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l’Housing sociale di Alemanno si abbatte nei territori più pregiati

120 ettari ai bordi del Parco dell’Appia Antica: la scure di cemento del bando per l’Housing sociale di Alemanno si abbatte nei territori più pregiati.

Oltre 120 ettari ai bordi e all’interno della Tenuta Cornacchiole, dove far calare un milione e centosessantamila metri cubi di cemento. E’ uno degli ambiti agricoli più scandalosi, tra quelli scelti dal bando per l’housing sociale di Alemanno, nonostante sia appena fuori dal Parco Regionale dell’Appia Antica. Anzi assunto, in parte, quale “area contigua” dal Piano d’assetto del Parco stesso, adottato dal Consiglio Direttivo dell’Ente sin dal 2002, trasmesso alla Regione Lazio nel marzo del 2003 e dopo oltre nove anni mai approvato in via definitiva. Continua la campagna salva agro romano di Legambiente e arriva nel Municipio XI -con un dettagliato dossier pubblicato sulle pagine della cronaca romana di Repubblica-. Le cinque aree scelte sono tutte nello stesso contesto, non toccano la perimetrazione stabilita dalla legge istitutiva del Parco, ma sono sovrapponibili con la proposta di area contigua, ossia un’area che –secondo l’articolo 10 della Legge Regionale 29/97 sui parchi- può essere istituita “per assicurare la conservazione dei valori di un’area naturale protetta”.

Nel complesso sarebbero oltre 9.600 nuovi residenti ad essere insediati, tra le diverse aree che misurano 3 ettari circa le due più piccole, 7,6 ettari una intermedia, fino ai 22 e 84 ettari delle più grandi. Progetti e ipotesi strampalate, che si andrebbero ad aggiungere nello stesso Municipio ai 310 mila metri cubi stimati per le cubature del progetto all’Ex Fiera di Roma e i 400 mila dell’attuazione dell’Ambito a Trasformazione Ordinaria di Grottaperfetta.

“Mentre la Regione Lazio aspetta da quasi dieci anni di approvare in via definitiva il piano d’assetto dell’Appia Antica, il “Parco dei Parchi” della Capitale, molto meno tempo è bastato, grazie allo sciagurato bando per l’housing di Alemanno, per trovare aree da cementificare in maniera indiscriminata in un ambito così importante e bello -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Con un semplice bando, si rischia di stracciare la pianificazione ambientale, la scure di cemento di Alemanno si abbatte sui territori più pregiati, persino in aree contigue al perimetro di un futuro parco, negando quindi l’utilizzo di quei terreni per costituire una Rete Ecologica cittadina, per realizzare la quale sono fondamentali proprio le aree dell’Agro
Romano.”

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Agro romano, Legambiente in audizione in Commissione Urbanistica della Regione Lazio:

Agro romano, Legambiente in audizione in Commissione Urbanistica della Regione Lazio: no a scorciatoie per l’approvazione dello scempio dell’housing sociale del Comune di Roma.

No a qualsiasi procedura semplificata per l’approvazione dei risultati del bando per l’housing sociale del Comune di Roma, devastante per l’agro romano. È questo che Legambiente Lazio ha chiesto ai consiglieri regionali e all’Assessore all’urbanistica nell’audizione presso la “Commissione Urbanistica” della Regione Lazio, che si è tenuta stamattina.

Dopo il bando per gli ambiti di riserva e l’housing sociale, per accelerare l’iter il Comune di Roma vorrebbe, infatti, usare il comma 9 bis dell’art. 3 ter del cosiddetto piano casa, che prevede una procedura assai semplificata con conferenza dei servizi, delibera di Consiglio comunale e poi delibera della Giunta regionale a ratifica.

“Oltre al danno devastante all’agro romano, si rischia pure la beffa di una procedura accelerata -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, nel corso dell’audizione-. Il piano casa non è applicabile al caso del bando del Comune di Roma, ma va tolto qualsiasi dubbio, è sconcertante che Alemanno voglia riempire di cemento l’agro e ancor di più che lo voglia fare con procedure semplificate. Una proposta così devastante rappresenta certamente una pesante variante generale all’attuale piano regolatore e come tale deve passare per procedure approfondite che ne dimostrino la follia e l’irrealizzabilità.”

Lo scellerato bando per l’housing sociale di Alemanno porterebbe a quasi 24 milioni di metri quadri di aree per nuovo cemento, ovvero ben 2.381 ettari che vanno ad aggiungersi agli attuali Ambiti di Riserva a Trasformabilità vincolata già individuati dal PRG vigente. Il tutto produrrebbe un totale di poco meno di 23 milioni di metri cubi di nuovo cemento.

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Continua la campagna salva agro: Legambiente scrive ai presidenti dei Municipi per sollecitare preventivo parere contrario

Persino nel già denso Municipio X, ben 56 ettari a rischio cemento: 597 mila metri cubi e 4.900 nuovi residenti, devastanti effetti del bando housing sociale di Alemanno. Informazioni e adesioni su www.legambientelazio.it e 06/85358051

Continua la campagna salva agro di Legambiente Lazio e oggi partiranno le prime lettere per chiedere ai presidenti dei Municipi di esprimere immediatamente, in via preventiva, un netto parere contrario a questa oscenità. Persino nel già denso Municipio X, col bando per il cosiddetto housing sociale, arriverebbero ben 597 mila metri cubi di nuovo cemento, su 56 ettari di aree libere, un nuovo piccolo Comune da 4.900 residenti totalmente neo-urbanizzato.

Nel Municipio di Cinecittà, le prime quattro proposte si concentrano su un gruppo di aree attigue di circa 24 ettari, tra le Zone 0 di Casal Morena e di Centrone, per un totale di 290 mila metri cubi di nuovo cemento. Una sorta di raddoppio delle previsioni già fissate nel Piano Regolatore, visto che lì si trova anche il comparto edificatorio dell’ATO Tor Vergata, che pesa 322 mila metri cubi. Un’altra proposta da quasi 22 mila metri cubi ricade lungo la Via Anagnina, accanto al supermercato svedese del mobile, nella zona dove il grande raccordo è stato interrato per ricomporre il territorio del Parco dell’Appia Antica, in un luogo nel quale viene difficile immaginare la costruzione di case per fasce deboli. Le ultime due proposte su 29 ettari cadrebbero, invece, oltre la Zona O di Centrone, finendo per saldare Roma e il Comune di Frascati, con 285 mila metri cubi.

Nel Municipio questo rischio si sommerebbe all’enorme aumento del dimensionamento della Centralità Anagnina/Romanina da 1.129.000 a 1.920.000 metri cubi, proposto dall’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, con parallela inversione nel rapporto tra cubature pubbliche e cubature private. E forse, anche alle cubature del possibile nuovo stadio della A.S. Roma a Tor Vergata per circa un milione di metri cubi.

“Che scandalo, più verifichiamo le singole aree del bando housing di Alemanno, più è chiaro il rischio cemento per la campagna romana -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente
Lazio-. Nell’ambito della campagna salva agro di Legambiente, scriveremo in questi giorni ai presidenti dei Municipi, saranno loro a dover gestire le ricadute dello scempio, quindi chiederemo di esprimere subito un parere contrario, ancora prima che la delibera passi in Giunta. Per la parte del Municipio X che abbiamo analizzato in queste ore, le ricadute urbanistico-ambientali sarebbero particolarmente pesanti, perché andrebbero a sommarsi con il denso edificato già esistente e tutti i metri cubi già previsti dal PRG.”

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214 ettari ettari di campagna romana cementificati con 2,7 milioni di metri cubi

214 ettari ettari di campagna romana cementificati con 2,7 milioni di metri cubi: le ricadute del Housing sociale di Alemanno sul Municipio VIII. Continua la campagna salva agro di Legambiente, che arriva nelle periferie più lontane del Municipio delle Torri, il quarto più devastato nella speciale classifica della colata cementizia di Alemanno.

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Con la scusa dell’housing sociale, nelle campagne del Municipio VIII, si abbatterebbero ben 2,7 milioni di nuovi metri cubi di cemento, distruggendo una immensa superficie di 214 ettari, nelle 22 aree selezionate a seguito del bando promosso dalla Giunta Alemanno. Continua la campagna salva agro di Legambiente, che arriva nelle periferie più lontane del Municipio delle Torri, il quarto più devastato nella speciale classifica della colata cementizia di Alemanno. Uno scenario dannoso e pesantissimo per un territorio che nel Piano Regolatore è definito “Città svantaggiata”, già compromesso dalle ripetute ondate dell’abusivismo edilizio e dalla realizzazione di brutti quartieri pubblici –vedi TorBellaMonaca–, molto poveri di servizi e infrastrutture.

“La colata di cemento dell’housing sociale di Alemanno si abbatterà soprattutto sulle periferie, nei luoghi dove c’è più bisogno di servizi e di riqualificazione, arriverà invece solo tanto nuovo cemento -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. In aree che necessitano di seri interventi per innestare qualità, si occuperebbero invece gli unici spazi liberi che consentono a quei pezzi di città fittamente popolati di respirare e di diradarsi, una scelta assurda non per questioni di standar quanto piuttosto di vivibilità della città.”

Le proposte selezionate nel bando andrebbero a colpire i comprensori di aree agricole che avvolgono, penetrano e attraversano le zone O e i Toponimi. E’ proprio su questi comprensori che le
proposte si accaniscono con particolare ferocia: tra CastelVerde e San Vittorino, fino a saldare la Capitale con Monte Compatri anche attraverso le aree adiacenti a Corcolle, si andrebbero ad
eliminare gli spazi agricoli. Se a San Vittorino arriverebbero oltre 441 mila nuovi metri cubi, proprio a Corcolle, poi, si andrebbe a costruire su un’area che nell’attuale Prg ha destinazione a servizi; paradossale che in un territorio da anni in attesa di servizi si facciano varianti che tolgono le aree a servizi. Buchi riempiti ovunque, con una sorte di “perversione urbanistica”: al Villaggio Breda, quartiere pubblico Ater lungo la Casilina, 271 mila metri cubi; all’Osteria dell’Osa, lungo la Via Prenestina, tre aree per 616 mila metri cubi; tra Prato Fiorito e Capanna Murata 174 mila metri cubi in altre due aree. A fronte del quartiere La Rustica, invece, l’area selezionata dal bando –area agricola nel Prg vigente- ricade limitrofa all’Ambito di Riserva a Trasformabilità vincolata Salone/Acqua Vergine, ossia un’ex area agricola “sacrificata” per esigenze compensative  dal precedente bando. L’area fu ridimensionata rispetto alla prima proposta; e ora, quasi a compensare il taglio precedente, arriva il bando.

“Per cementificare tutte queste nuove aree non solo si massacrerebbe l’agro romano, ma si riempirebbero anche quasi tutti gli unici vuoti rimasti all’interno di una fitta maglia urbana -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La cementificazione massiccia nel Municipio VIII, ad esempio, avrebbe un impatto pesantissimo, aumentando ancora il numero dei residenti di oltre 22.500 unità. Un’idea folle: oltre alla portata della devastazione di centinaia di ettari di agro romano, come si può pensare che la povertà infrastrutturale di quel quadrante possa reggere un carico urbanistico di queste dimensioni?”

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Salviamo la Tenuta della Mistica dal cemento per l’housing di Alemanno

Salviamo la Tenuta della Mistica dal cemento per l’housing di Alemanno. Stop a 306 mila metri cubi su 32 ettari di campagna romana nel Municipio 7.
Riparte la campagna salva agro di Legambiente Lazio

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Salviamo la “Tenuta della Mistica” dal cemento per l’housing di Alemanno. E’ questo il nuovo appello che Legambiente lancia nell’ambito della campagna salva agro romano che riprende il viaggio attraverso i danni incredibili che si determinerebbero nella Capitale se i risultati dello sciagurato bando per l’housing sociale dovessero essere approvati prima dalla Giunta e poi dall’Assemblea capitolina. Nel settimo Municipio le tre aree interessate sono estese per quasi 32 ettari e sarebbero cementificate con più di 306 mila metri cubi di nuovo costruito per oltre 2.300 nuovi residenti che andrebbero a pesare sul comprensorio.

Le tre proposte aggrediscono la Tenuta della Mistica, splendido parco agricolo tra la Prenestina e la Casilina, dove tra innumeveroli scempi resistono aree agricole che conservano il caratteristico paesaggio dell’agro romano con antichi casali, campi e importanti resti romani. La Tenuta, appartenuta al monastero di S. Sebastiano fino al XVI secolo, passò ai Borghese e da loro al
Capitolo di S. Giovanni in Laterano che l’ha conservata fino al 1873, e vede nell’area del Casale della Mistica resti imponenti dell’acquedotto Alessandrino. Dalle sorgenti presso il paese di Colonna, l’Aqua alexandrina è l’ultima in ordine cronologico ad essere condotta a Roma, grazie all’opera voluta dall’imperatore Alessandro Severo nel 226 d.C, e nell’area della Mistica presenta affascinanti arcate per sorpassare il fosso di Tor Tre Teste per poi proseguire verso il Fosso di Centocelle.

“Altro che aree di risulta come afferma il Sindaco Alemanno, quelle del bando sono tutte splendide aree di campagna romana. Nella Tenuta della Mistica ad esempio ci sono sfondi, visuali, paesaggi fantastici, dove giganteggiano anche stupefacenti resti dell’Acquedotto Anio Vetus -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Basta attacchi all’agro romano, stop al bando, la delibera sfascia paesaggio, non può nemmeno essere portata in Giunta.” Le tre aree interessate dal bando sono di 17,6 più 10,7 e 3,6 ettari circa, per una superficie
totale di 31,9 ettari, capace di sviluppare 306.534 metri quadri, per 2.385 nuovi residenti. La Tenuta della Mistica ha questo nome poiché terra di “misticanza”, ossia l’insalata dei poveri,
dei pellegrini, dei religiosi nei viaggi spirituali. Un’area che ha tutte le qualità per dare vita ad un Parco Agricolo –previsti dal Prg a Rocca Cencia, a Casal del Marmo e a Castel di Guido– come numerosi Comitati e gruppi di cittadini con gli ambientalisti proposero già da tempo. L’area, peraltro, fu assegnata dalla Giunta Veltroni alla neonata “Fondazione Parco della Mistica onlus” per realizzare il “Campus produttivo della Legalità e della Solidarietà” per il recupero dei giovani con trascorsi criminali, attraverso l’agricoltura biologica e una fattoria sociale.

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121 ettari di campagna romana cementificati con 1,1 milioni di metri cubi

121 ettari di campagna romana cementificati con 1,1 milioni di metri cubi: ecco le ricadute Municipio 5, del bando housing sociale di Alemanno.
Continua il viaggio della campagna salva agro di Legambiente Lazio

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Sette belle aree di campagna romana, estese per poco più di 121 ettari, sarebbero cementificate con oltre 1,1 milioni di metri cubi, appesantendo quei territori con 9.500 nuovi residenti. La campagna salva agro di Legambiente Lazio arriva nel quinto Municipio dove i risultati del Bando dell’Housing sociale di Alemanno porterebbe danni importanti.

“La proposta di cementificare nuove aree di campagna romana è sconcertante, l’amministrazione capitolina deve fermare la devastante delibera sull’agro, il paesaggio dell’agro romano non può essere compromesso ancora -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel quinto Municipio si andrebbero a colpire aree a Casal Monastero e Case Rosse, serve una mobilitazione dei territori per garantire il diritto all’abitare e cassare questo scempio di devastazione in agro.”

Anche nel Municipio V sono allarmanti i risultati del bando per l’housing sociale: le sette aree coinvolte si trovano tra Casal Monastero e Case Rosse, appena fuori dal GRA, sulla direttrice Est della città (tutte classificate come agro, tranne una a verde e servizi). A Casal Monastero, in fase di approvazione del piano regolatore, il Ministero dei Beni Culturali segnalò precisi vincoli paesaggistici e archeologici ottenendo la riduzione dell’area da edificare. Ebbene, oggi parte di quelle stesse aree sono tra le proposte del bando housing. Se non bastasse, nell’area la popolazione rischia di raddoppiare: oggi risiedono a Casal Monastero circa 10mila persone, che se i risultati del bando fossero approvati come tali, diventerebbero automaticamente 9 mila in più. Capitolo a parte merita Case Rosse, da tempo al centro delle proteste dei suoi abitanti, per le emissioni dell’industria chimica BASF. Ebbene, in una zona così a rischio, il piano prevede di insediare 500 nuovi residenti.

Nuovi insediamenti che vanno valutati anche in relazione allo sciagurato accordo per il prolungamento della Metro B oltre Rebibbia che prevede una stima di altri 1,1 milioni di metri cubi, nonché l’ipotesi che proprio in quel quadrante possa arrivare anche il nuovo stadio della Roma – ossia un altro milione di metri cubi.

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