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Fondi: acque inquinate in località Lagurio. Legambiente chiede allerta del Sindaco e che siano individuati gli inquinatori

In seguito alle segnalazioni del Circolo Legambiente La Ginestra di Fondi circa la presenza di cattivi odori e schiume biancastre lungo un canale in località Lagurio a Fondi e al conseguente esposto di Legambiente Lazio alla sezione provinciale di Arpa Latina, le analisi di verifica hanno rilevato nei campioni di acqua prelevati un forte inquinamento di origine organica e una elevata presenza di Tensioattivi Anionici (MBAS). “Le analisi effettuate dalla sezione Arpa di Latina danno una prima risposta: il canale è inquinato e la causa più probabile sono gli scarichi non autorizzati. – ha detto Federica Prota, presidente del Circolo La Ginestra – A questo punto andremo avanti, per capire se questi fattori inquinanti hanno raggiunto anche la falda acquifera. Se così dovesse essere, la cosa sarebbe molto preoccupante, visto che nei dintorni del canale sono numerosissimi i terreni agricoli che si servono dei pozzi artesiani per l’irrigazione, e altrettanti sono gli allevamenti che utilizzano quell’acqua per l’abbeveraggio degli animali”.
Il canale risultato inquinato è collegato da un fiume al Lago di Fondi, un ecosistema molto delicato a causa della sua conformazione, parte del Monumento Naturale Lago di Fondi e del Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi. “Questi risultati vanno necessariamente approfonditi perché rappresentano un rischio per la salute umana – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Per questo è dovere del Sindaco di Fondi mantenere alta l’attenzione sugli utilizzi di quelle acque, vietandone ovviamente quelli domestici e agricoli. E al tempo stesso sarà indispensabile come sempre il lavoro delle forze dell’ordine affinché si chiariscano le cause dell’inquinamento delle acque e si risalga ai responsabili. Gli inquinatori vanno individuati, si tratta di criminali che devono rispondere dei loro reati, anche provvedendo alle spese di bonifica”. – ha concluso Parlati.

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Nuovo blitz della Goletta Verde di Legambiente ad Anzio: stop al cantiere dei “pennelli” antierosione

Stop al cantiere dei pennelli anti-erosione, Legambiente Lazio torna con un blitz della Goletta Verde ad Anzio. Nonostante l’esposto di Legambiente Lazio dell’estate scorsa, dove veniva evidenziata la mancanza della Valutazione di Impatto Ambientale del progetto, nei giorni passati sembra che il cantiere abbia ripreso a lavorare.

“Le 15 opere frangiflutti lunghe 100 metri, poste a 200 metri l’uno dall’altro, sarebbero una vera e propria trappola per il mare -affermano Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio, e Anna Tomassetti, presidente del Circolo Legambiente Le Rondini-. Il progetto è privo della Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lazio e va fermato subito, per verificare fino in fondo la fattibilità di questa inutile e impattante opera, secondo le normative di tutela ambientale. Visto le poche risorse disponibili, pensiamo che la Regione debba valutare opere di minore impatto, in stretto accordo con cittadini, associazioni e imprese. Le istituzioni non possono rimanere mute di fronte a questo abuso.”

Il progetto dell’Ardis, l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, prevede iniziative simili un po’ ovunque oltre ad Anzio, anche Nettuno, Latina, Fondi, Minturno, Terracina, Torvajanica e Ladispoli. Oltre all’impatto paesaggistico e sull’apporto solido nei mari, le opere frangiflutti, i cosiddetti “pennelli” sono pericolose per diversi motivi, tra i quali il mancato ricambio idrico tra la zona protetta ed il largo e la difficile, se non impossibile, accessibilità nautica della costa soprattutto a mezzi di soccorso.

Hanno partecipato alla conferenza rappresentanti del Green Ocean Surfing e associazioni locali. La Goletta “Catholica” rimarrà ad Anzio fino al 12 ottobre, quando il viaggio riprenderà per toccare San Felice Circeo (13-15) e Gaeta (16-19), prima della tappa conclusiva di Ventotene, in programma il 21 ottobre.

Per conoscere tutti gli appuntamenti della Goletta Verde è possibile consultare la pagina web www.legambientelazio.it

La campagna “Goletta Verde nel Lazio” è realizzata con il contributo della Regione Lazio – Assessorato all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile.

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Goletta Verde di Legambiente a Fondi Denuncia la piaga dell’abusivismo edilizio sulle coste del Lazio: 2.379 abusi solo nel 2009 nei Comuni costieri, ben 6,5 illeciti al giorno

Le ruspe passano in azione solamente nel 2,9 % dei casi
Legambiente: “Sono passati 4 anni. Restituiamo l’area
dell’ex ecomostro dell’Isola dei Ciurli ai cittadini”
Bandiera Nera al Comune di Pomezia: delocalizzare le strutture condonate non
deve significare altro cemento sul territorio

Ben 2.379 abusi edilizi sono stati commessi solo nel 2009 nei 23 Comuni costieri del Lazio (esclusa Roma), uno su sei del totale regionale di 15.426 abusi (il 15,4%), pari a ben 6,5 illeciti al giorno. Goletta Verde, la campagna itinerante di Legambiente che porta avanti da ventisei anni una lotta costante a difesa del mare e delle coste italiane, oggi a Fondi ha puntato i riflettori sul grave problema dell’abusivismo edilizio che affligge e distrugge l’integrità del patrimonio costiero regionale, analizzando gli ultimi dati ufficiali della Regione Lazio sul tema. D’altronde secondo il Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente, nello scorso anno nel Lazio, sono stati commessi 721 illeciti nel ciclo del cemento, il 10,4 % del totale nazionale, portando la regione al 3° posto nazionale, solo dopo Calabria e Campania, nella classifica delle illegalità nel ciclo del cemento. “Contro gli abusi edilizi vanno riaccesi i motori delle ruspe nel Lazio, soprattutto sulle coste, dove tra cavilli e scarsa determinazione le demolizioni si attuano solo in tre casi di abusivismo su cento –afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nonostante gli scempi continuino ad emergere in sostanza in modo costante nel tempo, in sostanza non si demolisce quasi mai, specialmente sulle coste, tranne in casi importanti come ad Ardea. Le forze dell’ordine e le  procure lavorano alacremente, ma bisogna mettere la parola fine agli scempi altro che assurdi diritti di superficie o incredibili premialità come nel bando di Pomezia, il territorio costiero è un bene importantissimo dal punto di vista ambientale, paesistico e anche turistico ma ha bisogno di tutela piuttosto che di cemento. Rilanciamo da Fondi un appello alla Regione Lazio, dove grazie a tante battaglie di Legambiente assieme a cittadini, e in prima fila di Luigi Di Biasio recentemente scomparso, l’abbattimento dell’ecomostro dell’Isola dei Ciurli rappresenta ancora oggi un monito contro i furbetti del mattone: serve più forza nelle acquisizioni degli abusi al patrimonio pubblico, nelle demolizioni dei manufatti, nella lotta alle illegalità”.

Nel contesto regionale, la provincia di Latina e Fondi in particolare, spiccano tristemente e risultano essere sempre più in preda al cemento abusivo. La regina dell’abusivismo sulle coste della nostra Regione è proprio la provincia di Latina, con 1.680 reati distribuiti sui 12 comuni costieri. Nel territorio provinciale, Fondi si colloca nel periodo 2004/2009 al 5° posto per numero di abusi rilevati, con 662 illeciti edilizi, il 3,1% del totale regionale. Un peso, che aumenta se raffrontato con il dato della provincia di Latina, dove il comune fondano pesa per il 28,5% sul totale degli abusi commessi negli ultimi 5 anni.

“Ancor più grave è il dato relativo alle demolizioni delle strutture abusive nel territorio comunale -dichiara Federica Prota, Presidente del Circolo di Legambiente di Fondi “La Ginestra”-, che nel 2009, è stato pari a zero, con nessun contributo reale al ripristino dello stato dei luoghi. Nei rari casi in cui gli ecomostri vengono abbattuti, i passi successivi tardano ad arrivare. Proprio per questo chiediamo all’amministrazione comunale di Fondi, la riapertura dopo 34 anni dell’area dell’ex ecomostro dell’Isola dei Ciurli, sottratta dopo 30 anni di battaglie all’illegalità, ma che da 4 anni aspetta inutilmente di essere restituita alla fruizione dei cittadini.”

A compromettere ulteriormente questo già triste scenario delle coste laziali, rischia di aggiungersi il temibile “diritto di superficie”, in buona sostanza, una svendita dei beni comuni. Nel decreto sviluppo, infatti, con una procedura alquanto discutibile, veniva introdotta una nuova tipologia di diritto di superficie, che incorporava sin dalla nascita, l’usucapione ventennale, quindi, di fatto, la proprietà privata del bene comune dopo 20 anni. Fortunatamente, lo scorso 20 giugno, con un maxi emendamento, al disegno di legge di conversione del decreto, i commi relativi alla sua introduzione venivano “soppressi”.

“La speranza è che l’eliminazione del diritto di superficie sia definitiva -afferma Giorgio Zampetti, Portavoce di Goletta Verde-, che non riappaia magicamente in Senato, dove il decreto è in discussione e che non si provi per altra via a far passare una siffatta norma svendi territorio. Legambiente ha sempre dichiarato la propria opposizione alla privatizzazione del demanio e ha sempre sostenuto a gran voce l’importanza della tutela degli eco-sistemi marini”.

La denuncia di Legambiente non è fine a se stessa, ma vuole spronare le Amministrazioni a rendere i litorali accessibili a tutti, puliti e liberi dal cemento. Per questo, in primo luogo chiediamo ai comuni costieri del Lazio, di iniziare finalmente ad inaugurare la stagione delle demolizioni, liberando così i loro bellissimi litorali dal cemento illegale che li soffoca.

Ma la risposta a questo fenomeno non deve causare altra cementificazione. Per questo oggi Goletta Verde, assegna la seconda bandiera nera nel Lazio al Comune di Pomezia, che per risolvere il problema delle costruzioni su area costiera ha individuato un sistema decisamente troppo pro cemento. Attraverso la pubblicazione di un bando, ha previsto assurde premialità del 400% per interventi di demolizione sulla fascia costiera e ricostruzione in altre aree. Un incredibile e inutile regalo alla parte peggiore del mondo dei costruttori, che va ben oltre le giuste premialità del “piano casa regionale” in vigore (50% e 60% in caso di destinazione alberghiera della nuova struttura) persino della pessima proposta di modifica dell’Assessore Ciocchetti, che tra l’altro porterebbe le premialità al 100%.

Una scelta in totale opposizione con quanto era stato indicato da Legambiente Lazio in favore di norme volte a determinare un “interesse pubblico” nell’inutile piano casa del Governo e della Regione Lazio: piani, per l’edilizia regolare e non certo per quella abusiva, per interventi straordinari di demolizione e ricostruzione degli immobili nei Comuni costieri, al fine di “arretrare” il fronte del costruito ai 300 metri previsti dalla Legge Galasso, con una premialità di cubatura tra il 25% e il 35%, che determinasse la possibilità di realizzare l’intervento, ovviamente in aree edificabili.

Ufficio stampa Goletta Verde:
Laura Binetti 3464035191

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Legambiente: sequestro Sant’Anastasia a Fondi è tappa importante per lotta abusivismo nel Lazio

“Il sequestro del camping Sant’Anastasia a Fondi segna una tappa importante nella lotta all’abusivismo nel Lazio, non si può fare carta straccia delle regole e poi piangere lacrime di coccodrillo – hanno dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Gino Paparello, segretario del Circolo Legambiente di Fondi – Se sui tredici ettari dove sono scattati i sigilli, di tende e roulottes non c’era quasi l’ombra, mentre si erano moltiplicate le strutture permanenti nonostante il divieto di edificazione sulla duna, c’è poco da manifestare, purtroppo ancora una volta è toccato alla Magistratura supplire alla disattenzione dell’amministrazione locale nella pianificazione e nel controllo del litorale”.

I reati contestati sono seri e pesanti: “lottizzazione abusiva e violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici esistenti”. In trent’anni la struttura ricettiva si è trasformata in un imponente  complesso turistico-residenziale fatto di strutture permanenti esclusivamente sulla base di una licenza amministrativa per l’esercizio di un semplice campeggio da realizzare con strutture amovibili. Dotato di bungalow, ristorante, bar, edicola, tabacchi, bazar, sportello bancomat, studio medico, strutture sportive, piscine, servizi igienici e persino di una piccola chiesa, il Sant’Anastasia ha assunto negli anni le sembianze di una vera e propria “cittadina” in riva al mare, estendendosi su un’area di circa tredicimila metri quadri localizzati sulla duna di Selva Vetere, zona per la quale il Piano regolatore di Fondi prescrive ovviamente un assoluto divieto di edificazione.

Il caso del Sant’Anastasia è solo l’ultimo prodotto della situazione di anarchia che, secondo i dati ufficiali della Regione Lazio, ha portato a Fondi a registrare ben 662 abusi edilizi dal 2004 al 2009, del tutto incondonabili, nonostante il disastroso III° Condono Edilizio che ha sanato abusi perpetrati entro e non oltre il 31 marzo del 2003.

“L’unico modo per garantire i giusti diritti dei lavoratori è eliminare le strutture illegali e ripristinare le regole di conduzione dell’attività di campeggio – hanno concluso Parlati e Paparello – Dopo gli abbattimenti dell’Isola dei Ciurli nel 2007, quella dei campeggi rappresenta un nuovo e doveroso passo avanti per far tornare a vivere un territorio per troppo tempo snaturato con costruzioni illegittime fin sulla duna costiera, ed è anche l’unica vera strada per far crescere un turismo sostenibile e durature in quelle aree. In tal senso porremo grande attenzione alla variante al piano regolatore di Fondi, che non potrà in alcun modo sanare gli abusi, ma rimettere ordine eliminando la cementificazione selvaggia, liberando e rinaturando le dune, riaprendo gli accessi al mare oggi spesso negati”.

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Parco archeologico di Centocelle: Legambiente sostiene la mobilitazione dei cittadini. Si sblocchino i fondi della Legge di Roma Capitale

Legambiente Lazio dà la sua piena adesione alla mobilitazione cittadina organizzata dalle realtà del quartiere Don Bosco che chiedono all’amministrazione comunale il completamento del Parco archeologico di Centocelle.

Per riproporre all’attenzione della Giunta di Roma e dell’opinione pubblica lo stato di incuria e insalubrità in cui versa il parco, che vanta una grande valenza ambientale, culturale, storica e archeologica, si terrà nel pomeriggio di sabato 2 aprile una festa popolare in Piazza Don Bosco, alla quale Legambiente Lazio parteciperà per sostenere i cittadini del popoloso quartiere nelle loro richieste di bonifica e tutela dei 120 ettari di parco.

“Quella del parco archeologico di Centocelle è una battaglia che va avanti dagli anni ottanta – afferma Mauro Veronesi, responsabile del territorio di Legambiente Lazio. Legambiente e altre associazioni ambientaliste allora si opposero agli 800.000 metri cubi di SDO previsti nell’area, finché il Ministro dei Beni culturali, Alberto Ronchey, non emise decreto di vincolo. L’area infatti contiene al suo interno la villa del primo imperatore cristiano, Massenzio, e qui trovavano alloggio gli Equites Singulares, i cento migliori cavalieri della guardia imperiale. Sono anni  che si cincischia nella delocalizzazione degli sfasciacarrozze prospicienti il parco e dopo lo sgombero del Casilino 700 nulla è stato fatto. Il parco oggi è una landa desolata e quindi non fruibile dai cittadini allo stato dei fatti, mentre se si salvaguardasse il sistema archeologico romano diffuso, che si concentra nelle periferie, si rivalorizzerebbero le aree marginali della Capitale. Vanno subito
impiegati, dunque, i Fondi della Legge di Roma Capitale.”

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Ciao caro Luigi

Luigi di Biasio ci ha improvvisamente lasciato, si è sentito male e se ne è andato a soli 62 anni.

Storico e battagliero presidente del nostro circolo Legambiente di Fondi, ha portato nell’associazione regionale e nazionale vertenze importanti come quella che pochi anni fa ha visto Legambiente protagonista nell’abbattimento dei ventidue scheletri dell’ecomostro dell’Isola dei Ciurli, splendida area oggi inserita nel Parco regionale dei Monti Ausoni e del lago di Fondi. L’ansia di legalità e la lotta contro l’abusivismo, la tutela della bellezza dei paesaggi da lottizzazioni e cemento, il contrasto ai poteri e alle mafie, anche grazie a Luigi sono patrimonio di tutti noi. Profondamente addolorati, ci uniamo agli amici e alla famiglia. Ciao caro Luigi, ci mancheranno il tuo affetto e appoggio e la tua passione.

Gli amici di Legambiente

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