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Legambiente aderisce all’appello per salvare i Gatti di Porta Portese

Legambiente aderisce all’appello per salvare i Gatti di Porta Portese: Comune preveda subito primi lavori per sventare chiusura oasi felina
Legambiente aderisce all’appello per salvare i “Gatti di Porta Portese”. Dopo molti anni di rimpalli di responsabilità, stavolta è serio il rischio della chiusura della struttura gestita dai volontari dell’ARCA Colonia felina della Piramide Onlus. Come la stessa associazione denuncia dal 2003, la struttura che ospita i felini sta cadendo a pezzi nonostante alcuni interventi di manutenzione ordinaria realizzati: se i lavori non saranno avviati nei prossimi giorni la struttura dovrà chiudere, spostando gli animali presso altre strutture, come ha intimato il Comune di Roma dopo un’ispezione all’area del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

“Gli oltre duecento gatti di Porta Portese non sono pacchi da spostare, il Comune preveda subito i primi lavori urgenti alla struttura per sventare la chiusura -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Quella del gattile gestito dall’Arca è un’esperienza bella e particolare, gli animali vengono accuditi e curati, ma vivono liberi lungo le sponde del Tevere, spostarli o magari chiuderli in gabbie sarebbe una cosa folle. Chiediamo anche al Sindaco di fare immediata chiarezza rispetto all’ipotesi che la struttura di Porta Portese sia nell’elenco degli immobili che il Comune di Roma intende vendere, come di recente previsto nell’ultimo bilancio.”

L’Oasi di Porta Portese solo fino al 30 settembre scorso, nel 2012, ha dato riparo a circa 106 gatti,
dei quali ben 68 sono stati adottati. Tra i 260 e più gatti che abitano l’oasi felina ci sono gatti FIV e
FELV che vivono in uno spazio appositamente creato per loro, necessitano di particolari attenzioni e
difficilmente potrebbero trovare altre soluzioni per vivere.

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NO alla deportazione dei gatti di Porta Portese

NO alla deportazione dei gatti di Porta Portese

Volontariato e animali, Legambiente: prima il gattile di Porta Portese, poi il canile di Vitinia. Il Comune fermi la chiusura delle strutture pubbliche gestite da volontari.

Domani mattina Legambiente sarà assieme ai volontari dell’ARCA per sventare il rischio di deportazione per i gatti dell’Oasi Felina di Porta Portese. In attesa di una conferma certa riguardo la sospensione dello sgombero e l’avvio dei lavori per risistemare la struttura, Legambiente estende l’invito a tutti i cittadini e a tutti gli amanti degli animali, per la difesa dei 260 gatti di Porta Portese.

“Andremo a trovare i gatti di Porta Portese e invitiamo tutti i cittadini a farlo assieme a noi, per sostenere i volontari dell’Arca e sventare il trasferimento dei gatti -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.- Se è vero che le risorse sono state stanziate dal Comune, non ha alcun senso procedere con lo sgombero degli animali, hanno diritto a continuare a vivere nel loro habitat naturale curati e protetti. Questo scempio va fermato, gatti e cani non sono pacchi, non possono essere deportati.”

Legambiente rilancia l’appello per salvare le strutture gestite da volontari delle associazioni, come l’Oasi di Porta Portese ed il Parco Canile di Vitinia: quelle esperienze dimostrano che le aree verdi possono essere utilizzate per far vivere a cani e gatti un po’ di libertà, esperienza difficile da offrire nella maggior parte delle strutture.

“La scelta di chiudere strutture pubbliche, gestite da associazioni di volontari, è del tutto incomprensibile, significherebbe aumentare le spese per il Comune e dismettere edifici di proprietà comunale piuttosto che manutenerli -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Il gattile di Porta Portese richiede lavori di ristrutturazione da anni nonostante le incessanti richieste dei volontari e la presenza di fondi per la sua attuazione, mentre il canile di Vitinia ha resistito alle pesanti piogge delle ultime  settimane dimostrando una buona condizione. Lanciamo un forte appello ai cittadini, è impensabile dover assistere alla fine di queste belle storie che vedono protagonisti volontari e animali affidati alle loro cure.”

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Legambiente denuncia lo scandalo per la chiusura dell’Oasi di Porta Portese.

Legambiente denuncia lo scandalo per la chiusura dell’Oasi di Porta Portese. Disponibili i fondi per ristrutturazione ma il Comune preferisce spostare i gatti altrove a pagamento

Ormai il trasferimento dei gatti dell’Oasi di Porta Portese sembra davvero certo e Legambiente non ci sta. Secondo la nota giunta poche ore fa ai volontari e firmata dal Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde del Comune di Roma, il trasferimento dei gatti è stato fissato e avverrà il 6 e 7 dicembre con le seguenti procedure “il trasferimento in questione riguarderà solo i gatti presenti stabilmente all’interno dell’Oasi Felina, i quali verranno trasportati presso la struttura convenzionata Hotel Cani e Gatti che si occuperà con proprio personale del trasporto dei felini”.

“Nonostante tutte le rassicurazioni da parte del Comune e il fatto che nel bilancio di assestamento dovrebbero essere disponibili dopo decenni i soldi per i lavori, è puntualmente arrivata la lettera per l’avvio dello sgombero dell’oasi felina di Porta Portese, uno scandalo con conseguenze disastrose -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Bisogna tutelare coloro che lavorano nella struttura che ospita il gattile, ma i gatti non possono essere vittime silenziose delle scelte insensate del Comune che trasferisce animali come pacchi, portati all’ennesimo gattile e destinati forse al dimenticatoio. Se davvero i soldi sono stati trovati, allora avrebbe senso avviare i lavori di risistemazione e mettere tutto a norma, finalmente dopo dieci anni di denunce da parte dell’ARCA stessa che ha in gestione la struttura. Chiediamo all’Assessore all’Ambiente di procedere con i lavori senza spostare i gatti perché ciò significherebbe chiudere una bella ed utile esperienza di volontariato a Roma. In mancanza di risposte il 6 mattina saremo al gattile per protestare assieme ai volontari e ai cittadini.”

In tutto ciò per spostare i gatti e farli vivere nella nuova struttura convenzionata, il Comune dovrà
sobbarcarsi altre spese, aggiungendo un ulteriore costo per le tasche dei cittadini per il mantenimento di questi animali, che diversamente si sarebbero potuti spostare all’interno del gattile di Porta Portese durante la ristrutturazione degli ambienti senza costi aggiuntivi se non quelli dei lavori. Piuttosto nebuloso il destino dei gatti liberi ma ospiti dell’Oasi. Nella stessa lettera, si dice infatti, che “Per quanto riguarda gli altri gatti che vivono stanziali tra il gattile e la sottostante sponda del Tevere, sarà prevista l’amministrazione di cibo ed eventuale assistenza a cura delle volontarie dell’Associazione ARCA fino a scadenza della convenzione in essere prevista per il prossimo 31 dicembre”- secondo quanto indicato dal Comune per ciò che riguarda “un numero imprecisato di altri gatti che saltuariamente entrano all’interno del gattile solo per mangiare ma che vivono in modo stanziale tra la citata Oasi Felina e la sottostante sponda del Tevere”.

Cosa accadrà dopo il 31 dicembre è un mistero, come la scelta di ignorare il fatto che tutti i gatti della colonia felina di Porta Portese siano registrati e sia loro stato impiantato il microchip e siano, quindi, sotto la diretta responsabilità del Comune stesso che però non indica se per l’anno nuovo i gatti stanziali continueranno a ricevere cibo da qualcuno, forse dai volontari dell’Associazione ARCA che per quella data non avranno nemmeno una struttura che li accolga.

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