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GOLETTA DEI LAGHI 2018 PRESENTA I RISULTATI NEL LAZIO

5 PUNTI INQUINATI NEL LAGO DI BOLSENA E 4 NEI LAGHI PONTINI SUI QUALI PARTONO GLI ESPOSTI DI LEGAMBIENTE ALLE PROCURE COMPETENTI

“Ancora troppe criticità nei laghi del Lazio, siamo a disposizione dei Comuni purché si intervenga fermando gli scarichi fognari che segnaliamo” 

A conclusione dei campionamenti e delle analisi sui laghi laziali, sono stati presentati i risultati del monitoraggio microbiologico effettuato dai tecnici della Goletta dei Laghi. 12 punti risultano inquinati o fortemente inquinati su 22 prelievi, nei laghi di Bolsena, Bracciano, Vico, Canterno, Albano, Paola, Fondi e Fogliano. 5 punti critici nel Lago di Bolsena su 6 prelievi, 4 nei laghi pontini di Paola, Fogliano e Fondi su 6 prelievi, 3 a Bracciano su 4 prelievi. Sul lago di Bracciano e sul lago di Paola a Sabaudia (LT) inoltre, i tecnici di Legambiente inisieme a quelli di Enea, hanno svolti i monitoraggi delle microplastiche in acqua, i risultati in termini di presenza e caratterizzazione dei frammenti di plastica, verranno presentati dopo le dovute analisi nel prossimo autunno.

“Le analisi della Goletta dei laghi confermano nuovamente la presenza di troppi punti critici nei laghi del Lazio, straordinarie risorse naturali da preservare con molta più cura e maggior impegno – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – ai comuni e agli enti territoriali interessati chiediamo di intervenire sui luoghi che segnaliamo, per risolvere le criticità puntuali emerse con evidenza incontrovertibile; non diamo alcun giudizio sullo stato di salute complessivo tantomeno patenti di balneabilità per la quale ci sono i controlli di Arpa Lazio, ma segnaliamo che nei laghi entrano troppi scarichi fognari non depurati che ne mettono a rischio la salute, il più delle volte peraltro, in punti non campionati dalle autorità competenti. Nello splendido scenario naturale del Lago di Bolsena, le amministrazioni comunali, devono intervenire dove continuiamo a segnalare risultati pessimi, riconducibili inequivocabilmente alla presenza di fogne non depurate. Nei laghi pontini, molto più piccoli e fragili, i comuni e gli enti parco devono monitorate più e meglio gli scarichi fognari che dalla città di Sabaudia sversano nel Lago di Paola e quelli che da Fondi arrivano all’omonimo lago, ma anche frenare gli scarichi fecali che entrano nel lago di Fogliano. Per questi motivi abbiamo deciso di inviare esposti alle procure competenti per il Lago di Bolsena e per i Laghi pontini, chiedendo che si possano così individuare le responsabilità degli scarichi fognari e di eventuali mancati controlli da chi avrebbe dovuto farne”.

Nel lago di Bolsena (VT), su 6 punti campionati, 5 risultano fuori dai limiti. La Foce del Torrente nei pressi del Parco giochi a Montefiascone è risultata fortemente inquinato come peraltro da oltre un decennio Goletta dei Laghi segnala, così come l’acqua del lago della spiaggia in fondo a Via Cava a Marta. Anche i due punti campionati a San Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro – il Fosso Ponticello e il canale della località Prati Renari – risultano fortemente inquinati. Se il primo è così già dal 2015, il secondo punto di rilevamento vede invece un peggioramento – da inquinato a fortemente inquinato – rispetto all’anno scorso. Risulta infine inquinato il punto di Foce del Fosso Cannello (o Fosso Rigo) a Gradoli, con un miglioramento relativo rispetto al 2016 quando era risultato fortemente inquinato.

Sui laghi pontini costieri, su 6 prelievi effettuati, ben 4 punti risultano con valori fuori dai limiti per presenza di organismi microbiologici di origine fecale. Nel Lago di Fogliano tra Latina e Sabaudia (LT) il punto di campionato sul Canale sulla Strada Litoranea 626 è risultato fortemente inquinato, punto che si trova peraltro all’interno dell’area dell’Ufficio Territoriale della Biodiversità – Parco Nazionale del Circeo – Località Cicerchia. Sul lago di Paola a Sabaudia (LT) è risultato entro i limiti il monitoraggio nei pressi della Strada di Selva Piana ma il Canale su Via Orsolini Cencelli è risultato fortemente inquinato, così come il Canale su Via dei Bersaglieri, entrambi provenienti da aree antropizzate. Più a sud è stato campionato in due punti anche il Lago di Fondi (LT): il prelievo sul Canale su Via Acquachiara, proveniente dalla città di Fondi (LT) è risultato fortemente Inquinato, entro i limiti il Lago alla foce del canale Portella che arriva da Monte San Biagio (LT).

“Da questi giorni di campagne e approfondimenti emergono anche aspetti positivi come la costruzione di molti Contratti di Lago, ed è importante e giusta l’istituzione da parte della Regione dell’ufficio di scopo per i Contratti di Fiume che ha un compito strategico da portare avanti in tutto il territorio laziale. Veniamo anche dalla sentenza emessa dal tribunale delle acque che, respingendo il ricorso di Acea e Comune di Roma, ha fermato le captazioni del gestore idrico nel Lago Bracciano, siamo a disposizione – conclude Scacchi – dei comuni del lago contro futuri tentativi di emulgimento, ma anche per fermare gli sversamenti di reflui che i nostri tecnici hanno rintracciato. Tutelare la ricca biodiversità degli ecosistemi lacustri del Lazio, continuerà ad essere prioritario per Legambiente e indispensabile per lo sviluppo ecosostenibile delle comunità locali: torneremo a dare il nostro contibuto nei prossimi mesi quando presenteremo i risultati dei monitoraggi che con Enea in questi giorni sono stati svolti per analizzare, oltre agli scarichi fecali, anche la presenza di microplastiche nei laghi”.

 

Nel lago di Bracciano (RM), è risultato entro i limiti il prelievo nei pressi dell’incile dell’Arrone ad Anguillara Sabazia (RM), fortemente inquinata la Foce del fosso della Lobbra, così come è fortemente inquinato il lago, allo sbocco del Fosso di Grotta Renara. Anche il Canale presso incrocio tra Via della Rena e Via San Pietro a Trevignano Romano (RM) è risultato doppiamente fuori dai limiti.

Il Lago di Bracciano inoltre è stato oggetto di un nuovo tipo di analisi relativa alla ricerca di micro plastiche anche nella colonna d’acqua. “Grazie alla collaborazione tra Enea e Legambiente è stato possibile inserire nel programma del lago laziale un ulteriore attività – dichiara Loris Petrelli, ricercatore Enea – dalla prossima edizione questo ulteriore indicatore sarà inserito in modo permanente nel programma di analisi di ogni lago”.

Entro i limiti, per presenza di microrganismi fecali, i 2 prelievi sul Lago Albano, i 2 sul Lago di Canterno a Fiuggi (FR) e i 2 prelievi sul Lago di Vico a Ronciglione (VT) e Caprarola (VT).

“La Goletta dei Laghi da tredici anni attraversa il Paese alla ricerca delle principali criticità che affliggono i bacini lacustri italiani non solo relative alla cattiva o mancata depurazione delle acque, ma all’intero sistema territoriale che insiste sui bacini – spiega Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei laghi – quest’anno la campagna di Legambiente ha scelto di fare i campionamenti non in relazione ai chilometri di costa ma concentrandosi sui “malati cronici”, cioè i punti dove la contaminazione derivante da mancata depurazione è sempre risultata dalle nostre analisi ben oltre i limiti di legge”.

 

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Mare illegale, il Lazio maglia nera nel centro Italia

1.071 i reati accertati dalle forze dell’ordine, 1153 le persone denunciate e arrestate e 235 i sequestri effettuati. In pratica lungo i 361 chilometri costieri ci sono 2,9 reati al giorno commessi contro il mare e le coste, uno ogni tre chilometri. Crescono i reati legati al ciclo del cemento

Legambiente: “Si continua a pensare che il mare e la costa siano risorse da sfruttare fino allo stremo. Chiediamo che gli enti locali siano i primi a fermare questo scempio”

Il Lazio è prima regione dell’Italia centrale nella poco lusinghiera classifica del mare illegale: 1.071 reati accertati dalle forze dell’ordine nel 2013, il 7,4 per cento del totale nazionale con 1153 persone denunciate e arrestate e 235 sequestri effettuati. In pratica lungo i 361 chilometri costieri ci sono 2,9 reati al giorno commessi contro il mare e le coste, una ogni tre chilometri. Questo quanto emerge da “Mare Monstrum”, il dossier di Legambiente sulle illegalità costiere elaborato sulla base dei dati delle Forze dell’Ordine e delle Capitanerie di Porto. I dati del Lazio sono stati presentati questa mattina dagli attivisti di Goletta Verde durante un blitz a Lido dei Pini di Anzio, esponendo sulla spiaggia uno striscione con l’inequivocabile monito “No al cemento”. Un’area di pregio unica, già pesantemente penalizzata da un fitto reticolato di edilizia residenziale condonata in riva al mare, rischia un nuovo e pesante affronto da parte del cemento con la costruzione di nuove strutture ricettive su una duna che rischia la devastazione.

“I numeri del nostro dossier parlano chiaro e disegnano uno scenario davvero preoccupante – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio. La nostra regione si conferma alla sesta posizione in Italia nella classifica delle illegalità legate al mare, dopo l’escalation dello scorso anno. Numeri che se da un lato di certo premiano il buon lavoro delle forze dell’ordine e delle procure, danno l’idea del livello di aggressione ambientale ai danni dell’ecosistema marino laziale. Purtroppo si continua a pensare che il mare è una risorsa da sfruttare fino allo stremo: dall’abusivismo, alla pesca illegale, alla navigazione fuorilegge. Servono, allora, nuove politiche per tutelare una delle risorse più importanti, sul fronte ambientale ma anche su quello economico. Sul cemento illegale non ci sono altre soluzioni, abbattere gli abusi insanabili, ancor più quelli costruiti su aree di pregio naturalistico, utilizzando il fondo di rotazione regionale rifinanziato quest’anno per gli abbattimenti”.

Il Lazio sale dall’ottava alla sesta posizione in Italia nella graduatoria dei reati lungo la costa legati al ciclo del cemento, con 146 infrazioni accertate (il 6,1% del totale nazionale), 136 persone denunciate e 64 sequestri effettuati nel corso del 2013 (elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto 2013). Il cemento illegale insomma non accenna a diminuire quindi, questa mattina gli attivisti di Goletta Verde hanno inscenato una simbolica azione di protesta presso la spiaggia libera di Lido dei Pini, sul Lungomare delle Sterlizie di Anzio, esponendo lo striscione “No al Cemento”. Un luogo simbolico, secondo Legambiente, per richiamare l’attenzione delle amministrazioni sulla necessità di nuovi sforzi sul fronte ambientale e per gli abbattimenti degli abusi edilizi.

“Ad Anzio sono ben note a tutti alcune situazioni di gravi criticità che non accennano a trovare una soluzione che rispetti l’ambiente e l’ecosistema circostante – dichiara Anna Tomassetti presidente del circolo Legambiente “Le Rondini” di Anzio-. I nostri dubbi restano alti, in particolare sulla situazione di Lido dei Pini, dove chiediamo che sia fatta luce sul cemento abusivo insanabile su area del demanio marittimo, per il quale non c’è altra strada che l’abbattimento. Il comune di Anzio deve decidere il proprio futuro coinvolgendo la cittadinanza attraverso processi di partecipazione che veda come punto fermo il rispetto e il

ripristino degli ambienti dunali e del SIC (Sito di Interesse Comunitario) del Lido dei Gigli; fondamentale è anche la creazione di piste ciclabili che siano una possibilità nuova di accesso a queste spiagge, liberando il lungomare dalle troppe auto che, in passato, sono state anche drammatico e insormontabile ostacolo ai mezzi di soccorso”.

Tornando ai dati di MareMonstrum, per quanto riguarda le illegalità connesse con l’inquinamento del mare e delle coste, al centro delle attività delle forze dell’ordine ci sono la mala depurazione, gli scarichi abusivi, i reflui fognari che confluiscono direttamente in mare e lo sversamento di petrolio. Sono 264 le infrazioni accertate nel 2013 nel Lazio, con 278 persone denunciate e arrestate e 151 sequestri effettuati.

Nel mare dell’illegalità in cui si dibatte la pesca italiana da anni – un fenomeno che non solo non è in diminuzione, ma aumenta sensibilmente di anno in anno – anche il Lazio fa la sua parte con 488 infrazioni 534 persone denunciate e 25.777 kg di pesce sequestrato, in leggero calo rispetto all’anno precedente. Una bella fetta di questa illegalità si è consumata direttamente in mare, dove le pattuglie criminali dedite alla pesca di frodo continuano a saccheggiare la biodiversità marina. La pesca illegale, infatti, oltre a minacciare la sopravvivenza di molte specie ittiche, compromette irreparabilmente le economie marinare di tante località costiere, costrette ad assistere alla rapina e alla desertificazione dei loro specchi d’acqua. La ragione, ovvia, è sempre quella del facile arricchimento.

Gli abitanti del Lazio, infine, così come un po’ tutti gli italiani, popolo di naviganti ma anche, verrebbe da dire, di naviganti fuori rotta. Molte delle infrazioni registrate dall’attività delle forze dell’ordine e delle Capitanerie riguardano infatti il codice della navigazione e la nautica da diporto: nel 2013 ci sono state 173 infrazioni accertate, il 6,3% del nazionale, 205 persone arrestate e denunciate e 12 sequestri effettuati.

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Riattivata ZTL Lago di Martignano dopo passaggio Goletta dei Laghi

Riattivata ZTL Lago di Martignano dopo passaggio Goletta dei Laghi
Legambiente: “Le analisi della nostra campagna nel Lago di
Bracciano si sono concentrate su prelievi puntuali. Non abbiamo mai
dato un giudizio complessivo su tutto il bacino lacustre”

Legambiente apprende con soddisfazione la notizia della riattivazione della ZTL sul Lago di Martignano da parte del Comune di Anguillara Sabazia, ripartita ieri nell’area del Parco Naturale di Martignano. Il 13 luglio, in occasione del passaggio della Goletta dei Laghi, Legambiente aveva riacceso i riflettori su un intervento così importante per la salvaguardia dell’ambiente naturale del luogo.

“È fondamentale che la ZTL sia ripartita da subito, proprio nel pieno del periodo estivo quando l’eccessiva pressione antropica mette seriamente a repentaglio il delicato ecosistema del lago – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. La nostra segnalazione è risultata preziosa per contribuire ad accelerare i tempi, ora chiediamo il monitoraggio dell’area negli orari notturni, quelli non coperti dalla ZTL. Una gestione razionale del traffico dei veicoli in quest’area è indispensabile, con la ZTL si crea un circolo virtuoso che riesce ad autofinanziare l’offerta di un servizio efficiente ai visitatori nel rispetto dell’ambiente. La misura si era già
dimostrata la più idonea durante lo scorso anno, andava pertanto giustamente reiterata. Nel periodo in cui il provvedimento era stato sospeso, illegalità e parcheggi selvaggi la facevano da padroni, con tariffe di parcheggio i cui proventi erano di dubbia destinazione e servizio scadente a discapito dell’ambiente naturale.” Contestualmente alla Zona a Traffico Limitato, verrà istituita una nuova area sosta in zona Olmetto e sarà attivato il servizio navetta che porterà fino a Monte Chiodo. Sul sito del Comune una chiara indicazione delle tariffe per la sosta e il servizio navetta. In merito a quanto riportato dai mezzi di comunicazione riguardo i prelievi condotti nel Lago
di Bracciano, Legambiente sottolinea alcuni aspetti importanti.

“Ci teniamo a precisare- spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -, che le analisi condotte nell’ambito della nostra campagna nel Lago di Bracciano si sono concentrate su cinque punti individuati attraverso segnalazioni di cittadini e  associazioni, e che Goletta dei Laghi non ha mai dato un giudizio complessivo sull’intero specchio lacustre. I quattro punti risultati
inquinati- continua Zampetti – sono tutti corrispondenti a foci di fossi o canali che ancora oggi si sono rivelati essere il principale pericolo per l’apporto di scarichi fognari non depurati nello specchio lacustre. L’obiettivo di Goletta dei Laghi è quello di contribuire al miglioramento dell’ambiente lacustre nel suo complesso, per questo Legambiente chiede di utilizzare le segnalazioni e i risultati delle analisi, ribadendo la disponibilità a collaborare per risolvere le criticità emerse”.Goletta dei Laghi infatti, non si esprime sulla  balneabilità, lasciando questo compito ad Arpa e agli altri soggetti o enti preposti al costante monitoraggio della qualità delle acque, ma mira ad individuare le criticità puntuali in modo da sollecitare interventi a beneficio della qualità ambientale e della salute dei cittadini.

L’Ufficio stampa Legambiente Lazio
06.85358051 – stampa@legambientelazio.it
www.legambientelazio.it
Ufficio stampa Goletta dei Laghi:
Laura Binetti
349/6546513
golettadeilaghi@legambiente.it

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Goletta dei Laghi di Legambiente presenta i risultati del monitoraggio scientifico sui laghi laziali

Goletta dei Laghi di Legambiente
presenta i risultati del monitoraggio scientifico sui laghi laziali
Sette i laghi nel Lazio monitorati dai biologi di Legambiente:
6 punti risultati inquinati sui 17 monitorati
Legambiente: “Ancora troppe situazioni critiche,
è necessario investire di più sulla tutela dei nostri laghi”

 
È abbastanza buono il bilancio dello stato di salute dei laghi del Lazio, ma si deve accelerare il lavoro per affrontare le troppe criticità che restano. Termina oggi il viaggio nel Lazio della Goletta dei  Laghi di Legambiente, la campagna per il monitoraggio scientifico dei maggiori bacini lacustri, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e, per la tappa laziale, dell’Assessorato alla tutela ambientale della Provincia di Roma. Hanno illustrato i risultati nella conferenza finale Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente; Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente e portavoce della Goletta dei Laghi, Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio e Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU.

Diciassette sono i punti campionati dai tecnici di Legambiente nei Laghi laziali; di questi 4 sono risultati fortemente inquinati e 2 inquinati mentre gli altri sono rientrati nei limiti di legge. Sul lago  di Bolsena sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati a Montefiascone alla foce del torrente presso il parco giochi e quello prelevato a Gradoli alla foce del fosso Cannelle. Inquinato invece il campione prelevato nei pressi della spiaggia di via Cava, nel comune di Marta. Rientrano nei limiti di legge i campioni prelevati a Bolsena, alla foce del Fosso in via Armando Diaz e quello prelevato a Capodimonte nella spiaggia adiacente a via Regina Margherita, all’altezza del civico 7. Sul lago di Vico è risultato fortemente inquinato il campione prelevato a Caprarola, presso la spiaggia in località Scardento, mentre è risultato entro i limiti di legge il campione di Ronciglione, prelevato presso la spiaggia riva fiorita. Sul lago di Bracciano è risultato entro i limiti di legge il campione prelevato a Trevignano sulla spiaggia davanti allo stabilimento Cascina Beach. Al lago di Albano è risultato fortemente inquinato il campione prelevato a Castel Gandolfo, sulla spiaggia nei pressi di via spiaggia del lago 28, mentre sono nei limiti di legge i campioni prelevati sulla spiaggia nei pressi del ristorante Incantesimo del lago e sulla spiaggia di fronte allo stabilimento I  quadri, sempre nel comune di Castel Gandolfo. Sul lago di Posta Fibreno, in provincia di Frosinone, dei due campionamenti è risultato entro i limiti di legge il prelievo fatto presso il fiume Fibreno (uscita dal lago), mentre supera i limiti risultando inquinato lo scarico in via Carpello all’altezza del civico 57. Positivi infine i risultati sui laghi del Salto e del Turano, in provincia di Rieti: entro i limiti i prelievi a Pescorocchiano nella spiaggia sotto al paese, a Petrella Salto alla spiaggia Altobelli, a Colle di Tora nella gola sotto al paese e a Rocca Sinibalda alla spiaggia a 500 metri dalla diga. I risultati della fotografia scattata da Legambiente, come di consueto, oggi saranno trasmessi ai Comuni e alle Province competenti, oltre che all’Arpa e alla Regione Lazio, sollecitando ulteriori analisi e interventi.

“La qualità delle acque tende a migliorare dove ci sono attenzione e interventi, sollecitati anche dalla Goletta dei Laghi di Legambiente, ma rimangono criticità che vanno affrontate subito in un  p pnto su tre di quelli monitorati -dichiara Cristina Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. In questi anni sta crescendo l’attenzione sui laghi, ora bisogna dare continuità agli investimenti su reti fognarie, condotte circumlacuali e depurazione, mettendo i Comuni in grado di intervenire. L’acqua è un bene comune e la tutela dei laghi, dei fiumi e dei mari è una grande opera pubblica, vanno individuati i progetti più urgenti da finanziare subito e pianificate nuove azioni da sostenere con la programmazione 2014-2020 POR europea, dopo che abbiamo dovuto rinunciare alla precedente per ripianare il debito della sanità. Il tempo gioca a nostro sfavore, i laghi sono ecosistemi chiusi e delicati, dove i processi di eutrofizzazione sono accelerati. Non solo la depurazione però è al centro delle nostre verifiche, sono positive scelte come la ZTL a Martignano, mentre preoccupano i livelli del lago e le captazioni incontrollate in alcuni casi come ad Albano, così come i recenti sequestri su accessi e concessioni sul demanio, per i quali il nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili, che sta approntando la Regione, deve essere orientato alla massima fruibilità. Nota positiva di quest’anno è l’aumento delle vele della Guida Blu sui laghi, segno positivo per le politiche di tutela e valorizzazione delle molteplici meraviglie naturali e storiche e del lavoro sui servizi turistici.” Nelle tappe della Goletta dei Laghi del Lazio oltre al tema della salubrità delle acque, quest’anno riflettori puntati anche su diversi altri temi. Sul lago di Albano Legambiente è tornata ad evidenziare le eccessive captazioni non controllate che, tra il 1995 e il 2005, hanno portato il lago ad una soglia negativa di meno quattro metri rispetto al livello originario; al centro dell’attenzione anche il libero accesso alle coste dei laghi e gli abusi sugli spazi demaniali. La Goletta dei Laghi ha fatto tappa anche a Martignano, nell’area protetta finalmente da una nuova ZTL che evita il parcheggio selvaggio, dove è stata presentata l’esperienza della prima unità cinofila di Legambiente con tecniche per il salvataggio di bagnanti in difficoltà. A Bolsena incontro tra Legambiente e istituzioni per verificare lo stato dei lavori per l’adeguamento del sistema di depurazione.

La Goletta dei Laghi è stata anche l’occasione per ricordare le molte località lacustri presenti nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano: apre la classifica un bel gruppo a “3 vele” con  Trevignano Romano (Rm), Anguillara Sabazia (Rm) e Bracciano (Rm) sul lago di Bracciano, Nemi (Rm) sul lago omonimo, di nuovo Anguillara Sabazia (Rm) per il Lago di Martignano; a “3 vele” anche Montefiascone (Vt), Capodimone (Vt) e Bolsena (Vt), sul lago di Bolsena. Fermi a “2 vele” Castel di Tora (Ri) e Paganico Sabino (Ri) sul Lago del Turano, oltre a Ronciglione (Vt) e Caprarola (Vt) sul lago di Vico e Castel Gandolfo (Rm) sul Lago Albano. Bene le località di Capodimonte e Bolsena che guadagnano una vela.

Quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è stato Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e in particolare del mare e dei laghi, rappresenta  uno dei capisaldi della nostra azione”, ha spiegato in conferenza Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – ha continuato Mastrostefano – questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come un campo di calcio. Con la nostra attività di comunicazione cerchiamo di modificare i comportamenti scorretti di chi crede che piccole quantità di olio lubrificante disperse nell’ambiente provochino poco inquinamento”. Delle 431.000 tonnellate di olio lubrificante che sono state immesse al consumo in Italia nel 2011, il Consorzio ha raccolto 189.268 tonnellate di oli usati, oltre il 95% del potenziale raccoglibile. Nel Lazio il COOU ha recuperato 10.916 tonnellate di olio lubrificante usato: 6.948 nella provincia di Roma, 1.519 a Latina, 1.461 a Frosinone, 719 a Viterbo e 269 a Rieti.

Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che effettuano le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità). Il giudizio di Legambiente viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche (sono presi come riferimento i valori limite per la balneazione indicati dal Decreto Legislativo del 31 marzo 2010 nell’allegato A) e secondo i seguenti criteri

INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 500 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1.000
ufc/100ml
FORTEMENTE INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 1.000 ufc/100ml e/o Escherichia
Coli maggiore di 2.000 ufc/100ml

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Nuovo blitz della Goletta Verde di Legambiente ad Anzio: stop al cantiere dei “pennelli” antierosione

Stop al cantiere dei pennelli anti-erosione, Legambiente Lazio torna con un blitz della Goletta Verde ad Anzio. Nonostante l’esposto di Legambiente Lazio dell’estate scorsa, dove veniva evidenziata la mancanza della Valutazione di Impatto Ambientale del progetto, nei giorni passati sembra che il cantiere abbia ripreso a lavorare.

“Le 15 opere frangiflutti lunghe 100 metri, poste a 200 metri l’uno dall’altro, sarebbero una vera e propria trappola per il mare -affermano Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio, e Anna Tomassetti, presidente del Circolo Legambiente Le Rondini-. Il progetto è privo della Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lazio e va fermato subito, per verificare fino in fondo la fattibilità di questa inutile e impattante opera, secondo le normative di tutela ambientale. Visto le poche risorse disponibili, pensiamo che la Regione debba valutare opere di minore impatto, in stretto accordo con cittadini, associazioni e imprese. Le istituzioni non possono rimanere mute di fronte a questo abuso.”

Il progetto dell’Ardis, l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, prevede iniziative simili un po’ ovunque oltre ad Anzio, anche Nettuno, Latina, Fondi, Minturno, Terracina, Torvajanica e Ladispoli. Oltre all’impatto paesaggistico e sull’apporto solido nei mari, le opere frangiflutti, i cosiddetti “pennelli” sono pericolose per diversi motivi, tra i quali il mancato ricambio idrico tra la zona protetta ed il largo e la difficile, se non impossibile, accessibilità nautica della costa soprattutto a mezzi di soccorso.

Hanno partecipato alla conferenza rappresentanti del Green Ocean Surfing e associazioni locali. La Goletta “Catholica” rimarrà ad Anzio fino al 12 ottobre, quando il viaggio riprenderà per toccare San Felice Circeo (13-15) e Gaeta (16-19), prima della tappa conclusiva di Ventotene, in programma il 21 ottobre.

Per conoscere tutti gli appuntamenti della Goletta Verde è possibile consultare la pagina web www.legambientelazio.it

La campagna “Goletta Verde nel Lazio” è realizzata con il contributo della Regione Lazio – Assessorato all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile.

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Goletta Verde di Legambiente: “Contro fumi navi a Civitavecchia, verificheremo con i cittadini attuazione prescrizioni VIA per elettrificazione porto.”

Fumi dalle navi, Legambiente al fianco del movimento popolare “Nessun dorma” e dei comitati cittadini nelle prossime settimane, chiederà la verifica esatta delle prescrizioni che negli anni si sono  susseguite per l’elettrificazione delle banchine e l’immediata applicazione delle stesse. E’ questa, in sintesi, una delle conclusioni dell’incontro a bordo della Goletta Verde, tenutosi proprio nel Porto di Civitavecchia, nell’ambito della campagna regionale di informazione e analisi sul litorale e sul mare di Legambiente.

“L’elettrificazione del porto va attuata subito, le prescrizioni previste da decenni per l’ampliamento del porto vanno rispettate alla lettera, verificheremo con cura assieme ai cittadini -afferma  Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La qualità dell’aria del nord della Provincia è critica, come confermano gli studi dell’ARPA Lazio, le emissioni vanno tenute sotto controllo e rese note ai cittadini, alle istituzioni e anche alle imprese per intervenire tempestivamente a tutela della salute di tutti.” Le criticità per la qualità dell’aria sono evidenti: per diverse aree non arriva al livello “buono” nel 50-60 addirittura 70% dei giorni dell’anno, a danno della salute dei cittadini. Eppure studi condotti sin dal 2006 affermano che con l’elettrificazione delle banchine si ridurrebbero gli ossidi di azoto da 450 tonnellate/anno a 18,81 per la sola banchina crociere. Una situazione che si aggiunge alle emissioni delle centrali termoelettriche. Per l’inquinamento da anidride carbonica (CO2) i primi dati del 2010 evidenziano che la centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord ha prodotto ben 6,7 milioni di tonnellate di CO2, superando di gran lunga i circa 5 milioni concessi con credito gratuito dal Governo.

“Altro che impianto ecologico, il carbone si conferma il combustibile più inquinante per i gas serra -conclude il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati-. Ormai il modello delle grandi centrali impattanti è vecchio e superato, l’impatto sul pianeta è enorme rispetto a quello di piccole centrali a cogenerazione o meglio ancora di fonti rinnovabili, accompagnate da interventi di efficienza e risparmio.” Hanno partecipato alla conferenza rappresentanti del movimento popolare Nessun dorma e dell’associazione 25 aprile. La Goletta “Catholica” rimarrà a Civitavecchia fino al 6 ottobre, quando il viaggio riprenderà per toccare Anzio (7-12), San Felice Circeo (13-15) e Gaeta (16-19), prima della tappa conclusiva di Ventotene, in programma il 21 ottobre. La campagna “Goletta Verde nel Lazio” è realizzata con il contributo della Regione Lazio – Assessorato all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile.

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