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Chiusura Società Aeroporto di Frosinone, Legambiente: “Finalmente lo stop definitivo allo sciagurato progetto che avrebbe devastato un territorio già dilaniato dal grave inquinamento ambientale”

“Finalmente è stata riconosciuta la totale incoerenza con le esigenze del territorio di una sciagurata operazione che ha trovato da sempre l’ostacolo da parte di ogni ente chiamato a pronunciarsi in merito – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone-. È evidente l’incompatibilità con l’emergenza ambientale in cui versa l’intera Valle del Sacco, dilaniata da un pesante inquinamento ambientale da sostanze chimiche a cui si aggiunge l’emergenza legata all’inquinamento industriale e la pessima qualità dell’aria registrata negli ultimi anni, con gravi ricadute sulla salute dei cittadini.”

Grossi profili di irregolarità sono stati ravvisati negli anni alle società S.I.F. S.p.A e Aeroporto di Frosinone SpA prima dalla Corte dei Conti, che nel 2011 ne aveva riscontrato l’inattività rilevando più di 1.300.000 euro di perdite, mentre queste continuavano imperterrite a chiedere un’enorme variante urbanistica al Piano Regolatore, e nel settembre scorso da parte della Procura della Repubblica che ne aveva ipotizzato il reato di peculato.

“L’avvio alla chiusura della società Aeroporto di Frosinone mette per sempre la parola fine allo scellerato progetto di un impattante aeroporto a Frosinone, di cui da anni denunciamo l’infattibilità dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’area della Valle del Sacco e della provincia di Frosinone ha piuttosto bisogno di un’accelerazione delle operazioni di bonifica per il grave inquinamento da beta- esaclorocicloesano che interessa un’area di ben 120 mila ettari, come emerso dal recente dossier presentato nei giorni scorsi da Legambiente sullo stato delle bonifiche in Italia.”

Serve una nuova gestione del territorio che punti al suo risanamento completo e definitivo e vada verso la valorizzazione sostenibile di un’area dalle grosse potenzialità che va resa competitiva a livello nazionale.

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2014/03/19 – Venerdì 21 marzo l’incontro ‘Bonifica e rilancio della Valle del Sacco, l’opportunità dei Fondi Europei’

“Nuove progettualità per un’area dilaniata dall’inquinamento che non può finire nel dimenticatoio”

Venerdì 21 marzo, ore 16 presso la Sala Convegni CIA, Via Brighindi 39 – Frosinone

Lo stato di avanzamento delle bonifiche, l’insussistenza del provvedimento di declassamento da Sito di Interesse Nazionale a Sito di Interesse Regionale, le prospettive per l’agricoltura e il punto di vista del territorio, questi i temi principali al centro della discussione dell’incontro “Bonifica e rilancio della Valle del Sacco, l’opportunità dei Fondi Europei”, che si svolgerà venerdì 21 marzo alle ore 16 presso la Sala Convegni CIA a Frosinone. “La situazione di inquinamento nella Valle del Sacco è quanto mai preoccupante e rischia di aggravarsi se non si interviene immediatamente su tutto il territorio – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone-. È tempo di agire e mettere in campo azioni urgenti, non ci possiamo permettere che finisca nel dimenticatoio. Serve il massimo sforzo da parte delle istituzioni per una risoluzione immediata a beneficio della salute di tutti gli abitanti della zona e dell’ambiente.”

La nuova programmazione dei Fondi Europei può essere un’opportunità importante per destinare grandi risorse alla bonifica completa della Valle del Sacco e permettere che un’area dalle così grandi potenzialità possa conoscere finalmente un vero rilancio in chiave sostenibile. “Il futuro della Valle del Sacco deve essere chiaro e condiviso, si prospetti l’avvio di progettualità nuove che siano volano di ritrovata bellezza – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Stiamo parlando di un territorio drammaticamente consumato da anni a causa di un inquinamento sregolato, per questo noi continueremo a batterci perché il sito sia riportato a livello di Interesse Nazionale. La gravità della situazione impone la necessità di fondi certi, controlli efficaci e procedure chiare per bonificare definitivamente il territorio.”

L’iniziativa si svolge nell’ambito dei “100 passi verso la XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno” in ricordo delle vittime delle mafie che si terrà a Latina il prossimo 22 marzo. Prenderanno parte al dibattito, tra gli altri: Fabio Refrigeri Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio, Giorgio Zampetti responsabile scientifico Legambiente, Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio, Mariadolores Furlanetto presidente Centro di Azione Giuridica Legambiente Lazio, Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone, Ettore Togneri presidente regionale Confederazione Agricoltori del Lazio, Alberto Valleriani presidente RETUVASA.

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Chiusura Società Aeroporto di Frosinone: “Finalmente lo stop definitivo allo sciagurato progetto che avrebbe devastato un territorio già dilaniato dal grave inquinamento ambientale”

“Finalmente è stata riconosciuta la totale incoerenza con le esigenze del territorio di una sciagurata operazione che ha trovato da sempre l’ostacolo da parte di ogni ente chiamato a pronunciarsi in merito – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone-. È evidente l’incompatibilità con l’emergenza ambientale in cui versa l’intera Valle del Sacco, dilaniata da un pesante inquinamento ambientale da sostanze chimiche a cui si aggiunge l’emergenza legata all’inquinamento industriale e la pessima qualità dell’aria registrata negli ultimi anni, con gravi ricadute sulla salute dei cittadini.”

Grossi profili di irregolarità sono stati ravvisati negli anni alle società S.I.F. S.p.A e Aeroporto di Frosinone SpA prima dalla Corte dei Conti, che nel 2011 ne aveva riscontrato l’inattività rilevando più di 1.300.000 euro di perdite, mentre queste continuavano imperterrite a chiedere un’enorme variante urbanistica al Piano Regolatore, e nel settembre scorso da parte della Procura della Repubblica che ne aveva ipotizzato il reato di peculato.

“L’avvio alla chiusura della società Aeroporto di Frosinone mette per sempre la parola fine allo scellerato progetto di un impattante aeroporto a Frosinone, di cui da anni denunciamo l’infattibilità dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’area della Valle del Sacco e della provincia di Frosinone ha piuttosto bisogno di un’accelerazione delle operazioni di bonifica per il grave inquinamento da betaesaclorocicloesano che interessa un’area di ben 120 mila ettari, come emerso dal recente dossier presentato nei giorni scorsi da Legambiente sullo stato delle bonifiche in Italia.”

Serve una nuova gestione del territorio che punti al suo risanamento completo e definitivo e vada verso la valorizzazione sostenibile di un’area dalle grosse potenzialità che va resa competitiva a
livello nazionale.

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Legambiente plaude all’intervento di verifica depuratori in provincia di Frosinone

Legambiente plaude all’intervento di verifica depuratori in provincia di Frosinone: “Operazioni importanti per salvare il grave inquinamento delle acque in Ciociaria”

“I fiumi Sacco, Cosa, Liri e Gari nella provincia di Frosinone soffrono una grave situazione di inquinamento, interventi come questi sono fondamentali per prevenire e porre rimedio ai gravi problemi delle acque ciociare – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone, commentando l’operazione portata a termine stamattina da Carabinieri, NOE e Procura per la verifica di alcuni impianti di depurazione nella provincia a Ferentino, Anagni, Frosinone, Ceccano, Fiuggi, Veroli e Trevi nel Lazio-.”

“Troppo spesso si verificano problemi legati all’inquinamento di fossi, fiumi e mari in tutta la Regione – incalza Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. È fondamentale mettere mano a queste situazioni con tempestività durante l’inverno perché si arrivi a risolvere le situazioni critiche prima dell’arrivo dell’estate, a beneficio dell’ambiente e di tutti i cittadini. Preoccupa che importanti società come Acea Ato 2 e Acea Ato 5 che gestiscono il ciclo idrico con i soldi dei cittadini, possano incorrere in situazioni come queste.”

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Arresti a Frosinone per corruzione negli appalti dei rifiuti

Arresti a Frosinone per corruzione negli appalti dei rifiuti, Legambiente:
“Fatto gravissimo, vigilare per evitare conseguenze su settore delicato”
Manovrare gare d’appalto pubbliche è un fatto gravissimo e tanto più lo è nel settore dei
rifiuti così delicato e cruciale e sempre più nel mirino di infiltrazioni criminali nel Lazio.
“Quanto accaduto dimostra la vulnerabilità del settore dei rifiuti, dove gli appetiti in campo sono forti -dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone-. Staremo sulla vicenda con attenzione e cercheremo di capire quali saranno i risvolti. Non vogliamo che quanto accaduto possa avere ripercussioni negative su un servizio che già di per sé non ha prodotto risultati, a nostro avviso, soddisfacenti.”
Questa mattina la Gdf in seguito alle indagini della procura di Monza ha arrestato 26 persone di cui 12 agli arresti domiciliari accusati di percepire delle tangenti per manovrare le gare. Un giro d’affari, quello degli appalti, che arrivava ad oltre 260 milioni di euro. Arrestato anche il vicesindaco di Frosinone, con delega all’Ambiente e ai  Trasporti.

“Con l’emergenza rifiuti e veleni nella Valle del Sacco, c’è chi dirottava gli appalti sulla gestione e lo smaltimento dell’immondizia, è un fatto incredibile e vergognoso -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Le conseguenze sulla cittadinanza di una simile condotta illecita non possono essere sottovalutate. Ai cittadini deve essere garantito un servizio efficiente e una corretta gestione del ciclo dei rifiuti nel pieno della legalità. La scelta di chi gestisce i processi nel settore dei rifiuti è fondamentale e deve essere trasparente e oculata. Nella nostra regione il ciclo dei rifiuti sta registrando un giro illecito d’affari preoccupante, occorre scongiurare pericoli di infiltrazioni criminali.”

Al centro dell’indagine, secondo le notizie stampa emerse, vi sarebbe la società ‘Sangalli Giancarlo’, impegnata nella gestione del settore dei rifiuti e dei servizi ambientali: il titolare sarebbe stato messo agli arresti domiciliari mentre i figli sarebbero in stato di detenzione.

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Aeroporto Frosinone, Legambiente: progetto sciagurato, indagine procura conferma timori nostro esposto del 2011

Aeroporto Frosinone, Legambiente: progetto sciagurato, indagine procura conferma timori nostro esposto del 2011
Con l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura della Repubblica, si profilerebbero anche danni alla pubblica amministrazione per lo sciagurato progetto dell’aeroporto di Frosinone. I sospetti che Legambiente aveva avanzato nel 2011 ora sono anche nelle ipotesi degli inquirenti. Con un esposto alla Corte dei Conti l’associazione aveva avanzato responsabilità delle società Aeroporto di Frosinone SpA e S.I.F. SpA per danno erariale, ora l’ipotesi è quella non molto lontana di peculato.

“Saremmo di fronte ad uno spreco di denaro pubblico per un progetto risultato infattibile secondo il parere tecnico già dai primi passaggi e che noi più volte avevamo denunciato come privo di utilità pubblica anche per ragioni ambientali ed economiche -ha dichiarato Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio-. C’è un forte intreccio tra delitti contro la cosa pubblica e la speculazione ai danni del nostro territorio, come questi casi dimostrano. Oltre ad inquinare i territori, il rischio è quello di compromettere e alterare anche il buon funzionamento della pubblica amministrazione con un evidente doppio danno per la collettività.”

Le società S.I.F. S.p.A e Aeroporto di Frosinone SpA erano già stati sotto i riflettori della Corte dei Conti nel 2011 quando era stata riscontrata l’inattività delle aziende dalla data di loro costituzione fino al 31 dicembre 2009. Più di 1.300.000 euro di perdite che non avevano fermato le due società che avviavano imperterrite l’iter amministrativo per ottenere l’impattante variante urbanistica al Pianto
Territoriale Regolatore. Il Comune i Frosinone ed il Comune di Ferentino di fatto proseguivano la loro partecipazione all’interno della stessa società, non prendendo atto in alcun modo di quanto deliberato dalle autorità competenti.

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