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Goletta Verde, Legambiente Lazio: “Nuovo cemento dei porti minaccia le coste”

Anzio, Fiumicino, Civitavecchia, ma anche Ladispoli, San Felice Circeo e le isole pontine a rischio: una riorganizzazione dei porti esistenti eviterebbe lavori inutili e dannosi per l’ambiente.

Ben 10mila nuovi posti barca in porti e approdi turistici vecchi e nuovi rischiano di piombare nei prossimi anni nel Lazio, raddoppiando gli attuali 8mila. Porti praticamente ovunque, senza porsi il problema della cementificazione del litorale, del peggioramento della qualità delle acque del mare, della profonda modificazione delle correnti marine e quindi del peggioramento dei fenomeni di erosione costiera.

E’ questo l’allarme lanciato questa mattina da Legambiente Lazio, in anteprima durante la trasmissione Buongiorno Regione del TGR Lazio, collegata con la Goletta Verde ad Anzio. Proprio ad Anzio (Rm), è stato di recente approvato il progetto del nuovo porto da 791 posti barca; a Fiumicino (Rm) sono per ora fermi i lavori del nuovo Porto della Concordia realizzato in piena zona di esondazione a rischio R4 della foce del Tevere con ben 1.445 posti barca; sempre a Fiumicino, il 10 ottobre, è scaduto il bando che prevede anche un nuovo Porto Commerciale; a Ostia sono pronti a partire i lavori per portare i posti barca a 1.400; pericolo anche a Rio Martino (Lt), dove il porto sarà realizzato addirittura con risorse pubbliche della Regione (6,4 milioni di euro) e della Provincia di Latina (2,5 milioni); a Formia (Lt), si attende un nuovo diluvio di cemento del nuovo porto turistico “Marina di Cicerone” da 628 posti barca; a San Felice Circeo (Lt), grazie ai Tribunali sembrava essere scritta la parola fine sul raddoppio del Porto Turistico, ma con la scusa del “completamento funzionale del porto”, sono diversi i nuovi progetti che amplierebbero gli attuali 250 posti barca aggiungendone 100, 243 o 328 nel peggiore dei casi. “Siamo molto preoccupati, un diluvio di nuovo cemento minaccia le coste del Lazio, serve più equilibrio e attenzione, si rischia di peggiorare la qualità delle acque e di ridurre le aree balneabili compromettendo il futuro del mare e del turismo -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-.

Ciò che preoccupa di più è la cieca volontà di andare avanti con progetti inutili, in nome di un guadagno tutt’altro che certo: basta pensare che uno degli studio degli industriali della nautica affermava già diverso tempo fa che, senza aggiunger un metro cubo di cemento in più sulle coste italiane, si sarebbero potuti realizzare ben 39mila nuovi posti barca semplicemente riorganizzando, ristrutturando e adeguando i bacini esistenti.” E’ infinito l’elenco dei porti che si vorrebbero costruire. A Ladispoli (Rm) il 24 ottobre si analizzeranno i progetti presentati in conferenza dei servizi per un nuovo porto turistico (con annesse residenze probabilmente). Problemi anche sulle isole pontine: a Ventotene da diverso tempo è previsto un aumento di 150 unità nautiche, passando così da 30 a 180 posti, mentre a Ponza, sembra fermo il progetto di nuovo porto turistico a Cala dell’Acqua da 500 imbarcazioni, che si aggiungerebbe all’ampliamento dell’attuale porto turistico (450 posti). E dulcis in fundo, a Civitavecchia dal 2006 un progetto di massima, ipotizza un nuovo “Terminal Cina”, con una cassa di colmata di 3.000.000 di metri cubi per una banchina lunga 1,7 km e larga tra i 400 e i 600 m, per una superficie di 1.000.000 di m², coronata in mare aperto da un nuovo antemurale di quasi 2 km.

Opere faraoniche che aggraverebbero il rischio idrogeologico e aumenterebbero l’effetto erosivo già fortemente presente sulle coste del Lazio. “Ottomila posti barca rischiano di diventare in pochi anni quasi 18mila, cementificando pezzi  importanti delle coste del Lazio e minacciando le correnti marine e quindi peggiorando l’erosione -commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Porti costruiti in situazioni ambientali delicate, che troppo spesso si accompagneranno a case e centri commerciali. Ben 63 chilometri di coste laziali sono interessate da fenomeni di erosione, il 23% del totale, come confermano anche ricerche internazionali, nuove impattanti cementificazioni le metterebbero ancora più a rischio.”

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L’inutile commissario per Malagrotta

“Per chiudere Malagrotta non si può aprire una nuova Malagrotta. Non è uno scioglilingua, ma semplicemente il fallimento decretato del nuovo commissariamento sui rifiuti nel Lazio. Il rimpallo al Prefetto Pecoraro delle responsabilità del Sindaco Alemanno e della Presidente Polverini non può funzionare, la scelta d’imperio di un nuovo sito, senza l’assunzione contestuale di un nuovo modello per la gestione dei rifiuti della Capitale, ci porterà diritti sullo stesso percorso di Napoli, con barricate, proroghe e rifiuti per strada.” – così Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, ha commentato il commissariamento della discarica di Malagrotta nell’articolo pubblicato oggi nella rubrica RomaItalia di Affaritaliani.it.

Per chiudere Malagrotta bisognerebbe avere il coraggio di mettere in atto l’esatto contrario di un commissariamento, con il massimo coinvolgimento degli enti locali, dei cittadini, delle parti sociali, degli stessi privati e di tutti gli attori del settore, con strategie, azioni attuabili in tempi definiti e finanziamenti su riduzione, riuso e differenziata. Si dovrebbe accelerare sull’impiantistica per la differenziata e il trattamento dei rifiuti, le isole ecologiche per il riuso, attivando poi fino in fondo il ciclo industriale per il riciclaggio.

Il nuovo commissariamento, limitato nei poteri alla chiusura di Malagrotta con l’individuazione di un nuovo sito, sarà in questo senso una inutile iattura, peggiore dei dieci anni passati, quando nella Regione Lazio, come in tante altre inutilmente commissariate, si sono visti solo allargamenti di tutte le discariche.

Certo sulla scacchiera ci sono tanti pezzi disarticolati, che se non governati non possono produrre che il caos: la nuova procedura d’infrazione su Malagrotta, ennesimo schiaffo alla gestione dei rifiuti nel Lazio, le continue proroghe della Regione che dovrebbero chiudersi tra cinque mesi, i continui ricorsi di chi gestisce la discarica. Sui rifiuti manca una politica pubblica seria e rigorosa, non si possono rincorrere le esigenze dei privati ma nemmeno sopportare le inefficienze delle aziende pubbliche, al settore servono decisioni e certezze.

È chiaro che Il problema è Roma: il Sindaco Alemanno ha completamente abdicato al suo ruolo e ha lasciato programmare tutto all’AMA, con scelte manageriali assunte in splendida solitudine senza che da anni ci sia nemmeno un contratto di servizio approvato dal Consiglio cominale. Alemanno e il nuovo management di AMA hanno bloccato il già lento percorso ben avviato sul porta a porta, che fa toccare ogni giorno il 65% di differenziata nei quartieri romani coinvolti, dimostrando che basterebbe estendere questo modello per avere ottimi risultati. I metodi inefficaci attuati come il sistema misto cassonetto/postazioni mobili hanno, invece, danneggiato la raccolta differenziata, fatto infuriare i cittadini e ridotto la loro disponibilità a collaborare, aumentato in modo clamoroso la tariffa, passata da 500 a 630 milioni l’anno, più il recupero IVA che il Sindaco aveva promesso non avrebbe gravato sulle tasche dei cittadini. Scelte assurde, che portano ora la Capitale, sull’orlo del baratro, a chiedere una proroga al Ministero per la differenziata che serve solo a spostare gli obiettivi di legge al 2013 e al 2018.

Un contesto nel quale sono lampanti le scelte manageriali sbagliate di AMA, dove il nuovo CdA ha avuto molto tempo per dimostrare capacità e risultati, che non si vedono, e deve quindi lasciare senza che il Comune comunque lo riconfermi, per definire un nuovo management che comprenda le necessità di questa fase.

Serve un nuovo ciclo virtuoso, un nuovo modello di gestione dei rifiuti della Capitale, fondato su riduzione e riuso dei rifiuti e che veda crescere la differenziata in modo esponenziale passando al porta a porta. Sarebbe utile discutere di obiettivi, tempi e modalità piuttosto che perdere altro tempo con un pericoloso commissariamento. Queste sono domande ineludibili, a nostro avviso, non è rincorrendo le possibili localizzazioni di discariche o inceneritori a Fiumicino, Fiano, Riano o Malagrotta che si eviterà l’emergenza, servono piuttosto progetti e interventi quartiere per quartiere, coinvolgendo i cittadini in una bella sfida di civiltà e modernità.”

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Contro nuovo piano discariche, Legambiente Lazio aderisce alla manifestazione a Palidoro

Appuntamento domani 9 luglio alle ore 9 in località Torrimpietra (adiacenza via Aurelia)

Contro il nuovo piano delle discariche della Regione Lazio, Legambiente aderisce e partecipa alla manifestazione che si svolgerà in località Torrimpietra domani, sabato 9 luglio, promossa dal Comitato Rifiuti Zero Fiumicino.

Basta discariche, serve piuttosto un concreto e attuabile piano di raccolta differenziata porta a porta, riduzione, riuso e riciclo di materie prime, ma soprattutto la convinzione per realizzarlo. Per chiudere la vecchia Malagrotta ed evitarne una nuova, al di fuori di qualsiasi sciagurato commissariamento, le istituzioni devono intraprendere una nuova politica in materia di rifiuti, ben diversa dal progetto Alemanno – Polverini, “cassonetto-discarica-inceneritore”.

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Goletta Verde di Legambiente a Fiumicino “GIÙ LE MANI DALLA COSTA”

Grandi infrastrutture, cemento e il progetto della nuova discarica minacciano
seriamente il litorale e la sicurezza del territorio
Legambiente: “Verificare lo stop ai lavori del porto fino al ritiro delle
autorizzazioni.

Basta discariche: servono raccolta differenziata porta a porta, riuso e riduzione dei rifiuti. Ritirare subito il progetto per il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, occorre una proposta alternativa”

Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, in viaggio dal 22 giugno per denunciare le attività ai danni del mare e delle coste italiane, con il suo arrivo nel Lazio e in particolare a Fiumicino, lancia un monito importante per la salvaguardia del territorio: i progetti faraonici  del porto della Concordia e del raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, insieme alla proposta di localizzare una discarica e forse un inceneritore a Palidoro, sono una concreta minaccia che mette a rischio oltre il pregiato e delicato ecosistema, anche le possibilità delle comunità locali di essere protagoniste nello sviluppo economico e turistico del territorio. La denuncia di Legambiente è contenuta nel dossier presentato questa mattina a Fiumicino dall’associazione ambientalista e da alcuni comitati locali, dal titolo “Quale sviluppo per le coste
del Lazio?- Il caso Fiumicino”. Un caso emblematico di sviluppo ai danni del territorio, nonostante sia inserito in un contesto di estrema delicatezza che comprende i 7.750 ettari tutelati dalla Riserva Statale del Litorale Romano, nonché la riserva orientata della foce del Tevere. “I nuovi progetti previsti a Fiumicino disegnano uno scenario del tutto insostenibile per il territorio costiero italiano -dichiara Giorgio Zampetti, Portavoce di Goletta Verde-. Un porto in area a rischio idrogeologico molto elevato, un raddoppio aeroportuale in aree di massima tutela della Riserva del Litorale e una inutile discarica in pregiate aree agricole sono progetti inaccettabili e incompatibili, che vanno fermati per evitare danni al territorio. Lo sviluppo del futuro non può compromettere irreversibilmente il delicato equilibrio ambientale dell’area”.

A partire dal “Porto della Concordia” di Fiumicino, Legambiente con la Goletta Verde chiede cose molto precise a partire dalla verifica da parte della Regione Lazio dello stato dei lavori del porto, fermi da nove mesi, degli appalti e dei sub appalti, fino alla revoca delle autorizzazioni rilasciate e lo stop alla realizzazione del progetto dell’assurdo gigante di cemento. Sono previsti infatti 129.700 metri cubi e 104,29 ettari di demanio per 1.445 posti barca, nel pieno della Foce del Tevere, in area di esondazione del fiume a “rischio idrogeologico molto elevato” R4. Sul raddoppio dell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Roma, Legambiente chiede ad ADR il ritiro del progetto, un inutile e sciagurato diluvio di quasi un milione di metri quadri di suoli cementificate all’interno della Riserva Statale del Litorale Romano. La stessa società si faccia invece promotrice di una proposta di sviluppo alternativa che affronti anche il serio problema dell’inquinamento acustico ed atmosferico per le popolazioni residenti nell’area circostante, con i decibel già oggi alle stelle con punte oltre i 100 dB(A), secondo quanto emerge dall’unico monitoraggio disponibile, realizzato proprio da Legambiente e dal Comitato Fuoripista. La seconda aerostazione prevista, con centri congressi, alberghi, parcheggi, uffici, per un totale di 1.400 ettari, non serve. Ad agosto 2010 l’aerostazione esistente ha gestito, secondo ADR, circa 360 mila transiti, che con una proiezione annua significa che l’Aeroporto di Fiumicino sarebbe oggi in grado di movimentare oltre 65,5 milioni di passeggeri, senza considerare il completamento del molo “C”, che porterebbe la capacità ad almeno 70 milioni di passeggeri annui.

Ma in questi giorni il tema più caldo è certamente quello del sito per la nuova discarica della Capitale e forse per un inceneritore, collocati in una splendida area agricola a Palidoro, a nord di Fiumicino. Il Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio è pieno di belle intenzioni  sulla differenziata, ma prevede un “piano B” fatto di nuove discariche e inceneritori, nel malaugurato caso non si raggiungessero gli obiettivi. Basta discariche: Legambiente ha chiesto alla Regione Lazio di lasciare il posto ad una nuova politica pubblica sui rifiuti seria e rigorosa, che punti ad azioni concrete e investimenti su riduzione, riuso e riciclaggio dei materiali piuttosto che su discariche e incenerimento, rendendo protagonisti gli enti locali e i cittadini.

“Giù le mani dalla costa, basta inutile cemento per porti e aeroporti e progetti assurdi di nuove discariche, la crisi nel Lazio va superata puntando su riqualificazione e innovazione, la Regione deve rottamare una politica vecchia e scialacquona, attenta ai grandi interessi piuttosto che all’interesse pubblico di tutti -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Bisogna guardare al futuro: il territorio, l’acqua, il demanio, i beni comuni faranno la differenza per la qualità della vita e delle economie. Non si possono sperperare risorse così fondamentali per progetti inutili, chiediamo di verificare lo stop ai lavori del porto fino al ritiro delle autorizzazioni, un nuovo corso per la gestione dei rifiuti fatto di differenziata porta a porta, riuso e riduzione e una proposta alternativa al raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino”. Hanno partecipato all’iniziativa Florestano Bianchi e altri rappresentanti del Comitato Fuoripista, rappresentanti comitato no porto, rappresentanti comitato Fiumicino Rifiuti Zero.

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Goletta verde di Legambiente arriva nel Lazio

Con un ricco programma di attività ed iniziative coinvolgerà i cittadini
informandoli sullo stato di salute del mare e delle coste regionali

Da martedì 5 luglio a giovedì 7 luglio
Goletta Verde a Fiumicino, Anzio, Fondi e Gaeta

Continua la battaglia per liberare mare e spiagge dagli accessi negati
Legambiente: “Basta recinti, muri e tornelli per far ritornare il mare fruibile”

Primo appuntamento: “Aspettando Goletta Verde”

Martedì 5 luglio, Fiumicino (RM) -Ore 11.00
Presentazione del dossier “Fiumicino Porto/Aeroporto”
Via della Torre Clementina presso il ristorante ZiPina

Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente giunta alla sua ventiseiesima edizione, continua il suo lavoro di monitoraggio e d’informazione sullo stato di salute dei mari e delle coste italiane e torna nel Lazio da martedì 5 luglio per rilanciare con forza tematiche legate alla tutela dell’ambiente marino. L’esperienza di Goletta Verde è realizzata grazie alla collaborazione del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati , del Consorzio Ecogas, di Corepla, Nau!, e Novamont. I principi della sostenibilità e dell’ambientalismo scientifico guidano gli attivisti a bordo della Goletta Catholica e i nostri tecnici, che viaggiano a bordo del laboratorio mobile, effettuano rilevamenti puntuali con l’ obiettivo di scovare le situazioni che mettono a maggior rischio il mare: tanto le foci dei fiumi quanto i tratti interessati da scarichi abusivi o insufficiente sistema di depurazione. Durante la sosta nel Lazio, al centro dell’attenzione del team di Goletta Verde ci saranno anche altri temi di gran rilievo per l’ambiente e l’ecosistema marino regionale: abusivismo edilizio vista mare, opere di ripascimento delle spiagge, assurdi progetti di cementificazione del litorale, accessi negati al mare.

“Basta con gli accessi negati al mare, con la Goletta Verde riparte la battaglia di Legambiente per la libera fruizione del mare – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. – Le coste del Lazio sono belle quanto ricche di criticità, bisogna migliorare la qualità delle acque e contrastare abusivismo e nuovi scellerati progetti di cementificazione, ma tra le cose più odiose c’è la privatizzazione del mare. Vanno eliminati recinti, muri, tornelli facendo tornare lungomari quelli che oggi sono diventati lungomuri, a Ostia come a Fregene e Torvaianica, ma anche a Formia e Gaeta. Altro che concessioni ventennali e inverosimili diritti di superficie, stop alla privatizzazione dei litorali, liberiamo il mare”.

La strada da seguire è quella intrapresa dal Comune di Ardea, che si sta adoperando per rimuovere tutte quelle barriere che impediscono il libero accesso al mare, rendendolo accessibile a beneficio di tutti i cittadini. Legambiente torna a chiedere più controlli contro quegli stabilimenti che fanno pagare una ingiusta “tassa sul mare”, con sospensione e revoca delle concessioni a chi deturpa il litorale, ma anche l’allargamento degli spazi di spiaggia libera per i cittadini, come prevede la legge Finanziaria 2006, al comma 251 dell’articolo 1, dove stabilisce che “E’ fatto obbligo per i titolari di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione.”

Programma Goletta Verde nel Lazio
Martedì 5 luglio
Fiumicino (RM), Ore 11.00
Blitz “Aspettando Goletta Verde” presentazione del dossier “Fiumicino Porto/Aeroporto”.
Appuntamento ore 11 a Fiumicino in via della Torre Clementina c/o ristorante ZiPina.
Mercoledì 6 luglio
Anzio (RM), Ore 9.00
Appuntamento a Marechiaro con il circolo locale di Legambiente, il gruppo di surfisti e i cittadini
per la pulizia della spiaggia libera davanti ai pennelli.
Ore 11.00
Appuntamento per la presentazione del dossier “Erosione e Pennelli di Anzio”
Dalle ore 18.00 Visite a bordo di Goletta Verde
Giovedì 7 luglio
Fondi/Gaeta (LT), Ore 11.30
Appuntamento presso la foce del Sant’Anastasia per la presentazione dossier abusivismo a Fondi
Dal pomeriggio la Goletta Verde sarà a Gaeta presso il molo Caboto – Capitaneria di Porto e stand
informativo.
Martedì 12 luglio
Roma, ore 11.30

Conferenza stampa sui dati rilevati da Goletta Verde del mare del Lazio presso la sede di
Legambiente Lazio, Viale Regina Margherita 157.

Le campagne a bordo di Goletta
Sali a bordo: Per continuare il nostro lavoro abbiamo bisogno di te e della tua faccia! Goletta Verde è una grande esperienza collettiva, che vuole unire tutte le cittadine ed i cittadini che vogliono mpegnarsi a lottare per difendere il proprio territorio. Grazie al contributo di tutti si possono vincere le battaglie più grandi. Per questo ti chiediamo di metterci la faccia: vogliamo comporre insieme a tutti gli amici del mare lo striscione del tour di Goletta Verde 2012. Per maggiori informazioni visita il sito www.golettaverde.it

SOS Goletta
L’ambientalismo scientifico parte dal basso, i migliori conoscitori del territorio sono coloro i quali lo vivono ogni giorno, per questo Legambiente insieme a Goletta Verde chiede a tutti i cittadini di segnalare abusi, scarichi illegali, presenza di liquidi o sostanze sospette nell’acqua e di documentarle con una breve descrizione ed una foto ed inviarle tramite sms o mms al numero 346-0074114 o telefonando al numero  06- 862681 o ancora con una mail all’indirizzo scientifico@legambiente.it. Contribuisci anche tu a difendere il mare e i laghi dall’inquinamento!

Fish Scale! Il Progetto del Pesce Ritrovato
Quest’anno a bordo di Goletta Verde viaggia il progetto Pesce Ritrovato by Fish Scale, finanziato dalla Commissione Europea con lo strumento finanziario LIFE+, che mira a preservare la biodiversità marina, a riscoprire le specie ittiche locali, a ridurre gli scarti di pesca e infine a incrementare la domanda e il valore commerciale delle specie ritrovate. L’iniziativa è promossa dall’Acquario di Genova, insieme a Legambiente, Coop Liguria, Lega Pesca, Softeco Sismat Spa, Acgi Agrital, con il supporto della Regione Liguria e con la partecipazione di pescatori e ristoratori locali. http://www.fishscale.eu/

Veleni di Stato.
A bordo di Goletta Verde anche il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche che si prefigge di
sensibilizzare al monitoraggio e alla bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o
interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Un arsenale segreto creato dal regime fascista negli
Anni Trenta, o disperso dagli eserciti alleati nell’immediato dopoguerra, che a distanza di molti anni
rappresenta ancora una minaccia per i mari, i fiumi, i laghi e molti territori del nostro paese. Iniziative in
alcune delle zone più colpite in Italia: Ischia e Golfo di Napoli, Molfetta e Pesaro. www.velenidistato.it

I Partner di Goletta Verde:
Main partner: Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati- Coou
Partner: Consorzio Ecogas, Corepla, Nau!, Novamont
Media partner: Radio Kiss Kiss, La Nuova Ecologia
Lo staff di Goletta Verde sceglie i veicoli Peugeot con filtro antiparticolato FAP®.
Per i nostri veicoli utilizziamo Revivoil, l’olio rigenerato di Viscolube
Ufficio Stampa: Laura Binetti 346-4035191

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Piano Aeroporti: si ascoltino le organizzazioni sociali

Domani all’ENAC consultazione interistituzionale sullo Studio del Sistema Aeroportuale del Lazio e del Centro Italia “Le consultazioni territoriali sul Piano degli Aeroporti si devono fare allargando anche alle organizzazioni della società civile e ai tanti comitati cittadini che quotidianamente e con fatica si occupano della questione aeroporti nel Lazio – con queste parole Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commenta l’incontro che si terrà domani presso l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile a Roma per discutere su “Studio del sistema aeroportuale italiano, scenari e strategie di sviluppo” – Qualsiasi progetto sugli scali di Ciampino, Fiumicino, Viterbo o Frosinone va discusso e condiviso con i cittadini e le associazioni”.

A ricevere la lettera di convocazione sono stati solo i governi delle regioni del Centro Italia e i gestori aeroportuali del territorio; restano fuori invece le associazioni ambientaliste e i comitati territoriali che quotidianamente si occupano dei temi al centro dello studio. “Lo stesso Ministro dei Trasporti ha invitato l’ENAC ad ascoltare le organizzazioni sociali in merito alle linee del piano, ma quelle parole sono rimaste lettera morta – continua Parlati – Da tempo abbiamo manifestato l’esigenza di una pianificazione del sistema aeroportuale laziale, ma non vorremmo che questa riunione a porte chiuse serva solo a santificare interventi quali il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino o chissà quale altro megaprogetto. Chiediamo dunque all’ENAC di inviare copia del Piano anche alle associazioni e ai comitati, per esprimere un parere ed evitare soluzioni che fanno comodo solo a pochi” .

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