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GOLETTA DEI LAGHI 2018 PRESENTA I RISULTATI NEL LAZIO

5 PUNTI INQUINATI NEL LAGO DI BOLSENA E 4 NEI LAGHI PONTINI SUI QUALI PARTONO GLI ESPOSTI DI LEGAMBIENTE ALLE PROCURE COMPETENTI

“Ancora troppe criticità nei laghi del Lazio, siamo a disposizione dei Comuni purché si intervenga fermando gli scarichi fognari che segnaliamo” 

A conclusione dei campionamenti e delle analisi sui laghi laziali, sono stati presentati i risultati del monitoraggio microbiologico effettuato dai tecnici della Goletta dei Laghi. 12 punti risultano inquinati o fortemente inquinati su 22 prelievi, nei laghi di Bolsena, Bracciano, Vico, Canterno, Albano, Paola, Fondi e Fogliano. 5 punti critici nel Lago di Bolsena su 6 prelievi, 4 nei laghi pontini di Paola, Fogliano e Fondi su 6 prelievi, 3 a Bracciano su 4 prelievi. Sul lago di Bracciano e sul lago di Paola a Sabaudia (LT) inoltre, i tecnici di Legambiente inisieme a quelli di Enea, hanno svolti i monitoraggi delle microplastiche in acqua, i risultati in termini di presenza e caratterizzazione dei frammenti di plastica, verranno presentati dopo le dovute analisi nel prossimo autunno.

“Le analisi della Goletta dei laghi confermano nuovamente la presenza di troppi punti critici nei laghi del Lazio, straordinarie risorse naturali da preservare con molta più cura e maggior impegno – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – ai comuni e agli enti territoriali interessati chiediamo di intervenire sui luoghi che segnaliamo, per risolvere le criticità puntuali emerse con evidenza incontrovertibile; non diamo alcun giudizio sullo stato di salute complessivo tantomeno patenti di balneabilità per la quale ci sono i controlli di Arpa Lazio, ma segnaliamo che nei laghi entrano troppi scarichi fognari non depurati che ne mettono a rischio la salute, il più delle volte peraltro, in punti non campionati dalle autorità competenti. Nello splendido scenario naturale del Lago di Bolsena, le amministrazioni comunali, devono intervenire dove continuiamo a segnalare risultati pessimi, riconducibili inequivocabilmente alla presenza di fogne non depurate. Nei laghi pontini, molto più piccoli e fragili, i comuni e gli enti parco devono monitorate più e meglio gli scarichi fognari che dalla città di Sabaudia sversano nel Lago di Paola e quelli che da Fondi arrivano all’omonimo lago, ma anche frenare gli scarichi fecali che entrano nel lago di Fogliano. Per questi motivi abbiamo deciso di inviare esposti alle procure competenti per il Lago di Bolsena e per i Laghi pontini, chiedendo che si possano così individuare le responsabilità degli scarichi fognari e di eventuali mancati controlli da chi avrebbe dovuto farne”.

Nel lago di Bolsena (VT), su 6 punti campionati, 5 risultano fuori dai limiti. La Foce del Torrente nei pressi del Parco giochi a Montefiascone è risultata fortemente inquinato come peraltro da oltre un decennio Goletta dei Laghi segnala, così come l’acqua del lago della spiaggia in fondo a Via Cava a Marta. Anche i due punti campionati a San Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro – il Fosso Ponticello e il canale della località Prati Renari – risultano fortemente inquinati. Se il primo è così già dal 2015, il secondo punto di rilevamento vede invece un peggioramento – da inquinato a fortemente inquinato – rispetto all’anno scorso. Risulta infine inquinato il punto di Foce del Fosso Cannello (o Fosso Rigo) a Gradoli, con un miglioramento relativo rispetto al 2016 quando era risultato fortemente inquinato.

Sui laghi pontini costieri, su 6 prelievi effettuati, ben 4 punti risultano con valori fuori dai limiti per presenza di organismi microbiologici di origine fecale. Nel Lago di Fogliano tra Latina e Sabaudia (LT) il punto di campionato sul Canale sulla Strada Litoranea 626 è risultato fortemente inquinato, punto che si trova peraltro all’interno dell’area dell’Ufficio Territoriale della Biodiversità – Parco Nazionale del Circeo – Località Cicerchia. Sul lago di Paola a Sabaudia (LT) è risultato entro i limiti il monitoraggio nei pressi della Strada di Selva Piana ma il Canale su Via Orsolini Cencelli è risultato fortemente inquinato, così come il Canale su Via dei Bersaglieri, entrambi provenienti da aree antropizzate. Più a sud è stato campionato in due punti anche il Lago di Fondi (LT): il prelievo sul Canale su Via Acquachiara, proveniente dalla città di Fondi (LT) è risultato fortemente Inquinato, entro i limiti il Lago alla foce del canale Portella che arriva da Monte San Biagio (LT).

“Da questi giorni di campagne e approfondimenti emergono anche aspetti positivi come la costruzione di molti Contratti di Lago, ed è importante e giusta l’istituzione da parte della Regione dell’ufficio di scopo per i Contratti di Fiume che ha un compito strategico da portare avanti in tutto il territorio laziale. Veniamo anche dalla sentenza emessa dal tribunale delle acque che, respingendo il ricorso di Acea e Comune di Roma, ha fermato le captazioni del gestore idrico nel Lago Bracciano, siamo a disposizione – conclude Scacchi – dei comuni del lago contro futuri tentativi di emulgimento, ma anche per fermare gli sversamenti di reflui che i nostri tecnici hanno rintracciato. Tutelare la ricca biodiversità degli ecosistemi lacustri del Lazio, continuerà ad essere prioritario per Legambiente e indispensabile per lo sviluppo ecosostenibile delle comunità locali: torneremo a dare il nostro contibuto nei prossimi mesi quando presenteremo i risultati dei monitoraggi che con Enea in questi giorni sono stati svolti per analizzare, oltre agli scarichi fecali, anche la presenza di microplastiche nei laghi”.

 

Nel lago di Bracciano (RM), è risultato entro i limiti il prelievo nei pressi dell’incile dell’Arrone ad Anguillara Sabazia (RM), fortemente inquinata la Foce del fosso della Lobbra, così come è fortemente inquinato il lago, allo sbocco del Fosso di Grotta Renara. Anche il Canale presso incrocio tra Via della Rena e Via San Pietro a Trevignano Romano (RM) è risultato doppiamente fuori dai limiti.

Il Lago di Bracciano inoltre è stato oggetto di un nuovo tipo di analisi relativa alla ricerca di micro plastiche anche nella colonna d’acqua. “Grazie alla collaborazione tra Enea e Legambiente è stato possibile inserire nel programma del lago laziale un ulteriore attività – dichiara Loris Petrelli, ricercatore Enea – dalla prossima edizione questo ulteriore indicatore sarà inserito in modo permanente nel programma di analisi di ogni lago”.

Entro i limiti, per presenza di microrganismi fecali, i 2 prelievi sul Lago Albano, i 2 sul Lago di Canterno a Fiuggi (FR) e i 2 prelievi sul Lago di Vico a Ronciglione (VT) e Caprarola (VT).

“La Goletta dei Laghi da tredici anni attraversa il Paese alla ricerca delle principali criticità che affliggono i bacini lacustri italiani non solo relative alla cattiva o mancata depurazione delle acque, ma all’intero sistema territoriale che insiste sui bacini – spiega Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei laghi – quest’anno la campagna di Legambiente ha scelto di fare i campionamenti non in relazione ai chilometri di costa ma concentrandosi sui “malati cronici”, cioè i punti dove la contaminazione derivante da mancata depurazione è sempre risultata dalle nostre analisi ben oltre i limiti di legge”.

 

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La Goletta dei Laghi di Legambiente presenta i risultati del monitoraggio scientifico nel Lazio:

La Goletta dei Laghi di Legambiente
presenta i risultati del monitoraggio scientifico nel Lazio:
Sette i laghi monitorati dai biologi del cigno azzurro
8 punti risultati inquinati sui 23 monitorati
Legambiente: “Depurazione, tutela della biodiversità e pianificazione progettuale:
queste le chiavi per continuare a migliorare lo stato ecologico dei nostri laghi”

Ventitré sono i punti campionati dai tecnici di Legambiente nei Laghi laziali; di questi 4 sono risultati fortemente inquinati e 4 inquinati mentre gli altri sono rientrati nei limiti di legge. Restano alcune criticità ma significativi passi in avanti sono stati fatti nella qualità delle acque anche grazie all’impegno profuso in que- sti anni da Legambiente e dalla Goletta dei Laghi, la campagna realizzata con il  contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont e, per le tappe romane, anche con il contributo della Provincia di
Roma.

Quest’oggi, n ella sala dedicata a Peppino Impastato di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, ad illustrare luci ed ombre dello stato di salute dei laghi regionali sono intervenuti, Clara Vaccaro, Sub Commissario all’Ambiente della Provincia di Roma, Giorgio Zampetti, Responsabile scientifico Legambiente Nazionale, Si- mone Nuglio, Portavoce di Goletta dei Laghi, Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio e Roberto Scacchi, Direttore di Legambiente Lazio.

“Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008 – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. Le analisi eseguite nei laghi laziali evidenziano che, dove abbiamo riscontrato situazioni critiche, i problemi arrivano direttamente da fossi, canali o scarichi che ancora continuano a portare reflui fognari non depurati negli specchi d’acqua. Un monitoraggio, quello di Goletta dei laghi, che individua le situazioni ancora irrisolte e offre gli elementi e i dati per avviare un costruttivo confronto con le amministrazioni e gli enti preposti, approfondirne la cause e valutare le possibili soluzioni.”

“Guardando ai risultati che presentiamo oggi, –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio possiamo affermare di aver ben capitalizzato gli sforzi per la tutela dei bacini lacustri regionali. Eppure ancora tanto rimane da fare. Infatti, per quanto i risultati degli esami batteriologici eseguiti dai tecnici della Goletta dei Laghi mostrino dei risultati positivi in alcuni dei punti dove negli anni scorsi avevamo segnalato delle criticità, non bisogna per questo abbassare la guardia. Occorre potenziare gli investimenti su reti fognarie, condotte circumlacuali e depurazione – sottolinea Parlati – individuare i progetti più urgenti da finanziare subito e pianificare nuove azioni da sostenere con il POR 2014-2020 europeo, rivolgendo particolare attenzione alle aree interne. Non solo, con il passaggio della Goletta dei Laghi vogliamo ribadire il nostro impegno verso la salvaguardia a 360 gradi dei nostri laghi, richiamando le istituzioni ad impegnarsi in progetti speciali di bonifica, come nel caso del Lago di Vico, che non può più attendere ulteriori ritardi”.

I risultati della fotografia scattata dai biologi della Goletta dei Laghi di Legambiente, come di consueto, oggi saranno trasmessi ai Comuni e alle Province competenti, oltre che all’Arpa e alla Regione Lazio, sollecitando ulteriori analisi e interventi. Ed ecco nel dettaglio i risultati delle analisi microbiologiche condotte nei laghi di Bracciano, Albano, Bolsena, Posta Fibreno, Turano, Salto e Vico.E’ il lago di Bracciano, in provincia di Roma, a destare le maggiori preoccupazioni: su un totale di 5 prelievi realizzati nel perimetro dello specchio d’acqua dai biologi di Legambiente, 4 i punti critici: sono infatti risultati fortemente inquinati due campioni esaminati nel comune di Bracciano, presso il fosso de la Lobbra ed in località Rio delle Mole, presso il fosso Grotta Renara, e un campione nel comune di Anguillara Sabazia, presso il fosso Pizzo Prato. Inquinato è il verdetto emerso dopo il prelievo realizzato nel comune di Trevignano Romano presso l’incrocio tra via dell’Arena e via San Pietro. Rientra invece nei limiti di legge il campione prelevato nel Comune di Anguillara Sabazia, presso via R. Belloni.

Ancora nella provincia capitolina, due campanelli d’allarme suonano per il Lago di Albano. Il primo, nel Comune di Castel Gandolfo, dove un prelievo è risultato fortemente inquinato in seguito alle analisi eseguite presso la spiaggetta che si trova in Via Spiaggia del Lago, all’altezza del civico 28/c. Il secondo, nel Comune di Rocca di Papa, dove il prelievo effettuato presso il rio a metà del bosco, sulla sponda orientale del lago, ha sottolineato la presenza di acque inquinate. Sempre nel Lago di Albano, sono invece risultati conformi al limite di legge i campioni controllati nel Comune di Castel Gandolfo, presso la spiaggia all’incrocio tra Via Spiaggia del Lago e la  ss140dir e presso la spiaggia presso Via dei Pescatori 17.

Spostandoci nella provincia di Viterbo, due campioni sono risultati inquinati nel Lago di Bolsena. Il primo nel Comune di Capodimonte, presso la Spiaggia in Viale Regina Margherita (tra Via dei Pini e Via degli Eucaliptus). Il secondo, ricade nel territorio del Comune di Montefiascone ed è stato estratto nella foce del torrente presso il parco giochi. Entro i limiti di legge invece i prelievi osservati nel Comune di Bolsena, presso la Foce del Fosso del cimitero, nel Comune di San Lorenzo Nuovo, in località Prati Renari, presso il canale e
nel Comune di Marta, presso la spiaggia sita in Via Cava.

Buoni i risultati delle analisi condotte dai tecnici di Goletta dei laghi sul Lago Posta Fibreno, i due prelievi infatti, entrambi campionati nel Comune che dà il nome al bacino lacustre, sono risultati conformi alla normativa vigente. Il primo, in località Carpello, presso il Canale all’altezza di via Carpello 57, ed il secondo, presso l’emissario del Fiume Fibreno.

Segnali positivi emergono anche dall’esame delle acque del Lago Turano. Entro i limiti di legge i prelievi svolti nel Comune di Colle di Tora, in località Campora, presso la spiaggetta sotto la provinciale Turanese, all’altezza dell’incrocio con Strada S.Anatolia Valle Pero, e nel Comune di Castel di Tora, presso la spiaggetta sotto la provinciale Turanese, all’altezza dell’incrocio con la strada per Castel di Tora.
Anche il Lago del Salto supera l’esame dei biologi di Legambiente: valori batteriologici nella norma sono stati riportati in seguito ai campionamenti realizzati nel Comune di Varco Sabino, in località Rocca Vittiana presso la spiaggia e nel Comune di Petrella Salto, in località Borgo San Pietro, presso la spiaggia in Via Francesco Silvi, 13.

Un discorso a parte merita il Lago di Vico. Conformi agli standard di legge i risultati dei prelievi condotti nel Comune di Ronciglione, in località Arenari, presso la Spiaggia a sud-est del lago e nel Comune di Caprarola presso la Spiaggetta sotto la strada per San Martino e presso la Spiaggetta in località Scardenato. Tuttavia, per quanto dalle analisi dei tecnici del Cigno Azzurro nelle acque del Lago si possano riscontrare valori batteriologici migliori rispetto allo scorso anno, rimangono delle criticità sulle quali confrontarsi.
Sul Lago di Vico, infatti, oltre il monitoraggio sui parametri microbiologici, i tecnici di Legambiente hanno prelevato due campioni di sedimento lungo le sponde del lago per la determinazione della concentrazioni di Arsenico. Il primo sotto il sito che ospitava il centro chimico e l’altro in località Scardenato. I valori riscontrati sono stati rispettivamente di 61,2 mg/kg ss sotto la base militare e di 34,7 mg/kg ss nell’altro punto, rispetto ad una Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) di 20 mg/kg SS (allegato 4 parte V del Dlgs 152/2006). Valori che, seppure più bassi rispetto a quanto riscontrato dalla stessa Arpa Lazio nei sedimenti profondi di fondo lago durante i monitoraggi fatti tra il 2009 e il 2010, sono comunque superiori di due o tre volte rispetto ai limiti stabiliti dalla legge. Dati che ribadiscono l’importanza di procedere celermente con ulteriori controlli a partire da quelli previsti dal protocollo tra Arpa e Ministero della Difesa che prevede anche la datazione dell’arsenico nei sedimenti. Ancora oggi la questione della Chemical City, la cittadella dove si fabbricavano armi chimiche durante la seconda guerra mondiale, è ancora tutta da affrontare. Dopo l’avvio della bonifica di un primo
lotto con lo stanziamento di 150mila euro infatti non si sono più avute notizie sull’avanzamento dei lavori giàapprovati e meno che mai si hanno informazioni sui futuri interventi di risanamento. Su questo come Legambiente ribadiamo l’importanza di informazioni complete e trasparenza nei confronti dei cittadini.

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare e dei laghi in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – sottolinea Mastrostefano – questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in un lago inquinano una superficie grande come un campo di calcio”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Lo scorso anno il Consorzio ha raccolto nel Lazio 10.518 tonnellate di oli lubrificanti usati, 6.696 delle quali in provincia di Roma.

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La Goletta dei Laghi di Legambiente Presenta il dossier “Lago del Salto” e partecipa al Big Jump nazionale

La Goletta dei Laghi di Legambiente
Presenta il dossier “Lago del Salto” e partecipa al Big Jump nazionale

Legambiente: “Vogliamo che la qualità dei corsi d’acqua e il turismo sostenibile diventino
una priorità regionale e nazionale”

Grande giornata di impegno ambientalista oggi sul Lago del Salto con la Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente che da otto  anni è in prima linea per la salvaguardia dei bacini lacustri italiani realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e di Novamont.

Tra le tante iniziative in programma, si è tenuto un incontro per presentare il dossier “Lago del Salto”, un documento redatto da Legambiente Lazio che riporta i dati sulla qualità delle acque del Lago ed illustra le proposte da mettere in campo per valorizzare in maniera sostenibile il territorio. La giornata è stata dedicata a Gildo Balestrieri, ex presidente del circolo di Rieti e del circolo “Valle del salto”, scomparso lo scorso anno, che tanto si è dedicato alla salvaguardia e promozione di questo Lago e dei territori circostanti.

Al dibattito sono intervenuti Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio, Simone Nuglio, portavoce di Goletta dei Laghi, Gabriele Zanin, presidente del circolo locale di Legambiente Centro Italia, Cristiana Avenali, consigliere Regione Lazio, Gabriele Maglioni, sindaco di Varco Sabino, Vito Consoli, Direttore Agenzia Regionale Parchi e sono stati invitati i sindaci dei comuni di Pescorocchiano, Petrella Salto, Marcetelli e Fiamignano. Il Lago del Salto è il più grande lago artificiale
del Lazio, formatosi con la costruzione della diga del Salto e del Turano tra la fine degli anni ’30 e gli inizi degli anni ’40 del secolo scorso. Con i suoi 820 ettari di superficie ai piedi del Monte Navegna (1508 m s.l.m.), fa parte della Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia ed caratterizzato da una pregiata variertà di specie animali e vegetali nonchè attorniato da antichi paesi e castelli.

Bellezza naturale e peculiarità storico –artistiche ma non solo. Secondo le analisi microbiologiche della Goletta dei Laghi di  Legambiente, effettuate nel 2008 ad oggi presso i Comuni di Petrella Salto al “Lido Altobelli” e di Fiamignano alla “spiaggia San Ippolito”, le acque del Lago del Salto sono sempre risultate non inquinate e con valori di carica batterica entro i limiti consentiti dalla legge. Per i dati relativi al 2013 sarà invece necessario attendere la conferenza stampa regionale martedì 16 luglio.

“ Data la buona qualità delle acque del Lago del Salto, è importante intraprendere una serie di politiche virtuose all’insegna della  sostenibilità, legate alla bellezza del territorio e volte alla sua valorizzazione – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- . Puntando sulla salvaguardia dei prodotti locali e sull’utilizzo sostenibile delle risorse, si possono fare ulteriori passi avanti e fare in modo che questi luoghi possano entrare a far parte del circuito virtuoso della Guida Blu di Legambiente e Touring Club con  conseguenti vantaggi per tutto il territorio sia in termini sociali che economici. Non solo- conclude Parlati- il processo virtuoso può essere accelerato costruendo con la Regione un progetto europeo che si inserisca nel nuovo asse per le aree interne del POR 2014/2020’”.

Le idee presentate oggi sul Lago del Salto da Legambiente per valorizzare gli antichi borghi del lago le bellezze naturali del parco sono molto concrete: è importante continuare e pubblicizzare le attività escursionistiche svolte all’interno del Parco grazie all’impegno dalle associazioni locali ed arricchire l’agenda per il prossimo futuro, continuando con le buone pratiche e avviando progetti di educazione ambientale e percorsi storico-naturalistici rivolti a scuole e cittadini di tutte le età.“ Vogliamo che i nostri territori si affermino come modelli di buone pratiche per il turismo sostenibile- sottoli- nea Gabriele Zanin, presidente del circolo locale di Legambiente Centro Italia – . La nostra proposta è di lavorare insieme per costituire una rete tra i comuni presenti sul lago del Salto, al fine di avviare una politica di sviluppo che punti sulla qualità e la cura del territorio rafforzando al contempo la collaborazione con la Riserva
Naturale Monti Navegna e Cervia”.

Per ribadire l’importanza di politiche che promuovono la fruizione sostenibile del lago e che ne tutelino il buono stato ecologico, in questa quinta giornata di tappa di nel Lazio della Goletta dei Laghi sul Lago del Salto, i volontari hanno preso parte alla campagna europea di European Rivers Network (ERN), organizzando uno dei 10 Big Jump organizzati a livello nazionale dai circoli territoriali di Legambiente.

“Il tuffo – dichiara Simone Nuglio, portavoce di Goletta dei Laghi – vuole accendere i riflettori sulla salute dei fiumi e dei laghi che nel nostro Paese subiscono ancora le gravi conseguenze della presenza di scarichi inquinanti, depuratori spesso mal funzionanti e di una artificializzazione sempre più intensa. Interventi che oltre ad aggravare il rischio idrogeologico del territorio italiano hanno anche gravi ripercussioni in termini di qualità dei fiumi e delle acque. Perché l’acqua continui invece a svolgere la sua funzione “naturale” la tutela della qualità dei corsi d’acqua e dei laghi in Italia deve diventare una priorità per le istituzioni locali e nazionali”.

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La Goletta dei Laghi di Legambiente sul Lago di Vico

La Goletta dei Laghi di Legambiente sul Lago di Vico

Subito risposte riguardo lo stato di salute del Lago
Faggeta, bonifiche e alga rossa: tre battaglie da vincere

Lasciare integro il patrimonio naturale che circonda le sponde del Lago di Vico, preservarne la biodiversità, mettere in campo azioni per ridurre il livello di eutrofizzazione delle acque, monitorarne la qualità ed effettuare i necessari interventi di bonifica del territorio. Sono queste le tre priorità ambientali evidenziate oggi a Caprarola da Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente, realizzata con il contributo di Coou e Novamont e per le tappe romane con il contributo della Provincia di Roma. I rappresentanti del cigno azzurro hanno fatto il punto sullo stato di salute del bacino lacustre, coinvolgendo volontari, istituzioni e cittadini in una giornata ricca di iniziative.

Sono diverse le vertenze aperte sullo stato ecologico del Lago di Vico ancora in attesa di una risposta precisa da parte delle Istituzioni, tra queste, le sorti delle monumentali faggete di Monte Venere e di Monte Fogliano che lo circondano, hanno senza dubbio un posto di rilievo.

Riconosciute come Siti di Importanza Comunitaria e Zone a Protezione Speciale, nonché habitat prioritario, in quanto ospitano specie animali annoverate come Specie prioritarie nella Direttiva Europea Habitat 92/43/CEE e dalla Direttiva Uccelli 79/409/ CE. Ciò  nonostante è in fase di attuazione un Piano di Gestione e Assestamento Forestale (PGAF) che prevede il taglio degli alberi più grandi per circa 40 ettari ovvero un terzo delle faggete.

“Già dal 2006, da quando si è iniziato l’iter per l’approvazione del dibattuto Piano di Gestione e Assestamento Forestale di tutti i boschi all’interno della caldera del Lago di Vico, siamo stati in molti a farci avanti contro qualsiasi intervento che andasse ad impattare  l’integrità del patrimonio boschivo – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio -. Le Faggete depresse di queste aree sono un patrimonio naturale di valore inestimabile, che va assolutamente salvaguardato da qualsiasi operazione di disboscamento. In questo senso,- conclude Scacchi-, è prioritario puntare su una tutela sostenibile, per tanto ci fa ben sperare l’impegno preso da un gruppo di consiglieri regionali al fine di evitare operazioni che possano in qualsiasi modo compromettere questo prezioso presidio di biodiversità.”

Un ulteriore criticità per il Lago di Vico è rappresentata dalla presenza nello specchio d’acqua della temuta alga rossa, o alga tossica, definita scientificamente “Planktothrix rubescens”, che costituisce un pericolo per la salute dell’ecosistema del lago ed un potenziale rischio per quella degli abitanti. A tal riguardo, dei significativi passi avanti sono stati fatti grazie all’approvazione dei novi PUA, Piani Urbani Agricoli, grazie ai quali si è riuscito a minimizzare l’uso dei fertilizzanti nei terreni adiacenti al Lago, riducendo così l’apporto si sostanze chimiche che aumentano il processo di eutrofizzazione e di conseguenza la presenza delle alghe. Se per il momento quest’ultimo problema sembra essere contenuto, rimane aperta la spinosa questione delle bonifiche del territorio, che ha sollevato numerose polemiche. Al lago di Vico c’era infatti uno dei più importanti bunker-laboratorio dove, nel corso dell’ultima guerra, il regime fascista aveva concentrato le ricerche sugli ordigni NBC, (Nucleare, Batteriologico, Chimico) mettendo in piedi un magazzino per materiale di difesa.

Passati più di sessanta anni, nel marzo 2010, un documento del Centro Tecnico Logistico Interforze NBC del
Ministero della Difesa, attestava ancora “la presenza di masse metalliche e non metalliche”, ma anche che in unpaio di campioni di terreno si riscontrava la presenza di livelli di arsenico superiori ai valori di Concentrazione
Soglia di Contaminazione.

“Con il passaggio della Goletta dei Laghi vogliamo ribadire il nostro impegno verso la salvaguardia a 360 gradi di questo territorio che rappresenta una parte importante delle nostra identità – dichiara Fabrizio Giometti, presidente del circolo di Legambiente Il Lago di Vico- . Lanciamo un appello al Ministero della Difesa, alla Prefettura e all’ARPAL, affinché si forniscano in tempi brevi informazioni certe sullo stato di avanzamento delle operazioni di monitoraggio e bonifica, rispetto ai progetti poco trasparenti, iniziati e non portati a termine che fino ad oggi sono stati condotti senza l’opportuna comunicazione alla cittadinanza.”

“Il Lago di Vico rappresenta una delle aree di maggior interesse naturalistico del Lazio e uno tra i biotopi di interesse nazionale –, sottolinea Simone Nuglio, portavoce della Goletta dei Laghi -. Per questo è di estrema importanza sanare le criticità ambientali , valorizzando così tutto il sistema territorio che ruota attorno al lago. Con il nostra campagna vogliamo evidenziare che solo attraverso l’unione d’intenti tra le Regioni, i Parchi, i Comuni, i cittadini e le associazioni ambientaliste è possibile generare un processo virtuoso per la salvaguardia e il rilancio del territorio. Sul Lago di Vico-, conclude Nuglio – dopo il risanamento delle acque e del suolo, le
sfide da vincere sono preservare la biodiversità e migliorare le connessioni ecologiche, scelte che sono senz’altro decisive per la tutela del delicato ed importante ecosistema lacustre.”

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La Goletta dei Laghi di Legambiente a Castel Gandolfo

La Goletta dei Laghi di Legambiente a Castel Gandolfo
Il Lago presidio di legalità

La sostenibilità ambientale economica e sociale di un territorio non può prescindere dell’impegno civico, della giustizia sociale e della legalità. Questo il messaggio di cui si è fatta portatrice oggi, a Castel Gandolfo, Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente che da otto anni è in prima fila nella salvaguardia dei bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo di Coou e Novamont e per le tappe romane con il contributo della Provincia di Roma.

Per ribadire il sostegno agli sforzi della buona politica, insieme a Libera ed al circolo locale di Legambiente “Appia Sud – il Riccio”, la campagna del cigno azzurro ha organizzato un dibattito a cui hanno partecipato Milvia Monachesi, sindaco di Castel Gandolfo, Enrico Fontana, responsabile nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio, Simo-
ne Nuglio, responsabile Goletta dei Laghi di Legambiente e Renato Arioli, presidente del circolo locale di Legambiente “Appia Sud – il Riccio” e Marco Genovese, del coordinamento Associazione “Libera” Roma.

Con l’occasione del dibattito si è innanzitutto voluta esprimere la vicinanza ed il sostegno a quei percorsi di legalità e partecipazione che stanno vedendo l’amministrazione, insieme con le associazioni e la cittadinanza, impegnarsi in particolare per il riutilizzo sociale del Castelletto, bene confiscato alla criminalità, superando insieme le difficoltà ed ogni forma di intimidazione.

“Il gesto ignobile che ha subito il sindaco di Castel Gandolfo suscita tutto il nostro sdegno- dichiara Enrico Fontana, responsabile nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente-. Queste minacce, del resto, rispecchiano una situazione allarmante di profilo regionale. Il Lazio infatti- continua Fontana -, si attesta al quinto posto nella classifica nazionale per il numero di reati contro l’ambiente appena sotto al podio dopo le Regioni a tradizionale presenza mafiosa. Nel corso del 2012, nel Lazio sono state accertate 2.800 infrazioni, che rappresentano l’8,2% del totale nazionale, ossia 7,7 illegalità al giorno, con un aumento di 463 infrazioni accertate rispetto al 2011. Su questi temi- conclude Fontana- è’ necessario costituire e rafforzare un fronte comune per arginare fenomeni che minano la sicurezza e la qualità della vita di tutta la comunità”.

La fotografia che emerge dal Rapporto Ecomafie 2013 riporta un quadro preoccupante. Molti ormai sono gli affari poco limpidi che uccidono le potenzialità dei comuni laziali contribuendo ad ingigantirne i problemi. Anche nei Comuni dei Castelli romani la situazione in linea con quella regionale. I settori nei quali si registrano fenomeni di illegalità vanno dalla gestione della risorsa idrica,all’organizzazione della mobilità, al ciclo dei rifiuti fino alla cementificazione selvaggia che contribuisce all’avanzata del consumo di suolo. A tal riguardo preoccupano anche gli ingenti investimenti in edilizia nella zonache ospita due Parchi, quello dell’Appia Antica e Castelli Romani.

“Grazie all’impegno delle forze dell’ordine, della buona politica e delle associazioni attive sul territorio l’area dei Castelli Romani è ormai una delle ‘prime linee’ per quel che concerne le azioni di contrasto alle mafie. Tuttavia, ancora molto lavoro rimane da fare soprattutto per contrastare e sconfiggere la piaga del cemento illegale che li colpisce – dichiarano Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio e Renato Arioli presidente del circolo locale di Legambiente “Appia Sud – il Riccio”. E’ urgente che le Istituzioni preposte, dall’Ente Parco alla Regione, ai Comuni alla Provincia riassumano con rigorosità il proprio ruolo di controllo e gestione di tutti i processi decisionali, ristabilendo trasparenza e priorità, inaugurando una nuova stagione di valorizzazione del territorio in chiave  sostenibile anche a partire dalla tutela e dalla salvaguardia del Lago Albano.”

“Tra le tante attività messe in campo in quest’ultimo anno dalla nostra Associazione-, afferma Marco Genovese, del coordinamento “Libera” Roma -, l’impegno per il riutilizzo sociale del Castelletto a Castel Gandolfo ha sicuramente assunto un valore importante per tutti noi. I beni confiscati, frutto del malaffare, della violenza delle mafie, sono infatti beni di tutti e possono diventare risorse importanti a disposizione della cittadinanza. Una forma di antimafia che vive di partecipazione ed impegno-, conclude Genovese -, un percorso ancora lungo e difficile, ma di grandi potenzialità”.

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Goletta dei Laghi di Legambiente arriva nel Lazio per l’ultima tappa della campagna

Goletta dei Laghi di Legambiente
arriva nel Lazio per l’ultima tappa della campagna
Dal 28 al 31 luglio gli ambientalisti all’opera per scovare le criticità
che minacciano i laghi laziali e le bellezze da valorizzare

Arriva domani, sabato 28 luglio, nel Lazio la Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio dello stato di salute dei laghi italiani, realizzata con il contributo del Coou (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e per le tappe romane dell’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma. Il Lazio è l’ultima tappa della campagna che ha viaggiato lungo lo Stivale per scovare le criticità che minacciano la salute dei bacini lacustri, anche in base alle segnalazioni ricevute dai cittadini grazie al servizio Sos Goletta messo a disposizione per segnalare le situazioni a rischio. Riflettori puntati su scarichi abusivi, depuratori mal funzionanti e cementificazioni che compromettono l’equilibrio del lago e il paesaggio costiero.

“Per il settimo anno ci troveremo a monitorare lo stato di salute delle acque dei nostri laghi cercando di informare e sensibilizzare i cittadini sui danni derivanti dal mal funzionamento dei  depuratori e sull’inquinamento provocato da scarichi fognari non depurati – commenta Federica Barbera, portavoce della Goletta dei Laghi di Legambiente –. Il recepimento nel 2010 della direttiva europea in materia di qualità delle acque ha permesso all’Italia di modificare in modo più permissivo i criteri e i parametri sulla balneabilità a cui però non sono seguiti interventi ed investimenti infrastrutturali tali da avviare un processo di risanamento delle acque interne. La copertura di depurazione arriva solo al 76% del totale del carico inquinante prodotto, con l’82% nel Nord, il 79% al Centro e il 66% circa nel Sud e Isole, senza considerare l’aggravarsi del problema nel periodo estivo, quando l’afflusso di turisti porta i depuratori al collasso.” “Goletta dei Laghi nel Lazio vuole mettere in evidenza criticità e bellezze dei nostri meravigliosi ecosistemi lacustri – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. L’iniziativa sarà l’occasione per puntare il dito contro l’eccessivo consumo di suolo e la cementificazione selvaggia delle coste, senza rinunciare però alla promozione e valorizzazione delle località più virtuose, inserite nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, per aver scelto di puntare sulla sostenibilità e la qualità ambientale del turismo. Depurazione, cemento, accessibilità, livelli delle acque rimangono i problemi più pressanti sui quali intervenire. I laghi vanno tutelati con più determinazione, cogliendo anche tutte le opportunità di un turismo che cerca luoghi incontaminati e tranquilli.”
Le iniziative della Goletta dei Laghi in programma nel Lazio dal 28 al 31 luglio

Sabato 28 luglio

Ai laghi di Nemi e Albano una splendida visita per dare il benvenuto alla Goletta dei Laghi nella nostra regione. Durante la giornata sono previste a Nemi visite guidate al Museo delle Navi, recentemente ristrutturato in tutta la sua bellezza dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio, e al Tempio di Diana, enorme complesso che si allargava su una superficie di oltre 5.000 mq. Terminate le visite ci si sposterà sul lago di Albano, dove è prevista una visita in battello sul lago prima del rientro. Quota di partecipazione 5,00 € tutto incluso. Appuntamento per la partenza ore 8.30, a Castro Pretorio (uscita metro B). Per info e prenotazioni chiamare 06/85358051.

Domenica 29 luglio

Al Lago di Martignano dimostrazione delle unità cinofile di Legambiente; con l’ausilio di sette cani “terranova” verranno illustrate le migliori tecniche di salvataggio in acqua. Appuntamento alla spiaggia del Lago, dalle ore 11.00.

Lunedì 30 luglio

Al Lago di Bolsena, incontro con il Sindaco del Comune di Bolsena, l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Viterbo, i rappresentanti delle associazioni locali. Presentazione dei dati della Guida Blu di Legambiente e Touring Club. Appuntamento alle ore 11, presso la sala del Comune di Bolsena.

Martedì 31 luglio, ore 11.00

Conferenza stampa con i risultati del monitoraggio scientifico nel Lazio della Goletta dei Laghi di Legambiente e il bilancio complessivo della settima edizione della campagna sala “Peppino Impastato” della Provincia di Roma
Palazzo Valentini – Via IV Novembre, 119/a

Le tappe della Goletta dei Laghi:
27 giugno-2 luglio: Lago d’Iseo
3luglio-6 luglio: Lago di Como
8-13 luglio: lago Maggiore
14-18 luglio: lago di Garda
19 luglio: lago dell’Accesa
20-21 luglio: lago Trasimeno, lago di Piediluco
22 luglio: lago di Fiastra
23 luglio: lago di Scanno
24-25 luglio : Palermo, laghi regionali. Serradifalco/Caltanissetta, Riserva naturale orientale lago Soprano
26-27 luglio Calabria: lago di Cecita, lago di Ariamacina, lago Arvo, lago Ampollino
28-31 luglio: lago di Albano, lago di Bolsena, lago di Bracciano

I progetti a bordo di Goletta dei Laghi:

Sos Goletta

È il servizio messo a disposizione dei cittadini per segnalare tubature che scaricano in mare, o nei laghi, liquidi
o sostanze sospette in acqua, tratti di mare o di lago dal colore e dall’odore sgradevoli. Per fare una
segnalazione basta inviare una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per
individuare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico. Gli SOS si possono
inviare via mail, all’indirizzo sosgoletta@legambiente.it o tramite sms e mms al numero 346.007.4114
Guarda il video di SOS Goletta

Living Lakes

Promuovere la protezione e lo sviluppo degli habitat naturali, salvaguardare la loro varia flora e fauna,
aumentare la conoscenza e il livello di sensibilità nei confronti degli ecosistemi delle aree lacustri e sviluppare
in modo sostenibile il turismo e le economie locali. Questi gli obiettivi della rete italiana di Living Lakes,
presieduta da Legambiente, che comprende ad oggi 3 associazioni e 10 tra i maggiori laghi italiani. Living
Lakes e Goletta dei Laghi viaggeranno insieme per promuovere iniziative ed eventi mirati a diffondere e
valorizzare sempre di più la tutela del nostro patrimonio lacustre. http://www.livinglakesitalia.it/
Sostieni la Goletta dei Laghi!
Da quest’anno hai la possibilità anche tu di diventare supporter della campagna acquistando la t-shirt ufficiale
dell’equipaggio. La puoi trovare durante le iniziative della Goletta dei laghi o direttamente online al bazar di
legambiente

Main Partner: Consorzio obbligatorio degli oli usati
Partner tecnici: Corepla e Novamont
Radio ufficiale: RDS
Media partner: La nuova ecologia
L’equipaggio di Goletta dei Laghi veste Patagonia
Segui il viaggio della Goletta dei Laghi sul sito www.legambiente.it
E su facebook/goletta dei laghi
Ufficio stampa Goletta dei Laghi:
Francesca Pulcini 347 4107221
stampa.golettadeilaghi@legambiente.it

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