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2014/03/19 – Venerdì 21 marzo l’incontro ‘Bonifica e rilancio della Valle del Sacco, l’opportunità dei Fondi Europei’

“Nuove progettualità per un’area dilaniata dall’inquinamento che non può finire nel dimenticatoio”

Venerdì 21 marzo, ore 16 presso la Sala Convegni CIA, Via Brighindi 39 – Frosinone

Lo stato di avanzamento delle bonifiche, l’insussistenza del provvedimento di declassamento da Sito di Interesse Nazionale a Sito di Interesse Regionale, le prospettive per l’agricoltura e il punto di vista del territorio, questi i temi principali al centro della discussione dell’incontro “Bonifica e rilancio della Valle del Sacco, l’opportunità dei Fondi Europei”, che si svolgerà venerdì 21 marzo alle ore 16 presso la Sala Convegni CIA a Frosinone. “La situazione di inquinamento nella Valle del Sacco è quanto mai preoccupante e rischia di aggravarsi se non si interviene immediatamente su tutto il territorio – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone-. È tempo di agire e mettere in campo azioni urgenti, non ci possiamo permettere che finisca nel dimenticatoio. Serve il massimo sforzo da parte delle istituzioni per una risoluzione immediata a beneficio della salute di tutti gli abitanti della zona e dell’ambiente.”

La nuova programmazione dei Fondi Europei può essere un’opportunità importante per destinare grandi risorse alla bonifica completa della Valle del Sacco e permettere che un’area dalle così grandi potenzialità possa conoscere finalmente un vero rilancio in chiave sostenibile. “Il futuro della Valle del Sacco deve essere chiaro e condiviso, si prospetti l’avvio di progettualità nuove che siano volano di ritrovata bellezza – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Stiamo parlando di un territorio drammaticamente consumato da anni a causa di un inquinamento sregolato, per questo noi continueremo a batterci perché il sito sia riportato a livello di Interesse Nazionale. La gravità della situazione impone la necessità di fondi certi, controlli efficaci e procedure chiare per bonificare definitivamente il territorio.”

L’iniziativa si svolge nell’ambito dei “100 passi verso la XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno” in ricordo delle vittime delle mafie che si terrà a Latina il prossimo 22 marzo. Prenderanno parte al dibattito, tra gli altri: Fabio Refrigeri Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio, Giorgio Zampetti responsabile scientifico Legambiente, Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio, Mariadolores Furlanetto presidente Centro di Azione Giuridica Legambiente Lazio, Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone, Ettore Togneri presidente regionale Confederazione Agricoltori del Lazio, Alberto Valleriani presidente RETUVASA.

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2014/03/12 – Fondi Europei, Legambiente: “Scelte Regione vanno nella direzione giusta per dare un nuovo futuro al Lazio”

“Le scelte della Regione Lazio sui 2,6 miliardi dei nuovi fondi europei 2014/2020 vanno nella direzione giusta per dare un nuovo futuro al Lazio –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Le chiavi ambientale e sociale sono determinanti nella proposta che la Regione ha presentato, visto che 500 milioni di Euro saranno destinati alla sostenibilità, più di 200 all’innovazione, oltre 160 all’infrastrutturazione telematica e 270 a favore dell’equità sociale e circa 700 all’istruzione e alla formazione. Nelle prossime settimane saremo parte attiva col partenariato per arrivare a definire le misure e le azioni per far sì che questa enorme massa di soldi possa davvero cambiare il volto del Lazio
nei prossimi anni, per battere le crisi economica e ambientale. Siamo del tutto favorevoli a cancellare i bandi per finanziamenti “a pioggia”, serve piuttosto definire obiettivi e priorità volano di sviluppo per il Lazio e integrare i fondi per la formazione con quelli strutturali e per l’agricoltura. Serve un nuovo patto per una Regione verde e smart, che punti sui beni comuni, sul lavoro, sui diritti per diffondere benessere, qualità della vita, soddisfazione. Fondamentale anche riuscire a colmare il ritardo accumulato nei mesi scorsi, non rimandando indietro nemmeno un Euro dei 600 milioni ancora da spendere della passata programmazione 2007/2013.”

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Pendolari, Legambiente: ai pendolari servono più binari, più treni e migliori, a quando le risposte da Regione e Trenitalia?

“Avevamo tremato quando avevano detto che sarebbe tornato tutto alla normalità dopo gli pseudo lavori di manutenzione e avevamo purtroppo ragione: il servizio ferroviario è troppo carente, quando la Regione e Trenitalia spiegheranno ai cittadini come aumenteranno quantità e qualità del servizio? – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, dopo lo stop ai treni che ha riguardato Ladispoli -. Se in poche settimane i pendolari di linee diverse si trovano a piedi, senza la possibilità fisica di prendere il treno per spostarsi, è chiaro che non è un problema casuale, c’è una mancanza che investe il gestore Trenitalia e il controllore Regione Lazio. Che fine ha fatto l’1% del bilancio regionale promesso dalla Polverini? E perché la Polverini vuole ostinatamente spostare 500 milioni di euro di fondi europei dal trasporto pubblico ad altre voci di bilancio? Treni vecchi e rete ancora a binario unico richiedono investimenti seri, per il rinnovo del materiale rotabile e per il raddoppio delle linee ferroviarie, basta tagli e stop a qualsiasi aumento delle tariffe, la situazione è drammatica non si può aspettare più”.

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La Regione non tolga i fondi europei destinati al potenziamento del trasporto pubblico nel Lazio

APPELLO CONTRO IL DEFINANZIAMENTO DELL’ASSE 3 DEL POR FESR 2007/2010 CON GLI INVESTIMENTI DEDICATI ALLE INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITÀ

“Le scriviamo in vista dell’incontro del comitato di sorveglianza POR FESR 2007/2013 che si terrà nelle prossime ore, per chiedere con forza di rivedere la scelta di definanziare l’asse 3 del POR FESR, dedicato al potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico, per i prossimi anni”. Inizia così la lettera inviata dal presidente e dalla direttrice di Legambiente Lazio, Lorenzo  Parlati e Cristiana Avenali, al Comitato Sorveglianza POR Regione Lazio, alla presidente Renata Polverini, agli assessori al Bilancio e ai Trasporti, Stefano Cetica e Francesco Lollobrigida.

“La proposta di riprogrammazione presentata pochi giorni fa al tavolo di partenariato socio economico regionale –scrivono Parlati e Avenali- vede in sostanza la completa cancellazione dei soldi previsti nella vecchia programmazione, che per la parte FESR passerebbero da 241 a 41,6 milioni. Complessivamente il piano per il ‘miglioramento della qualità e dell’efficienza del TPL, potenziamento della rete infrastrutturale e dei nodi di scambio’ approvato nel 2008 dalla Regione Lazio prevedeva uno stanziamento nel settennio di 590 milioni dei quali 241 milioni di fondi FESR, 279 milioni di fondi FAS e 70 milioni di fondi regionali. Con la nuova proposta, non solo i 279 milioni di fondi FAS vengono tutti destinati al piano di rientro sanitario, ma anche i 200 milioni di fondi FESR sarebbero spostati su altri assi e attività, lasciando sull’asse 3 solo 41,6 milioni, in sostanza per iniziative già avviate (tra le quali il sistema di bigliettazione elettronica e il
piano di infomobilità) e senza avere alcuna certezza su eventuali fondi regionali sostitutivi”. “Tra gli investimenti previsti nel piano –sottolineano il presidente e la direttrice di Legambiente Lazio- ve ne sono di fondamentali per la mobilità del Lazio che non possono essere messi in discussione, a nostro avviso, tra i quali: il raddoppio della ferrovia Campoleone-Aprilia per oltre 30 milioni, l’acquisto di nuovi treni per 35 milioni e di nuovi bus per 49 milioni, il piano di sicurezza per le stazioni per 55 milioni, un programma per i nodi di scambio per 33,6 milioni. La spesa che fagocitava molti dei soldi era il parziale raddoppio della Roma-Viterbo per ben 326 milioni, che Legambiente sin dalla prima presentazione del piano aveva proposto di ridiscutere, prevedendo un project financing che sulla base di più limitati investimenti pubblici attivasse fondi privati arrivando quindi allo stesso necessario risultato, liberando però risorse per le altre linee ferroviarie pendolari, in particolare sul nodo di Roma, per avere ricadute positive in tutta la Regione”.

Negli ultimi dieci anni i numeri del trasporto ferroviario sono cresciuti moltissimo, i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187 mila a oltre 350 mila, ai quali si aggiungono i 200 mila delle ferrovie concesse. Numeri destinati a crescere ancora, secondo le stime di Legambiente, fino a 472mila passeggeri trasportati ogni giorno nel vicino 2015 sulle sole ferrovie regionali (con un incremento del 35%), che richiederanno almeno 40 nuovi treni, oltre a consistenti interventi di manutenzione sui 115 che circolano oggi ogni giorno e un assetto nuovo del nodo di Roma, con il quadrupicamento di alcune strozzature come quella di Campoleone ma anche completando finalmente l’anello ferroviario a nord tra la stazione Nomentana e Tor di Quinto, con la creazione di tre linee di attraversamento della città, aumentando la possibilità di interscambio nell’area urbana. Per il COTRAL i numeri sono ugualmente importanti ma le condizioni di viaggio dei 104 milioni di viaggiatori annui quasi drammatiche, rispetto ai mezzi, alle fermate, alle informazioni delle 9.000 corse giornaliere dei 4.554 collegamenti/linee, con 81,5 milioni di vetture/km all’anno.

“Crediamo che in questa fase di crisi e riduzione delle risorse pubbliche si debbano scegliere con molta attenzione gli investimenti da effettuare –concludono Lorenzo Parlati e Cristiana Avenalie ad esempio alcuni singolari progetti come un ascensore a Manziana per 1,2 milioni si debbano cassare, ma i 560mila pendolari del Lazio non possono assolutamente rinunciare a migliorare la situazione di emergenza nella quale vivono tutti i giorni, va data una risposta a quei cittadini, servono treni e bus più frequenti e puntuali, nuovo materiale rotabile e nuovi autobus, più puliti e meno affollati, biglietterie, informazioni. Va data una risposta alla domanda di trasporto pubblico sempre maggiore nelle aree metropolitane, contro traffico, congestione e inquinamento, tanto più in questo momento in cui è fondamentale ridurre le emissioni di CO2 per battere il riscaldamento globale, realizzando interventi che messi insieme rappresentano per il Lazio la nuova grande utile opera pubblica del secolo. Per questo chiediamo di mantenere le previsioni di investimento per l’asse 3 della mobilità, opere che garantirebbero peraltro lavoro e occupazione, favorendo l’uscita dalla crisi molto più di generici fondi ‘a pioggia’ per l’innovazione delle imprese”.

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