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Lago di Vico, Legambiente al Ministero: Fermare subito tagli assurdi ed indiscriminati.

Lago di Vico, Legambiente presenta esposto a Ministero: “Fermare subito tagli assurdi ed indiscriminati. Un’ordinanza non può giustificare intervento così impattante”
Legambiente ha presentato un esposto al Ministero dell’Ambiente, all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, alla direzione Regionale Ambiente area foreste, al Sindaco del Comune di Caprarola, al Commissario della Riserva Naturale Lago di Vico e al Comando Provinciale di Viterbo del Corpo Forestale per chiedere lo stop immediato dei tagli indiscriminati nella Riserva Naturale del Lago di Vico, disposti secondo un’ordinanza comunale con un carattere
di urgenza che non tiene conto del pesante impatto sull’ecosistema dell’area.

“Non si può far cassa con un bosco di questa importanza, bisogna fermare subito questa assurdità – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Siamo di fronte ad un’area tutelata persino da normative europee, è ridicolo giustificare un intervento così impattante ed esteso con un’ordinanza. Alluvioni e frane sempre più frequenti ci ricordano che siamo di fronte a sconvolgimenti climatici che vanno combattuti con nuovo verde e non radendo al suolo centinaia di piante. Ciò che può essere messa in campo è una sana gestione forestale che può riguardare qualche albero pericolosamente inclinato, in stato di deperimento o con radici scoperte, e non una superficie di 9 ettari all’interno di un’area protetta.”

Legambiente ha chiesto una verifica approfondita sui lavori di messa in sicurezza dell’area boscata di proprietà del Comune di Caprarola che rientra nel perimetro della Riserva Naturale del Lago di Vico, perché i tagli delle alberature si limitino a quelle strettamente necessarie. La messa in sicurezza del territorio passa per interventi mirati che devono tenere in considerazione il grande valore paesaggistico e ambientale delle aree coinvolte. Le specie arboree presenti all’interno della Riserva costituiscono un’importanza ecologica e paesaggistica riconosciuta a livello regionale e sovranazionale e per questo vanno salvaguardate.

“La Riserva costituisce un habitat prezioso dal grande valore eco sistemico che non può essere messo a repentaglio, ma va valorizzato – dichiara Fabrizio Giometti, presidente del Circolo Legambiente Lago di Vico-. L’area custodisce specie arboree come il faggeto e il cerreto dallo straordinario pregio naturalistico. Il Piano di Gestione e Assestamento Forestale, ma anche la Legge Regionale n.43 del ’74, riconoscono il grandissimo valore dei boschi e il notevole interesse vegetazionale per la particolarità per le forme particolari che si sono sviluppate nella zona.”

L’area della Riserva Naturale del Lago di Vico gode di un particolare regime di tutela e salvaguardia, ricade all’interno del sito di Natura 2000 ed è quindi soggetta a Valutazione di  Incidenza. L’ordinanza in questione, emanata lo scorso 8 ottobre dal Comune di Caprarola, parla del taglio di ben 836 piante e la potatura di altre 67 per la messa in sicurezza dell’area adiacente alla strada provinciale Valle di Vico, per possibili danni da caduta o controversie giuridiche. Si può trovare un equilibrio tra le esigenze di salvaguardia del territorio e di sicurezza pubblica che non rappresenti una minaccia così grave all’area della Riserva.

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Aeroporto Frosinone, Legambiente: progetto sciagurato, indagine procura conferma timori nostro esposto del 2011

Aeroporto Frosinone, Legambiente: progetto sciagurato, indagine procura conferma timori nostro esposto del 2011
Con l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura della Repubblica, si profilerebbero anche danni alla pubblica amministrazione per lo sciagurato progetto dell’aeroporto di Frosinone. I sospetti che Legambiente aveva avanzato nel 2011 ora sono anche nelle ipotesi degli inquirenti. Con un esposto alla Corte dei Conti l’associazione aveva avanzato responsabilità delle società Aeroporto di Frosinone SpA e S.I.F. SpA per danno erariale, ora l’ipotesi è quella non molto lontana di peculato.

“Saremmo di fronte ad uno spreco di denaro pubblico per un progetto risultato infattibile secondo il parere tecnico già dai primi passaggi e che noi più volte avevamo denunciato come privo di utilità pubblica anche per ragioni ambientali ed economiche -ha dichiarato Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio-. C’è un forte intreccio tra delitti contro la cosa pubblica e la speculazione ai danni del nostro territorio, come questi casi dimostrano. Oltre ad inquinare i territori, il rischio è quello di compromettere e alterare anche il buon funzionamento della pubblica amministrazione con un evidente doppio danno per la collettività.”

Le società S.I.F. S.p.A e Aeroporto di Frosinone SpA erano già stati sotto i riflettori della Corte dei Conti nel 2011 quando era stata riscontrata l’inattività delle aziende dalla data di loro costituzione fino al 31 dicembre 2009. Più di 1.300.000 euro di perdite che non avevano fermato le due società che avviavano imperterrite l’iter amministrativo per ottenere l’impattante variante urbanistica al Pianto
Territoriale Regolatore. Il Comune i Frosinone ed il Comune di Ferentino di fatto proseguivano la loro partecipazione all’interno della stessa società, non prendendo atto in alcun modo di quanto deliberato dalle autorità competenti.

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Abbattimenti sospetti di alberi a Guidonia, Legambiente presenta esposto per verifica autorizzazioni

Abbattimenti sospetti di alberi a Guidonia, Legambiente presenta esposto per verifica autorizzazioni
Legambiente presenta un esposto al sindaco del Comune di Guidonia Montecelio e al Comando provinciale di Roma del Corpo  Forestale dello Stato per chiedere la verifica degli abbattimenti di alberature ad alto fusto a Colleverde, di cui non si conoscono motivazioni e autorizzazioni.

La segnalazione giunta presso la sede regionale dell’associazione riferisce di drastici abbattimenti in via Monte Rosa, in prossimità di Via Nomentana, strada pubblica di Colleverde nel comune di Guidonia Montecelio. Nessun cartello indica il provvedimento in base al quale l’abbattimento sia stato autorizzato, l’unica indicazione riguarda cartelli di divieto di sosta causa attività di potatura accompagnati dalle classiche strisce alternate bianche e rosse.

“Vogliamo conoscere motivazioni e autorizzazioni che sono alla base di un’operazione così drastica -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Chiediamo al Sindaco e al Corpo Forestale di verificare l’accaduto ed intervenire nel rispetto della vegetazione e dell’avifauna nidificante, tenendo presente la valenza ecologica che essi rivestono.”

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AMA, Legambiente: esposto in Procura. Tre richieste per dignità aziende.

“Ora in AMA spunta anche il tariffario via sms per le assunzioni? È uno nuovo scandalo inaccettabile, stiamo preparando un esposto che manderemo in Procura e alla Corte dei Conti -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Ancora più grave è il silenzio dell’AMA stessa e del Sindaco Alemanno, sempre prolifici di comunicati, ma stavolta non trovano il tempo per intervenire in questo disastro. Noi cittadini, invece, torniamo a chiedere alcune cose precise: uno, azzeramento in autotutela delle nomine dei sindacalisti AMA, due, dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi dell’AMA e della Roma Multiservizi per presunte irregolarità chiediamo alle Aziende di sospendere in auto-tutela quegli appalti, per evitare nuovi costi ai romani. Tre, azzeramento del vertice della Multiservizi, dove è tornato in carica il pluri indagato Panzironi. Ci sembrano le normali richiesta minime per la dignità di aziende così importanti per la Capitale”.

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