurazione Roma continua a frenare. Affianco a questi parametri ambientali, ce ne sono molti altri, e in particolare infrastrutture, cultura e tenore di vita, che vengono considerati a livello provinciale e portano il territorio della Provincia di Roma a crescere fino al 23° posto.”

Roma con i suoi 661,3 kg di rifiuti pro-capite prodotti all’anno è tra le peggiori grandi città italiane, e di tutto ciò ben poco è raccolto in modo differenziato, in quanto a traffico non ci batte quasi nessuno tra le grandi città italiane peggio di Roma, con 69 auto ogni 100 abitanti, fa solo Catania. Nessun passo in avanti per le isole pedonali, Roma ha 14 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante, mentre per le ZTL la Capitale rimane tra le più grandi e importanti, con 1,83 mq per abitante, ma viene superata da Firenze, Bologna e Padova tra le grandi città; e non va meglio ai ciclisti con solo 1,68 metri eq./100 abitanti per le piste ciclabili che addirittura diminuiscono con i nuovi criteri più restrittivi di quest’anno. La Capitale supera decisamente la soglia di 40 microgrammi per metro cubo (media annua) considerata pericolosa per la salute umana per la concentrazione di biossido di azoto (NO2) con 54,1 microgrammi, mentre calano le polveri sottili PM10. Sul fronte idrico, Roma va piuttosto male Roma, con consumi molto superiori alla media italiana, scivolando all’ultimo posto tra le città grandi, con ben 234,3 litri di acqua consumati ogni giorno da ciascun cittadino romano, e assurde perdite d’acqua nella rete del 27% e l’efficienza del sistema di depurazione che passa dal 97% al 90%. Roma registra la peggior performance tra i 15 grandi capoluoghi con ben 1.375 kWh/abitante al giorno per i consumi elettrici domestici.

“Roma deve vincere immobilismo e scelte sbagliate -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Per vincere sulla crescita della produzione di rifiuti servono politiche per la riduzione e il riuso e una differenziata che punti ovunque sul porta a porta piuttosto che nuove discariche, bisogna scegliere la via della limitazione del traffico privato e del potenziamento di quello pubblico per battere traffico e smog con nuove pedonalizzazioni e ZTL, puntare per l’acqua dopo i referendum su gestioni pubbliche e partecipate colpendo mancata depurazione e perdite  Di rete.”
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RAPPORTO ANNUALE DI LEGAMBIENTE, AMBIENTE ITALIA E SOLE 24 ORE

Ecosistema Urbano 2011: immondizia, traffico e smog, consumi idrici e cattiva depurazione frenano Roma e il Lazio.

Roma a fondo classifica tra le grandi città italiane, 10a su 15. Latina penultima tra le medie città, al 42° posto. Frosinone al 41° posto tra le 45 piccole città, Viterbo in 31a posizione e Rieti 21a. Legambiente Lazio: “Per vincere sfida sulla qualità della vita a Roma e nei capoluoghi del Lazio puntare su sostenibilità ambientale. Roma arranca: ricette note, metterle in pratica con fatti concreti.” Soprattutto immondizia, ma anche traffico e smog, cattiva depurazione: continuano a frenare Roma e i capoluoghi del Lazio sul fronte ambientale, secondo il XVIII Ecosistema urbano di Legambiente, realizzato con il contributo  scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. La Capitale si piazza a fondo classifica tra le grandi città italiane, in 10a posizione su 15; tra le medie città, Latina è addirittura penultima, al 42° posto; Frosinone a fondo classifica tra le 45 piccole città, al 41°; Viterbo oltre la metà classifica in 31a posizione ma anche per trovare Rieti bisogna arrivare fino al 21° posto. Grandi, medie e piccole. E’ questa la novità del Rapporto, decisa per confrontare gruppi di città più omogenei: città grandi (con popolazione superiore ai 200.000 abitanti), città medie (popolazione tra 80.000 e 200.000 abitanti) e città piccole (popolazione inferiore a 80.000 abitanti), rendendo “tridimensionale” la classifica della qualità ambientale. Modifica che rende però impossibile un confronto diretto di “posizione” con le precedenti edizioni del Rapporto.

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