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Dall’inizio del 2013, le polveri sottili sono state fuorilegge sei giorni su sette

Smog a Roma, nei primi giorni del 2013 polveri sottili fuorilegge sei giorni su sette a Tiburtina, Cinecittà, Francia e Preneste Legambiente Lazio: Sindaco Alemanno dopo necessarie targhe alterne deve prevedere azioni  per limitare mezzi privati piuttosto che continuare a fare scelte nella direzione opposta.
Dall’inizio del 2013, le polveri sottili sono state fuorilegge sei giorni su sette (85,7%) a Tiburtina, Cinecittà, Francia e Preneste; quattro su sette (57,1%) ad Arenula e Cavaliere; tre su sette (42,8%) a Cipro, Fermi e Magna Grecia. Quasi tutti oltre il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo (μg/mc) per la concentrazione media nelle 24 ore, i valori registrati ieri (7 gennaio) nelle diverse centraline: i peggiori, 117 microgrammi al metro cubo (μg/mc) a Cinecittà, 85 μg/mc a Tiburtina, 83 μg/mc a Preneste e 70 μg/mc a Francia. E’ questa la classifica delle centraline “più puzzone” della rete di monitoraggio Arpa Lazio, che Legambiente Lazio ha elaborato in occasione del primo giorno di targhe alterne del 2013. “I primi giorni dell’anno nuovo nella Capitale sono stati all’insegna dello smog e le polveri  sottili, il Sindaco Alemanno dopo essere stato costretto ad adottare targhe alterne e blocchi, necessari in questa situazione di emergenza smog, deve prevedere  azioni strutturali nel senso di una limitazione dei mezzi privati a vantaggio del trasporto pubblico piuttosto che chiacchierare o continuare a fare scelte nella direzione opposta –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Anche in questo caso manca la volontà politica di garantire ai cittadini un’aria respirabile e allo stesso tempo il diritto a muoversi. In questi ultimi anni nella Capitale, i pullman turistici e i camion merci scorrazzano liberamente grazie a regole lassiste, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali ma non se n’è quasi visto un metro quadro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing è fermo. A Roma è sempre più difficile muoversi e respirare, vanno cancellate le tariffe agevolate per la sosta tariffata e creata una vera rete di corsie preferenziali per potenziare il mezzo pubblico, le auto vanno allontanate dal centro per avere un beneficio nell’intera città pedonalizzando l’area del Colosseo, come hanno chiesto i seimilaquattrocento cittadini che hanno firmato la proposta di delibera popolare di Legambiente. Le targhe alterne non possono rimanere un provvedimento isolato.”

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Centrale Civitavecchia: unico scandalo è continuare a rinviare l’attuazione delle prescrizioni di legge.

“Sulla centrale di Civitavecchia l’unico scandalo è continuare a rinviare l’attuazione delle prescrizioni di legge, mentre l’impianto a carbone invece lavora da tempo. La politica dei due tempi non può funzionare, non si può sacrificare la salute sull’altare del lavoro, è una logica perdente anni ’50 -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. I cittadini si lamentano da anni dell’inquinamento legato alla produzione energetica quanto al porto, in certe condizioni meteorologiche, la circolazioni dei venti e la pressione formano una specie di cappa di polveri sopra la città. Eppure per la centrale, i dati del sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni SME non vengono resi noti, non si è più parlato degli interventi di abbattimento del rumore così come del nuovo impianto integrato di trattamento delle acque reflue, il progetto di riqualificazione ambientale della Pineta della Frasca non è stato riformulato anche per colpa della precedente amministrazione comunale, nell’area dove sarebbero dovuti sorgere il “Parco dei serbatoi” ed una pista ciclabile sono stati sequestrati 800mila metri cubi di materiale di drenaggio. ‘Ciliegina sulla torta’ il già discutibile trapianto di Posidonia Oceanica presenta diverse aree distrutte, per le quali non sembra esistere nessuna manutenzione. E’ evidente che non abbiamo mai digerito la scelta del carbone, tutti sanno che è il combustibile più inquinante dal punto di vista della CO2 e dei cambiamenti climatici, ma almeno l’azienda rispetti le prescrizioni, la fatica su questo tema è oggettivamente davvero enorme.”

Legambiente osserva con attenzione gli atti che il Sindaco del Comune di Civitavecchia sta prendendo in merito al rispetto delle prescrizioni previste nel Decreto VIA n. 680/2003 del Ministero dell’Ambiente, relativo alla Centrale di Torre Valdaliga Nord, in particolare l’ipotesi di una ordinanza di chiusura della centrale.

“Dopo tanti anni di accordi calati dall’alto stavolta speriamo che il Sindaco vorrà ascoltare non solo l’azienda ma anche le associazioni e i comitati -conclude Parlati-. E’, infatti, proprio grazie all’insistenza dei comitati e di Legambiente, che qualche tempo fa in merito presentò anche un dettagliato esposto alla Procura, se dopo molti anni almeno è stata messa in funzione la rete di monitoraggio della qualità dell’aria. Allo stesso tempo, ci chiediamo che fine abbia fatto la procedura per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, avviata sin dal 2009 ma mai
conclusa, anche in quel caso forse a causa di numerose mancanze che Legambiente e comitati analizzarono nelle numerose osservazioni presentate, quali ad esempio la mancanza di un’analisi di
area vasta, di una esauriente descrizione del tipo e dell’entità delle emissioni, la definizione dei valori limite, la descrizione delle caratteristiche chimico fisiche del carbone utilizzato, il carico
inquinante delle acque depurate e la gestione dei fanghi.”

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